Visualizzazione post con etichetta Berenice Bejo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Berenice Bejo. Mostra tutti i post

mercoledì 21 maggio 2014

Festival di Cannes 2014 - giorno 7

Ottavo giorno del Festival con due film in Concorso, 'The Search' di Michel Hazanavicius e  'Adieu au Langage' di Jean-Luc Godard.

Hazanavicius torna a Cannes dopo il trionfo di 'The Artist', e lo fa con un film totalmente diverso, 'The Search', che racconta la guerra in Cecenia. Nel cast Bérénice Bejo (che è anche la moglie del regista) e Annette Bening.

Molto diversa però l'accoglienza rispetto a quella riservata a 'The Artist'. Il film era stato messo fra i "palmabili" prima dell'inizio del festival ma le prime reazioni non sono state buone, è stato accolto da pochissimi applausi e qualche fischio. Anche le prime recensioni non sono affatto gentili col film di Hazanavicius.

Un film, 'The Search', che il regista aveva in mente da molto tempo. "Ho in mente questo film dai tempi di 'The Artist'", ha detto Hazanavicius, "Il successo del primo mi permette oggi di realizzare il secondo. Ogni mio film nasce da un desiderio di raccontare una storia. Il conflitto in Cecenia lo conosciamo solo per come ce lo hanno raccontato i cronisti, io volevo approcciarmi in modo più emozionale, con un rapporto diretto ai personaggi e alla storia". Una guerra, quella cecena, di cui si parla poco e che spesso viene dimenticata. "Questa guerra è stata combattuta nella colpevole indifferenza della comunità internazionale", spiega il regista, "È uno dei conflitti più violenti e sporchi che si sono combattuti negli ultimi anni. Nel 14-18 le stime delle perdite davano l’80% soldati e il restante civili. 50 e 50 nella Seconda Guerra Mondiale mentre in Cecenia le vittime civili superano nettamente il numero di quelle armate". Nel film c'è Annette Bening oltre che una serie di attori non protagonisti. "Non immaginavo che una star hollywodiana avrebbe risposto con tanto entusiasmo, ma mi ha detto che lo riteneva un film importante da fare e lo ha fatto", racconta il regista, "Per i ceceni abbiamo fatto un casting nei villaggi. Per quanto riguarda invece i russi mi sono mosso tra ucraini e moscoviti e ho scoperto una scuola attoriale veramente eccezionale".

Ritorna poi al Festival di Cannes, in Concorso, uno dei più grandi esponenti della Nouvelle Vague, Jean-Luc Godard. Il film, 'Adieu au Langage', è in 3D e in 70 minuti racconta la difficile comunicazione fra un uomo e una donna.
Misteriosa la sinossi ufficiale del film: "Una donna sposata incontra un single: si amano, litigano, s'accapigliano. Un cane erra tra città e campagna. Le stagioni passano. Un secondo film comincia...".


Oggi è stato anche il giorno di "Cannes Classic", protagonista della giornata Sophia Loren. Tanti applausi per lei ieri sera sul tapis rouge (applausi anche nei ristoranti in cui è stata!) e oggi la Loren si è divertita durante il photocall scherzando con i fotografi.

La Loren è stata invitata a Cannes per il restauro del grande film 'Matrimonio all'Italiana', per una Masterclass, una "lezione d'attrice", ma la Loren ha anche presentato il film 'La Voce Umana' (da Jean Cocteau), diretto dal figlio Edoardo Ponti.

Felice di vedere Mastroianni sul poster ufficiale del Festival che campeggia sul palazzo del festival. "Che bella emozione, qui c'è anche lui grazie a quel manifesto", ha detto la Loren durante l'intervista, "Marcello era straordinario, aveva un gran senso dell'umorismo, quando eravamo stanchi raccontava le barzellette. Abbiamo condiviso 20 anni di carriera lavorando e divertendoci". Un testo impegnativo quello de 'La Voce Umana' con cui l'attrice ha sempre voluto confrontarsi. "Un testo che ho letto quando ero molto giovane e che ho sempre sognato di fare", ha spiegato la Loren, "un monologo molto bello portato in scena da grandissime attrici, tra cui la straordinaria Anna Magnani. Se un'attrice vuole cimentarsi con qualcosa di importante sceglie sempre 'Voce Umana'".
Sophia Loren ha glissato sulle domande politiche ma non sul cinema italiano, l'attrice si è detta felice per l'Oscar a 'La Grande Bellezza'. "Sono felice che abbia preso l'Oscar, si deve cominciare da qualche parte", ha detto la Loren, che di Oscar a casa ne ha due, "e il successo porterà altre cose positive. In Italia abbiamo tante cose da dire, quelli che mancano sono i soldi". In splendida forma, non è affatto preoccupata degli 80 anni che compirà a settembre. "Che devo fare? Gli anni passano per tutti. Io comunque sto benissimo e ho tanta energia e voglia di fare. Mi resta infatti un sogno nel cassetto da realizzare,  ma di cui non voglio rivelare nulla, è troppo importante", ha concluso la Loren.

martedì 8 ottobre 2013

Oscar 2014, miglior film straniero: una lista di 76 film.

Nella storia degli Oscar non ci sono mai stati così tanti candidati per la cinquina del miglior film straniero: 76 in tutto, cinque in più dello scorso anno, con l'ingresso di paesi "nuovi" come l'Arabia Saudita. E non manca qualche polemica.

L'Iran ha proposto il film 'Il Passato' di Asghar Farhadi, presentato all'ultimo Festival di Cannes. Polemica per cosa? Farhadi è iraniano, e ha già vinto l'Oscar come miglior film straniero nel 2011 con 'La Separazione', ma il film 'Il Passato' lo è un po' meno. Il produttore con la quota più alta è francese (nell'altra percentuale c'è anche un po' di Italia con la Bim) e anche il cast è praticamente tutto francese, a partire dai protagonisti Bérénice Bejo, che con questo film ha vinto la Palma come migliore attrice, e Tahar Rahim.

Un caso analogo era successo anche lo scorso anno con il film, poi vincitore, 'Amour' di Michael Haneke, un film praticamente francese che però è stato presentato per l'Austria, patria del regista. Quindi la polemica da chi arriva? dall'Iran, che non si sente rappresentato da un film che di iraniano non ha niente. "Diversamente da 'Una separazione', non c’è nulla di iraniano in questo film ad esclusione di un personaggio le cui origini potevano essere di qualunque tipo", ha detto una fonte dell'area conservatrice, "Sarebbe stato meglio aver selezionato un film puramente iraniano". Forse sarebbe il caso che l'Academy rivedesse qualche regola.

Ma ormai è fatta, 'Il Passato' è il candidato ufficiale per l'Iran. L'Italia invece punta forte sul film di Paolo Sorrentino 'La Grande Bellezza' che ha ricevuto ottime critiche dalla stampa estera.

Ecco la lista dei 76 film proposti, ad inizio gennaio verrà comunicata la shortlist di 9 film da i quali verrà tirata fuori la cinquina finale che concorrerà all'Oscar 2014.

Albania: Agon - Robert Budina
Arabia Saudita: La bicicletta verde - Haifaa al-Mansour
Argentina: Wakolda - L’angelo del male - Lucía Puenzo
Australia: The Rocket - Kim Mordaunt
Austria: The Wall - Julian Polsler
Azerbaigian: Steppe Man - Shamil Aliyev
Bangladesh: Television - Mostofa Sarwar Farooki
Belgio: The Broken Circle Breakdown - Felix van Groeningen
Bosnia-Erzegovina: An Episode in the Life of an Iron Picker - Danis Tanović
Brasile: Neighbouring Sounds - Kleber Mendonça Filho
Bulgaria: The Colour of the Chameleon - Emil Hristov
Cambogia: The Missing Picture - Rithy Panh
Canada: Gabrielle - Louise Archambault
Ciad: Grigris - Mahamat-Saleh Haroun
Cile: Gloria - Sebastian Lelio
Cina: Back to 1942 - Feng Xiaogang
Colombia: La Playa DC - Juan Andrés Arango
Corea del Sud: Juvenile Offender - Kang Yi-kwan
Croazia: Halima’s Path - Arsen Anton Ostojić
Danimarca: Il sospetto - Thomas Vinterberg
Ecuador: The Porcelain Horse - Javier Andrade
Egitto: Winter of Discontent - Ibrahim El- Batout
Estonia: Free Range - Veiko Õunpuu
Filippine: Transit - Hannah Espia
Finlandia: Disciple - Ulrika Bengts
Francia: Renoir - Gilles Bourdos
Georgia: In Bloom - Nana Ekvtimishvili e Simon Groß
Germania: Two Lives - Georg Maas
Giappone: The Great Passage - Yuya Ishii
Grecia: Boy Eating The Bird’s Food - Ektoras Lygizos
Hong Kong: The Grandmaster - Wong Kar-wai
India: The Good Road - Gyan Correa
Indonesia: Sang Kiai - Rako Prijanto
Inghilterra: Metro Manila - Sean Ellis
Iran: Il passato - Asghar Farhadi
Islanda: Of Horses and Men - Benedikt Erlingsson
Israele: Bethlehem - Yuval Adler
ITALIA: LA GRANDE BELLEZZA - PAOLO SORRENTINO
Kazakistan: The Old Man - Ermek Tursunov
Latvia: Mother I Love You - Janis Nords
Libano: Ghadi - Amin Dora
Lituania: Conversations of Serious Topics - Giedrė Beinoriūtė
Lussemburgo: Blind Spot - Christophe Wagner
Messico: Heli - Amat Escalante
Montenegro: Bad Destiny - Draško Đurović
Marocco: God’s Horses - Nabil Ayouch
Moldavia: All God’s Children - Adrian Popovici
Nepal: Soongava: Dance of the Orchids - Subarna Thapa
Norvegia: I Am Yours - Iram Haq
Nuova Zelanda: White Lies - Dana Rotberg
Olanda: Borgman - Alex van Warmerdam
Pakistan: Zinda Bhaag - Meenu Gaur e Farjad Nabi
Palestina: Omar - Hany Abu-Assad
Perù: The Cleaner - Adrian Saba
Polonia: Walesa - Andrzej Wajda
Portogallo: Lines of Wellington - Valeria Sarmiento
Repubblica Ceca: Burning Bush - Agnieszka Holland
Repubblica Dominicana: Who’s The Boss? - Ronni Castillo
Romania: Il caso Kerenes - Calin Peter Netzer
Russia: Stalingrad - Fedor Bondarchuk
Serbia: Circles - Srdan Golubovic
Singapore: Ilo Ilo - Anthony Chen
Slovacchia: My Dog Killer - Mira Fornay
Slovenia: Class Enemy - Rok Biček
Spagna: 15 Years Plus a Day - Gracia Querejeta
Sud Africa: Four Corners - Ian Gabriel
Svezia: Eat Sleep Die - Gabriela Pichler
Svizzera: Un mondo in pericolo - Markus Imhoof
Taiwan: Soul - Chung Mong-Hong
Thailandia: Countdown - Nattawut Poonpiriya
Turchia: The Butterfly’s Dream - Yılmaz Erdoğan
Ucraina: Paradjanov - Serge Avedikian e Olena Fetisova
Ungheria: The Notebook - Janosz Szasz
Uruguay: Anina - Alfredo Soderguit
Venezuela: Breach in the Silence - Luis Rodríguez e Andrés Rodríguez

sabato 18 maggio 2013

Festival di Cannes 2013 - giorno 3 e 4

Festival col brivido ieri a Cannes. Nella notte rapina alla gioielleria Chopard con la cassaforte strappata dal muro e portata via intero con tutti i gioielli dentro, e durante la giornata un folle ha sparato in aria, per fortuna a salve, momenti vissuti in diretta durante una trasmissione di Canal+ in cui erano ospiti anche i giurati Daniel Auteil e Christoph Walz.

Ma ieri è stato soprattutto, ed è un piacere dirlo, il giorno di Valeria Golino nella sezione Un Certain Regard con il suo film 'Miele', debutto alla regia per l'attrice. Film con un tema molto delicato come il suicidio assistito che ha convinto la critica, soprattutto quella estera, e ha  poi raccolto grandi applausi la sera alla proiezione per il pubblico. 

"Voglio bene a questo piccolo film che mi ha portato fin qui. Sono felice, ma non riesco a godere di questo momento", ha detto Valeria Golino in conferenza, "Provo tensione, qualcosa a cui non riesco a dare un nome, vorrei essere più contenta e serena, forse fra un mese lo sarò". Un film per cui la Golino ha lottato e non nasconde che i no sono stati tanti: "A dirmi di no sono stati anche molti amici. E devo ammettere di esserci rimasta molto male. La soddisfazione più grande è stato vederli ricredersi e venirmi a chiedere scusa". Alla domanda su quali fossero state le scene più difficili da girare, la Golino non ha dubbi, le scene dei suicidi assistiti. "Avevo molta apprensione, perché non volevo spettacolarizzare il dolore e neppure nasconderlo", ha detto la regista/attrice, "Tutta la troupe mi è stata vicina perché quelle scene non diventassero sentimentali e avessero una certa sacralità".
Ad accompagnarla il cast compresa la protagonista Jasmine Trica, quasi una veterana del festival visto che in passato ha partecipato con 4 film ed è stata anche giurata in Un Certain Regard nel 2007. Molto apprezzata la sua prova, in conferenza la Trinca ha detto che nonostante il grande stress emotivo si sentita molto a suo agio durante le riprese e il merito è stato soprattutto dell'alchimia con Valeria Golino. E sul film "'Miele' è un film non solo italiano perché entra in empatia con altre storie del mondo". La Golino ha spiegato la scelta di Jasmine Trinca come protagonista, ammettendo che comunque se avesse potuto lo avrebbe fatto lei: "Era un ruolo disegnato su una donna giovane e io trovo che Jasmine sia perfetta per incarnare un tipo di donna come questa. Ma se fossi stata più giovane non avrei esitato a litigarmi con lei il ruolo della protagonista. E poi devo ammettere che mi basta fare un lavoro alla volta: dirigere un film per la prima volta è stato già abbastanza faticoso".

Il film è già in sala in Italia. Va sottolineato come il film abbia convinto soprattutto la critica e il pubblico estero, a dimostrazione di come il cinema italiano venga spesso apprezzato più fuori dall'Italia che a casa nostra.

Film interessanti anche dal Concorso, con 'The Past' del regista iraniano Asghar Farhadi, con un ottimo cast, nel quale troviamo anche Bénérice Bejo che, a quanto pare, offre una bella prova. Un dramma familiare che ha strappato applausi da pubblico e critica e che si candida seriamente per un premio nella serata finale.

Altro film ad aver ricevuto ottime critiche e applausi è stato 'Like Father, Like Son' del regista Hirokazu Kore-eda. Anche questa pellicola potrebbe dire la sua alla fine del Festival.

Entrambi i film erano fra quelli favoriti o comunque fra i più attesi dalla critica, insomma le reazioni positive non sono poi una sorpresa.

Destinato a fare scandalo invece il film 'L'inconnu du Lac' di Alain Guiraudie. Un film a tematica omosessuale con scene di sesso esplicite mostrare in primo piano o messe ben in evidenza e per i protagonisti che passano gran parte del film (quasi tutto praticamente) nudi. 
Il film racconta di "cruising" e di Franck, Michel e Henri, tre uomini che si incontrano e si conoscono in riva ad un lago. Al di là degli scandali e delle chiacchiere, il film ha detta di molti è ben girato, molto ironico ma con un peso specifico importante. 
Un film che potrebbe rivelarsi un outsider nella sezione Un Certain Regard e che potrebbe dire la sua per la Queer Palm.


Oggi invece è arrivato a Cannes Benicio Del Toro per presentare il film 'Jimmy P.' di Arnaud Desplechin, nel cast anche Mathieu Amalric. Del Toro interpreta un nativo americano reduce dalla Seconda Guerra Mondiale che viene ricoverato in una clinica psichiatrica a causa di alcuni problemi riconosciuti come mentali e non fisici. In ospedale subentra la diffidenza verso il suo essere nativo americano, così viene chiamato un antropologo europeo specializzato in certi casi. Il film è stato presentato in Concorso.


Frra


lunedì 12 novembre 2012

Festival di Roma - giorno 3

La terza giornata del Festival di Roma è stata sicuramente caratterizzata dalla tanta, tantissima, pioggia caduta sulla Capitale. Fra i film presentati il primo dei film a sorpresa, il debutto alla regia di Carlo Lucarelli e un colorato film francese.

'L'Isola dell'Angelo Caduto' è l'esordio alla regia dello scrittori di gialli Carlo Lucarelli. Protagonista Giampaolo Morelli.
Trasposizione di uno dei suoi libri di maggior successo, la storia è ambientata nel periodo dell'ascesa di Mussolini su un'isola prigione, una inchiesta della polizia dovrà indagare sul quel luogo isolato in cui il mistero, la realtà e Storia si mescolano.

La trama vi ricorda qualcosa? E' lo stesso regista ad ammettere di aver fatto il suo personale 'Shutter Island'. Il film non ha convinto, a causa di una storia che si sgonfia e di una regia e una sceneggiatura troppo televisiva. Lucarelli però non è presuntuoso, durante la conferenza stampa ha risposto con umiltà ad una domanda provocatoria: "A me il film è parso brutto, lei è sicuro che il risultato finale sia quello che voleva? - Come regista io non sono nessuno, mi sono fatto aiutare da tutta la troupe e il film è il risultato di un lavoro di squadra. Ma l’idea di fondo di fare un film sopra le righe, un pastiche di influenze, è mia: magari è stato un errore, ma è stato un errore consapevole."

Presentato il primo film a sorpresa di Muller, 'Back to 1942' di Feng Xiaogang. Nel cast anche Tim RobbinsAdrien Brody, assente in conferenza stampa ma presente sul red carpet.

Ambientato durante la più grande carestia della Cina, che ha provocato tre milioni di vittime, e con il conflitto con il Giappone alle porte. Il proprietario terriero Fan con la figlia sedicenne si uniscono ai milioni di rifugiati che si dirigono a piedi verso la provincia dello Shaanxi. Durante il viaggio incontrano tre uomini, un giornalista/fotografo americano (A.Brody), uno chef diventato giudice e Padre Simeone, in crisi con la fede e che si rivolge ad un prete italiano (T.Robbins).

Un film lungo e pretenzioso, costruito e confezionato bene, con le fattezze di un kolossal ma che si complica nella scrittura e nella spiegazione della storia. Ha convinto a metà, con A.Brody e T.Robbins non sfruttati al meglio.

Altro film presentato oggi, 'Populaire' di Régis Roinsard. Nel cast Romain Duris, Deborah Fraçois e Berenice Bejo.

Ambientato alla fine degli anni '50, è la storia di una ragazza della provincia francese, Rose Pamphyle, il cui unico talento è quello di saper dattiloscrivere alla velocità della luce. Viene assunta da Louis Echard, titolare di un'agenzia di assicurazioni. Louis diventa così il suo allenatore con l'intento di far diventare Rose la dattilografa più veloce del mondo. L'amore però si mette di mezzo.

Colorato, fresco, romantico e brillante, il film è piaciuto e ha raccolto diversi applausi a fine proiezione.
"L’idea di questo film nasce casualmente, quando un giorno mi sono imbattuto in un documentario che raccontava la storia dei campionati di dattilografia", ha raccontato il regista, "Da quel momento ho iniziato a studiare, a cercare informazioni: il documentario ha risvegliato in me la voglia di creare una storia d’amore che si mischiasse a questo sport".

Annunciato anche il secondo film a sorpresa del Festival, anche questo arriva da oriente, è il gangster movie 'Duzhan' di Johnny To. Domani intanto arriva a Roma Sylvester Stallone che incontrerà il pubblico e i fan al Teatro di Tor Bella Monaca, in periferia, in attesa della presentazione mondiale del film 'Bullet To The Head' prevista per mercoledì.


Frra