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sabato 20 luglio 2019

Moon Day: cinque titoli per i 50 anni dello Sbarco sulla Luna

Era il 20 luglio 1969, uno dei giorni più importanti della Storia dell'umanità, il giorno dello Sbarco sulla Luna.

Sono passati 50 anni da quella impresa, dallo straordinario viaggio di Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, cinquant'anni dalla famosa frase: "Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità", pronunciata da Armstrong dopo aver posato il piede sulla superficie lunare.
Ma il Cinema è arrivato sulla Luna prima di loro.

Il nostro satellite è stato al centro di tante pellicole, fin dai tempi del muto. Ecco cinque film che hanno raccontato o sono stati ambientati sulla Luna.

FIRST MAN, di Damien Chazelle (2018).

Adattamento cinematografico di "First Man: The Life of Neil A. Armstrong", di James R. Hansen, il film racconta gli anni precedenti e lo Sbarco sulla Luna attraverso la storia di Neill Armstrong. Un racconto emozionante e commovente che mette al centro un personaggio molto più complesso di come è sempre stato descritto. Segnato da un gravissimo lutto, la via per la Luna per Armstrong sarà molto complicata, piena di lavoro duro e sacrifici.
Con Ryan Gosling protagonista, First Man è stato uno dei migliori film del 2018. Inspiegabilmente ignorato nella stagione dei premi, vincitore di un solo Oscar (2019), ai migliori effetti speciali. Accompagnato da una splendida colonna sonora, la scena finale dell'Allunaggio è da pelle d'oca.

MOON, di Duncan Jones (2009).

Ambientato interamente sulla Luna, il film sci-fi diretto da Duncan Jones immagina una base lunare per l'estrazione di gas, Elio-3, da mandare sulla Terra. La base ha un solo abitante, Sam Bell (un bravissimo Sam Rockwell, unico protagonista per tutto il film), accompagnato da una intelligenza artificiale di nome GERTY. A Sam mancano solo due settimane alla fine del suo turno di tre anni, ormai è pronto a tornare sulla Terra, quando comincia a stare male. Durante una missione all'esterno, si sente male e rimane ferito in un incidente. Si risveglia in infermeria, confuso su quanto accaduto. Questo incidente lo porterà a scoprire la terribile verità su quel posto e su se stesso.

APOLLO 13, di Ron Howard (1995).

Dopo la prima, diverse missioni hanno portato degli uomini sulla Luna, ma c'è anche chi l'ha solo sfiorata, in un viaggio spaziale che ha rischiato di finire in tragedia. Il film di Ron Howard racconta la sfortunata spedizione dell'Apollo 13, mai arrivato sulla Luna a causa di un guasto che danneggiò seriamente la navicella. Un grande racconto di sopravvivenza che sottolinea e omaggia l'ingegno e la forza sia degli astronauti a bordo, che il grande lavoro di chi, da Terra, li ha aiutati. Con Tom HanksKevin BaconBill Paxton nel ruolo degli astronauti, e un grande Ed Harris nel ruolo del direttore di volo a terra. La frase del film "Houston, abbiamo un problema", è tra le citazioni più famose della storia del Cinema.
Vincitore di due premi Oscar (1996).

2001: ODISSEA NELLO SPAZIO, di Stanley Kubrick (1968).

Uno dei capolavori del Cinema, film misterioso dai molteplici significati. La seconda sezione della storia (TMA-1) è ambientata proprio sulla Luna nel futuristico - per quel tempo - 1999. Questa parte del film racconta della missione altamente classificata del dottor Heywood Floyd, che arriva sulla base lunare Clavius per andare ad esplorare il cratere Tycho. Il motivo di questa indagine è il ritrovamento, nel cratere, di un misterioso monolite nero, sepolto nel suolo lunare da circa tre milioni di anni. Il film vinse l'Oscar per i migliori effetti speciali (1969).
Uscito un anno prima dell'Allunaggio, nel tempo il film è stato al centro di alcune fantasiose teorie complottistiche, sempre rinnegate, anche in modo piuttosto deciso e irritato, dalla famiglia Kubrick.

LE VOYAGE DANS LA LUNE, di Georges Méliès (1902).

Uno dei padri fondatori della cinematografia, Méliès immaginò un viaggio dentro la Luna. Le Voyage dans la Lune è considerato il primo film di fantascienza mai realizzato e racconta di un gruppo di astronomi che decide di sparare un razzo sulla Luna per esplorarla. Lì, il gruppo di scienziati troverà indigeni locali, i Seleniti, che li rapiranno per condurli dal loro Re. Gli scienziati però riusciranno a liberarsi, e una volta tornati al razzo, riusciranno a fuggire facendolo "cadere" sulla Terra. Il film di Méliès ci ha regalato una delle immagini più rappresentative del Cinema in generale: il razzo che colpisce l'occhio della Luna.

martedì 30 ottobre 2018

First Man - la recensione


Dopo il successo di La La Land, Damien Chazelle torna nei cinema con una storia che apparentemente non ha nulla a che fare con il musical che gli ha regalato l'Oscar per la regia, e nemmeno con Whiplash, pellicola che lo ha portato alla ribalta.



In realtà ad uno sguardo più attento, in First Man - Il Primo Uomo c'è sia la malinconica storia d'amore fra l'aspirante attrice Emma Stone e il musicista jazz Ryan Gosling, che la vibrante rivalsa del batterista interpretato da Miles Teller, e anche quel pizzico di cattiveria che l'iconico Fletcher portava sullo schermo in Whiplash. C'è tutto il cinema di Chazelle nella storia di Neil Armstrong, dello sbarco sulla Luna, dell'uomo che sorpassa i suoi limiti per arrivare là dove nessuno era mai andato prima, per ritrovarsi comunque solo con se stesso, con la propria vita, i propri amori e le proprie perdite da affrontare, ma in un certo senso liberi, come se l'essere riusciti a giungere al di là di qualsiasi altra conquista umana fino a quel momento, non fosse altro che una rinascita interiore portata a compimento.

Lungi dall'essere perciò una vuota celebrazione patriottica di un'eroe americano, First Man diventa un racconto intimo su un uomo che è in realtà simbolo di un'umanità intera, ma sempre comunque un uomo.
Sicuramente grandissima parte del merito va alla regia di Chazelle e in generale all'intero comparto tecnico che crea suggestioni di immagini e musica da brivido, ma anche e soprattutto ai due interpreti principali, Ryan Gosling e Clare Foy, entrambi fautori di un'interpretazione intensa e misurata ma di grandissimo impatto emotivo.

Chi si aspetta un film adrenalinico rimarrà sicuramente deluso, First Man è il ritratto di un uomo che mischia inadeguatezza familiare, fragilità emotiva e slanci di eroismo universale con grande delicatezza, e senza mai andare fuori tema, né deviare verso la spettacolarizzazione facile o il patriottismo fine a se stesso, riesce a essere molto più che un film sul primo uomo che sia mai andato sulla Luna.
Con maestria ed eleganza, Damien Chazelle ci accompagna per due ore in un film che regala lacrime e brividi sinceri e mai forzati, dimostrandosi ancora una volta un maestro di cinema di grande emozione.

mercoledì 29 agosto 2018

Venezia 75 - giorno 1

Due film molto attesi danno il via alla 75a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia.

Esattamente come due anni fa, è il premio Oscar Damien Chazelle ad aprire il festival con il suo nuovo attesissimo film First Man, che racconta la storia della missione Apollo 11 che portò i primi uomini sulla Luna.

Protagonista del film è Ryan Gosling, chiamato ad interpretare il primo uomo ad aver messo piede sulla superficie lunare, Neil Armstrong. "Non penso ad Armstrong come a un eroe, lui almeno non pensava di esserlo", ha dichiarato l'attore durante la conferenza stampa, "Era umile, molti astronauti lo sono. Si sentiva l’ingranaggio di una macchina molto più grande. Ho avuto tantissime fonti cui ispirarmi, i suoi figli e la moglie, la NASA, i libri, tutti quelli che lo hanno conosciuto. Ci hanno aiutato a realizzare questo film che racconta due storie: l'uomo che atterra sulla Luna e anche quella di quest'uomo che va sulla Luna per poter atterrare sulla terra. Le due cose insieme sono il potere di questa storia".

Il difficile lavoro dell'astronauta è uno degli aspetti che Chazelle voleva raccontare, come dichiarato da Jason Clarke: "Damien ha creato capsule molto realistiche dove dovevamo infilarci con addosso tute molto pesanti. Abbiamo lavorato in una costante sensazione di claustrofobia". "Abbiamo avuto a disposizione un team straordinario", ha aggiunto Damien Chazelle, "abbiamo usato il vero casco e la vera tuta di Armstrong. Abbiamo creato così i respiri originali, senza dover simulare nulla". Il film racconta in modo molto realistico e mai retorico la preparazione alla missione, che nel 1969 era qualcosa di inimmaginabile. "La mia generazione è cresciuta in un mondo dove lo spazio era già stato esplorato", ha dichiarato ancora il regista, "con immagini così iconiche da farci apparire una missione scontata e invece è stata il frutto di enormi sacrifici". Tra i produttori del film anche Steven Spielberg, una gioia per un fan come Chazelle: "Sono cresciuto con i suoi film. Mi ha dato consigli preziosi".

Ma il film non racconta solo la missione, il principale obbiettivo era raccontare il Neil Armstrong uomo, padre, marito, e poi astronauta. "Per noi era importante onorare il modo in cui i figli vedevano i propri genitori", ha dichiarato Claire Foy, "Per loro non era un astronauta ma il loro papà. Sono stati generosi, ci hanno affidato la loro storia mettendola nelle nostre mani senza alcuna gelosia".

Il film, che sembra sia stato accolto molto bene dalla critica (quest'anno le recensioni potranno essere pubblicate solo dopo la visione del pubblico), uscirà in Italia il 31 ottobre (negli USA il 12).

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Ad aprire la sezione Orizzonti è stato un altro film, completamente diverso ma altrettanto atteso. Si tratta di Sulla Mia Pelle, di Alessio Cremonini, con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca protagonisti.

Il film che affronta un tema molto spinoso che non mancherà di sollevare polemiche, la storia infatti racconta gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, che nel 2009 venne arrestato per poi morire a causa delle lesioni dovute a un pestaggio subito mentre era in carcere. Fatto gravissimo per cui sono ancora a processo alcuni membri delle forze dell'ordine.

Duro e toccante, nel film non viene mostrato il pestaggio, si vede Stefano Cucchi, interpretato da un intenso Alessandro Borghi, entrare in una stanza con tre carabinieri e uscirne con il volto livido, un'andatura sofferente e l'incapacità di riuscire a parlare bene. Il film però non racconta solo quanto accaduto in quella stanza, ma anche la cieca burocrazia italiana, i diritti negati (l'avvocato difensore mai chiamato, ad esempio), le bugie, e l'omertà di chi - giudici, poliziotti, medici - pur trovandosi davanti un ragazzo in evidente sofferenza fisica, ha fatto finta di non vedere.
"Abbiamo raccontato senza giudicare", ha dichiarato il regista, "ma il film nasce dallo studio accurato di verbali e testimonianze fatto anche con l'ausilio dell'avvocato Fabio Anselmo".

Allo stesso tempo viene raccontata anche la figura di Stefano Cucchi, un ragazzo di borgata, molto diffidente verso le istituzioni. Un comportamento che Alessandro Borghi ha cercato di spiegare durante la conferenza stampa: "Quell'omertà deriva da un'idea tipica della borgata, perché non si fa la spia. Magari Stefano pensava di parlare quando una volta fuori, senza capire che stava male da morire". "Va considerato anche lo shock, la vergogna di essere stato pestato", ha aggiunto il regista, "E poi la paura che le forze dell'ordine l'avrebbero perseguitato". Forze dell'ordine che hanno negato i permessi per girare le scene a Regina Coeli (luogo in cui spesso si gira), a dimostrazione che l'argomento è molto caldo e quell'omertà verso la verità è ancora molto presente.
"Il problema non è la divisa che porti ma l'essere umano che c'è dietro la divisa", ha continuato Borghi parlando non solo di chi ha compiuto il pestaggio ma anche di chi dopo non ha voluto aiutare Stefano Cucchi, "Se sei un drogato non ti aiuto, è una presa di posizione e questo significa che tutto ciò può accadere di nuovo. Nel 2009, ci sono stati 176 decessi in quel carcere. Mi sembra evidente che il nostro sistema carcerario faccia acqua da tutte le parti. Ci sono persone che lavorano in condizioni disastrose".

Jasmine Trinca, che nel film interpreta Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha definito il film: "un atto dovuto, è una vicenda privata ma paradigmatica, perché rispecchia la storia di mille. Questa è una storia che chiama alla responsabilità proprio per l'irresponsabilità che contiene. Nessuno ha avuto uno sguardo pietoso e umano verso questo ragazzo".
Alla domanda se considera quanto successo un omicidio di Stato ha risposto: "Se lo Stato non prende una posizione, lo è. Certo, non è morto cadendo dalle scale".

Ottima l'interpretazione di Alessandro Borghi, che è dimagrito diversi kg per interpretare Stefano Cucchi e ha fatto un attento lavoro di postura fisica per calarsi nella parte, tanto che Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, vedendo il film gli ha detto: "Non so come hai fatto, ma sei uguale a lui".
Ilaria Cucchi, che da quel giorno si batte costantemente perché la verità venga fuori, ha dedicato il film a quei politici (oggi anche ministri) che continuano a non voler vedere la verità e a negare l'evidenza dei fatti spesso insultando sia Stefano Cucchi che la sorella Ilaria.

Il film sarà disponibile su Netflix dal 12 settembre, ma uscirà anche in alcune sale distribuito da Lucky Red.

lunedì 27 febbraio 2017

Oscar 2017 - a sorpresa vince Moonlight. Ecco tutti i vincitori!

La Notte degli Oscar 2017 ha riservato un finale del tutto inaspettato, a conclusione di una cerimonia nella norma, tra battute ironiche, in particolare verso il presidente USA, e discorsi politici. Jimmy Kimmel ha condotto la serata in scioltezza e senza fare nulla di particolare, spesso portando sul palco quello che propone anche nel suo show, come i divertenti Mean Tweet. Momento da ricordare, il tweet che Kimmel ha mandato in diretta al presidente USA Trump, per sapere se era ancora sveglio, e poi un altro con l'hashtag #Merylsayshi. Entrambi subito super retwittati.

A trionfare in un finale piuttosto confuso è stato Moonlight, vincitore del premio come miglior film. Cos'è successo? Warren Beatty e Faye Dunaway, non proprio convinti in realtà, hanno annunciato la vittoria di La La Land. Festa per il cast e la produzione, tutti sul palco per festeggiare la vittoria, stavano già facendo i discorsi di ringraziamento quando uno dei produttori del film ha annunciato che c'era stato un errore, il vincitore in realtà era Moonlight. Momento di grande imbarazzo con Warren Beatty che si è scusato davanti a tutti dicendo di aver ricevuto la busta sbagliata. Cambio sul palco, giù cast e produzione di La La Land, su quelli di Moonlight.
Un momento imbarazzante per l'Academy che improvvisamente è sembrata una Miss Universo qualunque. Imbarazzante anche perché, in realtà, non è chiaro cosa sia successo, sembra strano che a ingannare i poveri Beatty e Dunaway sia stato uno scambio di buste, anche perché la busta incriminata che avrebbe tratto in errore i due attori sarebbe stata quella della migliore attrice... che però in quel momento era tra le mani della migliore attrice appena premiata. Insomma, non è chiaro, è stata annunciata un'indagine da parte della PriceWaterhouseCoopers, che da sempre si occupa delle votazioni, che si è dichiarata colpevole dell'accaduto. Comunque Moonlight ha vinto. In tutto il film di Barry Jenkins si è portato a casa tre statuette, miglior film, sceneggiatura originale, e migliore attore non protagonista a Mahershala Ali.

Il musical La La Land, con sei statuette è stato il film più premiato della serata, e si è portato a casa anche i premi per la migliore regia a Damien Chazelle, a 32 anni è il più giovane regista di sempre a ricevere questo Oscar, e quello come migliore attrice protagonista andato a Emma Stone.

Non c'era storia nella categoria migliore attrice non protagonista, a vincere, come da pronostico, è stata Viola Davis per Fences. Un po' di dubbio c'era nella categoria come migliore attore protagonista, la sfida era fra Denzel Washington (Fences) e Casey Affleck (Manchester by the Sea), e alla fine è stato proprio Affleck a portarsi a casa l'Oscar.

Due Oscar per la Disney, grazie alla Pixar per il corto Piper, e a Zootropolis, miglior film d'animazione. Miglior film straniero Il Cliente di Ashgar Farhadi, il regista iraniano era a causa del ban di Trump verso alcuni paesi islamici, il ban è stato sospeso ma la sua assenza è stato un segno di protesta.
Non ce l'ha fatta Fuocoammare tra i documentari, ma un po' d'Italia si è vista sul palco con la vittoria di Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini, insieme a Christopher Nelson, dell'Oscar per il miglior trucco per Suicide Squad.

Da segnalare un altro errore, una svista incredibile durante il tristissimo momento In Memoriam è stata ricordata la costumista Janet Patterson, scomparsa lo scorso anno, ma al posto della sua foto è stata messa quella della produttrice, e grande amica della Patterson, Jan Chapman, vivissima, che si è detta abbastanza sconvolta dall'accaduto.

Ecco tutti i premi della serata.

Miglior film: Moonlight di Barry Jenkins

Miglior regia: Damien Chazelle per La La Land

Miglior attrice protagonista: Emma Stone per La La Land

Miglior attore protagonista: Casey Affleck per Manchester by the Sea

Miglior attrice non protagonista: Viola Davis per Fences - Barriere

Miglior attore non protagonista: Mahershala Ali per Moonlight

Miglior sceneggiatura non originale: Moonlight

Miglior sceneggiatura originale: Manchester by The Sea

Miglior film d'animazione: Zootropolis

Miglior film straniero: Il cliente di Asghar Farhadi

Miglior fotografia: La La Land

Miglior scenografia: La La Land

Migliori costumi: Animali fantastici e dove trovarli

Miglior trucco: Suicide Squad

Miglior montaggio sonoro: Arrival

Miglior sonoro: La battaglia di Hacksaw Ridge

Miglior montaggio: La battaglia di Hacksaw Ridge

Migliori effetti speciali: Il libro della Giungla

Miglior colonna sonora: La La Land

Miglior canzone: "City of Stars", La La Land

Miglior cortometraggio: Sing

Miglior cortometraggio documentario: The White Helmets

Miglior corto di animazione: Piper

Miglior documentario: O.J.: Made in America

lunedì 13 febbraio 2017

'La La Land' trionfa anche ai BAFTA 2017. Ecco tutti i vincitori.

Sono stati assegnati ieri sera i BAFTA 2017, gli "Oscar inglesi", assegnati dalla British Adacemy of Film and Television Arts.

Nuovo trionfo per il musical La La Land, che si porta a casa 5 premi, tra cui miglior film, regista (Damien Chazelle) e attrice protagonista a Emma Stone, che ormai sembra avere l'Oscar in tasca, così come Viola Davis, che si conferma migliore attrice non protagonista per il film Fences - Barriere.

Come migliore attore ha vinto Casey Affleck (Manchester by the Sea), migliore attore non protagonista invece Dev Patel per Lion. I BAFTA in realtà non sono molto indicativi in chiave Oscar, Casey Affleck e Dev Patel quindi non "guadagnano punti" in attesa degli Academy Awards.

Durante la cerimonia è stato anche consegnato un premio alla carriera al grande Mel Brooks.

Ecco tutti i premi.

MIGLIOR FILM: La La Land

MIGLIOR FILM INGLESE: I Daniel Blake

MIGLIOR REGISTA: Damien Chazelle – La La Land

MIGLIOR ATTORE: Casey Affleck – Manchester By The Sea

MIGLIORE ATTRICE: Emma Stone – La La Land

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Dev Patel – Lion

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA: Viola Davis – Fences

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA: Lion

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Manchester By The Sea

MIGLIOR DEBUTTO PER UN REGISTA INGLESE: Babak Anvari, Emily Leo, Oliver Roskill, Lucan Toh – Under The Shadow

MIGLIOR FILM NON IN LINGUA INGLESE: Son Of Saul

MIGLIOR DOCUMENTARIO: 13th

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE: Kubo & The Two Strings

MIGLIOR FOTOGRAFIA: La La Land

MIGLIOR MONTAGGIO: Hacksaw Ridge

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO: Florence Foster Jenkins

MIGLIORI COSTUMI: Jackie

MIGLIORI SCENOGRAFIE: Fantastic Beasts And Where To Find Them

MIGLIORI EFFETTI VISIVI: The Jungle Book

MIGLIOR COLONNA SONORA: La La Land

MIGLIOR SONORO: Arrival

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO INGLESE: Home

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO ANIMATO INGLESE: A Love Story

EE RISING STAR AWARD: Tom Holland

giovedì 26 gennaio 2017

La La Land - la recensione

Era uno dei film più attesi di questa stagione cinematografica, è stato un vero e proprio colpo di fulmine per tutti alla Mostra Cinematografica di Venezia 2016, e finalmente arriva anche nelle nostre sale.
Stiamo parlando di La La Land, il musical di Damien Chazelle, con i bellissimi e bravissimi Emma Stone e Ryan Gosling.

Il giovanissimo regista aveva già saputo stupirci con quel mix di musica jazz ed energia pura che era stato Whiplash, ma in questo musical di altri tempi si supera e, in un certo senso, supera il cinema stesso, con una storia d'amore tanto semplice da riportare alla mente quelle storie dei film di una volta, a metà fra quel senso di nostalgia di cui era impregnato Casablanca e la magia fanciullesca de Il Mago di Oz. C'è però di più, in La La Land, oltre all'omaggio a quella vecchia Hollywood in cui il musical era uno dei mezzi prediletti per raccontare la vita e l'amore e si suonava Jazz a un pianoforte mentre si fumava una sigaretta. C'è la vitalità di un ragazzo, Chazelle infatti ha solo 31 anni, che crede ancora nel futuro e che i sogni possono avverarsi se ci si crede davvero.

La storia di Mia, attrice perennemente alla ricerca della sua occasione, e Sebastian, pianista jazz con il sogno di aprire un locale in cui resuscitare un genere che, dice, va vissuto intensamente e non semplicemente ascoltato, è tutto sommato semplice, lineare, senza slanci eccessivi o particolari ostacoli, è una storia in cui è facile identificarsi, un amore da tutti i giorni.
Eppure la magia di questo film è quanto la semplicità riesca a essere "travolgentemente" romantico.
Ci si immerge in un'atmosfera fiabesca, sognante, sospesa in una modernità senza tempo, e la musica avvolge lo spettatore e lo trascina con sé attraverso le stagioni, unico vero riferimento che scandisce l'avanzare del film.

La chimica fra la Emma Stone e Ryan Gosling fa il resto. I due sono magnifici in scena, soprattutto quando abbandonano i momenti realistici per lasciarsi andare a lunghi duetti di danza e canto, non si può non rimanerne conquistati completamente.

Sospeso fra il romanticismo classico della vecchia Hollywood e la sperimentazione più moderna, La La Land è un film classico, potente, meraviglioso come pochi, e come ogni classico ha l'incredibile capacità di essere catartico.

lunedì 9 gennaio 2017

Golden Globes 2017 - La La Land trionfa! Ecco tutti i vincitori.

Assegnati nella notte i Golden Globes 2017, i premi della Hollywood Foreign Press (stampa straniera a Hollywood). Una serata all'insegna del musical fin dall'apertura, molto bella, con il presentatore Jimmy Fallon che ha duettato con diversi attori e attrici ripercorrendo un anno di film e serie tv, e si è conclusa con il trionfo di La La Land.

Il musical di Damien Chazelle ha stabilito un record, sette premi in una sola serata, praticamente ha vinto in ogni categoria in cui era stato nominato: film commedia/musical, regia, attore e attrice protagonista commedia/musical (Ryan Gosling e Emma Stone), sceneggiatura, canzone originale e colonna sonora.

Miglior film drammatico è andato a Moonlight, unico premio su sei nomination. Non sorprendono più di tanto i premi come migliore attore drama (Casey Affleck per Machester by the Sea), e migliore attrice non protagonista (Viola Davis per Fences), le sorprese sono arrivate dal migliore attore non protagonista, che è andato a Aaron Taylor-Johnson per Animali Notturni, e nella categoria migliore attrice drama, dove a trionfare è stata Isabelle Huppert per Elle, che ha vinto anche come miglior film straniero (film escluso dalla corsa agli Oscar).

Per la tv, a tornare a casa con più premi è stato The Night Manager (migliore attore, attrice, attore non protagonista). The Crown è stato premiato come migliore serie drama, mentre Atlanta come migliore serie comedy. Miglior miniserie The People v. O.J. Simpson: American Crime Story.

Due i momenti salienti della serata, il ricordo commosso di Carrie Fisher e Debbie Reynolds, e il premio alla carriera Cecil B. DeMille a Meryl Streep. Dopo una splendida introduzione fatta da Viola Davis, la grande Meryl è salita sul palco per fare il suo discorso di ringraziamento, un discorso sentito, profondo e commovente, in cui la Streep si è scagliata direttamente contro il presidente neo-eletto Trump (che ha anche risposto, in modo altrettanto diretto, via stampa). "Se a Hollywood mandassimo via tutti quelli che non sono nati qui non ci resterebbe nulla da guardare, se non il football e le arti marziali, che non sono propriamente arte", ha dichiarato l'attrice, che poi ha criticato Trump per aver preso in giro una giornalista disabile e per la sua mancanza di rispetto che ha definito come un "atto di violenza". Applausi per la Streep che poi ha concluso commuovendosi ricordando l'amica Carrie Fisher e il consiglio che una volta le diede: "Prendi il tuo cuore spezzato e trasformalo in arte".

Ecco tutti i vincitori della serata.

Cinema

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Moonlight

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMA
Isabelle Huppert, Elle

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMA
Casey Affleck, Manchester by the Sea

MIGLIOR FILM COMMEDIA/MUSICAL
La La Land

MIGLIORE ATTRICE COMMEDIA/MUSICAL
Emma Stone, La La Land

MIGLIOR ATTORE  COMMEDIA/MUSICAL
Ryan Gosling, La La Land

MIGLIOR FILM ANIMATO
Zootopia

MIGLIOR FILM STRANIERO
Elle

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Viola Davis, Fences

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Aaron Taylor-Johnson, Nocturnal Animals

MIGLIOR REGISTA
Damien Chazelle, La La Land

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Damien Chazelle, La La Land

MIGLIOR COLONNA SONORA
Justin Hurwitz, La La Land

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“City of Stars,” La La Land

PREMIO ALLA CARRIERA
Meryl Streep.

Tv

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Crown

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Claire Foy, The Crown

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Billy Bob Thornton, Goliath

MIGLIOR SERIE MUSICAL/COMEDY
Atlanta

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE MUSICAL/COMEDY
Tracee Ellis Ross, Blackish

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE MUSICAL(COMEDY
Donald Glover, Atlanta

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
The People v. O.J. Simpson: American Crime Story

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Sarah Paulson, The People v. O.J. Simpson: American Crime Story

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Tom Hiddleston, The Night Manager

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Olivia Coleman, The Night Manager

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Hugh Laurie, The Night Manager

lunedì 12 dicembre 2016

Golden Globes 2017: le nominations



Annunciate proprio pochi minuti fà le nominations ai 74esimi Golden Globes hanno riservato più di una sorpresa: fuori dalla lista dei migliori registi Martin Scorsese, mentre dentro Mel Gibson, scelta che sicuramente farà discutere; inaspettata (ma ci fa piacere) la candidatura di Deadpool e del suo interprete Ryan Reynolds nei best comedy. Viggo Mortensen riesce a strappare una meritata nomination per la sua interpretazione nel bellissimo Captain Fantastic, mentre invece pioggia di nominations per La La Land (7), Moonlight (6) e Manchester By The Sea (5). Fa piacere anche vedere Tom Ford e il suo Animali Notturni .
Per quanto riguarda la tv invece poche sorprese, con Game of Thrones indiscusso dominatore e le nuove sorprese come Westworld, This Is Us e Stranger Things nominate con i loro interpreti.

Ecco la lista completa delle nominations:



Miglior serie TV drammatica
The Crown
Game of Thrones
Stranger Things
This Is Us
Westworld

Miglior attrice in una serie TV drammatica
Caitriona Balfe, Outlander
Claire Foy, The Crown
Keri Russell, The Americans
Wynona Ryder, Stranger Things
Evan Rachel Wood, Westworld

Miglior attore in una serie TV drammatica
Rami Malek, Mr. Robot
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Matthew Rhys, The Americans
Liev Schreiber, Ray Donovan
Billy Bob Thornton, Goliath

Miglior attore in una miniserie
Riz Ahmed
Bryan Cranston
Tom Hiddleston
Courtney B. Vance
John Turturro

Miglior attrice in un film tv o miniserie
Felicity Huffman, American Crime
Riley Keough, The Girlfriend Experience
Sarah Paulson, People v. O.J. Simpson
Charlotte Rampling, London Spy
Kerry Washington, Confirmation

Miglior attore non protagonista in una serie, film TV o miniserie
Sterling K. Brown, People v O.J. Simpson
Hugh Laurie, The Night Manager
John Lithgow, The Crown
Christian Slater, Mr. Robot
John Travolta, People v. O.J. Simpson

Miglior attrice non protagonista in una serie, film TV o miniserie
Olivia Coleman, The Night Manager
Lena Headey, Game of Thrones
Chrissy Metz, This Is Us
Mandy Moore, This Is Us
Thandie Newton, Westworld

Miglior attrice in una commedia o serie musicale
Rachel Bloom, Crazy Ex-Girlfriend
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Sarah Jessica Parker, Divorce
Issa Ree, Insecure
Gina Rodriguez, Jane the Virgin
Tracee Ellis Ross, black-ish

Miglior commedia o serie musicale
Atlanta
Black-ish
Mozart in the Jungle
Transparent
Veep

Miglior film TV o miniserie
American Crime
The Dresser
The Night Manager
The Night Of
People v. O.J. Simpson

Miglior colonna sonora
Moonlight
La La Land
Arrival
Lion
Hidden Figures

Miglior attore non protagonista
Mahershal Ali
Jeff Bridges
Dev Patel
Simon Helberg
Aaron Taylor Johnson

Miglior sceneggiatura
La La Land
Nocturnal Animals
Moonlight
Manchester by the Sea
Hell or High Water

Miglior film - drama
Hacksaw Ridge
Hell or High Water
Lion
Manchester By the Sea
Moonlight

Miglior film - commedia
20th Century Women
Deadpool
Florence Foster Jenkins
Sing Street
La La Land

Miglior regista
Damien Chazelle, La La Land
Mel Gibson, Hacksaw Ridge
Tom Ford, Nocturnal Animals
Barry Jenkins, Moonlight
Kenneth Lonergan, Manchester By The Sea

Miglior attore in un film drammatico
Casey Affleck, Manchester By The Sea
Joel Edgerton, Loving
Andrew Garfield, Hacksaw Ridge
Viggo Moretensen, Captain Fantastic
Denzel Washington, Fences

Miglior attore in un film commedia-musicale
Colin Farrell, The Lobster
Ryan Gosling, La La Land
Hugh Grant, Florence Foster Jenkins
Jonah Hill, War Dogs
Ryan Reynolds, Deadpool

Miglior attrice in un film commedia-musicale
Annette Bening, 20th Century Women
Lily Collins, Rules Don't Apply
Haley Steinfeld, Edge of Seventeen
Emma Stone, La La Land
Meryl Streep, Florence Foster Jenkins

Miglior attrice in un film drammatico
Amy Adams, Arrival
Jessica Chastain, Miss Slone
Isabelle Huppert, Elle
Ruth Negga, Loving
Natalie Portman, Jackie

Miglior film straniero
Elle
Neruda
The Salesman
Tony Erdmann
Divines

mercoledì 31 agosto 2016

Venezia 73 - giorno 1

Prende il via nel migliore dei modi la 73a Mostra del Cinema di Venezia, grazie al film d'apertura La La Land, di Damien Chazelle.

Ad accompagnare il film al Lido una sorridente Emma Stone, protagonista del musical insieme a Ryan Gosling, assente giustificato visto che l'attore è impegnato sul set del sequel di Blade Runner.

La La Land vede come protagonisti due sognatori in cerca di fama, una aspirante attrice/scrittrice che fa la cameriera e un pianista controcorrente che vuole suonare solo jazz, che si incontrano e si innamorano in una Los Angeles dai colori pastello, e che poi si trovano ad affrontare le difficoltà che sorgono tra amore e carriera.

Romantico e malinconico, il film è stato accolto positivamente dalla stampa, e si è meritato anche un applauso spontaneo durante la proiezione, dopo una prima sequenza coreografica e colorata tra le auto ferme nel traffico che ha sorpreso e meravigliato la sala.
Ottimi i due protagonisti, così come la regia del 31enne Damien Chazelle, per un film destinato a farsi largo nella prossima stagione dei premi.

Ovazioni per Emma Stone all'ingresso della conferenza stampa, che ha rubato la scena a un emozionatissimo Damien Chazelle. Il regista è arrivato in Italia una settimana fa e ha voluto subito esprimere la sua solidarietà agli italiani colpiti dal terremoto: "Per godermi appieno il vostro Paese, che amo molto - amo la cultura, il cinema e il cibo italiano - avevo anticipato il mio arrivo a Venezia di una settimana, e purtroppo ho ascoltato da vicino questa tragedia".

Nonostante il successo di Whiplash, non è stato facile per il regista portare sul grande schermo un musical "vecchio stile", un genere su cui non è facile investire a Hollywood. "I musical sono i film che più degli altri declinano il linguaggio dei nostri sogni, e oggi più che mai abbiamo bisogno di sognare, di vedere amore sul grande schermo", ha dichiarato Chazelle, "Volevo prendere il vecchio musical ma metterlo dentro la vita reale, dove il finale non sempre è roseo, anzi quasi mai. Un immaginario old fashion, ma con persone vere che vivono nella Los Angeles di oggi. I film sono il linguaggio dei sogni. E' vero che mettersi a cantare viola le regole del realismo, ed è per questo i musical sono atemporali. Oggi possiamo tornare indietro a quelle tradizioni e metterci le emozioni e le frustrazioni del presente".
C'è bisogno di sognare, una visione condivisa anche da Emma Stone. "Dobbiamo abbandonare il nostro cinismo, un atteggiamento che va tanto di moda nella mia generazione, non serve scherzare su tutto, o criticare sempre tutto", ha detto l'attrice, "Dobbiamo sognare. Io voglio dare una speranza: 'La La Land' racconta proprio di questo, dei sogni, e di come si debba lavorare duramente per realizzarli". Per Emma Stone il musical non è certo una novità, l'attrice a Broadway si è destreggiata nel ruolo di Sally Bowles in Cabaret, raccogliendo con successo la pesante eredità di Liza Minnelli. "Amo il musical da sempre", ha raccontato la Stone, "Ho sempre sognato di farlo al cinema e 'La La Land' mi ha dato questo possibilità. Nel mio personaggio di attrice che cerca di sfondare c’è molto di me. Quello che amo di Mia è che lei scrive in prima persona la sua storia, le sue esperienze, mentre io non ho avuto il suo stesso coraggio".
L'attrice è alla terza collaborazione con il suo amico Ryan Gosling: "Eh sì, Ryan è un vecchio amico. E' stato bellissimo tornare a lavorare con lui, qualcuno che conosci, di cui hai fiducia. Sapevo che era un ottimo ballerino, ma qui dovevamo danzare insieme, e non è stato semplice, c’è voluto tanto allenamento".

Tra le ispirazioni del film, Chazelle ha citato anche Fellini e il film 8 e mezzo, soprattutto per la scena iniziale nel traffico che tanto ha colpito la platea. "L'ingorgo iconico per me è quello del film di Fellini", ha dichiarato il regista, "A volte pensavo di veder sbucare da una macchina Marcello Mastroianni. Per salvarsi dal traffico l'unico mezzo è la fantasia".

Per vedere La La Land in Italia dovremo aspettare fino al prossimo 26 gennaio.

mercoledì 11 febbraio 2015

[Oscar 2015] Whiplash - la recensione

Andrew (Miles Teller) è un giovane batterista, intenzionato a diventare il migliore batterista jazz del mondo. Mentre suona nella sua classe di uno dei più prestigiosi conservatori di Manhattan, viene notato da Terence Fletcher, maestro di punta della scuola. I metodi di Fletcher però sono duri e spietati ed Andrew entra in un vortice di alienazione, allontanando da sé i suoi affetti e spingendo se stesso oltre i limiti delle sue capacità.


Damien Chazelle adatta un suo corto, facendone un lungometraggio dal ritmo forsennato, ruvido, che scorre sulle note più belle dal jazz. Non c'è via di uscita dalla durezza delle parole e dei gesti di Fletcher, uno straordinario J.K Simmons che ricorda il kubrikiano sergente Hartman di Full Metal Jacket, la telecamera indugia sul suo volto, sui particolari più fisici come il sudore sulla fronte di Andrew o il sangue che sporca le bacchette del ragazzo. La musica diventa simbolo di ciò che è gusto o non giusto fare per non sprecare il talento, se vale la pena di spingere fino ai limiti più profondi dell'anima di qualcuno per permettergli di non essere solo uno fra tanti, per far sì che il genio riesca ad esprimersi pienamente.

Un romanzo di formazione, un percorso di purificazione fino alla catarsi finale, in una scena tra le più belle mai viste, per poi prendere, finalmente, un lungo respiro liberatorio, accorgendosi solo dopo di aver trattenuto il fiato per due ore.
Whiplash è un film di una potenza espressiva rara, che fa della bravura dei suoi interpreti il punto focale di un vortice di fortissime emozioni e musica forsennata, violenta.

Di certo un film che vale la pena di essere visto, anzi, vissuto.