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martedì 2 luglio 2019

Cinque nomi per interpretare Elvis Presley nel nuovo film di Baz Luhrmann

Chi interpreterà il Re?

Il regista Baz Luhrmann e la Warner sono al lavoro per trovare l'attore adatto per il film che racconterà la vita del leggendario Elvis Presley.

Secondo Deadline, sul tavolo del regista di Moulin Rouge! ci sarebbero i nomi di cinque giovani attori: Ansel Elgort (Baby Driver), Miles Teller (Whiplash), Harry Styles (Dunkirk), Aaron Taylor-Johnson (Animali Notturni), e Austin Butler (C’era una Volta a… Hollywood).
Un ruolo molto delicato, chiunque verrà scelto dovrà essere più che perfetto per dare anima e corpo a un personaggio carismatico e leggendario che ha segnato la storia, non solo della musica.

Il primo nome ad essere collegato al film di Luhrmann è stato quello di Tom Hanks. Lo scorso marzo era uscita una notizia che vedeva l'attore, due volte premio Oscar, in trattative molto avanzate per interpretare il Colonnello Tom Parker, il celebre e storico manager di Elvis. Il film dovrebbe concentrarsi proprio sul rapporto tra Elvis e il suo manager, dagli inizi del cantante fino al raggiungimento del successo.

Aspettiamo aggiornamenti.

giovedì 20 giugno 2019

Sean Penn torna dietro la macchina da presa con Flag Day

Il due volte premio Oscar Sean Penn è pronto a sedersi nuovamente dietro la macchina da presa per il film Flag Day.

Già annunciati i protagonisti, si tratta di Josh Brolin e Miles Teller. Nel cast ci sarà anche lo stesso Penn, oltre ai figli dell'attore, Dylan Penn e Hopper Penn. A completare il cast saranno Katheryn Winnick (Lagertha in Vikings), Norbert Leo Butz, Dale Dickey, Eddie Marsan, e Bailey Noble.

Della trama si sa molto poco, il film è tratto dal libro biografico "Flim-Flam Man: The True Soty of My Father's Countrefeit Life", scritto da Jennifer Vogel (2005), e sarà "un illuminante ritratto di una figlia che lotta per superare l'oscuro passato dell'amato padre truffatore".

L'ultimo film da regista di Sean Penn è stato Il Tuo Ultimo Sguardo (The Last Face), presentato al Festival di Cannes nel 2016. Un film che non ha raccolto consensi molto positivi, stroncato sia dalla critica che dal pubblico, ma Penn in passato ha dimostrato di saperci fare, con La Promessa (2001), e soprattutto con Into the Wild (2007).

Le riprese del nuovo film, Flag Day, inizieranno nei prossimi giorni. L'uscita è prevista per il 2020.

sabato 18 maggio 2019

Cannes 2019 - giorno 4

Dopo il red carpet di ieri sera, è il giorno di Pedro Almodovar e del suo ultimo film, Dolor y Gloria. In Concorso.

Il grande regista spagnolo realizza uno dei suoi film più intimi e personali, anche uno dei meno eccentrici della sua carriera, e per farlo ha chiamato due dei suoi attori preferiti: Penelope Cruz, alla sua sesta collaborazione col regista, e un bravissimo Antonio Banderas, per l'ottava volta diretto da Almodovar.

Al centro della storia c'è un regista alle prese con una crisi creativa (Banderas) e con dolori fisici, reali, che si trova a riflettere sulla propria vita e il proprio passato e l'infanzia.

La proiezione di ieri sera si è conclusa con scroscianti applausi e una lunga standing ovation che ha commosso Pedro Almodovar, tanti applausi anche oggi, all'ingresso del regista e del cast nella sala per la conferenza stampa. Una gioia che nemmeno la pioggia su Cannes ha potuto offuscare. "Non dimenticherò mai la serata di ieri. E oggi sono molto contento, nonostante la pioggia. Questa pioggia è la più gradita della mia vita", ha dichiarato in apertura il regista.

Un film molto personale e in parte autobiografico, anche se tra Almodovar e il personaggio di Antonio Banderas ci sono delle differenze che il regista ha voluto sottolineare. "La gloria di Salvador, nel film, è nel successo che ha avuto, nel magnifico appartamento in cui abita, circondato da opere d'arte", ha spiegato Almodovar, "Per me invece la gloria è la possibilità di fare film, di raccontare storie e raccontarle nella miglior maniera possibile, nella mia maniera, che può anche essere piccola, insignificante, ma è la mia, e credo sia importante correre il rischio di ascoltare la propria voce interiore. Sento di aver raggiunto il successo ogni volta che riesco a fare esattamente il film che volevo, anche sbagliando, perché comunque si tratta di miei errori. Voglio essere il solo e unico padrone della mia carriera. Il successo e la gloria ovviamente sono pericolosi: se li ottieni, devi stare attento a non perderti, a restare con i piedi per terra".
"Ci sono molte cose inventate in Dolor y Gloria", ha continuato il regista, "Di solito, quando comincio a scrivere, le prime righe sono legate alle mie esperienze personali, ma poi la finzione prende piede, e quando succede, sento che non la devo più abbandonare". Ad esempio la scena in cui Salvador si rende conto di essere omosessuale guardando un operaio nudo mentre si lava, non è autobiografica ma possibile. "Sono contento di quella scena, è molto sottile", ha detto il regista, "Non mi sono innamorato di nessun operaio quand'ero piccolo, quindi non dovete prendere il film alla lettera. Però, tutto ciò che accade al personaggio, sarebbe potuto succedere a me".

Altro personaggio centrale nel film è quello della madre di Salvador, interpretata da Penelope Cruz, e anche in questo caso, non è proprio la rappresentazione della madre di Almodovar, ma quasi. "C'è il mio modo di sentire nel rammentare mia madre e la mia infanzia", ha dichiarato il regista.

Il film è stato accolto molto bene, ha ricevuto critiche positive, con particolari lodi all'interpretazione di Antonio Banderas, e c'è già chi lo piazza tra i possibili premiati.

Dolor y Gloria è uscito nei cinema italiani ieri, 17 maggio.



Fuori Concorso, presentate i primi due episodi della serie Amazon Prime, Too Old to Die Young, diretta da Nicolas Winding Refn. Con Miles Teller protagonista.

La serie racconta la doppia vita di un detective (Teller) in crisi esistenziale, di giorno a difesa della legge, di notte spietato assassino. Una doppia vita che lo fa scivolare in una spirale di violenza e omicidi.

"L'idea è venuta mentre ero in auto, a Los Angeles, stavo lavorando a The Neon Demon. Era il periodo in cui Netflix si stava affermando e sembrava che tutti volessero lavorare per la tv. Io non la guardo molto, ma ero incuriosito dalle possibilità del mezzo, come esplorare un nuovo modo di comunicare", ha raccontato Refn durante la conferenza stampa, "Ho iniziato ad avere il desiderio di lavorare alle tematiche come religione e morte, e il titolo mi è venuto spontaneo, Too Old to Die Young. [...] In quel periodo ci sono state le elezioni e mi sono sentito un alieno. Ho sperimentato da vicino l’evoluzione dell’America e così è nata l’idea di uno show dove le donne, i teenager fossero la speranza... e gli uomini la distruggessero".
Il regista però non vede il suo lavoro come una serie tv: "Non è una serie televisiva, è un film di tredici ore. All'interno, volevo che tutto dipendesse da due fattori: l'immagine e il silenzio. La prima è fondamentale per me, è il più efficace elemento comunicativo che abbiamo. Il silenzio invece può essere un'arma usata per rivelare le paure, o può dar vita a situazioni poco piacevoli, ed era proprio questo che desideravo esplorare".

Refn infine anticipa qualcosa su uno specifico episodio della serie. "In ogni mio film c'è una scena madre", ha detto il regista, "e anche qui, nel nono episodio. Ma non vi dirò qual è, dovrete capirlo da soli".

Nel cast anche John Hawkes e Jena Malone. Su Amazon Prime dal 14 giugno.

mercoledì 11 febbraio 2015

[Oscar 2015] Whiplash - la recensione

Andrew (Miles Teller) è un giovane batterista, intenzionato a diventare il migliore batterista jazz del mondo. Mentre suona nella sua classe di uno dei più prestigiosi conservatori di Manhattan, viene notato da Terence Fletcher, maestro di punta della scuola. I metodi di Fletcher però sono duri e spietati ed Andrew entra in un vortice di alienazione, allontanando da sé i suoi affetti e spingendo se stesso oltre i limiti delle sue capacità.


Damien Chazelle adatta un suo corto, facendone un lungometraggio dal ritmo forsennato, ruvido, che scorre sulle note più belle dal jazz. Non c'è via di uscita dalla durezza delle parole e dei gesti di Fletcher, uno straordinario J.K Simmons che ricorda il kubrikiano sergente Hartman di Full Metal Jacket, la telecamera indugia sul suo volto, sui particolari più fisici come il sudore sulla fronte di Andrew o il sangue che sporca le bacchette del ragazzo. La musica diventa simbolo di ciò che è gusto o non giusto fare per non sprecare il talento, se vale la pena di spingere fino ai limiti più profondi dell'anima di qualcuno per permettergli di non essere solo uno fra tanti, per far sì che il genio riesca ad esprimersi pienamente.

Un romanzo di formazione, un percorso di purificazione fino alla catarsi finale, in una scena tra le più belle mai viste, per poi prendere, finalmente, un lungo respiro liberatorio, accorgendosi solo dopo di aver trattenuto il fiato per due ore.
Whiplash è un film di una potenza espressiva rara, che fa della bravura dei suoi interpreti il punto focale di un vortice di fortissime emozioni e musica forsennata, violenta.

Di certo un film che vale la pena di essere visto, anzi, vissuto.

giovedì 13 febbraio 2014

The Spectacular Now - La Recensione (Inedito al Cinema)


Ci sono film che non hanno bisogno di una sceneggiatura e una messa in scena artificiosa e chissà quanto originale per farsi apprezzare. Ci sono film che nella loro semplicità e leggerezza riescono comunque a centrare l'obbiettivo, ovvero quello di trovare un piccolo spazio nel cuore del suo spettatore. Film come "The Spectacular Now", che raccontano in maniera pulita e sincera storie comuni fatte di persone normali.
Firmata dagli autori del bel "500 Giorni Insieme" la sceneggiatura di "The Spectacular Now" è la trasposizione del romanzo "L'Attimo Perfetto" di Tim Tharp e racconta la storia d'amore (per niente sdolcinata) tra Sutter (Miles Teller) ed Aimee (Shailene Woodley), due giovani all'ultimo anno del liceo.
Lui è esuberante, sfrontato, carismatico, l'anima di ogni festa; lei invece è riservata, non ha mai avuto un fidanzato, ama leggere fumetti di fantascienza chiusa nella sua cameretta, è la tipica brava ragazza un pò sfigata.
The Spectacular Now racconta un età di passaggio fatta di cambiamenti, consapevolezze e responsabilità, dove si comincia a guardare al futuro individuandone propositi e priorità. In quel limen che segna il salto dall'adolescenza alla maturità. Una linea di confine che più che un confine è un'ostacolo, come una grande rete che alcuni con un bel salto riescono a scavalcare e su cui altri invece inciampano, rimanendone impigliati. Certo prima o poi tutti si liberano, ma i grovigli da sciogliere sono tanti, ci vuole una certa abilità e qualcuno ci mette più tempo di altri. Diventare adulti è compito arduo, mica un gioco.
Sutter così si ritrova all'improvviso solo, impigliato nella rete, tutti i suoi amici sembrano invecchiati di colpo, pensano all'università e alle future carriere lavorative, invece lui vuole continuare a divertirsi, vuole fare baldoria come sempre ha fatto, è troppo attaccato alla sua vita da adolescente. Inevitabilmente verrà etichettato come "immaturo" dai suoi coetanei, oltre che scaricato dalla sua popolare ragazza.
Un giorno all'improvviso incontra Amiee, anche lei con un bel bagaglio di problemi sulle spalle. Grazie a questo incontro i due si aiuteranno nel sistemare le cose, facendosi forza l'un l'altro nell'affrontare questa fase delle loro vite, lasciandosi alle spalle delusioni ed errori.

La cosa che più colpisce di questo film è sicuramente la genuinità delle interpretazioni dei due attori, Miles Teller (visto in commedie come Project X e Un Compleanno da Leoni) e Shailene Woodley  (star di "Vita segreta di una Teenager Americana" e vista in Paradiso Amaro) recitano con una naturalezza disarmante, sono pazzeschi, lei intensa e dolcissima, lui solare e carismatico. La macchina da presa li segue e li osserva in maniera per niente invasiva, ma pacata. Nel mostrarci la quotidianità e la semplicità dei due protagonisti lo sguardo di Ponsoldt (il regista) è uno sguardo immediato, pregno di delicatezza, emozionante.
The Spectacular Now è un film indipendente ingiustamente dimenticato dalla distribuzione italiana, meno bello del vincitore del Sundance di qualche anno fa "Like Crazy" ma che mi sento comunque di consigliare per la sua incredibile spontaneità, una storia leggera che tratta temi di certo non rivoluzionari ma per niente banali, e per l'eccelsa coppia di attori protagonisti.
Fatevi un regalo e recuperatelo in lingua originale (che forse è anche un bene).

Voto: *** ½ / *****