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lunedì 30 novembre 2020

Elegia Americana - la recensione

Ha debuttato su Netflix lo scorso 24 novembre l’ultima fatica cinematografica di Ron Howard, Hillbilly Elegy, impropriamente tradotto con il titolo Elegia Americana, "Hillbilly" infatti è un termine dispregiativo utilizzato da persone che vivono in città e metropoli per definire un individuo che viene dalle zone rurali e che è, di conseguenza, piuttosto "rozzo" perché lontano dagli agi della "civiltà".

Il film racconta le vicende di tre generazioni solo apparentemente differenti tra loro: J.D. Vance (Gabriel Basso), al quale si deve peraltro questa trasposizione cinematografica grazie alla sua riuscita autobiografia, si lascia alle spalle la vita da marine e studia legge a Yale. In lizza per ottenere il lavoro che ha sempre desiderato, che gli consentirebbe di cambiare finalmente la sua vita, riceve una telefonata urgente dalla sorella (Haley Bennett). Colto, come un fulmine a ciel sereno, dalla notizia del ricovero della madre Bev (Amy Adams), infermiera tossicodipendente che raramente si è presa cura del figlio, J.D. si trova costretto a fare ritorno in Ohio, nel suo paese di origine ai piedi degli Appalachi.

Il film ha una struttura piuttosto convenzionale: si alternano flashback e flashforward che rendono pesante la visione e il tutto ha un sapore antico, come l’eco di un qualcosa di già vissuto e sentito. Nonostante il montaggio dispersivo e ridondante, si riesce comunque a cogliere l’amaro che Ron Howard intendeva trasmettere e con la sua regia tagliente porta alla luce lo spaccato sociale di un paese ben distante da quello del Sogno Americano al quale siamo abituati: ci racconta un paese spezzato, sanguinante nel quale violenza, disuguaglianze, povertà e rabbia la fanno da padrone. Ci si ritrova in un guado nel quale è sempre più difficile incedere; la melma impasta le gambe, ci inzuppa sempre di più in questo vortice di sofferenza.

Uno dei punti di forza assoluti di questa pellicola è la colonna sonora di Hans Zimmer (qui con David Fleming), non nuovo a collaborazioni con Howard, per il quale ha creato alcune delle più trascinanti soundtrack della sua carriera.
La nota di merito è interamente dedicata a nonna Mamaw, figura salvifica che sarà il punto di riferimento di J.D. nel suo percorso per diventare uomo, interpretata da una sublime Gleen Close, quasi totalmente irriconoscibile sotto un make-up da 10 e lode. Un’attrice tra le migliori della sua generazioni che purtroppo non è mai riuscita a conquistare la statuetta più ambita, ci si augura che almeno la sua nomination sia assicurata. Non sulla stessa lunghezza d'onda l'interpretazione di Amy Adams, piuttosto ridondante e a grandi tratti stereotipata, risulta inefficace e poco sfaccettata.

In conclusione, Elegia Americana non brilla per ritmo, ma appare esacerbata su più di un aspetto, quando si avvicina l'idea di una svolta, torna ancora una volta sui suoi passi, rimanendo incastrata in un loop che appare infinito e non decolla. Ricorda molto una complicata ricetta eseguita da un pessimo cuoco: deliziosa sulla carta, si ha l'acquolina sin dalla prima lettura, ma una volta portata la forchetta alle labbra, ci si rende conto di quanto le aspettative siano state deluse.

sabato 20 luglio 2019

Moon Day: cinque titoli per i 50 anni dello Sbarco sulla Luna

Era il 20 luglio 1969, uno dei giorni più importanti della Storia dell'umanità, il giorno dello Sbarco sulla Luna.

Sono passati 50 anni da quella impresa, dallo straordinario viaggio di Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, cinquant'anni dalla famosa frase: "Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità", pronunciata da Armstrong dopo aver posato il piede sulla superficie lunare.
Ma il Cinema è arrivato sulla Luna prima di loro.

Il nostro satellite è stato al centro di tante pellicole, fin dai tempi del muto. Ecco cinque film che hanno raccontato o sono stati ambientati sulla Luna.

FIRST MAN, di Damien Chazelle (2018).

Adattamento cinematografico di "First Man: The Life of Neil A. Armstrong", di James R. Hansen, il film racconta gli anni precedenti e lo Sbarco sulla Luna attraverso la storia di Neill Armstrong. Un racconto emozionante e commovente che mette al centro un personaggio molto più complesso di come è sempre stato descritto. Segnato da un gravissimo lutto, la via per la Luna per Armstrong sarà molto complicata, piena di lavoro duro e sacrifici.
Con Ryan Gosling protagonista, First Man è stato uno dei migliori film del 2018. Inspiegabilmente ignorato nella stagione dei premi, vincitore di un solo Oscar (2019), ai migliori effetti speciali. Accompagnato da una splendida colonna sonora, la scena finale dell'Allunaggio è da pelle d'oca.

MOON, di Duncan Jones (2009).

Ambientato interamente sulla Luna, il film sci-fi diretto da Duncan Jones immagina una base lunare per l'estrazione di gas, Elio-3, da mandare sulla Terra. La base ha un solo abitante, Sam Bell (un bravissimo Sam Rockwell, unico protagonista per tutto il film), accompagnato da una intelligenza artificiale di nome GERTY. A Sam mancano solo due settimane alla fine del suo turno di tre anni, ormai è pronto a tornare sulla Terra, quando comincia a stare male. Durante una missione all'esterno, si sente male e rimane ferito in un incidente. Si risveglia in infermeria, confuso su quanto accaduto. Questo incidente lo porterà a scoprire la terribile verità su quel posto e su se stesso.

APOLLO 13, di Ron Howard (1995).

Dopo la prima, diverse missioni hanno portato degli uomini sulla Luna, ma c'è anche chi l'ha solo sfiorata, in un viaggio spaziale che ha rischiato di finire in tragedia. Il film di Ron Howard racconta la sfortunata spedizione dell'Apollo 13, mai arrivato sulla Luna a causa di un guasto che danneggiò seriamente la navicella. Un grande racconto di sopravvivenza che sottolinea e omaggia l'ingegno e la forza sia degli astronauti a bordo, che il grande lavoro di chi, da Terra, li ha aiutati. Con Tom HanksKevin BaconBill Paxton nel ruolo degli astronauti, e un grande Ed Harris nel ruolo del direttore di volo a terra. La frase del film "Houston, abbiamo un problema", è tra le citazioni più famose della storia del Cinema.
Vincitore di due premi Oscar (1996).

2001: ODISSEA NELLO SPAZIO, di Stanley Kubrick (1968).

Uno dei capolavori del Cinema, film misterioso dai molteplici significati. La seconda sezione della storia (TMA-1) è ambientata proprio sulla Luna nel futuristico - per quel tempo - 1999. Questa parte del film racconta della missione altamente classificata del dottor Heywood Floyd, che arriva sulla base lunare Clavius per andare ad esplorare il cratere Tycho. Il motivo di questa indagine è il ritrovamento, nel cratere, di un misterioso monolite nero, sepolto nel suolo lunare da circa tre milioni di anni. Il film vinse l'Oscar per i migliori effetti speciali (1969).
Uscito un anno prima dell'Allunaggio, nel tempo il film è stato al centro di alcune fantasiose teorie complottistiche, sempre rinnegate, anche in modo piuttosto deciso e irritato, dalla famiglia Kubrick.

LE VOYAGE DANS LA LUNE, di Georges Méliès (1902).

Uno dei padri fondatori della cinematografia, Méliès immaginò un viaggio dentro la Luna. Le Voyage dans la Lune è considerato il primo film di fantascienza mai realizzato e racconta di un gruppo di astronomi che decide di sparare un razzo sulla Luna per esplorarla. Lì, il gruppo di scienziati troverà indigeni locali, i Seleniti, che li rapiranno per condurli dal loro Re. Gli scienziati però riusciranno a liberarsi, e una volta tornati al razzo, riusciranno a fuggire facendolo "cadere" sulla Terra. Il film di Méliès ci ha regalato una delle immagini più rappresentative del Cinema in generale: il razzo che colpisce l'occhio della Luna.

lunedì 28 maggio 2018

Solo: A Star Wars Story - la recensione

L'universo di Star Wars si espande e continua a riempire gli spazi tra i vari capitoli della saga principale. Dopo aver reso omaggio agli sconosciuti eroi di Rogue One, questo secondo spin off ci porta a conoscere le origini di uno dei personaggi più amati della saga: Han Solo.

In Solo: A Star Wars Story incontriamo Han quando non era ancora "Solo" ma soltanto un ragazzo in fuga da una situazione di miseria, da cui vuole portare via anche la sua ragazza, e con il sogno diventare un grande pilota. Le cose ovviamente non andranno come aveva immaginato. Han si ritroverà in battaglia, nel fango (letteralmente), e per uscire da un'altra situazione pericolosa si unirà a un gruppo di contrabbandieri che gli insegnerà le regole del mestiere, lezioni di vita che lo porteranno sul sentiero che lo farà diventare l'Han Solo che ha fatto la rotta di Kessel in meno di 12 parsec.

L'attesa che ha preceduto il secondo spin off della saga di Star Wars è stata particolare, piena di sensazioni contrastanti. Un film fortemente voluto dai fan e al tempo stesso molto temuto, e la produzione travagliata non ha fatto che aumentare il timore. E poi c'è sempre il pericolo "zoccolo duro", cioè quel gruppetto di fan super integralisti che non accettano niente di diverso da quello che hanno immaginato negli anni, quello stesso gruppetto che ha stupidamente osteggiato Gli Ultimi Jedi solo perché secondo loro "non doveva essere così". Un rischio che purtroppo corre anche questo film che invece ha molto da offrire, sia in termini di storia che di intrattenimento.

Nonostante le difficoltà di produzione, Solo: A Star Wars Story ha saputo trovare la sua forma e di questo va dato grande merito a Ron Howard, chiamato in corsa a sostituire Phil Lord e Christopher Miller, licenziati per divergenze creative dopo aver girato oltre metà film. Il regista ha saputo disegnare un preciso stile per il film, classico e un po' rétro, quasi anni '80, curando molto i particolari, dai costumi alle scenografie, fino alle musiche e alle citazioni (ben inserite), senza mai dimenticarsi dei personaggi e della storia.
Il film probabilmente non racconta quello che tutti ci saremmo aspettati, non affonda mai nel drama e non scende in profondità, ma con una storia movimentata, divertente e avventurosa, mette un acerbo Han nelle condizioni di diventare l'Han Solo della trilogia classica, e ce lo mostra in una fase ancora "embrionale" suggerendo i motivi che poi l'hanno trasformato nel personaggio che tutti abbiamo amato.
Ovviamente nel film c'è un collegamento con la saga principale e anche in questo caso non è quello che avremmo immaginato, e racconta, anzi accenna, agli albori di qualcosa che più avanti conosceremo molto bene.

Buone le caratterizzazioni dei personaggi di contorno, Emilia Clarke, Paul Bettany, una Thandie Newton "super cool" (che avrebbe meritato più spazio), ma a spiccare più di tutti sono senza dubbio il sempre bravo Woody Harrelson e Donald Glover, nei panni di Lando Calrissian. E non bisogna dimenticarsi dei personaggi non umani: Chewbecca, il suo rapporto con Han è una parte essenziale del film, e il droide L3-37, che si va ad aggiungere alla lista di meravigliosi droidi che la saga di Star Wars ci ha regalato.
Capitolo a parte per il protagonista Alden Ehrenreich. Nei mesi passati se ne sono sentite tante sul suo conto, tutte chiacchiere e malelingue. Il suo era il compito più difficile, raccogliere la pesantissima eredità di Harrison Ford, ma se l'è cavata alla grande, riuscendo a non cadere mai nel tranello dell'imitazione dell'Han Solo originale e a fare suo il personaggio.

Solo: A Star Wars Story non avrà la profondità drammatica di Rogue One, o l'atmosfera epica degli episodi della saga principale, ma è un grande film d'intrattenimento, ben girato e ben recitato. Due ore di avventura e divertimento con uno dei personaggi più amati della Galassia lontana lontana.

lunedì 17 ottobre 2016

Inferno - la recensione

Si riforma il trio Ron Howard - Dan Brown - Tom Hanks, per la nuova avventura del professor Langdon, stavolta alle prese con Dante e il suo Inferno.

Il prof. Langdon si risveglia ferito in un ospedale di Firenze, non sa cosa è successo, non sa come è arrivato in Italia, non ricorda niente degli ultimi giorni. Le allucinazioni gli mostrano scene apocalittiche e disturbanti che sembrano uscite dall'Inferno di Dante. Ad aiutarlo c'è la dottoressa Sienna Brooks, che oltre ad accompagnarlo nella ricerca della verità cerca di stimolarlo a ritrovare la memoria. Langdon scoprirà così di essere parte di un disegno più grande, che ha preso il via per mano di uno scienziato miliardario fuori di senno che punta al dimezzare la popolazione mondiale con un potente virus.

Adattamento abbastanza fedele dell'omonimo romanzo di Dan Brown, Inferno è molto diverso da Il Codice da Vinci e Angeli & Demoni, nella struttura, nei toni e nelle tematiche. Meno indovinelli, poca simbologia, e nessuna tematica religiosa, stavolta le tracce che il professore deve seguire si basano tutte sull'Inferno di Dante Alighieri, e alla fine della corsa non c'è un mistero mistico/religioso ma una minaccia da sventare per salvare l'umanità. L'assenza di una tematica religiosa inevitabilmente fa perdere al film quel tono più epico che ha contraddistinto, in maniera diversa, i due film precedenti. Inferno in alcuni momenti ci prova, ma non riesce a raggiungere l'epicità degli altri film, lasciando spazio ai classici ritmi da thriller, sicuramente più adatti alla storia, ma che potrebbero far storcere il naso a chi, non avendo letto il libro, pensava di assistere a una nuova "caccia al tesoro" nella Storia.

Il film parte molto bene, in modo molto più cupo rispetto ai precedenti, incontriamo subito un Robert Langdon in grande difficoltà (e questa è una novità), e assistiamo a delle visioni quasi horror che richiamano in modo molto efficace l'atmosfera dell'Inferno dantesco. Visivamente Ron Howard gestisce molto bene le digressioni apocalittiche delle allucinazioni di Langdon, davvero inquietanti. Nella parte centrale il film invece corre un po' troppo. Ron Howard, e soprattutto lo sceneggiatore David Koepp, evitano gli "spiegoni" - quei momenti da "sediamoci e parliamo" che rallentavano molto Il Codice da Vinci - ma, per evitarli, il film finisce con l'andare un po' di fretta in alcune parti, lasciando poco spazio alla ricerca degli indizi, e dando poca profondità a personaggi che invece nel libro sono molto interessanti, come ad esempio la killer Vayentha. Nel finale il film si riprende bene, con un'ultima parte tesa e dal ritmo sostenuto, in cui c'è spazio anche per un po' di rimpianti romantici.

Ottimo il cast. Straordinario Tom Hanks, ma questa non è certo una novità; molto bene Felicity Jones, perfetta controparte di Hanks e brava nel dare le giuste sfaccettature al personaggio. Da sottolineare l'ottima prova di Irrfan Khan, ambiguo e ironico, nonostante non abbia molte scene riesce a lasciare il segno e a spiccare nel cast.

Inferno non è un capolavoro, nemmeno un film indimenticabile ma ha i giusti ingredienti - il fascino intramontabile dell'opera di Dante, la bellezza dell'arte italiana, un buon ritmo sostenuto, un complotto diabolico, bravi attori - e riesce ad essere ottimo intrattenimento.

domenica 6 dicembre 2015

In the Heart of the Sea - la recensione

Il vecchio Thomas Nickerson racconta allo scrittore Herman Melville la vera storia della baleneria "Essex" su cui era imbarcato da ragazzino. Caratterizzata dal duro contrasto fra il Capitano Pollard e il primo ufficiale Chase, fu attaccata da un'enorme balena bianca al largo del Pacifico, segnando inesorabilmente le vite di tutti coloro che erano a bordo.


Tratto dal romanzo Il Cuore dell'Oceano - Il Naufragio della Baleniera Essex, il film di Ron Howard vorrebbe scavare nell'animo umano e scoprirne i limiti, proprio come il romanzo Moby Dick affrontava l'ossessione del Capitano Achab per la leggendaria balena bianca. Purtroppo però il film si perde molto presto in una trama banale, ma soprattutto in personaggi troppo poco caratterizzati e praticamente mai approfonditi. Paradossalmente, se si pensa a un film che in comune con questo ha l'ambientazione marinaresca e il perseguimento di un'ossessione quale Master and Commander, quest'ultimo riusciva maggiormente a trasportare sullo schermo sia il sentimento e il cameratismo instauratasi tra i marinai, sia la frenesia che comporta il rischiare ogni cosa per perseguire uno scopo. 
Pur senza continuare nel confronto tra due pellicole del tutto diverse, In the Heart of the Sea non riesce mai a coinvolgere a fondo, non riesce mai ad andare oltre una conoscenza superficiale dei personaggi e delle loro motivazioni più profonde, spesso facendoli scadere in meri stereotipi (il Capitano incapace ma di nobile nascita, il primo ufficiale brillante ma contadino, eccetera), fino a scivolare in un finale quanto mai banale e retorico. Anche la camera non riesce quasi mai a districarsi da un certo tipo di ripresa confusionaria, il che è un vero peccato perché Ron Howard ne ha le capacità e lo dimostra con un paio di inquadrature davvero spettacolari.

Dove il film trova la sua redenzione è nel cast e nelle interpretazioni. Chris Hemsworth, fisicamente perfetto per il ruolo di Chase, riesce a imprimere personalità al suo personaggio sopperendo a una sceneggiatura veramente povera da quel punto di vista, dimostrando (se ce ne fosse ancora bisogno dopo la sua splendida interpretazione in Rush) che non è solo un bel faccino ma anche un attore di tutto rispetto. Ma a brillare più di tutti, pur con poche scene, è Ben Whishaw, nel ruolo di Melville, protagonista della sezione più riuscita del film, con pochi gesti e sguardi delinea un personaggio allo stesso tempo fragile e forte, consapevole e insicuro, lasciando il segno come solo grandi attori riescono.

In conclusione, un film da domenica pomeriggio, tutto sommato godibile grazie soprattutto al suo cast, ma deludente per quello che avrebbe potuto esprimere. Come direbbero a scuola, il ragazzo è intelligente, ma non si applica.

lunedì 15 dicembre 2014

Critics Choice Awards 2015: le nomination!

Annunciate le nomination dei 20th Annual Critics Choice Movie Awards.

A dominare è Birdman, di Alejandro Gonzalez Inarritu, con ben 13 nomination, tra cui miglior film, attore, attore e attrice non protagonista e regia.

Subito dietro The Grand Budapest Hotel con 11 nomination, poi Boyhood con 8 e Interstellar con 7.

Kevin Costner riceverà il Lifetime Achievement Award, premio alla carriera, Ron Howard il Louis XIII Critics’ Choice Genius Award, mentre Jessica Chastain, nominata anche come migliore attrice non protagonista per 'A Most Violent Year', riceverà il Critics’ Choice MVP Award, premio appena creato.

La premiazione il prossimo 15 gennaio. Ecco tutte le nomination.

BEST PICTURE
Birdman (Fox Searchlight)
Boyhood (IFC Films)
Gone Girl (20th Century Fox)
The Grand Budapest Hotel (Fox Searchlight)
The Imitation Game (The Weinstein Company)
Nightcrawler (Open Road)
Selma (Paramount Pictures)
The Theory of Everything (Focus Features)
Unbroken (Universal Pictures)
Whiplash (Sony Pictures Classics)

BEST ACTOR
Benedict Cumberbatch - The Imitation Game
Ralph Fiennes - The Grand Budapest Hotel
Jake Gyllenhaal - Nightcrawler
Michael Keaton - Birdman
David Oyelowo - Selma
Eddie Redmayne - The Theory of Everything

BEST ACTRESS
Jennifer Aniston - Cake
Marion Cotillard – Two Days, One Night
Felicity Jones - The Theory of Everything
Julianne Moore - Still Alice
Rosamund Pike - Gone Girl
Reese Witherspoon - Wild

BEST SUPPORTING ACTOR
Josh Brolin – Inherent Vice
Robert Duvall - The Judge
Ethan Hawke - Boyhood
Edward Norton - Birdman
Mark Ruffalo - Foxcatcher
J.K. Simmons - Whiplash

BEST SUPPORTING ACTRESS
Patricia Arquette - Boyhood
Jessica Chastain - A Most Violent Year
Keira Knightley - The Imitation Game
Emma Stone - Birdman
Meryl Streep - Into the Woods
Tilda Swinton - Snowpiercer

BEST YOUNG ACTOR/ACTRESS
Ellar Coltrane - Boyhood
Ansel Elgort - The Fault In Our Stars
Mackenzie Foy - Interstellar
Jean Liberher - St. Vincent
Tony Revolori - The Grand Budapest Hotel
Quvenzhane Wallis - Annie
Noah Wiseman - The Babadook

BEST ACTING ENSEMBLE
Birdman
Boyhood
The Grand Budapest Hotel
The Imitation Game
Into the Woods
Selma

BEST DIRECTOR
Wes Anderson - The Grand Budapest Hotel
Ava Duvernay - Selma
David Fincher - Gone Girl
Alejandro Gonzalez Inarritu - Birdman
Angelina Jolie – Unbroken
Richard Linklater - Boyhood

BEST ORIGINAL SCREENPLAY
Birdman - Alejandro Inarritu, Nicolas Gabon, Armando Bo, Alexander Dinelaris -
Boyhood - Richard Linklater
The Grand Budapest Hotel - Wes Anderson
Nightcrawler - Dan Gilroy
Whiplash - Damien Chazelle

BEST ADAPTED SCREENPLAY
Gone Girl - Gillian Flynn
The Imitation Game  - Graham Moore
Inherent Vice - Paul Thomas Anderson
The Theory of Everything - Anthony McCarten
Unbroken - Joel and Ethan coen, Richard LaGravenese
Wild - Nick Hornby

BEST CINEMATOGRAPHY
Birdman - Emmanuel Lubezki
The Grand Budapest Hotel - Robert Yeoman
Interstellar - Hoyte Van Hoytema
Mr. Turner – Dick Pope
Unbroken - Roger Deakins

BEST ART DIRECTION
Birdman – Kevin Thompson/Production Designer, George DeTitta Jr./Set Decorator
The Grand Budapest Hotel - Adam Stockhausen/Production Designer, Anna Pinnock/Set Decorator
Inherent Vice - David Crank/Production Designer, Amy Wells/Set Decorator
Interstellar – Nathan Crowley/Production Designer, Gary Fettis/Set Decorator
Into the Woods – Dennis Gassner/Production Designer, Anna Pinnock/Set Decorator
Snowpiercer – Ondrej Nekvasil/Production Designer, Beatrice Brentnerova/Set Decorator

BEST EDITING
Birdman - Douglas Crise, Stephen Mirrione
Boyhood - Sandra Adair
Gone Girl - Kirk Baxter
Interstellar - Lee Smith
Whiplash - Tom Cross

BEST COSTUME DESIGN
The Grand Budapest Hotel - Milena Canner
Inherent Vice - Mark Bridges
Into the Woods - Colleen Atwood

BEST HAIR & MAKEUP
Foxcatcher
Guardians of the Galaxy
The Hobbit: the Battle of the Five Armies
Into the Woods
Maleficent

BEST VISUAL EFFECTS
Dawn of the Planet of the Apes
Edge of Tomorrow
Guardians of the Galaxy
The Hobbit: The Battle of the Five Armies
Interstellar

BEST ANIMATED FEATURE
Big Hero Six (Walt Disney Pictures)
The Book of Life (20th Century Fox)
The Boxtrolls (Focus Features)
How to Train a Dragon 2 (DreamWorks Animation)
The LEGO Movie (Warner Bros. Pictures)

BEST ACTION MOVIE
American Sniper
Captain America: The Winter Soldier
Edge of Tomorrow
Fury
Guardians of the Galaxy

BEST ACTOR IN AN ACTION MOVIE
Bradley Cooper – American Sniper
Tom Cruise - Edge of Tomorrow
Chris Evans – Captain America: The Winter Soldier
Brad Pitt – Chris Pratt - Guardians of the Galaxy

BEST ACTRESS IN AN ACTION MOVIE
Emily Blunt – Edge of Tomorrow
Scarlett Johansson - Lucy
Jennifer Lawrence - The Hunger Games: Mockingjay – Part 1
Zoe Saldana - Guardians of the Galaxy
Shailene Woodley - Divergent

BEST COMEDY
Birdman (Fox Searchlight)
The Grand Budapest Hotel (Fox Searchlight)
St. Vincent (The Weinstein Company)
Top Five (Paramount Pictures)
22 Jump Street (Sony)

BEST ACTOR IN A COMEDY
Jon Favreau – Chef
Ralph Fiennes - The Grand Budapest Hotel
Michael Keaton - Birdman
Bill Murray - St. Vincent
Chris Rock - Top Five
Channing Tatum - 22 Jump Street

BEST ACTRESS IN A COMEDY
Rose Byrne - Neighbors
Rosario Dawson - Top Five
Melissa McCarthy - St. Vincent
Jenny Slate - Obvious Child
Kristen Wiig - The Skeleton Twins

BEST SCI-FI/HORROR MOVIE
The Babadook
Dawn of the Planet of the Apes
Interstellar
Snowpiercer
Under the Skin

BEST FOREIGN LANGUAGE FILM
Force Majeure
Ida
Leviathan
Two Days, One Night
Wild Tales

BEST DOCUMENTARY FEATURE
CITIZENFOUR
Glenn Campbell: I’ll Be Me
Jodorowsky’s Dune
Last Days in Vietnam
Life Itself
The Overnighters

BEST SONG
“Big Eyes” – Lana Del Rey - Big Eyes
“Everything is Awesome” – Jo Li and the Lonely Planet - The Lego Movie
“Glory” - Common/John Legend - Selma
“Lost Stars” – Keira Knigthley – Begin Again
“Yellow Flicker Beat” – Lorde - The Hunger Games: Mockingjay – Part 1

BEST SCORE
Alexander Desplat - The Imitation Game
Johann Johannsoon - The Theory of Everything
Trent Reznor, Atticus Ross - Gone Girl
 Antonio Sanchez - Birdman
Hans Zimmer - Interstellar

lunedì 18 novembre 2013

Chris Hemsworth e Cilliam Murphy sul set di 'In The Heart of the Sea'

Nuove foto dal set spagnolo del film 'In The Heart of The Sea', di Ron Howard, riprese che stanno movimentando le Isole Canarie.

Il film racconterà la storia della Essex, baleniera salpata dal New England e affondata da un capodoglio. Chris Hemsworth sarà un marinaio che si ritrovò naufrago insieme al primo ufficiale e al capitano della nave. Per 90 giorni stettero in mare e per sopravvivere cedettero al cannibalismo.
Oltre a Hemsworth nel cast ci sono anche Cillian Murphy, Ben Whishaw, Brendan Gleeson, Jordi Mollà e Benjamin Walker.

Ecco le foto dal set.










[foto: Daily Mail, Just Jared]

mercoledì 25 settembre 2013

Rush - la recensione

La rivalità tra Nicki Lauda e James Hunt è accesa, fatta di frecciatine e di sguardi mandati al di là di un casco, fatta di fiato sul collo e motori, fatta di rispetto e amicizia.



Due diverse personalità, due diversi modi di intendere la corsa e la vita stessa: per Niki (magistrale Daniel Bruhl) ogni cosa è controllo, disciplina, impegno, la vittoria come sfida a migliorarsi, ad esigere sempre il meglio da sé e dagli altri anche a costo di non piacere a nessuno, ma per James è adrenalina, il sentirsi vivo mentre si guarda la morte in faccia, perché a cosa serve la vita se non ci si diverte, se non la si vive appieno?
Ecco il punto focale di Rush, nuovo film di Ron Howard sulla Formula Uno ma che non parla di Formula Uno, o almeno non solo.
Nonostante le immagini frenetiche dei circuiti e delle corse, o il rombo potente dei motori poco prima che si accenda la luce verde, il cuore del film sono loro, Niki e James, personaggi così diversi e così uniti tanto che si fatica a capre quale dei due sia il vero protagonista.
Rush è un grande film perché, come spesso accade, usa lo sport come metafora per parlarci di vita e lo fa maledettamente bene, aiutato anche dalle splendide musiche di Hans Zimmer, perfette nel sottolinearne ogni momento, dal più epico al più intimamente personale.
Non manca molto alla stagione dei premi e ancora ne abbiamo da vedere, ma intanto bisogna dire bravo a Ron Howard e soprattutto bravo allo sceneggiatore Peter Morgan, perché questo film ha tutte le carte in regola per esserne protagonista.

domenica 6 maggio 2012

Ron Howard sceglie ancora Favino


Il regista Ron Howard sta girando 'Rush', film sull'automobilismo e in particolare sulla sfida tra Niki Lauda e James Hunt, interpretati rispettivamente da Daniel Bruhl (Bastardi Senza Gloria) e Chris Hemsworth (Thor).
Nel cast spunta anche il nome di Pierfrancesco Favino, fresco vincitore del David di Donatello, che torna a lavorare con Ron Howard dopo 'Angeli e Demoni', a lui il ruolo del pilota svizzero Clay Regazzoni, compagno di squadra di Lauda nella Ferrari.

La trama si svolge durante il campionato mondiale del 1976 che ha visto contrapposti Lauda e Hunt, due personalità completamente diverse, riservato Lauda, estroverso Hunt. Il '76 è stato l'anno in cui Lauda ebbe un terribile incidente: uscito di pista per un guasto, l'auto andò a fuoco, il pilota uscì da solo dall'auto ma poi svenne e rimase in coma per sei settimane. Una volta risvegliato, Lauda tornò in pista per riprendere la sfida che si concluse con la vittoria di Hunt per un solo punto.


La sceneggiatura è firmata da Peter Morgan che ha già lavorato con Ron Haward per 'Frost/Nixon'. Alcune scene saranno girate all'interno del circuito automobilistico di Nurburgring, in Germania, e in Inghilterra. Il film dovrebbe arrivare in sala il prossimo anno.


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