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venerdì 7 gennaio 2022

The Unforgivable - la recensione

Da giorni ormai è stabile nella Top10 dei film più visti su Netflix, si tratta di The Unforgivable, nuovo film con Sandra Bullock protagonista.

Ruth esce di prigione dopo aver scontato 20 anni per omicidio e tutti gli anni passati dentro li porta addosso, sul corpo e nell'anima, l'unica piccola speranza che ancora resta accesa in lei, è la possibilità di rivedere la sorella minore, Katy, lasciata il giorno dell'omicidio, quando aveva solo 5 anni. Ruth prova a ripartire, trova due lavori, ma la nomea di ex galeotta, e soprattutto quella di "ammazza poliziotti", la perseguita. I ricordi la riportano alla sua vecchia casa, dove è avvenuto il fatto e dove ora vive una nuova famiglia, in cui l'uomo è avvocato e si propone di aiutarla a cercare di contattare la sorella, che ormai vive con un'altra famiglia e ha solo vaghi e confusi ricordi del suo passato. Ma sulle tracce di Ruth ci sono anche i figli del poliziotto morto e nemmeno loro hanno dimenticato.

Adattamento di una serie tv inglese, il film è diretto dalla regista tedesca Nora Fingscheidt, al suo esordio in un lungometraggio. The Unforgivable ha una bella premessa: com'è la vita di chi esce dal carcere dopo aver scontato la sua pena? c'è davvero la possibilità di ripartire? Ruth ci prova ma il marchio che ha addosso sembra indelebile e, come dice il titolo, imperdonabile. Questa è la traccia in cui il film dà il suo meglio, sorretto soprattutto dall'interpretazione di Sandra Bullock. Il film si appoggia totalmente sulle sue spalle e lei dimostra, ancora una volta, di saper reggere il peso. La sua Ruth è una donna che ha imparato ad incassare in silenzio, sia i continui giudizi che i colpi, anche quelli fisici, che le arrivano continuamente addosso. È una Sandra Bullock molto diversa dal solito, dimessa, sciatta, con un'espressione dura e fredda sul volto, manifestazione totale della sua resilienza.

Il film dura meno di due ore, quasi una rarità visto che oggi anche le commedie durano più di due ore, in questo caso però, una ventina di minuti in più avrebbero forse aiutato ad analizzare meglio le altre strade che la storia propone: la nuova famiglia della sorella che non vuole farla avvicinare; i figli del poliziotto morto in cerca di vendetta; la nuova famiglia che vive nella vecchia casa di Ruth. Il film si accontenta di accennarle soltanto, ed è un peccato, sarebbe stato bello vedere più interazioni tra Sandra Bullock e la sempre brava Viola Davis, e sarebbe servito anche a dare un po' più di spessore agli "antagonisti" della storia.

The Unforgivable ha forse il difetto di restare sempre sul sentiero sicuro, ma è un buon dramma che ha come punto di forza l'ottima interpretazione di Sandra Bullock.

martedì 6 aprile 2021

SAG Awards 2021 - i vincitori

Con una breve cerimonia, sono stati assegnati nella notte tra domenica e lunedì (per noi in Italia) gli Screen Actors Guild Awards (SAG), i premi del sindacato degli attori, molto indicativi in ottica Oscar, anche se quest'anno ci sono delle grosse incognite.

A vincere il premio per il miglior cast, cioè l'equivalente del miglior film, è stato Il Processo ai Chicago 7 di Aaron Sorkin. Questo premio fa risalire le quotazioni del film per gli Oscar ma, in realtà, la vittoria di Nomadland sembra ormai certa.

Per gli attori, la storia sembra segnata, con Chadwick Boseman che ha ricevuto il premio postumo come migliore attore per Ma Rainy's Black Bottom, e Daniel Kaluuya quello come migliore attore non protagonista per Judas and the Black Messiah.
Per le attrici invece la questione si fa più ingarbugliata. L'attrice coreana Youn Yuh-Yung ha ricevuto il premio come migliore attrice non protagonista per Minari, e ora, un po' a sorpresa, è la favorita per l'Oscar. Come migliore attrice protagonista è stata premiata Viola Davis per Ma Rainy's Black Bottom, nella cinquina però era assente Andra Day (The United States vs Billie Holiday), che quindi rimane la favorita per la vittoria, davanti alla Davis e alla outsider Carey Mulligan.

Ecco l'elenco dei vincitori di Cinema e TV.

CINEMA

Outstanding Performance by a Cast in a Motion Picture
“Da 5 Bloods”
“Ma Rainey’s Black Bottom”
“Minari”
“One Night In Miami”
“The Trial Of The Chicago 7”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Leading Role
Riz Ahmed, “Sound of Metal”
Chadwick Boseman, “Ma Rainey’s Black Bottom”
Anthony Hopkins, “The Father”
Gary Oldman, “Mank”
Steven Yeun, “Minari”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Leading Role
Amy Adams, “Hillbilly Elegy”
Viola Davis, “Ma Rainey’s Black Bottom”
Vanessa Kirby, “Pieces of a Woman”
Frances McDormand, “Nomadland”
Carey Mulligan, “Promising Young Woman”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Supporting Role
Sacha Baron Cohen, “The Trial of the Chicago 7”
Chadwick Boseman, “Da 5 Bloods”
Daniel Kaluuya, “Judas and the Black Messiah”
Jared Leto, “The Little Things”
Leslie Odom Jr., “One Night in Miami”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Supporting Role
Maria Bakalova, “Borat Subsequent Moviefilm”
Glenn Close, “Hillbilly Elegy”
Olivia Colman, “The Father”
Youn Yuh-Yung, “Minari”
Helena Zengel, “News of the World”

Outstanding Action Performance by a Stunt Ensemble in a Motion Picture
“Da 5 Bloods”
“Mulan”
“News Of The World”
“The Trial Of The Chicago 7”
“Wonder Woman 1984”

-
TV

Outstanding Performance by an Ensemble in a Drama Series
“Better Call Saul”
“Bridgerton”
“The Crown”
“Lovecraft Country”
“Ozark”

Outstanding Performance by an Ensemble in a Comedy Series
“Dead To Me”
“The Flight Attendant”
“The Great”
“Schitt’s Creek”
“Ted Lasso”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Drama Series
Jason Bateman, “Ozark”
Josh O’Conner, “The Crown”
Sterling K. Brown, “This Is Us”
Bob Odenkirk, “Better Call Saul”
Rege-Jean Page, “Bridgerton”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Drama Series
Gillian Anderson, “The Crown”
Oliva Colman, “The Crown”
Emma Corwin, “The Crown”
Julia Garner, “Ozark”
Laura Linney, “Ozark”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Comedy Series
Nicholas Hoult, “The Great”
Daniel Levy, “Schitt’s Creek”
Eugene Levy, “Schitt’s Creek”
Jason Sudeikis, “Ted Lasso”
Ramy Youssef, “Ramy”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Comedy Series
Christina Applegate, “Dead to Me”
Linda Cardellini, “Dead to Me”
Kaley Cuoco, “The Flight Attendant”
Annie Murphy, “Schitt’s Creek”
Catherine O’Hara, “Schitt’s Creek”

Outstanding Performance by a Male Actor in a Television Movie or Limited Series
Bill Camp, “The Queen’s Gambit”
Daveed Diggs, “Hamilton”
Hugh Grant, “The Undoing”
Ethan Hawke, “The Good Lord Bird”
Mark Ruffalo, “I Know This Much Is True”

Outstanding Performance by a Female Actor in a Television Movie or Limited Series
Cate Blanchett, “Mrs. America”
Michaela Coel, “I May Destroy You”
Nicole Kidman, “The Undoing”
Anya Taylor-Joy, “The Queen’s Gambit”
Kerry Washington, “Little Fires Everywhere”

Outstanding Stunt Ensemble in a Comedy or Drama Series
“The Boys”
“Cobra Kai”
“Lovecraft Country”
“The Mandalorian”
“Westworld”

martedì 22 dicembre 2020

Ma Rainey's Black Bottom - la recensione

Ma Rainey's Black Bottom, adattamento dell'omonima opera teatrale di August Wilson, arriva su Netflix prodotto da Denzel Washington, diretto da George C. Wolfe e sceneggiato da Ruben Santiago Jr..

In una fumosa Chicago degli anni '20, la band di Ma Rainey (Viola Davis) aspetta l'arrivo della diva in uno studio musicale per incidere il suo nuovo album. Si scherza, si chiacchiera, si litiga, ci si scambiano aneddoti sulle proprie vite. Fra loro c'è anche Levee (Chadwick Boseman) giovane e irruento che sogna una band tutta sua e che apparentemente non ha paura di nulla. L'arrivo di Ma Rainey non fa che portare alla luce e acuire i conflitti, spingendo verso un finale che appare inevitabile.
 

Nella trasposizione dal teatro al cinema appare subito chiaro che si sia voluto rimanere totalmente fedeli all'impostazione data dal palco, con la cantina e la sala di incisione unici setting e una narrazione interamente scandita da dialoghi brillanti e veloci, con un ritmo tipico del teatro. E' un patto che il film fa subito con lo spettatore: bisogna accettarlo e andare avanti, oppure decidere di abbandonare la visione subito, non ci sono mezze misure. Non è infatti solo una questione di dialoghi e scenografie, ma anche dei personaggi, partendo proprio da Ma, tutti squisitamente teatrali, dalle movenze al trucco al loro essere delineati attraverso le parole, lì dove il flashback è per forza di cose bandito.
Dell'infanzia di Levee sappiamo tutto dal suo racconto, estremamente vivido e dettagliato, ma registi e sceneggiatori non ci mostrano mai nulla di quel passato, dobbiamo viverlo attraverso la performance splendida di Chadwick Boseman, al suo ultimo ruolo prima della sua prematura scomparsa.
Anche Viola Davis, vera e propria Regina fra le attrici nere del cinema contemporaneo, ci presenta la sua Ma tagliandola in una interpretazione di corpo e di gestualità, tanto che è facile dimenticarsi di essere seduti di fronte a uno schermo per immaginarsi sulla poltrona di un teatro di Broadway.



Ma Rainey's Black Bottom è un film che non conosce mezze misure, non scende mai a compromessi e non ha paura delle sue radici teatrali, anzi, le abbraccia completamente e in un certo senso le sbatte in faccia allo spettatore, valorizzando fortemente l'ambientazione claustrofobica e i suoi interpreti.
Sicuramente un film onesto e solido, che riesce a essere compatto ed emozionante.

giovedì 1 ottobre 2020

'Ma Rainey’s Black Bottom', prime immagini dell'ultimo film di Chadwick Boseman

E' passato poco più di un mese dalla prematura scomparsa di Chadwick Boseman e il ricordo dell'attore continua a commuovere fan e colleghi.

Qualche ora fa, Netflix ha pubblicato le prime immagini dell'ultimo film girato dall'attore, Ma Rainey’s Black Bottom, tratto da un'opera teatrale di August Wilson, diretto da George C. Wolfe e prodotto da Denzel Washington.

Il film racconta la storia di Ma Rainey, una delle prime cantanti blues/soul ad incidere un album in studio. Ad interpretarla è Viola Davis, che ha dovuto trasformare il proprio fisico per entrare nei corpo giunonico della cantante. Chadwick Boseman interpreta Levee, ambizioso e impulsivo trombettista della band.

Intervistata, Viola Davis ha rivelato di non aver mai saputo della malattia dell'attore e di quello che stava passando, mentre Denzel Washington ha dichiarato: "Ha svolto un lavoro incredibile e adesso se n’è andato. Ancora non ci credo".

Il film sarà su Netflix dal 18 dicembre. Intanto, ecco le prime immagini.






sabato 14 settembre 2019

The Suicide Squad - annunciato il cast!

James Gunn si prepara per tornare sul set alla regia di The Suicide Squad, sequel/non sequel/reboot del precedente Suicide Squad, prodotto dalla Warner / DC Comics.

Nel cast tornano alcuni grandi nomi del film precedente, Margot Robbie (Harley Quinn), Jay Courtney (Captain Boomerang), Joel Kinnaman (Rick Flag), e Viola Davis (Amanda Waller).
Confermata l'assenza di Will Smith, che non ha potuto partecipare a causa di altri impegni, e nemmeno Jared Leto che non tornerà nel ruolo del Joker.

Moltissime le new entry, più di quante scritte nell'immagine postata da James Gunn. Ci saranno: Idris Elba, David Dastmalchian, Daniela Melchior, John Cena, Flula Borg, Storm Reid, Peter Capaldi, Nathan Fillon, Joaquin Cosio, Mayling Ng, Sean Gunn, Juan Diego Botto, Taika Waititi, Alice Braga, Steve Afee, Tinashe Kajese, Jennifer Holland, Julio Ruiz, Pete Davidson e Michael Rooker.
Un cast molto numeroso e, annunciandolo, James Gunn ha scritto "Non affezionatevi troppo", preannunciando una "scrematura" durante lo svolgimento della storia.

Ecco l'immagine.


Le riprese inizieranno a breve. L'uscita del film è fissata al 6 giugno 2020.

Dopo questo film, James Gunn lascerà la DC Comics per tornare in casa Marvel per lavorare a Guardiani della Galassia: Vol 3.

venerdì 2 marzo 2018

Frame Awards 2018 - Blade Runner 2049 è il miglior film. Ecco tutti i vincitori.

Si sono chiuse le votazioni dei Frame Awards 2018, votati dal pubblico e che prendevano i considerazione i film usciti in Italia dal 1 gennaio 2017 al 31 gennaio 2017.

In totale controtendenza rispetto a parte della critica, agli incassi, e alla stagione dei premi ancora in corso (che si chiuderò domenica 4 con gli Oscar), il film più votato è stato Blade Runner 2049, che ha trionfato in tre categorie.
Il film di Denis Villeneuve è stato eletto miglior film dell'anno, ha vinto anche nella categoria migliore sceneggiatura originale, mentre Ryan Gosling è stato votato come migliore attore protagonista.

Miglior regista Christopher Nolan per Dunkirk, per lo stesso film è stato votato anche Tom Hardy come migliore attore non protagonista.
Come agli Oscar 2017, Emma Stone (La La Land) e Viola Davis (Fences - Barrere) sono state scelete come migliore attrice protagonista e migliore attrice non protagonista.

Molto apprezzato anche Assassinio sull'Orient Express, che ha trionfato in due categorie, tra cui miglior cast. Miglior film d'animazione Coco della Disney/Pixar.

Ecco tutti i vincitori.

Miglior film - Blade Runner 2049

Migliore regia - Christopher Nolan, 'Dunkirk'

Migliore attrice protagonista - Emma Stone, 'La La Land'

Migliore attore protagonista - Ryan Gosling, 'Blade Runner 2049'

Migliore attrice non protagonista - Viola Davis, 'Fences - Barriere'

Migliore attore non protagonista - Tom Hardy, 'Dunkirk'

Miglior cast - Assassinio sull'Orient Express

Migliore sceneggiatura originale - Blade Runner 2049

Migliore sceneggiatura non originale - Assassinio sull'Orient Express

Migliori effetti speciali - War for the Planet of the Apes

Migliore colonna sonora - La La Land

Migliore film d'animazione - Coco

Migliore serie tv - Peaky Blinders (4a stagione)

Migliore locandina - It

Miglior trailer - Star Wars: Gli Ultimi Jedi

lunedì 27 febbraio 2017

Oscar 2017 - a sorpresa vince Moonlight. Ecco tutti i vincitori!

La Notte degli Oscar 2017 ha riservato un finale del tutto inaspettato, a conclusione di una cerimonia nella norma, tra battute ironiche, in particolare verso il presidente USA, e discorsi politici. Jimmy Kimmel ha condotto la serata in scioltezza e senza fare nulla di particolare, spesso portando sul palco quello che propone anche nel suo show, come i divertenti Mean Tweet. Momento da ricordare, il tweet che Kimmel ha mandato in diretta al presidente USA Trump, per sapere se era ancora sveglio, e poi un altro con l'hashtag #Merylsayshi. Entrambi subito super retwittati.

A trionfare in un finale piuttosto confuso è stato Moonlight, vincitore del premio come miglior film. Cos'è successo? Warren Beatty e Faye Dunaway, non proprio convinti in realtà, hanno annunciato la vittoria di La La Land. Festa per il cast e la produzione, tutti sul palco per festeggiare la vittoria, stavano già facendo i discorsi di ringraziamento quando uno dei produttori del film ha annunciato che c'era stato un errore, il vincitore in realtà era Moonlight. Momento di grande imbarazzo con Warren Beatty che si è scusato davanti a tutti dicendo di aver ricevuto la busta sbagliata. Cambio sul palco, giù cast e produzione di La La Land, su quelli di Moonlight.
Un momento imbarazzante per l'Academy che improvvisamente è sembrata una Miss Universo qualunque. Imbarazzante anche perché, in realtà, non è chiaro cosa sia successo, sembra strano che a ingannare i poveri Beatty e Dunaway sia stato uno scambio di buste, anche perché la busta incriminata che avrebbe tratto in errore i due attori sarebbe stata quella della migliore attrice... che però in quel momento era tra le mani della migliore attrice appena premiata. Insomma, non è chiaro, è stata annunciata un'indagine da parte della PriceWaterhouseCoopers, che da sempre si occupa delle votazioni, che si è dichiarata colpevole dell'accaduto. Comunque Moonlight ha vinto. In tutto il film di Barry Jenkins si è portato a casa tre statuette, miglior film, sceneggiatura originale, e migliore attore non protagonista a Mahershala Ali.

Il musical La La Land, con sei statuette è stato il film più premiato della serata, e si è portato a casa anche i premi per la migliore regia a Damien Chazelle, a 32 anni è il più giovane regista di sempre a ricevere questo Oscar, e quello come migliore attrice protagonista andato a Emma Stone.

Non c'era storia nella categoria migliore attrice non protagonista, a vincere, come da pronostico, è stata Viola Davis per Fences. Un po' di dubbio c'era nella categoria come migliore attore protagonista, la sfida era fra Denzel Washington (Fences) e Casey Affleck (Manchester by the Sea), e alla fine è stato proprio Affleck a portarsi a casa l'Oscar.

Due Oscar per la Disney, grazie alla Pixar per il corto Piper, e a Zootropolis, miglior film d'animazione. Miglior film straniero Il Cliente di Ashgar Farhadi, il regista iraniano era a causa del ban di Trump verso alcuni paesi islamici, il ban è stato sospeso ma la sua assenza è stato un segno di protesta.
Non ce l'ha fatta Fuocoammare tra i documentari, ma un po' d'Italia si è vista sul palco con la vittoria di Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini, insieme a Christopher Nelson, dell'Oscar per il miglior trucco per Suicide Squad.

Da segnalare un altro errore, una svista incredibile durante il tristissimo momento In Memoriam è stata ricordata la costumista Janet Patterson, scomparsa lo scorso anno, ma al posto della sua foto è stata messa quella della produttrice, e grande amica della Patterson, Jan Chapman, vivissima, che si è detta abbastanza sconvolta dall'accaduto.

Ecco tutti i premi della serata.

Miglior film: Moonlight di Barry Jenkins

Miglior regia: Damien Chazelle per La La Land

Miglior attrice protagonista: Emma Stone per La La Land

Miglior attore protagonista: Casey Affleck per Manchester by the Sea

Miglior attrice non protagonista: Viola Davis per Fences - Barriere

Miglior attore non protagonista: Mahershala Ali per Moonlight

Miglior sceneggiatura non originale: Moonlight

Miglior sceneggiatura originale: Manchester by The Sea

Miglior film d'animazione: Zootropolis

Miglior film straniero: Il cliente di Asghar Farhadi

Miglior fotografia: La La Land

Miglior scenografia: La La Land

Migliori costumi: Animali fantastici e dove trovarli

Miglior trucco: Suicide Squad

Miglior montaggio sonoro: Arrival

Miglior sonoro: La battaglia di Hacksaw Ridge

Miglior montaggio: La battaglia di Hacksaw Ridge

Migliori effetti speciali: Il libro della Giungla

Miglior colonna sonora: La La Land

Miglior canzone: "City of Stars", La La Land

Miglior cortometraggio: Sing

Miglior cortometraggio documentario: The White Helmets

Miglior corto di animazione: Piper

Miglior documentario: O.J.: Made in America

giovedì 23 febbraio 2017

Fences - Barriere - la recensione

Denzel Washington torna alla regia e porta al cinema Fences - Barriere, tratto dall'omonima pièce teatrale di August Wilson del 1987 con cui vinse il premio Pulitzer.

Pittsburgh, anni '50, Troy Maxson è un'ex promessa del baseball che ha visto la propria carriera finire nel nulla, e che ora fa il netturbino, in polemica con la direzione perché i neri svuotano i secchi mentre i bianchi guidano il camion. Troy è un chiacchierone, gli piace raccontare storie, parlare di se stesso quasi in modo allegorico, dell'amore che prova per sua moglie, anche se in realtà nasconde dei segreti pesanti, è molto duro con i figli che non sono come lui avrebbe voluto: il più grande non lavora perché vuole fare il musicista, il più piccolo è una giovane promessa del football ma Troy non ne vuole nemmeno sentir parlare, tarpando le ali ai suoi sogni. Mentre costruisce lo steccato (Fences, appunto) nel piccolo giardino dietro casa, Troy chiude se stesso dentro, lasciando fuori non solo un mondo che, anche se molto lentamente, sta cambiando, ma anche la sua famiglia.

Teatro al cinema, non sempre funziona, in questo caso funziona abbastanza. Fences - Barriere è un film pieno di parole e pieno di dolore e risentimento. Troy non cerca di piacere al pubblico, è un personaggio tragico, figlio di una generazione che ha vissuto discriminazione e violenza, sia dalla società che in famiglia, sulla propria pelle e che si è formato e indurito a causa di quella discriminazione, fino a diventare chiuso, rabbioso, pieno di umane contraddizioni, a volte distruttive.
Il film è fatto di scambi verbali e monologhi molto lunghi, Denzel Washington riesce ad usare abbastanza bene gli spazi ristretti, soprattutto quelli del piccolo giardino, riducendo un po' (ma non del tutto) l'effetto statico del "teatro al cinema". Una staticità che però in alcuni momenti si avverte soprattutto a causa della durata del film, due ore e un quarto circa, un po' troppe.

Denzel Washington ha già interpretato il ruolo di Troy Maxson a teatro, vincendo il Tony Awards nel 2010, e la confidenza col personaggio è evidente, riempie la scena con la sua presenza e con il suo parlare, quasi un'incontinenza verbale che sovrasta gli altri personaggi, ogni tanto eccede andando sopra le righe ma creando allo stesso tempo un contrasto tra esuberanza e durezza che risulta funzionale al personaggio. Una interpretazione che viene quasi oscurata da quella davvero straordinaria di Viola Davis, anche lei già protagonista a teatro accanto a Washington, e vincitrice del Tony Awards. L'attrice, molto più misurata rispetto a Washington, è il vero cuore pulsante del film, riesce a trasmettere una forza, una dignità e un'umanità che passano attraverso lo schermo ed emozionano lo spettatore. Il ruolo potrebbe portarle (finalmente) l'Oscar, e non premiarla sarebbe davvero un delitto.

Fences - Barriere è un film serio, sociale, che trova della vera calda emozione solo nel finale grazie ai personaggi secondari. Merita di essere visto almeno una volta, possibilmente in lingua originale, perché il modo di parlare di Troy, l'accento "black", le espressioni usate, sono parte integrante del personaggio.

lunedì 13 febbraio 2017

'La La Land' trionfa anche ai BAFTA 2017. Ecco tutti i vincitori.

Sono stati assegnati ieri sera i BAFTA 2017, gli "Oscar inglesi", assegnati dalla British Adacemy of Film and Television Arts.

Nuovo trionfo per il musical La La Land, che si porta a casa 5 premi, tra cui miglior film, regista (Damien Chazelle) e attrice protagonista a Emma Stone, che ormai sembra avere l'Oscar in tasca, così come Viola Davis, che si conferma migliore attrice non protagonista per il film Fences - Barriere.

Come migliore attore ha vinto Casey Affleck (Manchester by the Sea), migliore attore non protagonista invece Dev Patel per Lion. I BAFTA in realtà non sono molto indicativi in chiave Oscar, Casey Affleck e Dev Patel quindi non "guadagnano punti" in attesa degli Academy Awards.

Durante la cerimonia è stato anche consegnato un premio alla carriera al grande Mel Brooks.

Ecco tutti i premi.

MIGLIOR FILM: La La Land

MIGLIOR FILM INGLESE: I Daniel Blake

MIGLIOR REGISTA: Damien Chazelle – La La Land

MIGLIOR ATTORE: Casey Affleck – Manchester By The Sea

MIGLIORE ATTRICE: Emma Stone – La La Land

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Dev Patel – Lion

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA: Viola Davis – Fences

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA: Lion

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Manchester By The Sea

MIGLIOR DEBUTTO PER UN REGISTA INGLESE: Babak Anvari, Emily Leo, Oliver Roskill, Lucan Toh – Under The Shadow

MIGLIOR FILM NON IN LINGUA INGLESE: Son Of Saul

MIGLIOR DOCUMENTARIO: 13th

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE: Kubo & The Two Strings

MIGLIOR FOTOGRAFIA: La La Land

MIGLIOR MONTAGGIO: Hacksaw Ridge

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO: Florence Foster Jenkins

MIGLIORI COSTUMI: Jackie

MIGLIORI SCENOGRAFIE: Fantastic Beasts And Where To Find Them

MIGLIORI EFFETTI VISIVI: The Jungle Book

MIGLIOR COLONNA SONORA: La La Land

MIGLIOR SONORO: Arrival

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO INGLESE: Home

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO ANIMATO INGLESE: A Love Story

EE RISING STAR AWARD: Tom Holland

lunedì 30 gennaio 2017

SAG Awards - i vincitori dei premi di Cinema e Tv

Si sono tenuti nella notte gli Screen Actors Guild Awards 2017, il premio del sindacato degli attori. I SAG sono un premio molto influente in chiave Oscar e i premi assegnati ieri hanno rimescolato le carte, in una categoria in particolare.

Il premio per il miglior cast in un film è stato vinto da Hidden Figures - Il Diritto di Contare. Un premio che un po' a sorpreso visto che, data (l'incredibile) assenza di La La Land, il favorito per tutti era Moonlight, e subito dopo Manchester by the Sea. La vittoria di Hidden Figures, in quello che ai SAG equivale al premio per il miglior film dell'anno, alza sicuramente le quotazioni della pellicola per la corsa all'Oscar.

Dopo il Golden Globe, Emma Stone (La La Land) si è portata a casa anche il SAG Awards come migliore attrice, la strada verso l'Oscar sembra spianata, così come quella di Viola Davis, vincitrice del premio come migliore attrice non protagonista per Fences - Barriere. Il premio come migliore attore non protagonista è stato vinto da Mahershala Ali (Moonlight), anche lui sembra non avere rivali ai prossimi Oscar.
La sorpresa più grande è arrivata dalla categoria migliore attore protagonista, a vincere è stato Denzel Washington per Fences - Barriere. Il favorito dai pronostici era Casey Affleck, vincitore del Golden Globe e di svariati premi fino ad oggi e principale candidato alla vittoria dell'Oscar, ma dopo i SAG il favorito principale per l'Academy diventa proprio Denzel Washington, che potrebbe vincere il suo terzo Oscar. Storicamente parlando infatti i quattro attori vincitori dei SAG poi si rivelano essere gli stessi anche agli Oscar.
Impossibile non notare come tre vincitori su quattro siano attori neri, soprattutto alla luce di quello che è successo lo scorso anno, con le infuocate proteste per gli #OscarSoWhite, una polemica alquanto esagerata e che, alla luce dei favoriti, siamo abbastanza sicuri che non si ripeterà quest'anno.

Tra le serie tv trionfano Stranger Things (miglior cast serie drama), e Orange Is the New Black (miglior cast comedy). Premi anche per The Crown e The People vs O.J. Simpson: American Crime Story.

Come successo ai Golden Globe, la politica è stata grande protagonista dei discorsi di ringraziamento degli attori, soprattutto dopo le ultime discutibili decisioni del neo presidente Trump. Discorsi di fuoco sul palco, in particolare da parte di David Harbour, Taraji P. Hensom, e Ashton Kutcher.

Ecco tutti i premi della serata.

- CINEMA -

Migliore attore protagonista
Casey Affleck, Manchester by the Sea
Andrew Garfield, Hacksaw Ridge
Ryan Gosling, La La Land
Viggo Mortensen, Captain Fantastic
Denzel Washington, Fences

Migliore attrice protagonista
Amy Adams, Arrival
Emily Blunt, The Girl on the Train
Natalie Portman, Jackie
Emma Stone, La La Land
Meryl Streep, Florence Foster Jenkins

Migliore attore non protagonista
Mahershala Ali, Moonlight
Jeff Bridges, Hell or High Water
Hugh Grant, Florence Foster Jenkins
Lucas Hedges, Manchester by the Sea
Dev Patel, Lion

Migliore attrice non protagonista
Viola Davis, Fences
Naomie Harris, Moonlight
Nicole Kidman, Lion
Octavia Spencer, Hidden Figures
Michelle Williams, Manchester by the Sea

Miglior cast d’insieme
Captain Fantastic
Fences
Hidden Figures
Manchester by the Sea
Moonlight

- TV -

Miglior cast serie drama
Downton Abbey
Game of Thrones
The Crown
Stranger Things
Westworld

Migliore attrice serie drama
Robin Wright, House of Cards
Millie Bobby Brown, Stranger Things
Claire Foy, The Crown
Winona Ryder, Stranger Things
Thandie Newton, Westworld

Migliore attore serie drama
Rami Malek, Mr. Robot
Kevin Spacey, House of Cards
Sterling K. Brown, This Is Us
John Lithgow, The Crown
Peter Dinklage, Game of Thrones

Migliore cast serie comedy
The Big Bang Theory
black-ish
Modern Family
Orange Is the New Black
Veep

Migliore attrice serie comedy
Uzo Aduba, Orange Is The New Black
Ellie Kemper, The Unbreakable Kimmy Schmidt
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Jane Fonda, Grace & Frankie
Lily Tomlin, Grace & Frankie

Migliore attore serie comedy
Ty Burrell, Modern Family
William H. Macy, Shameless
Jim Parson, The Big Bang Theory
Jeffrey Tambor, Transparent
Anthony Anderson, black-ish
Tituss Burgess, The Unbreakable Kimmy Schmidt

Migliore attrice film tv o miniserie
Sarah Paulson, The People v. O.J. Simpson: American Crime Story
Kerry Washington, Confirmation
Felicity Huffman, American Crime
Bryce Dallas Howard, Black Mirror
Audra MacDonald, Lady Day at Emerson’s Bar and Grill

Migliore attore film tv o miniserie
Sterling K. Brown, The People v. O.J. Simpson: American Crime Story
Courtney B. Vance, The People v. O.J. Simpson: American Crime Story
Riz Ahmed, The Night Of
Bryan Cranston, All the Way
John Turturro, The Night Of

Miglior team controfigure
Game of Thrones
Marvel’s Daredevil
Marvel’s Luke Cage
The Walking Dead
Westworld

lunedì 9 gennaio 2017

Golden Globes 2017 - La La Land trionfa! Ecco tutti i vincitori.

Assegnati nella notte i Golden Globes 2017, i premi della Hollywood Foreign Press (stampa straniera a Hollywood). Una serata all'insegna del musical fin dall'apertura, molto bella, con il presentatore Jimmy Fallon che ha duettato con diversi attori e attrici ripercorrendo un anno di film e serie tv, e si è conclusa con il trionfo di La La Land.

Il musical di Damien Chazelle ha stabilito un record, sette premi in una sola serata, praticamente ha vinto in ogni categoria in cui era stato nominato: film commedia/musical, regia, attore e attrice protagonista commedia/musical (Ryan Gosling e Emma Stone), sceneggiatura, canzone originale e colonna sonora.

Miglior film drammatico è andato a Moonlight, unico premio su sei nomination. Non sorprendono più di tanto i premi come migliore attore drama (Casey Affleck per Machester by the Sea), e migliore attrice non protagonista (Viola Davis per Fences), le sorprese sono arrivate dal migliore attore non protagonista, che è andato a Aaron Taylor-Johnson per Animali Notturni, e nella categoria migliore attrice drama, dove a trionfare è stata Isabelle Huppert per Elle, che ha vinto anche come miglior film straniero (film escluso dalla corsa agli Oscar).

Per la tv, a tornare a casa con più premi è stato The Night Manager (migliore attore, attrice, attore non protagonista). The Crown è stato premiato come migliore serie drama, mentre Atlanta come migliore serie comedy. Miglior miniserie The People v. O.J. Simpson: American Crime Story.

Due i momenti salienti della serata, il ricordo commosso di Carrie Fisher e Debbie Reynolds, e il premio alla carriera Cecil B. DeMille a Meryl Streep. Dopo una splendida introduzione fatta da Viola Davis, la grande Meryl è salita sul palco per fare il suo discorso di ringraziamento, un discorso sentito, profondo e commovente, in cui la Streep si è scagliata direttamente contro il presidente neo-eletto Trump (che ha anche risposto, in modo altrettanto diretto, via stampa). "Se a Hollywood mandassimo via tutti quelli che non sono nati qui non ci resterebbe nulla da guardare, se non il football e le arti marziali, che non sono propriamente arte", ha dichiarato l'attrice, che poi ha criticato Trump per aver preso in giro una giornalista disabile e per la sua mancanza di rispetto che ha definito come un "atto di violenza". Applausi per la Streep che poi ha concluso commuovendosi ricordando l'amica Carrie Fisher e il consiglio che una volta le diede: "Prendi il tuo cuore spezzato e trasformalo in arte".

Ecco tutti i vincitori della serata.

Cinema

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Moonlight

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMA
Isabelle Huppert, Elle

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMA
Casey Affleck, Manchester by the Sea

MIGLIOR FILM COMMEDIA/MUSICAL
La La Land

MIGLIORE ATTRICE COMMEDIA/MUSICAL
Emma Stone, La La Land

MIGLIOR ATTORE  COMMEDIA/MUSICAL
Ryan Gosling, La La Land

MIGLIOR FILM ANIMATO
Zootopia

MIGLIOR FILM STRANIERO
Elle

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Viola Davis, Fences

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Aaron Taylor-Johnson, Nocturnal Animals

MIGLIOR REGISTA
Damien Chazelle, La La Land

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Damien Chazelle, La La Land

MIGLIOR COLONNA SONORA
Justin Hurwitz, La La Land

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“City of Stars,” La La Land

PREMIO ALLA CARRIERA
Meryl Streep.

Tv

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Crown

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Claire Foy, The Crown

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Billy Bob Thornton, Goliath

MIGLIOR SERIE MUSICAL/COMEDY
Atlanta

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE MUSICAL/COMEDY
Tracee Ellis Ross, Blackish

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE MUSICAL(COMEDY
Donald Glover, Atlanta

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
The People v. O.J. Simpson: American Crime Story

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Sarah Paulson, The People v. O.J. Simpson: American Crime Story

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Tom Hiddleston, The Night Manager

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Olivia Coleman, The Night Manager

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Hugh Laurie, The Night Manager

giovedì 1 settembre 2016

Suicide Squad - la recensione

PREMESSA: questo commento sarà probabilmente confusionario, esattamente come il film di cui andremo a parlare di seguito.

Suicide Squad si lascia guardare, ma non soddisfa le aspettative. È una novità? Assolutamente no. La storia ci ha insegnato che la promozione “pompata” di un film non è MAI un bene. Ma come al solito, ci caschiamo tutti, ancora.

Il cinecomic firmato da David Ayer fondamentalmente non ha una propria identità, o meglio, è solo vagamente accennata. Come si fa a rimanere affascinati da una storia se non avviene un imprinting tra spettatore e pellicola? Non si può.

La trama è molto semplice: in seguito alla morte di Superman (avvenuta in Batman v Superman: Dawn of Justice) l'agente governativo Amanda Waller decide di assemblare una Task Force X composta da alcuni dei più pericolosi criminali del pianeta, tra cui Harley Quinn, Killer Croc, Slipknot, El Diablo, Deadshot, Captain Boomerang e Katana, per fronteggiare possibili minacce future, principalmente “metaumane”. Poco dopo la fondazione di tale squadra, appunto la Suicide Squad, questi “eroi peggiori di sempre” si ritrovano ad affrontare una minaccia mistica che mette a repentaglio la protezione mondiale.

Affascinante vero? Le premesse in fin dei conti c'erano tutte: personaggi carismatici, una direzione inedita (in ambito cinefumettistico) guidata dai villain, una storia quantomeno affascinante. E allora? Come già accaduto per Batman v Superman, anche qui ci ritroviamo davanti ad una storia, ad un contesto e a personaggi sfruttati molto, molto male. Se da una parte la caratterizzazione di alcuni iconici villain funziona (Harley Quinn, Deadshot, El Diablo), dall'altra non si può far altro che rimanere insoddisfatti della gestione generale del materiale che, come già detto, era piuttosto discreto.

In realtà il film non è altro che un lunghissimo trailer musicale (con lo stesso tono degli ultimi usciti, quindi iper colorati e “fracassoni”) che non pone la giusta importanza agli elementi narrativi.

I trailer, con un tono differente l'uno dall'altro, sono lo specchio del lavoro che la Warner Bros. sta eseguendo sull'Universo Esteso DC: la major non sa che direzione prendere, e il film (anche non contando il materiale promozionale) ne è la conferma.


Mat


lunedì 26 gennaio 2015

SAG Awards 2015: i vincitori per cinema e tv

Si sono tenuti nella notte i SAG Awards 2015, il premio del sindacato degli attori. Premio molto influente nella corsa agli Oscar.

A vincere come miglior cast è stato Birdman, che si conferma come frontrunner per gli Oscar 2015.

Altre conferme nelle categorie degli attori. Come migliore attore è stato premiato Eddie Redmayne (La Teoria del Tutto), e a questo punto sarà "sfida a due" con Michael Keaton per l'Oscar.
Ancora premi per Julianne Moore (Still Alice) migliore attrice protagonista; migliore attore non protagonista J.K. Simmons per Whiplash; migliore attrice non protagonista Patricia Arquette per Boyhood.
Premio alla carriere per Debbie Reynolds, presentata dalla figlia, Carrie Fisher.

Premi anche per le serie tv. A vincere il SAG per il miglior cast di una serie drama è stato Downton Abbey, migliore serie comedy invece è andato al cast di Orange is the New Black. Premi poi per Kevin Spacey, Viola Davis, Frances McDormand, Mark Ruffalo.

Ecco l'elenco dei vincitori.

- Cinema -

Migliore interpretazione di un attore protagonista
EDDIE REDMAYNE / Stephen Hawking – “THE THEORY OF EVERYTHING”

Migliore interpretazione di un'attrice protagonista
JULIANNE MOORE / Alice Howland – “STILL ALICE”

Migliore interpretazione di un attore non protagonista
J.K. SIMMONS / Fletcher – “WHIPLASH” (Sony Pictures Classics)

Migliore interpretazione di un'attrice non protagonista
PATRICIA ARQUETTE / Olivia – “BOYHOOD” (IFC Films)

Migliore interpretazione di un cast
BIRDMAN

ZACH GALIFIANAKIS / Jake
MICHAEL KEATON / Riggan
EDWARD NORTON / Mike
ANDREA RISEBOROUGH / Laura
AMY RYAN / Sylvia
EMMA STONE / Sam
NAOMI WATTS / Lesley

Migliore interpretazione di un cast di stunt
“UNBROKEN” (Universal Pictures)

Screen Actors Guild 51st Annual Life Achievement Award
DEBBIE REYNOLDS
-

- Serie TV-

Miglior cast in un drama televisivo
“Downton Abbey“

Miglior attore televisivo in una serie drama
Kevin Spacey, “House of Cards“

Miglior attrice televisiva in una serie drama
Viola Davis, “How to Get Away with Murder“

Miglior cast in una comedy televisiva
“Orange Is the New Black“

Miglior attore televisivo in una serie comedy
William H. Macy, “Shameless“

Miglior attrice comedy in una serie comedy
Uzo Aduba, “Orange Is the New Black“

Miglior attore in un film o una miniserie TV
Mark Ruffalo, “The Normal Heart“

Miglior attrice in un film o una miniserie TV
Frances McDormand, “Olive Kittredge“

Miglior cast di stunt in una serie TV
“Game of Thrones“

sabato 16 novembre 2013

Prisoners - la recensione

Il regista canadese Denis Villeneuve firma il suo primo film americano, il thriller 'Prisoners'.

In una tranquilla cittadina della provincia americana, due bambine, Anna e Joy, spariscono nel nulla. Subito scattano le ricerche, il detective Loki (J.Gyllenhaal) conduce le indagini. I primi sospetti cadono su un ragazzo (P.Dano) che era parcheggiato lì vicino con il suo camper. Preso e interrogato, il ragazzo viene rilasciato, nessuna prova contro di lui. Non è dello stesso avviso il padre di Anna, Keller Dover (H.Jackman), che perde la fiducia nella polizia e decide di agire per conto suo mentre il detective Loki continua ad indagare in una storia che diventa sempre più complicata. Intanto le famiglie reagiscono in modo diverso: la moglie di Keller (M.Bello) si chiude nel dolore, i genitori di Joy (T.Howard e V.Davis), anche se non condividono i modi, lasciano che Keller continui la sua personale ricerca.

'Prisoners' è un thriller molto intelligente, la storia è stata sicuramente ispirata da tanti fatti di cronaca di cui si sente parlare ogni tanto. Il regista incarta il film nel genere del thriller classico ma unisce intrattenimento ad una trama che pone delle domande interessanti: cosa sei disposto a fare per riuscire ad ottenere quello che vuoi? fino a dove sei in grado di arrivare? in casi estremi tutto è concesso? La storia indaga non solo sulla scomparsa di due bambine ma anche sulle persone e le loro reazioni davanti ad un evento sconvolgente, le loro paure e la loro rabbia, la loro sfiducia, la fede, personaggi ritratti come persone in lotta contro qualcuno o qualcosa che si sfogano in modi diversi, un percorso che vale per i "buoni" e per i "cattivi". Visivamente il film ricorda 'Mystic River' di Eastwood, ma anche 'Insomnia' di Nolan o i thriller di Fincher, viene ambientato in una zona suburbana con atmosfera invernale, fredda, in cui si ha la sensazione che tutto sia più duro e difficile. Il film inoltre non va in linea retta, offre punti di vista diversi sui fatti raccontati, la storia s'intreccia, diventa più complessa, senza mai allontanarsi troppo dal fatto centrale e senza mai dare giudizi su uno o un altro personaggio, lasciando sempre un vago senso di ambiguità.
L'ottimo risultato non sarebbe mai stato possibile senza il gran cast del film. Viola Davis, Terrence Howard, Maria Bello, Paul Dano, Melissa Leo, e i due protagonisti Hugh Jackman e Jake Gyllenhaal. In particolare Gyllenhaal offre una splendida interpretazione, mai sopra le righe e per niente stereotipata, non sarebbe una sorpresa se venisse preso in considerazione per qualche nomination.

Nonostante la durata importante del film (quasi due ore e mezza), 'Prisoners' non annoia, il tempo è assolutamente ben utilizzato per riuscire a dare il giusto spazio ai tanti punti di vista della storia. Un film molto solido, con tematiche forti, anche dure, un film appassionante che tiene gli occhi incollati allo schermo, con ottime interpretazioni e una bella regia. Uno dei migliori film dell'anno.

sabato 23 febbraio 2013

'Beautiful Creatures - La Sedicesima Luna' - la recensione

Dopo la fortunata (sfortunata) 'Twilight Saga' il mondo è alla ricerca di una storia che la sostituisca o che prenda le redini del fantasy per ragazzi. L'avrà trovata con 'Beautiful Creatures'? Penso di no, anche perché fortunatamente è meglio della saga "vampiresca".

Parliamoci chiaro, il film non è sicuramente il più bello del suo genere però rientra in una fascia qualitativa media che non offre scintillati interpretazioni e novità stilistiche, e il bello forse è proprio questo, non vuole proporre nulla di ciò, non è un progetto presuntuoso ma sincero. 

Possiamo storcere il naso solo per due cose fondamentalmente: il montaggio senza criterio, e una sceneggiatura a tratti banale e ripetitiva (dopo il gran maestro 'Twilight'). Per il resto è tutto molto modesto e l'unica cosa che spicca in positivo (rispetto a gli altri del genere) sono i costumi e le scenografie particolari (anche se non sempre) e molto spesso intriganti.

Il cast è indubbiamente di alto livello, Jeremy Irons, Emma Thompson, Viola Davis, Emmy Rossum e i due giovani protagonisti semi semi-sconosciuti Alden Ehrenreich e Alice Englert che nonostante tutto se la cavano molto bene.
Il "contorno" come già detto è modesto ma di buon effetto (effetti visivi inclusi) e in definitiva posso dire che un pochino mi ha colpito, mi aspettavo un clone di 'Twilight' e fortunatamente le mie aspettative sono state distrutte.

Modesto, sincero e godibile ma niente di entusiasmante.


Mat


lunedì 21 maggio 2012

'Molto Forte, Incredibilmente Vicino' - la recensione

"Se il sole dovesse esplodere per 8 minuti nemmeno ve ne accorgereste, perchè tanto serve alla luce per arrivare fino a noi. Per 8 minuti il mondo sarebbe ancora illuminato, e si sentirebbe ancora il calore.  Era passato un anno dalla morte di mio padre e sentivo che i miei 8 minuti con lui stavano finendo."


Oskar Schell è un ragazzino particolare, un po' chiuso, molto intelligente, ama inventare cose, fare ricerche, compiere le missioni spesso simili ad una caccia al tesoro che gli da suo padre. E' passato un anno dal "giorno più brutto" e da quel momento Thomas vive con un peso enorme dentro. Quando un giorno per caso dentro un vaso blu nascosto nell'armadio del padre trova una chiave chiusa in una busta con su scritto "black" si convince che quello è un indizio che suo padre gli ha lasciato per trovare un suo messaggio, l'ultimo. Oskar inizia così una ricerca e decide di incontrare tutte le persone di NY che si chiamano Black per chiedere notizie di quella chiave e di suo padre.

Il film è tratto dall'omonimo - bellissimo - romanzo di Jonathan Safran Foer, ed era davvero difficile riportarlo al cinema senza tagliare o adattare la storia originale ai tempi cinematografici. Stephen Daldry e Eric Roth hanno fatto del loro meglio, e non hanno fatto male. All'inizio si ha la sensazione che si corra un po' troppo, chi ha letto il libro lo avvertirà ancora di più, e in alcuni punti sembra che il film perda il filo facendo un po' di confusione. In realtà va detto che chi ha scritto il film ha fatto una scelta ben precisa, come è stato per 'Ogni Cosa è Illuminata' in cui è stata tolta tutta la storia passata lasciando solo "la rigida ricerca" dei protagonisti, anche qui qui si è deciso di togliere l'"altra storia" che c'è nel libro per concentrarsi su Oskar e la sua ricerca. A causa di questa scelta si ha l'impressione che in alcuni punti manchi qualcosa ma credo che chi non ha letto il libro non ci farà caso. Dopotutto era impensabile seguire alla lettera la cronologia del romanzo. I libri di Foer sono scritti in modo molto particolare, sono complessi, intrecciano più storie andando avanti e indietro nel tempo, anche il modo materiale di scrivere, di mettere le parole sulle pagine è molto particolare, e questo era un aspetto impossibile da riportare sullo schermo perché riguarda esclusivamente il rapporta tra lettore e libro. L'eliminazione di alcune parti della storia originale hanno perciò portato alla modifica di alcuni eventi della storia ma le modifiche apportate in generale sono riuscite bene. Non ci sono strappi, il risultato è fluido. Bisogna sempre ricordare che letteratura e cinematografia sono due linguaggi molto diversi perciò è piuttosto inutile fare un continuo confronto tra film e libro.

La storia ha sullo sfondo quello che forse è evento più traumatico degli ultimi tempi, la tragedia delle Torri Gemelle. Qui la Storia di massa, la tragedia collettiva si vive nel privato, nella testa e sulla pelle di un bambino. Si parla dell'elaborazione del lutto di un ragazzino che perde suo padre in un modo drammatico, il non capire perché e come, il non voler accettare che il padre non ci sia più cercando di allungare quegli "8 minuti"; ma il film parla anche di un rapporto sottointeso, incompreso da parte di Oskar, apparentemente lontano ma incredibilmente forte con la madre.
Tecnicamente la regia di Stephen Daldry è buona, semplice, e personalmente mi piace come usa le musiche nei suoi film.

Visto com'è stato strutturato il film era molto importante il cast e soprattutto il giovane protagonista. Thomas Horn, qui all'esordio, è molto bravo, è il fulcro di tutto il film perciò la sua performance era essenziale. Stephen Daldry si conferma un regista capace di tirare fuori il meglio dai giovani attori. Straordinario Max Von Sidow, il suo è un ruolo molto particolare di cui è meglio non svelare nulla ma ci voleva un attore di grande capacità e Von Sidow ha risposto con una grandissima interpretazione, strameritata la nomination all'Oscar. Tom Hanks non ha molte scene ma da attore di grande esperienza qual'è riesce ad essere incisivo, e fa piacere rivederlo in un film di un certo livello dopo qualche colpo a vuoto. Molto brava Sandra Bullock, di nuovo in un ruolo drammatico e conferma di poterlo fare benissimo (alla faccia di chi dice di no), mai sopra le righe, misurata, intensa, perfetta nel passare da un'emozione all'altra, davvero una bella prova. Nel cast di contorno ci sono nomi importanti, John Goodman, Jeffrey Wright e Viola Davis. E forse si potevano gestire meglio i personaggi minori. Maggior attenzione avrebbe meritato il rapporto tra Oskar e la nonna o quello fra Oskar e il personaggio di Max Von Sidow che per una questione di tempo probabilmente sono stati ridotti. Il film però alla fine si riprende bene da tutti i piccoli errori e riesce a coinvolgere e, per chi ha il cuore tenero, a commuovere.

Insomma, 'Molto Forte, Incredibilmente Vicino' è un bel film. Non capisco chi ha contestato la nomination all'Oscar come miglior film, non è un capolavoro ma la nomination ci può stare (tra i nominati c'era di peggio...e ha pure vinto!). Purtroppo verrà penalizzato da una distribuzione molto lontana dagli Oscar e molto in ritardo rispetto agli altri paesi ma è un bel film che merita di essere visto.
E spero che la visione invogli gli spettatori a comprare il bellissimo libro di Jonathan Safran Foer perchè è un libro davvero molto emozionante.



Frra