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venerdì 24 dicembre 2021

House of Gucci - la recensione

House of Gucci ha una reputazione che lo precede, sin dalla prima proiezione, pubblico e critica si è diviso tra sostenitori della nuova pellicola di Ridley Scott e scettici. Dov'è la verità?

Durante una festa privata, Maurizio (Adam Driver), rampollo di casa Gucci, figlio del superbo Rodolfo (Jeremy Irons), conosce la graziosa, e ben più umile, Patrizia (Lady Gaga), che pare da subito drizzare le orecchie e languire di gioia al solo udire il famoso cognome del giovane. Tra i due scatta una scintilla che Patrizia continuerà prepotentemente ad alimentare, scatenando così l'ira del lungimirante padre di lui, che lo ripudierà, in un'escalation di passione che porterà i due al matrimonio. In questo contesto viene svelata la Famiglia Gucci, rappresentata come una vera e propria casta che si alimenta e proficuamente cresce grazie alle boutique, allo sfarzo, alle ville ed agli eccessi dei suoi componenti. Sarà lo zio Aldo (un sublime e fantasticamente doppiato Al Pacino), spinto dal desiderio di potere e di denaro di Patrizia, a portare a sé Maurizio, e sarà questa scelta il primo ciottolo che scatenerà la valanga di eventi che porterà all'assassinio di quest'ultimo.

House of Gucci è tratto da un omonimo libro e sebbene si dica "ispirato" a fatti realmente accaduti, la messa in scena risulta decisamente macchiettistica, esasperata, quasi ridicola, e irrispettosa, anche verso l'Italia e gli italiani. A questo va aggiunto un montaggio forsennato, frettoloso, poco fluido e una durata (157 minuti!) estremamente lunga da risultare estenuante.
Il cast è formato da attori meritevoli, che si muovono però su binari scomodi ed anchilosati. Da segnalare, in negativo, un Jared Leto irritante, troppo sopra le righe, offre una pessima interpretazione; in positivo invece la performance di Salma Hayek.
Tra le note di merito, sicuramente una colonna sonora da urlo.

Dopo mesi e mesi di attesa, con le aspettative alle stelle, grazie soprattutto a dei trailer ben architettati, si entra in sala carichi, con una grande voglia, purtroppo però ci si trova davanti a un film approssimativo, impreciso nei fatti e anche scorretto verso la famiglia Gucci, e che forse porterà Lady Gaga a una immeritata candidatura all'Oscar. Alla fine, si torna a casa con tanto amaro in bocca.

La verità è che House of Gucci è il film delusione dell'anno.

Francesca Matteucci

martedì 9 febbraio 2021

Justice League: due nuove immagini di Jared Leto nei panni di Joker nella "Snyder Cut"

La data d'uscita della nuova versione del film Justice League, o meglio quella originale diretta da Zack Snyder, ormai ridefinita Snyder Cut, si avvicina e Vanity Fair ha pubblicato in esclusiva due nuove immagini di Jared Leto nei panni di Joker.

L'aspetto è un po' diverso da quello visto in Suicide Squad, sicuramente più oscuro.



Sul sito di Vanity Fair trovate le immagini in alta definizione.

La seconda foto, in particolare, si collega una immagine di Batman pubblicata da Zack Snyder nei giorni scorsi. La "stanza" sembra essere la stessa.


Il film, della durata di 4 ore, arriverà su HBO Max il 18 marzo, mentre la Warner sta lavorando per cercare una distribuzione anche nei paesi in cui il servizio non è ancora disponibile (come l'Italia).

La nuove sinossi di Zack Snyder’s Justice League: "Determinato ad assicurarsi che il sacrificio di Superman (Henry Cavill) non fosse vano, Bruce Wayne (Ben Affleck) unisce le forze con Diana Prince (Gal Gadot) progettando di riunire una squadra di metaumani per proteggere il mondo da una minaccia in avvicinamento di proporzioni catastrofiche. La prova si rivela più difficile di quanto Bruce immaginasse, visto che ogni componente deve affrontare i demoni del proprio passato per liberarsi dalle catene e riuscire così a unirsi, formando una lega di eroi senza precedenti. Finalmente insieme, Batman (Affleck), Wonder Woman (Gadot), Aquaman (Jason Momoa), Cyborg (Ray Fisher) e Flash (Ezra Miller) potrebbero essere un po’ troppo in ritardo per salvare il pianeta da Steppenwolf, DeSaad e Darkseid e dalle loro terribili intenzioni."

lunedì 9 ottobre 2017

Blade Runner 2049 - la recensione

All'annuncio di un sequel di Blade Runner, il sangue si è gelato nelle vene di tutti i cinefili del mondo. Si può fare il sequel di un capolavoro come Blade Runner? La risposta di tutti è stata: no, a meno di un miracolo, non si può fare.
Denis Villeneuve ha fatto il miracolo.

Los Angeles, 2049, sono passati trent'anni da quando Deckard ha dato la caccia a Roy e agli altri replicanti ribelli. Nel 2049 i replicanti della Tyrell sono stati tutti ritirati e considerati fuori legge. Ci sono nuovi replicanti, quelli della Wallace Industries, perfezionati, più resistenti e ubbidienti, e soprattutto più longevi. Il Blade Runner K è sulle tracce degli ultimi Nexus della Tyrell, il "ritiro" di uno di questi lo porta a scoprire qualcosa che potrebbe cambiare tutto quello che si conosce dei replicanti, e di conseguenza anche il mondo. K inizia un'indagine che lo porterà a farsi delle domande che andranno a scavare anche dentro i suoi ricordi.
Non si può (e non si deve) svelare più di tanto della trama di Blade Runner 2049. La storia che sta alla base non è complessa ma il film ha bisogno dei suoi tempi e delle sue immagini per rivelare, mano a mano, ogni risvolto della storia.

Blade Runner 2049 non è Blade Runner, fare un paragone sarebbe alquanto stupido. Il film di Denis Villeneuve è un sequel ma è anche una espansione del film di Ridley Scott. Il regista canadese ha avuto l'intelligenza di non ripetere e non ricalcare stessi luoghi e situazioni. Villeneuve allarga lo sguardo, anche nelle tematiche filosofiche, proponendo interrogativi importanti su cosa rende umani, su quanto i ricordi incidano su una persona (o un replicante), su cosa è reale o no e se questo sia davvero importante quando si tratta di rapporti tra persone (il cane, vero o no, di Deckard nel film è un esempio lampante).
Se il film di Scott incastrava perfettamente la storia noir di un uomo, una donna, e alcuni replicanti, all'interno di un affresco sci-fi caotico, affollato e freddo, in Blade Runner 2049, Villeneuve fa quasi il contrario, inserisce una storia ampia in un contesto ancora più ampio, fatto di vasti scenari vuoti, caldi (anche quando piove o nevica) e "puliti", con tematiche che non riguardano solo i singoli ma il mondo intero.

Il punto di forza di Blade Runner 2049 è senz'altro la resa visiva. E' un film visivamente potente, impressionante e spettacolare. La regia di Villeneuve è molto precisa, elegante, coraggiosa, quasi architettonica. Regia, scenografie e fotografia, accompagnate da una musica perfetta (Hans Zimmer, sempre sia lodato), regalano allo spettatore delle immagini stupefacenti, mai fine a se stesse, che fanno davvero spalancare gli occhi dallo stupore per la loro bellezza. Per un film come questo è essenziale la visione al cinema, sul grande schermo, per farsi avvolgere dalla grandezza delle scene.

A rimanere nella mente non sono solo le immagini ma anche i personaggi. Il rischio era quello di passare tutto il tempo a chiedersi "ma quando esce Harrison Ford?". Rischio scongiurato. Il personaggio di K è affascinante, malinconico, romantico, e Ryan Gosling è praticamente perfetto, con il suo modo minimalista di recitare riesce a trasmettere tutto il senso di incompletezza del suo personaggio. Ottimo Harrison Ford, non ha avuto nessun problema a rimettersi nei panni, qui più sofferti e rassegnati, di Deckard. Ma Blade Runner 2049 è un film fatto soprattutto di donne, due su tutti: Ana de Armas e Sylvia Hoeks.
Ana de Armas interpreta Joi, assistente personale di K, ma anche qualcosa in più per lui. Tra i due c'è un rapporto romantico e tragico che in alcuni aspetti ricorda il film Her di Spike Jonze, ma in versione più futuristica. Le trovate visive che Villeneuve regala a Joi sono davvero originali e emozionanti. Completamente diverso il personaggio di Sylvia Hoeks, che va a riempire  quello che è forse l'unico vero buco del film: il villain. Jared Leto infatti non incide nel ruolo del cattivo, sia perché il personaggio è poco approfondito, sia perché lui non riesce a dargli quella misteriosa ambigua malvagità che sarebbe servita, ma a rimediare è Sylvia Hoeks con la sua Luv. La vera villan del film, fortissima, spietata ma non senza emozioni, Luv è uno dei personaggi che restano più impressi alla fine del film.

La bravura del regista nel creare questo "sequel impossibile" è stata quella di non essere solo sequel ma di essere anche complementare, di non copiare ma guardare a Blade Runner, di non ripetere ma espandere, di trasportare alcuni elementi chiave di quel mondo creando però una nuova strada, lasciando anche aperta la porta a un possibile terzo film, ma per farlo servirà un regista della bravura e dell'intelligenza di Denis Villeneuve.

Blade Runner 2049 è un gran film, vivo e spettacolare. Non si poteva chiedere un sequel migliore di questo.

martedì 24 gennaio 2017

Razzie Awards 2017 - le nominations

E come ogni anni, appena prima degli Oscar, ci sono i Razzie Awards, i premi per i peggiori film dell'anno.
A farla da padrone, in modo forse un po' esagerato, è Zoolander 2, che conquista ben 9 nomination tra cui peggior attore protagonista e peggior film.
Annata nera anche per la DC, vero fallimento di questa annata cinematografica: Batman v Superman porta a casa 7 nomination, mentre Suicide Squad ne conquista 2, con Jared Leto e il suo Joker fra i peggiori attori non protagonisti.
I premi verranno consegnati il 25 Febbraio, il giorno prima della Notte degli Oscar, come da tradizione.

Peggior film
Batman v Superman: Dawn of Justice
Nonno scatenato
Gods of Egypt
Hillary’s America: The Secret History of the Democratic Party
Independence Day: Rigenerazione
Zoolander 2

Peggior attore
Ben Affleck (Batman v Superman: Dawn of Justice)
Gerard Butler (Gods of Egypt, London Has Fallen)
Henry Cavill (Batman v Superman: Dawn of Justice)
Robert de Niro (Nonno scatenato)
Dinesh D’Souza (Hillary’s America: The Secret History of the Democratic Party)
Ben Stiller (Zoolander 2)

Peggior attrice
Megan Fox (Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra)
Tyler Perry (Boo! A Madea Halloween)
Julia Roberts (Mother’s Day)
Becky Turner (Hillary’s America: The Secret History of the Democratic Party)
Naomi Watts (The Divergent Series: Allegiant, Shut-In)
Shailene Woodley (The Divergent Series: Allegiant)

Peggior attrice non protagonista
Julianne Hough (Nonno scatenato)
Kate Hudson (Mother’s Day)
Aubrey Plaza (Nonno scatenato)
Jane Seymour (50 sfumature di nero)
Sela Ward (Independence Day: Rigenerazione)
Kristen Wiig (Zoolander 2)

Peggior attore non protagonista
Nicolas Cage (Snowden)
Johnny Depp (Alice attraverso lo specchio)
Will Ferrell (Zoolander 2)
Jesse Eisenberg (Batman v Superman: Dawn of Justice)
Jared Leto (Suicide Squad)
Owen Wilson (Zoolander 2)

Peggior combinazione
Ben Affleck & Henry Cavill (Batman v Superman: Dawn of Justice)
Qualsiasi duo egiziano, tra dei o mortali (Gods of Egypt)
Johnny Depp & il suo vomitevole costume (Alice attraverso lo specchio)
L’intero cast di attori un tempo rispettati  (Collateral Beauty)
Tyler Perry & quella vecchia parrucca consumata (Boo! A Madea Halloween)
Ben Stiller & Owen Wilson (Zoolander 2)

Peggior regista
Dinesh D’Souza e Bruce Schooley (Hillary’s America: The Secret History of the Democratic Party)
Roland Emmerich (Independence Day: Rigenerazione)
Tyler Perry (Boo! A Madea Halloween)
Alex Proyas (Gods of Egypt)
Zack Snyder (Batman v Superman: Dawn of Justice)
Ben Stiller (Zoolander 2)

Peggior prequel, remake, plagio o sequel
Alice attraverso lo specchio
Batman v Superman: Dawn of Justice
50 sfumature di nero
Independence Day: Rigenerazione
Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra
Zoolander 2

Peggior sceneggiatura
Batman v Superman: Dawn of Justice
Nonno scatenato
Gods of Egypt
Hillary’s America: The Secret History of the Democratic Party
Independence Day: Rigenerazione
Suicide Squad

giovedì 1 settembre 2016

Suicide Squad - la recensione

PREMESSA: questo commento sarà probabilmente confusionario, esattamente come il film di cui andremo a parlare di seguito.

Suicide Squad si lascia guardare, ma non soddisfa le aspettative. È una novità? Assolutamente no. La storia ci ha insegnato che la promozione “pompata” di un film non è MAI un bene. Ma come al solito, ci caschiamo tutti, ancora.

Il cinecomic firmato da David Ayer fondamentalmente non ha una propria identità, o meglio, è solo vagamente accennata. Come si fa a rimanere affascinati da una storia se non avviene un imprinting tra spettatore e pellicola? Non si può.

La trama è molto semplice: in seguito alla morte di Superman (avvenuta in Batman v Superman: Dawn of Justice) l'agente governativo Amanda Waller decide di assemblare una Task Force X composta da alcuni dei più pericolosi criminali del pianeta, tra cui Harley Quinn, Killer Croc, Slipknot, El Diablo, Deadshot, Captain Boomerang e Katana, per fronteggiare possibili minacce future, principalmente “metaumane”. Poco dopo la fondazione di tale squadra, appunto la Suicide Squad, questi “eroi peggiori di sempre” si ritrovano ad affrontare una minaccia mistica che mette a repentaglio la protezione mondiale.

Affascinante vero? Le premesse in fin dei conti c'erano tutte: personaggi carismatici, una direzione inedita (in ambito cinefumettistico) guidata dai villain, una storia quantomeno affascinante. E allora? Come già accaduto per Batman v Superman, anche qui ci ritroviamo davanti ad una storia, ad un contesto e a personaggi sfruttati molto, molto male. Se da una parte la caratterizzazione di alcuni iconici villain funziona (Harley Quinn, Deadshot, El Diablo), dall'altra non si può far altro che rimanere insoddisfatti della gestione generale del materiale che, come già detto, era piuttosto discreto.

In realtà il film non è altro che un lunghissimo trailer musicale (con lo stesso tono degli ultimi usciti, quindi iper colorati e “fracassoni”) che non pone la giusta importanza agli elementi narrativi.

I trailer, con un tono differente l'uno dall'altro, sono lo specchio del lavoro che la Warner Bros. sta eseguendo sull'Universo Esteso DC: la major non sa che direzione prendere, e il film (anche non contando il materiale promozionale) ne è la conferma.


Mat


domenica 22 febbraio 2015

Frame Awards 2015 - trionfo di 'Grand Budapest Hotel'

Chiuse le votazioni dei Frame Awards 2015, molte categorie si sono chiuse sul filo del rasoio, rasentando il pareggio, ma fin da subito è stato chiaro che ci sarebbe stato un film vincitore su tutti. Il popolo ha scelto.

A trionfare è l'ultimo gioiello di Wes AndersonGrand Budapest Hotel, che vince in ben 5 categorie, miglior film, regia, scenografia, fotografia e per la migliore locandina.

A seguire Interstellar di Christopher Nolan, scelto nelle categorie della migliore colonna sonora, migliore trailer e migliori effetti speciali.
Per il resto, grande equilibrio e scelte molto mirate. Nelle categorie degli attori, tre dei vincitori degli Oscar 2014 sono stati confermati: Matthew McConaughey (Dallas Buyers Club), Jared Leto (Dallas Buyers Club) e Lupita Nyong'O (12 Anni Schiavo). Rosamund Pike, per Gone Girl - L'Amore Bugiardo, è stata scelta come migliore attrice protagonista. Come miglior cast, premiato il quartetto Bale-Lawrence-Adams-Cooper, cioè quello di American Hustle.

Miglior film italiano Il Capitale Umano di Paolo Virzì. Miglior film d'animazione Si Alza il Vento di Hayao Miyazaki.

Ecco tutti i vincitori scelti da voi nella votazione.

Miglior Film
Boyhood
Grand Budapest Hotel
Solo gli amanti sopravvivono
I Guardiani della Galassia
12 Anni schiavo
Saving Mr Banks
Interstellar
Locke
The Wolf of Wall Street
Dallas Buyers Club

Miglior Regia
Wes Anderson - Grand Budapest Hotel
Richard Linklater - Boyhood
Christopher Nolan - Interstellar
Spike Jonze - Her
Martin Scorsese - The Wolf of Wall Street

Miglior Film Italiano
Il Giovane Favoloso
Il Capitale Umano
Smetto quando voglio
Allacciate le cinture
Anime Nere

Miglior Attore protagonista
Leonardo di Caprio - The Wolf of Wall Street
Tom Hardy - Locke
Andy Serkis - Apes Revolution
Matthew McCounaghey - Dallas Buyers Club
Jake Gyllenhaal - Nightcrawler

Miglior Attrice Protagonista
Emma Thompson - Saving Mr Banks
Amy Adams - American Hustle
Tilda Swinton - Solo gli amanti sopravvivono
Rosamund Pike - Gone Girl - L'Amore bugiardo
Julia Roberts - I segreti di Osage County

Miglior Attore non Protagonista
Jared Leto - Dallas Buyers Club
Michael Fassbender - Frank
Toby Kebbel - Apes Revolution
Ethan Hawke - Boyhood
Jonah Hill - The Wolf of Wall Street

Miglior Attrice non protagonista
Patricia Arquette - Boyhood
Lupita Nyongo - 12 Anni Schiavo
Scarlett Johansson - Her
Maggie Gyllenhaal - Frank
Maryl Streep - I segreti di Osage County

Miglior Film d'Animazione
Dragon Trainer 2
The Lego Movie
Big Hero 6
Box Trolls
Si Alza il Vento

Miglior Sceneggiatura originale
Her
Grand Budapest Hotel
Locke
Boyhood
Mommy

Miglior Sceneggiatura non originale
The Wolf of Wall Street
Colpa delle Stelle
12 Anni Schiavo
Snowpiercer
La Spia

Miglior Cast
Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
I Guardiani della Galassia
Boyhood
American Hustle
Grand Budapest Hotel

Miglior Colonna Sonora
Interstellar
Saving Mr Banks
Solo gli Amanti sopravvivono
I Guardiani della Galassia
American Hustle

Miglior Scenografia
Apes Revolution
Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
Interstellar
Grand Budapest Hotel
X-Men - Giorni di un futuro passato

Miglior Fotografia
Grand Budapest Hotel
Solo gli Amanti sopravvivono
12 Anni Schiavo
LAmore Bugiardo
Nightcrawler

Miglior Effetti Speciali
Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
Interstellar
X-Men - Giorni di un futuro passato
I Guardiani della Galassia
Apes Revolution

Miglior Trucco/Costumi
Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
I Guardiani della Galassia
American Hustle
Solo gli Amanti Sopravvivono
X-Men - Giorni di un futuro passato

Miglior Locandina
Solo gli Amanti Sopravvivono
Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
Interstellar
I Guardiani della Galassia
Grand Budapest Hotel

Miglior Trailer
Lo Hobbit - La Battaglia delle cinque armate
Interstellar
Godzilla
I Guardiani della Galassia
X-Men - Giorni di un futuro passato

-

Lo staff di Frame vi ringrazia per aver votato. Ci aspetta un altro anno di grandi film, un anno che è già iniziato molto bene per noi amanti del Cinema!

lunedì 3 marzo 2014

Oscar 2014: ecco tutti i vincitori!

Grande serata ieri al Dolby Theatre con gli Academy Awards 2014, tra vincitori e sconfitti ma soprattutto fra selfie e photobomb.

Fin dal red carpet è stato un susseguirsi di "cazzeggio" fra gli attori, tutti armati di cellulari e pronti a postare online le foto più bizzarre o a "disturbare" le foto ufficiali. Poi il momento culmine, Ellen DeGeneres e il suo super-selfie. Durante la diretta ha riunito un gruppetto di attori, Meryl Streep, Jennifer Lawrence, Julia Roberts, Brad Pitt, Angelina Jolie, Jared Leto, Lupita Nyong'O (e fratello), l'intruso dell'ultimo minuto Kevin Spacey, Bradley Cooper, per un autoscatto epico che subito postato online ha fatto il giro del web risultando in pochi minuti il post più condiviso della storia di Twitter. Bisogna fare anche i complimenti a Ellen DeGeneres, ottima la sua conduzione dello show, poco spazio per lei ma ben gestito, con grande semplicità e senza mai cercare di far ridere per forza.
Toccante il momento "In Memorian", tanti gli attori scomparsi lo scorso anno e negli ultimi mesi, un colpo al cuore vedere tra i grandi nomi anche quelli di James Gandolfini, Paul Walker e Philip Seymour Hoffman.

Capitolo premi, davvero poche sorprese. A trionfare alla fine è stato '12 Anni Schiavo' di Steve McQueen, tre premi in tutto per il film, compreso quello alla migliore sceneggiatura non originale e alla migliore attrice non protagonista (Lupita Nyong'o), ma il conto finale degli Oscar pende inesorabilmente dalla parte di 'Gravity'. Sette Oscar per il film di Alfonso Cuaron, che si è anche aggiudicato meritatamente il premio per la migliore regia. Quindi '12 Anni Schiavo' vince il premio finale ma 'Gravity' vince 7 a 3 ai punti.

Nessuna sorpresa nemmeno nei premi agli attori. Oltre alla già citata Nyong'O, il premio come migliore attore non protagonista è andato a Jared Leto per 'Dallas Buyers Club'. Non ce l'ha fatta Leonardo Di Caprio, ma prima o poi un Oscar lo vincerà (deve!), il premio come migliore attore protagonista invece è Matthew McConaughey, sempre per 'Dallas Buyers Club'. Come migliore attrice protagonista è stata premiata Cate Blanchett ('Blue Jasmine'), impressionante la quantità di premi vinti dall'attrice in questi ultimi due mesi, ha vinto tutto quello che c'era da vincere e, giustamente visto la splendida interpretazione, non poteva mancare il suo secondo Oscar personale.
Miglior film d'animazione è andato a 'Frozen', ennesimo Oscar per la Disney, che si è aggiudicato anche quello per la migliore canzone con "Let It Go", soffiandolo agli U2. E poi l'Italia, 'La Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino conquista l'Oscar come miglior film straniero, erano 15 anni che l'Italia non vinceva l'Oscar. Nessuna sorpresa in realtà, era quasi scontato il premio anche se per scaramanzia nessuno lo voleva dire.
Premi anche per 'Il Grande Gatsby' (costumi e scenografie), meritatissimo quello a Spike Jonze per la sceneggiatura di 'Her'. A secco 'American Hustle', 10 nomination, 0 premi. L'unica vera sorpresa della serata è stato il premio al miglior documentario andato a '20 Feet From Stardom', ha battuto lo strafavorito 'Act of Killing'.

Insomma poche sorprese, un finale piuttosto scontato. A vincere è stato un bel film ma forse non il migliore.

Ecco la lista di tutti i vincitori:

Miglior film
American Hustle
Captain Phillips
Dallas Buyers Club
Gravity
Her
Nebraska
Philomena
12 Anni Schiavo
The Wolf of Wall Street

Miglior attrice protagonista
Amy Adams - American Hustle
Cate Blanchett - Blue Jasmine
Sandra Bullock - Gravity
Judi Dench - Philomena
Meryl Streep - I segreti di Osage County

Miglior attore protagonista
Christian Bale - American Hustle
Bruce Dern - Nebraska
Leonardio DiCaprio - The Wolf of Wall Street
Chiwetel Ejifor - 12 Anni Schiavo
Matthew McConaughey - Dallas Buyers Club

Miglior attrice non protagonista
Sally Hawkins - Blue Jasmine
Lupita Nyong’o - 12 Anni Schiavo
Jennifer lawrence - American Hustle
Julia Roberts - I segreti di Osage County
June Squibb - Nebraska

Miglior attore non protagonista
Barkhad Abdi - Captain Phillips
Jonah Hill - The Wolf of Wall Street
Bradley Cooper - American Hustle
Jared Leto - Dallas Buyers Club
Michael Fassbender - 12 Anni Schiavo

Miglior regista
David O. Russell - American Hustle
Alfonso Cuaron - Gravity
Alexander Payne - Nebraska
Steve McQueen - 12 Anni Schiavo
Martin Scorsese - The Wolf of Wall Street

Miglior sceneggiatura originale
American Hustle
Blue Jasmine
Dalls Buyers Club
Her
Nebraska

Miglior sceneggiatura non originale
Before Midnight
Philomena
12 Anni Schiavo
The Wolf of Wall Street
Captain phillips

Miglior film straniero
The Broken Circle Breakdown
La Grande Bellezza
Il Sospetto
The Missing Picture
Omar

Miglior film d’animazione
I Croods
Cattivissimo Me 2
Ernest & Celestine
Frozen - Il Regno di Ghiaccio
Si Alza il Vento

Miglior canzone originale
Alone yet not alone - Alone
Happy - Cattivissimo me 2
Let it go - Frozen
The moon song - Her
Ordinary Love - Mandela

Miglior Fotografia
Philippe Le Sourd - The Grandmaster
Emmanuel Lubezki - Gravity
Bruno Delbonnel - Inside Llewyn Davis
Phedon Papamichael - Nebraska
Roger A. Deakins - Prisoners

Miglior Costumi
American Hustle
The Grandmaster
Il Grande Gatsby
The Invisible Woman
12 Anni Schiavo

Miglior Montaggio
American Hustle
Captain Phillips
Dallas Buyers Club
Gravity
12 Anni Schiavo

Miglior Colonna Sonora
The Book Thief
Gravity
Her
Philomena
Saving Mr Banks

Miglior trucco
Dallas Buyers Club
Jackass Presents: Bad Grandpa
The Lone Ranger

Miglior scenografia
American Hustle
Gravity
Il Grande Gatsby
Her
12 Anni Schiavo

Miglior Sonoro
All is Lost
Captain Phillips
Gravity
Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug
Lone Survivor

Miglior Montaggio Sonoro
Captain Phillips
Gravity
Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug
A proposito di Davis
Lone Survivor

Miglior Affetti visivi
Gravity
Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug
Iron Man 3
The Lone Ranger
Into Darkness - Star Trek

Miglior Documentario
The Act of Killing
Cutie and the Boxer
Dirty Wars
The Square
20 Feet From Stardom

Miglior cortometraggio
Aquel No Era Yo (That Wasn’t Me) - Esteban Crespo
Avant Que De Tout Perdre (Just Before Losing Everything) - Xavier Legrand and Alexandre Gavras
Helium - Anders Walter and Kim Magnusson
Pitääkö Mun Kaikki Hoitaa? (Do I Have to Take Care of Everything?) - Selma Vilhunen and Kirsikka Saari
The Voorman Problem - Mark Gill and Baldwin Li

Miglior cortometraggio documentario
CaveDigger - Jeffrey Karoff
Facing Fear - Jason Cohen
Karama Has No Walls - Sara Ishaq
The Lady in Number 6: Music Saved My Life - Malcolm Clarke and Nicholas Reed
Prison Terminal: The Last Days of Private Jack Hall - Edgar Barens

Miglior cortometraggio animato
Feral - Daniel Sousa and Dan Golden
Get a Horse! - Lauren MacMullan and Dorothy McKim
Mr. Hublot - Laurent Witz and Alexandre Espigares
Possessions - Shuhei Morita
Room on the Broom - Max Lang and Jan Lachauer

Frame

martedì 25 febbraio 2014

Oscar 2014: Dallas Buyers Club - la recensione



La storia vera di Ron Woodroof, omofobo "rodeo guy" che, scoperto di avere solo 30 giorni di vita per una diagnosi di AIDS, lotta con tutto se stesso contro la malattia e contro il sistema, è un film che era in cantiere da anni ma che nessuno voleva produrre. Meno male che c'è Jean-Marc Vallée, perché credo sarebbe stato un vero peccato non vedere una storia come questa su grande schermo.
Siamo abituati a vedere al cinema la lotta contro l'AIDS di omosessuai, attivisti, personaggi ammantati più o meno tutti di caratteristiche positive che ce li fanno amare. Woodroof è invece sgradevole, razzista, omofobo, un conglomerato di difetti terribili con cui è davvero difficile empatizzare e la sua è la storia di come la malattia, con la sua crudezza e la sua brutalità, non fa altro che portare in superficie l'istinto di sopravvivenza, come rende le nostre convinzioni più nitide e le spoglia di qualsivoglia artificio.
Dallas Buyers Club è tutto questo, ma Dallas Buyers Club è soprattutto i suoi interpreti principali. Matthew McCounaghey interpreta il suo personaggio totalmente, anima e corpo, esce dallo schermo trafiggendo lo spettatore con lo sguardo sporgente tra le guencie incavate. Golden Globe meritatissimo, Oscar altamente probabile, la sua migliore interpretazione e una delle migliori performance di un attore da molti anni a questa parte. Straordinario anche Jared Leto, riesce a far sentire la fragilità e la bellezza del suo personaggio, ammantandolo quasi di una luce angelica che risplende per tutta la durata del film. Talmente straordinari entrambi da far passare in secondo piano la storia stessa.
Dallas Buyers Club è una bellissima storia, una bella regia, una fotografia stupenda, interpretazioni da Oscar... per farla breve è davvero un grande film.

domenica 19 gennaio 2014

Screen Actors Guild Awards (SAG) 2014 - Tutti i vincitori

Si sono tenuti ieri i SAG 2014, i riconoscimenti dal sindacato degli attori che spesso si trova d'accordo con le scelte dell'Academy per gli Oscar.
Poche sorprese hanno caratterizzato questi premi, come miglior attore vince Matthew McConaughey per la sua fantastica interpretazione in Dallas Buyers Club, mentre il premio come miglior attrice va a Cate Blanchett per Blue Jasmine. Come Miglior Cast trionfa American Hustle di David O. Russell.



Ecco la lista completa dei vincitori:

Miglior cast
American Hustle

Miglior attrice protagonista
Cate Blanchett – Blue Jasmine

Miglior attore protagonista
Matthew McConaughey – Dallas Buyers Club

Miglior attrice non protagonista
Lupita Nyong’O – 12 anni schiavo

Miglior attore non protagonista
Jared Leto – Dallas Buyers Club


Per le serie e film per la tv:

Miglior cast per una serie tv drammatica

Breaking Bad (AMC)

Miglior attrice per una serie tv
Maggie Smith – Downton Abbey (PBS)

Miglior attore per una serie tv
Bryan Cranston – Breaking Bad (AMC)

Miglior cast per una serie tv comica
Modern Family (ABC)

Miglior attrice per una serie tv comica
Julia Louis-Dreyfuss – “Veep” (HBO)

Miglior attore per una serie tv comica
Ty Burrell – “Modern Family” (ABC)

Miglior attrice in un film-tv o mini-serie
Helen Mirren – “Phil Spector” (HBO)

Miglior attore in un film-tv o mini-serie
Michael Douglas – “Behind the Candelabra” (HBO)

venerdì 17 gennaio 2014

Critics' Choice Awards - tutti i vincitori

Sono stati assegnati ieri sera i Critics' Choice Awards 2014, i premi della Broadcast Film Critics Association. Molto indicativi in chiave Oscar, negli ultimi sette anni, sei dei film vincitori hanno poi conquistato anche l'Academy Awards.

Miglior film dell'anno è stato premiato '12 Anni Schiavo' di Steve McQueen, che però, come già successo ai Golden Globes, non ha vinto come regista, premio andato ad Alfonso Cuaron per 'Gravity'.

Matthew McConaughey ('Dallas Buyers Club') e Cate Blanchett ('Blue Jasmine') continuano a raccogliere premi, entrambi hanno vinto come migliori attori protagonisti. Conferma anche per Jared Leto ('Dallas Buyers Club') come non protagonista mentre come migliore attrice non protagonista è stata premiata Lupita Nyong'O per '12 Anni Schiavo'. Miglior cast ad 'American Hustle'.

'Frozen' è il miglior film d'animazione, 'La Grande Bellezza' invece deve arrendersi a 'La Vita di Adele', premiato come miglior film straniero. Sorrentino però può stare tranquillo in vista degli Oscar dato che il film di Kechiche non sarà presente agli Academy Awards. 'La Vita di Adele' ha vinto anche il premio per la migliore attrice esordiente, andato alla protagonista Adele Exarchopoulos.

Nei Critics' Choice Awards sono presenti anche categorie specifiche assenti agli Oscar. 'Lone Survivor' è il miglior film d'azione. 'Gravity' ha vinto come miglior film sci-fi/horror e migliore attrice d'azione (Sandra Bullock, che sul palco ha ringraziato i suoi "maestri", Jackie Chan, Stallone e Van Damme). 'American Hustle' è la migliore commedia, con Amy Adams migliore attrice. Leonardo Di Caprio premiato come migliore attore in una commedia.

Ecco l'elenco di tutti i vincitori.

BEST PICTURE
12 Years a Slave

BEST ACTRESS
Cate Blanchett, 'Blue Jasmine'

BEST ACTOR
Matthew McConaughey, 'Dallas Buyers Club'

BEST DIRECTOR
Alfonso Cuarón, 'Gravity'

BEST SUPPORTING ACTRESS
Lupita Nyong’o, '12 Years a Slave'

BEST SUPPORTING ACTOR
Jared Leto, 'Dallas Buyers Club'

BEST ACTING ENSEMBLE
American Hustle

BEST ORIGINAL SCREENPLAY
Spike Jonze, 'Her'

BEST ADAPTED SCREENPLAY
John Ridley, '12 Years a Slave'

BEST ANIMATED FEATURE
Frozen

BEST FOREIGN LANGUAGE FILM
Blue Is the Warmest Color (La Vita di Adele)

BEST DOCUMENTARY FEATURE
20 Feet from Stardom

BEST COMEDY
American Hustle

BEST YOUNG ACTOR/ACTRESS
Adele Exarchopoulos, 'Blue Is the Warmest Color'

BEST ACTION MOVIE
Lone Survivor

BEST ACTRESS IN AN ACTION MOVIE
Sandra Bullock, 'Gravity'

BEST ACTOR IN AN ACTION MOVIE
Mark Wahlberg, 'Lone Survivor'

BEST ACTRESS IN A COMEDY
Amy Adams, 'American Hustle'

BEST ACTOR IN A COMEDY
Leonardo DiCaprio, 'The Wolf of Wall Street'

BEST SCI-FI/HORROR MOVIE
Gravity

BEST EDITING
Alfonso Cuarón, Mark Sanger, 'Gravity'

BEST CINEMATOGRAPHY
Emmanuel Lubezki, 'Gravity'

BEST VISUAL EFFECTS
Gravity

BEST ART DIRECTION
Catherine Martin (Production Designer), Beverley Dunn (Set Decorator), 'The Great Gatsby'

BEST COSTUME DESIGN
Catherine Martin, 'The Great Gatsby'

BEST HAIR & MAKEUP
American Hustle

BEST SCORE
Steven Price, 'Gravity'

BEST SONG
“Let It Go”, Robert Lopez and Kristen Anderson-Lopez, 'Frozen'

JOEL SIEGEL AWARD
Forest Whitaker

LOUIS XIII GENIUS AWARD
Julie Delpy, Ethan Hawke, Richard Linklater

domenica 10 novembre 2013

Festival di Roma 2013 - giorno 2

La seconda giornata del Festival di Roma ha avuto un assoluto protagonista, l'attore e cantate Jared Leto.

L'attore era atteso da moltissimi fan, Leto si è concesso molto ai fan, foto, autografi, addirittura bambini presi in braccio, con la sicurezza che ha dovuto puntellare a forza le transenne.

Jared Leto ha accompagnato la presentazione dell'atteso film 'Dallas Buyers Club', in cui è coprotagonista al fianco di Matthew McConaughey. Film che è piaciuto soprattutto per le prove attoriali dei due protagonisti, decisamente dimagrito (ha perso 22 kg) McConaughey, trasformista nel ruolo di una trans Leto che prima della proiezione ha ricevuto anche il premio Vanity Fair per la sua interpretazione.

La storia è quella vera di Ron, cowboy duro e puro, dalla vita movimentata, e anche omofobo, che nel 1985 scopre di essere sieropositivo. Gli danno pochi mesi di vita ma lui non si arrende e cerca metodi alternativi per curarsi, metodi concessi solo a un piccolo gruppo di malati. Unico alleato al suo fianco una transessuale malata di AIDS.

In conferenza stampa Jared Leto ha parlato della sua trasformazione fisica per interpretare il ruolo della transessuale Rayon. "Ho avuto grande amore per questo personaggi", ha raccontato l'attore, "Ho capito che Rayon era un uomo che voleva vivere da donna, era una persona che si identificava totalmente con un genere diverso dal suo. Io non volevo interpretare uno stereotipo o un cliché. In genere i transessuali si trattano come personaggi da mettere in ridicolo ma qui c’era qualcosa di più [...] sono partito ascoltando parecchie persone transegender, persone simili a Rayon. Mi hanno dato un’importante lezione di vita, ho iniziato a scoprire il lato femminile che c’è in me e non soltanto perché indossavo i tacchi". E sulla sceneggiatura: "L’impatto è stato incredibile, leggendo la sceneggiatura ho cominciato a conoscere un mondo che non mi era familiare. E’ stato emozionante e commovente leggere questa sceneggiatura, mi sono subito detto che per me era un’occasione unica, imperdibile, e sono stato entusiasta di fare il film. Il mio personaggio mi ha insegnato l’importanza di lottare nelle cose in cui si crede, nel perseverare sempre".
All'attore è stato chiesto poi la differenza fra musica e cinema, visto che oltre a recitare è anche il frontman dei 30 Second To Mars. Jared Leto ha risposto: "C’è qualcosa di viscerale a stare su un palco con la musica ma amo anche il cinema. Non voglio che vi annoiate a vedermi sul grande schermo quindi devo dosarmi!".

'Dallas Buyers Club' uscirà in Italia il 30 gennaio, un film che ha molte probabilità di prendere delle nomination ai prossimi Oscar.
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Fuori Concorso è stato presentato il film italiano 'Come Il Vento' di Marco Simon Puccioni, con Valeria Golino protagonista nei panni di Armida Miserere, una delle prime donne direttrici di un carcere. Affronta con coraggio l'uccisione del marito, non si tira indietro davanti ai carcerati che la sfidano, resiste alle minacce e al processo contro gli assassini del marito che dopo undici anni verranno giudicati colpevoli. Le minacce continueranno ancora fino a che Armida non lascia il carcere e nel 2003 si uccide.

Il regista ha raccontato di aver voluto fortemente Valeria Golino come protagonista: "ho insistito per due anni, perché Armida non poteva essere un'altra". L'attrice invece ricorda di aver incontrato per caso Armida Miserere: "La incontrai quando andai a Sulmona a presentare Respiro ai carcerati. Ho ritrovato una foto di quella giornata in cui la abbraccio, come se volessi proteggerla, anche se praticamente non la conoscevo".