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sabato 15 gennaio 2022

Polemiche in UK per la scelta di Helen Mirren nel film 'Golda'

Nel Regno Unito sta facendo discutere la scelta del premio Oscar Helen Mirren per il ruolo dell'ex primo ministro israeliano Golda Meir nel film Golda, che racconterà la guerra dello Yom Kippur del 1973. Motivo della polemica? l'attrice non è ebrea, e quindi non sarebbe adatta ad interpretare una personalità così importante della storia di Israele, nonostante sia stata scelta da un regista, Guy Nattiv, ebreo e israeliano, e nonostante l'attrice abbia già interpretato personaggi ebrei in altri film.

A sollevare la questione è stata l'attrice Maureen Lipman (Il pianista), che ha parlato addirittura di "jewface”, dicendo di "non essere d'accordo" con la scelta della Mirren: "L’ebraicità del personaggio è fondamentale. Sono sicura che lei sarà meravigliosa, ma non sarebbe mai stato permesso a Ben Kingsley di interpretare Nelson Mandela”.
Interpellata da Variety, l'attrice ha spiegato il suo punto di vista: "La mia opinione, ed è quella che è, una semplice opinione, è che se la razza, il credo o il genere del personaggio guidano o definiscono la rappresentazione, allora l’etnia corretta dovrebbe essere una priorità. Il che non vuol dire che Pericle, principe di Tiro dovrebbe essere interpretato da un attore di Tiro. È complicato. [...] Stiamo parlando di mancanza di protesta. In un certo senso, la mia è una piccola protesta perché ogni altra discussione su credo, razza o genere riguardo al casting provoca uno tsunami. Si pensi a Eddie Redmayne, Scarlett Johansson, Jake Gyllenhaal, Johnny Depp, Rooney Mara e, in modo ridicolo, Javier Bardem in Being the Ricardos".

Le parole dell'attrice hanno fatto partire una catena di reazioni e dichiarazioni, sia pro che contro.

Jonathan Shalit, presidente di InterTalent Rights Group, ha dato ragione alla Lipman: "Giustamente c’è trambusto quando i bianchi interpretano personaggi neri in un film. Maureen Lipman ha ragione nel dire che un’attrice ebrea avrebbe dovuto interpretare il ruolo del leggendario primo ministro israeliano Golda Meir. È profondamente offensivo e ipocrita da parte di così tanti suggerire il contrario".

Di diverso parere il regista israeliano Hagai Levi, che scritto e diretto l’adattamento il remake di Scene da un matrimonio, in cui la presenza di Oscar Isaac aveva creato una polemica simile: "Non prenderei mai in considerazione la questione "ebraicità" quando faccio il casting. Non ho avuto alcun dubbio quando ho scelto Oscar. Avevo in mente altre opzioni e nessuno di loro era ebreo […] Se mi fossi limitato a scegliere solo attori ebrei, dove sarei finito?"

In realtà, questa non è polemica nuova, qualche mese fa, Sarah Silverman aveva voluto sottolineare come gli attori e le attrici ebrei non venissero mai scelti per ruoli da protagonisti, portando ad esempio Rachel McAdams in Disobedience (in cui però la protagonista, Rachel Weisz, è ebrea). Ma ultimamente sono tanti gli esempi, tutti gli attori e le attrici citati dalla Lipman nella sua risposta a Variety sono stati tutti contestati per i ruoli per cui sono stati scelti, ad esempio Eddie Redmayne per The Danish Girl, Scarlett Johansson per Ghost in the Shell, e ultimo Javier Bardem per Being the Ricardos, con l'accusa era che uno spagnolo non avrebbe dovuto interpretare un cubano. Intervenendo nella polemica, l'attrice Tracy Ann Oberman ha tirato in ballo anche la polemica, in questo caso rovesciata, su Gal Gadot nel ruolo di Cleopatra che, da ebrea, non dovrebbe interpretare la Regina d'Egitto.

La risposta più sensata probabilmente l'ha data Stephen Pollard, editore del The Jewish Chronicle, che ha contestato le parole della Lipman dicendo: "Adoro Maureen Lipman, ma non potrebbe sbagliarsi di più su questo. La logica della sua posizione è che l’unico personaggio che ogni attore può interpretare è se stesso".

Il mestiere dell'attore è quello di interpretare qualcun altro, se ognuno può interpretare solo sé stesso, verrebbe meno il senso del mestiere dell'attore.

domenica 3 settembre 2017

Venezia 74 - giorno 5

Una domenica di festival segnata dai grandissimi attori, in Concorso Helen Mirren e Donald Sutherland, protagonisti del film di Paolo Virzì The Leisure Seeker, e Judi Dench, protagonista di Victoria & Abdul, nuovo film di Stephen Frears.

Primo film americano per Paolo Virzì, The Leisure Seeker (Ella & John), è un road movie tratto dal romanzo ‘In viaggio contromano’ di Michael Zadoorian. Al centro della storia una coppia di anziani (Mirren e Sutherland), marito e moglie, lui non sempre presente a causa di un Alzheimer progressivo, lei malata di cancro all'ultimo ma lucidissima mentalmente. I due partono e si regalano un viaggio dal Massachusetts a Key West sul loro vecchio camper anni '70, non solo una vacanza ma una fuga, decisa proprio quando i figli della coppia, ormai adulti, hanno deciso di far ricoverare la donna.

Risate e commozione in pieno stile Virzì, con una coppia di attori che già vengono dati come possibili vincitori della Coppa Volpi per le interpretazioni. Grandi applausi alla fine della proiezione e anche all'ingresso del cast nella sala stampa, anche se non tutte le recensioni sono state positive (negativa quella di Variety ad esempio), ma il film in generale è piaciuto.

"I miei amici produttori e co-sceneggiatori, Stephen Amidon, Francesca Archibugi, Francesco Piccolo , mi hanno convinto a intraprendere l’impresa", ha dichiarato Paolo Virzì riguardo la sua trasferta americana, "Non avevo alcun progetto di emigrazione, mi sento italiano e sono felice di appartenere alla comunità dei cineasti italiani". Lavorare con due miti del Cinema è stato un sogno per il regista. "Ho chiesto di avere Helen e Donald nel cast... come a dire "figurati se lo fanno!". Incredibilmente hanno accettato entrambi", ha raccontato Virzì, "Lui subito, lei dopo un momento di esitazione. So che amano l’Italia, avendo già lavorato qui, sono due creature meravigliose che hanno avuto una grande pazienza con il mio 'broken english'. Così ho fatto questa pazzia americana!". Sul messaggio del film il regista ha poi dichiarato: "il mio è un film sulla libertà di scegliere la propria vita, in questo caso insieme, fino all'ultimo istante".

"Questo è incontrovertibilmente un film di Paolo Virzì", ha dichiarato Dame Helen Mirren, "Ha portato la sua sensibilità, il suo humour, la sua umanità. questa riflessione sulla vita mi tocca da vicino, è vicino a quello che vorrei fare io. Arrivare alla fine della vita ma viverla con energia e piacere, spero di poter mantenere questo spirito fino alla fine dei miei giorni come Ella... certamente lo faccio ora. Voglio arrivare a una morte più piena di vita possibile". Virzì ha colpito subito anche Donald Sutherland, che sul regista ha dichiarato: "Quando Paolo è venuto da me non l'ho visto come italiano, anche se quando parlava italiano non capivo una parola! a me lui è sembrata una persona universale. Ha una visione straordinaria della verità".

Entrambi gli attori hanno un rapporto particolare con l'Italia e il Cinema Italiano, entrambi hanno già lavorato con registi italiani, inevitabile quindi una domanda al riguardo. "Io ho girato proprio qui a Venezia", ha ricordato Donald Sutherland, "'A Venezia... un dicembre rosso shocking' e poi 'The Italian Job'. E’ una città difficile in cui girare. Poi ho fatto 'Novecento' a Parma e 'Casanova' con Fellini a Cinecittà. Sono film che hanno contribuito a formare l’immagine del cinema italiano che abbiamo nel mondo, e ci siamo sentiti parte del cinema italiano anche stavolta". "Per quanto riguarda poi il mio rapporto con il cinema italiano", ha continuato Helen Mirren, "quando ci penso, penso a 'La strada' di Fellini, o a uno dei primi film che io abbia mai visto in vita mia, 'L’avventura' di Antonioni. Che onore poter incontrare finalmente Claudia Cardinale. Amo Monica Vitti, Sofia Loren e soprattutto Anna Magnani, è la mia dea".

Il film in Italia uscirà a gennaio 2018, mentre negli USA sarà nelle sale a dicembre, in tempo per poter rientrare nella corsa agli Oscar.
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Fuori Concorso, un'altra attrice gigantesca, Dame Judi Dench protagonista della nuova commedia di Stephen Frears, Victoria & Abdul, in cui interpreta nuovamente una regina.

Il film racconta una storia vera che è stata tenuta segreta per quasi un secolo, cioè la storia dell'amicizia tra la regina Vittoria e un servitore indiano, Abdul Karim, che diventò suo consigliere e amico, suscitando scandalo e grande indignazione nella famiglia reale, soprattutto nel figlio della regina.

In questo film Judi Dench ha ripreso il ruolo della regina Vittoria, già interpretata ne La mia regina (in cui si parlava dell'amicizia tra la regina e lo stalliere scozzese John Brown). "Non mi sarei mai aspettata di tornare a fare questo ruolo ma avevo ancora molto affetto per questo personaggio", ha raccontato l'attrice, "Vedo questa storia come una sorta di continuazione di quel film. E' sì una storia d'amore ma molto più complessa. Riguarda la gioia di potersi sentire totalmente rilassati con qualcuno, senza nessuno che impone il cerimoniale, poter parlare liberamente e imparare qualcosa. Per gran parte della sua vita aveva avuto un bisogno di condivisione che prima era stato assolto dal marito e poi da John Brown. Quando Brown è morto lei si è trovata completamente sola".
Un altro motivo che ha convinto l'attrice ad accettare il film è stata la presenza di Stephen Frears, un regista con cui l'attrice ha già lavorato in altri due film. "La sceneggiatura era bellissima e lavorare ancora con Stephen era per me una proposta irresistibile".

"Volevo fare un film divertente, semplicemente un film che sarebbe piaciuto a Donald Trump", ha dichiarato ironicamente Stephen Frears, visto che il film parla del rapporto tra una potente sovrana e un umile musulmano, "Credo che sia un film irriverente ma ho sempre pensato dovesse essere anche divertente".

Il film ha avuto una buona accoglienza da parte della stampa. Il film uscirà nelle sale italiane il 26 ottobre.

giovedì 27 luglio 2017

Venezia 74 - presentato il programma completo

E' stato presentato questa mattina il programma della 74a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà dal 30 agosto al 9 settembre.

Tanti titoli interessanti, tante star attese, quattro film italiani in Concorso.
Ad aprire sarà Downsizing di Alexander Payne, uno dei due film che vedranno Matt Damon protagonista, l'altro sarà Suburbicon, nuovo film diretto da George Clooney su una sceneggiatura dei fratelli Coen.
Altri due titoli molto interessanti e molto attesi saranno The Shape of Water, fiaba dark di Guillermo del Toro, e Mother di Darren Aronofsky, con Jennifer Lawrence e Javier Bardem protagonisti.

Tra i quattro film italiani del Concorso, grande curiosità intorno a The Leisure Seeker, primo film in lingua inglese di Paolo Virzì che vede come protagonisti Helen Mirren e Donald Sutherland.

Presidente di giuria sarà Annette Bening. Ecco il programma completo.

CONCORSO
– Human Flow di Ai Weiwei
– Mother! di Darren Aronofsky
– Suburbicon di George Clooney
– The Shape of Water di Guillermo Del Toro
– L’insulte di Ziad Doueri
– La Villa di Robert Guediguian
– Lean On Pete di Andrew Haigh
– Mektoub, My Love: Canto Uno di Kechiche
– The Third Murder di Hirokazu Koreeda
– Jusqu’a La Garde di Xavier Legrand
– Ammore e Malavita dei Manetti Brothers
– Foxtrot di Samuel Maoz
– Three Billboard Outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh
– Hannah di Andrea Pallaoro
– Downsizing di Alexander Payne
– Jia Nian Hua di Vivian QU
– Una famiglia di Sebastiano Riso
– First Reformed di Paul Schrader
– Sweet Country di Warwick Thornton
– The Leisure Seeker di Paolo Virzì
– Ex Libris – The New York Public Library di Frederick Wiseman

ORIZZONTI
– Nico 1988 di Susanna Nicchiarelli
– Disappearance di Ali Asgari
– Espèces Menacées di Gilles Bourdos
– Les Bienheureux di Sofia Djama
– The Rape of Recy Taylor di Nancy Buirsky
– Caniba di Lucien Castaing-Taylor e Verena Paravel
– Marvin di Anne Fontaine
– Invisible di Pablo Giorgelli
– Brutti e cattivi di Cosimo Gomez
– The Cousin di Tzahi Grad
– The Testament di Amichai Greenberg
– La Nuit Ou J’ai Nagé di Damien Manivel e Igarashi Kohei
– No Date, No Signature di Vahid Jalilvand
– Los versos del olvido di Alireza Khatami
– Krieg di Rick Ostermann
– West of Sunshine di Jason Raftopoulos
– Gatta Cenerentola di Alessandro Rak
– Under the Tree di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson
– La vita comune di Edoardo Winspeare

FUORI CONCORSO (fiction)
– Casa d’altri di Gianni Amelio (cortometraggio)
– Thriller in 3D di John Landis e Michael Jackson
– Our Souls at Night di Ritesh Batra
– Il signor Rotpeter di Antonietta De Lillo
– Vittoria e Abdul di Stephen Frears
– La Mélodie di Rachid Hami
– Outrage Coda di Takeshi Kitano (film di chiusura)
– Loving Pablo di Fernando Léon de Aranoa
– Zama
– La Fidèle di Michael R. Roskam
– Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini
– Brawl in Cell Block 99 di Craig Zahler
– Diva! di Francesco Patierno

FUORI CONCORSO (documentari)
– Cuba and the Cameraman di Jon Alpert
– My Generation di David Batty
– Piazza Vittorio di Abel Ferrara
- The Devil and Father Amorth di William Friedkin
- This Is Congo di Daniel McCabe
- Wormwood (serie Netflix) di Errol Morris

CINEMA nel GIARDINO
– Suburra – La serie (primi due episodi)
– Manuel di Dario Albertini
– Controfigura di Ra Di Martino
– Woodshock di Kate e Laura Mulleavy
– Tuers di Francois Troukens e Jean-Francois Hensgens
– Nato a Casal Di Principe di Bruno Oliviero

PROIEZIONI SPECIALI
– La lunga strada del ritorno di Alessandro Blasetti
– Barbiana ’65 – La lezione di Don Milani di Alessandro G.A. D’Alessandro
– Lievito madre – Le ragazze del secolo scorso

giovedì 11 febbraio 2016

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo - la recensione

Hollywood racconta sé stessa e attraverso la storia di Dalton Trumbo racconta uno dei periodi più controversi della storia americana.

Trumbo (Cranston) è stato uno dei più talentuosi sceneggiatori della storia del cinema. Negli anni '40 era lo sceneggiatore più pagato di Hollywood, Trumbo però era anche comunista, appoggiava gli scioperi ed era schierato con i sindacati. Tutto questo, negli anni '40 e '50 era visto come un comportamento anti-americano. Trumbo, insieme ad altri nove colleghi, venne portato davanti al Comitato per le attività Anti-Americane per essere interrogato riguardo le sue idee. Fedele a sé stesso, Trumbo si rifiutò di rispondere, finì in carcere, perse la casa, venne tradito da quelli che pensava fossero amici, venne "bandito" dagli Studios e il suo nome inserito nella Lista Nera di Hollywood, perdendo qualsiasi possibilità di lavorare. Senza perdersi d'animo, Trumbo continuò a lavorare, scrisse la sceneggiatura - che poi vinse l'Oscar - di Vacanze Romane e la fece firmare a un amico, si mise a scrivere script per film di serie-B firmandoli con nomi fasulli, trovò lavoro agli altri colleghi "reietti" (chiamati "i dieci di Hollywood"), vinse un altro Oscar, sempre sotto falso nome. La svolta arrivò dopo anni, grazie all'aiuto di due pesi massimi di Hollywood come Kirk Douglas e Otto Preminger, e con la cancellazione della Lista Nera.

Grazie a fiumi di alcol, tante sigarette e tanto fumo, Jay Roach, regista del film, di porta nella vecchia Hollywood. La ricostruzione delle abitudini, i vestiti, le acconciature, sono uno degli aspetti più curati del film. Nonostante lo spesso fondotinta sul volto del protagonista nella prima parte, l'aspetto estetico del film risulta davvero ottimo e convincente. Il film non ha grandi difetti, una storia interessante, una regia semplice e onesta, una ricostruzione curata, il punto in cui viene un po' a mancare è la sceneggiatura... curioso se si pensa che è un film dedicato a uno sceneggiatore.
Il film ha dei bei dialoghi, alcuni scambi di battute sono ottimi, la prima parte ha un bel ritmo e racconta bene l'inizio dell'incubo per i "dieci di Hollywood", poi però il film perde un po' incisività e manca il salto drammatico che avrebbe dato più concretezza, quella drammaticità che la storia di Trumbo avrebbe meritato. E' come se, a un certo punto, ci fosse stata una indecisione: dedicarsi più al Trumbo-sceneggiatore e alla sua lotta contro una enorme ingiustizia, o al Trumbo-uomo e padre? Roach ha scelto la seconda opzione, quella più facile ma anche meno interessante.

Se il film però regge per tutte le sue due ore di durata è grazie a un grande cast. Da una perfetta e odiosa Helen Mirren nei panni della pseudo giornalista di gossip Hedda Hopper, perennemente a caccia della "minaccia rossa" a Hollywood, a un divertente e consapevole produttore di brutti film di serie B interpretato da John Goodman, fino al pavido Michael Stuhlbarg, alla misurata moglie di Trumbo Diane Lane, e a Elle Fanning, nel film la figlia di Trumbo, che recita come un'attrice esperta, tutti davvero ottimi. A capo di questo folto gruppo di ottimi attori, un Bryan Cranston assolutamente trascinante, padrone della scena, nonostante d'aspetto non somigli affatto al vero Dalton Trumbo, grazie alla gestualità, alle espressioni e alla voce (da sentire in originale per apprezzarlo), riesce a calarsi nei panni di Trumbo in modo davvero convincente. Meritata la nomination all'Oscar per questo ruolo.

In sostanza, adatto soprattutto a chi ama i film che raccontano Hollywood dall'interno, L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo è un buon film che racconta una storia bella e interessante, ma a cui è mancato un passo decisivo per diventare un grande film. Merita la visione, per conoscere la storia di Trumbo e per apprezzare un ottimo cast.

venerdì 16 ottobre 2015

Woman in Gold - la recensione

La Seconda Guerra Mondiale da sempre offre tantissime storie al cinema, Woman in Gold di Simon Curtis si aggiunge alla lista di film che raccontano le vergognose ingiustizie perpetrate dai nazisti.

Il film racconta la vera storia di Maria Altman (H.Mirren), una donna austriaca, ebrea, fuggita dal proprio paese per sfuggire ai nazisti che, come erano soliti fare, saccheggiarono l'abitazione della sua famiglia. Tra i quadri portati via c'era che il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt, la "Donna in Oro". dipinto che raffigurava l'amata zia di Maria.
Passati cinquanta anni, Maria, con l'aiuto di un giovane avvocato (R.Reynolds), decide di chiedere al governo austriaco la restituzione del suo quadro, che nel frattempo è diventato un vero e proprio simbolo per il paese.

Simon Curtis, regista di Marilyn, decide di puntare sulla leggerezza e sull'intrattenimento invece di premere sulla drammaticità degli eventi storici. Il regista divide il film tra presente e passato, raccontato tramite flashback (con un'ottima fotografia) che all'inizio sembrano spezzare un po' il ritmo delle scene ambientate nel presente ma, piano piano, conquistano l'attenzione dello spettatore.

Il film punta praticamente tutto sulla sua protagonista, la sempre meravigliosa Helen Mirren, che grazie alla sua straordinaria bravura e presenza scenica, riesce a rendere credibile, emozionante e divertente qualsiasi battuta. Tutto quello che succede nel film passa dalla Mirren, sia i momenti più leggeri e spiritosi che quelli più profondi. L'attrice premio Oscar catalizza tutta l'attenzione e a farne le spese è il suo partner di set, Ryan Reynolds, che fatica un po' a venire fuori anche se alla fine riesce a ritagliarsi il suo piccolo spazio. Nel cast sono presenti anche Daniel Brühl, Katie Holmes, Tatiana Maslany, Max Irons, Charles Dance, Jonathan Pryce e Antje Traue, a cui è stato affidato il compito di interpretare la malinconica zia rappresentata nel celebre quadro di Klimt.

Il film di Curtis ha forse la pecca di non voler essere troppo serio, di voler essere solo il racconto di una storia, senza epicità, senza dramma, senza approfondire troppo l'aspetto storico, ma Woman in Gold è un film che si vede e si lascia vedere con piacere.

domenica 19 gennaio 2014

Screen Actors Guild Awards (SAG) 2014 - Tutti i vincitori

Si sono tenuti ieri i SAG 2014, i riconoscimenti dal sindacato degli attori che spesso si trova d'accordo con le scelte dell'Academy per gli Oscar.
Poche sorprese hanno caratterizzato questi premi, come miglior attore vince Matthew McConaughey per la sua fantastica interpretazione in Dallas Buyers Club, mentre il premio come miglior attrice va a Cate Blanchett per Blue Jasmine. Come Miglior Cast trionfa American Hustle di David O. Russell.



Ecco la lista completa dei vincitori:

Miglior cast
American Hustle

Miglior attrice protagonista
Cate Blanchett – Blue Jasmine

Miglior attore protagonista
Matthew McConaughey – Dallas Buyers Club

Miglior attrice non protagonista
Lupita Nyong’O – 12 anni schiavo

Miglior attore non protagonista
Jared Leto – Dallas Buyers Club


Per le serie e film per la tv:

Miglior cast per una serie tv drammatica

Breaking Bad (AMC)

Miglior attrice per una serie tv
Maggie Smith – Downton Abbey (PBS)

Miglior attore per una serie tv
Bryan Cranston – Breaking Bad (AMC)

Miglior cast per una serie tv comica
Modern Family (ABC)

Miglior attrice per una serie tv comica
Julia Louis-Dreyfuss – “Veep” (HBO)

Miglior attore per una serie tv comica
Ty Burrell – “Modern Family” (ABC)

Miglior attrice in un film-tv o mini-serie
Helen Mirren – “Phil Spector” (HBO)

Miglior attore in un film-tv o mini-serie
Michael Douglas – “Behind the Candelabra” (HBO)

domenica 18 agosto 2013

RED 2 - La recensione



I Reduci Estremamente Distruttivi sono tornati.


Frank Moses (Bruce Willis) si sta adagiando su una vita normale con Sarah (Mary-Louise Parker), quando si ripresenta un serio problema dal suo passato: un ordigno posizionato chissà dove e la Cia, i servizi segreti Inglesi e Russi che vogliono fa fuori lui, Marv (John Malokovich) e Sarah.

Cambio alla regia, ma non cambia il risultato, 'RED 2' si conferma un perfetto mix di action e humor, senza essere troppo serio o troppo 'stupido', senza citare o autocitarsi, senza esagerare prendendosi troppo sul serio, e con grande supporto di un cast fantastico, vero punto di forze sia del primo che di questo film.
Bruce Willis si conferma il grande attore che è, capace di essere protagonista e spalla, Helen Mirren sfodera tutta la sua classe e ironia, ma su tutti brillano John Malkovich, capace di recitare anche le virgole solo con le sue espressioni, e Mary-Louise Parker, più coinvolta nell'azione in curi riesce a sfoderare tutta la sua verve comica.
Benissimo le new entry, Catherine Zeta-Jones, il coreano Byung-Hun Lee e Anthony Hopkins, si vede che si sono divertiti a girare. Partecipazione amichevole di Brian Cox, e piccolo ruolo anche per David Thwelis.

La storia si allarga un po' rispetto al primo film, si fa più 'internazionale', e riesce a prendere spunto anche dall'attualità con riferimenti a Wikileaks o alle tensioni fra determinati paesi. Tanti momenti d'azione e siparietti comici irresistibili, tutto portato avanti con grande ritmo.

Un sequel più che riuscito che ripropone lo spirito del primo film, diverte e non annoia mai.

Frra

sabato 17 agosto 2013

Red 2 - Ecco l'elenco completo delle sale che lo trasmettono in anteprima!

Si avvicina finalmente l'uscita in sala di Red 2! Sequel del fortunato film con Bruce Willis, John Malkovich, Helen Mirren e Mary-Louse Parker.



Questa volta al cast si uniscono Catherine Zeta-Jones, Anthony Hopkins e Byung Hun Lee, ad arricchire un film atteso anche più del precedente!

Oggi, 17 Agosto, sarà possibile vederlo in anteprima in alcune sale italiane che hanno aderito all'iniziativa.

Ecco l'immagine con l'elenco competo:


Il film uscirà ufficialmente il 21 Agosto.

Lòisa

mercoledì 3 aprile 2013

Hitchcock - la recensione

Basato sul libro 'Alfred Hitchcock and the Making of Psycho', 'Hitchcock' di Sacha Gervasi è un biopic sul maestro del brivido incentrato in particolare sul periodo di 'Psycho'.

La pre-produzione del film infatti non fu affatto semplice per Hitchcock, reduce dal grande successo di 'Intrigo Internazionale', si ritrovò a scommettere su una storia che nessuno voleva produrre, e in cui nemmeno la moglie Alma, da sempre sua fedele collaboratrice, credeva veramente.

Questo è il pretesto di partenza del film che inizia in modo molto accattivante, con un po' di humor nero, ironia e toni leggeri, il problema principale della pellicola però esce fuori alla lunga. Il fulcro del film si sposta, dalla produzione e la lavorazione di 'Psycho' alla relazione in crisi (secondo la ricostruzione del film) tra Hitchcock e la moglie. Nella seconda parte del film il regista ha deciso di puntare tutto sul loro rapporto di coppia, sul loro matrimonio, e di puntare forse sull'aspetto più debole e probabilmente meno interessante. Se la sceneggiatura si fosse focalizzata più sul dietro le quinte di 'Psycho' che sul matrimonio in crisi il film ne avrebbe sicuramente giovato, e sarebbe riuscito a sfruttare a pieno il bel cast a disposizione. Tanti i nomi: Scarlett Johansson (Janet Leigh), Jessica Biel (Vera Miles), James D'Arcy (Anthony Perkins), poi Toni Collette, Danny Houston e Michael Stuhlbarg. Altro punto che non convince fino in fondo è il rapporto immaginario fra Hitchcock e il killer Ed Gein, l'espediente funziona quando si rapporta al cinema, meno quando entra nella vita privata.

Protagonista è Anthony Hopkins, truccato e appesantito, molto calato nella parte, fa un gran lavoro di immedesimazione soprattutto con la voce (per questo andrebbe visto in lingua originale). Bravo lui ma ancora più brava è Helen Mirren, brillante ed elegante, una bellissima prova da attrice straordinaria quale è. Parentesi trucco: hanno fatto un ottimo lavoro senza debilitare l'espressività e la recitazione di Hopkins, peccato che in generale non sia poi così somigliante al vero Hitchcock.

La figura di Hitchcock viene rappresentata in un modo un po' diverso dal solito, o da come la gente se lo aspetta, è molto più leggera, si vede la sua ironia, il suo non essere mai troppo serio, le sue paranoie ma tutto in modo molto positivo, anche le famose manie di persecuzione verso le sue attrici diventano quasi innocenti. Chi conosce il personaggio noterà questi "accomodamenti" del personaggio, gli altri non ci faranno caso probabilmente. Il regista e lo sceneggiatore poi seminano il film di citazioni, come l'apertura e la chiusura del film che rimandano alla serie tv di 'Hitchcock', che forse non tutti riusciranno a cogliere.

In generale il film resta un po' indeciso sulla propria identità, sospeso fra il voler essere ironico e serio allo stesso tempo, è comunque piacevole, molto gradevole, il cast è ottimo, si lascia guardare ma alla fine ti lascia la sensazione che probabilmente poteva essere un po' meglio di così, o forse solo diverso.


Frra

giovedì 8 novembre 2012

Otto immagini ufficiali del biopic 'Hitchcock'

Uscirà nelle sale americane il prossimo 23 novembre, 'Hitchcock' di Sacha Gervasi, tratto dal romanzo di Stephen Rebello. Il film, oltre a fare un ritratto del maestro del brivido, ci porta sul set del film 'Psycho', capolavoro di Alfred Hitchcock. La produzione del film infatti non fu semplice, la storia era considerata troppo azzardata per quel periodo e in principio nessuna casa di produzione lo voleva.

Il cast del film è notevole: Anthony Hopkins è Alfred Hitchcock; Helen Mirren, la moglie di Hitchcock; James D’Arcy è Anthony Perkins; Scarlett Johansson interpreta Janet Leigh; Jessica Biel è invece Vera Miles. A completare il cast ci sono Toni Collette, Danny Huston, Ralph Macchio, Michael Wincott e Kurtwood Smith. La colonna sonora è di Danny Elfman.

Ecco otto immagini ufficiali (cliccate sull'immagine per vederla più grande).











 Frra




venerdì 11 maggio 2012

Catherine Zeta-Jones in Red 2

Ad Hollywood si sa, i sequel abbondano e spesso fanno storcere il naso, in questo caso però siamo felici perché è in arrivo il sequel di 'Red'!

Erik Feig, presidente di Lionsgate Picture, ha dichiarato "Ci siamo divertiti così tanto nel fare Red e vedendo quel cast straordinario che abbiamo assemblato- e così hanno fatto i consumatori: oltre 200 milioni di dollari in tutto il mondo e il numero uno del noleggio nell'home entertainment lo scorso anno". E in effetti il film, tratto dall'omonimo fumetto della DC Comincs, ha sorpreso un po' tutti con il suo misto di humor e azione, e anche grazie all'insolito cast (soprattutto per l'età non proprio giovane), riscuotendo un grande successo.

La Summit Entertainment ha inoltre annunciato che per Red 2 si uniranno al cast anche Catherine Zeta-Jones e l'attore coreano Byung-Hun Lee, che andranno ad aggiungersi al fantastico cast originale: Bruce Willis, Helen Mirren, Mary-Louise Parker e John Malkovich. Non si sa ancora niente di preciso sulla trama o sui ruoli delle due new entry  ma pare che la storia potrebbe spostarsi in Europa.

Red 2 sarà diretto da Dean Parisot che prende il posto di Robert Schwentke. L'uscita del film è prevista per il 2 agosto 2013.


Frra