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giovedì 11 febbraio 2016

L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo - la recensione

Hollywood racconta sé stessa e attraverso la storia di Dalton Trumbo racconta uno dei periodi più controversi della storia americana.

Trumbo (Cranston) è stato uno dei più talentuosi sceneggiatori della storia del cinema. Negli anni '40 era lo sceneggiatore più pagato di Hollywood, Trumbo però era anche comunista, appoggiava gli scioperi ed era schierato con i sindacati. Tutto questo, negli anni '40 e '50 era visto come un comportamento anti-americano. Trumbo, insieme ad altri nove colleghi, venne portato davanti al Comitato per le attività Anti-Americane per essere interrogato riguardo le sue idee. Fedele a sé stesso, Trumbo si rifiutò di rispondere, finì in carcere, perse la casa, venne tradito da quelli che pensava fossero amici, venne "bandito" dagli Studios e il suo nome inserito nella Lista Nera di Hollywood, perdendo qualsiasi possibilità di lavorare. Senza perdersi d'animo, Trumbo continuò a lavorare, scrisse la sceneggiatura - che poi vinse l'Oscar - di Vacanze Romane e la fece firmare a un amico, si mise a scrivere script per film di serie-B firmandoli con nomi fasulli, trovò lavoro agli altri colleghi "reietti" (chiamati "i dieci di Hollywood"), vinse un altro Oscar, sempre sotto falso nome. La svolta arrivò dopo anni, grazie all'aiuto di due pesi massimi di Hollywood come Kirk Douglas e Otto Preminger, e con la cancellazione della Lista Nera.

Grazie a fiumi di alcol, tante sigarette e tanto fumo, Jay Roach, regista del film, di porta nella vecchia Hollywood. La ricostruzione delle abitudini, i vestiti, le acconciature, sono uno degli aspetti più curati del film. Nonostante lo spesso fondotinta sul volto del protagonista nella prima parte, l'aspetto estetico del film risulta davvero ottimo e convincente. Il film non ha grandi difetti, una storia interessante, una regia semplice e onesta, una ricostruzione curata, il punto in cui viene un po' a mancare è la sceneggiatura... curioso se si pensa che è un film dedicato a uno sceneggiatore.
Il film ha dei bei dialoghi, alcuni scambi di battute sono ottimi, la prima parte ha un bel ritmo e racconta bene l'inizio dell'incubo per i "dieci di Hollywood", poi però il film perde un po' incisività e manca il salto drammatico che avrebbe dato più concretezza, quella drammaticità che la storia di Trumbo avrebbe meritato. E' come se, a un certo punto, ci fosse stata una indecisione: dedicarsi più al Trumbo-sceneggiatore e alla sua lotta contro una enorme ingiustizia, o al Trumbo-uomo e padre? Roach ha scelto la seconda opzione, quella più facile ma anche meno interessante.

Se il film però regge per tutte le sue due ore di durata è grazie a un grande cast. Da una perfetta e odiosa Helen Mirren nei panni della pseudo giornalista di gossip Hedda Hopper, perennemente a caccia della "minaccia rossa" a Hollywood, a un divertente e consapevole produttore di brutti film di serie B interpretato da John Goodman, fino al pavido Michael Stuhlbarg, alla misurata moglie di Trumbo Diane Lane, e a Elle Fanning, nel film la figlia di Trumbo, che recita come un'attrice esperta, tutti davvero ottimi. A capo di questo folto gruppo di ottimi attori, un Bryan Cranston assolutamente trascinante, padrone della scena, nonostante d'aspetto non somigli affatto al vero Dalton Trumbo, grazie alla gestualità, alle espressioni e alla voce (da sentire in originale per apprezzarlo), riesce a calarsi nei panni di Trumbo in modo davvero convincente. Meritata la nomination all'Oscar per questo ruolo.

In sostanza, adatto soprattutto a chi ama i film che raccontano Hollywood dall'interno, L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo è un buon film che racconta una storia bella e interessante, ma a cui è mancato un passo decisivo per diventare un grande film. Merita la visione, per conoscere la storia di Trumbo e per apprezzare un ottimo cast.

mercoledì 9 dicembre 2015

SAG Awards 2016 - le nomination

Sono state rese note oggi le nomination ai Screen Actors Guild Awards 2016, i premi del sindacato degli attori. E non mancano le sorprese.

I SAG Awards sono molto indicativi in chiave Oscar, lo scorso anno, ad esempio, tutti e quattro i vincitori vennero poi premiati con l'Academy Awards.

Si fanno notare due assenze piuttosto importanti: Matt Damon (per The Martian), e Jennifer Lawrence (per Joy).
L'assenza di Matt Damon è senz'altro curiosa visto che sia il film che la sua interpretazione sono stati apprezzati da critica e pubblico, ma nella categoria degli attori protagonisti c'è sicuramente molta competizione quest'anno, tanti attori per soli cinque posti. Diverso il discorso per Jennifer Lawrence, protagonista di Joy, film che ha iniziato la campagna promozionale da poco e che quindi, al momento, è stato visto da meno membri rispetto agli altri film. Anche The Hateful Eight di Tarantino ha iniziato la promozione tardi e infatti è totalmente assente dalle nomination.

Tra le attrici protagoniste nominate, che vede come favorite Brie Larson (Room) e Cate Blanchett (Carol), spunta un nome a sorpresa, quello di Sarah Silverman, nominata per il film I Smile Back. Tra gli attori, era praticamente scontata la presenza di Leonardo DiCaprio per (The Revenant), il buon Leo se la dovrà vedere con Michael Fassbender (Steve Jobs), Bryan Cranston (Trumbo), il vincitore dello scorso anno Eddie Redmayne (The Danish Girl), e Johnny Depp (Black Mass).

Uno dei titoli più caldi della stagione dei premi, Spotlight, è stato nominato come miglior cast ma fra le categorie "singole" solo Rachel McAdams si è portata a casa una nomination, snobbati Mark Ruffalo, Stanley Tucci e Michael Keaton. Stesso trattamento per The Big Short, nomination come miglior cast e solo Christian Bale nominato come migliore attore non protagonista.
Alla fine, il film ad aver ottenuto il maggior numero di nomination è Trumbo, film che non ha ricevuto critiche particolarmente positive.

Doppia nomination, tra cinema e tv, per Idris Elba, nominato come non protagonista per il film Beasts of No Nation e come migliore attore protagonista per la serie Luther.

La cerimonia di premiazione si terrà il 20 gennaio. Ecco tutte le nomination, per cinema e tv.

MIGLIOR CAST D’INSIEME
Beasts of No Nation
The Big Short
Spotlight
Straight Outta Compton
Trumbo

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Leonardo DiCaprio, The Revenant
Bryan Cranston, Trumbo
Johnny Depp, Black Mass
Michael Fassbender, Steve Jobs
Eddie Redmayne, The Danish Girl

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Cate Blanchett, Carol
Brie Larson, Room
Helen Mirren, Woman in Gold
Sarah Silverman, I Smile Back
Saoirse Ronan, Brooklyn

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christian Bale, The Big Short
Idris Elba, Beasts of No Nation
Mark Rylance, Bridge of Spies
Michael Shannon, 99 Homes
Jacob Tremblay, Room

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Rooney Mara, Carol
Rachel McAdams, Spotlight
Helen Mirren, Trumbo
Alicia Vikander, The Danish Girl
Kate Winslet, Steve Jobs

MIGLIORE PERFORMANCE DI UN CAST DI STUNT
Everest
Furious 7
Jurassic World
Mad Max: Fury Road
Mission: Impossible – Rogue Nation
-

MIGLIOR CAST IN UNA SERIE DRAMMATICA
Downton Abbey
Game of Thrones
Homeland
House of Cards
Mad Men

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Peter Dinklage (Game of Thrones)
Jon Hamm (Mad Men)
Rami Malek (Mr. Robot)
Bob Odenkirk (Better Call Saul)
Kevin Spacey (House of Cards)

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Claire Danes (Homeland)
Viola Davis (How to Get Away with Murder)
Julianna Marguilles (The Good Wife)
Maggie Smith (Downton Abbey)
Robin Wright (House of Cards)

MIGLIOR CAST IN UNA SERIE COMICA
The Big Bang Theory
Key and Peele
Modern Family
Orange is the New Black
Transparent
Veep

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE COMICA
Ty Burrell (Modern Family)
Louis CK (Louie)
William H. Macy (Shameless)
Jim Parsons (The Big Bang Theory)
Jeffrey Tambor (Transparent)

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE COMICA
Uzo Aduba (Orange is the New Black)
Edie Falco (Nurse Jackie)
Ellie Kemper (Unbreakable Kimmy Schmidt)
Julia Louis-Dreyfus (Veep)
Amy Poehler (Parks and Recreation)

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM TELEVISIVO O MINISERIE
Nicole Kidman (Grace of Monaco)
Queen Latifah (Bessie)
Christina Ricci (The Lizzie Borden Chronicles)
Susan Sarandon (The Secret Life of Marilyn Monroe)
Kristen Wiig (The Spoils of Babylon)

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM TELEVISIVO O MINISERIE
Idris Elba (Luther)
Ben Kingsley (Tut)
Ray Liotta (Texas Rising)
Bill Murray (A Very Murray Christmas)
Mark Rylance (Wolf Hall)

MIGLIORE CAST DI STUNTMEN IN UNA SERIE TELEVISIVA
Game of Thrones
Daredevil
Homeland
The Walking Dead
The Blacklist