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martedì 5 ottobre 2021

'La Scuola Cattolica' vietato ai minori di 18 anni, ma la motivazione lascia perplessi.

Presentato all'ultimo Festival di Venezia, La Scuola Cattolica racconta uno dei fatti di cronaca nera più crudeli ed efferati della storia italiana, il Massacro del Circeo, e che al festival era stato classificato con un divieto ai minori di 14 anni. Adesso la nuova Commissione per la classificazione ha cambiato idea, alzando il divieto ai minori di 18 anni. La motivazione però è abbastanza incomprensibile.

"Il Film presenta una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice. In particolare i protagonisti della vicenda pur partendo da situazioni sociali diverse, finiscono per apparire tutti incapaci di comprendere la situazione in cui si trovano coinvolti.
Questa lettura che appare dalle immagini, assai violente negli ultimi venti minuti, viene preceduta nella prima parte del film, da una scena in cui un professore, soffermandosi su un dipinto in cui Cristo viene flagellato, fornisce assieme ai ragazzi, tra i quali gli omicidi del Circeo, un’interpretazione in cui gli stessi, Gesù Cristo e i flagellanti vengono sostanzialmente messi sullo stesso piano. Per tutte le ragioni sopra citate la Commissione a maggioranza ritiene che il film non sia adatto ai minori di anni diciotto".

Stando a quanto scritto, sembra che la motivazione sia dovuta alla scelta artistica del film, per il modo di raccontare questa vicenda, ma se così fosse, vorrebbe dire censurare la libertà artistica del regista e degli autori, andando contro lo stesso regolamento (Regolamento di esecuzione della Legge 21/4/62 n. 161 sulla revisione dei film e dei lavori teatrali) che nell'articolo 9 vengono elencati gli elementi scenici e narrativi che possono portare a una censura, e le tematiche di un film non sono incluse.

La decisione ha lasciato molto perplesso il regista, Stefano Mordini, che ha spiegato più volte di aver fatto questo film proprio per raccontare questa storia ai ragazzi. "Non riesco a trovare delle ragioni valide per questa censura e se mi sforzo di trovarle, mi inquietano", ha detto, "Nella motivazione della commissione censura si lamenta il fatto che le vittime e i carnefici siano equiparati, con particolare riferimento a una lezione di un professore di religione, ma questo è esattamente il contrario di quello che racconta il film, e cioè che, provenendo dalla stessa cultura, è sempre possibile compiere una scelta e non deviare verso il male. Una delle due vittime, all'epoca, era minorenne e il nostro è un film di adolescenti interpretato da adolescenti. Trovo assurdo che oggi si vieti ai ragazzi anche solo di vedere, attraverso un libero mezzo di espressione, quello che due ragazze come loro anni fa hanno subito, questo atto censorio priva una generazione di una possibile presa di coscienza che potrebbe essere loro utile per difendersi da quella violenza spesso protagonista nella nostra cronaca. E questo perché alcune delle ragioni di quella tragedia sono purtroppo ancora attuali".

Contrari anche i parenti delle due vittime. "I miei assistiti sono, rispettivamente, la sorella di Rosaria Lopez e fratello di Donatella Colasanti, e ne sono anche eredi mortis causa", ha dichiarato il loro avvocato, "Malgrado l'enorme sacrificio, umano ed emotivo, legato alla rievocazione vivida, visiva e sonora, di quanto accaduto alle rispettive sorelle, hanno, tuttavia, apprezzato la volontà di tramandare, anche in chiave di ammonimento per il futuro, la memoria della loro tragedia, soprattutto alle giovani generazioni. Hanno, pertanto, appreso con grande sorpresa della decisione del Ministero della Cultura di vietare la visione del film ai minori degli anni diciotto".

La nuova Commissione della classificazione è stata "inaugurata" lo scorso aprile con un decreto firmato dal ministro Franceschini, che a suo tempo aveva dichiarato: "Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti". Questo divieto a La Scuola Cattolica invece è una censura alla libertà artistica.

Avvenuto nel 1975, il massacro del Circeo sconvolse il paese, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, all'epoca adolescenti, vennero rapite, violentate e picchiate per due giorni da tre ragazzi della "Roma bene", figli di famiglie borghesi. Rosaria Lopez morì per le botte e le violenze subite, Donatella Colasanti si finse morta riuscendo a salvarsi. I tre ragazzi vennero condannati all'ergastolo senza attenuanti, ma il carcere per loro è durato poco, la loro storia è stata un susseguirsi di vergogne giudiziarie, tra fughe all'estero, morti presunte, e assurde scarcerazioni che hanno portato ad altri omicidi.

domenica 18 novembre 2012

Festival di Roma - i vincitori

Si chiude con le polemiche la settima edizione del Festival di Roma, e con dei premi che sanno quasi di sfida verso la critica e i giornalisti.

Vince il film 'Marfa Girl' di Larry Clark ("Non ho mai vinto niente" ha ammesso soddisfatto), che per quanto non avesse entusiasmato era comunque dato tra i favoriti, ma a far discutere sono stati i due premi al film di Paolo Franchi 'E la Chiamano Estate', il film più fischiato del Festival si è portato a casa migliore regia e migliore attrice a Isabella Ferrari. E non sono mancate le reazioni negative, purtroppo arrivate direttamente in sala durante la premiazione soprattutto quella della Ferrari, accompagnata sul palco da fischi, buu e qualche "Vergogna!" e "Fate schifo!", con gli applausi che cercavano di coprire tutto. Isabella Ferrari, sorpresa e tesa vista l'atmosfera, una volta preso il microfono ha risposto ai fischi con calma, invitando il pubblico (e i critici) ad essere più curiosi e coraggiosi verso i film e di guardarli senza pregiudizi, prendendosi così gli applausi del resto del pubblico.
Al di là del film e dei premi, su cui uno può essere d'accordo o no, la reazione dei critici è stata eccessiva e fuori luogo, come ha detto in conferenza stampa Valentina Cervi, unica giurata italiana, rammaricata per quelle reazioni: "Siamo rimasti molto dispiaciuti da queste reazioni, che mi sono sembrate molto maleducate. Un film sbagliato? Più che sbagliato lo definirei coraggioso, un film che si è messo a nudo e quindi può creare dei conflitti. Sono cose che non dovrebbero succedere anche quando un film non ti piace. In un altro Paese non sarebbe accaduto, e mi rattrista che sia successo proprio nel mio". E il presidente di giuria Jeff Nichols sul film di Paolo Franchi ha dichiarato: "Il film ha diviso la giuria come ha diviso il pubblico, ha fatto arrabbiare molti di voi e anche qualcuno di noi. Noi l'abbiamo premiato come esempio di filmmaking senza compromessi, coraggioso, ossessivo, sarà amato o odiato, e questo è esattamente ciò che il regista voleva".
Da sottolineare comunque il meritato riconoscimento al film di Claudio Giovannesi 'Alì Ha gli Occhi Azzurri' e il premio al film d'esordio di Alessandro Gassman 'Razzabastarda'.

Ecco i vincitori del Concorso:

- Marc’Aurelio d’Oro per il miglior film: Marfa Girl di Larry Clark
- Premio per la migliore regia: Paolo Franchi per E la chiamano estate
- Premio Speciale della Giuria: Alì ha gli occhi azzurri di Claudio Giovannesi
- Premio per la migliore interpretazione maschile: Jérémie Elkaïm per Main dans la main
- Premio per la migliore interpretazione femminile: Isabella Ferrari per E la chiamano estate
- Premio a un giovane attore o attrice emergente: Marilyne Fontaine per Un enfant de toi
- Premio per il migliore contributo tecnico: Arnau Valls Colomer per la fotografia di Mai morire
- Premio per la migliore sceneggiatura: Noah Harpster e Micah Fitzerman-Blue per The Motel Life
- Premio del Pubblico BNL per il miglior film: The Motel Life di Gabriel Polsky, Alan Polsky

I PREMI ASSEGNATI AI FILM NEL CONCORSO DI CINEMAXXI
- Premio CinemaXXI (riservato ai lungometraggi): Avanti Popolo di Michael Wahrmann
- Premio Speciale della Giuria – CinemaXXI (riservato ai lungometraggi): Picas di Laila Pakalnina
- Premio CinemaXXI Cortometraggi e Mediometraggi: Panihida di Ana-Felicia Scutelnicu

I PREMI ASSEGNATI AI FILM DEL CONCORSO PROSPETTIVE ITALIA
- Premio Prospettive per il migliore Lungometraggio: Cosimo e Nicole di Francesco Amato
- Premio Prospettive per il migliore Documentario: Pezzi di Luca Ferrari
- Premio Prospettive per il migliore Cortometraggio: Il gatto del Maine di Antonello Schioppa
Menzioni speciali: Cosimo Cinieri e in memoria di Anna Orso per La prima legge di Newton

IL PREMIO ASSEGNATO ALLA MIGLIORE OPERA PRIMA E SECONDA
- Premio alla migliore opera prima e seconda: Alì ha gli occhi azzurri di Claudio Giovannesi
- Menzione speciale: Razzabastarda di Alessandro Gassman

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Già nel pomeriggio, durante la conferenza stampa di chiusura, si era creata un po' di tensione, con Marco Muller costretto a difendersi dalle domande velenose dei giornalisti presenti. Il direttore artistico ha ammesso il calo nella vendita dei biglietti (ma con più accreditati e più universitari), che il red carpet è stato povero di star, che ci sono state defezioni inaspettate (Bill Murray e Charlie Sheen ad esempio) e che il promesso Quentin Tarantino alla fine non c'è stato. Muller si è però difeso ricordando, a ragione, che per organizzare un Festival ha avuto a disposizione solo 4 mesi e per un evento di grande portata ci vuole molto più tempo. Ha negato con forza di volersi dimettere, "sarei un pazzo" ha detto, e sul "mistero Tarantino" ha dichiarato: "Da Tarantino aspettiamo ancora notizie, dai produttori e dalla Sony. Sta ancora montando il suo film, quando avrà finito ci confronteremo con lui. Sappiamo che vuole venire a Roma e verrà a Roma". E parlando del futuro ha detto: "In futuro arriveranno le star, quelle più attese e prevedibili. Da lunedì ci metteremo al lavoro. Il 12 gennaio saremo a Los Angeles, perché i responsabili dei Golden Globe sono arrivati a Roma, in 40, e ci hanno invitati, come ospiti d’onore, alla cerimonia finale. Saremo tra i pochi Festival invitati. Partirà così un dialogo proficuo, e con larghissimo anticipo, per l’edizione 2013".

La settima edizione si può quindi considerare di passaggio, per dare un giudizio sull'operato di Marco Muller bisognerà aspettare l'edizione del 2013.



Frra

venerdì 9 novembre 2012

Festival di Roma - giorno 1

Inizia oggi il settimo Festival di Roma, il primo dell'era Marco Müller, nuovo direttore artistico arrivato a Roma non senza polemiche dopo la lunga esperienza al Festival di Venezia.

Nonostante i problemi di budget, di date (il Festival di Torino ha rilanciato una vecchia e ormai logora polemica in questi giorni), la presenza/assenza delle star, il poco tempo per organizzarlo, i contrasti interni e la promessa (mantenuta) di avere solo prime mondiali, oggi il Festival ha preso il via.

Marco Müller e il presidente Paolo Ferrari durante la conferenza stampa di presentazione della giuria internazionale hanno risposto alle domande dei giornalisti. Dubbi sul programma per alcuni film "troppo cinefili e poco glamour" e sul film d'apertura del tagiko Bakhtyar Khudojnazarov. Müller si è difeso attaccando dicendo che 4 mesi sono pochi per organizzare un Festival ma che "c’era già una scissione prima che arrivassi io: ho solo aggiunto sfaccettature e non capisco dove abbiamo perso, ci sono fasce proiezioni con tantissimi film di genere, anche film hollywoodiani. Abbiamo giocato la carta di un Festival che coniuga i due versanti, non divisi da steccati: il cinema popolare e quello d’autore non si guardano in cagnesco ma cercano di dialogare fra loro. Non abbiamo privilegiato un aspetto escludendo gli altri".

Il presidente Paolo Ferrari ha poi smentito quanto riportato dalla stampa sul calo nelle vendite dei biglietti "un calo del 15%" e non del 50% come era stato scritto, "con un aumento del 30% delle richieste di accredito".

Si è passato poi alla presentazione della giuria, composta dal presidente Jeff Nichols, regista di 'Take Shelter', il regista e produttore Timur Bekmambetov, l'attrice Valentina Cervi, il regista australiano P.J. Hogan, il critico Chris Fujiwara, l’attrice iraniana Leila Hatami e lo scrittore e regista argentino Edgardo Cozarinsky.

Intanto, in una sala piena di gente, è stato presentato il nuovo film di Takeshi Miike, 'Il Canone del Male', molto applaudito durante la proiezione stampa.
Ambientato in un liceo giapponese, il film vede come protagonista un nuovo insegnante, Hasumi, che prova ad insegnare l'inglese in modo diverso, con un approccio più amichevole e informale verso gli studenti. Il suo comportamento però è troppo affettuoso e potrebbe nascondere altro. Un film che parte piano ed esplode alla fine, non senza una notevole quantità di sangue.

"Da adesso in poi non voglio più proteggere la mia carriera ma distruggerla", ha detto il regista, "fare qualcosa di nuovo, di ancora più cattivo e non necessariamente comprensibile a tutti. L’importante è che lo sia per me". Il suo film è estremo e scomodo visto che tratta lo scottante argomento dei suicidi fra gli adolescenti. "Mentre proiettiamo il film qui, uscirà anche in Giappone: spero di poter tornare a casa sano e salvo", ha scherzato Miike, "Nel caso in cui dovesse essere accolto male sono già d’accordo con Marco Müller per avere asilo politico qui".

Stasera ci sarà il debutto ufficiale del Festival di Müller con il red carpet su cui sono state istallate delle scenografie che ricordano i grandi film girati a Cinecittà, dal 'Cleopatra' con Liz Taylor a 'Gangs of New York' di Martin Scorsese. Madrina del Festival è l'attrice Claudia Pandolfi, che gioca decisamente in casa.



Frra