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lunedì 14 maggio 2018

Cannes 2018 - giorno 6

Mentre il festival va avanti, a Cannes si continua a parlare di diritti delle donne.

Dopo mesi di parole e denunce, un piccolo passo per i fatti. A seguito della marcia sul red carpet, oggi c'è stato un incontro tra i vari movimenti nati in questi ultimi mesi organizzato dal collettivo francese 50/50x2020, #MeToo, l'americano Time's Up, la spagnola Cima, la Greek Women's Wave, e l'italiana Dissenso Comune (rappresentata da una delle sue "fondatrici" Jasmine Trinca e da Ginevra Elkann).
Alla presenza del ministro della Cultura francese Francoise Nyssen, della presidente di giuria Cate Blanchett, e di parte della giuria , Kristen Stewart, Lea Seydoux, Khadja Nin e Ava DuVernay (ma erano presenti anche gli uomini della giuria), è stato firmato un documento per sostenere la parità di genere, il "Programming Pledge for Parity and Inclusion in Cinema Festivals". Con questo documento il delegato generale del festival Thierry Fremaux si è ufficialmente impegnato a combattere il gap tra donne e uomini. "Questa è la fine di un ciclo e l'inizio di una nuova era", ha dichiarato Fremaux, "il mondo è cambiato e deve cambiare ancora, dobbiamo mettere in discussione la nostra storia, i numeri parlano chiaro, con solo 82 registe nella selezione ufficiale in settant'anni".
Il protocollo firmato prevede tre punti chiave: disponibilità di statistiche e dati sulla selezione dei film; garantire trasparenza nei criteri di selezione; parità di genere nel consiglio d'amministrazione e negli organi decisionali.

Nel suo intervento Jasmine Trinca (che insieme a Alba Rohrwacher e Giovanna Mezzogiorno sono state le "menti" che hanno dato il via al movimento italiano) ha raccontato cosa ha portato le attrici ad unirsi e fondare Dissenso Comune: "Ci siamo rese conto che, nonostante la denuncia di Asia Argento e di altre donne, la stampa e l'opinione pubblica italiana non aveva accettato la parola delle donne. Da noi in Italia vige un sistema maschilista, sappiamo bene che senza una rivoluzione culturale non cambieremo mai".
"In Italia viviamo nel paese del bunga bunga, sono considerati comportamenti normali", ha continuato Ginevra Elkann, "Siamo un paese molto cattolico e molto maschilista. Dissenso Comune è partito grazie al coraggio di Asia Argento, che però è stata insultata per le sue denunce. Da noi il gender gap è peggiore che altrove, la disparità dei compensi è enorme. Recentemente, grazie all'impegno di Piera Detassis, questo messaggio è arrivato al presidente della Repubblica Mattarella in occasione dei David di Donatello. Siamo partite in 130, adesso siamo 500".

Attendiamo fiduciosi i prossimi passi.

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Intanto, è stato presentato il primo film italiano in Concorso, Lazzaro Felice, diretto proprio da una donna, Alice Rohrwacher. Nel cast Nicoletta Braschi, Alba Rohrwacher, e il debuttante Adriano Tardiolo.

Il film racconta la storia di Lazzaro, un ragazzo di vent'anni che fa il contadino, un ragazzo felice e buono, di una bontà talmente pura e spontanea da farlo sembrare una persona stupide e troppo ingenua, un ragazzo incapace di pensare male delle persone e per questo facile preda di chi vuole approfittarne.

"Lazzaro rappresenta la possibilità per gli uomini di essere buoni", ha dichiarato Alice Rohrwacher, "Lazzaro rappresenta quelle persone che normalmente non sono mai messe in primo piano, ma sono gli ultimi della fila, pur di non disturbare. Questo film esprime fortemente il bene e il male, è quasi una fiaba, ma i Lazzari in tutto questo intreccio non hanno un giudizio. Verso la storia c’è un giudizio, ma Lazzaro non giudica chi ha davanti, ma ha una fiducia incondizionata nel prossimo".
La regista ha finito il film solo quattro giorni fa, una vera corsa contro il tempo, un film che ha molteplici anime, tra cui anche quella religiosa, ma non in senso comune. "E' anche un film religioso, ma nel senso preistorico del termine", ha spiegato la regista, "la storia di San Francesco, non è palesata espressamente ma c’è. La dimensione spirituale è molto importante nella sua concretezza, materialità. E' un film spirituale ma è anche fatto di corpi, di luoghi, di persone, di odori, di lavori".

Protagonista del film è l'esordiente Adriano Tardiolo, scelto in una scuola durante un casting che non ha voluto fare. "E' la prima volta che faccio un film. Con Alice ci siamo conosciuti per caso, a scuola, dove era stata a fare i provini, a cui non avevo però partecipato", ha raccontato l'attore. "Quando gli abbiamo chiesto se volesse fare il film ha detto gentilmente ‘no, grazie’", ha ricordato Alice Rohrwacher, "Per convincerlo abbiamo iniziato a provare per un mese, alla fine poteva accettare o rifiutare e ha detto sì".
Insolito il ruolo di Nicoletta Braschi, che interpreta una donna odiosa e cattiva. "Ho cercato di passare alla marchesa il disgusto che sentivo e provavo per lei e spero che si senta che lei lo prova un po’ anche per se stessa", ha dichiarato l'attrice, "Sono molto grata ad Alice per avermi chiesto di fare questo ruolo da antagonista. È un personaggio che esiste perché le sue azioni crudeli hanno lasciato traccia in tutti i personaggi. La sua cattiveria ha distrutto la vita di tanti".

Il film è stato accolto molto bene dal pubblico e altrettanto bene dalla critica, tanto che c'è già chi lo mette in una short list di possibili premiati.

giovedì 16 novembre 2017

The Place - la recensione

Un uomo (Valerio Mastandea) si siede ogni giorno allo stesso tavolino in un bar, il The Place, dove si incontra con persone che vogliono qualcosa. In cambio dell'esaudimento dei loro desideri, l'uomo gli chiede di fare una scelta.


Dopo lo straordinario Perfetti Sconosciuti, Paolo Genovese torna a mettere insieme un film corale, con moltissimi personaggi e con un unico setting in cui si svolge l'intera vicenda.
Il plot del suo nuovo film è davvero originale e interessante: si parla di libero arbitrio, di scelte, di bene e male, il tutto con un alone di mistero che non viene mai davvero spiegato, lasciando alla sensibilità dello spettatore di trarre le proprie conclusioni, immaginando se l'uomo misterioso sia solo un uomo, o il diavolo, o qualcos'altro. Da questo punto di vista The Place è un film estremamente affascinante, probabilmente il film italiano più intrigante degli ultimi anni, sicuramente qualcosa che assai raramente si vede sui nostri lidi dove quasi nessuno ha il coraggio di osare e uscire dagli schemi dei soliti drammi o commedie generazionali italiane. Genovese invece osa, ambienta l'intera pellicola in un unico luogo, non allontanandosi mai da quel tavolino in quel bar, lo spettatore non vede mai gli eventi, ma ne ascolta i racconti dettagliati, le sensazioni a posteriori, seguendo invece la giornata ripetitiva e forse noiosa dell'uomo misterioso, la cui unica distrazione sono i piccoli momenti di confidenza con la cameriera interpretata da Sabrina Ferilli.

La regia è molto statica e pecca eccessivamente in dissolvenze troppo nette, avrebbe sicuramente giovato un maggior dinamismo nella ripresa proprio per dare movimento a un'ambientazione così claustrofobica. 
Il cast è stellare e quasi sempre all'altezza, ma dove il film si affossa è proprio, paradossalmente, dove avrebbe dovuto brillare di più, ovvero nella sceneggiatura. In un film come questo, così tanto parlato, basato proprio sullo scambio fra due personaggi e sul botta e risposta, è davvero imperdonabile una sciatteria simile nei dialoghi, che sono banali, piatti, spesso oltre il limite della frase fatta da cioccolatino. L'intera pellicola risulta quindi noiosa e spesso fastidiosa, man mano che si va avanti, quando si dovrebbe tirare i fili delle coincidenze e dell'intreccio, ecco che la sceneggiatura diventa didascalica, proclamando più e più volte i concetti chiave del libero arbitrio e dell'anima umana, lì dove invece il principio dello show, don't tell sarebbe stato invece fondamentale. 
Si ha la sensazione orribile dell'occasione mancata, del potenziale capolavoro sprecato per mancanza di impegno, perché di film interamente basati sulla sceneggiatura e sui dialoghi ce ne sono molti e spesso sono splendidi, ma non si possono scrivere così, con questi dialoghi, e dispiace perché dalla penna di Perfetti Sconosciuti, uno dei migliori film italiani degli ultimi anni, era lecito aspettarsi molto di più. 

mercoledì 9 settembre 2015

Venezia 72 - giorno 7

Ancora Italia nella settima giornata del Festival di Venezia.

A tre anni da Bella Addormentata, Marco Bellocchio porta in Concorso al Lido il suo ultimo film, Sangue del Mio Sangue.

Sdoppiato in due epoche differenti, il film racconta prima la storia di Federico Mai, uomo d'armi del Seicento che si reca in un convento per convincere la suora che ha sedotto suo fratello, prete morto suicida, a confessare di averlo spinto al folle gesto stringendo un patto col diavolo, una confessione che permetterebbe a Federico di ottenere una sepoltura in terra consacrata per il fratello. Per costringere la suora a confessare, la donna viene sottoposta ai metodi dell'inquisizione, ma intanto anche Federico rimane affascinato da lei. Cambio d'epoca, cambio di registro, stesso luogo, dove un altro Federico Mai, che si spaccia per ispettore ministeriale, ma in realtà è un truffatore, cerca di organizzare la vendita del convento a un miliardario russo, andando però a disturbare la tranquillità del Conte, un vampiro che gestisce la piccola comunità con metodi massonici.

Tanti temi diversi, alcuni molto personali, altri spiazzanti, altri ancora politico-religiosi, nel nuovo film di Bellocchio, che si approccia al festival, in particolare al Concorso, con molta serenità. "Non mi preoccupo di come andrà qui a Venezia, sono molto entusiasta e molto rilassato", ha detto il regista, "Sono qui con serietà ma forse più leggerezza rispetto al passato. Non che negli anni scorsi, sia quando ho preso batoste che quando ho avuto risultati apprezzabili, la mia vita sia poi cambiata molto... Nanni Moretti dice ciò che conta è che tu sia stato invitato, certo, però se sei in concorso non ti dispiacerebbe anche vincere".
Il film è ambientato nella città di Bobbio, tanto cara al regista. "Bobbio è il mondo, non certo perché lì si trova la verità", ha dichiarato Bellocchio, "Io sono piacentino, ma ho con Bobbio un rapporto di paternità, lì ho trovato delle costanti che si possono ritrovare anche a Roma o New York. Senza presunzione, parlando di Bobbio si può parlare dell’Italia che ha perso la sua dimensione paesana. La globalizzazione ha fatto saltare completamente la dimensione tutta italiana di protezione ma anche di assistenzialismo corrotto che garantiva a tutti un certo benessere. Il personaggio del conte di Herlitzka è il simbolo di tutto questo, uno stratega di questo isolazionismo vampiristico, figlio di quell'Italia lì, frutto della controriforma, del dominio assoluto della Chiesa cattolica che oggi c’è molto meno. Dopotutto, sembra che questo Papa sia più a sinistra dei leader di sinistra!".

Il film - che vede nel cast Elena e Pier Giorgio Bellocchio, Alba Rohrwacher, Lidiya Liberman, Roberto Herlitzka e Filippo Timi - ha avuto una buona accoglienza alla proiezione stampa.

Sangue del Mio Sangue sarà nelle sale dal 9 settembre.

domenica 7 settembre 2014

Venezia 71 - i vincitori!

Si è conclusa la 71a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. La giuria presieduta dal compositore Alexandre Desplat ha assegnato il Leone d'Oro a film 'A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence' del regista svedese Roy Andersson.

Molto bene l'Italia. Alba Rohrwacher e l'attore americano Adam Driver, entrambi protagonisti del film di Saverio Costanzo 'Hungry Hearts', hanno vinto la Coppa Volpi per le migliori interpretazioni.

"Non so se tutti i giurati abbiano fatto lo stesso", ha dichiarato il presidente di giuria Alexandre Despat, "ma personalmente non mi sono voluto preparare sugli aspetti tecnici dei film, sono voluto arrivare al cinema digiuno per lasciarmi commuovere e colpire". Il compositore ha poi risposto in modo molto diplomatico e "distaccato" ai giornalisti italiani che gli chiedevano delle possibilità avute dai film italiano per il Leone d'Oro. "Non capisco la domanda", ha risposto Desplat, "significa che io che sono francese avrei dovuto spingere un film francese? Abbiamo giudicato con spirito di correttezza ed equità. O pensate forse che due premi su otto non siano sufficienti per l’Italia?". Non ha tutti i torti Deplat.
A parlare in modo più approfondito dei film italiani ci ha pensato il giurato Carlo Verdone: "Tutti i film italiani erano buoni ma si vota a maggioranza e la giuria si è spostata verso quello che aveva più chance di discussione, e che comunque ci aveva colpiti ed emozionati soprattutto attraverso la regia e la performance attoriale, nonostante anche Munzi e Martone abbiano realizzato opere molto importanti. Quello di Costanzo è un film angusto, claustrofobico, con una tensione che sale sempre di più. Soprattutto siamo stati attenti alla qualità". Verdone poi all'Adnkronos ha aggiunto: "Non nego che fosse una giuria intellettuale, ma abbiamo avuto rispetto per tutti i film anche quelli non premiati. Non c'è stata unanimità sempre, ma in molti casi sì".

Il vincitore del Leone d'Oro, Roy Andersson, ringraziando ha voluto omaggiare il cinema italiano che lo ha ispirato "e che ha dato tanti maestri e il più grande è Vittorio De Sica. 'Ladri di biciclette' è il film che più mi ha influenzato. Una scena le vale tutte: il disoccupato che va al monte di pietà a impegnare le lenzuola. Quella scena da sola ti fa capire quanti poveri c’erano a Roma in quegli anni. La stessa empatia l’ho cercata nel mio cinema seguendo l’esempio di De Sica".

"Questo premio è soprattutto al film perché noi lo abbiamo amato e siamo contenti se altri lo ameranno", ha detto Alba Rohrwacher ricevendo il premio, "L'abbiamo fatto in pochi e credendoci molto. Ma non mi aspettavo assolutamente la Coppa Volpi". A chi le ha chiesto della reazione della sorella Alice (che ha vinto un premio a Cannes) ha risposto: "E' felicissima!". Adam Driver non era presente alla cerimonia di chiusura (impegnato al Festival di Toronto), il premio è stato ritirato dal regista Saverio Costanzo ma Alba Rohrwacher ha assicurato che l'attore ha avuto la notizia, "Noi partiamo domattina per raggiungerlo e festeggiare insieme", ha detto l'attrice.

Ecco l'elenco dei vincitori.

Leone d’Oro per il miglior film
A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson

Leone d’Argento per la migliore regia
The Postman’s White Nights di Andrei Konchalovsky

Gran Premio della Giuria
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer

Premio Speciale della Giuria
Sivas di Kaan Müjdeci

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile
Adam Driver per Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile
Alba Rohrwacher per Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente
Romain Paul per Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte

Premio per la migliore sceneggiatura
Tales di Rakhshan Banietemad

Premio Orizzonti per il miglior film
Court di Chaitanya Tamhane

Premio Orizzonti per la migliore regia
Naji Abu Nowar per Theeb

Premio Speciale della Giuria Orizzonti
Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco

Premio Orizzonti per il migliore cortometraggio
Maryam di Sidi Saleh

Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile o femminile
Emir Hadzihafizbegovic per These Are The Rules di Ognjen Svilicic 

Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima 'Luigi De Laurentiis'
Court di Chaitanya Tamhane

Premio Venezia Classici per il Miglior Film restaurato
Una giornata particolare di Ettore Scola

Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario sul cinema
Animata Resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto

domenica 31 agosto 2014

Venezia 71 - giorno 5

Secondo film italiano in Concorso al Festival di Venezia 2014, si tratta di 'Hungry Hearts' di Saverio Costanzo. poi è il turno di Viggo Mortensen con il film 'Loin Des Hommes', mentre Fuori Concorso arriva l'animazione della Laika con 'The Boxtrolls'.

Accolto abbastanza bene 'Hungry Hearts' di Saverio Costanzo, con Alba Rorhwacher e Adam Driver protagonisti.
Il film racconta di Jude (Driver), americano, e Mina (Rohrwacher), italiana, che s'incontrano e s'innamorano a New York, e presto si sposano. Mina rimane incinta e fin da subito si convince che il bambino che nascerà sarà diverso dagli altri, un bambino speciale. Quando nasce Mina decide di proteggerlo dal mondo esterno, dall'inquinamento e dalla contaminazione per preservarne la purezza. Non lo fa mai uscire, non lo espone mai ai raggi del sole, lo nutre di soli semi e verdure. Pur se molto innamorato, Jude comincia a dubitare delle scelte della moglie, di nascosto lo porta da un medico venendo così a sapere che il bambino non cresce e che, continuando così, potrebbe ritrovarsi in pericolo di vita. Deciso a proteggere e salvare il figlio, inizia una difficile battaglia "sottintesa" all'interno della coppia per cercare di trovare una soluzione.

Tratto dal libro di Marco Franzoso, "Il bambino indaco", il film è girato a New York e in gran parte in ambienti chiusi, per suggerire un senso di claustrofobia, esasperare il dramma per farlo assomigliare ad un incubo. "Quando ho letto il libro, mi aveva attratto e respinto insieme", ha raccontato Saverio Costanzo, "la drammaturgia era forte, ma anche il rischio della morbosità. L’ho ripreso un anno e mezzo dopo, e ho scritto la sceneggiatura senza giudicare, guardando i personaggi con tenerezza e dolcezza. Per me è stato un film catartico, anche per il mio ruolo di padre: ho trovato dolcezza e comprensione per gli errori". Sulla scelta di New York il regista ha spiegato: "ci ho vissuto, è una città violenta, dove è facile sperimentare un senso di isolamento. Non è stata una scelta forzata o calcolata, piuttosto una città italiana avrebbe reso il film meno credibile".
Il film tratta il tema dell'ossessione per il cibo, un argomento molto contemporaneo. "Uno psicologo recentemente invitava le mamme vegane ad essere compassionevoli verso le nonne che qualche volta danno un omogeneizzato di carne al bambino", ha detto ancora Costanzo, "Questo perché spesso chi fa scelte radicali diventa come sordo. La radicalità senza senso dell'umorismo, l’ideologia ferrea ha ucciso milioni di persone, bisogna anche avere cuore e amare se stessi. Ma questo film non è contro niente e nessuno. Tutti ci domandiamo che mangiare, è una delle nostre ossessioni, perché forse pensiamo che il mondo fuori sia tossico. Io sono una persona laica, amo molto anche il Big Mac e porto i miei figli una volta al mese da McDonald". Riguardo all'ossessione del personaggio di Mina, Alba Rohrwacher ha dichiarato: "Agisce nel bene, spinta da un amore assoluto per il bambino, ma poi sbaglia… Mi sarebbe piaciuto vedere come sarebbe andata a finire se qualcuno non l’avesse interrotta, perché tra metropolitana, mare e sole si intravede la luce nel finale". Ottimo il rapporto tra l'attrice italiana e l'attore americano Adam Driver. "Ho sperimentato la sensazione di una conoscenza profonda, una sintonia immediata", ha detto l'attrice. "Abbiamo lavorato sui primi impulsi in uno spazio claustrofobico", ha ribattuto Driver, "abbiamo dovuto trovare la nostra strada nel film".

Altro film in Concorso è 'Loin Des Hommes', di David Oelhoffen, che vede protagonista Viggo Mortensen e Reda Kateb.

Ispirato a un racconto breve di Albert Camus, il film è ambientato nel 1854, durante un freddo inverno algerino. Due uomini, Daru (Mortensen), un insegnante solitario, e Mohammed (Kateb), dissidente accusato di omicidio, si trovano costretti a fuggire sulle creste della catena montuosa Atlas. Durante la fuga tra i due nasce una profonda complicità che li spingerà a ribellarsi e combattere per la loro libertà.

"Non c'è niente di più sovversivo dell'amore e della compassione", così Viggo Mortensen descrive il suo personaggio, l'attore - come è solito fare - si è preparato a lungo per interpretare il ruolo di Daru. "Ho letto tutto quello che c'era da leggere di Camus", ha raccontato l'attore, "Sono poi stato in Algeria prima delle riprese e ho viaggiato a lungo per il paese, anche a piedi. Ho vissuto nei luoghi e ascoltato la gente. Dovevo sentire cosa sentiva il mio personaggio e che cosa provava nei confronti della morte". "La cosa più difficile è stato cambiare il mio accento francese", ha concluso l'attore, "E' stato più difficile che imparare l’arabo da zero". Il regista David Oelhoffen invece descrive il suo film come "un western, con due estranei diversi per storia personale e cultura costretti a stare insieme, il viaggio di un prigioniero che deve essere scortato, sullo sfondo di una guerra tra colonizzatori e colonizzati".
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Fuori Concorso invece è sbarcata l'originale animazione in stop-motion 3D della Laika con 'The Boxtrolls - Le Scatole Magiche'.

Il film è ambientato nella elegante cittadina di Cheesebridge, dove gli abitanti sono ossessionati dalla ricchezza e dal formaggio. Sotto la città, nelle fogne, vivono i Boxtrolls, degli strani esseri vestiti solo con delle scatole, che escono fuori di notte per rubare quello a cui gli abitanti tengono di più: ricchezza, figli e l'amato formaggio. O almeno così narrano le leggende. In realtà i Boxtrolls non sono affatto spaventosi, sono delle simpatiche creature, molto generose, hanno anche adottato un piccolo orfano, l'hanno cresciuto e gli hanno insegnato a rovistare nei cassonetti di notte. L'arrivo di un malvagio disinfestatore, deciso a distruggere i Boxtrolls per guadagnarsi una posizione nella cittadina, costringerà la riservata e gentile comunità dei Boxtrolls ad affidarsi al loro "figlio adottivo" e a una giovane e ricca avventurosa per ricongiungere il loro mondo a quello degli umani.

Una favola comica, decisamente meno dark e con toni più leggeri dei precedenti 'Coraline' e 'ParaNorman', il film punta a conquistare un pubblico più ampio e più giovane. "Siamo tutti Boxtrolls", ha dichiarato il regista Travis Knight in conferenza stampa, "il film è un misto tra detective story, commedia dell'assurdo, avventura steampunk con splendore visivo e una morale sorprendente. E' una sorta di racconto di Dickens intrecciato con Roald Dahl e Monty Python". Ad accompagnare il film, oltre ai registi, anche il giovane attore Isaac Hempstead-Wright, meglio conosciuto come Bran Stark de 'Il Trono di Spade', che si è divertito molto a doppiare Uovo, il ragazzo adottato dai Boxtrolls, l'attore ha definito la sua esperienza "strana, una specie di sconnessione". "Uovo mi ricorda Tarzan, è stato cresciuto dai Boxtrolls ed è convinto di essere uno di loro", ha dichiarato Hempstead-Wright in conferenza stampa, "Quando scopre di essere un umano tutto il suo mondo crolla. È come se lui si sentisse a metà tra le due realtà: non è uno del mondo di sotto ma neppure del mondo di sopra. Finisce però per prendere il meglio di entrambi: il coraggio degli uomini e la generosità dei Boxtrolls". "Non sono sicuro di poter dire di essere coraggioso ed eroico come Uovo, di essere riuscito ad uscire dalla mia scatola", conclude l'attore, "ma appprezzo il messaggio del film come invito ai ragazzi a trovare una via di uscita dalla propria scatola".

giovedì 29 agosto 2013

Festival di Venezia - giorno 2

Inizia il Concorso al Festival di Venezia e subito scende in campo il primo film italiano, 'Via Castellana Bandiera' di Emma Dante, con Alba Rorhwacher e la stessa regista nel cast.

Accolto da diversi applausi alla fine della proiezione stampa, il film è stato descritto dalla regista come un "western a colpi di clacson". Tutto si svolge nella via che dà il titolo al film, due auto - in una Rosa e Clara perse mentre andavano ad un matrimonio, nell'altra tutta la famiglia Calafiore - si ritrovano una di fronte all'altra nella strettissima via. Nessuna delle due vuole fare marcia indietro per far passare l'altra. Comincia così un duello psicologico tutto femminile sotto il sole di Palermo.

Emma Dante è un personaggio poliedrico, con questo film lascia stare per un attimo il teatro e si butta sul cinema senza dimenticarsi di sperimentare. Il film è tratto dall'omonimo libro, scritto sempre dalla Dante, che ha vinto anche il Premio Vittorini. "Questa storia mi sembrava molto adatta per il cinema: avevo bisogno della strada, della polvere, della carnalità delle persone. Non avrei potuto farlo a teatro", ha detto la regista in conferenza stampa. "Western del Sud Italia" secondo Emma Dante è una definizione molto pertinente. "Ho sempre sognato di fare un western: chi non vorrebbe?", ha detto la regista, "Il cinema di Leone mi ispira molto, è un grande regista e per questo film ho approfondito il mio studio su di lui. Nel film infatti ho inserito delle citazioni al suo lavoro". Alla domanda: perché ambienta tutti i suoi spettacoli e le sue storie nel sud la regista ha risposto: "Io in realtà volevo ambientare la storia a Bergamo… No, sto scherzando. Io sono palermitana e parto sempre dalle mie radici, dalla mia storia, dalla mia lingua".
In una delle due auto ci sono Rosa e Clara (Emma Dante e Alba Rorhwacher), che durante il film vedono messa a dura prova il loro rapporto. La regista però non ha voluto evidenziare in modo esplicito il loro rapporto sentimentale. "Per me c’è spazio per tutti. Sono stanca di parlare di “storie di omosessuali”: per me le protagoniste sono due persone che si amano, punto", ha detto Emma Dante, "Perché dobbiamo parlare di “amore diverso” o trovare modi diversi per raccontarlo? Il personaggio più positivo del film infatti, il ragazzino, non giudica: è un personaggio illuminato, è uno che parla un’altra lingua rispetto alla famiglia di origine, è una fiammella che porta speranza".
Elena Cotta e Alba Rorhwacher si sono dette entusiaste di aver lavorato con Emma Dante. "Uno dei miei desideri come attrice è sempre stato quello di poter recitare un ruolo fatto solo di sguardi, e questa è stata l’occasione", ha detto la Cotta. "Emma è la regista del mio cuore, mi ha insegnato quasi tutto quello che provo a fare", continua Alba Rorhwacher, "Il “metodo Emma Dante” credo funzioni molto bene. Lavorare a teatro con lei è qualcosa di irripetibile. Dagli attori tira fuori dei fantasmi, è capace di evocare dei fantasmi che io non sapevo di avere dentro. Lavorare con Emma è sorprendente".

Presentato, sempre in Concorso, anche 'Tracks', dell'australiano John Curran.
Tratto da una storia vera, il film è una specie di 'IntoThe Wild' al femminile, con Mia Wasikowska nei panni di Robyn Davidson durante la sua traversata in solitaria del deserto, insieme a lei solo un cane e quattro cammelli.
Il film ha ricevuto applausi a fine proiezione, a convincere soprattutto l'interpretazione della Wasikowska.


Film scandalo alle Giornate degli Autori, dov'è stato presentato 'Gerontophilia', di Bruce LaBruce.
Il film racconta, ma dal titolo è già intuibile, la storia di un ragazzo che scopre di avere una passione per gli anziani. Non particolarmente esplicito sessualmente, il film comunque affronta il tema molto delicato, quasi spinoso, della gerontofilia senza censure e senza paura.

mercoledì 5 settembre 2012

Festival di Venezia - Giorno 8

Due film importanti segnano l'ottavo giorno della Mostra, il secondo film italiano in concorso e un film sulla sfrenata adolescenza che vede protagoniste due delle stelline più amate dai ragazzini.

Attesissimo fin da quando sono iniziate le riprese, 'Bella Addormentata' di Marco Bellocchio è finalmente arrivato al Lido, insieme al suo bel carico di polemiche, una decina di esponenti di Movimento per la Vita hanno manifestato contro il film (che non hanno visto).
Il cast è composto da Alba Rorhwacher, Piergiorgio Bellocchio, Maya Sansa, Toni Servillo, Brenno Placido, Michele Riondino, Roberto Herlitzka, Gianmarco Tognazzi e Isabelle Huppert.

La storia ruota attorno agli ultimi sei giorni di vita di Eluana Englaro. Il film però non parla della ragazza ma di alcuni personaggi indirettamente collegati a lei. Sei storie parallele. Una è quella di Eluana con tutte le polemiche che ha portato; c'è una ragazza in coma, figlia di una famosa attrice molto cattolica che la vuole tenere in vita a tutti i costi tra suore e mille preghiere mentre il fratello vorrebbe staccare la spina; una tossica che prova continuamente a suicidarsi ma il medico cerca di salvarla; poi ci sono altri due personaggi che seguono la vicenda di Eluana alla tv; e un politico della maggioranza che deve votare una legge che non condivide e che in passato ha staccato la spina alla moglie, motivo per cui la figlia, cattolica, non gli parla più.

In conferenza stampa il regista si è detto consapevole degli effetti che potrà avere questo film, tuttavia non vuole farne una bandiera: "Inevitabilmente Bella addormentata sposterà, almeno in parte, il dibattito sul tema dell’eutanasia. Ma non vorrei che fosse trascurato il film. Anche perché sarebbe assolutamente innaturale per me utilizzarlo come bandiera di una tesi. Certo ho le mie idee, la mia posizione è sempre stata discretamente laica. Ma non mi sono convertito se è questo che volete sapere". Il film comunque mantiene sempre una grande imparzialità, non si prende le parti di nessuno e nemmeno le si accusa per le loro idee, anche quando sono sbagliate o estreme, come la religiosissima madre (interpretata da I.Huppert) che vorrebbe salvare la figlia con le preghiere. "Il suo atteggiamento estremo, è qualcosa che considero al limite del patologico, eppure lo ammiro" ha detto Bellocchio. Inevitabile un accenno all'attualità con la vicenda del cardinal Martini: "Sono rimasto molto colpito. Non è in discussione la sua fede ma il suo chiedere una sedazione e l'esprimersi contro l'accanimento terapeutico. Nel mio film ricordo come Papa Wojtyla dicesse di lasciarlo tornare alla casa del padre".

Il film ha convinto, ha ricevuto discreti applausi dai critici che ne hanno sottolineato anche la bellezza visiva. Il Leone d'Oro sembra fuori portata ma c'è chi spera in un premio,


Altro evento della giornata, è il film 'Spring Breakers' di Harmony Korine, presentato in concorso.
Protagoniste Ashley Benson, Vanessa Hudgens, Heather Morris, Selena Gomez, più un quasi irriconoscibile James Franco.

Quattro teenagers, Brit, Candy, Bess e la timida Faith, durante la tradizionale (per gli americani) "vacanza di primavera". Sei giorni di sballo totale su una spiaggia, fra alcool e droghe. Le ragazze però sono a corto di soldi così decidono prima di tutto di rapinare una tavola calda per poi partire alla ricerca dello sballo. Dopo una settimana vengono arrestate e finiscono in cella (in costume). Vengono tirate fuori da Alien (J.Franco), rapper con una collezione di mitra e la passione per B.Spears. Da quel momento la vacanza sale ad un livello pericoloso, spaccio di droga e omicidi, ma che per loro è solo sballo.

Chi leggendo i nomi del cast ha storto un po' il naso dovrà ricredersi, il film ha convinto. Niente atmosfera adolescenziale, il film è cupo e incredibilmente realistico nel mostrare una generazione vuota di contenuto. Quello che viene raccontato è quello che si vede in giro, le ragazzine del film non sono esseri astratti ma esempi reali che si possono trovare in ogni scuola. Questo inquieta non poco ed è per questo che il film riesce nel suo intento.
Il regista Korine ha passato del tempo a "studiare" dei veri liceali: "E’ una generazione con un tipo di anima nuova, cresciuta con videoclip, videogiochi e le bambine in tv. Il passo dal vedere a fare è piccolo. Mi incuriosivano questi personaggi e li ho raccontati".
A colpire ci pensano anche i volti delle attrici, due in particolare, Vanessa Hudgens e Selena Gomez, nate sotto il segno della Disney, sono idoli delle teenagers di mezzo mondo. Questo film le ritrae in modo molto diverso da come i fan sono abituate a vederle. "Quando ho ricevuto il copione temevo che non sarei riuscita ad affrontare il ruolo naturalmente. Ma sul set è stato fantastico. Fare la cattiva ragazza è divertentissimo", ha detto la Hudgens in conferenza. Selena Gomez invece ha ammesso di aver temuto che questo film potesse intaccare la sua fama di "ragazza pulita" e che potesse scioccare troppo i giovanissimi fan (è giovanissima anche lei!): "Arrivando dal mondo Disney chiaramente vengo etichettata. Questo film mi ha dato una possibilità di crescere. Ma ho preferito evitare uno shock troppo grande ai miei fan". A chiudere ci ha pensato James Franco con una battuta: "I ragazzini di Disney Channel ameranno questa roba!".

Intanto, squadre di ragazzine, che non potranno vedere il film perché vietato ai minori, assediano il Lido per vedere i loro idoli, scortate dalle mamme e dai papà.


Frra