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domenica 7 settembre 2025

Venezia 82 _ 'Father Mother Sister Brother' vince il Leone d'Oro. Ecco tutti i vincitori.

Si è chiuso ieri sera il Festival di Venezia 2025, una cerimonia di premiazione ben condotta da Emanuela Fanelli (e questa è già una novità!), con due premi italiani, e un vincitore finale un po' a sorpresa.

Alla fine, la giuria presieduta da Alexander Payne ha sorpreso tutti assegnando il Leone d'Oro a Jim Jarmusch e al suo Father Mother Sister Brother. Una scelta molto cinefila, un titolo sicuramente apprezzato ma nessuno lo aveva pronosticato come possibile Leone d'Oro.
Mentre sui social piovono accuse di "sionismo" e "codardia" contro la giuria, il presidente Alexander Payne ha spiegato così i premi e il vincitore: "La cosa ingiusta dell'essere a un festival è dover dire 'questo è meglio di quello'. Come giuria, abbiamo apprezzato in modo uguale entrambi quei film, ognuno per una ragione diversa. E auguriamo a entrambi film una vita lunga e importante, oltre a sperare che il sostegno dei premi dati stasera li aiuti".

Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria per The Voice of Hind Rajab, quello che tutti davano come favorito per il Leone d'Oro.

Due premi italiani, Gianfranco Rosi ha vinto il Premio Speciale della Giuria con il suo documentario Sotto le Nuvole, e la Coppa Volpi come migliore attore a Toni Servillo per La Grazia.
Leone d'Argento per la regia a un commosso Benny Safdie per The Smashing Machine. Coppa Volpi come migliore attrice alla cinese Xin Zhilei per The Sun Rises on us all.

Due premi italiani anche nella sezione Orizzonti, migliore attrice e migliore attore, andati rispettivamente a Benedetta Porcaroli per Il rapimento di ArabellaGiacomo Covi per Un anno di scuola.

Ecco i vincitori.

Leone d'Oro miglior film
Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch

Leone d'Argento Gran Premio della Giuria
The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania

Leone d'Argento miglior Regia
Benny Safdie per The Smashing Machine

Premio Speciale della Giuria
Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi

Premio per la miglior sceneggiatura
Valerie Donzelli e Gilles Marchand per À pied d'oeuvre

Coppa Volpi migliore attrice
Xin Zhilei per The Sun Rises on us all

Coppa Volpi migliore attore
Toni Servillo per La grazia

Premio Marcello Mastroianni miglior attore emergente
Luna Wedler per Silent Friend

Leone del Futuro, Premio Luigi De Laurentiis per un'Opera Prima
Short summer di Nastia Korkia

Premio degli spettatori Armani Beauty
Calle Malaga di Maryam Touzani

- ORIZZONTI -

Premio Orizzonti per il miglior film
En el camino di David Pablos

Premio Orizzonti miglior regia
Anuparna Roy per Songs of the forgotten trees

Premio Speciale della giuria Orizzonti
Lost Land di Akio Fujimoto

Premio Orizzonti per la migliore attrice
Benedetta Porcaroli per Il rapimento di Arabella

Premio Orizzonti per il migliore attore
Giacomo Covi per Un anno di scuola

Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura
Ana Cristina Barragan per Hierra

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sabato 7 settembre 2024

Venezia81 - Pedro Almodovar vince il Leone d'Oro!

Si è conclusa poco fa la cerimonia di premiazione dell'81a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia.

Era il grande favorito, da giorni era il titolo più quotato, e così è stato, La Stanza Accanto di Pedro Almodovar ha vinto il Leone d'Oro come miglior film. Una grande soddisfazione per il regista spagnolo, un premio a Venezia mancava nel suo straordinario palmares.

Le Coppe Volpi per gli attori sono andate a Nicole Kidman (Babygirl), che purtroppo non ha potuto ritirare il premio perché, appena tornata a Venezia, ha ricevuto la notizia della morte della madre ed è tornata subito a casa, e a Vincent Lindon (Jouer Avec Le Feu - The Quiet Son).

Vermiglio di Maura Delpero ha vinto il Gran Premio della Giuria.

Ecco tutti i vincitori.


CONCORSO
- Leone d’Oro per il miglior film - La stanza accanto di Pedro Almodóvar
- Leone d’argento migliore regia - Brady Corbet per The Brutalist
- Leone d’argento gran premio della giuria - Vermiglio di Maura Delpero
- Coppa Volpi per la migliore attrice - Nicole Kidman per Babygirl
- Coppa Volpi per il migliore attore - Vincent Lindon per Jouer Avec Le Feu - The Quiet Son
- Migliore Sceneggiatura - Murilo Hauser, Heitor Lorega per Ainda Estou Aqui (I'm Still Here)
- Premio speciale della giuria Venezia 80 - April di Dea Kulumbegashvili
- Premio Marcello Mastroianni per la migliore interpretazione emergente - Paul Kircher per Leurs enfants après eux

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ORIZZONTI
- Miglior corto - Who Loves the Sun - Arshia Shakiba
- Miglior sceneggiatura - Scandar Copti - Happy Holidays
- Miglior attore - Francesco Gheghi - Familia
- Migliore attrice - Kathleen Chalfant - Familiar Touch
- Premio speciale della giuria - One Of Those Days When Hemme Dies - Murat Firatoglu
- Miglior regia - Sarah Friedland - Familiar Touch
- Miglior film - The New Year That Never Came - Bogdan Muresanu

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Leone del Futuro Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis - Familiar Touch di Sarah Friedland

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Venezia Immersive
Premio per la realizzazione - Impulse: Playing With Reality di Barry Gene Murphy, May Abdalla

Premio Speciale della Giuria Venice Immersive: Oto's Planet di Gwenael François

Gran Premio Venice Immersive - Ito Meikyū di Boris Labbé

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Venezia Classici
Miglior restauro: Ecce Bombo, di Nanni Moretti (con Steve Della Casa della Cineteca Nazionale)

Miglior documentario sul cinema: Chain Reactions di Alexandre O. Philippe

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Leone d'Oro alla Carriera
Sigourney Weaver
Peter Weir

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Premio degli spettatori Armani Beuty Orizzonti Extra
Shahed (The Witness) - Nader Saeivar

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sabato 10 settembre 2022

Venezia 79 - i vincitori

Si è conclusa poco fa la 79a edizione del Festival di Venezia.

La presidente di giuria Julianne Moore ha consegnato il Leone d'Oro a All the Beauty and the Bloodshed di Laura Poitras, documentario dedicato alla fotografa Nan Goldin.

Cate Blanchett (Tàr) ha vinto la Coppa Volpi come la migliore attrice, mentre Colin Farrell (Gli Spiriti dell'Isola) quella come migliore attore.

Leone d'Argento per la migliore regia a Luca Guadagnino per Bones and All, film che ha visto premiata anche la sua protagonista, Taylor Russell, a cui è stato assegnato il Premio Marcello Mastroianni come migliore interprete emergente.

Ecco tutti i vincitori.

CONCORSO
Premio Marcello Mastroianni per la migliore interpretazione emergente – Taylor Russell per Bones and All
Premio speciale della giuria Venezia 79 – Gli orsi non esistono di Jafar Panahi
Migliore Sceneggiatura – Martin McDonagh per Gli spiriti dell’isola
Coppa Volpi per il migliore attore – Colin Farrell per Gli spiriti dell’isola
Coppa Volpi per la migliore attrice – Cate Blanchett per Tár
Leone d’argento per la migliore regia – Luca Guadagnino per Bones and All
Leone d’argento gran premio della giuria – Saint Omer di Alice Diop
Leone d’Oro per il miglior film – All the Beauty and the Bloodshed di Laura Poitras

ORIZZONTI
Miglior corto – Snow in September – Lkhagvadulam Purev-Ochir
Miglior sceneggiatura – Fernando Guzzoni per Blanquita
Miglior attore – Mohsen Tanabandeh per Jang-e jahani sevom (Terza guerra mondiale)
Migliore attrice – Vera Gemma per Vera
Premio speciale della giuria – Chleb I Sól (Bread and Salt) di Damian Kocur
Miglior regia – Tizza Covi, Rainer Frimmel per Vera
Miglior film – Jang-e jahani sevom (Terza guerra mondiale) di Houman Seyedi

LEONE DEL FUTURO PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA LUIGI DE LAURENTIIS
Saint Omer, di Alice Diop

VENEZIA IMMERSIVE
Migliore esperienza Venice Immersive – The man who couldn’t leave di Singing Chen
Premio speciale della giuria – Eggscape di German Heller
Gran premio della giuria – From the Main Square di Pedro Harres

VENEZIA CLASSICI
Miglior film restaurato – Koroshi No Rakuin (Branded to Kill), di Seijun Suzuki
Miglior documentario sul cinema – Fragments of Paradise, di KD Davison

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA
Paul Schrader
Catherine Deneuve

PREMIO CARTIER FILMMAKER AWARD
Walter Hill

PREMIO DEGLI SPETTATORI ARMANI BEAUTY
Nezouh, di Soudade Kaadan


sabato 11 settembre 2021

Venezia 78 - Leone d'Oro al francese L'événement. Tre premi all'Italia.

Si è conclusa poco fa la cerimonia di chiusura del Festival di Venezia 2021, che ha visto trionfare la Francia.

Tutti i bookmakers puntavano su Paolo Sorrentino, ma la giuria, presieduta da Bong Joon-ho, ha assegnato il Leone d'Oro al film francese L'èvènement della regista Audrey Diwan. Un film piuttosto crudo che parla di un tema tornato tristemente attuale in questi giorni, l'aborto.
Paolo Sorrentino comunque può tornare a casa più che soddisfatto, il suo È Stata la Mano di Dio ha ricevuto il Leone d'Argento del Gran Premio della Giuria, mentre il suo protagonista, Filippo Scotti, è stato premiato come miglior giovane esordiente.
Leone d'Argento per la migliore regia è andato a Jane Campion per The Power of the Dog, il premio per la migliore sceneggiatura a Maggie Gyllenhaal per il suo film d'esordio come regista, The Lost Daughter.
Penelope Cruz, grande protagonista di questa edizione con due film diversi tra loro, Madres Paralelas e Competencia Oficial, entrambi molto apprezzati da critica e pubblico, si è portata a casa la Coppa Volpi come migliore attrice. La Coppa maschile è andata invece all'attore filippino John Arcilla per On the Job: The Missing 8.
Altro premio per l'Italia, il Premio Speciale della Giuria a Il Buco di Michelangelo Frammartino.

Ecco l'elenco dei premi.

CONCORSO

Leone d'Oro miglior film: L'événement di Audrey Diwan

Leone d'Argento Gran Premio della Giuria: È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino

Leone d'Argento miglior Regia: Jane Campion per The Power of the Dog

Coppa Volpi migliore attrice: Penelope Cruz per Madres paralelas

Coppa Volpi migliore attore: John Arcilla per On the Job: The Missing 8

Premio per la miglior sceneggiatura: Maggie Gyllenhaal per The Lost Daughter 

Premio Speciale della Giuria: Il buco di MIchelangelo Frammartino

Premio Marcello Mastroianni miglior attore emergente: Filippo Scotti per È stata la mano di Dio

Leone del Futuro, Premio Luigi De Laurentiis per un'Opera Prima: Imaculat di Monica Stan e George Chiper-Lillemark

SEZIONE ORIZZONTI

Premio Orizzonti per il miglior film: Pilgrims di Laurynas Bareisa

Premio Orizzonti miglior regia: Eric Gravel per A plein temps

Premio Speciale della giuria Orizzonti: El gran movimiento di Kiro Russo

Premio Orizzonti per la migliore attrice: Laure Calamy per A plein temps

Premio Orizzonti per il migliore attore: Piseth Chhun per White Building

Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura: Peter Kerekes e Ivan Ostrochovsky per 107 Mothers

Premio Armani Beauty del pubblico sezione Orizzonti extra: The Blind Man Who Did Not Want to See Titanic

VENEZIA VR

Migliore storia: End of Night di David Adler

Migliore esperienza VR: Le bal de Paris de Blanca Li, di Bianca Li

Gran premio della giuria per la migliore opera VR: Goliath: Playing with Reality di Barry Gene Murphy e May Abdalla

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA

Roberto Benigni
Jamie Lee Curtis

PREMIO CARTIER FILMMAKER AWARD

Sir Ridley Scott

domenica 6 ottobre 2019

Joker - la recensione

Uscito nelle nostre sale lo scorso 3 ottobre, Joker è probabilmente il film più atteso dell'autunno, per molti motivi: perché è fresco vincitore del Leone d'Oro all'ultimo Festival di Venezia; perché il noto nemico di Batman è uno dei personaggi maggiormente radicati nell'immaginario comune, tanto da aver quasi surclassato l'Uomo Pipistrello stesso; perché già dal trailer si riusciva a intuire un tono dark e drammatico che non è comune riscontrare in un cinecomic; e infine la curiosità di vedere un grande attore come Joaquin Phoenix in un ruolo che in passato è valso l'Oscar al compianto Heath Ledger e che è stato interpretato anche da un mostro sacro come Jack Nicholson.
Insomma, cinefili, appassionati di fumetti, pubblico generalista, tutti aspettavano questo Joker. Ora che è finalmente uscito, le aspettative sono state mantenute?


Il regista Todd Philips veniva da una serie di successo come Una Notte da Leoni, che sicuramente non un film drammatico, perciò poteva esserci una certa perplessità in merito a come avrebbe gestito un progetto come questo. Preoccupazioni che si sono rivelate infondate perché la regia è davvero ottima, senza grandi virtuosismi ma perfetta nel destreggiarsi in questa atmosfera cupa e soprattutto nel raccontare il personaggio di Arthur.

La forza del film sta proprio in questo: nessuna grossa scena d'azione, nessuna battaglia, ma una lenta e inesorabile discesa nella follia di un uomo problematico, emarginato e maltrattato dalla società che, nascosto dietro la maschera del clown, libera il suo vero Io, un mostro che, pur non potendo mai essere giustificato in alcun modo, può sicuramente essere compreso. Siamo spaventati da Arthur, ma siamo anche e soprattutto dispiaciuti per lui, e pur non facendo il tifo per la sua rivalsa, non possiamo che empatizzare fortemente con le sue sventure. Questo film ci mette davanti a una scelta morale ambigua, Bene e Male che non sono facilmente distinguibili e non sono così netti.

Se la regia riesce a essere molto buona e mai invadente, e la scrittura interessante e di impatto emotivo notevole, sicuramente a reggere buona parte del film e ad elevarlo da buonissimo a ottimo è la performance straordinaria di Joaquin Phoenix, per niente spaventato dal confronto con i suoi predecessori. Emaciato, con una risata inquietante, è allo stesso tempo esile e imponente sulla scena, Phoenix regala probabilmente la miglior interpretazione della sua carriera ed è ormai scontato che sia in odore di Oscar.

Intenso, potente, emotivamente devastante, con un grandissimo protagonista, Joker è un film che muove profondamente le coscienze dello spettatore e a cui si continua a pensare per giorni dopo la visione.
Capolavoro? Qualcuno non ha avuto paura a usare quella parola con la C, ma al di là di definizioni che è sempre difficile dare a mente ancora calda, di sicuro è un film che non passerà inosservato dopo la sua uscita, ma che rimarrà impresso per molto tempo nella mente e nel cuore degli spettatori.



lunedì 9 settembre 2019

Venezia 76 - polemiche per la vittoria (e il discorso) di Luca Marinelli

Sabato si è conclusa la 76a edizione del Festival di Venezia, che ha visto trionfare Joker di Todd Phillips, ma c'è stata soddisfazione anche per il Cinema Italiano con la vittoria della Coppa Volpi da parte di Luca Marinelli (Martin Eden).

Non una vittoria a sorpresa, il nome dell'attore era tra i favoriti fin dalla presentazione del film, con una performance che ha convinto critica e pubblico del festival.
Una volta salito sul palco, l'attore romano ha pronunciato un discorso molto appassionato, dedicando il premio alle ONG e a chi salva vite in mare. Parole che hanno infiammato la platea e ispirato anche la vincitrice della Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Ariane Ascaride, che ha continuato il discorso di Marinelli che ha ricordato di essere figlia di migranti italiani e dedicato il premio a chi ha perso la vita nel Mediterraneo.
Ma l'Italia è un paese strano, che crea polemiche assurde dal nulla, così le parole di Luca Marinelli hanno provocato la reazione del Codacons, che ha aspramente criticato la vittoria dell'attore, definendola addirittura "una delle pagine più imbarazzanti della storia del cinema italiano".

Ecco il comunicato del Codacons: "La Coppa Volpi come miglior attore a Luca Marinelli rappresenta una delle pagine più imbarazzanti della storia del cinema italiano. Continuano ad arrivare al sito del Codacons messaggi di protesta perché, in modo del tutto imprevedibile, il premio come miglior attore non è andato alla splendida interpretazione di Joaquin Phoenix per il suo ruolo in Joker. Il Codacons intanto si ripropone di consegnare alla prima occasione utile un riconoscimento di scuse a Joaquin Phoenix a nome di tutti i veri italiani appassionati di cinema."

A quanto pare il Codacons ignora totalmente il regolamento del festival, che impedisce di assegnare più di un premio a un solo film. Le Coppe Volpi sono l'unica possibile eccezione a questa regola, a patto che il film dell'attore/attrice premiato non abbia vinto il Leone d'oro. Perciò, da regolamento, se la giuria ha scelto Joker come Leone d'oro, automaticamente la Coppa Volpi non poteva essere assegnata a Joaquin Phoenix.
Sembra anche che il Codacons consideri più autorevoli messaggi lasciati sul loro sito, piuttosto che il giudizio di una giuria formata da esperti del settore cinematografico, tanto che per attaccare l'attore e il suo discorso, sono state riportate proprio le parole di uno di questi utenti.

"Luca Marinelli nel suo discorso di ringraziamento (leggendo un testo già pronto!) si è abbandonato ad un pistolotto politico sulla questione dei migranti. La politica non può entrare a gamba tesa nei verdetti della giuria."

Sembra perciò evidente che il vero problema del Codacons e di questi utenti (che hanno visto il film? non si sa), non sia la vittoria di Luca Marinelli ma il suo discorso, anzi solo una parte del suo discorso.

"Ho questo premio tra le mani anche grazie a un uomo di nome Jack London, che ha creato questo personaggio meraviglioso: un marinaio che cercava la verità. Per questo vorrei dedicare questo premio a tutte le persone splendide che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono da situazioni inimmaginabili. E grazie anche per evitarci di fare una figura pessima con noi stessi e con il prossimo.
Viva l'umanità e viva l'amore, grazie!"

Speriamo solo che il Codacons non decida davvero di inviare scuse a Joaquin Phoenix, facendo fare una figura davvero misera all'Italia.

sabato 7 settembre 2019

Venezia 76 - Leone d'Oro a Joker! ecco tutti i vincitori.

Si è conclusa poco fa la cerimonia di chiusura della 76 Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia che ha visto trionfare il film Joker di Todd Phillips.

Era il film più atteso del festival e alla fine si è portato a casa il Leone d'Oro per il miglior film, premiato dalla giuria presieduta dalla regista Lucrecia Martel.

Gloria anche per l'Italia con il Premio Speciale della Giuria a La Mafia Non È Più Quella Di Una Volta di Franco Maresco, e la Coppa Volpi come migliore attore a Luca Marinelli (Martin Eden). L'attore ha pronunciato un discorso molto appassionato dedicando il premio alle ONG, ispirando e trascinando anche la vincitrice della Coppa Volpi come migliore attrice, Ariane Ascaride (Gloria Mundi), che ha ricordato le sue origini italiane e dedicato il premio ai migranti che hanno perso e continuano a perdere la vita nel Mediterraneo.

Premiato anche Roman Polanski, con il Leone d'Argento per la migliore regia per il film J'Accuse, ritirato dalla moglie del regista Emmanuelle Seigner, anche tra i protagonisti del film. Il primo giorno del festival, durante la conferenza della giuria, Lucrecia Martel che aveva dichiarato che per lei Polanski non avrebbe dovuto avere la possibilità di partecipare al festival e che, personalmente, non riusciva a separare l'uomo dall'artista, ma aveva anche garantito che avrebbe giudicato il film in modo assolutamente obbiettivo. Così è stato visto che il film, e nello specifico Polanski, è stato premiato.

Ecco la lista di tutti i premiati del Festival di Venezia 2019.

CONCORSO
Leone d’Oro per il Miglior Film: Joker di Todd Phillips
Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: J’Accuse di Roman Polanski
Leone d’Argento per la Migliore Regia: Roy Andersson per About Endlessness
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile: Luca Marinelli per Martin Eden di Pietro Marcello
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile: Ariane Ascaride per Gloria Mundi di Robert Guédiguian
Miglior Sceneggiatura: Yonfan per No.7 Cherry Lane
Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Toby Wallace per Babyteeth di Shannon Murphy
Premio Speciale della Giuria: La Mafia Non È Più Quella Di Una Volta di Franco Maresco

ORIZZONTI
Premio Orizzonti per il Miglior Film: Atlantis di Valentyn Vasyanovych
Premio Orizzonti per la Miglior Regia: Théo Court per Blanco En Blanco
Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura: Jessica Palud, Philippe Lioret, Diastème per Revenir di Jessica Palud
Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Verdict di Raymund Ribay Gutierrez
Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio: Darling di Saim Sadiq
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile: Sami Bouajila per Bik Eneich – Un Fils di Mehdi M. Barsaoui
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Femminile: Marta Nieto per Madre di Rodrigo Sorogoyen

PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA
You Will Die at 20 di Amjad Abu Alala (Giornate degli Autori)

VENICE VIRTUAL REALITY
Miglior Film VR: The Key di Céline Tricart
Migliore Esperienza VR (per contenuto interattivo): A Linha di Ricardo Laganaro
Migliore Storia VR (per contenuto lineare): Daughters of Chibok di Joel Kachi Benson

VENEZIA CLASSICI
Premio Venezia Classici per il Miglior Film Restaurato: Extase di Gustav Machatý
Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario Sul Cinema: Babenco – Alguém Tem Que Ouvir o Coração e Dizer: Parou di Bárbara Paz.

venerdì 14 giugno 2019

Venezia 76 - a Pedro Almodovar il Leone d'Oro

Con un comunicato diffuso della Biennale è stato reso noto che il grande regista spagnolo Pedro Almodovar riceverà il Leone d'Oro alla carriera durante la 76ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

"Sono molto emozionato e onorato per il regalo di questo Leone d’oro", ha dichiarato il regista, "Ho bellissimi ricordi della Mostra di Venezia. Il mio debutto internazionale ha avuto luogo lì nel 1983 con L’indiscreto fascino del peccato. Era la prima volta che uno dei miei film viaggiava fuori dalla Spagna. E’ stato il mio battesimo internazionale ed è stata una meravigliosa esperienza, come lo è stata il mio ritorno con Donne sull’orlo di una crisi di nervi nel 1988. Questo Leone diventerà la mia mascotte, insieme ai due gatti con cui vivo. Grazie dal profondo del cuore per questo premio".

Questa invece la dichiarazione di Alberto Barbera, direttore della Mostra: "Almodóvar non è solo il più grande e influente regista spagnolo dopo Buñuel, ma l’autore che è stato capace di offrire della Spagna post-franchista il ritratto più articolato, controverso e provocatorio. I temi della trasgressione, del desiderio e dell’identità sono il terreno d’elezione dei suoi lavori, intrisi di corrosivo umorismo e ammantati di uno splendore visivo che conferisce inediti bagliori all’estetica camp e della pop-art a cui si rifà esplicitamente. Il mal d’amore, lo struggimento dell’abbandono, l’incoerenza del desiderio e le lacerazioni della depressione, confluiscono in film a cavallo fra il melodramma e la sua parodia, attingendo a vertici di autenticità emotiva che ne riscattano gli eventuali eccessi formali. Senza dimenticare che Almodóvar eccelle soprattutto nel dipingere ritratti femminili incredibilmente originali, in virtù della rara empatia che gli consente di rappresentarne la forza, la ricchezza emotiva e le inevitabili debolezze con un’autenticità rara e toccante".

Un riconoscimento assolutamente meritato.

Il Festival di Venezia 2019 si terrà dal 28 agosto al 7 settembre.

martedì 4 dicembre 2018

Roma - la recensione

Cinque anni dopo il meraviglioso Gravity, Alfonso Cuaron torna con un film, prodotto da Netflix, talmente personale che molte delle scene sono estrapolate direttamente dai suoi ricordi d'infanzia, rendendo omaggio alle donne della sua vita.


Sembra strano che un autore come Cuaron, non certo uno che macina soldi al botteghino, abbia scelto Netflix per un film come Roma, eppure non si può negare che ormai il colosso dello streaming è diventato piattaforma anche d'autore, riuscendo ad accaparrarsi il Leone d'Oro a Venezia e lanciandosi anche nella corsa agli Oscar.
Fortunatamente, però, non ha rinunciato alla proiezione in sala, perché Roma, con il suo bianco e nero e i suoi campi lunghi, sembra girato appositamente per risaltare nel buio dei cinema, per essere amplificato nel suono della sala che mette in evidenza ogni sparo, ogni aereo che sorvola la città, ogni rumore e suono sullo sfondo che diventa parte integrante della ricostruzione del quartiere di Città del Messico, dello spaccato degli anni '70 e della vita di una famiglia comune.

Nel raccontare la storia di Cleo e della famiglia in cui la ragazza fa la domestica, c'è più di un'ispirazione verso il cinema neorealista italiano (Roma città aperta è richiamato alla memoria più volte), aiutato dalla fotografia in bianco e nero, dalla regia in cui si alternano primi piani intensi e lunghi piano sequenza di grandissimo impatto, in cui sono i suoni esterni a fare da colonna sonora, dalle onde del mare agli spari e le urla durante uno scontro fra manifestanti e polizia.
La storia quotidiana si intreccia agli avvenimenti del quartiere e della città, riuscendo a emozionare con grande semplicità, senza calcare mai sul dramma a tutti i costi, senza particolari scossoni, solo grazie alla bravura del cast, soprattutto donne, perché sono loro a far vivere la casa, mentre gli uomini rimangono sullo sfondo e sono spesso crudeli e violenti, anche quando sono solo dei bambini.

Non è facile cogliere i molteplici strati tematici presenti in Roma, che parte dalla storia di una cameriera, Cleo, si amplia nel racconto familiare e arriva fino al sociale, con la Storia messicana che sembra irrompere dalla finestra con la violenza di un uragano, per poi andare via e tornare a essere solo contorno, che sia una rivolta studentesca, i mondiali di calcio, o l'enorme discrepanza sociale fra quartieri ricchi e baraccopoli.
Proprio per questo è un film da vedere e rivedere, ma anche, e soprattutto, perché è un film magnifico.

domenica 9 settembre 2018

Venezia 75 - i vincitori

Si è conclusa ieri la 75a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia e a trionfare è stato ancora il Messico.

La giuria, che ha visto come presidente Guillermo del Toro, ha assegnato il Leone d'Oro al film ROMA di Alfonso Cuaron. Non una sorpresa, il film del regista messicano era visto come il favorito per la vittoria già prima dell'inizio del festival.
E non sono stati una sorpresa nemmeno i premi agli attori, le Coppe Volpi infatti sono state assegnate a Olivia Colman (The Favourite) e Willem Dafoe (At Eternity's Gate). Due nomi che fin da subito, cioè fin dalle prime proiezioni dei rispettivi film, sono stati visti come favoriti per la vittoria.

Due premi per The Nightingale di Jennifer Kent, a segnare una spaccatura tra la giuria e la critica che non ha particolarmente amato il film, e un secondo premio anche per The Favourite, che ha portato a casa il Leone d'Argento per il Gran Premio della Giuria. Premiati anche due western: miglior regista a Jacques Audiard per The Sisters Brothers, e il premio per la sceneggiatura a La Ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen.

Ecco tutti i vincitori, compresi quelli della sezione Orizzonti, Venezia Classici, e del Venice Virtual Reality.

CONCORSO
- Leone d’Oro per il Miglior Film: Roma, di Alfonso Cuaron
- Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: The Favourite, di Yorgos Lanthimos
- Leone d’Argento per la Migliore Regia: Jacques Audiard per The Sisters Brothers
- Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile: Willem Dafoe per At Eternity’s Gate, di Julian Schnabel
- Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile: Olivia Colman per The Favourite, di Yorgos Lanthimos
- Miglior Sceneggiatura: Joel e Ethan Coen per La Ballata di Buster Scruggs, di Joel e Ethan Coen
- Premio Speciale della Giuria: The Nightingale, di Jennifer Kent
- Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Baykali Ganambarr per The Nightingale, di Jennifer Kent

ORIZZONTI
- Miglior film: KrabenRahu (Manta Ray), di Phuttiphong Aroonpheng
- Miglior regia: Emir Baigazin per Ozen
- Miglior interpretazione maschile: Kais Nashif per Tel Aviv on Fire
- Miglior interpretazione femminile: Natalya Kudryashova per The Man who Surprised Everyone
- Miglior sceneggiatura: Jinpa di Pema Tseden
- Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Anons, di Mahmut Fazil Coşkun
- Miglior cortometraggio: Kado, di Aditya Ahmad

VENICE VIRTUAL REALITY
- Miglior film VR: Spheres di Eliza McNitt
- Migliore esperienza VR (per contenuto interattivo): Buddy VR di Chuck Chae
- Migliore storia VR (per contenuto lineare): L’Ile des Morts di Benjamin Nuel

VENEZIA CLASSICI
- Miglior Film Restaurato: La Notte di San Lorenzo, di Paolo e Vittorio Taviani
- Miglior Documentario sul Cinema: The Great Buster - a Celebration, di Peter Bogdanovich

sabato 9 settembre 2017

Venezia 74 - 'The Shape of Water' vince il Leone d'Oro

La fiaba dark The Shape of Water di Guillermo del Toro vince il Leone d'Oro.

Presentato il secondo giorno del festival, da subito è entrato nella top3 dei papabili vincitori. E così è stato, un emozionatissimo Guillermo del Toro ha ritirato il Leone d'Oro dalle mani del presidente di giuria Annette Bening.

Gli altri premi hanno un po' spiazzato. La Coppa Volpi come migliore attrice è andata a Charlotte Rampling per il film italiano Hannah. Premio meritato anche se tutti tifavano spudoratamente per la Frances McDormand di Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, film che si è portato a casa il premio per la migliore sceneggiatura, decisamente meritato ma forse un po' troppo poco per un film che ha davvero convinto e conquistato tutti.
Sorpresa per la Coppa Volpi per il migliore attore è stata assegnata a Kamel El Basha per il film L’insulto, anche in questo caso un premio meritato ma tutti speravano in Donald Sutherland (The Leisure Seeker).
Scontato il premio Marcello Mastroianni per il migliore attore/attrice emergente, consegnato al giovane Charlie Plummer per Lean on Pete.

Venezia 74 si è chiuso con Paolo Baratta che ha dato appuntamento al 29 agosto 2018.

Ecco tutti i vincitori.

CONCORSO
Leone d’Oro per il Miglior Film: The Shape of Water di Guillermo del Toro
Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: Foxtrot di Samuel Maoz
Leone d’Argento per la Migliore Regia: Xavier Legrand per Jusqu’à la garde
Coppa Volpi migliore attore: Kamel El Basha per L’insulto di Ziad Doueiri
Coppa Volpi migliore attrice: Charlotte Rampling per Hannah di Andrea Pallaoro
Miglior Sceneggiatura: Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh
Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Charlie Plummer per Lean on Pete di Andrew Haigh
Premio Speciale della Giuria: Sweet Country di Warwick Thornton

SEZIONE ORIZZONTI
Premio Orizzonti per il Miglior Film: Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli
Premio Orizzonti per la Miglior Regia: Vahid Jalilvand per Bedoone Tarikh, Bedoone Emza
Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura: Los versos del olvido di Alireza Khatami
Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Caniba di Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor
Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio:  Gros Chagrin di Céline Devaux
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile: Navid Mohammadzadeh per Bedoone Tarikh, Bedoone Emza di Vahid Jalilvand
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Femminile: Lyna Khoudri per Les Bienheureux di Sofia Djama

VENICE VIRTUAL REALITY
Miglior Film VR: Arden’s Wake Expanded di Eugene Yk Chung
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VENEZIA CLASSICI
Miglior Film Restaurato:  Idi i smotri di Elen Klimov
Miglior Documentario sul Cinema: The Prince and the Dybbuk  di Elwira Niewiera e Piotr Rosolowski

venerdì 1 settembre 2017

Venezia 74 - giorno 3

Al festival è il giorno del Leone d'Oro alla carriera, quest'anno doppio Leone per premiare due attori tanto bravi, tanto amati, impegnati e mitici: Robert Redford e Jane Fonda.

I due attori sono arrivati al Lido non solo per ricevere un meritatissimo Leone d'Oro alla carriera ma anche per presentare il film Our Souls at Night, in cui tornano a recitare fianco a fianco per la quarta volta. C'è stato il film La caccia (1966), Il cavaliere elettrico (1979), ma soprattutto il delizioso A Piedi Nudi nel Parco, che usciva nelle sale nel 1967, esattamente 50 anni fa.

In Our Souls at Night, i due attori si rincontrano per una storia d'amore tra due anziani vedovi che vivono uno di fronte all'altro e iniziano a condividere la propria solitudine riuscendo a darsi una seconda possibilità. Una storia d'amore molto semplice sorretta dall'intesa e dalla rodata chimica tra i due attori.

La conferenza stampa è stata un susseguirsi di aneddoti e battutite tra i due, che si conoscono benissimo e sanno come imbeccarsi. Robert Redford, anche produttore, ha voluto fortemente questo film, per tre ragioni: "per un pubblico maturo in un business, quello cinematografico, che si rivolge principalmente ai ragazzi. Perché volevo raccontare una storia d'amore. Ma soprattutto perché volevo fare ancora un film con Jane prima di morire". "Il senso di questa storia è che non è mai tardi", ha spiegato Jane Fonda, "Se hai coraggio fai il salto di fede e puoi sempre diventare la persona che avresti dovuto essere. Anche come genitore. Adoro questa donna che prende l'iniziativa e che accetta di fare i conti con suo figlio: in punto di morte, non conta quanti premi hai avuto o quanti soldi hai, ma se sei stata capace di amare i tuoi figli e fatto per loro quanto hai potuto".

I due attori hanno giocato molto sull'eterna attrazione tra di loro, attrazione che non è mai tramontata e che nell'immaginario della gente si è materializzata nella commedia A Piedi Nudi nel Parco, di cui ovviamente si è parlato, visto il 50° anniversario.
Jane Fonda ha raccontato: "L’ho baciato a 20 anni e ora a quasi 80". "Quasi?", l'ha interrotta Redford che gli 80 gli ha già passati. "Parlavo di me", ha risposto subito l'attrice, che poi ha continuato: "Baciare Robert a vent'anni è stato bello come a ottanta. Ho fatto delle fantasie su di te, non te l’avevo mai detto? Tante cose non ho detto riguardo alla preparazione di quel film...". "E le devi dire qui in pubblico?", ha risposto Redford, in uno scambio che sembrava uscito proprio da A Piedi Nudi nel Parco. "Eravamo negli studi della Paramount per il film e stavamo camminando nel corridoio di un ufficio, e tutte le segretarie si affacciavano e si dicevano ‘sta arrivando lui, guarda!’", ha raccontato Jane Fonda, "Mi sono detta che sarebbe diventato un grande divo, lo si sentiva nell'aria, nella reazione che suscitava nelle donne. Era meraviglioso passare del tempo con lui. Durante A Piedi Nudi nel Parco non riuscivo a staccargli le mani di dosso!". Complimenti ricambiati da Robert Redford, che della sua collega e amica ha detto: "la nostra unione artistica è lunga e arriva fino a oggi. Le cose con Jane sono sempre andare perfettamente al loro posto, non c’era bisogno di prepararci o discutere a lungo. Non c'è bisogno di spiegazioni. C’è amore, connessione, contatto".

Entrambi gli attori sono da sempre molto impegnati politicamente ma in questa occasione non c'è stato modo di parlare di politica (con grande delusione da parte di alcuni giornalisti), ma Robert Redford ha comunque lasciato il suo pensiero su un tema di cui si è discusso molto in questi primi tre giorni di festival: l'ambiente. "Qui dico solo che dobbiamo preoccuparci di cosa lasciamo alle prossime generazioni, abbiamo un solo pianeta e dobbiamo preservarlo", ha detto semplicemente Redford.

Il film Our Souls at Night sarà disponibile su Netflix dal 29 settembre.
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Presentato in Concorso un film molto atteso, si tratta di Human Flow, documentario diretto dell'artista e attivista cinese Ai Weiwei.

Il film, di grande impatto visivo, è stato girato in 23 paesi diversi, dall'Iraq alla Grecia, dal Messico all'Afghanistan, e racconta l'immenso flusso migratorio di questi anni. Ai Weiwei si è immerso tra i migranti, gente che scappa dalla guerra senza niente, senza cibo, senza vestiti, a piedi o sui barconi, mettendo in pericolo la propria vita e quella della propria famiglia per sfuggire da un pericolo ancora più grande.

"La speranza dei migranti sta tutta negli occhi dei loro bambini, ma anche nel coraggio e nella fantasia. Se c'è quest'ultima allora si può essere ottimisti. E' per questo che continuo a fare l'artista, perché la fantasia è l'unico modo di alimentare la speranza", ha dichiarato l'artista che nel documentario appare in prima persona. "Io faccio parte dei rifugiati e loro sono parte di me. Per me non è difficile essere come loro. E la loro condizione non mi provoca tristezza", ha dichiarato ancora Ai Weiwei, "La cosa più bella della natura umana è poter mettersi nelle condizioni altrui. Mi è accaduto quando avevo il blog nel 2005: mai avrei potuto pensare che qualcuno avrebbe potuto avere interesse per quello che succedeva a me. Penso sia la cosa più bella della comunicazione. Qualcuno da qualche parte sente la tua voce e la riconosce".

Il film è stato accolto in modo contrastante, dividendo la critica.

Il documentario è stato prodotto in collaborazione con Rai Cinema, sarà nelle sale italiane dal 2 ottobre con 01.

domenica 13 settembre 2015

Venezia 72 - i vincitori

Si è concluso ieri il 72° Festival di Venezia, fra i mugugni della stampa, a vincere sono stati dei film a sorpresa.

Il Leone d'Oro è andato al sudamericano Desde allà di Lorenzo Vigas. Parla spagnolo anche il Leone d'Argento per la regia El clan di Pablo Trapero.
Due premi importanti a due film latino-americani che hanno fatto "insospettire" la stampa, visto che il presidente di giuria era un certo Alfonso Cuaron, Il regista, che forse si aspettava questa sterile polemica, non ha perso occasione per scherzare. "La verità è che mi hanno dato un sacco di soldi", ha detto Cuaron, "No... conto come il re di Svezia. Ho potere di voto esattamente come gli altri, è una carica puramente rappresentativa. Non avrei potuto cospirare nemmeno volendo". "Abbiamo semplicemente guardato dei film, ne abbiamo discusso, non dico che ci sia stato sempre accordo, ci siamo anche divertiti, nonostante dei piccoli scontri", ha continuato a spiegare il regista messicano, presidente della giuria del Concorso, "C'è stata unanimità nell'approccio, più  che nella decisione. Alcuni amano un film, altri un altro. E’ quello che avviene in una democrazia e bisogna imparare ad accettarlo. Non è una dichiarazione di verità universale, sono una decisione presa da questo gruppo di persone. Ci fosse stata un’altra giuria ci sarebbe stato un altro premio. E dopotutto, è solo un premio, non è poi così importante. Sono orgoglioso, ovvio, che abbia vinto un film latino-americano. Ma non lo abbiamo scelto mica per questo, credetemi. Per quanto due parole come messicano e credibilità possano stare vicini".

Soddisfazione anche per l'Italia, con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile assegnata a Valeria Golino, per il film Per Amor Vostro. La Coppa Volpi per l'interpretazione maschile è andata invece a Fabrice Luchini per L'hermine. Grandi applausi per il giovanissimo Abraham Attah, protagonista di Beasts of No Nation di Cary Fukunaga, che ha vinto il premio Marcello Mastroianni come migliore attore emergente. Spazio anche per l'animazione, a vincere il Gran Premio della Giuria è stato il film in stop-motion Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson.

Ecco tutti i vincitori.

Leone d’Oro per il miglior film
Desde allà di Lorenzo Vigas

Leone d’Argento per la migliore regia
El clan di Pablo Trapero

Gran Premio della Giuria
Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile
Fabrice Luchini per L'hermine

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile
Valeria Golino Per amor vostro di Giuseppe Gaudino

Premio Marcello Mastroianni (giovane attore/attrice emergente)
Abraham Attah per Beasts of No Nation

Premio per la migliore sceneggiatura
Christian Vincent per L'hermine

Premio Speciale della Giuria
Abluka - Follia di Emin Alper

Premio Orizzonti per il miglior film
Free in Deed di Jake Mahaffy

Premio Orizzonti per la migliore regia
The Childhood of a Leader di Brady Corbet

Premio Speciale della Giuria Orizzonti
Boi neon di Gabriel Mascaro

Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile o femminile
Dominique Leborne per Tempête di Samuel Collardey

Premio Orizzonti per il migliore cortometraggio
Belladonna di Dubravka Turić

Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima 'Luigi De Laurentiis'
The Childhood of a Leader di Brady Corbet

Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato
Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini

Premio Venezia Classici per il miglior documentario sul cinema
The 1.000 Eyes of Dr Maddin di Yves Montmayeur

domenica 7 settembre 2014

Venezia 71 - i vincitori!

Si è conclusa la 71a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. La giuria presieduta dal compositore Alexandre Desplat ha assegnato il Leone d'Oro a film 'A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence' del regista svedese Roy Andersson.

Molto bene l'Italia. Alba Rohrwacher e l'attore americano Adam Driver, entrambi protagonisti del film di Saverio Costanzo 'Hungry Hearts', hanno vinto la Coppa Volpi per le migliori interpretazioni.

"Non so se tutti i giurati abbiano fatto lo stesso", ha dichiarato il presidente di giuria Alexandre Despat, "ma personalmente non mi sono voluto preparare sugli aspetti tecnici dei film, sono voluto arrivare al cinema digiuno per lasciarmi commuovere e colpire". Il compositore ha poi risposto in modo molto diplomatico e "distaccato" ai giornalisti italiani che gli chiedevano delle possibilità avute dai film italiano per il Leone d'Oro. "Non capisco la domanda", ha risposto Desplat, "significa che io che sono francese avrei dovuto spingere un film francese? Abbiamo giudicato con spirito di correttezza ed equità. O pensate forse che due premi su otto non siano sufficienti per l’Italia?". Non ha tutti i torti Deplat.
A parlare in modo più approfondito dei film italiani ci ha pensato il giurato Carlo Verdone: "Tutti i film italiani erano buoni ma si vota a maggioranza e la giuria si è spostata verso quello che aveva più chance di discussione, e che comunque ci aveva colpiti ed emozionati soprattutto attraverso la regia e la performance attoriale, nonostante anche Munzi e Martone abbiano realizzato opere molto importanti. Quello di Costanzo è un film angusto, claustrofobico, con una tensione che sale sempre di più. Soprattutto siamo stati attenti alla qualità". Verdone poi all'Adnkronos ha aggiunto: "Non nego che fosse una giuria intellettuale, ma abbiamo avuto rispetto per tutti i film anche quelli non premiati. Non c'è stata unanimità sempre, ma in molti casi sì".

Il vincitore del Leone d'Oro, Roy Andersson, ringraziando ha voluto omaggiare il cinema italiano che lo ha ispirato "e che ha dato tanti maestri e il più grande è Vittorio De Sica. 'Ladri di biciclette' è il film che più mi ha influenzato. Una scena le vale tutte: il disoccupato che va al monte di pietà a impegnare le lenzuola. Quella scena da sola ti fa capire quanti poveri c’erano a Roma in quegli anni. La stessa empatia l’ho cercata nel mio cinema seguendo l’esempio di De Sica".

"Questo premio è soprattutto al film perché noi lo abbiamo amato e siamo contenti se altri lo ameranno", ha detto Alba Rohrwacher ricevendo il premio, "L'abbiamo fatto in pochi e credendoci molto. Ma non mi aspettavo assolutamente la Coppa Volpi". A chi le ha chiesto della reazione della sorella Alice (che ha vinto un premio a Cannes) ha risposto: "E' felicissima!". Adam Driver non era presente alla cerimonia di chiusura (impegnato al Festival di Toronto), il premio è stato ritirato dal regista Saverio Costanzo ma Alba Rohrwacher ha assicurato che l'attore ha avuto la notizia, "Noi partiamo domattina per raggiungerlo e festeggiare insieme", ha detto l'attrice.

Ecco l'elenco dei vincitori.

Leone d’Oro per il miglior film
A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson

Leone d’Argento per la migliore regia
The Postman’s White Nights di Andrei Konchalovsky

Gran Premio della Giuria
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer

Premio Speciale della Giuria
Sivas di Kaan Müjdeci

Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile
Adam Driver per Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile
Alba Rohrwacher per Hungry Hearts di Saverio Costanzo

Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente
Romain Paul per Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte

Premio per la migliore sceneggiatura
Tales di Rakhshan Banietemad

Premio Orizzonti per il miglior film
Court di Chaitanya Tamhane

Premio Orizzonti per la migliore regia
Naji Abu Nowar per Theeb

Premio Speciale della Giuria Orizzonti
Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco

Premio Orizzonti per il migliore cortometraggio
Maryam di Sidi Saleh

Premio Orizzonti per la miglior interpretazione maschile o femminile
Emir Hadzihafizbegovic per These Are The Rules di Ognjen Svilicic 

Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima 'Luigi De Laurentiis'
Court di Chaitanya Tamhane

Premio Venezia Classici per il Miglior Film restaurato
Una giornata particolare di Ettore Scola

Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario sul cinema
Animata Resistenza di Francesco Montagner e Alberto Girotto

venerdì 6 settembre 2013

Festival di Venezia - giorno 10

Ultima giornata prima della cerimonia di chiusura e della premiazione.

Ettore Scola porta a Venezia il suo 'Che Strano Chiamarsi Federico', film omaggio al grandissimo Federico Fellini a 20 anni dalla sua scomparsa.
Un film costruito come un racconto di finzione - i giovani Fellini e Scola sono interpretati da due nipoti del regista - che si mischia ai video di repertorio per raccontare un cinema italiano che oggi non c'è più e un personaggio incredibile che l'ha reso grande.

"E’ un album pieno di fotografie, scritti, ritagli e di ricordi, qualcuno offuscato che andava ricostruito. Ma non è un film che vuole commuovere. Se Federico sapesse che vi siete messi a piangere, s’incazzerebbe. Lui che era così allegro e autoironico. E poi la nostalgia e i rimpianti non sono il mio forte", così Ettore Scola descrive il suo film, presentato Fuori Concorso.
In principio l'idea era di affidare dei video di repertorio ad un giovane montatore per farne un documentario, poi, racconta Scola, "Roberto Cicutto, che è una persona pericolosa, mi ha detto perché non lo fai tu, visto che hai conosciuto Federico". Scola e Fellini si sono conosciuti all'inizio degli anni '50 grazie ad amici in comune come Marcello Matroianni e Alberto Sordi.
Per il regista, il cui ultimo film risale al 2003, non è stato particolarmente faticoso girare questo film. "Per i vecchi il lavoro diventa un’operazione invereconda, dopo anni di beata passione", spiega il regista di 'C'eravamo Tanto Amati', "Per fortuna il mio è un lavoro privilegiato e poi non ho fatto quasi niente: le figlie scrivevano, i nipoti interpretavano e Cicutto si occupava di tutto, anche dei caffè. Non è stato un film scomodo, ho fatto opere ben più faticose". 'Che Strano Chiamarsi Federico' è un film pensato per i giovani, "Spero lo vadano a vedere" dice Scola, "per scoprire che Fellini ha parlato di loro e a loro". Poi una battuta in ricordo dell'amico Fellini: "Continua a farmi ridere ancor oggi, ogni volta che rivedo i suoi film. No, Federico, non è certo uno che fa piangere".
Infine una battuta sulla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla proiezione del film: "Come se non avesse altre cose più importanti da fare. Se anche lui perde tempo siamo fregati!".

Presentato sempre Fuori Concorso, 'Yurusarezaru Mono' ('Unforgiven'), remake del pluripremiato film western di Clint Eastwood. Nel cast, e nel ruolo di Eastwood, Ken Watanabe.

Particolare scelta quella di fare un remake di un film tipicamente americano e ambientarlo nel Giappone di fine '800 durante il tramonto dell'era dei samurai. Mossa riuscita comunque, il film è piaciuto, bellissimi gli scenari e l'ambientazione, ottima l'interpretazione di Watanabe, anche se non è paragonabile al bellissimo film di Clint Eastwood.


Ultimo giorno e quindi è il momento degli immancabili pronostici sui premi.
Secondo i bookmakers inglesi il favorito, dato a 5.50, è 'Philomena' di Stephen Frears che potrebbe dire la sua sia per il Leone d'Oro che, e forse soprattutto, per la Coppa Volpi alla migliore attrice (Judi Dench). Il secondo candidato alla vittoria secondo le quote è 'Kaze Tachinu' ('Si Alza il Vento') il nuovo, bellissimo e applauditissimo, film del maestro Hayao Miyazaki, ultimo film della sua carriera, dato a 6.00... e chi lo sa se anche questo non verrà preso in considerazione alla fine. A 7.50 è dato 'Stray Dogs' di Tsai Ming-liang, anche se non ha convinto tutta la critica. Anche se contestato, il film di Jonathan Glazer, 'Under My Skin', con Scarlett Johansson protagonista, si mantiene a quota 8.00.
Gli italiani? lontani secondo i bookmakers britannici, 'L'Intrepido' di Amelio è dato 13.00, 'Sacro Gra' a 17.00 e 'Via Castallana Bandiera' di Emma Dante addirittura a 21.

Alla fine questi pronostici basati sulle quote inglesi contano relativamente. Tutto è in mano alla Giuria e al suo presidente Bernardo Bertolucci e domani sera sapremo i vincitori del 70° Festival di Venezia.

domenica 9 settembre 2012

Festival di Venezia - Vincitori e vinti

Si è conclusa ieri la 69a Mostra del Cinema di Venezia. Decretati i vincitori, oggi i giornali italiani riflettono su tutta la manifestazione e sui premi assegnati.

Il Festival non ha avuto le star della gestione Muller, quello della prima gestione Barbera è stato un festival sobrio e misurato, senza particolari picchi.

Il Leone d'Oro è andato a Kim Ki-duk con il suo 'Pietà', film che ha convinto tutti fin dalla prima proiezione. Il regista coreano ha ringraziato la giuria e il pubblico in modo particolare, accennando brevemente una canzone popolare coreana. Mattatore della serata il film di Paul Thomas Anderson, 'The Master'. Philip Seymour Hoffman, arrivato all'ultimo momento tant'è che, come ha detto lui stesso sul palco, si è vestito in bagno, ha ritirato ben due premi: la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, vinta ex-equo con il suo compagno di set Joaquin Phoenix, e il Leone d'Argento per la regia di Anderson.
Piccolo momento di imbarazzo sul palco a causa di una incomprensione fra Kasia Smutniak e Michael Mann, due premi, il Leone d'Argento e il Gran Premio della Giuria, sono stati scambiati e consegnati nelle mani sbagliate. A mettere ordine ci ha pensato Letitia Casta che, preso il microfono, e ha informato tutti dell'errore, così Hoffman è tornato sul palco per scambiarsi il premio con Ulrich Seidl. Momento di imbarazzo che è stato anche il momento più vivo della lenta e moscia cerimonia di premiazione.
L'Italia si consola con due premi "minori": Daniele Ciprì per il miglior contributo tecnico per 'E' Stato il Figlio'; al giovane Fabrizio Falco è andato il premio Mastroianni per l'attore emergente, per i film 'Bella Addormentata' e 'E' Stato il Figlio'.

Qualche polemica e un po' di malumore per un mancato premio a Marco Bellocchio, il film che, a detta dei giornalisti/critici muniti di cronometro, ha ricevuto più applausi, ben 16 minuti. Un po' di tensione durante la conferenza stampa della giuria con i giornalisti italiani che incalzavano il giurato italiano Matteo Garrone chiedendo perché non si è premiato un film italiano. Garrone non ha risposto anche perché stoppato prima dal presidente di giuria Michael Mann, "non parleremo dei criteri delle scelte, ma solo dei risultati di queste", e poi da Samantha Morton, "non può chiedere all'unico giurato italiano cosa è accaduto per i film del suo Paese. Questo è un modo di fare scorretto". Mann ha poi specificato i criteri di giudizio, "sono stati quelli del merito, dell'eccellenza e di quanto siamo stati emozionati dai film. Ha contato pure il livello d'ambizione dell'autore e, ovviamente le considerazioni estetiche. Non abbiamo tenuto in alcuna considerazione il fatto di premiare un Paese per dargli minore o maggiore visibilità. Il processo di scelta è riservato. Non voglio discutere come ci si è arrivati, ma solo dire che abbiamo discusso per ore e ore prima di una decisione. I film erano tutti diversi e ognuno con il suo particolare modo di raccontare". Insomma, quello che succede in giuria, rimane nella giuria. A riportare pace poi Marina Abramovic che ha concluso dicendo "é stato eccitante far parte di questa giuria. Abbiamo lavorato duramente e, quando abbiamo visto il film Pietà, erano tutti commossi. Un film prima violento e poi che subisce una profonda trasformazione spirituale".

Che l'Italia non abbia vinto premi pesanti è un peccato, sicuramente, ma siamo sicuri che i film italiani fossero migliori di quelli che hanno vinto?

Ecco l'elenco di tutti i vincitori:

Leone d'Oro
Pietà di Kim Ki-duk

Leone d'Argento per la migliore regia
The Master di Paul Thomas Anderson

Premio speciale della Giuria
Paradise: Faith di Ulrich Seidl

Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile
Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman per The Master di Paul Thomas Anderson

Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile
Hadas Yaron per Fill the Void di Rama Bursthein

Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente
Fabrizio Falco per E' stato il figlio di Daniele Ciprì e Bella addormentata di Marco Bellocchio

Premio per la miglior sceneggiatura
Olivier Assayas per Après mai

Premio per il migliore contributo tecnico
Daniele Ciprì per E' stato il figlio

Leone del futuro-Premio Venezia Opera Prima 'Luigi De Laurentiis'
Küf (Mold) di Ali Aydin - Settimana della Critica

Premio Orizzonti per il migliore film
Three Sisters-San Zi Mei di Wang Bing

Premio speciale della Giuria Orizzonti
Tango libre di Frédéric Fonteyne

Premio Orizzonti Youtube per il miglior cortometraggio
Cho-de di Yoo Min-young

Leone d'oro alla carriera
Francesco Rosi


Frra

sabato 1 settembre 2012

Festival di Venezia - Giorno 3

La terza giornata del Festival si è aperta con il film scandalo 'Paradise: Faith' di Ulrich Seidl,  regista austriaco che ama essere provocatorio ed estremo. Il film racconta la storia di una donna profondamente religiosa, una "integralista cattolica" che ha un rapporto molto stretto e morboso con quello che lei chiama "il suo gesù".  Lo scandalo era dietro l'angolo, c'è stato chi addirittura l'ha accusato di blasfemia. Il regista si è difeso: "Forse questo film scioccherà qualcuno ma non tutti. La protagonista di Paradiso: Fede è una donna che cerca di soddisfare i propri desideri. Il suo amore per Gesù oltrepassa i limiti e giunge a forme estreme. Ma vive anche un conflitto tra questo amore e quello per suo marito". Lo scandalo però se lo aspettavano tutti perciò ha avuto un effetto meno scioccante. Il film è stato in parte applaudito dalla sala stampa.

Uno degli eventi della giornata di ieri è stato sicuramente la presentazione del documentario 'Bad 25' che il regista Spike Lee ha dedicato a Michael Jackson e al famoso e vendutissimo disco Bad, uscito venticinque anni fa.
"È tutto scritto qua. È una lettera d’amore assoluta verso di lui. Sono cresciuto con Michael e Prince. Quando ero piccolo vedevo in tv i Jackson Five all’Ed Sullivan e io volevo essere Michael Jackson. Sono venuto su con il suo mito e questo è il mio modo di rendergli omaggio. Grazie al mio lavoro poi ho sempre avuto la fortuna di lavorare gomito a gomito con quelli che ritenevo i miei idoli ed è successo così anche con Michael. Era una persona speciale. A sette anni studiava Jackson Brown ed era già sotto contratto per la Motown da giovanissimo. Io ne ho mostrato solo il genio musicale, il processo creativo, l’incredibile tenacia e ho lasciato da parte il ciarpame", sono state le sentite parole di Spike Lee in conferenza stampa.

Per il glamour ci ha pensato Zac Efron, venuto a Venezia per presentare il film di Ramin Bahrani, 'At Any Price'. Film in concorso. La storia vede al centro il mondo dell'agricoltura e il conflitto fra un padre e un figlio ribelle che vuole diventare pilota automobilistico mentre il padre lo vorrebbe accanto nella gestione delle terre.
Nel cast Dennis Quaid, Heather Graham, Kim Dickens, Maika Monroe. Ragazzine in estasi all'arrivo di Efron che si è comunque mantenuto alla giusta distanza dalle fan che hanno assediato l'albergo. L'attore ha dichiarato di aver bisogno di film così, di avere "fame di futuro" e di essersi ispirato a Paul Newman per interpretare questo ruolo. "Mi piace tanto lavorare in film come questi, sono onorato di essere stato scelto da Bahrani, un regista che riflette l'esperienza del mondo di oggi dentro le storie che gira. Lui ha creduto in me e mi ha guidato, gli sono grato" ha dichiarato in conferenza. E il regista lo ha supportato "Zac ha voglia di esporsi, è disposto a rischiare per avere opportunità belle, del resto prima di lui altre star come Tom Cruise e Johnny Depp hanno cominciato con un certo cinema, più da ragazzi e sono riusciti a crescere".

Infine, il Leone d'Oro alla carriera consegnato a regista Francesco Rosi. Messaggi di congratulazioni e auguri sono arrivati anche dal Presidente Napolitano e Martin Scorsese. Il regista, molto emozionato, ha ricevuto il premio da Giuseppe Tornatore, e ha dichiarato: "non mi capita mai ma sono commosso".









Frra.