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mercoledì 20 febbraio 2019

Oscar 2019 - le nostre recensioni degli otto candidati come Miglior Film

Domenica 24 febbraio si terrà la 91a edizione degli Academy Awards. Sono "solo" otto i titoli che si contenderanno il premio più importante, l'Oscar per il miglior film, in una corsa alla statuetta che quest'anno sembra molto più incerta degli anni precedenti. Non c'è un vero favorito, tra gli otto ci sono titoli che sembrano avere più chance di altri, uno potrebbe segnare una clamorosa doppietta, ma anche un paio di outsider che potrebbero intromettersi a sorpresa.
Otto candidati che abbracciano generi molto diversi tra loro, ci sono due biopic, tra musica e commedia, due film che trattano il tema del razzismo in modo molto differente, c'è un atipico film in costume, un elegante film d'autore, il remake di un classico e, per la prima volta, è presente anche un cinecomic.


Per sapere chi si porterà a casa la statuetta dovremo aspettare domenica notte, intanto ecco le nostre recensioni degli otto titoli candidati.

Black Panther, diretto da Ryan Coogler

BlacKkKlansman, diretto da Spike Lee

Bohemian Rhapsody, diretto da Bryan Singer

La Favorita, diretto da Yorgos Lanthimos

Green Book, diretto da Peter Farrelly

Roma, diretto da Alfonso Cuarón

A Star is Born, diretto da Bradley Cooper

Vice - L'Uomo nell'Ombra, di Adam McKay


La redazione di Frame

lunedì 11 febbraio 2019

BAFTA 2019 - sette premi a La Favorita, ma è Roma il miglior film

Sono stati consegnati ieri sera i BAFTA 2019, gli "Oscar" britannici.

Mattatore della serata è stato il film La Favorita, di Yorgos Lanthimos, che si è portato a casa ben 7 premi, tra cui quelli per la migliore attrice protagonista (Olivia Colman), attrice non protagonista (Rachel Weisz) e miglior film inglese. Il film di Lanthimos però non ha vinto il BAFTA per il miglior film dell'anno, andato a Roma di Alfonso Cuarón, che ha vinto anche il premio come miglior film non in lingua inglese e quello per la fotografia.

Se per le attrici le previsioni in chiave Oscar sono ancora un po' sospese, dai premi BAFTA agli attori sono arrivate invece solo conferme. Rami Malek (Bohemian Rhapsody) è stato premiato come migliore attore protagonista, mentre Mahershala Ali (Green Book) come migliore attore non protagonista.

Spike Lee si è portato a casa il premio per la migliore sceneggiatura per il suo BlacKkKlansman. Miglior film d'animazione Spider-Man: Un Nuovo Universo.

Ecco tutti i vincitori della serata.

FILM
“Roma”

REGISTA
Alfonso Cuaron, “Roma”

ATTORE
Rami Malek, “Bohemian Rhapsody”

ATTRICE
Olivia Colman, “The Favourite”

ATTORE NON PROTAGONISTA
Mahershala Ali, “Green Book”

ATTRICE NON PROTAGONISTA
Rachel Weisz, “The Favourite”

SCENEGGIATURA ORIGINALE
“The Favourite”, Deborah Davis, Tony McNamara

SCENEGGIATURA ADATTATA
“BlacKkKlansman”, Spike Lee, David Rabinowitz, Charlie Wachtel, Kevin Willmott

COLONNA SONORA
“A Star is Born”, Bradley Cooper, Lady Gaga, Lukas Nelson

FILM NON IN LINGUA INGLESE
“Roma”, Alfonso Cuarón, Gabriela Rodríguez

DOCUMENTARIO
“Free Solo”, Elizabeth Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin, Shannon Dill, Evan Hayes

FILM D’ANIMAZIONE
“Spider-Man: Into the Spider-Verse”, Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman, Phil Lord

FILM BRITANNICO
“The Favourite”, Yorgos Lanthimos, Ceci Dempsey, Ed Guiney, Lee Magiday, Deborah Davis, Tony McNamara

FOTOGRAFIA
“Roma”, Alfonso Cuarón

MONTAGGIO
“Vice”, Hank Corwin

SCENOGRAFIE
“The Favourite”, Fiona Crombie, Alice Felton

COSTUMI
“The Favourite”, Sandy Powell

TRUCCO E PARRUCCO
“The Favourite”, Nadia Stacey

SUONO
“Bohemian Rhapsody”, John Casali, Tim Cavagin, Nina Hartstone, Paul Massey, John Warhurst

EFFETTI VISIVI
“Black Panther”, Geoffrey Baumann, Jesse James Chisholm, Craig Hammack, Dan Sudick

DEBUTTO DI UN REGISTA, SCENEGGIATORE O PRODUTTORE INGLESE
“Beast”, Michael Pearce (Writer/Director), Lauren Dark (Producer)

CORTO ANIMATO INGLESE
“Roughhouse”, Jonathan Hodgson, Richard Van Den Boom

CORTO INGLESE
“73 Cows”, Alex Lockwood

EE RISING STAR AWARD (Votato dal Pubblico) 
Letitia Wright

CONTRIBUTO INGLESE AL CINEMA
Elizabeth Karlsen e Stephen Woolley, Number 9 Films

BAFTA FELLOWSHIP
Thelma Schoonmaker

giovedì 24 gennaio 2019

La Favorita - la recensione

Grande successo al Festival di Venezia, 10 nomination all'Oscar, Coppa Volpi e Golden Globe per la protagonista Olivia Colman, il terzo film in lingua inglese del greco Yorgos Lanthimos si avvia verso una stagione che possiamo definire trionfale per un regista che è sempre stato piuttosto di nicchia.
La strada verso il cinema mainstream passa per la corte della Regina Anna, capricciosa, isterica, malata di gotta e lesbica, e dalla lotta fra due donne, Lady Sarah Churchill (Rachel Weisz) e  Abigail Masham (Emma Stone), per un film che è tanto riconoscibile quanto diverso dai soliti film di Lanthimos.
Molto meno cupo e "freddo" rispetto a Il Sacrificio del Cervo Sacro e The Lobster, pieno di grandangoli, alla fine riesce a essere soprattutto il racconto della cattiveria, della pugnalata alle spalle, del sorriso falso, impersonificato principalmente dal personaggio della Stone, giovane arrivista che non si fa scrupoli ad approfittarsi di una donna fragile.
È anche e soprattutto il film delle interpretazioni, non solo di Emma Stone e di una bravissima Rachel Weisz, ma in particolare di Olivia Colman, attrice poco conosciuta al grande pubblico ma già apprezzata nel mondo della serialità britannica, che qui dà una interpretazione totale, anima e corpo, magnetica per come riesce a catalizzare su di sé l'attenzione di tutti gli altri attori in scena e dello spettatore in sala.
Nonostante soffra di una certa lentezza nella sua parte centrale e della solita lontananza fra spettatori e personaggi tipica dei film di Lanthimos, La Favorita riesce a coinvolgere molto più di quanto questo regista ci ha abituati, e tutto il film ne beneficia, grazie alle scenografie avvolgenti, alla regia per una volta non troppo egocentrica, e a una Colman da oscar. Chissà che non lo conquisti sul serio.

mercoledì 9 gennaio 2019

BAFTA 2019 - le nomination

Sono state comunicate le nomination per i BAFTA 2019, ovvero i British Adacemy of Film and Television Arts, i premi dell'industria cinematografica britannica.

A dominare le nomination è La Favorita di Yorgos Lanthimos, che ha ricevuto 12 candidature. A seguire, ma ben staccati con 7 nomination a testa, Roma, First Man, A Star is Born, e Bohemian Rhapsody. Tra i miglior film stranieri (cioè non in inglese) c'è anche Dogman di Matteo Garrone.

La cerimonia di premiazione si terrà il 10 febbraio.

Ecco l'elenco delle nomination.

Miglior film
BlacKkKlansman
La favorita
Green Book
Roma
A Star Is Born

Miglior film britannico
Beast
Bohemian Rhapsody
La favorita
McQueen
Stanlio & Ollio
A Beautiful Day

Regista
Spike Lee – BlacKkKlansman
Paweł Pawlikowski – Cold War
Yorgos Lanthimos – La favorita
Alfonso Cuaròn – Roma
Bradley Cooper – A Star Is Born

Attrice protagonista
Glenn Close – The Wife
Lady Gaga – A Star Is Born
Melissa McCarthy – Copia originale
Olivia Colman – La favorita
Viola Davis – Widows

Attrice non protagonista
Amy Adams – Vice
Claire Foy – First Man
Emma Stone – La favorita
Margot Robbie – Maria regina di Scozia
Rachel Weisz – La favorita

Attore protagonista
Bradley Cooper – A Star Is Born
Christian Bale – Vice
Rami Malek – Bohemian Rhapsody
Steve Coogan – Stanlio & Ollio
Viggo Mortensen – Green Book

Attore non protagonista
Adam Driver – BlacKkKlansman
Mahershala Ali – Green Book
Richard E Grant – Copia originale
Sam Rockwell – Vice
Timothee Chalamet – Beautiful Boy



BAFTA Rising Star
Jessie Buckley
Cynthia Erivo
Barry Keoghan
Lakeith Stanfield
Letitia Wright

Sceneggiatura originale
Cold War
La favorita
Green Book
Roma
Vice

Sceneggiatura non originale
BlacKkKlansman
Copia originale
First Man
Se la strada potesse parlare
A Star Is Born

Film d'animazione
Gli Incredibili 2
L'isola dei cani
Spider-Man: Un nuovo universo

Film non in lingua inglese
Cafarnao
Cold War
Dogman
Roma
Un affare di famiglia

Documentario
Free Solo
McQueen
RBG
They Shall Not Grow Old
Three Identical Strangers

Musica originale
BlacKkKlansman – Terence Blanchard
Se la strada potesse parlare – Nicholas Britell
L'isola dei cani – Alexandre Desplat
Il ritorno di Mary Poppins – Marc Shaiman
A Star Is Born – Bradley Cooper, Lady Gaga, Lukas Nelson

Fotografia
Bohemian Rhapsody
Cold War
La favorita
Roma

Costumi
La ballata di Buster Scruggs
Bohemian Rhapsody
La favorita
Il ritorno di Mary Poppins
Maria regina di Scozia

Montaggio
Bohemian Rhapsody
La favorita
First Man
Roma
Vice

Scenografia
Animali fantastici 2: Il crimini di Grindelwald
La favorita
First Man
Il ritorno di Mary Poppins
Roma

Trucco e acconciature
Bohemian Rhapsody
La favorita
Maria Regina di Scozia
Stanlio & Ollio
Vice

Sonoro
Bohemian Rhapsody
First Man
Mission: Impossible – Fallout
A Quiet Place
A Star Is Born

Effetti speciali
Avengers: Infinity War
Black Panther
Animali Fantastici 2: I crimini di Grindelwald
First Man
Ready Player One

Cortometraggio britannico
73 Cows
Bachelor
The Blue Door
The Field
Wale

Cortometraggio animato britannico
I'm OK
Marfa
Roughhouse

mercoledì 12 dicembre 2018

SAG Awards 2019 - tutte le nomination, di Cinema e Tv

Sono state annunciate poco fa le nomination ai Screen Actors Guild 2019, premio votato dal sindacato degli attori. Come per quelle dei Golden Globe, anche le nomination dei SAG lasciano un po' perplessi, ma per fortuna c'è anche qualche bella notizia.

A dominare è A Star is Born, che raccoglie il maggior numero di candidature, tra cui anche quella per il miglior cast. In questa categoria, che equivale al "miglior film", il film/remake diretto da Bradley Cooper dovrà vedersela con BlacKkKlansman, Bohemian Rhapsody, Black Panther e Crazy Rich Asians. Una cinquina che sinceramente lascia molto perplessi e in cui l'unico titolo su cui proprio non si può dire nulla è BlacKkKlansman, che ha ricevuto nomination assolutamente giuste.
Precisiamo, la perplessità non deriva da gusti personali, ma da diversi fattori, soprattutto dal fatto che i film nominati sono stati preferiti ad altri che - onestamente - avrebbero meritato molto di più. Facciamo degli esempi di illustri esclusi dalla cinquina: The Favourite, osannato dalla critica, ha tutte e tre le protagoniste nominate singolarmente ma non è stato inserito nel miglior cast, scelta alquanto discutibile; Vice, con i due protagonisti nominati e un cast d'insieme davvero notevole; Widows, che ha come vero punto di forza proprio un grande cast capitanato da una bravissima Viola Davis; Roma, il film più apprezzato dell'anno, con un ottimo cast di attori non professionisti, non è stato proprio preso in considerazione.
Curiosa anche la presenza di Black Panther e Crazy Rich Asians, totalmente assenti nelle altre categorie ma nominati per il miglior cast. Insomma, la logica dietro la cinquina del miglior cast, onestamente, ci sfugge. Come ci sfugge il motivo della totale assenza di First Man, snobbato ai Golden Globe e ora anche ai SAG (che avrà fatto di male il povero Chazelle?).

Fa discutere anche l'assenza di due attrici che, a giudizio popolare, avrebbero meritato di essere prese in considerazione almeno per una nomination, stiamo parlando di Nicole Kidman (Destroyer), presente invece nella cinquina Drama ai Golden Globe, e soprattutto Toni Collette, la cui performance in Hereditary è da tutti considerata come una delle migliori dell'anno. Ma c'è chi giustamente fa notare anche l'assenza dell'ottima Charlize Theron di Tully. Sorprende anche la clamorosa assenza di Regina King (Se la Strada Potesse Parlare), nominata ai Golden Globe, già vincitrice di tre premi per la sua interpretazione.
Tra gli attori, spicca l'assenza di Sam Rockwell, la cui performance in Vice avrebbe meritato più considerazione. Assenti sia Ryan Gosling che Claire Foy, ma abbiamo capito che First Man non è stato proprio calcolato.

Passiamo alle belle notizie. Doppia nomination per Emily Blunt, migliore attrice protagonista per Il Ritorno di Mary Poppins e migliore attrice non protagonista per A Quiet Place, nomination strameritata. Doppia nomination anche per Amy Adams, per il suo ruolo nella miniserie Sharp Objects e come migliore attrice non protagonista in Vice. Poi c'è Glenn Close, nominata come migliore attrice protagonista per The Wife, la sua presenza è sempre una buona notizia.

La cerimonia di premiazione si terrà il 27 gennaio. Ecco tutte le nomination, Tv e Cinema.

- CINEMA -

Miglior Cast
A Star Is Born
Black Panther
BlacKkKlansman
Bohemian Rhapsody
Crazy Rich Asians

Miglior Attrice Protagonista 
Emily Blunt – Il Ritorno di Mary Poppins
Glenn Close – The Wife
Olivia Colman – La Favorita
Lady Gaga – A Star is Born
Melissa McCarthy – Copia Originale

Miglior Attore Protagonista
Christian Bale – Vice
Bradley Cooper – A Star is Born
Rami Malek – Bohemian Rhapsody
Viggo Mortensen – Green Book
John David Washington – BlackKklansma

Miglior Attore non Protagonista
Mahershala Ali – Green Book
Timothée Chalamet – Beautiful Boy
Adam Driver – BlacKkKlansman
Sam Elliott- A Star is Born
Richard E. Grant – Copia Originale

Miglior Attrice non Protagonista
Amy Adams- Vice
Emma Stone – La Favorita
Rachel Weisz – La Favorita
Emily Blunt – A Quiet Place
Margot Robbie – Mary Queen of Scots

Miglior Cast Stunt
ANT-MAN AND THE WASP (Marvel Studios)
AVENGERS: INFINITY WAR (Marvel Studios)
THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS (Netflix)
BLACK PANTHER (Marvel Studios)
MISSION: IMPOSSIBLE – FALLOUT (Paramount Pictures)

- TV -

Miglior Performance di un attore in un film tv o miniserie
Antonio Banderas, “Genius: Picasso”
Darren Criss, “Assassination of Gianni Versace”
Hugh Grant, “A Very English Scandal”
Anthony Hopkins, “King Lear”
Bill Pullman, “The Sinner”

Miglior Performance di un'attrice in un film tv o miniserie
Amy Adams, “Sharp Objects”
Patricia Arquette, “Escape at Dannemora”
Patricia Clarkson, “Sharp Objects”
Penelope Cruz, “Assassination of Gianni Versace”
Emma Stone, “Maniac”

Miglior Performance di un attore in una serie drammatica
Jason Bateman, “Ozark”
Sterling K. Brown, “This Is Us”
Joseph Fiennes, “The Handmaid’s Tale”
John Krasinski, “Tom Clancy’s Jack Ryan”
Bob Odenkirk, “Better Call Saul”

Miglior Performance di un'attrice in una serie drammatica
Julia Garner, “Ozark”
Laura Linney, “Ozark”
Elisabeth Moss, “The Handmaid’s Tale”
Sandra Oh, “Killing Eve”
Robin Wright, “House of Cards”

Miglior Performance di un attore in una serie comedy
Alan Arkin, “The Kominsky Method”
Michael Douglas, “The Kominsky Method”
Bill Hader, “Barry”
Henry Winkler, “Barry”

Miglior Performance di un'attrice in una serie comedy
Alex Borstein, “The Marvelous Mrs. Maisel”
Alison Brie, “GLOW”
Rachel Brosnahan, “The Marvelous Mrs. Maisel”
Jane Fonda, “Grace and Frankie”
Lily Tomlin, “Grace and Frankie”

Miglior Performance di un cast in una serie drammatica
“The Americans”
“Better Call Saul”
“The Handmaid’s Tale”
“Ozark”
“This Is Us”

Miglior Performance di un cast in una serie comedy
“Atlanta”
“Barry”
“GLOW”
“The Kominsky Method”
“The Marvelous Mrs. Maisel”

Miglior Performance degli stunt in una serie tv
“Glow”
“Marvel’s: Daredevil”
“Tom Clancy’s Jack Ryan”
“The Walking Dead”
“Westworld”

domenica 9 settembre 2018

Venezia 75 - i vincitori

Si è conclusa ieri la 75a Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia e a trionfare è stato ancora il Messico.

La giuria, che ha visto come presidente Guillermo del Toro, ha assegnato il Leone d'Oro al film ROMA di Alfonso Cuaron. Non una sorpresa, il film del regista messicano era visto come il favorito per la vittoria già prima dell'inizio del festival.
E non sono stati una sorpresa nemmeno i premi agli attori, le Coppe Volpi infatti sono state assegnate a Olivia Colman (The Favourite) e Willem Dafoe (At Eternity's Gate). Due nomi che fin da subito, cioè fin dalle prime proiezioni dei rispettivi film, sono stati visti come favoriti per la vittoria.

Due premi per The Nightingale di Jennifer Kent, a segnare una spaccatura tra la giuria e la critica che non ha particolarmente amato il film, e un secondo premio anche per The Favourite, che ha portato a casa il Leone d'Argento per il Gran Premio della Giuria. Premiati anche due western: miglior regista a Jacques Audiard per The Sisters Brothers, e il premio per la sceneggiatura a La Ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen.

Ecco tutti i vincitori, compresi quelli della sezione Orizzonti, Venezia Classici, e del Venice Virtual Reality.

CONCORSO
- Leone d’Oro per il Miglior Film: Roma, di Alfonso Cuaron
- Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: The Favourite, di Yorgos Lanthimos
- Leone d’Argento per la Migliore Regia: Jacques Audiard per The Sisters Brothers
- Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile: Willem Dafoe per At Eternity’s Gate, di Julian Schnabel
- Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile: Olivia Colman per The Favourite, di Yorgos Lanthimos
- Miglior Sceneggiatura: Joel e Ethan Coen per La Ballata di Buster Scruggs, di Joel e Ethan Coen
- Premio Speciale della Giuria: The Nightingale, di Jennifer Kent
- Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Baykali Ganambarr per The Nightingale, di Jennifer Kent

ORIZZONTI
- Miglior film: KrabenRahu (Manta Ray), di Phuttiphong Aroonpheng
- Miglior regia: Emir Baigazin per Ozen
- Miglior interpretazione maschile: Kais Nashif per Tel Aviv on Fire
- Miglior interpretazione femminile: Natalya Kudryashova per The Man who Surprised Everyone
- Miglior sceneggiatura: Jinpa di Pema Tseden
- Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Anons, di Mahmut Fazil Coşkun
- Miglior cortometraggio: Kado, di Aditya Ahmad

VENICE VIRTUAL REALITY
- Miglior film VR: Spheres di Eliza McNitt
- Migliore esperienza VR (per contenuto interattivo): Buddy VR di Chuck Chae
- Migliore storia VR (per contenuto lineare): L’Ile des Morts di Benjamin Nuel

VENEZIA CLASSICI
- Miglior Film Restaurato: La Notte di San Lorenzo, di Paolo e Vittorio Taviani
- Miglior Documentario sul Cinema: The Great Buster - a Celebration, di Peter Bogdanovich

giovedì 30 agosto 2018

Venezia 75 - giorno 2

Secondo giorno di festival, presentati altri due film molto attesi.

Un intricato e folle triangolo tra donne al centro di The Favourite, nuovo film del controverso regista greco Yorgos Lanthimos (The Lobster). Protagoniste le attrici Emma Stone, Olivia Colman e Rachel Weisz.

Ambientato all'inizio del Settecento, il film vede una Regina Anna (Olivia Colman) stanca, piuttosto folle, e provata dalle 17 gravidanze andate male. La sovrana ha ormai deciso di mettere la sua vita nelle mani di Lady Sarah Churchill duchessa di Marlborough (Rachel Weisz), donna tutt'altro che folle, lucida stratega sposata con il comandante in capo dell'esercito inglese impegnato in guerra. Lady Sarah Churchill approfitta del suo ruolo di favorita della Regina, consolidato anche fra le lenzuola, per gestire il governo a suo piacimento. A scombinare i piani arriva però Abigail Masham (Emma Stone), cugina della duchessa, un'aristocratica caduta in disgrazia e venduta dal padre per un debito di gioco. Abigail comincerà facendo la cameriera ma ben presto si farà largo nelle grazie (e nel letto) della Regina diventando la sua nuova preferita e scatenando la gelosia di Lady Sarah.

Scandaloso ed eccessivo, il film è stato accolto molto bene dalla sala stampa, particolarmente apprezzate le interpretazioni delle attrici, assolute protagoniste della pellicola. "Sono stato immediatamente attratto dalla storia di queste tre donne così complesse, tre personaggi realmente esistiti", ha dichiarato Lanthimos, che poi ha voluto sottolineare che l'aver fatto un film così "femminile" non ha niente a che vedere con il vento di protesta che sta soffiando sull'industria cinematografica in questi mesi, "Sono nove anni che lavoriamo su questo progetto, quindi è impossibile che sia legato ai movimenti esplosi quest'anno. Però una cosa posso dirla: mentre spesso nel cinema le donne sono oggetto del desiderio o comunque mogli o fidanzate di qualche uomo, qui sono personaggi a tutto tondo, esseri umani completi, meravigliose e orrende allo stesso tempo".

Entusiasta del film Emma Stone, unica americana in mezzo a un cast britannico, che ha ammesso, molto onestamente, di non aver capito subito tutto del film, ma di aver amato molto il suo personaggio. "E' una sopravvissuta", ha detto l'attrice, "all'inizio non la capivo bene ma poi via via che siamo andati avanti sono entrata nel personaggio. E' sopraffatta dagli eventi, mi è piaciuto tutto di lei. Ero la sola americana del cast e mi ha intimorito un po’ il lavoro per raggiungere sicurezza con l’accento".
Entrambe le attrici hanno dichiarato che si è creata una bella complicità tra di loro (Rachel Weisz compresa), anche nelle scene di sesso. "E' stato bello farlo con Olivia, abbiamo familiarizzato molto e ci è sembrato naturale", ha dichiarato Emma Stone. Affermazione a cui ha risposto un'altrettanto soddisfatta Colman: "Abbiamo provato per tre settimane, sciogliendoci e perdendo la vergogna una rispetto all'altra. Alla fine eravamo molto amiche, per cui eravamo a nostro agio nel fare sesso".

Nel film Olivia Colman interpreta la Regina Anna, e il caso vuole che in questo periodo stia interpretando un'altra regina, l'attuale Regina Elisabetta II per la serie The Crown. Impossibili da paragonare secondo l'attrice. "Non potrebbero essere più diverse, hanno in comune soltanto il fatto di essere chiamate regine", ha dichiarato la Colman, che ha amato molto interpretare la Regina Anna, "Interpretarla è stata una vera gioia, ho potuto giocare molto con le sue insicurezze e sul fatto che avesse così tanto potere nelle mani. Anna è una donna che non si sente amata da nessuno".

Cast e attori, nel film ci sono anche Nicholas Hoult e Jon Alwyn, hanno infine fatto i più sinceri auguri a Rachel Weisz, assente al festival perché, a 48 anni, è incinta e vicina al parto.

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Sempre tre donne sono protagoniste dell'altro film presentato oggi, si tratta di ROMA, atteso nuovo lavoro del regista premio Oscar Alfonso Cuaron. Film prodotto da Netflix.

La storia è ambientata negli anni '70 a Città del Messico, più precisamente nel quartiere ROMA, e racconta le vite della domestica Cleo (Yalitza Aparicio) e della sua collaboratrice Adela (Nancy García García), entrambi di discendenza mixteca, intrecciate a quella di Sofia (Marina de Tavira), donna borghese e madre dei quattro bambini che Cleo deve accudire e che ama come se fossero suoi figli. Una notizia però sconvolge la vita di Cleo, mentre a sconvolgere il paese sono le proteste studentesche che culmineranno nel famoso Massacro del Corpus Christi, quando un gruppo paramilitare appoggiato dal governo uccise 120 civili.

Girato interamente in bianco e nero, in 65mm e con lunghi piani sequenza, il film vede al centro tre figure femminili ispirate alle donne che hanno animato l'infanzia del regista. "E' un film legato alla memoria e al ricordo", ha spiegato Alfonso Cuaron, "Il film è dedicato a quella che è stata la mia bambinaia, che ovviamente lo ha ispirato. Tutto viene dalle conversazioni che ho avuto con lei e così è venuto fuori il personaggio di Cleo. Quando cresci con qualcuno che ami non metti in discussione la sua identità. Per me era come una mamma. Mi sono dovuto sforzare di vedere Cleo come una donna, con tutte le problematiche della sua storia. Scoprire le sue radici indigene e la sua condizione sociale. Le donne a casa mia hanno sempre portato avanti le cose da sole".

Il film sarà disponibile su Netflix dal 14 dicembre, ma negli USA uscirà anche in alcune sale selezionate.