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lunedì 5 dicembre 2022

Bones and all - la recensione

Dopo l'incredibile successo di Chiamami col tuo nome torna la coppia Guadagnino-Chalamet e conquista Venezia con un'altra storia d'amore coming of age tutt'altro che banale, nuovamente tratta da un romanzo, quello omonimo di Camille De Angelis. 

Maren e Lee sono due ragazzi che faticano a trovare il loro posto nel mondo, due disadattati che trovano l'uno nell'altra un equilibrio che altrimenti sfuggirebbe. Perché Maren e Lee sono due cannibali. 




È proprio questo il punto da cui bisogna partire per approcciarsi alla nuova pellicola di Luca Guadagnino, perché è fondamentale avere ben chiaro che se si è deboli di stomaco forse non è un film che fa per noi, e viene messo subito in chiaro in una sequenza iniziale disturbante come poche.

Però non siamo di fronte a un film horror ed è chiaro come Guadagnino non provi minimamente a parlare di cannibalismo come siamo forse abituati a vedere, i suoi personaggi non sono degli Hannibal Lecter e anche gli individui più inquietanti, come quello interpretato da un sempre ottimo Mark Rylance, sono soffusi della loro solitudine. 
Il cannibalismo è quindi una metafora, anzi molte metafore in cui ognuno può leggere un pezzo di sé, dalle difficoltà del capire chi siamo, fino al rifiuto della società nei confronti del diverso, al potere totalizzante e quasi salvifico dell'amore. Perché alla fine, più di ogni altra cosa, questa è una storia d'amore, con momenti anche molto teneri fra i due giovani protagonisti, immersi in una America rurale on the road anni '80 di grande atmosfera.


Timothée Chalamet si conferma ancora una volta come uno degli attori giovani più interessanti in circolazione e in particolare nelle mani di Guadagnino, che lo ha lanciato nel panorama hollywoodiano, dà veramente il meglio di sé con una interpretazione misurata e intima. Un plauso anche alla canadese Taylor Russell, volto sicuramente meno noto ma che non sfigura affatto, anzi, la chimica fra i due è tangibile e le loro scene sono sempre splendide.

Purtroppo invece risulta davvero poco efficace la colonna sonora, e in questo Guadagnino non riesce a ripetersi, un peccato perché il film avrebbe meritato delle musiche più memorabili, in particolare per quanto riguarda i pezzi non originali.

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giovedì 24 novembre 2022

Independent Spirit Awards 2023 - le nomination

Inizia la stagione dei premi, come sempre dalle nomination agli Independent Spirit Awards.

I film vengono scelti da una commissione formata da circa cinquanta persone e poi votati dai 6mila membri della Film Independent. Per poter rientrare nelle nomination, i film devono essere prodotti negli Stati Uniti e con un budget inferiore ai 22.5 milioni di dollari.
Quest'anno le nomination sono arrivate prima del solito, questo potrebbe influenzare le candidature dei Critics Choice Awards e dei Golden Globes. La cerimonia di premiazione si terrà il 4 marzo 2023, alcuni giorni prima della chiusura delle votazioni degli Oscar 2023, e anche in questo caso, i vincitori potrebbero spostare gli equilibri.

Grossa novità nelle categorie, abolite le cinquine di migliore attrice e migliore attore, sia protagonista che non protagonista, sostituite da categorie "genderless" con numerosi candidati: migliore performance da protagonista e migliore performance da non protagonista.

Tra i film a raccogliere più nomination quest'anno, spicca Everything Everywhere All at Once con 8 candidature, seguito da Tár con sette. Tra i nominati anche Bones and All di Luca Guadagnino, 

Ecco le nomination.

Miglior film 
“Bones and All”
“Everything Everywhere All at Once”
“Our Father, the Devil”
“Tar”
“Women Talking”
 
Miglior regista
Todd Field – “Tar”
Kogonada – “After Yang”
Daniel Kwan, Daniel Scheinert – “Everything Everywhere All at Once”
Sarah Polley – “Women Talking”
Halina Reijn – “Bodies Bodies Bodies”
 
Miglior performance da protagonista 
Cate Blanchett – “Tar”
Dale Dickey – “A Love Song”
Mia Goth – “Pearl”
Regina Hall – “Honk for Jesus. Save Your Soul.”
Paul Mescal – “Aftersun”
Aubrey Plaza – “Emily the Criminal”
Jeremy Pope – “The Inspection”
Taylor Russell – “Bones and All”
Andrea Riseborough – “To Leslie”
Michelle Yeoh – “Everything Everywhere All at Once”
 
Miglior performance da non protagonista  
Jamie Lee Curtis – “Everything Everywhere All at Once”
Brian Tyree Henry – “Causeway”
Nina Hoss – “Tar”
Brian D’Arcy James – “The Cathedral”
Ke Huy Quan – “Everything Everywhere All at Once”
Trevante Rhodes – “Bruiser”
Theo Rossi – “Emily the Criminal”
Mark Rylance – “Bones and All”
Jonathan Tucker – “Palm Trees and Power Lines”
Gabrielle Union – “The Inspection”
 
Miglior sceneggiatura 
“After Yang”
“Catherine Called Birdy”
“Everything Everywhere All at Once”
“Tar”
“Women Talking”
 
Miglior Sceneggiatura d’esordio
“Bodies Bodies Bodies”
“Emergency”
“Emily the Criminal”
“Fire Island”
“Palm Trees and Power Lines”
 
Miglior Opera Prima 
“Aftersun”
“Emily the Criminal”
“The Inspection”
“Murina”
“Palm Trees and Power Lines”
 
Premio John Cassavetes (film realizzati con meno di $500,000)
“The African Desperate”
“A Love Song”
“The Cathedral”
“Holy Emy”
“Something in the Dirt”
 
Miglior Fotografia
“Aftersun”
“Murina”
“Neptune Frost”
“Pearl”
“Tar”
 
Miglior Documentario
“House Made of Splinters”
“All that Breathes”
“All the Beauty and the Bloodshed”
“Midwives”
“Riotsville, U.S.A.
 
Miglior Montaggio
“Aftersun”
“The Cathedral”
“Everything Everywhere All at Once”
“Marcel the Shell with Shoes On”
“Tar”
 
Miglior film internazionale
“Corsage”
“Joyland”
“Leonor Will Never Die”
“Return to Seoul”
“Saint Omer”
 
Miglior Produttore
Liz Cardenas
Tory Lenosky
David Grove Churchill Viste
 
Miglior “Breakthrough Performance”
Frankie Corio – “Aftersun”
Garcija Filipovic – “Murina”
Stephanie Hsu – “Everything Everywhere All at Once”
Lilly McInerny – “Palm Trees and Power Lines”
Daniel Zolghardi – “Funny Pages”
 
Premio “Someone to Watch” 
Adamma Ebo – “Honk for Jesus. Save Your Soul”
Nikyatu Jusu – “Nanny”
Araceli Lemos – “Holy Emy”
 
“The Truer Than Fiction Award”
Isabel Castro – “Mija”
Reid Davenport – “I Didn’t See You There”
Rebeca Huntt – “Beba”

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sabato 10 settembre 2022

Venezia 79 - i vincitori

Si è conclusa poco fa la 79a edizione del Festival di Venezia.

La presidente di giuria Julianne Moore ha consegnato il Leone d'Oro a All the Beauty and the Bloodshed di Laura Poitras, documentario dedicato alla fotografa Nan Goldin.

Cate Blanchett (Tàr) ha vinto la Coppa Volpi come la migliore attrice, mentre Colin Farrell (Gli Spiriti dell'Isola) quella come migliore attore.

Leone d'Argento per la migliore regia a Luca Guadagnino per Bones and All, film che ha visto premiata anche la sua protagonista, Taylor Russell, a cui è stato assegnato il Premio Marcello Mastroianni come migliore interprete emergente.

Ecco tutti i vincitori.

CONCORSO
Premio Marcello Mastroianni per la migliore interpretazione emergente – Taylor Russell per Bones and All
Premio speciale della giuria Venezia 79 – Gli orsi non esistono di Jafar Panahi
Migliore Sceneggiatura – Martin McDonagh per Gli spiriti dell’isola
Coppa Volpi per il migliore attore – Colin Farrell per Gli spiriti dell’isola
Coppa Volpi per la migliore attrice – Cate Blanchett per Tár
Leone d’argento per la migliore regia – Luca Guadagnino per Bones and All
Leone d’argento gran premio della giuria – Saint Omer di Alice Diop
Leone d’Oro per il miglior film – All the Beauty and the Bloodshed di Laura Poitras

ORIZZONTI
Miglior corto – Snow in September – Lkhagvadulam Purev-Ochir
Miglior sceneggiatura – Fernando Guzzoni per Blanquita
Miglior attore – Mohsen Tanabandeh per Jang-e jahani sevom (Terza guerra mondiale)
Migliore attrice – Vera Gemma per Vera
Premio speciale della giuria – Chleb I Sól (Bread and Salt) di Damian Kocur
Miglior regia – Tizza Covi, Rainer Frimmel per Vera
Miglior film – Jang-e jahani sevom (Terza guerra mondiale) di Houman Seyedi

LEONE DEL FUTURO PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA LUIGI DE LAURENTIIS
Saint Omer, di Alice Diop

VENEZIA IMMERSIVE
Migliore esperienza Venice Immersive – The man who couldn’t leave di Singing Chen
Premio speciale della giuria – Eggscape di German Heller
Gran premio della giuria – From the Main Square di Pedro Harres

VENEZIA CLASSICI
Miglior film restaurato – Koroshi No Rakuin (Branded to Kill), di Seijun Suzuki
Miglior documentario sul cinema – Fragments of Paradise, di KD Davison

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA
Paul Schrader
Catherine Deneuve

PREMIO CARTIER FILMMAKER AWARD
Walter Hill

PREMIO DEGLI SPETTATORI ARMANI BEAUTY
Nezouh, di Soudade Kaadan


martedì 26 luglio 2022

Venezia 79 - Concorso, Fuori Concorso, e Orizzonti, ecco il programma

È stato annunciato questa mattina il programma della 79a edizione del Festival di Venezia, che si terrà dal 31 agosto al 10 settembre, con Julianne Moore presidente di giuria del Concorso.

Di ieri la notizia che White Noise di Noah Baumbach sarà il film d'apertura, e sarà anche uno dei titoli in Concorso insieme a titoli molto attesi, come The Whale di Darren Aronofsky, con Brendan Fraser, Blonde, il film su Marilyn Monroe diretto Andrew Dominik e con Ana de Armas protagonista, Tar, con Cate Blanchett, e i nuovi film di Alejandro Gonzalez Iñarritu e Martin McDonagh.

Molta Italia in Concorso, con Gianni Amelio e il suo Il Signore delle Formiche, il nuovo di Emanuele Crialese, L'Immensità, con Penelope Cruz protagonista, Chiara di Susanna Nicchiarelli, incentrato sulla figura di Santa Chiara, e ancora Monica di Andrea Pallaoro, e infine Bones and All di Luca Guadagnino, con Timothée Chalamet protagonista.

The Hanging Sun di Francesco Cozzini, presentato Fuori Concorso, sarà il film di chiusura. E Fuori Concorso sarà presento anche il nuovo film di Paolo Virzì, Siccità, quello di Paul Schrader, e Don't Worry Darling di Olivia Wilde, che vede protagonisti Florence Pugh, Henry Styles, Gemma Chan e Chris Pine.

Ecco il programma completo.

CONCORSO
- White Noise, di Noah Baumbach – film d’apertura
- Il signore delle formiche, di Gianni Amelio
- The Whale, di Darren Aronofsky
- L’immensità, di Emanuele Crialese
- Saint Omer, di Alice Diop
- Blonde, di Andrew Dominik
- Tár, di Todd Field
- Love Life, di Koji Fukada
- Bardo, falsa cronica de unas cuantas verdades, di Alejandro G. Inarritu
- Athena, di Romain Gavras
- Bones and All, di Luca Guadagnino
- The Eternal Daughter, di Joanna Hogg
- Shab, Dakheli, Divar (Beyond the Wall), di Vahid Jalilvand
- The Banshees of Inisherin, di Martin McDonagh
- Argentina, 1985, di Santiago Mitre
- Chiara, di Susanna Nicchiarelli
- Monica, di Andrea Pallaoro
- Khers Nist (No Bears), di Jafar Panahi
- All the Beauty and the Bloodshed, di Laura Poitras
- Un Couple (A Couple), di Frederick Wiseman
- The Son, di Florian Zeller
- Les Miens (Our Ties), di Roschdy Zem
- Les Enfants des Autres (Other People’s Children), di Rebecca Zlotowski

FUORI CONCORSO
- The Hanging Sun, di Francesco Cozzini – Film di chiusura del Festival
- Kapag Wala Nang Mga Alon (When the Waves are Gone), di Lav Diaz
- Living, di Oliver Hermanus
- Dead for a Dollar, di Walter Hill
- Kone Taevast (Call of God), di Kim Ki-Duk
- Dreamin’ Wild, di Bill Pohlad
- Master Gardener, di Paul Schrader
- Siccità, di Paolo Virzì
- Pearl, di Ti West
- Don’t Worry Darling, di Olivia Wilde

FUORI CONCORSO – NON FICTION
- Freedom on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom, di Evgeny Afineevsky
- The Matchmaker, di Benedetta Argentieri
- Gli ultimi giorni dell’umanità, di Enrico Ghezzi e Alessandro Gagliardo
- A Compassionate Spy, di Steve James
- Music for Black Pigeons, di Jorgen Leth e Andreas Koefoed
- The Kiev Trial, di Sergei Loznitsa
- In viaggio, di Gianfranco Rosi
- Bobi Wine Ghetto President, Christopher Sharp e Moses Bwayo
- Nuclear, di Oliver Stone

FUORI CONCORSO – SERIE TV
- Riget Exodus (The Kingdom Exodus) – episodi 1-5, di Lars von Trier (1 settembre)
- Copenhagen Cowboy – episodi 1-6, di Nicolas Winding Refn

FUORI CONCORSO – CORTI
- Camarera de Piso (Maid), di Lucrecia Martel
- Look at Me, di Sally Potter
- In quanto a noi, di Simone Massi
- A guerra finita, di Simone Massi

ORIZZONTI
- Princess, di Roberto De Paolis – Film d’apertura
- Obet’ (Victim), di Michal Blaško
- En Los Margenes (On the Fringe), di Juan Diego Botto
- Trenque Lauquen, di Laura Citarella
- Vera, di Tizza Covi e Rainer Frimmel
- Innocence, di Guy Davidi
- Blanquita, di Fernando Guzzoni
- Pour la France (For My Country), di Rachid Hami
- Aru Otoko (A Man), di Kei Ishikawa
- Chleb I Sol (Bread and Salt), di Damian Kocur
- Luxembourg, Luxembourg, di Antonio Lukich
- Ti mangio il cuore, di Pippo Mezzapesa
- Spre Nord (To The North), di Mihai Mincan
- Autobiography, di Makbul Mubarak
- The Syndacaliste (The Sitting Duck), di Jean-Paul Salomé
- Jang-E Jahani Sevom (World War III), di Houman Seyedi
- Najsrekniot Čovek Na Svetot (The Happiest Man in the World), di Teona Strugar Mitevska
- A Noiva (The Bride), di Sergio Trefaut

ORIZZONTI EXTRA
- L’origine du mal (Origin of Evil), di Sebastien Marnier – Film d’apertura
- Hanging Gardens, di Ahmed Yassin Al Daradji
- Amanda, di Carolina Cavalli
- Zapatos Rojos (Red Shoes), di Carlo Eichelmann Kaiser
- Nezouh, di Soudade Kaadan
- Notte Fantasma, di Fulvio Risuleo
- Bi Roya (Without Her), di Arian Vazirdaftari
- Valeria Mithatenet (Valeria is Getting Married), di Michal Vinik
- Goliath, di Adilkhan Yerzhanov