sabato 29 novembre 2025
lunedì 13 marzo 2023
Oscar 2023 - Tutti i vincitori
Si è tenuta la scorsa notte al Dolby Theatre di Los Angeles la 95a edizione degli Academy Awards, presentata da Jimmy Kimmel, che vede trionfare Everything Everywhere All at Once. La pellicola dei Daniels si aggiudica sette statuette tra cui miglior film, miglior regia, migliore attrice protagonista (Michelle Yeoh), migliori attori non protagonisti (Ke Huy Quan e Jamie Lee Curtis).
Quattro Oscar a "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Niente da fare per "Le Pupille" di Alice Rorhwacher e per Aldo Signoretti.
Ecco l'elenco dei vincitori:
MIGLIOR FILM
Everything Everywhere All at Once
MIGLIOR REGISTA
Daniel Kwan, Daniel Scheinert (Everything Everywhere All at Once)
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Brendan Fraser (The Whale)
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Michelle Yeoh (Everything Everywhere All at Once)
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Ke Huy Quan (Everything Everywhere All at Once)
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jamie Lee Curtis (Everything Everywhere All at Once)
MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE:
Pinocchio
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
The Boy, the Mole, the Fox, and the Horse
MIGLIORI COSTUMI
Black Panther: Wakanda Forever
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
An Irish Goodbye
MIGLIOR TRUCCO
The Whale
MIGLIORE COLONNA SONORA
Niente di nuovo sul fronte occidentale
MIGLIOR SONORO
Top Gun: Maverick
MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Women Talking
MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Everything Everywhere All at Once
MIGLIORE FOTOGRAFIA
Niente di nuovo sul fronte occidentale
MIGLIOR DOCUMENTARIO
Navalny
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
The Elephant Whisperers
MIGLIOR MONTAGGIO
Everything Everywhere All at Once
MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Niente di nuovo sul fronte occidentale (Germania)
MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Naatu Naatu (RRR)
MIGLIORE SCENOGRAFIA
Niente di nuovo sul fronte occidentale
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Avatar: La via dell'acqua
lunedì 20 febbraio 2023
BAFTA 2023 - il trionfo di Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale
mercoledì 21 dicembre 2022
Pinocchio di Guillermo del Toro - la recensione
mercoledì 15 giugno 2022
Pinocchio - tante nuove immagini dal film in stop-motion di Guillermo del Toro
venerdì 25 marzo 2022
Nightmare Alley - La Fiera delle Illusioni - la recensione
sabato 22 gennaio 2022
Nightmare Alley di del Toro è un flop negli USA. Martin Scorsese lancia un appello per il film.
martedì 1 ottobre 2019
The Irishman: l'elogio di Guillermo del Toro al film di Scorsese
Prima Leonardo Di Caprio, poi Ava DuVernay, hanno scritto parole al miele, ma più di tutti Guillermo del Toro. Il regista messicano infatti ha scritto un vero e proprio elogio al film.
Una recensione molto particolare, una lunga analisi del film racchiusa in 13 tweet, che il regista ha condiviso sul proprio profilo Twitter.
Ecco le sue parole.
"13 tweet su The Irishman di Scorsese
Inanzitutto, il film si apre con un epitaffio, come Barry Lyndon. Parla della vita che va e viene, con tutti i suoi turbamenti, tutti i suoi drammi, la violenza e rumore e la perdita... e come inevitabilmente svaniscono, come tutti noi...
"Fu durante il regno di Giorgio III che i suddetti personaggi vissero e litigarono; buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri, adesso sono tutti uguali". Tutti quanti saremo traditi e rivelati dal tempo, umiliati dai nostri corpi, spogliati del nostro orgoglio.
Il film è un mausoleo del mito: un monumento funerario che sta in piedi per sbriciolare le ossa sotto di esso. Il granito è fatto per durare ma noi ci trasformiamo comunque in polvere dentro.
E' l'anti "My Way" (suonata ad ogni matrimonio gangster del mondo). Rimpianti, ne hanno più di pochi. La strada non può essere annullata e tutti affrontiamo l'equilibrio alla fine. Persino la voce fuori campo ha portato De Niro a insinuarsi in un rimuginare senza senso.
Scorsese lo ha cominciato mano nella mano con Schrader, da giovani uomini, cercando Bresson. Questo film trasforma magicamente tutti i miti del gangster in rimpianto. Questo film lo vivi. Non mostra mai la sensualità della violenza. Mai lo spettacolo, eppure è straordinariamente cinematografico.
Il film ha l'inesorabilità di una crocifissione - dal punto di vista di Giuda. Ogni stazione della croce è permeata dall'umorismo e da un senso di banalità - futilità - i personaggi vengono introdotti con i loro epitaffi sovrapposti sullo schermo: "E' così che muoiono".
Non avrei mai pensato di vedere un film in cui avrei tifato per Jimmy Hoffa - ma l'ho fatto - forse perché, alla fine, proprio come i Kennedy, lui rappresentava anche la fine di un maestoso status postbellico in America.
Un interessante collegamento tra questi personaggi: Pesci, che ha interpretato il mostro machiavellico, riconquista un'innocente senilità, un oblio benigno, e il personaggio di De Niro - che ha operato in un vuoto morale - acquisisce abbastanza consapevolezza da provare una amara solitudine.
Questo film, comunque, ha bisogno di tempo, deve essere elaborato come un vero lutto. Arriverà a più fasi... credo che la maggior parte del suo potere penetrerà, col tempo, e causerà una vera realizzazione. Un capolavoro. Un corollario perfetto per Quei Bravi Ragazzi e Casino.
Andatelo a vedere. Al cinema. Questo film ha languito nel limbo della produzione per tanto tempo... averlo qui, ora, è un miracolo. Sono le tre ore di cinema più veloci di sempre. Non perdetelo."
Se avevate qualche dubbio sul film, Del Toro vi sta dicendo di stare tranquilli perché The Irishman è un grande film.
A questo punto è lecito considerare il film e Martin Scorsese, tra i favoriti per la stagione dei premi... e ovviamente per l'Oscar.
The Irishman sarà su Netflix dal 1 novembre, prima però dovrebbe uscire in alcune sale. Sicuramente lo vedremo alla Festa del Cinema di Roma, sarà presentato lunedì 21 ottobre.
lunedì 5 marzo 2018
Oscar 2018 - trionfa 'The Shape of Water'. Ecco tutti i vincitori.
Nelle ultime settimane sembrava che le carte si fossero rimescolate e invece, come da pronostico, a vincere è stato The Shape of Water di Guillermo del Toro, che si è portato a casa anche il premio per la migliore regia. In tutto il film ha vinto 4 premi risultando il più premiato della serata.
Pronostici rispettati anche per i quattro attori, sono stati premiati quelli che in questa stagione dei premi hanno vinto praticamente tutto. Finalmente Gary Oldman (L'ora più Buia) ha vinto il suo Oscar come migliore attore, quello per migliore attrice è andato ovviamente Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), protagonista del discorso più trascinante della serata. I migliori attori non protagonisti sono stati Allison Janney (I, Tonya) e Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri). Tutti e quattro sono Oscar più che meritati.
Un po' di gloria anche per l'Italia, con Chiamami col tuo Nome che si è portato a casa l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale, andato al veterano James Ivory, da oggi il più anziano mai premiato. Piccola sorpresa, ma non più di tanto, l'Oscar per la migliore sceneggiatura originale a Get Out.
Non solo del Toro, il Messico è stato grande protagonista della serata anche grazie al miglior film d'animazione, che è andato - manco a dirlo - a Coco della Disney/Pixar, che si è preso anche il premio per la migliore canzone. In sud America anche l'Oscar per il miglior film, andato al cileno Una Donna Fantastica.
Fra i premi tecnici hanno trovato gloria Dunkirk e anche Blade Runner 2049.
La protesta dei movimenti Time's Up e #MeToo c'è stata ma in modo più lieve rispetto ai Golden Globe e i BAFTA. Jimmy Kimmel ne ha parlato apertamente nel monologo d'apertura, molte attrici ne hanno parlato dal palco, ma i momenti più significativi sono stati due: il discorso di ringraziamento di Frances McDormand che ha invitato tutte le donne nominate ad alzarsi in piedi (la prima a rispondere è stata Meryl Streep) per condividere quel momento di gloria insieme a lei, e poi la presenza sul palco di Ashley Judd, Annabella Sciorra e Salma Hayek, tre delle grandi accusatrici di Harvey Weinstein, insieme per dire basta alle molestie e alla disparità di trattamento.
C'è stato anche un momento storico in questa edizione, Daniela Vega, protagonista del premiato Una Donna Fantastica, è stata la prima transgender a presentare un premio sul palco degli Oscar.
Ecco l'elenco dei vincitori della serata.
Miglior Film
La Forma dell’Acqua
Miglior Regia
Guillermo del Toro, La Forma dell’Acqua
Miglior Attore Protagonista
Gary Oldman, L’ora più buia
Miglior Attrice Protagonista
Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Miglior Attore non Protagonista
Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Miglior Attrice non Protagonista
Allison Janney, I, Tonya
Miglior Sceneggiatura Originale
Scappa – Get Out
Miglior Sceneggiatura non Originale
Chiamami col tuo nome
Miglior Film Straniero
Una donna fantastica
Miglior film d’Animazione
Coco
Miglior Fotografia
Blade Runner 2049
Miglior Scenografia
La Forma dell’Acqua
Miglior Montaggio
Dunkirk
Miglior Colonna Sonora
La Forma dell’Acqua
Miglior Canzone
"Remember Me", Coco
Migliori Effetti Visivi
Blade Runner 2049
Miglior Sonoro
Dunkirk
Miglior Montaggio Sonoro
Dunkirk
Migliori Costumi
Il Filo Nascosto
Miglior Trucco e Acconciatura
L’ora più buia
Miglior Documentario
Icarus
Miglior Cortometraggio Documenatrio
Heaven is a Traffic Jam On The 405
Miglior Cortometraggio
The Silent Child
Miglior Cortometraggio Animato
Dear Basketball
lunedì 19 febbraio 2018
BAFTA 2018 - trionfa Tre Manifesti a Ebbing, Missouri. Ecco tutti i vincitori.
A dominare la cerimonia è stato Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, che si è portato a casa ben cinque premi, tra cui miglior film e miglior film in lingua inglese.
Confermato il quartetto di attori che fino ad oggi ha vinto praticamente tutto: Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) migliore attrice, Gary Oldman (L'Ora Più Buia) miglior attore, Allison Janney (I, Tonya) migliore attrice non protagonista, e Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) migliore attore non protagonista.
Guillermo del Toro (The Shape of Water) si è aggiudicato il premio per la regia, mentre James Ivory è stato premiato per Chiamami col Tuo Nome con il Bafta per la migliore sceneggiatura non originale.
Infine, il grande Ridley Scott è stato premiato con il Bafta Fellowship, il premio alla carriera, consegnato dal Principe William.
Ecco l'elenco dei vincitori.
Miglior Film
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
Miglior film inglese
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
Miglior regista
Guillermo del Toro, The Shape of Water
Migliore attrice protagonista
Frances McDormand, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
Migliore attore protagonista
Gary Oldman, L’Ora più Buia
Migliore attrice non protagonista
Allison Janney, I, Tonya
Migliore attore non protagonista
Sam Rockwell, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
Migliore fotografia
Blade Runner 2049
Migliore sceneggiatura originale
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
Migliore sceneggiatura adattata
Chiamami col tuo Nome
Miglior film d'animazione
Coco
Miglior suono
Dunkirk
Miglior debutto per uno sceneggiatore/regista/produttore inglese
I am not a Witch, Rungano Nyoni (Writer/Director), Emily Morgan (Producer)
Migliori effetti visivi
Blade Runner 2049
Migliori scenografie
The Shape of Water
Miglior film non in lingua inglese
The Handmaiden, Park Chan-wook, Syd Lim
Miglior corto inglese
Cowboy Dave
Miglior corto animato inglese
Poles Apart
Miglior documentario
I am not Your Negro
Miglior montaggio
Baby Driver
Migliori Costumi
Il Filo Nascosto
Miglior trucco e acconciature
L'ora Più Buia
Miglior Colonna Sonora
The Shape of Water
EE Rising Star Award (Voted for by the public)
Daniel Kaluuya
Contributo inglese al cinema
Jon Wardle, National Film and Television School
Bafta Fellowship
Ridley Scott
martedì 13 febbraio 2018
The Shape of Water - La Forma dell'Acqua - la recensione
domenica 21 gennaio 2018
The Shape of Water è il miglior film ai PGA Awards
A vincere è stato La Forma dell'Acqua (The Shape of Water) di Guillermo del Toro. Un riconoscimento molto importante grazie al quale il regista messicano mette (ipoteticamente) una mano sull'Oscar 2018 come miglior film.
Attenzione però, i PGA sono molto importanti in vista degli Academy Awards ma negli ultimi due anni i film che hanno vinto questo premio, La Grande Scommessa e La La Land, non si sono poi ripetuti agli Oscar.
Al momento comunque, grazie a questo premio e al Critics' Choice Awards ricevuto qualche giorno fa, il film di Del Toro si attesta come favorito per la notte degli Oscar.
Consegnati anche i premi per la tv con The Handmaid’s Tale che ha battuto Big Little Lies come serie dell'anno.
Ecco i vincitori.
- Premio Darryl F. Zanuck Award per il miglior produttore di un lungometraggio: The Shape of Water
- Premio per il miglior produttore di un film d’animazione: Coco
- Premio per il miglior produttore di un documentario: Jane
Per la tv.
- The Norman Felton Award for Outstanding Producer of Episodic Television, Drama: The Handmaid's Tale
- The Danny Thomas Award for Outstanding Producer of Episodic Television, Comedy: The Marvelous Mrs. Maisel
- The David L. Wolper Award for Outstanding Producer of Long-Form Television: Black Mirror
QUI tutti i vincitori.
sabato 13 gennaio 2018
Critics' Choice Awards - trionfo per The Shape of Water, Big Little Lies e The Handmaid’s Tale
sabato 9 settembre 2017
Venezia 74 - 'The Shape of Water' vince il Leone d'Oro
Presentato il secondo giorno del festival, da subito è entrato nella top3 dei papabili vincitori. E così è stato, un emozionatissimo Guillermo del Toro ha ritirato il Leone d'Oro dalle mani del presidente di giuria Annette Bening.Gli altri premi hanno un po' spiazzato. La Coppa Volpi come migliore attrice è andata a Charlotte Rampling per il film italiano Hannah. Premio meritato anche se tutti tifavano spudoratamente per la Frances McDormand di Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, film che si è portato a casa il premio per la migliore sceneggiatura, decisamente meritato ma forse un po' troppo poco per un film che ha davvero convinto e conquistato tutti.
Sorpresa per la Coppa Volpi per il migliore attore è stata assegnata a Kamel El Basha per il film L’insulto, anche in questo caso un premio meritato ma tutti speravano in Donald Sutherland (The Leisure Seeker).
Scontato il premio Marcello Mastroianni per il migliore attore/attrice emergente, consegnato al giovane Charlie Plummer per Lean on Pete.
Venezia 74 si è chiuso con Paolo Baratta che ha dato appuntamento al 29 agosto 2018.
Ecco tutti i vincitori.
CONCORSO
Leone d’Oro per il Miglior Film: The Shape of Water di Guillermo del Toro
Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: Foxtrot di Samuel Maoz
Leone d’Argento per la Migliore Regia: Xavier Legrand per Jusqu’à la garde
Coppa Volpi migliore attore: Kamel El Basha per L’insulto di Ziad Doueiri
Coppa Volpi migliore attrice: Charlotte Rampling per Hannah di Andrea Pallaoro
Miglior Sceneggiatura: Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh
Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Charlie Plummer per Lean on Pete di Andrew Haigh
Premio Speciale della Giuria: Sweet Country di Warwick Thornton
SEZIONE ORIZZONTI
Premio Orizzonti per il Miglior Film: Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli
Premio Orizzonti per la Miglior Regia: Vahid Jalilvand per Bedoone Tarikh, Bedoone Emza
Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura: Los versos del olvido di Alireza Khatami
Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Caniba di Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor
Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio: Gros Chagrin di Céline Devaux
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile: Navid Mohammadzadeh per Bedoone Tarikh, Bedoone Emza di Vahid Jalilvand
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Femminile: Lyna Khoudri per Les Bienheureux di Sofia Djama
VENICE VIRTUAL REALITY
Miglior Film VR: Arden’s Wake Expanded di Eugene Yk Chung
Migliore Esperienza VR (per contenuto interattivo): La Camera Insabbiata di Laurie Anderson e Hsin-Chien Huang
Migliore Storia VR (per contenuto lineare): Bloodless di Gina Kim
VENEZIA CLASSICI
Miglior Film Restaurato: Idi i smotri di Elen Klimov
Miglior Documentario sul Cinema: The Prince and the Dybbuk di Elwira Niewiera e Piotr Rosolowski
giovedì 31 agosto 2017
Venezia 74 - giorno 2
A undici anni da Il Labirinto del Fauno, il regista messicano torna al Festival di Venezia con un'altra storia fantasy dark, un romantico monster-movie in stile Del Toro.Ambientato nel periodo della Guerra Fredda, la storia vede al centro il personaggio di Elisa (Sally Hawkins), una donna muta che lavora come donna delle pulizie in un laboratorio governativo che custodisce esperimenti top secret. Elisa non ha famiglia essendo orfana, ha un'amica, la collega Zelda (Octavia Spencer), e un vicino di casa (Richard Jenkins) con cui ha un rapporto quasi padre-figlia, è appassionata di scarpe e di musical. Un giorno scopre che nel laboratorio dove lavora viene tenuta prigioniera in cattività una misteriosa creatura anfibia su cui vengono svolti degli esperimenti. Elisa rimarrà subito affascinata da quell'essere dall'aspetto spaventoso ma dallo sguardo gentile con cui cercherà di stringere un legame.
Notevole il cast, con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Olivia Spencer e Michael Stuhlbarg.
"È difficile parlare di emozioni in questi tempi cinici ma i Beatles e Gesù non possono essersi sbagliati", ha dichiarato Guillermo del Toro, che poi ha fatto un parallelismo tra il suo film, ambientato durante la Guerra Fredda, e l'America di oggi, quella di Trump, "Il film è ambientato nel 1962 ma parla di oggi e affronta temi di grande attualità. Quando si usano slogan come ‘Facciamo di nuovo grande l’America’ ci si riferisce a quell'America lì, piena di promesse e di fiducia nel futuro, ma profondamente sessista e razzista come quella di oggi. Sono messicano, so cosa vuol dire essere visto come l’altro, questa creatura può essere divina o bestiale a seconda degli occhi di chi la guarda".
The Shape of Water è una favola fantasy ma per adulti, non una favola "puritana". "E' un film completo: si balla, si fa sesso e c'è anche una deriva politica, quella dell'amore che vince sulla paura", ha dichiarato il regista, "Non lo abbiamo approcciato in maniera puritana. Elisa fa sesso, si masturba, e tutto questo in modo naturale. Il dio-pesce non ha un nome, volevo fosse così. E' solo un essere che per molti è una cosa sporca e, per altri, un essere sacro".
Presenti a Venezia la protagonista Sally Hawkins, che molti già vedono come favorita per la Coppa Volpi, il premio Oscar Octavia Spencer e Richard Jenkins, tutti concordi sul fatto che se Del Toro chiama non puoi non dire sì. "Avrei interpretato anche una scrivania e invece ho avuto un personaggio ricchissimo", ha dichiarato Octavia Spencer.
Il film sarà nelle sale italiane a febbraio 2018.
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Presentato in Concorso anche First Reformed, di Paul Schrader. Protagonista del film è Ethan Hawke, nei panni di un ex cappellano militare che beve e soffre molto, perseguitato dalla morte del figlio in guerra quando era stato proprio lui a spingerlo ad arruolarsi. L'ex-pastore vive in una chiesa-museo, sempre vuota a parte la presenza di qualche turista. L'uomo comincia a tenere un diario in cui annota tutte le sue angosce quando una giovane coppia - lei (Amanda Seyfried) incinta, lui ambientalista estremo con manie suicide - chiede il suo aiuto."Questo film ce lo avevo dentro da tempo. Quando ho capito che era il momento di scriverlo era già pronto dentro di me", ha detto il regista. Torna anche il tema ecologista, già affrontato dal film d'apertura del festival Downsizing, ma il pensiero di Schrader è decisamente più pessimista rispetto a quello di Payne: "L'umanità è la peggiore nemica della Terra, non sopravviverà a questo secolo" (...speriamo si sbagli!).
Se Amanda Seyfried all'inizio ha avuto paura del suo personaggio e dei risvolti della storia, Ethan Hawke si è trovato bene nel ruolo di un ex prete: "Mia nonna ha sempre avuto la sensazione, quando ero giovane, che sarei diventato un prete, sono cresciuto in un ambiente religioso. La vocazione non è mai arrivata ma interpretare un pastore è stata una grande occasione per me".
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Fuori Concorso invece l'incontro tra due personaggi che, in modi diversi, hanno avuto a che fare con il diavolo. William Friedkin, regista de L'Esorcista, ha presentato infatti il suo documentario The Devil and Father Amorth, in cui racconta il vero esorcismo a cui ha assistito insieme a Padre Amorth, l'esorcista più famoso del mondo, scomparso lo scorso anno.
Ecco il racconto del regista e della sua incredibile esperienza. Merita di essere letto per intero."Un anno fa ero a Lucca, dove ho ricevuto il Premio Puccini per il mio lavoro nell'opera lirica. E Lucca era vicino a Pisa, non avevo mai visto la Torre Pendente così ho deciso di farci un salto. Poi ho scoperto che a Pisa c'era l'aeroporto e in un'ora avrei potuto essere a Roma. Così ho deciso d'impulso di contattare Padre Gabriele Amorth, che conoscevo da tempo, e ho chiesto di avere un giorno per andare a Roma. Conoscevo da tempo Padre Amorth, ma sapevo che era impegnatissimo. L'ho contattato e gli ho chiesto di poter assistere a un esorcismo. Lui mi ha detto che ci avrebbe dovuto pensare su perché non era molto convinto. Mi ha ammonito che non era uno scherzo, ma una questione molto delicata. Dopo aver ottenuto il suo assenso, gli ho chiesto di poter filmare l'esorcismo e alla fine ha accettato. Ho girato da solo con una camera a mano e senza luci.
Non avevo mai assistito a un esorcismo, per il mio film mi ero basato su rumor e mitologia, ma stavolta mi sono trovato di fronte a un evento senza precedenti. Nella vita ho visto tante cose incredibili, un rito voodoo in Giamaica, cerimonie religiose in Sud America, ma non ho mai creduto nell'autenticità dell'esorcismo finché non ho incontrato Padre Amorth. Sono uno scettico, ma sono convinto di aver visto qualcosa di autentico. Quella era la verità e sono uscito dalla chiesa spaventato a morte da quello che avevo visto. In macchina non ho parlato per mezz'ora.
Naturalmente non volevo realizzare un'enciclopedia dell'esorcismo. Ho contattato una serie di psichiatri, medici, un antropologo, ho scoperto che la psichiatria include l'esorcismo come cura a certe patologie mentali, ma a me interessava concentrarmi su questo esorcismo specifico, ancora più drammatico perché la famiglia dell'esorcizzata aveva perso la speranza visto che era la nona volta e nessun esorcismo aveva sortito l'effetto sperato. Io avevo la sensazione di essere in un posto pericoloso in cui Dio si manifesta in varie forme. Ero vicinissimo a Padre Amorth e con la mia camera ho ripreso una serie di cambi di personalità inspiegabili. Ci sono volute 4/5 persone per tenere ferma l'indemoniata.
Padre Amorth era un uomo divertente, dotato di humor. Non temeva il diavolo, io sì. Lui guardava al demonio con ironia, era dedito completamente al suo lavoro. Aveva fatto tanti esorcismi e ormai era in grado di cogliere il lato umoristico della cosa, non vedeva il diavolo come il signore del male, ma come un idiota".
Durante la conferenza stampa, il regista ha dichiarato che il film preferito di Padre Amorth era L'Esorcista. Vero o no, la cosa non stupirebbe.
sabato 31 ottobre 2015
I 5 film (non horror) da vedere la notte di Halloween
Fantasy-horror targato Guillermo del Toro. Un'affascinante favola nera che trasporta lo spettatore in un mondo tanto fantastico quanto reale e strettamente collegato alla violenta realtà della Guerra Civile spagnola. Animato da intriganti fauni e inquietanti creature, il film di Del Toro conquista subito per lo stile e l'estetica, grazie anche a una meravigliosa fotografia e delle splendide scenografie, e commuove in un finale carico di significato.
L'opera di John Carpenter è uno di quei film maturati nel tempo. Etichettato come "flop" nel 1982, oggi è considerato un vero e proprio cult del genere horror fantascientifico. Al centro della storia un gruppo di persone costrette a convivere (capitanate da un eccezionale Kurt Russell) e una entità aliena in grado di entrare in un uomo, infettarlo, trasformarlo in mostro e assumerne le sembianze replicandolo perfettamente. Il risultato è il panico, la paranoia del non sapere chi è chi, acuite dal luogo estremo in cui si svolge l'azione, una fredda e isolata base in Antartide. Con effetti speciali "materiali" (animatronics, lattice, modellini) e un finale che lascia tutto in sospeso.
Tratto dall'omonimo fumetto di James O'Barr, è una storia d'amore e vendetta, con un'estetica dark-rock e un personaggio principale, Eric Draven, che ha conquistato subito il pubblico. A consegnarlo al mito però è stata l'assurda e prematura scomparsa di Brandon Lee (assolutamente perfetto nei panni de "Il Corvo"), morto sul set a causa di una incredibile leggerezza da parte dello staff nell'uso di una pistola.
mercoledì 13 maggio 2015
Festival di Cannes 2015 - si comincia!
Per la prima volta nella storia del festival i presidenti di giuria sono due, cioè i fratelli Coen, molto felici di poter andare a Cannes in una veste nuova e senza un film da presentare."Quando ci hanno chiamato l'abbiamo considerata una grande opportunità e una grande esperienza", ha dichiarato Joel Coen, che ha poi tracciato una linea molto semplice da seguire per giudicare i film, "Ci faremo guidare dalle emozioni, non siamo dei critici cinematografici, il film più bello e' quello che avrà più consenso tra noi giurati".
Una giuria molto glamour che vede riuniti Sienna Miller, Jake Gyllenhaal, Xavier Dolan, Rossy De Palma, Sophie Marceau, la cantante Rokia Traore e Guillermo del Toro. Tutti molto rilassati. Durante la conferenza stampa Jake Gyllenhaal ha scherzato dicendo che fra i giurati si sono già formate due "fazioni" rispetto ai due presidenti. "Noi giurati già ci siamo divisi, c'è chi tiene per Joel e chi per Ethan", ha detto l'attore, emozionato all'idea di poter vedere tanti film, "Sono eccitato all'idea di vederli prima di ogni altra persona al mondo... e soprattutto gratis! Il fatto che in giuria ci siano anche degli attori darà un po' di brio al tutto, altrimenti tra registi si scambierebbero solo complimenti". Gyllenhaal ha raccontato quello che gli ha detto sua madre prima che partisse per il festival, cioè di portarle il poster di Ingrid Bergman.
Non troppo serio nemmeno il regista messicano Guillermo del Toro, che ha raccontato di essere dimagrito abbastanza per il vestito che aveva e così finalmente ne ha comprato uno nuovo. "Siamo qui per dire che cosa ci piace, non che cosa è bello o brutto", ha continuato poi il regista, "dobbiamo trattare questi film con rispetto. Ci saranno giorni da Arancia meccanica e altri da Nuovo cinema paradiso. Spero di imparare molto da questa avventura e di arricchirmi di cinema". Anche Xavier Dolan, che lo scorso anno a Cannes ha vinto il premio della Giuria con il suo Mommy, è arrivato a Cannes con l'idea di arricchirsi cinematograficamente. "Sono qui per vedere i film col cuore, non sono un critico e devo solo dire umanamente ciò che mi tocca, il resto poco importa", ha dichiarato Dolan, il più giovane in giuria, "Sara' un'esperienza che mi arricchirà, vedere per dodici giorni film provenienti da tutto il mondo e' un grande privilegio". "È un grandissimo onore, non vedo l’ora di iniziare", ha invece dichiarato in modo molto semplice e sincero Sienna Miller.
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E il festival ha cominciato con il film La Tête Haute della regista Emmanuelle Bercot, che vede nel cast l'icona del cinema francese (e non solo) Catherine Deneuve.
Il film racconta il recupero di un ragazzo difficile, con problemi a scuola e in famiglia, un ragazzo violento ma fragile interpretato dal giovane Rod Paradot. Nel cast anche Benoit Magimel e la Deneuve, che interpreta una severa giudice d'infanzia che segue e cerca di aiutare il ragazzo per dieci anni.
"E' un ruolo che mi ha colpito, parla di un mestiere che non si conosce", ha raccontato Catherine Deneuve, "Vediamo i giudici in tv di volata ma non sappiamo quali sono le relazioni che hanno con i ragazzi che sono chiamati a giudicare. Certamente mi ha messo addosso una certa pressione ma è stato particolarmente importante ai fini della preparazione. Ho osservato quello che accadeva nei tribunali, sapevo che è un mestiere molto duro che si fa per vocazione. Richiede molto tempo e poi la capacità di sopportare la frustrazione, perché purtroppo non è possibile salvare tutti. Ma i giovani meritano e hanno bisogno di essere aiutati. Oggi è difficile trovare il tempo di seguire tutta la crescita di un ragazzo ma c’è un momento in cui si afferma rapidamente quello che sarà il loro futuro. Se a scuola inizi a lavorare male sarà sempre più difficile riprendersi. Penso che il ruolo dei professori sia anche quello di aiutare i ragazzi a modellarsi, a scegliere quelli che sono gli indirizzi che più gli si confanno".
E' capitato molto raramente che un film diretto da una donna aprisse un festival, argomento di cui si è parlato molto nei giorni che hanno preceduto l'overture di Cannes, ma che non ha messo nessuna particolare pressione addosso alla regista. "Per me apre il film, dice. E’ scontato che le donne debbano avere gli stessi spazi che gli uomini e poi ci sono diversi film di registe donne in concorso come quello di Valèrie Donzelli. Non mi sento in ruolo minoritario, anche se non sono in concorso. Sono contenta che il film sia nel posto dove è", ha spiegato la Bercot che poi ha parlato del suo film, "Volevo mettere in luce il lavoro di quelli che considero degli eroi, giudici per l’infanzia, educatori, assistenti sociali, credo fortemente che nessun bambino possa essere di natura cattivo e che il ruolo delle istituzioni nel fornire la giusta educazione sia fondamentale, specie quando i genitori non possono occuparsene. In quel caso è la società ad avere le responsabilità di questi ragazzi. Se un ragazzo diventa violento e barbaro questo dipende dal fatto che non ha potuto essere educato come il suo vicino".
La cerimonia d'apertura è stata presentata, come lo scorso anno, dall'attore Lambert Wilson, che ovviamente si preoccuperà anche della cerimonia di chiusura.






















