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martedì 27 gennaio 2026

BAFTA 2026 - 'Una Battaglia Dopo l'Altra' guida le nomination

Annunciate poco fa le nomination ai BAFTA 2026, i British Academy Film Awards, o più volgarmente gli "Oscar britannici".

A guidare le nomination è Una Battaglia Dopo l'Altra di Paul Thomas Anderson, che ha raccolto 14 candidature. A seguire, con 13, Sinners - I Peccatori di Ryan Coogler.
Bene anche Hamnet, che si prende la doppia nomination come miglior film e miglior film britannico, e Marty Supreme, che hanno ottenuto 11 nomination a testa. Sono invece 8 quelle per Sentimental Value e Frankenstein.
Doppia nomination anche per Zootropolis 2 della Disney, candidato come miglior film d'animazione, dove la Disney ne prende due su tre con Elio, e anche nella categoria miglior film per bambini e famiglie.

La cerimonia di premiazione, presentata da Alan Cumming, si terrà il 22 febbraio alla Royal Festival Hall del Southbank Centre di Londra.

Ecco tutte le nomination.

Miglior film
Hamnet – Nel nome del figlio
Marty Supreme
Una battaglia dopo l’altra
Sentimental Value
I peccatori

Miglior film britannico
28 anni dopo
The Ballad of Wallis Island
Bridget Jones: Un Amore di Ragazzo
Die My Love
H is for Hawk
Hamnet – Nel nome del figlio
I Swear
Mr. Burton
Pillion – Amore senza freni
Steve

Miglior regista
Bugonia — Yorgos Lanthimos
Hamnet – Nel nome del figlio — Chloé Zhao
Marty Supreme — Josh Safdie
Una battaglia dopo l’altra — Paul Thomas Anderson
Sentimental Value — Joachim Trier
I peccatori — Ryan Coogler

Miglior attrice protagonista
Jessie Buckley – Hamnet – Nel nome del figlio
Rose Byrne – If I Had Legs I’d Kick You
Kate Hudson – Song Sung Blue – Una melodia d’amore
Chase Infiniti – Una battaglia dopo l’altra
Renate Reinsve – Sentimental Value
Emma Stone – Bugonia

Miglior attore protagonista
Robert Aramayo – I Swear
Timothée Chalamet – Marty Supreme
Leonardo DiCaprio – Una battaglia dopo l’altra
Ethan Hawke – Blue Moon
Michael B. Jordan – I peccatori
Jesse Plemons – Bugonia

Miglior attrice non protagonista
Odessa A’zion – Marty Supreme
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value
Wunmi Mosaku – I peccatori
Carey Mulligan – The Ballad of Wallis Island
Teyana Taylor – Una battaglia dopo l’altra
Emily Watson – Hamnet – Nel nome del figlio

Miglior attore non protagonista
Paul Mescal – Hamnet – Nel nome del figlio
Peter Mullan – I Swear
Sean Penn – Una battaglia dopo l’altra
Stellan Skarsgård – Sentimental Value
Benicio Del Toro – Una battaglia dopo l’altra
Jacob Elordi – Frankenstein

Miglior sceneggiatura originale
I Swear
Marty Supreme
Sentimental Value
I peccatori
L’agente segreto

Miglior sceneggiatura non originale
The Ballad of Wallis Island
Bugonia
Hamnet – Nel nome del figlio
Una battaglia dopo l’altra
Pillion – Amore senza freni

Miglior debutto britannico (sceneggiatore, regista o produttore)
Pillion – Amore senza freni – Harry Lighton (regista e sceneggiatore)
The Ceremony – Jack King, Hollie Bryan, Lucy Meer (regista, sceneggiatore e produttrici)
Wasteman – Cal McMau, Hunter Andrews, Eoin Doran (regista e sceneggiatori)
A Want in Her – Myrid Carten (regista, sceneggiatrice, protagonista e direttrice della fotografia)
My Father’s Shadow – Akinola Davies Jr., Wale Davies (regista e sceneggiatore)

Miglior film in lingua straniera
The Voice of Hind Rajab
Un semplice incidente
L’agente segreto
Sentimental Value
Sirāt

Miglior documentario
2000 Meters to Andriivka
Apocalypse in the Tropics
Cover-Up
Mr Nobody Against Putin
The Perfect Neighbor

Miglior film d’animazione
Elio
La piccola Amélie
Zootropolis 2

Miglior film per bambini e famiglie
Arco
Boong
Lilo & Stitch
Zootropolis 2

Miglior casting
I Swear
Marty Supreme
Una battaglia dopo l’altra
Sentimental Value
I peccatori

Miglior fotografia
Frankenstein
Marty Supreme
Una battaglia dopo l’altra
I peccatori
Train Dreams

Miglior montaggio
A House of Dynamite
F1 – Il film
Marty Supreme
Una battaglia dopo l’altra
I peccatori

Migliori costumi
Frankenstein
Hamnet – Nel nome del figlio
Marty Supreme
I peccatori
Wicked – Parte 2

Miglior make up & hair
Frankenstein
Hamnet – Nel nome del figlio
Marty Supreme
I peccatori
Wicked – Parte 2

Miglior colonna sonora
Hamnet – Nel nome del figlio
Una battaglia dopo l’altra
I peccatori
Bugonia
Frankenstein

Miglior scenografia
Frankenstein
Hamnet – Nel nome del figlio
Marty Supreme
Una battaglia dopo l’altra
I peccatori

Miglior sonoro
F1 – Il film
Frankenstein
Una battaglia dopo l’altra
I peccatori
Warfare – Tempo di guerra

Migliori effetti visivi
Avatar: Fuoco e Cenere
F1 – Il film
Frankenstein
Dragon Trainer
The Lost Bus

Miglior corto d’animazione britannico
Cardboard
Solstice
Two Black Boys in Paradise

Miglior corto britannico
Welcome Home Freckles
Magid/Zafar
Nostalgie
Terence
This is Endometriosis

EE Rising Star Award (votato dal pubblico)
Robert Aramayo
Miles Caton
Chase Infiniti
Archie Madekwe
Posy Sterling

Outstanding British Contribution to Cinema
Clare Binns

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sabato 29 novembre 2025

Frankenstein - la recensione

Disponibile su Netflix il nuovo film di Guillermo del Toro, Frankenstein, tratto dal celebre romanzo di Mary Shelley, un grande classico della letteratura ma anche del Cinema Horror.

La storia è nota, così come l'ossessione di Del Toro per Frankenstein, da quando, a 7 anni, vide il Classico del 1931, con Boris Karloff protagonista, per poi leggere il libro. Il regista ha inseguito questo progetto per anni e, guardando il film, si nota subito come questo sia un progetto a cui teneva particolarmente.

Visivamente il film è eccezionale, ogni scena è curata nei minimi dettagli, le scenografie in particolare sono davvero notevoli, sia nell'ampiezza, negli spazi aperti, che negli interni, e meritano un ulteriore elogio perché - in gran parte - sono scenografie vere, costruite, realizzate fisicamente e non con l'utilizzo di effetti speciali (che comunque ci sono). Ottimi anche i costumi e il trucco. Nel film ritroviamo tutti gli elementi tipici del regista messicano, che dà al film uno stile si potrebbe definire "gotico barocco steam punk". Molto bella anche la fotografia che accompagna la solida regia di Del Toro.

Se visivamente il film è davvero ineccepibile, dove zoppica invece è nella sceneggiatura e nella caratterizzazione dei personaggi. Del Toro ha covato il sogno di raccontare la propria versione di Frankenstein per così tanto tempo che, come spesso accade a chi per troppo tempo rimugina su una storia, alla fine ha perso un po' l'equilibrio del racconto. Il regista vorrebbe dire tante cose, affrontare molti temi, tra cui quelli cardine della storia di Frankenstein, dal rapporto padre-figlio al mito di Prometeo, al romanticismo, l'amore impossibile, il dolore, la morte, il rimorso, i rimpianti, che finisce con accennarli soltanto e passare da un tema all'altro, da un momento della storia all'altro, senza fluidità e senza approfondirne nemmeno uno, e questo in ben 2 ore e mezza di durata.

A pagarne le spese sono i personaggi, soprattutto quelli secondari. Oscar Isaac è bravo ma è davvero difficile empatizzare con il suo Victor Frankenstein, non attrae, non si prova simpatia per lui nemmeno per un momento, è logorroico,  eccessivamente teatrale. Lo sviluppo del personaggio è troppo confuso, Victor dovrebbe essere mosso dalla sua ossessione, quella di sconfiggere la morte, il lavoro di una vita, su cui però cambia idea in un attimo e per motivi davvero futili, quasi per un capriccio. Ai limiti dell'inutilità il personaggio di Christoph Waltz, davvero molto piatto invece quello di Mia Goth, che invece nella storia dovrebbe avere un peso importante. La sua Elizabeth dovrebbe essere l'elemento scatenante, della gelosia e dell'amore, ma succede tutto così in fretta e viene raccontato in modo così superficiale e confuso, che non si capisce come possa essere così importante per i protagonisti. In questo quadro confuso di personaggi, a sorpresa, a convincere di più è Jacob Elordi, sepolto sempre sotto un pesante trucco, l'attore fa il suo e lo fa bene. Nota di merito, in particolare, per la sua performance a livello vocale, e per apprezzarlo è necessario vedere il film in lingua originale.

Frankenstein, versione Guillermo Del Toro, decisamente poco horror ma più gotica, è un film che ha delle grosse pecche nel racconto ma riesce, in parte, a nasconderle e a colpire lo spettatore con la sua grande forza visiva. Davvero un peccato che sia stato relegato ad una uscita in streaming, un film del genere, con questa cura per l'immagine, le scenografie e la fotografia, meritava il grande schermo e, onestamente, è triste che lo stesso regista non si sia imposto per avere un'ampia distribuzione in sala. A rimetterci alla fine è il film stesso, le cui immagini vengono soffocate da una banale visione in streaming, e non importa quanto sia grande o definita la tv, sarà sempre più piccola e meno coinvolgente di una proiezione sul grande schermo, nel buio di una sala cinematografica.

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martedì 22 luglio 2025

Venezia 82 - il programma del Festival di Venezia 2025

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del programma del Festival di Venezia, arrivato alla sua 82a edizione.

Cinque italiani in Concorso, uno aprirà l'edizione, cioè La Grazia, nuovo film di Paolo Sorrentino. Sempre in Concorso troviamo Bugonia di Yorgos Lanthimos, il ritorno di Kathryn Bigelow con A House of DynamiteFather Mother Sister Brother di Jim Jarmusch con Cate Blanchett, The Smashing Machine con Dwayne Johnson e Emily Blunt, Jay Kelly di Noah Baumbach con George Clooney protagonista, e il Frankenstein di Guillermo del Toro. Ci sarà anche The Wizard of the Kremlin di Olivier Assayas, con Jude Law nel ruolo di Putin.

Fuori Concorso invece After the Hunt di Luca Guadagnino, con Julia Roberts protagonista, e In the Hand of Dante di Julian Schnabel, film che intreccia passato e presente con Oscar Isaac nei panni di Dante Alighieri.

Tra le serie presentate, anche Portobello di Marco Bellocchio, dedicata al caso Tortora, e Il Mostro di Stefano Sollima, che racconta gli omicidi del "Mostro di Firenze".

La giuria del Concorso sarà presieduta dal regista Alexander Payne. Il festival si terrà dal 27 agosto al 6 settembre. Ecco il programma.

CONCORSO
The Wizard of the Kremlin, di Olivier Assayas
Jay Kelly, di Noah Baumbach
The Voice of Hind Rajab, di Kaouther Ben Hania
A House of Dynamite, di Kathryn Bigelow
The Sun Rises on Us All, di Cai Shangjun
Frankenstein, di Guillermo del Toro
Elisa, di Leonardo Di Costanzo
À pied d’œuvre, di Valérie Donzelli
Silent Friend, di Ildikó Enyedi
The Testament of Ann Lee, di Mona Fastvold
Father Mother Sister Brother, di Jim Jarmusch
Bugonia, di Yorghos Lanthimos
Duse, di Pietro Marcello
Un film fatto per bene, di Franco Maresco
Orphan, di László Nemes
L’Étranger, di François Ozon
No Other Choice, di Park Chan-wook
Sotto le nuvole, di Gianfranco Rosi
The Smashing Machine, di Benny Safdie
La Grazia, di Paolo Sorrentino (film d'apertura)
Nühai (Girl), di Shu Qi

FUORI CONCORSO

- Fiction- 
Chien 51, di Cédric Jimenez (film di chiusura)
Sermon to the Void, di Hilal Baydarov
L’Isola di Andrea, di Antonio Capuano
Il Maestro, di Andrea Di Stefano
After the Hunt, di Luca Guadagnino
Hateshinaki Scarlet, di Mamoru Hosoda
The Last Viking, di Anders Thomas Jensen
In the Hand of Dante, di Julian Schnabel
La Valle Dei Sorrisi, di Paolo Strippoli
Dead Man’s Wire, di Gus Van Sant
Orfeo, di Virgilio Villoresi

- Non Fiction -
Kabul, Between Prayers, di Aboozar Amini
Ferdinando Scianna - Il Fotografo Dell’ombra, di Roberto Andò
Marc by Sofia, di Sofia Coppola
I Diari di Angela - Noi Due Cineasti. Capitolo Terzo, di Yervant GIanikian, Angela Ricci Lucchi
Ghost Elephants, di Werner Herzog
Baba Wa Al-Qadhafi (My Father and Qaddafi), di Jihan K
The Tale of Sylian, di Tamara Kotevska
Nuestra Tierra, di Lucrecia Martel
Remake, di Ross McElwee
Kim Novak’s Vertigo, di Alexandre Philippe
Cover-Up, di Laura Poitras, Mark Obenhaus
Broken English, di Jane Pollard, Iain Forsyth
Notes of a True Criminal, di Alexander Rodnyansky, Andriy Alferov
Director’s Diary, di Aleksandr Sokurov
Hui Jia (Back Home), di Tsai Ming-liang

- Cinema e musica -
Nino. 18 Giorni, di Toni D’Angelo
Piero Pelù. Rumore Dentro, di Francesco Fei
Newport and the Great Folk Dream, di Robert Gordon
Francesco de Gregori Nevergreen, di Stefano Pistolini

- Serie-
Portobello (Ep. 1-2), di Marco Bellocchio
Un Prophète (Ep. 1-8), di Enrico Maria Artale
Etty (Ep. 1-6), di Hagai Levi
Il Mostro (Ep. 1-4), di Stefano Sollima

- Cortometraggi -
Origin, di Yann Arthus-Bertrand
Boomerang Atomic, di Rachid Bouchareb
How to Shoot a Ghost, di Charlie Kaufman

ORIZZONTI
Mother, di Teona Strugar Mitevska (film di apertura)
Komedie Elahi (Divine Comedy), di Ali Asgari
Hiedra, di Ana Cristina Barragán
Il Rapimento di Arabella, di Carolina Cavalli
Estrany Riu (Strange River), di Jaume Claret Muxart
Harà Watan (Lost Land), di Akio Fujimoto
Grand Ciel, di Akihiro Hata
Rose of Nevada, di Mark Jenkin
Late Fame, di Kent Jones
Dinți de Lapte (Milk Teeth), di Mihai Mincan
Pin de Fartie, di Alejo Moguillansky
Otec (Father), di Tereza Nvotová
En el Camino, di David Pablos
Songs of Forgotten Trees, di Anuparna Roy
Un Anno di Scuola, di Laura Samani
The Souffleur, di Gastón Solnicki
Barrio Triste, di Stillz
Human Resource, di Nawapol Thamrongrattanarit
Funeral Casino Blues, di Roderick Warich

VENICE SPOTLIGHT
Hijra, di Shahad Ameen
Un Cabo Suelto, di Daniel Hendler
Made in EU, di Stephan Komandarev
Motor City, di Potsy Ponciroli
La Hija de La Española, di Mariana Rondón, Marité Ugas
À Bras-Le-Corps, di Marie-Elsa Sgualdo
Calle Malaga, di Maryam Touzani
Ammazzare Stanca, di Daniele Vicari

VENEZIA CLASSICI DOCUMENTARI
Mata Hari, di Joe Beshenkovsky, James Smith
Elvira Notari: Oltre Il Silenzio, di Valerio Ciriaci
Louis Malle, Le Révolté, di Claire Duguet
Megadoc, di Mike Figgis
Boorman and the Devil, di David Kittredge
Holofiction, di Michal Kosakowski
Memoria de los Olivados, di Javier Espada
Sangre del Toro, di Yves Montmayeur
The Ozu Diaries, di Daniel Raim

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martedì 5 gennaio 2021

Universal Monster Collection - i classici del Cinema Horror gratis su YouTube

Regalo di inizio anno per gli amanti dell'horror.

La Universal ha annunciato che dal 15 gennaio saranno disponibili gratuitamente su YouTube sette film classici dell'Universal Monster Collection, pellicole patrimonio della Storia del Cinema.

I film saranno caricati sulla pagina Fear: The Home of Horror, saranno disponibili gratuitamente per sette giorni, e in quei stessi giorni saranno anche acquistabili ad un prezzo scontato, per averli sempre a disposizione nella propria library.
Oltre ai titoli horror, sarà caricato una commedia con Gianni e Pinotto, una pellicola in cui i due protagonisti incontrano i vari personaggi, ad esempio il Dracula di Bela Lugosi e l'Uomo Lupo di Lon Chaney Jr..

I film verranno caricati on line dalle 20:00, ora di Los Angeles, cioè le 5 di mattina da noi in Italia.

Ecco l'elenco dei film e le rispettive date.

- DRACULA (1931) - 15 gennaio

- LA MUMMIA (1932) - 15 gennaio

- FRANKENSTEIN (1931) - 16 gennaio

- LA MOGLIE DI FRANKENSTEIN (1935) - 16 gennaio

- L'UOMO INVISIBILE (1933) - 17 gennaio

- L'UOMO LUPO (1941) - 17 gennaio

- IL CERVELLO DI FRANKENSTEIN (1948) - 17 gennaio.

giovedì 31 ottobre 2019

Halloween - il Cinema dei Mostri

Notte di Halloween, notte di horror. Il Cinema dell'orrore è un genere che da sempre rappresenta una colonna portante dell'arte cinematografica, fin dagli inizi.
Il primo horror risale addirittura a un corto di fine '800, poi sono arrivati i film muti dell'espressionismo tedesco, che ci hanno portato perle come Nosferatu e Il Gabinetto del Dottor Caligari, ma è il vero exploit dell'horror si può ritrovare negli anni '30 e '40, quando vennero portati sul grande schermo i grandi classici del genere.

A creare un vero e proprio Universo condiviso dei Mostri è stata la Universal, che iniziò negli anni '20 per poi espandersi nei due decenni successivi dedicando delle vere e proprie saghe a personaggi classici dell'horror o creandone di nuovi, che a loro volta sono diventati veri e propri miti dell'orrore.

Ecco cinque grandi film dell'orrore della serie dei Mostri della Universal.

DRACULA (1931), di Tod Browning.

Un personaggio che non ha certo bisogno di presentazione. Dracula è uno dei più grandi classici del genere horror e il film di Browning è senza dubbio la rappresentazione più famosa del personaggio. Adattamento dell'omonimo romanzo di Bram Stoker, il film venne tratto dall'opera teatrale del 1927, che aveva gli stessi protagonisti del film, Bela Lugosi (il Conte Dracula) e Edward Van Sloan (Van Helsing). Per il ruolo di Dracula inizialmente venne scelto Lon Chaney, "l'uomo dai mille volti" che già aveva portato sul grande schermo altri personaggi dark, ma morì prima dell'inizio della produzione, così la scelta cadde sull'ungherese Lugosi, che con il suo particolare accento riuscì a dare una caratterizzazione unica del personaggio, entrando nell'immaginario collettivo come il Dracula per eccellenza. Nel film, una delle battute più famose della storia del Cinema: "I never drink ... wine" ("Non bevo mai... vino")".
"Curiosità sul film". Erano i primi anni del sonoro così si decise di fare una versione del film solo per il mercato latino. Mentre di giorno veniva girata la versione di Browning, di notte si lavorava a una versione alternativa in spagnolo, Drácula di George Melford, con l'attore Carlos Villarías nel ruolo di Dracula.

FRANKENSTEIN (1931), di James Whale.

Primo adattamento cinematografico del romanzo di Mary Shelley, considerato uno dei film più importanti del genere horror, basti pensare che alcuni degli stereotipi più classici del genere vengono da questo film, come lo scienziato pazzo o l'assistente gobbo. Questo film fissò nell'immaginario collettivo la figura della Creatura di Frankenstein, tutti i film e le rappresentazioni che vennero dopo presero spunto dal film di Whale.
Protagonista nel ruolo del Dottor Victor Frankenstein era l'attore Colin Clive, ad interpretare l'inquietante creatura è stato Boris Karloff. La scelta di Karloff venne suggerita al regista dal suo compagno, e Whale rimase affascinato dall'attore per un particolare: la forma della sua testa.
Per creare il mostro ci fu un grande lavoro di trucco. All'attore venne applicata una maschera per accentuare la fronte e la linea delle sopracciglia, i capelli vennero incollati alla testa e il viso venne ricoperto da uno spesso strato di cerone verdastro per rendere l'effetto cadaverico. La parte più dolorosa però, come raccontato dallo stesso Karloff, furono le applicazioni sugli occhi, delle pesanti palpebre finte, di cera, per renderli "meno vivi" ed evitare che l'attore aprisse troppo gli occhi. Per rendere la faccia incavata invece, all'attore venne tolto un ponte dai denti, così da poter tirare dentro la guancia. Un lavoro enorme, tre ore ogni giorno, per cui la Universal detiene ancora i diritti d'immagine.
Frankenstein fu un grandissimo successo, il maggiore incasso del 1931.

LA MUMMIA (1932), di Karl Freund.

A ispirare il film La Mummia non fu un libro ma un evento molto importante, l'apertura della Tomba di Tutankhamon nel 1922 e la maledizione che essa si portava dietro. L'evento elettrizzò così tanto il produttore Carl Laemmle Jr che decise di commissionare un film dell'orrore a tema egizio. Non venne trovato nessun romanzo per trarre ispirazione, ma lo sceneggiatore Richard Schayer scrisse una storia sul celebre alchimista Cagliostro che venne poi ripresa e riadattata in tema egizio, con il personaggio principale che diventò il sacerdote Imhotep. Per il ruolo del protagonista venne chiamato nuovamente Boris Karloff e anche in questo caso la sua interpretazione ha fatto storia.
Anche in questo film ci fu un massiccio ed eccezionale uso del trucco, e per il povero Karloff fu anche più dura che in Frankenstein. Per rendere l'aspetto della mummia tornata in vita, vennero applicati sul volto dell'attore degli strati di cotone, collodio e ceroni di gomma, mentre per i capelli venne usata la creta. La sessione di trucco era davvero mostruosa, dalle 11 di mattina fino alla sera. Grazie a questo film Boris Karloff non venne più considerato solo un bravo caratterista ma un grande attore.

L'UOMO INVISIBILE (1933), di James Whale.

Tratto dall'omonimo romanzo di H.G. Wells, L'Uomo Invisibile è giustamente considerato uno dei migliori film della serie dei Mostri della Universal. Ingegnosa la tecnica utilizzata per portare sul grande schermo un uomo invisibile, oggi è molto facile, due click col mouse ed è fatta, ma negli anni '30 ci voleva una grande inventività per riuscirci. A creare gli effetti speciali furono John P. Fulton, John J. Mescall e Frank D. Williams, che fecero indossare al protagonista, Claude Rains, una speciale tuta di velluto nera che copriva l'attore anche sul volto. Rains veniva ripreso su sfondo nero per "farlo sparire", poi veniva ripreso il set senza l'attore, infine le due scene venivano unite grazie alla tecnica del matte painting. Per respirare l'attore utilizzava dei tubi di gomma che venivano fatti passare dentro i pantaloni, tuttavia quello che si vede nel film non è sempre Rains, l'attore infatti era claustrofobico e spesso venne sostituito da una controfigura. L'attore comunque riuscì a lasciare il segno nel film grazie a una notevole interpretazione vocale, con cui riuscì a trasmettere la crescente follia del personaggio. Il suo vero volto compare solo una volta alla fine del film.
Un altro esempio di genio nella realizzazione degli effetti speciali fu l'idea che venne per le orme sulla neve, venne realizzato un pavimento con delle orme finte che a comando venivano abbassate per dare l'effetto dei passi dell'Uomo Invisibile.

IL MOSTRO DELLA LAGUNA NERA (1954), di Jack Arnold.

Film cult, uno dei film più importanti del genere e uno dei più famosi della storia del Cinema. Il film è ispirato ad alcune leggende che raccontano di creature umanoidi, ma con il corpo di pesce, che vivono nel Rio delle Amazzoni. La prima bozza della sceneggiatura prendeva spunto sia dalle leggende che dalla storia de "La Bella e la Bestia", poi la storia venne ritoccata e ampliata. Il mostro che osserva la giovane Kay mentre fa il bagno nel fiume e poi la rapisce, terrorizzò molte ragazze del tempo.
Il "Gill-Man", con quell'aspetto ibrido tra umano, pesce e anfibio, è uno dei mostri più celebri del Cinema. Il costume fu una grande prova di ingegno doveva essere credibile e soprattutto stare in scena per molto tempo. Ne vennero costruiti tre, uno per l'acqua, uno per l'esterno, e uno per il fuoco, tre costumi per tre stuntman diversi (anche di stazza e altezza).
Il Mostro della Laguna Nera è stato uno dei primi film realizzati con la tecnologia 3D.