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sabato 29 febbraio 2020

César 2020: a Roman Polanski il premio per la regia e scoppiano polemiche e proteste

Quella che si è svolta ieri sera è stata una cerimonia dei premi César (gli "Oscar" francesi) decisamente diversa dalle precedenti.

La pietra dello scandalo è, ancora una volta, Roman Polanski. Le dodici nomination raccolte dall'ultimo film del regista, L'Ufficiale e la Spia, avevano già suscitato polemiche, tanto da portare il Polanski a disertare la cerimonia, e ad esprimere tutto il suo disappunto per essere stato costretto a non andare: "Non voglio affrontare un tribunale di opinione pronto a calpestare i principi dello stato di diritto in modo che l'irrazionale trionfi di nuovo senza discussione".  E ieri è stato raggiunto il culmine, con il regista che ha vinto il premio per la migliore regia scatenando polemiche piuttosto accese.

La sala ha accolto con grande freddezza l'annuncio della vittoria del regista, pochi applausi e non poco imbarazzo, ma a far parlare è la reazione dell'attrice Adèle Haenel (Ritratto di una Giovane in Fiamme), che si è alzata, furiosa, e ha lasciato la sala protestando in modo molto evidente, ripetendo più volte "Vergogna!", e fuori la sala ha applaudito in modo ironico dicendo "bravo la pédophilie". Haenel è stata seguita poi dalla regista Céline Sciamma (Ritratto di una Giovane in Fiamme) e da altre attrici.
Fuori il teatro la situazione è diventata ancora più incandescente. Molte donne (e non solo) e diversi gruppi di femministe si erano dati appuntamento per protestare contro la presenza del film di Polanski tra i nominati e dopo l'annuncio della sua vittoria, la manifestazione è diventata molto più accesa, tanto che la polizia ha dovuto faticare per tenere a freno la folla.

Quello delle molestie e della violenza sessuale è un tema che, dopo l'onda del #MeToo, in Francia si è riacceso proprio a seguito delle dichiarazioni di Adèle Haenel, che lo scorso novembre ha raccontato la violenza subita da parte di un regista quando aveva solo 13 anni (QUI la notizia). La sua reazione alla vittoria di Polanski, lasciare la sala protestando in modo così evidente, davanti a tutti i presenti e in diretta tv, è sicuramente un gesto molto forte e coraggioso che non passerà inosservato.

L'ultimo film di Polanski aveva fatto discutere anche al Festival di Venezia 2019 (QUI la notizia), ma della "questione Roman Polanski" ormai si discute da decenni (condannato per stupro di una 14enne negli anni '70, scappato in Francia per non finire in carcere, e nel corso degli anni accusato da molte donne di violenza sessuale). Quello di Roman Polanski è un caso limite che mette di fronte a un dilemma morale molto difficile da affrontare.


La cerimonia comunque è andata avanti e a trionfare come miglior film è stato I Miserabili di Ladj Ly.
Ecco l'elenco dei vincitori.

MIGLIOR FILM
“Les Misérables,” dir. Ladj Ly

MIGLIOR REGISTA
Roman Polanski, “An Officer and a Spy”

MIGLIORE ATTRICE
Anaïs Demoustier, “Alice and the Mayor”

MIGLIOR ATTORE
Roschdy Zem, “Oh Mercy!”

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Swann Arlaud, “By the Grace of God”

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Fanny Ardant, “La Belle Époque”

MIGLIOR COLONNA SONORA
Dan Levy, “I Lost My Body”

MIGLIOR FILM STRANIERO
“Parasite,” dir: Bong Joon Ho

MIGLIOR FOTOGRAFIA
“Portrait of a Lady on Fire”

MIGLIOR MONTAGGIO
“Les Misérables”

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
“La Belle Époque”

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
“An Officer and a Spy”

MIGLIORI COSTUMI
“An Officer and a Spy”

MIGLIORI SCENOGRAFIE
“La Belle Époque”

MIGLIOR SONORO
“The Wolf’s Call”

PREMIO DEL PUBBLICO
“Les Misérables,” dir: Ladj Ly

MIGLIOR CORTO
“By a Hair,” dir: Lauriane Escaffre, Yvonnick Muller

MIGLIOR DOCUMENTARIO
“M,” dir: Yolande Zauberman

MIGLIOR FILM D’ESORDIO
“Papicha,” dir: Mounia Meddour

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
“I Lost My Body,” dir: Jérémy Clapin

MIGLIOR CORTO ANIMATO
“The Night of the Plastic Bags,” dir: Gabriel Harel

MIGLIORE ATTRICE ESORDIENTE
Lyna Khoudri, “Papicha”

MIGLIOR ATTORE ESORDIENTE
Alexis Manenti, “Les Misérables”

lunedì 25 novembre 2019

Box-office Italia: esordio in testa per 'Cetto c'è, Senzadubbiamente'

In attesa di Frozen 2 - Il Segreto di Arendelle, in uscita il 28 novembre, due new entry si piazzano ai primi due posti del box office italiano.

E' Cetto c’è, Senzadubbiamente, con Antonio Albanese, a vincere il weekend, primo posto e 2.4 milioni di euro d'incasso. In linea con le previsioni e con i precedenti film dell'attore.

Debutta al secondo posto il nuovo film di Roman Polanski, L’Ufficiale e la Spia, che incassa 1.2 milioni di euro.
Scala al terzo posto Le Mans '66 - La Grande Sfida, che incassa altri 734mila euro e sale a un totale di 2.3 milioni di euro.

Tiene bene al quarto posto Hustlers - Le Ragazze di Wall Street, che fino ad oggi ha incassato ben 4 milioni di euro. Chiude la top five l'horror Countdown, con un esordio da 385mila euro raccolti in quattro giorni.

sabato 7 settembre 2019

Venezia 76 - Leone d'Oro a Joker! ecco tutti i vincitori.

Si è conclusa poco fa la cerimonia di chiusura della 76 Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia che ha visto trionfare il film Joker di Todd Phillips.

Era il film più atteso del festival e alla fine si è portato a casa il Leone d'Oro per il miglior film, premiato dalla giuria presieduta dalla regista Lucrecia Martel.

Gloria anche per l'Italia con il Premio Speciale della Giuria a La Mafia Non È Più Quella Di Una Volta di Franco Maresco, e la Coppa Volpi come migliore attore a Luca Marinelli (Martin Eden). L'attore ha pronunciato un discorso molto appassionato dedicando il premio alle ONG, ispirando e trascinando anche la vincitrice della Coppa Volpi come migliore attrice, Ariane Ascaride (Gloria Mundi), che ha ricordato le sue origini italiane e dedicato il premio ai migranti che hanno perso e continuano a perdere la vita nel Mediterraneo.

Premiato anche Roman Polanski, con il Leone d'Argento per la migliore regia per il film J'Accuse, ritirato dalla moglie del regista Emmanuelle Seigner, anche tra i protagonisti del film. Il primo giorno del festival, durante la conferenza della giuria, Lucrecia Martel che aveva dichiarato che per lei Polanski non avrebbe dovuto avere la possibilità di partecipare al festival e che, personalmente, non riusciva a separare l'uomo dall'artista, ma aveva anche garantito che avrebbe giudicato il film in modo assolutamente obbiettivo. Così è stato visto che il film, e nello specifico Polanski, è stato premiato.

Ecco la lista di tutti i premiati del Festival di Venezia 2019.

CONCORSO
Leone d’Oro per il Miglior Film: Joker di Todd Phillips
Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: J’Accuse di Roman Polanski
Leone d’Argento per la Migliore Regia: Roy Andersson per About Endlessness
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile: Luca Marinelli per Martin Eden di Pietro Marcello
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile: Ariane Ascaride per Gloria Mundi di Robert Guédiguian
Miglior Sceneggiatura: Yonfan per No.7 Cherry Lane
Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Toby Wallace per Babyteeth di Shannon Murphy
Premio Speciale della Giuria: La Mafia Non È Più Quella Di Una Volta di Franco Maresco

ORIZZONTI
Premio Orizzonti per il Miglior Film: Atlantis di Valentyn Vasyanovych
Premio Orizzonti per la Miglior Regia: Théo Court per Blanco En Blanco
Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura: Jessica Palud, Philippe Lioret, Diastème per Revenir di Jessica Palud
Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Verdict di Raymund Ribay Gutierrez
Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio: Darling di Saim Sadiq
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile: Sami Bouajila per Bik Eneich – Un Fils di Mehdi M. Barsaoui
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Femminile: Marta Nieto per Madre di Rodrigo Sorogoyen

PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA
You Will Die at 20 di Amjad Abu Alala (Giornate degli Autori)

VENICE VIRTUAL REALITY
Miglior Film VR: The Key di Céline Tricart
Migliore Esperienza VR (per contenuto interattivo): A Linha di Ricardo Laganaro
Migliore Storia VR (per contenuto lineare): Daughters of Chibok di Joel Kachi Benson

VENEZIA CLASSICI
Premio Venezia Classici per il Miglior Film Restaurato: Extase di Gustav Machatý
Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario Sul Cinema: Babenco – Alguém Tem Que Ouvir o Coração e Dizer: Parou di Bárbara Paz.

venerdì 30 agosto 2019

Venezia 76 - Polanski e Martone in Concorso. Fuori Concorso arriva Seberg con Kristen Stewart

Terzo giorno e in Concorso arriva Roman Polanski con il suo nuovo film, J'Accuse, e il primo film italiano, Il Sindaco del Rione Sanità. Mentre Fuori Concorso a catalizzare l'attenzione ci pensa Kristen Stewart con il film Seberg.

Il suo nome ha scatenato polemiche fin da subito ma al festival non è venuto, Roman Polanski non ha accompagnato al Lido il suo J'accuse, a presentarlo c'era parte del cast, Jean Dujardin, Louis Garrel, e la moglie del regista, l'attrice Emmanuelle Seigner.

Il film racconta il "caso Dreyfus", cioè la vicenda che vide coinvolto il capitano dello stato maggiore Alfred Dreyfus, accusato, degradato, condannato per alto tradimento e infine deportato in una prigione sull'Isola del Diavolo nella Guyana. Solo dopo dieci anni di reclusione, dopo l'intervento dell'ufficiale dell'esercito di Georges Picquart e dello scrittore Emile Zola, che scrisse appunto il "J'Accuse", Dreyfus venne riconosciuto innocente e scagionato.

Il film è stato molto applaudito, ricevendo un'ottima accoglienza. Ad interpretare Dreyfus è l'attore Louis Garrel, che si è appassionato molto a una storia che conosceva solo superficialmente. "A 36 anni ho scoperto la vera storia che in Francia tutti conoscono ma senza conoscerla veramente", ha dichiarato l'attore, "Un giorno sul set Polanski mi ha presentato una ragazza, la pronipote di Alfred Dreyfus. A quel punto non potevo più recitare. Mi ha raccontato che i figli di Dreyfus sono stati deportati durante la Seconda Guerra Mondiale, anche la sua famiglia ha vissuto un inferno. È una storia francese terribile, ma vedendo il film per la prima volta una settimana fa ho provato una gioia vera quando alla fine del film la giustizia prevale".
Anche Jean Dujardin, che nel film interpreta Picquart, ha ammesso di aver sempre saputo poco e nulla di questa storia. "Avevo alcuni ricordi scolastici di questo personaggio, del famoso caso, ma si trattava di un ricordo nebbioso", ha raccontato l'attore premio Oscar, "Per prepararmi ho ascoltato Polanski, ho letto più volte la sceneggiatura, ho studiato. Ho affrontato il ruolo dicendomi che la star del film era la storia e io dovevo essere al suo servizio".

Durante la conferenza stampa sono state quasi vietate le domande sulle polemiche legate alle dichiarazioni fatte dal presidente di giuria, così Emmanuelle Seigner si è limitata a parlare del film e del suo personaggio ma ha elogiato molto il lavoro di suo marito, e tra le righe si può leggere quasi un messaggio di sostegno: "Per me è difficile mettermi nei panni di Roman. Posso dire però che il senso di persecuzione che spesso si ritrova nei suoi film viene dalla sua vita, dalla sua esperienza. Come regista è un uomo molto preciso, meticoloso, ma lascia molta libertà agli attori. È il sesto film che facciamo insieme e solo ora comincio ad abituarmi al suo modo di girare".

Il film sarà nelle sale italiane dal 21 novembre.
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Primo italiano in Concorso, si tratta di Mario Martone con il suo Il Sindaco del Rione Sanità, adattamento "moderno" di un testo di Eduardo De Filippo.

"Abbiamo ottenuto l'autorizzazione di Luca De Filippo a cui oggi va un ricordo commosso e affettuosissimo", ha dichiarato Martone, "Per me è stata occasione per affrontare Eduardo, che è qualcosa di difficile. Ci siamo chiesti come riproporlo oggi: era un'occasione unica per ribaltare i rapporti di età nel contesto della Napoli di oggi".
Un progetto che per Martone era quasi un sogno nel cassetto: "il "Sindaco" l'ho sempre voluto fare anche in forma cinematografica e l'ho immaginato esattamente così come lo avete visto".

Il film sarà nelle sale per tre giorni, il 30 settembre e l'1 e 2 ottobre.




Intanto, Fuori Concorso, è stata la giornata di Kristen Stewart, al festival con il film Seberg, in cui interpreta l'icona della Nouvelle Vague Jean Seberg. Nel cast anche Anthony Mackie, Zezie Beetz, Jack O'Connell e Margaret Qualley.

Il film racconta un periodo particolare della sfortunata attrice, quando l'FBI decise di metterla sotto stretta sorveglianza a causa della sua simpatia verso le Pantere Nere e della sua relazione con l'attivista per i diritti civili Hakim Jamal.

La presentazione del film cade proprio nel giorno dell'anniversario della morte dell'attrice, suicidatasi a soli 41 anni dopo una vita tormentata dalla depressione. "Per noi che, idealmente, abbiamo vissuto molti anni insieme a lei realizzando questo film, è molto bello poterla celebrare proprio oggi", ha dichiarato il regista Benedict Andrews, "Non conoscevo la sua storia prima di leggere la sceneggiatura, soltanto allora ho compreso come sia stata distrutta la vita di Jean Seberg, letteralmente soffocata da tutto questo. La sua onestà, la sua verità sullo schermo rifletteva la stessa sincerità che aveva nella vita reale. A causa di questo è diventata un bersaglio dell'FBI, che ha iniziato a spiarla nell'intimità, utilizzando la sua vita privata, minandola e distruggendola per motivi politici".

Protagonista assoluta del film è Kristen Stewart, che si è calata molto nel ruolo. "Aveva una fame di arrivare fino agli spettatori sbalorditiva. C'era qualcosa di naturalistico nella sua recitazione, emergeva qualcosa di splendente", ha dichiarato l'attrice, "Il fatto che fosse amata nel suo paese e anche in Francia, le ha consentito di correre dei rischi, sicuramente è stata identificata in questo modo. Ho lavorato su questa cosa, ho cercato di essere me stessa, ho percepito questo desiderio da parte sua, di essere accettata lavorando in questo modo, quasi gridando ‘guardatemi, sono vera!’".
Jean Seberg era molto impegnata politicamente, aspetto che alla fine le è costato molto. "Aveva un'umanità davvero compassionevole, in un periodo in cui la gente non aveva spesso lo stomaco per impegnarsi. Lei voleva con tutta sincerità unirsi al movimento per i diritti civili e cambiare il mondo", un aggiunto Kristen Stewart, che ha poi paragonato sé stessa all'attrice: "La mia tendenza politica è chiara, non nascondo quello che penso, ma non sono impegnata, non sono un’attivista insomma. E non vado a gridare in faccia alla gente quelle che sono le mie opinioni".

A margine della conferenza stampa, qualcuno ha fatto notare a Kristen Stewart la "nuova piega" che sta prendendo la sua carriera, con un'apertura a film più d'intrattenimento, come Charlie's Angels, e anche la sua nuova maturità nell'affrontare la celebrità. "Quando ero più giovane ero più insicura, mentre ora mi sento pronta a tutta, anche ad affrontare la popolarità", ha detto sorridendo l'attrice, "Non voglio privarmi di esperienze centrali, penso di aver fatto molte cose in base all’istinto nella mia carriera, mi sembra ora di poter vivere in maniera naturale quello che accade, senza pensarci troppo. Sono pronta a qualsiasi cosa!".

Seberg sarà presentato anche al Toronto Film Festival il 7 settembre, al momento non c'è ancora una data d'uscita.