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sabato 7 settembre 2019

Venezia 76 - Leone d'Oro a Joker! ecco tutti i vincitori.

Si è conclusa poco fa la cerimonia di chiusura della 76 Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia che ha visto trionfare il film Joker di Todd Phillips.

Era il film più atteso del festival e alla fine si è portato a casa il Leone d'Oro per il miglior film, premiato dalla giuria presieduta dalla regista Lucrecia Martel.

Gloria anche per l'Italia con il Premio Speciale della Giuria a La Mafia Non È Più Quella Di Una Volta di Franco Maresco, e la Coppa Volpi come migliore attore a Luca Marinelli (Martin Eden). L'attore ha pronunciato un discorso molto appassionato dedicando il premio alle ONG, ispirando e trascinando anche la vincitrice della Coppa Volpi come migliore attrice, Ariane Ascaride (Gloria Mundi), che ha ricordato le sue origini italiane e dedicato il premio ai migranti che hanno perso e continuano a perdere la vita nel Mediterraneo.

Premiato anche Roman Polanski, con il Leone d'Argento per la migliore regia per il film J'Accuse, ritirato dalla moglie del regista Emmanuelle Seigner, anche tra i protagonisti del film. Il primo giorno del festival, durante la conferenza della giuria, Lucrecia Martel che aveva dichiarato che per lei Polanski non avrebbe dovuto avere la possibilità di partecipare al festival e che, personalmente, non riusciva a separare l'uomo dall'artista, ma aveva anche garantito che avrebbe giudicato il film in modo assolutamente obbiettivo. Così è stato visto che il film, e nello specifico Polanski, è stato premiato.

Ecco la lista di tutti i premiati del Festival di Venezia 2019.

CONCORSO
Leone d’Oro per il Miglior Film: Joker di Todd Phillips
Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: J’Accuse di Roman Polanski
Leone d’Argento per la Migliore Regia: Roy Andersson per About Endlessness
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile: Luca Marinelli per Martin Eden di Pietro Marcello
Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile: Ariane Ascaride per Gloria Mundi di Robert Guédiguian
Miglior Sceneggiatura: Yonfan per No.7 Cherry Lane
Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Toby Wallace per Babyteeth di Shannon Murphy
Premio Speciale della Giuria: La Mafia Non È Più Quella Di Una Volta di Franco Maresco

ORIZZONTI
Premio Orizzonti per il Miglior Film: Atlantis di Valentyn Vasyanovych
Premio Orizzonti per la Miglior Regia: Théo Court per Blanco En Blanco
Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura: Jessica Palud, Philippe Lioret, Diastème per Revenir di Jessica Palud
Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Verdict di Raymund Ribay Gutierrez
Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio: Darling di Saim Sadiq
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile: Sami Bouajila per Bik Eneich – Un Fils di Mehdi M. Barsaoui
Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Femminile: Marta Nieto per Madre di Rodrigo Sorogoyen

PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA
You Will Die at 20 di Amjad Abu Alala (Giornate degli Autori)

VENICE VIRTUAL REALITY
Miglior Film VR: The Key di Céline Tricart
Migliore Esperienza VR (per contenuto interattivo): A Linha di Ricardo Laganaro
Migliore Storia VR (per contenuto lineare): Daughters of Chibok di Joel Kachi Benson

VENEZIA CLASSICI
Premio Venezia Classici per il Miglior Film Restaurato: Extase di Gustav Machatý
Premio Venezia Classici per il Miglior Documentario Sul Cinema: Babenco – Alguém Tem Que Ouvir o Coração e Dizer: Parou di Bárbara Paz.

venerdì 30 agosto 2019

Venezia 76 - Polanski e Martone in Concorso. Fuori Concorso arriva Seberg con Kristen Stewart

Terzo giorno e in Concorso arriva Roman Polanski con il suo nuovo film, J'Accuse, e il primo film italiano, Il Sindaco del Rione Sanità. Mentre Fuori Concorso a catalizzare l'attenzione ci pensa Kristen Stewart con il film Seberg.

Il suo nome ha scatenato polemiche fin da subito ma al festival non è venuto, Roman Polanski non ha accompagnato al Lido il suo J'accuse, a presentarlo c'era parte del cast, Jean Dujardin, Louis Garrel, e la moglie del regista, l'attrice Emmanuelle Seigner.

Il film racconta il "caso Dreyfus", cioè la vicenda che vide coinvolto il capitano dello stato maggiore Alfred Dreyfus, accusato, degradato, condannato per alto tradimento e infine deportato in una prigione sull'Isola del Diavolo nella Guyana. Solo dopo dieci anni di reclusione, dopo l'intervento dell'ufficiale dell'esercito di Georges Picquart e dello scrittore Emile Zola, che scrisse appunto il "J'Accuse", Dreyfus venne riconosciuto innocente e scagionato.

Il film è stato molto applaudito, ricevendo un'ottima accoglienza. Ad interpretare Dreyfus è l'attore Louis Garrel, che si è appassionato molto a una storia che conosceva solo superficialmente. "A 36 anni ho scoperto la vera storia che in Francia tutti conoscono ma senza conoscerla veramente", ha dichiarato l'attore, "Un giorno sul set Polanski mi ha presentato una ragazza, la pronipote di Alfred Dreyfus. A quel punto non potevo più recitare. Mi ha raccontato che i figli di Dreyfus sono stati deportati durante la Seconda Guerra Mondiale, anche la sua famiglia ha vissuto un inferno. È una storia francese terribile, ma vedendo il film per la prima volta una settimana fa ho provato una gioia vera quando alla fine del film la giustizia prevale".
Anche Jean Dujardin, che nel film interpreta Picquart, ha ammesso di aver sempre saputo poco e nulla di questa storia. "Avevo alcuni ricordi scolastici di questo personaggio, del famoso caso, ma si trattava di un ricordo nebbioso", ha raccontato l'attore premio Oscar, "Per prepararmi ho ascoltato Polanski, ho letto più volte la sceneggiatura, ho studiato. Ho affrontato il ruolo dicendomi che la star del film era la storia e io dovevo essere al suo servizio".

Durante la conferenza stampa sono state quasi vietate le domande sulle polemiche legate alle dichiarazioni fatte dal presidente di giuria, così Emmanuelle Seigner si è limitata a parlare del film e del suo personaggio ma ha elogiato molto il lavoro di suo marito, e tra le righe si può leggere quasi un messaggio di sostegno: "Per me è difficile mettermi nei panni di Roman. Posso dire però che il senso di persecuzione che spesso si ritrova nei suoi film viene dalla sua vita, dalla sua esperienza. Come regista è un uomo molto preciso, meticoloso, ma lascia molta libertà agli attori. È il sesto film che facciamo insieme e solo ora comincio ad abituarmi al suo modo di girare".

Il film sarà nelle sale italiane dal 21 novembre.
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Primo italiano in Concorso, si tratta di Mario Martone con il suo Il Sindaco del Rione Sanità, adattamento "moderno" di un testo di Eduardo De Filippo.

"Abbiamo ottenuto l'autorizzazione di Luca De Filippo a cui oggi va un ricordo commosso e affettuosissimo", ha dichiarato Martone, "Per me è stata occasione per affrontare Eduardo, che è qualcosa di difficile. Ci siamo chiesti come riproporlo oggi: era un'occasione unica per ribaltare i rapporti di età nel contesto della Napoli di oggi".
Un progetto che per Martone era quasi un sogno nel cassetto: "il "Sindaco" l'ho sempre voluto fare anche in forma cinematografica e l'ho immaginato esattamente così come lo avete visto".

Il film sarà nelle sale per tre giorni, il 30 settembre e l'1 e 2 ottobre.




Intanto, Fuori Concorso, è stata la giornata di Kristen Stewart, al festival con il film Seberg, in cui interpreta l'icona della Nouvelle Vague Jean Seberg. Nel cast anche Anthony Mackie, Zezie Beetz, Jack O'Connell e Margaret Qualley.

Il film racconta un periodo particolare della sfortunata attrice, quando l'FBI decise di metterla sotto stretta sorveglianza a causa della sua simpatia verso le Pantere Nere e della sua relazione con l'attivista per i diritti civili Hakim Jamal.

La presentazione del film cade proprio nel giorno dell'anniversario della morte dell'attrice, suicidatasi a soli 41 anni dopo una vita tormentata dalla depressione. "Per noi che, idealmente, abbiamo vissuto molti anni insieme a lei realizzando questo film, è molto bello poterla celebrare proprio oggi", ha dichiarato il regista Benedict Andrews, "Non conoscevo la sua storia prima di leggere la sceneggiatura, soltanto allora ho compreso come sia stata distrutta la vita di Jean Seberg, letteralmente soffocata da tutto questo. La sua onestà, la sua verità sullo schermo rifletteva la stessa sincerità che aveva nella vita reale. A causa di questo è diventata un bersaglio dell'FBI, che ha iniziato a spiarla nell'intimità, utilizzando la sua vita privata, minandola e distruggendola per motivi politici".

Protagonista assoluta del film è Kristen Stewart, che si è calata molto nel ruolo. "Aveva una fame di arrivare fino agli spettatori sbalorditiva. C'era qualcosa di naturalistico nella sua recitazione, emergeva qualcosa di splendente", ha dichiarato l'attrice, "Il fatto che fosse amata nel suo paese e anche in Francia, le ha consentito di correre dei rischi, sicuramente è stata identificata in questo modo. Ho lavorato su questa cosa, ho cercato di essere me stessa, ho percepito questo desiderio da parte sua, di essere accettata lavorando in questo modo, quasi gridando ‘guardatemi, sono vera!’".
Jean Seberg era molto impegnata politicamente, aspetto che alla fine le è costato molto. "Aveva un'umanità davvero compassionevole, in un periodo in cui la gente non aveva spesso lo stomaco per impegnarsi. Lei voleva con tutta sincerità unirsi al movimento per i diritti civili e cambiare il mondo", un aggiunto Kristen Stewart, che ha poi paragonato sé stessa all'attrice: "La mia tendenza politica è chiara, non nascondo quello che penso, ma non sono impegnata, non sono un’attivista insomma. E non vado a gridare in faccia alla gente quelle che sono le mie opinioni".

A margine della conferenza stampa, qualcuno ha fatto notare a Kristen Stewart la "nuova piega" che sta prendendo la sua carriera, con un'apertura a film più d'intrattenimento, come Charlie's Angels, e anche la sua nuova maturità nell'affrontare la celebrità. "Quando ero più giovane ero più insicura, mentre ora mi sento pronta a tutta, anche ad affrontare la popolarità", ha detto sorridendo l'attrice, "Non voglio privarmi di esperienze centrali, penso di aver fatto molte cose in base all’istinto nella mia carriera, mi sembra ora di poter vivere in maniera naturale quello che accade, senza pensarci troppo. Sono pronta a qualsiasi cosa!".

Seberg sarà presentato anche al Toronto Film Festival il 7 settembre, al momento non c'è ancora una data d'uscita.

sabato 27 maggio 2017

Festival di Cannes 2017 - giorno 11... domani la cerimonia di chiusura

Nell'ultimo giorno di Concorso sbarca a Cannes Joaquin Phoenix, mentre Fuori Concorso arriva Roman Polanski.

Ultimo film in Concorso, si tratta di You Were Never Really Here della regista scozzese Lynne Ramsay, che vede come protagonista un intenso Joaquin Phoenix.

Il film racconta la storia di Joe (Phoenix), un uomo che ha avuto una vita difficile e che vive con l'anziana madre che ama teneramente. Joe però è anche un mercenario sanguinario, considerato una macchina da guerra da chi lo ingaggia e che è solito uccidere le sue vittime a colpi di martello. L'uomo viene ingaggiato per liberare una ragazzina da un giro di prostituzione minorile legato a degli intoccabili politici, inizierà così un violento viaggio notturno nella mente di un serial killer dalla vita "normale".

Arrivato a Cannes ancora incompleto, tanto che alla fine non erano presenti i titoli di coda, il film ha diviso la critica, tra chi l'ha trovato noioso, chi morboso per i litri di sangue versati, e chi invece l'ha paragonato a Taxi Driver, e che si sono ritrovati solo negli elogi alla performance di Joaquin Phoenix.

"Folle e narcotizzante, come il libro da cui proviene", così l'ha decritto la regista Lynne Ramsay che non ha avuto dubbi sulla scelta del protagonista, "Ho pensato subito a Joaquim Phoenix. Anzi, avevo la sua foto sul computer mentre scrivevo".
Riguardo il paragone con Taxi Driver, è proprio Joaquin Phoenix a tirarlo in ballo e ad allontanarlo da questo film. "'Taxi Driver' è un film magnifico, uno di quelli che hanno fatto di me un attore", ha detto l'attore, "ma in effetti non ci ho pensato mentre giravo, non ci sono riferimenti coscienti a quello o altri modelli, credo che questo sia un film molto originale, non un film hollywoodiano".
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Annunciato all'ultimo nella lista di film del festival, è stato presentato oggi Fuori Concorso il nuovo film di Roman Polanski, D'après une Histoire Vraie (Based on a True Story), con Emmanuelle Seigner e Eva Green protagoniste.

Ispirato al romanzo di Delphine de Vigan, e con una sceneggiatura scritta da Olivier Assayas, il film vede al centro della storia una scrittrice di successo (Seigner) in piena crisi creativa e reduce dal successo di un libro dedicato alla vita di sua madre. La donna è tormentata da lettere anonime che la accusano di aver dato in pasto al pubblico la sua vita privata e proprio in questo momento di grande crisi incontra una giovane donna (Eva Green), che si fa chiamare solo "Elle" (Lei), bella, intrigante, seducente e intelligente, fa la la ghostwriter e sembra capirla meglio di chiunque altro. Ma piano piano che la donna si fa largo sempre di più nella vita della scrittrice, i dubbi su di lei aumentano.

L'dea del film è nata proprio grazie a Emmanuelle Seigner, moglie di Polanski. "Leggendo il libro ho pensato ai primi film di Roman, 'L’inquilino del terzo piano', 'Repulsione', gli ho regalato il libro e infatti gli è piaciuto", ha raccontato l'attrice.
Il film parla dell'ossessione del pubblico per "le storie vere" (non a caso il titolo è "Tratto da una storia vera"), per la realtà, un concetto molto ambiguo secondo il regista. "La ragione di questa ossessione risiede nel bombardamento elettronico che viviamo, circondati da troppe immagini cui noi ci appoggiamo in cerca di verità", ha dichiarato Polanski, "ma è tutta un'illusione dal momento che la realtà ormai si può manipolare. La formula 'tratto da una storia vera' non ha più alcun significato".
Sulla scelta del cast, Polanski non ha avuto dubbi sullo scegliere Eva Green per il ruolo di Elle. "Non appena ho deciso di fare il film ho pensato subito a Eva per il ruolo di Elle", ha raccontato il regista, "L’avevo vista in 'Sin City' e mi aveva colpito molto il suo personaggio, un condensato di fascino e ironia". Mentre per Emmanuelle Seigner (è la quinta collaborazione tra i due) è stato ancora più semplice... visto che ce l'ha in casa. "Mi chiedono spesso se è difficile girare un film con la propria moglie, ma non lo è", ha detto il regista, "La cosa difficile è tornare a casa e fare il marito. Quando rincaso dopo una giornata intensa sul set vorrei solo distrarmi, dimenticare la lavorazione mentre Emmanuelle vorrebbe parlare ancora del film, questa è l’unica difficoltà".

Entusiasmo da parte di Eva Green, che non ci ha pensato due secondi prima di accettare l'offerta di Polanski. "Come si fa a rifiutare una proposta che arriva da Roman? E’ uno dei migliori registi al mondo", ha detto l'attrice durante la conferenza stampa, "E poi avevo a disposizione un personaggio fantastico, una donna bizzarra e nello stesso tempo vera, cosa che mi piaceva. E’ difficile capirla fino in fondo, per tutto il film ti domandi se esista sul serio oppure no, e una simile ambiguità è stata per me una sfida e mi ha permesso di dare sostanza al personaggio".

Il film è stato bene, ha ricevuto buone critiche, ma senza particolare entusiasmo.

sabato 25 maggio 2013

Festival di Cannes 2013 - giorno 11

Ultimi film in Concorso per il Festival di Cannes che chiude con due nomi di primissimo livello: Roman Polanski e Jim Jarmusch.

Roman Polanski porta sulla croisette 'Vénus à la Fourrure', cioè 'La Venere in Pelliccia'. Protagonisti Emmanuelle Seigner (che è anche moglie di Polanski) e Mathieu Amalric.

Tratto dalla pièce teatrale di David Ives, la storia si svolge dentro un piccolo teatro. Thomas, regista e drammaturgo, ha finito di provinare una lunga serie di attrici, alcune inadatte, altre semplicemente incapaci. Per il ruolo di Vanda, una donna sensuale e aristocratica, ha bisogno di qualcuno che colpisca al primo sguardo. L'ultima provinante che si presenta si chiama davvero Vanda, è isterica, spettinata, fradicia per la pioggia, sboccata e vestita come una prostituta. Thomas vorrebbe solo mandarla via ma la donna insiste, si mette un costume di scena che aveva nella borsa e improvvisamente diventa la Vanda dello spettacolo.

Il film ha molto in comune col precedente 'Carnage', anche qui la storia si svolge tutta nello stesso luogo (un teatro) e ha pochi attori, solo due, al servizio di un grande regista come Polanski. Durante la conferenza stampa Roman Polanski ha spiegato perché ha deciso di fare questo film: "Il motivo per cui ho recuperato questa pièce è perché è esilarante. Il sarcasmo della pièce è irresistibile, mi piace anche l'elemento femminista. La mia agente mi ha fatto leggere la play l’anno scorso qui a Cannes e io ho pensato di riadattare la storia, mettendola in scena nell’ambiente teatrale, perché in Europa le audizioni si fanno a teatro. In questo modo ho potuto avere a disposizione un’atmosfera veramente adatta e affascinante". Polanski ha anche realizzato un suo desiderio con questo film. "Ho sempre desiderato girare un film con due soli personaggi", ha confessato il regista, "Tenere viva l’attenzione e la suspense con solo due è una sfida che ho affrontato con piacere. Con due attori così bravi poi è stato semplice".
Protagonista, che potrebbe anche conquistare un premio con la sua interpretazione, è Emmanuelle Seigner. "Mi sono molto divertita a interpretare questa sorta di Dea della vendetta", ha detto l'attrice, "Vanda è una dea e forse si sta vendicando per tutte le attrici maltrattate ai provini". Mathieu Amalric ha confessato di essersi accorto della strana somiglianza tra il suo personaggio e Polanski stesso, somiglianza anche fisica: "Quando mi ha portato a scegliere un giacca e ha detto alla commessa che ero suo figlio, tutto è stato chiaro. Partecipare a un film come questo è una sfida, ma soprattutto un gran divertimento".

Il film è piaciuto molto, ha ricevuto grandi applausi e potrebbe rientrare fra i premi finali.


Il secondo film presentato oggi in Concorso è 'Only Lovers Left Alive' di Jim Jarmusch. Con Tilda Swinton, Tom Hiddleston e John Hurt. Nel cast anche Mia Wasikowska.

Una storia d'amore fra vampiri che non ha assolutamente niente a che vedere con quelle per teenager. I vampiri di Jarmusch sono due amanti annoiati da secoli e secoli. Adam vive a Detroit, fa il musicista, solo di notte, e allunga mazzette per ottenere sangue dall'ospedale. Eve vive a Tangeri insieme a Marlowe (quello di Shakespeare?!) con cui passa le notti a chiacchierare sui tetti della città. Adam, sempre più depresso, pensa vorrebbe farla finita per sempre così Eve lo raggiunge. Tutto sembra migliorare finché non si presenta la sorella di Eve, Ava, vampira di "nuova generazione" e assolutamente indisciplinata.

"Sono creature sofisticate, persone molto evolute sono in giro da secoli, ma sono anche secoli che si dicono le stesse cose", così Tilda Swinton ha spiegato i personaggi del film in conferenza stampa. "Ho scelto di fare questo film perché mi era arrivata voce che coi film di vampiri si guadagna un sacco", ha detto Jim Jarmusch scherzando, ma il regista non aveva molta voglia di spiegare il film, "la verità è che non voglio parlarne troppo, voglio che sia il film a parlare da sé. Siete i primi a vederlo, neanche noi lo abbiamo ancora visto finito. Ho in mente il progetto da sette anni ma ci è voluto molto tempo per convincere qualcuno a finanziarlo, forse perché è una storia imprevedibile, insolita". Tom Hiddleston invece ha parlato degli aspetti affascinanti del suo personaggio: "Quel che mi affascina è il suo affiancare malinconia e romanticismo a un'enorme curiosità per ciò che lo circonda. Adam è un grande musicista e un ingegnere eccellente, anche se nemmeno se ne rende conto. E' appassionato di scienza. Si chiede costantemente se la sua immortalità sia un bene o un male". Particolarità sottolineata dal cast è il ritmo del film. "Li abbiamo concepiti come dei lupi. C'è un ritmo particolare nel film che fa pensare a questi animali", ha detto la Swinton, mentre Jarmusch conclude dicendo: "Una parte fondamentale l'ha avuta il montatore Affonso Goncalves, in grado di creare una sorta di musicalità per immagini, in linea con la colonna sonora basata su brani d'atmosfera e d'avanguardia".

Critiche piuttosto positive sul film anche se, in molti sottolineano, deve piacere lo stile di Jarmusch per apprezzare questo film.

Finito il concorso, si tirano un po' le somme, il cosiddetto "Totopalma". Il favorito principale resta il film 'La Vie d'Adele' di Kechiche, ma anche il film dei Coen 'Inside Llewyn Davis', 'La Passe' di Farhadi e 'Nebraska' di Alexander Payne hanno buone possibilità. Domani alle 19 la cerimonia di chiusura.


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