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mercoledì 1 aprile 2026

David di Donatello 2026 - le nomination

Sono state annunciate poco fa le nomination ai David di Donatello 2026, giunti alla 71a edizione.

Ad ottenere il maggior numero di nomination, ben 16, è stato il film Le Città di Pianura di Francesco Sossai. Sono invece 14 le candidature per La Grazia di Paolo Sorrentino, e 13 quelle per Le Assaggiatrici di Silvio Soldini.

Nella categorie attoriali ci sono delle doppie nomination, come Valeria Golino, candidata come migliore attrice per Fuori e come migliore attrice non protagonista per Breve Storia d'Amore, stessa cosa per Barbara Ronchi, candidata sia per Elisa che per Diva Futura, e per Valeria Bruni Tedeschi, candidata per Duse e Cinque Secondi. Da segnalare come alcune categorie, come tre delle quattro degli attori, sono formate da sestine e non da cinquine, il perché non è chiaro.

La serata di premiazione si terrà il 6 maggio, con la consueta diretta su Rai Uno, in diretta radiofonica su Rai Radio2 e in streaming su RaiPlay. Novità per quanto riguarda la conduzione, non ci sarà Carlo Conti, ma a condurre la serata saranno Flavio Insinna e Bianca Balti. L'AD di Cinecittà ha dichiarato che la cerimonia di premiazione "inaugurerà il Teatro 23 di Cinecittà".

Ecco tutte le nomination.

MIGLIOR FILM
CINQUE SECONDI
FUORI
LA GRAZIA
LE ASSAGGIATRICI
LE CITTÀ DI PIANURA

MIGLIOR REGIA
Fuori, Mario MARTONE
La città proibita, Gabriele MAINETTI
La grazia, Paolo SORRENTINO
Le assaggiatrici, Silvio SOLDINI
Le città di pianura, Francesco SOSSAI

MIGLIOR ESORDIO ALLA REGIA
Breve storia d’amore, Ludovica RAMPOLDI
Gioia mia, Margherita SPAMPINATO
La vita da grandi, Greta SCARANO
Paternal Leave, Alissa JUNG
Tienimi presente, Alberto PALMIERO

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Cinque secondi, Francesco BRUNI, Carlo VIRZÌ, Paolo VIRZÌ
Duse, Letizia RUSSO, Guido SILEI, Pietro MARCELLO
Gioia mia, Margherita SPAMPINATO
La grazia, Paolo SORRENTINO
Le città di pianura, Francesco SOSSAI, Adriano CANDIAGO

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
40 secondi, Vincenzo ALFIERI, Giuseppe G. STASI
Elisa, Leonardo DI COSTANZO, Bruno OLIVIERO, Valia SANTELLA
Fuori, Mario MARTONE, Ippolita DI MAJO
Le assaggiatrici, Doriana LEONDEFF, Silvio SOLDINI, Lucio RICCA, Cristina COMENCINI, Giulia CALENDA, Ilaria MACCHIA
Primavera, Ludovica RAMPOLDI

MIGLIOR PRODUTTORE
Duse, Carlo DEGLI ESPOSTI, Nicola SERRA, Marco GRIFONI per PALOMAR
Gioia mia, Benedetta SCAGNELLI, Alessio PASQUA, Gianluca ARCOPINTO
Le assaggiatrici, Lionello CERRI e Cristiana MAINARDI per LUMIÈRE & CO.
Le città di pianura, Marta DONZELLI e Gregorio PAONESSA per VIVO FILM
Un film fatto per Bene, Andrea OCCHIPINTI per LUCKY RED, Marco ALESSI per DUGONG FILMS

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Duse, Valeria BRUNI TEDESCHI
Elisa, Barbara RONCHI
Fuori, Valeria GOLINO
Gioia mia, Aurora QUATTROCCHI
La grazia, Anna FERZETTI
Primavera, Tecla INSOLIA

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Cinque secondi, Valerio MASTANDREA
Il Nibbio, Claudio SANTAMARIA
La grazia, Toni SERVILLO
Le città di pianura, Pierpaolo CAPOVILLA
Le città di pianura, Sergio ROMANO

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Breve storia d’amore, Valeria GOLINO
Cinque secondi, Valeria BRUNI TEDESCHI
Diva Futura, Barbara RONCHI
Fuori, Matilda DE ANGELIS
La grazia, Milvia MARIGLIANO
Tre ciotole, Silvia D'AMICO

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
40 secondi, Francesco GHEGHI
Ammazzare stanca - Autobiografia di un assassino, Vinicio MARCHIONI
Duse, Fausto RUSSO ALESI
Le città di pianura, Roberto CITRAN
Le città di pianura, Andrea PENNACCHI
Nonostante, Lino MUSELLA

MIGLIOR CASTING
40 secondi, Marco Matteo DONAT-CATTIN, Federica BAGLIONI
Gioia mia, Margherita SPAMPINATO, Giulia TARQUINI
La grazia, Anna Maria SAMBUCCO, Massimo APPOLLONI
Le assaggiatrici, Laura MUCCINO, Liza STUTZKY
Le città di pianura, Adriano CANDIAGO

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Duse, Marco GRAZIAPLENA
La città proibita, Paolo CARNERA
La grazia, Daria D'ANTONIO
Le assaggiatrici, Renato BERTA
Le città di pianura, Massimiliano KUVEILLER

MIGLIORE COMPOSITORE
La città proibita, Franco AMURRI
Le assaggiatrici, Mauro PAGANI
Le città di pianura, KRANO
Primavera, Fabio Massimo CAPOGROSSO
Queer, Trent REZNOR & Atticus ROSS

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Arrivederci Tristezza (Arrivederci tristezza), BRUNORI SAS
La prostata enflamada (Buen Camino), Checco ZALONE
Follemente (Follemente), LEVANTE
Ti (Le città di pianura), KRANO
Vaster than Empires (Queer), Caetano VELOSO, Trent REZNOR, Atticus ROSS

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Duse, Gaspare DE PASCALI, Carlotta DESMANN
La città proibita, Andrea CASTORINA, Marco MARTUCCI
La grazia, Ludovica FERRARIO, Laura CASALINI
Le assaggiatrici, Paola BIZZARRI, Igor GABRIEL
Le città di pianura, Paula MEUTHEN, Emilia BONSEMBIANTE

MIGLIORI COSTUMI
Duse, Ursula PATZAK
La città proibita, Susanna MASTROIANNI
La grazia, Carlo POGGIOLI
Le assaggiatrici, Marina ROBERTI
Primavera, Maria Rita BARBERA, Gaia CALDERONE

MIGLIORE TRUCCO
Duse, Maurizio FAZZINI
La grazia, Paola GATTABRUSI
Le assaggiatrici, Esmé SCIARONI
Primavera, Vincenzo MASTRANTONIO, Adele DI TRANI, Emanuele DE LUCA
Queer, Fernanda PEREZ, Jason HAMER

MIGLIORE ACCONCIATURA
Fuori, Marco PERNA
Il maestro, Teresa DI SERIO
Le assaggiatrici, Samankta MURA
Primavera, Marta IACOPONI
Queer, Massimo GATTABRUSI

MIGLIORE MONTAGGIO
40 secondi, Vincenzo ALFIERI
Fuori, Jacopo QUADRI
Il maestro, Giogiò FRANCHINI
La città proibita, Francesco DI STEFANO
La grazia, Cristiano TRAVAGLIOLI
Le città di pianura, Paolo COTTIGNOLA

MIGLIORE SUONO
Fuori, M. LOMBARDO, S. MORAES, P. DE LUCA, G. RUTIGLIANO
La città proibita, A. BONANNI, G. PREVI, M. PERRI, M. MAZZUCCO
Le assaggiatrici, A. VANDENDRIESSCHE, D. BASSANI, S. GROSSO, G. RUTIGLIANO
Le città di pianura, M. ZAMBRANO, F. MAURO, S. P. POLONI, F. TUMMINELLO
Primavera, G. SCARLATA, D. FAVARGIOTTI, D. QUADROLI, N. PAONE

MIGLIORE EFFETTI VISIVI - VFX
Itaca - Il ritorno, Gaia BUSSOLATI, Enrico BERNOCCHI
La città proibita, Stefano LEONI, Andrea LO PRIORE
La grazia, Rodolfo MIGLIARI, Lena DI GENNARO
La valle dei sorrisi, Giuseppe SQUILLACI, Daniele MISCHIANTI
Queer, Marco FIORANI PARENZI, Virginia CEFALY

MIGLIORE FILM DOCUMENTARIO - PREMIO CECILIA MANGINI
BOBÒ, Pippo DELBONO
FERDINANDO SCIANNA - IL FOTOGRAFO DELL'OMBRA, Roberto ANDÒ
ROBERTO ROSSELLINI - PIÙ DI UNA VITA, I. DE LAURENTIIS, A. P. MASSARA, R. BRUNETTI
SOTTO LE NUVOLE, Gianfranco ROSI
TONI, MIO PADRE, Anna NEGRI

MIGLIORE FILM INTERNAZIONALE
IO SONO ANCORA QUI, Walter SALLES
LA VOCE DI HIND RAJAB, Kaouther BEN HANIA
THE BRUTALIST, Brady CORBET
UN SEMPLICE INCIDENTE, Jafar PANAHI
UNA BATTAGLIA DOPO L'ALTRA, Paul Thomas ANDERSON

MIGLIORE CORTOMETRAGGIO
ASTRONAUTA, Giorgio GIAMPÀ
CIAO, VARSAVIA, Diletta DI NICOLANTONIO
EVERYDAY IN GAZA, Omar RAMMAL
FESTA IN FAMIGLIA, Nadir TAJI
TEMPI SUPPLEMENTARI, Matteo MEMÈ

DAVID GIOVANI
40 SECONDI
LA GRAZIA
LE ASSAGGIATRICI
LE CITTÀ DI PIANURA
PER TE

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mercoledì 5 settembre 2018

Venezia 75 - giorno 8

L'ottavo giorno di festival vede in Concorso due film profondamente diversi, 22 July di Paul Greengrass e I Villeggianti di Valeria Bruni Tedeschi.

Il film di Paul Greengrass, 22 July, racconta la vera storia degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia, quando il terrorista neonazista Anders Breivik uccise 77 persone, 8 a Oslo con un'autobomba e 69 sull'Isola di Utoya, dove si presentò vestito da poliziotto e per più di mezz'ora sparò sulla folla uccidendo i ragazzi che partecipavano a un campus. I feriti furono più di 300.

Basato sul libro "One of Us: The Story of an Attack in Norway - and Its Aftermath" scritto dalla giornalista Åsne Seierstad, il film non racconta solo i momenti drammatici della strage ma anche tutto quello che è successo dopo, la reazione del governo e del popolo norvegese.

Per Greengrass questa era una storia importante da raccontare, soprattutto adesso, in una Europa che sembra spostarsi sempre di più verso la destra populista senza rendersi conto dei pericoli a cui potrebbe andare incontro aprendo le porte all'estremismo. "Quello che è successo è stato un momento di rivelazione che ci ha permesso di vedere chiaramente ciò che stava accadendo. In Norvegia chi è stato coinvolti in questo accadimento si è mosso per lottare contro la minaccia di qualcosa che è diventato più forte. Questo film lo offro come forma di meditazione su come vincere", ha dichiarato Greengrass, "Negli Anni ‘30 i nostri genitori e nonni avevano capito che il nazionalismo non controllato porta al protezionismo e alla guerra, e avevano creato un modo per contenerlo. Negli ultimi dieci anni però, questi confini si sono indeboliti e abbiamo aumenti di odio, una minaccia che ci riguarda tutti, che può essere vinta solo dalla forza delle idee. Per questo, nel film ho voluto mostrare i giovani che sono andati a testimoniare nel tribunale per sconfiggere Anders Breivik a livello di idee. È questa la sfida del domani, e sono fiducioso che la vinceremo".

Ad interpretare il terrorista, ruolo per niente facile, è l’attore norvegese Anders Danielsen Lie. "E' importante raccontare per ricordare coloro che sono stati colpiti, non bersagli scelti a caso, ma vittime designate di un terrorista che, nonostante fosse un lupo solitario, operava in un contesto ben preciso", ha dichiarato l'attore, "Oggi molte persone condividono le sue idee in Europa e questo è pericoloso, per questo è importante raccontare. Se si vuole capire la forza e il pericolo della radicalizzazione è necessario interrogarsi sul perché del suo gesto". Punto di vista condiviso dal regista che per la distribuzione del suo film ha scelto Netflix per poter arrivare subito a tutti, soprattutto ai giovani, perché "è la loro generazione che dovrà ribellarsi domani all'avanzamento dell’estrema destra", ha spiegato Paul Greengrass.

Il film sarà disponibile online dal 10 ottobre.

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Tutt'altro tema e toni il nuovo film di Valeria Bruni Tedeschi, I Villeggianti, mix tra drama e commedia, un po' francese e un po' italiano, ispirata alla vita della famiglia della regista.

La sinossi ufficiale del film: Una grande e bella proprietà in Costa Azzurra. Un posto che sembra essere fuori dal tempo e protetto dal mondo. Anna arriva con sua figlia per qualche giorno di vacanza. In mezzo alla sua famiglia, ai loro amici e al personale di servizio, Anna deve gestire la sua recente separazione e la scrittura del suo prossimo film. Dietro le risate, la rabbia, i segreti, nascono rapporti di supremazia, paure e desideri. Ognuno si tappa le orecchie dai rumori del mondo e deve arrangiarsi con il mistero della propria esistenza.

Un film un cast internazionale e recitato in tre lingue (italiani, inglese, francese) che è stato definito un'"autobiografia immaginaria", una definizione che non dispiace affatto alla regista. "Credo sia difficile nella vita toccare la verità, grazie alla finzione si riesce più facilmente", ha dichiarato Valeria Bruni Tedeschi, "Il film prende spunto dalla realtà e la elaboro cercando di toccarla un po', ma il film non è più la mia vita. Penso che il mio modo di lavorare sia un po' sempre lo stesso, in fondo sento sempre di fare un'autobiografia, anche quando ho fatto un film su un reparto di psichiatria. L'aver fatto un film/documentario sulla mia famiglia ['Un castello in Italia', 2013] mi ha dato il gusto di guardare quello che succede. Sei osservatrice, non controlli troppo e ho cercato di mantenere anche nel film lo stesso gusto".

Nel cast, oltre a Yolande Moreau, Riccardo Scamarcio e la stessa Bruni Tedeschi, c'è anche Valeria Golino, amica fraterna dell'attrice e regista. "Una sua dote è che ti permette di essere al tuo peggio, per poterlo essere lei con te. È una grandissima libertà, per cui alla fine ti affidi perché sai che lei ti proteggerà", ha raccontato Valeria Golino parlando dell'amica, "Voleva farmi un provino, io non volevo, le ho fatto una telefonata terribile, sono andata a casa sua e ho dormito. Quando mi sono svegliata c'era la produzione in casa. Così l'abbiamo fatto, anche se ero arrabbiata, impreparata, e lei era così contenta... Questo significa lavorare con lei".  "Non potevo immaginare questo film senza Valeria Golino, e l'avrei aspettata se non avesse potuto in quel periodo", ha dichiarato la Bruni Tedeschi, "Fa parte delle attrici insostituibili, doveva essere un’interprete totalmente organica con la famiglia. La sua bellezza doveva essere mitica, insieme alla malinconia e all'ironia, impossibili da trovare altrove se non in lei". Valeria Bruni Tedeschi ha anche rivelato di aver provato a coinvolgere sua sorella, Carla Bruni. "Io chiedo sempre a mia sorella se vuole fare i miei film", ha raccontato l'attrice e regista, "ma lei non vuole fare l'attrice, l'ha fatto solo con Allen. Glielo domando sempre però, come rituale familiare".

Il film sarà nelle sale italiane a dicembre.

martedì 28 marzo 2017

David di Donatello 2017 - trionfa La Pazza Gioia di Virzì!

Poco fa si è conclusa la cerimonia di premiazione dei David di Donatello 2017, che quest'anno presentava la novità della migliore sceneggiatura adattata.

Trionfa Paolo Virzì con il suo film La Pazza Gioia, che si porta a casa cinque David, tra cui quello per il miglior film, regia, e attrice protagonista a Valeria Bruni Tedeschi (splendido il suo discorso!).

Premiati anche Stefano Accorsi, migliore attore per Veloce come il VentoAntonia Truppo, come migliore attrice non protagonista per Indivisibili, e Valerio Mastandrea, migliore attore non protagonista per FioreRoberto Benigni ha ricevuto il David alla carriera, mentre i film stranieri premiati sono stati Animali Notturni di Tom Ford e Io, Daniel Blake di Ken Loach (miglior film dell'UE).

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM
La pazza gioia, di Paolo Virzì

MIGLIORE REGISTA
Paolo Virzì, per La pazza gioia

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Marco Danieli, per La ragazza del mondo

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Valeria Bruni Tedeschi (La pazza gioia)

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Stefano Accorsi (Veloce come il vento)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Antonia Truppo, per Indivisibili

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Valerio Mastandrea (Fiore)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Nicola Guaglianone, Barbara Petronio e Edoardo De Angelis per Indivisibili

MIGLIORE SCENEGGIATURA ADATTATA 
Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti, Salvatore de Mola per La stoffa dei sogni 

MIGLIORE PRODUTTORE
Attilio De Razza, Pierpaolo Verga, per Indivisibili 

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Michele D'Attanasio, per Veloce come il vento

MIGLIORE MUSICISTA
Enzo Avitabile, per Indivisibili

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
"ABBI PIETÀ DI NOI", per Indivisibili, musica, testi di Enzo Avitabile, interpretata da Enzo Avitabile, Angela e Marianna Fontana, per Indivisibili

MIGLIORE SCENOGRAFO
Tonino Zero (La pazza gioia)

MIGLIORE COSTUMISTA
Massimo Cantini Parrini, per Indivisibili

MIGLIOR TRUCCATORE
Luca Mazzoccoli, per Veloce come il vento

MIGLIOR ACCONCIATORE
Daniela Tartari, per La pazza gioia

MIGLIORE MONTATORE
Gianni Vezzosi, per Veloce come il vento

MIGLIOR SUONO
Presa diretta: Angelo Bonanni – Microfonista: Diego De Santis – Montaggio e Creazione suoni: Mirko PERRI – Mix: Michele Mazzucco, per Veloce come il vento 

MIGLIORI EFFETTI DIGITALI
Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network, per Veloce come il vento

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Crazy for football, di Volfango De Biasi

MIGLIOR FILM DELL'UNIONE EUROPEA
Io, Daniel Blake, di Ken Loach

MIGLIOR FILM STRANIERO
Animali notturni, di Tom Ford

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
A casa mia, di Mario Piredda

DAVID GIOVANI
Pierfrancesco Diliberto, per In guerra per amore

sabato 14 maggio 2016

Cannes 2016 - giorno 4

Il quarto giorno del festival è sicuramente segnato dall'arrivo del grandissimo Steven Spielberg con il suo ultimo film, ma in Concorso c'è Park Chan-wook, mentre alla Quinzaine arriva Paolo Virzì.

Steven Spielberg torna al cinema fantasy, torna a una storia per ragazzi, e conquista il Festival di Cannes con il suo ultimo film Il GGG - Il Gigante Gentile, tratto dall'omonimo romanzo di Roald Dahl (lo stesso de La Fabbrica di Cioccolato) e presentato Fuori Concorso.

Il film racconta della piccola orfana Sofia che in una notte in cui non riesce a dormire vede passare davanti alle finestre dell'orfanotrofio un enorme gigante. Questo infila una mano dalla finestra e la afferra, portandola nel suo mondo. La piccola Sofia ha paura che finirà per essere mangiata ma il gigante, di nome GGG, si scopre un essere gentile che non ha nessuna intenzione di mangiarla e che l'ha portata via solo per evitare che l'esistenza dei giganti venisse svelata al mondo. Ma gli altri giganti non sono come GGG, sono terrificanti e mangiano tante persone e GGG vorrebbe fermarli ma non sa come farlo. Ad aiutarlo ci penserà Sofia.

Ottima l'accoglienza riservata al film, un mix di CGI e attori reali. A dare movenze, espressioni e voce al Gigante Gentile c'è Mark Rylance, che ha già lavorato con Spielberg nel film Il Ponte delle Spie, con cui l'attore quest'anno ha vinto l'Oscar come migliore attore non protagonista. La sceneggiatura invece è stata curata da Melissa Mathison, scomparsa lo scorso anno, che aveva già lavorato al film E.T. e che si era ormai allontanata dal mondo del cinema, ma Spielberg non ha avuto alcun dubbio e ha voluto fortemente che fosse lei a curare la sceneggiatura di questo nuovo film, "È stato il suo ultimo regalo", ha detto il regista.

"Il GGG ha riportato a galla dei sentimenti che avevo quando ero solo un giovane regista", ha detto Spielberg durante la conferenza stampa, "E' una storia sulla necessità di abbracciare e diversità, e anche in un certo senso una storia d'amore, che narra l'amicizia tra la bambina e il gigante come se fosse un rapporto nipotina/nonno. Adottivo, in questo caso, un altro tema importante. Non ho fatto altro che immaginare me stesso mentre leggevo ai miei bambini il romanzo interpretandolo e trasformandomi io stesso nel Gigante gentile".
Alcuni hanno voluto sottolineare l'aspetto "antisemita" dello scrittore, ma Spielberg ha voluto tagliare corto sull'argomento. "Non sapevo che avesse questo genere di sentimenti, ma non mi interessa", ha detto il regista, "Sono le sue storie a interessarmi, quindi non mi sono dovuto proprio porre il problema. Sono in ottimi rapporti con la sua famiglia".

Spielberg ha poi speso belle parole per Mark Rylance, con cui lavorerà anche nei suoi prossimi film: "Mi sento fortunato di averlo conosciuto ed ancora di più per esserci diventanto amico. Lo rispetto ed è una delle poche persone del mio lavoro che rientra anche nella mia vita".

Purtroppo in Italia il film arriverà in ritardo, a gennaio 2017.

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Presentato in Concorso il nuovo film di Park Chan-wook, Mademoiselle, un thriller a luci rosse dalle tinte forti, con violenza e sesso saffico.

Il film è ambientato durante la colonizzazione giapponese in Corea, quando Sookee, una giovane scippatrice, va a lavorare come cameriera da una ricca donna giapponese che vive isolata in una immensa casa con lo zio. Sookee decide di truffarli con l'aiuto di un uomo che si spaccia per un ricco conte.

Sesso saffico e violenza, ma anche umorismo, un umorismo un po' particolare, come ha voluto sottolineare il regista durante la conferenza stampa: "Nel film lo humour deriva dal fatto che i personaggi nascondono le loro vera identità e i loro sentimenti e pensano cose del tutto diverse da quello che dicono. Gli spettatori non ridono molto in sala, ma immagino che possano apprezzare il tipo di umorismo che scorre all'interno di tutto il film".

Applausi per il film dopo la proiezione stampa.

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Secondo film italiano alla Quinzaine des Réalisateurs, si tratta de La Pazza Gioia di Paolo Virzì, film che è stato molto applaudito dopo la proiezione stampa.

"Io, i film, li faccio per il pubblico, per regalare emozioni e l'abbraccio del pubblico di Cannes è stato toccante", ha dichiarato un felicissimo Virzì, "Mi ha colpito vedere quanto abbiano apprezzato il lato tragicomico della vicenda, all'estero lo riconoscono come un tocco tipicamente italiano".
Virzì poi ha commentato la presenza di diverse commedie, anche grottesche e esagerate, al festival, una tendenza che sembra in aumento. "Il cinema nasce con Chaplin, Buster Keaton, Stanlio e Ollio, suscita insieme emozioni dolenti e risate", ha detto il regista, "Siamo artisti di questo circo con il compito di provocare nello spettatore la risata liberatoria, catartica. E' il miglior riscatto possibile al dolore della vita. Avendo perduto gli slanci idealistici di gioventù, il mio motto politico ora è limitare i danni. E il mio film lo fa".

Protagonista del film Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi. Il film sarà nelle sale dal 17 maggio.

venerdì 13 maggio 2016

Cannes 2016 - giorno 3

Si entra nel vivo, presentati due film in ConcorsoMa Loute di Bruno Dumont, e I, Daniel Blake di Ken Loach.

Ottima accoglienza per il nuovo film del regista britannico Ken Loach, I, Daniel Blake raccoglie applausi e commuove la platea.

Il film racconta la storia di Dan (Dave Johns), falegname di Newcastle da poco rimasto vedovo che, dopo un infarto, deve smettere di lavorare. A 60 anni, passati quasi tutti a lavorare, per vivere deve chiedere aiuto allo stato ma si scontra con la complicata e ottusa burocrazia. Dan si vede negare il sussidio di invalidità e per ricevere invece quello di disoccupazione deve convincere lo Stato che sta continuando a cercare attivamente un lavoro. Intanto Dan incontra Katie (Hayley Squires), una madre single e disoccupata con due film a carico a cui è stata assegnata una casa popolare proprio a Newcastle. Tra Dan e Katie si crea complicità, solidarietà e amicizia. Tutto potrebbe andare bene se solo lo Stato li trattasse con dignità.

Per raccontare un film che racconta i poveri e denuncia l'ottusità dello Stato, Ken Loach ha scelto due attori praticamente esordienti: il cabarettista Dave Johns, e Hayley Squires, scrittrice per il teatro. "Cercavo la semplicità nello stile e nella costruzione, non volevo nulla che distraesse il pubblico dall'essenza dei personaggi", ha detto il regista.
I, Daniel Blake è un film di denuncia, che riporta ai film degli anni 60', con cui Loach ha voluto raccontare quella che è una situazione drammatica: "Voglio essere scioccante, questo problema tocca tutta l'Europa, ed è molto urgente. Le persone più vulnerabili si sentono dire che è colpa loro se non hanno lavoro. Il tasso di disoccupazione è altissimo, in Gran Bretagna ci sono due milioni di persone iscritte alle liste di collocamento,e altri due milioni che non ci provano neanche, disabili e invalidi. Intanto i suicidi stanno diventando un problema di massa. E' una reazione umana alla frustrazione, alla disperazione".

Due anni fa Ken Loach aveva annunciato che si sarebbe ritirato dal Cinema, evidentemente ci ha ripensato, e vista la reazione positiva dei critici al suo film e l'applauso che gli è stato riservato all'ingresso in conferenza stampa, si può dire che ha fatto bene.

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Tono decisamente diverso per il film Ma Loute di Bruno Dumont, presentato sempre in Concorso, che vede nel cast Juliette Binoche, Valeria Bruni Tedeschi, Fabrice Luchini, e diversi attori non professionisti.

Ma Loute è una commedia molto nera, surreale e sopra le righe, con tanto di esplicita scena di cannibalismo. Il film, ambientato nel 1910, racconta l'incontro di due famiglie molto diverse, una di pescatori del nord della Francia, e una borghese che si trova da quelle parti in vacanza. Tra queste due famiglie molto estreme si inserisce l'indagine che un imbranato investigatore sta svolgendo su delle misteriose sparizioni.

"Ho fatto esattamente il film che volevo fare, un po' storia d’amore, ma anche poliziesco, crudele, pittoresco e con elementi di meraviglia", ha dichiarato il regista, "L’ambientazione richiama i primi del novecento, ma la storia è contemporanea. E’ atemporale. Penso che l’equilibrio tra elementi buffi e dramma sia fondamentale, anzi, è proprio il punto del film. L’esperimento era riuscire a rendere accettabili anche fatti gravissimi, come il cannibalismo, perché risultano buffi".

"Per me il lavoro più grande è stato dipingere una caricatura lasciandogli però dei tratti di credibilità e realismo", ha dichiarato Fabrice Luchini, "Ho giocato su elementi caratteristici come questa fissa degli aperitivi che hanno i francesi. Io li odio, in verità, ti rovinano la cena e ti intasano le arterie". Personaggio complicato da interpretare invece per Juliette Binoche: "Non era un approccio facile, ero contenta di essere sul set ma anche un po’ paura, il luogo così particolare, e poi per il personaggio che viene da un passato di violenza". "Il mio personaggio è invece estremamente misurato, chiuso in sé stesso", ha raccontato invece Valeria Bruni Tedeschi, "Dovevo lavorare di sottrazione ed evitare di esprimere fisicamente i miei impulsi di desiderio o aggressività. E’ stato un po’ doloroso ma in fondo un attore cerca questo".

Il film è stato accolto da applausi anche se non ha convinto tutti.

mercoledì 11 giugno 2014

David di Donatello 2014 - i vincitori

Si sono svolti ieri pomeriggio i David di Donatello 2014. La sfida principale era fra 'Il Capitale Umano' di Paolo Virzì e 'La Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino, chi ha vinto?

Si potrebbe quasi parlare di ipotetico pareggio fra i due film. Sorrentino prende più statuette (9), tra cui quella come per la migliore regia, ma a vincere come miglior film è stato Virzì con 'Il Capitale Umano', che in totale ha vinto 7 premi. Nessuna sorpresa, era nell'aria che alla fine sarebbe andata così.

Zero sorprese anche nelle categorie degli attori. Il premio come migliore attore protagonista è andato a Toni Servillo ('La Grande Bellezza'), gli altri tre premi agli attori sono andati tutti a 'Il Capitale Umano': migliore attrice a Valeria Bruni Tedeschi, migliore attrice non protagonista a Valeria Golino e migliore attore non protagonista a Fabrizio Gifuni.
Il David come miglior film dell'Unione Europea è andato a 'Philomena', di Stephen Frears, mentre quello per il miglior film straniero a 'Grand Budapest Hotel', di Wes Anderson.

Il premio come regista esordiente è andato a Pif per 'La Mafia Uccide Solo d'Estate', film che si è preso anche il David Giovani, uno dei pochi momenti degni di nota della cerimonia, con Pif che ha detto davanti a tutti che la BNL (sponsor del premio, presente sul palco) si rifiutò di produrre il suo film. Altro momento da sottolineare, e che almeno ha scosso un po' il pubblico dal torpore, l'arrivo sul palco di Valerio Mastandrea che, senza cattiveria, ha preso un po' in giro Paolo Ruffini per la sua pessima conduzione della serata. Perché è un problema ricorrente nei David di Donatello, l'incapacità di creare un minimo di spettacolo intorno alla consegna dei premi e quella di trovare un presentatore in grado di sdrammatizzare in momenti fra un premio e l'altro. I due presentatori quest'anno erano l'attrice Anna Foglietta, che se l'è cavata abbastanza, e un Paolo Ruffini vicino al disastroso, inadatto a presentare in un contesto del genere. Ovviamente la colpa è da condividere con gli autori che evidentemente non sono in grado di scrivere battute o domande intelligenti da fare agli ospiti. Nessuno pretende gli Oscar (ci mancherebbe altro) ma possibile che non si riesce a fare una cerimonia degna, più scorrevole, meno noiosa e condotta senza momenti imbarazzanti?

Ecco l'elenco di tutti i vincitori del David 2014.

Migliore film: 'Il capitale umano'
Migliore regista: Paolo Sorrentino, 'La grande bellezza'
Migliore regista esordiente: Pierfrancesco Diliberto (Pif), 'La mafia uccide solo d'estate'
Migliore sceneggiatura: Francesco Piccolo, Francesco Bruni, Paolo Virzì, 'Il capitale umano'
Migliore produttore: Nicola Guliano, Francesca Cima per Indigo Film, 'La grande bellezza'
Migliore attrice protagonista: Valeria Bruni Tedeschi, 'Il capitale mano'
Migliore attore protagonista: Toni Servillo, 'La grande bellezza'
Migliore attrice non protagonista: Fabrizio Gifuni, 'Il capitale umano'
Migliore attore non protagonista: Valeria Golino, 'Il capitale umano'
Migliore direttore della fotografia: Luca Bigazzi, 'La grande bellezza'
Migliore Musicista: Pivio e Aldo De Scalzi 'Song'e Napule'
Migliore canzone originale: "A' Verità". dal film 'Song'e Napule'.
Migliore scenografo: Stefania Cella, 'La grande bellezza'
Migliore costumista: Daniela Ciancio, 'La grande bellezza'
Migliore truccatore: Maurizio Silvi, 'La grande bellezza'
Migliore acconciatore: Aldo Signoretti, 'La grande bellezza'
Migliore montatore: Cecilia Zanuso, 'Il capitale umano'
Migliori effetti digitali: Rodolfo Migliari e Luca Della grotta per CHROMATICA, 'La grande bellezza'
Migliore film dell'Unione Europea: 'Philomena' di Stephen Frears
Migliore film straniero: 'Grand Budapest Hotel' di Wes Anderson
Migliore fonico di presa diretta: Roberto Mazzarelli, 'Il capitale umano.'
Miglior documentario di un lungometraggio: 'Stop The Pounding Heart - Trilogia del Texas, atto III' di Roberto Minervini
Miglior cortometraggio: '37°4 S' di Adriano Valerio
David Giovani: 'La mafia uccide solo d'estate'
David di Donatello Web: Carlo e Clara
Premio speciale: Sophia Loren
Premio speciale: Carlo Mazzacurati
Premio speciale: Marco Bellocchio
Premio speciale: Andrea Occhipinti, Lucky Red.

lunedì 20 maggio 2013

Festival di Cannes 2013 - giorno 6

Lunedì molto ricco al Festival di Cannes.

Presentato, per la sezione Un Certain Regard, 'As I Lay Dying', debutto alla regia di James Franco, film tratto da un romanzo di William Faulkner.

Ambientato agli inizi del '900, è la storia di una famiglia e del loro viaggio per seppellire la madre nella città di Jefferson, in Mississippi.

James Franco, regista, interprete e sceneggiatore del film, ha scelto una storia non semplice da portare sul grande schermo, per farlo ha cercato di adattarsi il più possibile al libro, che presenta 15 narratori diversi in 59 capitoli, e per farlo ha diviso lo schermo in due per dare un doppio punto di vista (split screen). Nella conferenza stampa Franco ha spiegato i motivi per cui ha scelto questo film: "Mentre morivo è uno dei primi romanzi che ho letto senza essere obbligato, al di fuori dalle letture scolastiche. Me lo aveva passato mio padre e mi ricordo di aver passato tutto il weekend a leggerlo, mentre tutti i miei amici facevano festa. Ho pensato che sarebbe stato un film davvero interessante per la sua struttura. Il modo in cui la storia è raccontata è molto complicato, mentre la struttura del romanzo è molto semplice".

Fuori Concorso è arrivato 'Blood Ties', diretto da Guillaume Canet e scritto da James Gray (che sarà in concorso con 'The Immigrant'). Grande cast con Clive Owen, Marion Cotillard, Mila Kunis, Billy Crudup, Zoe Saldana e James Caan.

Remake di un film francese del 2009, 'Les liens du sang' (di cui Canet era protagonista), racconta di un difficile rapporto fra due fratelli, un poliziotto (B.Crudup) e un ex galeotto (C.Owen). Il primo è ossessionato da una donna (Zoe Saldana) mentre il fratello ha una relazione con una ragazza molto più giovane di lui (Mila Kunis). Tutto procede normale finché i mondi opposti dei due fratelli non si incrociano.

Il film non ha avuto un grande successo di critica, molte le stroncature, per questo la conferenza stampa è stata molto leggera, nessuno ha sferrato il colpo contro il regista. Guillaume Canet ha raccontato le difficoltà per lui, francese, di girare negli Stati Uniti, un problema di lingua e di burocrazia. "La cosa più difficile era dover lavorare con un traduttore", ha detto il regista-attore, "Il vero problema sono i tecnici puri, gli operatori, che sono abituati a lavorare su tanti fronti diversi, come i Tv Show, stanno due-tre giorni sul set e poi vanno via, e ci sono anche le regole assurde sui figuranti. Solo l’assistente alla regia può parlare con il figurante, che è veramente assurdo quando stai girando una scena con Clive Owen e dei figuranti e puoi rivolgerti a lui, ma non a loro. E poi c’è questa montagna di autorizzazioni burocratiche che bisogna ottenere per girare da qualsiasi parte a New York ed è roba da diventare matti!". Clive Owen ha spiegato di aver accettato subito la proposta di Canet che gli era stato "raccomandato" da Alfonso Cuaron ai tempi de 'I Figli degli Uomini': "Di lui ti puoi fidare, è un bravo ragazzo e un bravo regista. Quindi, quando lui mi ha sottoposto il copione non ho potuto che accettare". Un po' tesa Marion Cotillard, attrice nel film e compagna di Guillaume Canet, che sul finire della conferenza si è rilassata dopo che un giornalista italiano gli ha fatto i complimenti per la sua pronuncia italiana nel film. "Sapesse che sollievo sentirmi fare questo complimento", ha detto la Cotillard che nel film pronuncia alcune battute in italiano, con tanto di parolacce, "Sono completamente incapace di parlare italiano, ma alla fine Guillaume mi ha convinto del fatto che dava maggiore caratterizzazione al personaggio e così mi sono data veramente da fare, ma è stato così stressante!".

Due film presentati in Concorso, nel primo anche un po' d'Italia. 'Un Chateau en Italie' di Valeria Bruni Tedeschi. Con Valeria Bruni Tedeschi, Xavier Beauvois, Louis Garrel e Filippo Timi.

Una ricca famiglia di industriali italiani si esilia in Francia mentre l'Italia vive gli anni di piombo. Riaffiorano le storie passate tra cui quella del fratello della protagonista, morto di Aids. Una storia non autobiografica ma fortemente ispirata alla famiglia vera di Valeria Bruni Tedeschi.

Presentato anche 'Wara no Tate' di Takashi Miike. Un action thriller movimentato che racconta di un miliardario che mette una taglia sulla testa dell'uomo che ha violentato e ucciso la sua nipotina. Per cercare protezione, l'assassino si presenta spontaneamente alla polizia e quattro poliziotti vengono incaricati di portarlo incolume fino a Tokyo. Il film si pone domande sul senso del dovere, con i poliziotti che si ritrovano a difendere una persona colpevole da chi vorrebbe giustizia. Qualche mugugno in sala dopo la proiezione stampa per un film che somiglia molto agli action thriller americani.


Frra