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sabato 13 aprile 2013

'Jimmy Bobo - Bullet to the Head' - la recensione

"E' una questione di Star-Power", così aveva sintetizzato Sylvester Stallone in una sua intervista, in merito al perché lui stesso, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis ecc. siano ancora simboli impareggiabili del genere action.

'Bullet to the Head' è in sostanza una dimostrazione lampante del perché un prodotto molto semplice (o se vogliamo anche banale) con Stallone protagonista possa funzionare a dovere, mentre con altri attori (di nuova generazione) aventi meno "potenza popolare", il discorso sia molto più difficile.

'Bullet to the Head' unisce il mito di Sylvester Stallone con la classe (registica) di Walter Hill in una sorta di poliziesco buddy-movie dalla sceneggiatura scorrevole e prevedibile, ad misuram di fisico e interpretazione per Sly, affiancato da una buona "spalla" che ha le vesti di Sung Kang, due personaggi diametralmente opposti il cui obiettivo in comune li rende indissolubilmente partner.

Da dove si parte e dove si arriva è palese prima ancora che inizino i titoli di testa e Walter Hill è bravo ad abbinare ironia e violenza, facendo scorrere il tutto attorno alla figura di Stallone (il cui mito è omaggiato in particolare nelle foto-repertorio di arresti precedenti del suo personaggio), dando alla pellicola una tonalità adrenalinica e divertente allo stesso tempo.
Stallone si (ri)cimenta in una performance only-action, stile anni '90, il suo Jimmy Bobo è freddo, spietato ma nel contempo anche umano e sentimentale, (il solito) spettacolo per tutti coloro che sono suoi tifosi/fan. Apprezzabili anche le performance del partner Sung Kang e del cattivo (ed enorme) di turno Jason Momoa.

In sintesi, 'Bullet to the Head' non è un vero e proprio gioiellino del genere ma un prodotto apprezzabile che funziona a dovere, grazie alla fondamentale presenza scenica di Stallone in un contesto fatto di tanta action (e pochissimi effetti speciali).

VOTO: 6,5


Alberto

lunedì 1 aprile 2013

Le uscite al cinema di Aprile!





dal 4 Aprile al cinema:
-Hitchcock
-Come un tuono
-Jimmy Bobo - Bullet to the Head
-Bianca come il latte, rossa come il sangue
-Le avventure di Zarafa - Giraffa Giramondo
-Sodoma - L'altra faccia di Gomorra

dal 11 Aprile al cinema:
-Oblivion
-Le avventure di Taddeo l'Esploratore
-Il volto di un'altra
-Tutto parla di te
-Ci vediamo domani
-11 Settembre 1683
-La città ideale
-L'Ipnotista
-Un'insolita vendemmia

dal 18 Aprile al cinema:
-Scary Movie 5
-Il ministro - L'esercizio dello stato
-Treno di notte per Lisbona
-Razzabastarda
-Attacco al Potere - Olympus Has Fallen
-Passione sinistra
-Sono un pirata, sono un signore
-Sheer

dal 19 Aprile al cinema:
-Bomber

dal 25 Aprile al cinema:
-Kiki - Consegne a domicilio
-Iron Man 3
-House at the end of the Street
-Le streghe di Salem
-Viaggio sola




mercoledì 14 novembre 2012

Festival di Roma - giorno 6

Il sesto giorno del Festival di Roma è tutto per Sylvester Stallone e Walter Hill e il loro 'Bullet To The Head'.

La conferenza stampa si è aperta con un annuncio che ci fa molto piacere, Sly si schiera con Cinecittà. Ecco le sue parole:

"Prima di cominciare voglio dire una cosa a cui tengo molto. E' sempre più raro trovare immagini o luoghi iconici nel mondo. Qui voi avete una delle più grandi istituzioni di tutti i tempi, che è Cinecittà. Ho visto troppi teatri di posa chiudere nella mia vita, e spero che il governo italiano intervenga per tenere viva e vitale Cinecittà".

Poi è cominciata la conferenza del film, in una Sala Petrassi gremita di giornalisti, tutti lì per Walter Hill, sicuramente, ma soprattutto per Sly, icona pura del cinema.

Domanda per Stallone: A Roma è stato ben accolto da una realtà periferica che lei conosce bene, essendoci nato e cresciuto. Come è stato?
"Andando a Tor Bella Monaca, è come se avessi rivissuto la mia gioventù. Ho detto a quei giovani, non dovete avere paura del fallimento, perché fallirete tante volte, ma riuscirete sempre a rialzarvi. Come è successo a me".

Domanda per Stallone: Ha interpretato tanti film. Come si sente ad essere un punto di riferimento per una generazione, e soprattutto ne sente il peso?
"E’ un buon peso. Credo che quello che mi è successo sia stato insolito. Prima 'Rocky', poi 'Rambo'. Avere una generazione di persone che ha fatto questo viaggio cinematografico insieme a me. Aver combinato quei due personaggi con 'Bullet to the Head' è stata un’ottima transizione, per la nuova generazione, che ha così un nuovo Sly con cui crescere".

Domanda per Walter Hill: Questo film nasce sotto un altro punto di vista rispetto alla Hollywood classica a cui siamo sempre più abituati? No effetti speciali, bensì più storia.
"In realtà non volevo dire nulla ad Hollywood. Ho pensato che questa fosse una buona strada. Ho ricevuto una telefonata da Sly, io e lui ci conosciamo da tantissimo tempo. Da anni volevamo collaborare. Finalmente abbiamo avuto la chance, l’opportunità. E’ stato un omaggio all’action degli anni 70 ed 80, ma al contempo è un film moderno. E questo è difficile da trovare oggi come oggi in un solo prodotto, ed è stato un film che abbiamo forgiato strada facendo. Ho avuto il piacere di lavorare con una star, con una forte personalità. Sly è stato anche regista, ha diretto 10 film, che son tanti. Ma siamo stati benissimo".

Domanda per Stallone: C’è mai stato un incontro che le ha cambiato la vita? Come fa ad essere così giovanile?
"Mi alleno con le attrezzature Technogym prodotte in Italia! Scherzi a parte, quando sono arrivato ad Hollywood ero molto ottimista. Poi un giorno abbiamo fatto 'Rocky', e con 'Rocky' ho fatto un sacco di soldi, ma non mi avevano ancora pagato. Vivevo in una topaia. Così sono andato a riscuotere, e il produttore mi disse: torna a lavorare. All'improvviso il capo degli Studios rispose: perché non ci importa di te, torna a lavorare. Ti pagheremo quando ci va. Così capì. E’ un business, e non una storia d’amore. Quella fu una lezione: devi dipendere solo su te stesso".

Domanda per Alessandro Camon (scenggiatore del film): Dialoghi brillanti e omaggio ai vecchi titoli anni 80. Ne esiste uno a cui si è ispirato?
"Il film è adattato da una grapihc novel. L’abbiamo cambiata molto, ma era già una storia molto forte ed accattivante. Per quanto riguarda i dialoghi, un contributo fondamentale è venuto sia da Sly che Hill. Se parliamo di un film che può avermi ispirato, direi '48 ore'. La formula nel tempo si era deteriorata. Era diventata una storia di due che lavorano dalla stessa parte della legge ma con stili diversi. Con 'Bullet' i due personaggi tornano ad essere sui due lati opposti della legge. Non hanno le stesse motivazioni, e questo conflitto che funzionava così bene in '48 ore', è stato il motivo principale che mi ha portato a scrivere lo script".

Domanda per Walter Hill: 'Bullet' sembra riprendere il taglio visivo di Ancora Vivo. Tra voce off e montaggio. E’ stato come ritrovare un percorso interrotto negli anni?
"Lavorare ad Hollywood ha a che fare con le opportunità. Negli ultimi anni ne avevo avute poche. Fino all’arrivo di questo film. Bullet non è un esperimento, ma un’altra cosa rispetto ai blockbuster di oggi, così come ai titoli intimisti indipendenti. Questo è un film d’azione con dei confini delimitati. Ne ho raccontate di storie simili in passato, così come Sly. Era quindi scontato tornare a quel tipo di film. E’ un film ricco d’umorismo e con una prospettiva ironica, che proietta le nostre personalità".

Domanda per Stallone: Ti sei ispirato ad alcuni tuoi vecchi personaggi?
"Sì, la mia regola numero uno è: impara dagli errori. Un paio di volte ho fatto action in cui c’era forse troppa action. Se i dialoghi possono essere interessanti quanto un inseguimento, facciamo i dialoghi. Il dialogo e l’umorismo che ne escono fuori credo siano affascinanti. Non ero sicuro che avrebbe funzionato, ma era quello che volevamo nel film. Prima parliamo di personalità, poi scateniamoci. Ho ovviamente preso in prestito da altri film, ma ho anche imparato dagli errori dei miei vecchi film".

Domanda per Stallone: Come gestisce la sua vita fuori dal set?
"Mi sono sempre chiesto, che cosa fanno gli attori quando fanno un film all'anno? Cosa fai, come passi il tempo? Giochi con il cane, cucini? Che fai per tutto questo tempo? Ebbene, questa è la risposta. Gli attori recitano. E’ come mantenere una macchina per tot anni senza mai accenderla. Quello che faccio è inseguire le mie figlie dentro casa. Questo mi rende impegnato. Così mi alleno. Io sono esploso con Rocky e Rambo. Poi sono arrivate una figlia, 2 figlie, 3 figlie, una moglie, 2 domestiche e 5 cani. Uno castrato, poi tutte donne. La mia vita è fatta di donne".

Domanda per Stallone: come sei arrivato a conoscere Woody Allen (nel 1971 con 'Il dittatore dello stato libero di Bananas')?
"Io non ero nessuno. Avevano bisogno di un cattivo. Andai da Woody Allen. Insieme a me c’era un altro ragazzo, più piccolo di me. Noi dovevamo attaccarlo in una metro. Proviamo la scena. Woody guarda prima me, poi guarda l’aiuto regista. 'Ditegli che non fanno paura, non intimidiscono nessuno'. Io avevo 22 anni. Ah si? Veramente, risposi? Così corriamo fuori dalla metro, acquistiamo della vaselina in una farmacia, ce la spalmiamo in faccia e ci sporchiamo tutto il viso. Torniamo dal lui e gli urliamo, FACCIAMO PAURA ADESSO? E lui fa all'aiuto regista, 'prendili prendili prendili'. Non me lo dimenticherò mai. MAI MOLLARE".

Domanda per Stallone: Quando venne a Roma per l’ultimo Rambo, lasciò una finestra aperta per un sequel. E’ ancora aperta quella finestra? E infine, com'è stato tornare a lavorare con il suo antico rivale Arnold Schwarzenegger?
"Il mio antico rivale (voce profonda e roca). Il mio grande rivale è diventato un vecchio caro amico. Il fatto che fossimo in competizione non era vero. Ora abbiamo un film di coppia ('The Tomb'), che sarà eccezionale. Tornando alla prima domanda, Rocky è finito, è un’atleta, che ha raggiunto il suo apice. Con Rambo invece non è finita. Lui non può ritirarsi, non può andare in pensione, è come me. Rambo ha mentito a se stesso, e combatterebbe fino alla morte. Anche senza guerre. Io vedo in Rambo un uomo che non può tornare a casa perché non ha una casa. E’ un guerriero. C’è un’idea che sto preparando, che potrebbe concretizzarsi, se il corpo mi tiene. Vedrete Rambo vs. Artrite. Amo questo personaggio. Potrebbe tornare. Rambo potrebbe tornare. Oppure tornare come ragazza. Rambolina (risate a non finire). D’altronde la società di oggi è molto più permissiva. Quindi perché non osare…".
Walter Hill: "Io mi son divertito tanto, perché non ero io a doverci combattere. Ma per Sly NON è stato divertente. Prima di iniziare il film la gente mi chiedeva: come pensi che quei 2 potranno andare d’accordo? Eppure siamo andati tutti molto d’accordo durante le riprese. Ma nel combattimento con le asce ho litigato di brutto con Mamoa. L’unico litigio del film. Litigammo su come inscenare questa cosa, ma alla fine ha funzionato. Perché abbiamo fatto come dicevo io".
Sly: "L’idea delle asce è stata di Walter, e io ho pensato: torniamo ai combattimenti tra vichinghi. Io vs. Conan. Mi mancava. Fantastico. E Jason è enorme. Quasi 2 metri, si muove come una pantera, è stato fantastico combattere contro di lui. Le scene di combattimento sono come una danza, e in pochi sanno ‘danzare’ in quel modo. E’ stato un piacere farmi colpire da lui".
(fonte: Cineblog)

Il film, 'Bullet to the Head' ha convinto tutti. Girato con maestria, con un innegabile fascino anni '80 e con uno Stallone in stato di grazia che ci mette faccia, stropicciata e vissuta al punto giusto, e fisico. La trama è semplice ma non importa, è la messa in scena e il carisma di Stallone, spalleggiato da Sung Kang e Jason Momoa, a fare il resto.

Non ci resta che aspettare il 4 aprile per vederlo.


Presentato anche il terzo film italiano in Concorso, 'E la Chiamano Estate' di Paolo Franchi. Con Isabella Ferrari, Jean-Marc Barr, Luca Argentero, Filippo Nigro, Eva Riccobono, Anita Kravos, Christian Burruano e Sonia Raule. Prodotto da Nicoletta Mantovani.

Un film definito coraggioso per l'idea e il modo ma che non ha convinto.







Frra





mercoledì 10 ottobre 2012

Festival di Roma 2012: il programma

Presentato oggi il programma ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma 2012, il primo firmato da Marco Muller.

Le premiere mondiali sono ben 59 con due film ancora "segreti". Non ci sarà Tarantino anche se durante la conferenza stampa Muller ha dichiarato: "Tarantino ci fara’ una sorpresa. Django calchera’ le asse dei palcoscenici dell’Auditorium. Tra una settimana saprete i particolari". Il film 'Django Unchained' non verrà presentato durante il festival ma potrebbe esserci una preview.

Considerando tutte le polemiche e le incertezze che si sono susseguite per mesi intorno a questa edizione del Festival di Roma, Muller è riuscito a stupire mettendo su un programma equilibrato fra film d'autore e pellicole più commerciali, e magari si è preso anche una piccola rivincita contro chi pensava non sarebbe stato in grado di portare titoli interessanti, come il film di Roman Coppola con Bill Murray o quello di Takashi Miike. Tre titoli italiani nel Concorso, Claudio Giovannesi, Pappi Corsicato e Paolo Franchi. Fuori Concorso da segnalare 'Bullet to the Head' di Walter Hill, già confermata la presenza di S.Stallone, il film di Marjane Satrapi, il film francese di Michele Placido, il film d'animazione 'Le 5 Leggende' e l'evento Twilight, a cui però non parteciperanno gli attori impegnati nel red carper di Los Angeles.
Presidente di Giuria per il concorso è Jeff Nichols ('Take Shelter'), tra i giurati anche Valentina Cervi.

Ecco il programma:

CONCORSO

A GLIMPSE INSIDE THE MIND OF CHARLES SWAN III di Roman Coppola (Stati Uniti)
AKU NO KYÔTEN / LESSON OF EVIL di Takashi Miike (Giappone)
ALÌ HA GLI OCCHI AZZURRI di Claudio Giovannesi (Italia)
E LA CHIAMANO ESTATE di Paolo Franchi (Italia)
IXJANA di Józef Skolimowski, Michał Skolimowski (Polonia)
MAI MORIRE di Enrique Rivero (Messico)
MAIN DANS LA MAIN / HAND IN HAND di Valérie Donzelli (Francia)
MARFA GIRL di Larry Clark (Stati Uniti)
THE MOTEL LIFE di Gabriel Polsky, Alan Polsky (Stati Uniti)
NEBESNYE ŽENY LUGOVYKH MARI / SPOSE CELESTIALI DEI MARI DI PIANURA di Alexey Fedorchenko (Russia)
UN ENFANT DE TOI / YOU, ME AND US di Jacques Doillon (Francia)
VECNOE VOZVRAŠCENIE / ETERNO RITORNO di Kira Muratova (Ucraina)
IL VOLTO DI UN'ALTRA di Pappi Corsicato (Italia)

Più due film-sorpresa.

FUORI CONCORSO

LA BANDE DE JOTAS / THE GANG OF THE JOTAS di Marjane Satrapi (Francia)
BULLET TO THE HEAD di Walter Hill (Stati Uniti)
LE GUETTEUR / THE LOOKOUT di Michele Placido (Francia)
MENTAL di P. J. Hogan (Australia)
POPULAIRE di Regis Roinsard (Francia)
RISE OF THE GUARDIANS / LE 5 LEGGENDE di Peter Ramsey (Stati Uniti)
THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN PART 2 di Bill Condon (Stati Uniti)
UNA PISTOLA EN CADA MANO / A GUN IN EACH HAND di Cesc Gay (Spagna)
V OŽIDANII MORJA / ASPETTANDO IL MARE di Bakhtiar Khudojnazarov (Russia)


PROSPETTIVE ITALIA

- Film IN CONCORSO -

ACQUA FUORI DAL RING di Joel Stangle (Italia)
COSIMO E NICOLE di Francesco Amato (Italia)
L’ISOLA DELL’ANGELO CADUTO di Carlo Lucarelli (Italia)
ITALIAN MOVIES di Matteo Pellegrini (Italia)
LA SCOPERTA DELL’ALBA di Susanna Nicchiarelli (Italia)
RAZZA BASTARDA di Alessandro Gassman (Italia)
WAVES di Corrado Sassi (Italia)

ANTICIPAZIONE SELEZIONE CINEMAXXI

BLOODY DAUGHTER di Stéphanie Argerich (Francia)
CENTRO HISTÓRICO / HISTORIC CENTRE di Aki Kaurismäki, Pedro Costa, Victor Erice, Manoel de Oliveira (Portogallo)
NICHNASTI PA’AM LAGAN / DANS UN JARDIN JE SUIS ENTRE / ONCE I ENTERED A GARDEN di Avi Mograbi (Israele)
GOLTZIUS AND THE PELICAN COMPANY di Peter Greenaway (Paesi Bassi)
JIANSHI LIU BAIYUAN / JUDGE ARCHER di Xu Haofeng (Cina)
MUNDO INVISÍVEL / INVISIBLE WORLD di Wim Wenders, Theo Angelopoulos, Atom Egoyan, Manoel De Oliveira, Guy Maddin, Marco Bechis, Laís Bodanzky, Maria de Medeiros, Jerzy Stuhr, Gian Vittorio Baldi (Brasile)
THE OGRE’S FEATHERS di Michael Almereyda (Stati Uniti)
RANDOM ACTS di Marina Abramovic, Apichatpong Weerasethakul, Zineb Sedira, Johan Grimonprez, Shahryar Nashat, Lucy Harvey, Rachel Mayeri, Lewis Klahr, Mark Leckey, Semiconductor, Sarah Wood, Young-Hae Chang, Richard Billingham e altri (UK)
Collezione di cortometraggi d’artista prodotti da Jacqui Davies per Channel 4.
STEEKSPEL / TRICKED di Paul Verhoeven (Paesi Bassi)
SUSPENSION OF DISBELIEF di Mike Figgis (Gran Bretagna)
TAR di Edna Biesold, Sarah-Violet Bliss, Bruce Thierry Cheung, Gabrielle Demeestere, Alexis Gamb; supervisione di James Franco (Stati Uniti)
I TOPI LASCIANO LA NAVE di Zapruder (Italia)
TUTTO PARLA DI TE di Alina Marazzi (Italia)
L’ASSOLUTEZZA DEL CERCHIO – Il G.R.A. DI RENATO NICOLINI di Gianfranco Rosi (Italia)
IL VIAGGIO DELLA SIGNORINA VILA di Elisabetta Sgarbi (Italia)


ALICE NELLA CITTA' - sezione parallela

Film in Concorso
- Pulce non c’è di Giuseppe Bonito
- Kid di Fien Troch
- Baby girl di Macdara Vallely
- Even if it rains di Fernando A. Gatti
- Strings di Rob Savage
- You and me forever di Kaspar Munk
- Innocents di Chen-hsi Wong
- My sweet orange tree di Marcos Bernstein
- Youth di Justine Malle
- Animals di Marçal Forés
- Little lion di Samuel Collardey

FUORI Concorso:
- The Twilight Saga-Breaking Dawn parte 2
- Beautiful Creatures (La sedicesima luna)
- Ralph Spaccatutto di Rich Moore
- The dandelions di Carine Tardieu.
- Il piccolo Principe – Il pianeta del serpente di Pierre-Alain Chartier,
- Kirikou et les hommes et les femmes di Michel Ocelot
- Far out isn’t far enough: the Tomi Ungerer story di Brad Bernstein
- Moon Man di Stephan Schesch.

Il Festival si svolgerà all'Auditorium Parco della Musica dal 9 al 17 novembre.



Frra