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giovedì 25 gennaio 2018

Chiamami col tuo nome - la recensione

In un paesino del Nord Italia, immerso in una estate che sembra fuori dal tempo, il diciassettenne Elio sperimenta il primo, travolgente, amore nei confronti di Oliver, un ragazzo americano più grande di lui, ospite in casa del padre con cui sta lavorando al suo dottorato.

Luca Guadagnino prede il romanzo omonimo di André Aciman e lo traspone cambiandone il setting (da paese di mare del Sud a paese di fiume del Nord) lasciando intatto il fascino etereo fatto di pomeriggi estivi in cui la calura sembra non lasciare scampo, fatto di corpi e pelle e sensazioni tattili.
Nonosante il romanzo sia spesso estremamente spinto, Guadagnino decide di non mostrare mai nulla, lasciando che siano le immagini accennate e gli sguardi dei protagonisti a trasmettere la grande carica erotica di cui la storia è permeata.

Questo è un film dal grandissimo impatto sensoriale, le cui immagini, suoni, odori e sensazioni tattili sono punto cardine della storia, che sia il sapore fresco di una pesca, le ossa sporgenti dell'adolescente Timothéè Chalamet o il corpo, estremamente e simbolicamente virile, di Armie Hammer.
Guadagnino si concentra quindi sui corpi, per raccontare la travolgente passione che solo il primo amore può suscitare,senza riflessioni sull'omosessualità, ambientando la storia in una sorta di bolla fatta di persone di grande cultura (si parla italiano francese e inglese in questo film), in cui non viene mai discussa la natura di questo amore, ma viene semplicemente accompagnato e osservato amorevolmente e infine, in una scena meravigliosa con un grandissimo monologo di Michael Stuhlbarg nel ruolo del padre di Elio, si riflette sulla giovinezza e sull'amore, senza moralismi e senza etichette.
Particolare è anche la fotografia, molto luminosa, contribuisce a quella sensazione di estate sospesa che le parole dei protagonisti proprio all'inizio del film sottolineano, come se l'amore fra Elio e Oliver non potesse esistere al di fuori di questa stagione, l'inverso come simbolo di un ritorno alla realtà in cui la società, gli altri, gli impegni, non lasciano posto a sensazioni e sentimenti tanto intensi.

Si è tentati di parlare di capolavoro, subito dopo la visione del film, ma è una parola enorme che solo il tempo saprà assegnare precisamente a questa come ad altre pellicole, sicuramente Chiamami col tuo nome è un film che avvolge e colpisce come pochi altri sanno fare, toccando la sensibilità non solo di chi è vicino alle tematiche LGBT, ma toccando tutti, perché un film che parla di primi amori e passioni estive non può non essere vicino a ognuno di noi.

giovedì 18 gennaio 2018

L'Ora Più Buia - la recensione


Maggio 1940. Appena nominato Primo Ministro, dopo le dimissioni di Neville Chamberlain, e con l'esercito tedesco che sta sbaragliando ogni difesa nell'europa centrale, Winston Churchill si trova ad affrontare il momento più buio della storia del suo paese. Ha un carattere irascibile e lunatico, ma una volontà ferrea che non ammette resa, anche quando i suoi stessi alleati politici sono contro di lui. Appoggiato dal Parlamento e con un'incredibile partecipazione popolare, ordina di radunare una immensa flotta civile per recuperare più di trecentomila soldati intrappolati sulla spiaggia francese di Dunkerque e pronuncia un discorso diventato inconico: "We shall go on to the end. We shall fight in France, we shall fight on the seas and oceans, we shall fight with growing confidence and growing strength in the air, we shall defend our island, whatever the cost may be. We shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender".

Il regista inglese Joe Wright, dopo il passo falso compiuto con Pan - Viaggio sull'Isola che non c'è, si fa perdonare e torna ai fasti che hanno caratterizzato pellicole come Orgoglio e Pregiudizio e soprattutto Espiazione, dirigendo con maestria un film storico dal sapore fortemente celebrativo, senza mai scadere nel retorico, riuscendo a essere emozionante e teso nonostante gli eventi siano ben noti, e nonostante la connotazione patriottica.
Certo, non si sta parlando di un capolavoro e a volte il film tende a essere un po' troppo carico, ma se ci si lascia prendere dallo spirito del momento, si riesce a passarci sopra facilmente.
E poi, naturalmente, c'è Gary Oldman.
Perché non si può negare che L'Ora più Buia sia, principalmente e sopra ogni cosa, un film costruito su un personaggio e una performance monumentale di un attore straordinario. Un plauso va al trucco, perfetto nel redere le sembianze di Oldman incredibilmente simili a quelle che si possono vedere nelle foto d'epoca, ma, non c'è nulla da fare, il lavoro è tutta farina del sacco dell'attore vincitore del Golden Globe (e a cui, ci sembra quasi scontato dire che andrà quasi sicuramente l'Oscar).
Protagonista assoluto, dalla presenza scenica imponente, è impossibile staccargli gli occhi di dosso in ogni momento, che sia in vestaglia e a piedi nudi, o con l'iconico sigaro mentre pronuncia un discorso appassionato in Parlamento, praticamente è un one man show di cui non si è mai sazi, oscurando tutti gli altri, seppur ottimi, interpreti.

lunedì 8 gennaio 2018

Golden Globes 2018 - trionfo per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e Lady Bird

La 75a edizione dei Golden Globe è stata sicuramente diversa rispetto alle precedenti, prima di tutto è stata teatro di una protesta che ha coinvolto tutti, le attrici, gli attori, registi e produttori presenti, la totalità dei partecipanti si è spesa per la causa Time's Up, contro le violenze e gli abusi e contro la discriminazione di genere. Così il red carpet si è trasformato in un black carpet, un tripudio di vestiti neri, spille e adesivi con scritto Time's Up.

Il tema delle molestie sessuali ha poi coinvolto anche tutti i discorsi di ringraziamento dei vincitori, le presentazioni delle nomination, e anche il discorso di apertura del presentatore Seth Meyers, che non ha risparmiato esplicite frecciatine a Harvey Weinstein, Kevin Spacey e, ovviamente, Trump.
Uno dei momenti clou della serata è stato senza dubbio il bellissimo discorso di Oprah Winfrey, premiata con il Cecil B.DeMille Award, il premio alla carriera.
Quello che si è visto ai Golden Globes ieri è stato un movimento unito, un fronte unico e compatto, sinceramente una bella immagine.
Altro fattore anomalo della serata è stato il tempo. La cerimonia è iniziata all'orario preciso ma stranamente è andata subito in ritardo, e quindi c'è stato pochissimo spazio per chi è salito sul palco, sia per il presentatore, praticamente scomparso dopo l'apertura, che per gli attori che dovevano introdurre le categorie, che per i vincitori, costretti a ritmi molto serrati.

Sorprese, conferme e qualche perplessità dai premi. Nonostante le buone chance della vigilia, ha spiazzato un po' tutti la vittoria del Golden Globe come migliore film drama di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, che si è portato a casa anche il premio per la migliore attrice drama (Frances McDormand), migliore attore non protagonista (Sam Rockwell), e migliore sceneggiatura. Exploit anche per Lady Bird, premiato come migliore film comedy/musical e per la migliore attrice comedy/musical (Saoirse Ronan). Grande soddisfazione anche per i premi a Gary Oldman come migliore attore drama per L'Ora Più Buia, Allison Janney per I, Tonya, e James Franco per The Disaster Artist.
Sorpresa anche per la categoria miglior film straniero, tutti si aspettavano la vittoria di The Square, e invece a portarsi a casa il premio è stato In the Fade di Fatih Akin.

Lascia qualche perplessità il premio per la colonna sonora a Alexandre Desplat (The Shape of Water), soprattutto perché è stato preferito a Hans Zimmer che in Dunkirk ha fatto davvero qualcosa di straordinario. Anche il premio per la migliore regia lascia qualche dubbio, non per la bravura del vincitore Guillermo del Toro (The Shape of Water) ma perché nella stessa categoria c'erano Spielberg, Scott, e Nolan.

Non sorprende affatto invece la vittoria di Coco come migliore film d'animazione. Ennesimo premio per la Disney / Pixar.

Una bella sorpresa infine è stato vedere sul palco una vera leggenda di Hollywood, Kirk Douglas, che dal'alto dei suoi 101 anni, insieme alla nuora Catherine Zeta Jones, ha consegnato il premio per la migliore sceneggiatura. Doppia soddisfazione per Martin McDonagh (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), vincere ed essere premiato da un mito.

Per quanto riguarda la tv, trionfo per Big Little Lies, che si è portato a casa 4 premi, per The Handmaid’s Tale (2 premi), e per The Marvelous Mrs. Maisel (2 premi).

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Gary Oldman, Darkest Hour

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICAL
Lady Bird

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
Saoirse Ronan, Lady Bird

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
James Franco, The Disaster Artist

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney, I, Tonya

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro, The Shape of Water

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Coco 

MIGLIOR FILM STRANIERO
In the Fade

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Martin McDonagh, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat, The Shape of Water

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
"This is Me", The Greatest Showman (Music by: Benj Pasek, Justin Paul; Lyrics by: Benj Pasek, Justin Paul)

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MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Handmaid’s Tale (Hulu)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Sterling K. Brown, This Is Us

MIGLIOR SERIE – COMEDY O MUSICAL
The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
 Aziz Ansari, Master of None

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
Big Little Lies (HBO)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Nicole Kidman, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Ewan McGregor, Fargo

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Laura Dern, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Alexander Skarsgård, Big Little Lies

domenica 7 gennaio 2018

'Lady Bird' è il miglior film per la National Society of Film Critics

A poche ore dai Golden Globes, sono stati annunciati i vincitori dei NSFC Awards, i premi della National Society of film Critics, importante associazione di critici statunitensi.


A portarsi a casa il maggior numero di premi è stato Lady Bird, debutto alla regia dall'attrice Greta Gerwig. Il premio non è particolarmente indicativo in chiave Oscar ma è sicuramente un ottimo risultato e un'ottima pubblicità per il film in previsione della "parte calda" della stagione dei premi, e con le nomination per gli Oscar in arrivo a fine mese.

Ecco la lista dei vincitori.

Best Film: “Lady Bird”
(Runners-up: “Get Out”; “Phantom Thread”)

Best Director: Greta Gerwig, “Lady Bird”
(Runners-up: Paul Thomas Anderson, “Phantom Thread”; Jordan Peele, “Get Out”)

Best Actor: Daniel Kaluuya, “Get Out”
(Runners-up: Daniel Day-Lewis, “Phantom Thread”; Timothée Chalamet, “Call Me by Your Name”)

Best Actress: Sally Hawkins, “The Shape of Water” and “Maudie”
(Runners-up: Saoirse Ronan, “Lady Bird”; Cynthia Nixon, “A Quiet Passion”; Frances McDormand, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”)

Best Supporting Actor: Willem Dafoe, “The Florida Project”
(Runners-up: Michael Stuhlbarg, “Call Me by Your Name,” “The Shape of Water” and “The Post”; Sam Rockwell, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”)

Best Supporting Actress: Laurie Metcalf, “Lady Bird”
(Runners-up: Lesley Manville, “Phantom Thread”; Allison Janney, “I, Tonya”)

Best Screenplay: Greta Gerwig, “Lady Bird”
(Runners-up: Jordan Peele, “Get Out”; Paul Thomas Anderson, “Phantom Thread”)

Best Foreign Language Film: “Graduation”
(Runners-up: “Faces Places”; “BPM (Beats Per Minute)”)

Best Documentary: “Faces Places”
(Runners-up: “Ex Libris – The New York Public Library”; “Dawson City: Frozen Time”)

Best Cinematography: Roger Deakins, “Blade Runner 2049”
(Runners-up: Hoyta van Hoytema, “Dunkirk”; Alexis Zabe, “The Florida Project”)

Film Heritage Award: Dan Talbot, for his pioneering work as an exhibitor and distributor in bringing worldwide cinema to the United States.

mercoledì 20 dicembre 2017

Mudbound - la recensione

Tratto dal romanzo omonimo di Hillary Jordan e portato sullo schermo dalla regista afroamericana Dee Rees, Mudbound è un affresco ampio di uno spaccato di America rurale in un preciso momento storico, gli anni a cavallo della seconda guerra mondiale, che però riesce a essere anche straordinariamente attuale sia in cosa racconta che nel come lo racconta.
La storia di due famiglie, una bianca, con alcune spiccate tendenze razziste, e l'altra nera, entrambe che si ritrovano sullo stesso pezzo di terra da padroni e da braccianti, l'amicizia fra due reduci di guerra, così diversi ma così simili da essere probabilmente gli unici a potersi capire reciprocamente, due diversi modi di vivere il matrimonio e la famiglia.

Ci sono tantissime tematiche in Mudbound e tanti personaggi tutti ugualmente importanti e ugualmente affascinanti, una vera e propria epopea vecchio stile che diventa un film di ampio respiro, classico e potente nelle immagini e nei sentimenti.
Sono tutti vittime delle circostanze, in un modo o nell'altro, e il razzismo, senza dubbio il filo conduttore dell'intera pellicola, sembra essere quasi inevitabile, radicato nella campagna stessa e nel fango onnipresente che permea ogni cosa.
La regista è davvero straordinaria nel rendere vivo paesaggio e personaggi. Gli attori infine fanno la loro parte egregiamente, dando tutti grandissima prova, ma a spiccare è una quasi irriconoscibile Mary J Blige, anche se è davvero difficile non citarli tutti perché uno dei grandi pregi del film è la sua coralità.

Dopo l'ottima accoglienza ricevuta al Sundance Film Festival questo film intenso e potente potrebbe seriamente essere uno dei protagonisti della Notte degli Oscar (intanto la Blige ha ricevuto una nomination ai prossimi Golden Globes), e lo meriterebbe sicuramente.

martedì 19 dicembre 2017

Scandalo Weinstein: Meryl Streep risponde alle accuse di Rose McGowan

A Hollywood continua il terremoto causato dallo scandalo Weinstein. Molte attrici hanno annunciato che ai prossimi Golden Globes si vestiranno di nero per protestare contro le molestie sessuali, protesta a cui avrebbero aderito anche nomi come Jessica Chastain, Emma Stone, e Meryl Streep.

L'iniziativa però non è piaciuta affatto a Rose McGowan, tra le prime accusatrici di Harvey Weinstein, che ha accusato le attrici di ipocrisia, e se l'è presa soprattutto con Meryl Streep.

"Alle attrici come Meryl Streep che hanno felicemente lavorato con "The Pig Monster": il vostro silenzio è il problema", ha scritto la McGowan su Twitter, "Accetterete un premio falso senza batter ciglio e non ci sarà nessun cambiamento reale. Disprezzo la vostra ipocrisia. Forse dovreste indossare Marchesa". Marchesa il marchio con cui ha collaborato la moglie di Weinstein.

Un'accusa ben precisa a cui Meryl Streep ha voluto rispondere con un lungo comunicato. Eccolo.

"Mi ha addolorata essere attaccata da Rose McGowan, voglio farle sapere che non conoscevo i crimini di Weinstein. Non li conoscevo negli anni novanta quando lui l'ha aggredita, o nei decenni successivi quando ha aggredito altre.
Non ho scelto di stare in silenzio. Non lo sapevo. Non ho approvato tacitamente lo stupro. Non lo sapevo. Non mi piace che le giovani donne vengano molestate. Non ne sapevo nulla.

Non so dove abita Harvey, lui non è mai stato a casa mia e io non mi ha mai invitata in una sua camera d’albergo. Sono stata nel suo ufficio una sola volta, l’ho incontrato per La Musica del Cuore di Wes Craven nel 1998.

HW ha distribuito alcuni miei film fatti da altre persone. HW non era un regista, è stato spesso produttore, distribuiva film fatti da altre persone – alcuni buoni, altri non buoni. Ma non tutti gli attori, le attrici e i registi che hanno fatto film distribuiti da lui sapevano che abusava delle donne, o che aveva stuprato Rose negli anni novanta, oltre ad altre donne prima e dopo, finché non è uscita la notizia. Non sapevamo che HW e i suoi complici compravano il silenzio delle donne.

A HW serviva che noi non sapessimo, perché avere a che fare con noi gli dava credibilità, la possibilità di attirare giovani donne in circostanze nelle quali avrebbe potuto far loro del male.Aveva più bisogno lui di me che io di lui, e per questo fece di tutto perché non scoprissi nulla.
Sembra che abbia ingaggiato anche degli ex agenti del Mossad per impedire che queste informazioni divenissero pubbliche. Rose e tutte le altre vittime di questi uomini potenti, ricchi e senza scrupoli, sono avversari contro i quali vincere, a tutti i costi, è l’unico risultato accettabile. Per questo è stato istituito un fondo per la difesa legale delle vittime, un fondo al quale centinaia di brave persone della nostra industria stanno contribuendo. L’obiettivo è abbattere questi bastardi e aiutare le vittime a combattere questa battaglia.

Rose ha dato per scontata (e ha diffuso in lungo e in largo) una cosa non vera su di me, e volevo che sapesse la verità. Attraverso amici comuni, le ho telefonato non appena ho letto i titoli sui giornali. Ho passato la giornata di ieri e stamattina attaccata al telefono, sperando di esprimerle il mio profondo rispetto nei confronti del coraggio avuto da lei e da altre nell'esporre i mostri che si trovano tra noi, e la mia empatia verso il suo dolore. Nessuno può cancellare ciò che hanno fatto boss come Bill O’Reilly, Roger Ailes e Harvey Weinstein alle donne ,con gli attacchi ai loro corpi e la loro abilità di cavarsela. Speravo mi avrebbe ascoltata, ma non ha risposto al telefono. Spero che legga questo mio comunicato.

Mi dispiace tantissimo che mi veda come avversaria, perché siamo insieme, unite a tutte le donne della nostra industria, e combattiamo lo stesso nemico: uno status quo che vuole a tutti i costi riportarci indietro ai vecchi tempi, quando le donne venivano usate, abusate ed escluse dai livelli più alti dell’industria. È lì che venivano concordati gli insabbiamenti. Quelle stanze vanno disinfettate e integrate, per far sì che qualcosa inizi a cambiare."

Rose McGowan non ha risposto al comunicato di Meryl Streep, almeno non direttamente. L'attrice ha cancellato il tweet in cui accusava le attrici di ipocrisia, ha negato di aver accusato Meryl Streep di aver saputo e taciuto sulle molestie e gli stupri, ma poi ha riso rigirando un tweet che ironizzava sul comunicato della Streep e sul fatto che avesse cercato di contattarla per parlarle. Insomma, non sembra abbia accolto le belle parole di Meryl Streep che invece sembrano davvero serie, sincere e oneste.
Ai fini della causa, attaccare altre donne che si stanno schierando in difesa delle colleghe e contro i molestatori, non sembra una strategia vincente, anzi.

lunedì 11 dicembre 2017

Golden Globe 2018 - le nomination

Rivelate poco fa le nomination ai Golden Globe 2018. Più o meno sono stati rispettati tutti i pronostici, sia per il Cinema che per la Tv.

C'è un po' d'Italia. Luca Guadagnino con il suo Chiamami col Tuo Nome si è guadagnato una nomination per il miglio film drama, andando ad affiancare i maggiori titoli della stagione, The Post di Spielberg, Dunkirk di Nolan, The Shape of Water di Del Toro e Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di McDonagh.
Tra le commedie spicca Get Out, soprattutto perché è un horror che si è dovuto trasferire tra le commedie per trovare spazio ed ottenere una nomination, ma la sfida è aperta con I, Tonya, Lady Bird, il musical The Greatest Showman, e The Disaster Artist di James Franco.

La cinquina dei registi nominati è quasi la stessa, con Ridley Scott (Tutti i Soldi del Mondo) al posto di Guadagnino. Scott che, ricordiamo, ha dovuto compiere un mezzo miracolo rigirando e sostituendo tutte le scene di Kevin Spacey (tagliato dal film) con Christopher Plummer, e l'attore si è anche guadagnato una nomination come migliore attore non protagonista. Il film ha ottenuto anche la nomination per la migliore attrice drama (Michelle Williams).

Interessanti le cinquine degli attori. Se in quella delle migliori attrici comedy/musical la sfida sembra tra Margot Robbie (I, Tonya) e Saoirse Ronan (Lady Bird), nella sezione drama c'è più battaglia, anche se la favorita resta (come sempre) Meryl Streep per The Post. Da sottolineare la nomination nella cinquina comedy a Helen Mirren per il film The Leisure Seeker di Virzì.
Per gli uomini, al momento non sembra esserci un vero favorito nella sezione comedy, con James Franco che potrebbe portarsi a casa un premio per il suo apprezzato The Disaster Artist, mentre nella cinquina drama è curiosa la sfida tra quattro colonne del Cinema come Daniel Day-Lewis (Il Filo Nascosto), Denzel Washington (Roman J. Israel, Esq.), Tom Hanks (The Post), Gary Oldman (L'Ora Più Buia), e il giovane Timothée Chalamet (Chiamami col tuo Nome). Oldman comunque sembra il favorito.

Tra i film d'animazione, Coco della Pixar è il favorito. Niente Italia tra i film stranieri.

Per la tv, tante nomination per Big Little Lies (praticamente tutto il cast), bene anche The Handmaid's Tale, Fargo e Stranger Things.
Jude Law si è meritato una nomination come migliore attore in una minisere/film tv per The Young Pope di Sorrentino. Solo una nomination per Twin Peaks, quella come migliore attore di miniserie/film tv per Kyle MacLachlan.

La cerimonia di premiazione si terrà il 7 gennaio.

Ecco tutte le nomination.

Best Motion Picture – Drama
Call Me By Your Name
Dunkirk
The Post
The Shape of Water
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best Motion Picture – Musical or Comedy
The Disaster Artist
Get Out
The Greatest Showman
I, Tonya
Lady Bird

Best Motion Picture – Animated
The Boss Baby
The Breadwinner
Coco
Ferdinand
Loving Vincent

Best Motion Picture – Foreign Language
A Fantastic Woman
First They Killed My Father
In the Fade
Loveless
The Square

Best Performance by an Actress in a Motion Picture – Drama
Jessica Chastain, Molly’s Game
Sally Hawkins, The Shape of Water
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Meryl Streep, The Post
Michelle Williams, All the Money in the World

Best Performance by an Actor in a Motion Picture – Drama
Timothée Chalamet, Call Me By Your Name
Daniel Day-Lewis, Phantom Thread
Tom Hanks, The Post
Gary Oldman, Darkest Hour
Denzel Washington, Roman J. Israel, Esq.

Best Performance by an Actress in a Motion Picture – Musical or Comedy
Judi Dench, Victoria & Abdul
Helen Mirren, The Leisure Seeker
Margot Robbie, I, Tonya
Saoirse Ronan, Lady Bird
Emma Stone, Battle of the Sexes

Best Performance by an Actor in a Motion Picture – Musical or Comedy
Steve Carell, Battle of the Sexes
Ansel Elgort, Baby Driver
James Franco, The Disaster Artist
Hugh Jackman, The Greatest Showman
Daniel Kaluuya, Get Out

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in any Motion Picture
Mary J. Blige, Mudbound
Hong Chau, Downsizing
Allison Janney, I, Tonya
Laurie Metcalf, Lady Bird
Octavia Spencer, The Shape of Water

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in any Motion Picture
Willem Dafoe, The Florida Project
Armie Hammer, Call Me By Your Name
Richard Jenkins, The Shape of Water
Christopher Plummer, All the Money in the World
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best Director – Motion Picture
Guillermo del Toro, The Shape of Water
Martin McDonagh, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Christopher Nolan, Dunkirk
Ridley Scott, All the Money in the World
Steven Spielberg, The Post

Best Screenplay – Motion Picture
The Shape of Water
Lady Bird
The Post
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Molly’s Game

Best Original Score – Motion Picture
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
The Shape of Water
Phantom Thread
The Post
Dunkirk

Best Original Song – Motion Picture
“Home,” Ferdinand
“Mighty River,” Mudbound
“Remember Me,” Coco
“The Star,” The Star
“This Is Me,” The Greatest Showman

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MIGLIOR SERIE - DRAMA
Il Trono di Spade
Stranger Things
The Crown
The Handmaid's Tale
This Is Us

MIGLIOR SERIE - COMEDY O MUSICAL
Black-ish
Master of None
SMILF
The Marvelous Mrs. Maisel
Will & Grace

MIGLIORE ATTORE IN UNA SERIE - DRAMA
Jason Bateman, Ozark
Sterling K Brown, This Is Us
Freddie Highmore, Bates Motel
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Liev Schreiber, Ray Donovan

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE - DRAMA
Caitriona Balfe, Outlander
Claire Foy, The Crown
Maggie Gyllenhaal, The Deuce
Katherine Langford, Tredici
Elisabeth Moss, The Handmaid's Tale

MIGLIORE ATTORE IN UNA SERIE - COMEDY O MUSICAL
Anthony Anderson, Black-ish
Aziz Ansari, Master of None
Kevin Bacon, I Love Dick
William H. Macy, Shameless
Eric McCormack, Will & Grace

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE - COMEDY O MUSICAL
Pamela Adlon, Better Things
Alison Brie, GLOW
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
Issa Rae, Inseucre
Frankie Shaw, SMILF

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
Big Little Lies
Fargo
FEUD: Bette and Joan
The Sinner
Top of the Lake: China Girl

MIGLIORE ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Robert De Niro, The Wizard of Lies
Jude Law, The Young Pope
Kyle MacLachlan, Twin Peaks
Ewan McGregor, Fargo
Geoffrey Rush, Genius

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Jessica Biel, The Sinner
Nicole Kidman, Big Little Lies
Jessica Lange, FEUD: Bette and Joan
Susan Sarandon, FEUD: Bette and Joan
Reese Witherspoon, Big Little Lies

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE, MINISERIE O FILM TV
David Harbour, Stranger Things
Alfred Molina, FEUD: Bette and Joan
Christian Slater, Mr. Robot
Alexander Skarsgard, Big Little Lies
David Thewlis, Fargo

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE, MINISERIE O FILM TV
Laura Dern, Big Little Lies
Anne Dowd, The Handmaid's Tale
Chrissy Metz, This Is Us
Michelle Pfeiffer, The Wizard of Lies
Shailene Woodley, Big Little Lies