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mercoledì 20 dicembre 2017

Mudbound - la recensione

Tratto dal romanzo omonimo di Hillary Jordan e portato sullo schermo dalla regista afroamericana Dee Rees, Mudbound è un affresco ampio di uno spaccato di America rurale in un preciso momento storico, gli anni a cavallo della seconda guerra mondiale, che però riesce a essere anche straordinariamente attuale sia in cosa racconta che nel come lo racconta.
La storia di due famiglie, una bianca, con alcune spiccate tendenze razziste, e l'altra nera, entrambe che si ritrovano sullo stesso pezzo di terra da padroni e da braccianti, l'amicizia fra due reduci di guerra, così diversi ma così simili da essere probabilmente gli unici a potersi capire reciprocamente, due diversi modi di vivere il matrimonio e la famiglia.

Ci sono tantissime tematiche in Mudbound e tanti personaggi tutti ugualmente importanti e ugualmente affascinanti, una vera e propria epopea vecchio stile che diventa un film di ampio respiro, classico e potente nelle immagini e nei sentimenti.
Sono tutti vittime delle circostanze, in un modo o nell'altro, e il razzismo, senza dubbio il filo conduttore dell'intera pellicola, sembra essere quasi inevitabile, radicato nella campagna stessa e nel fango onnipresente che permea ogni cosa.
La regista è davvero straordinaria nel rendere vivo paesaggio e personaggi. Gli attori infine fanno la loro parte egregiamente, dando tutti grandissima prova, ma a spiccare è una quasi irriconoscibile Mary J Blige, anche se è davvero difficile non citarli tutti perché uno dei grandi pregi del film è la sua coralità.

Dopo l'ottima accoglienza ricevuta al Sundance Film Festival questo film intenso e potente potrebbe seriamente essere uno dei protagonisti della Notte degli Oscar (intanto la Blige ha ricevuto una nomination ai prossimi Golden Globes), e lo meriterebbe sicuramente.

sabato 7 luglio 2012

'Rock of Ages' - la recensione

Film del 2012 diretto da Adam Shankman
Siamo nel 1987, dove il Bourbon Club è l'ultimo ritrovo per gli amanti del rock! Il proprietario del locale Dennis Dupree (Alec Baldwin) ed il suo socio Lonnie (Russell Brand) ha però problemi a mantenere il locale come una volta, quindi decide di ingaggiare per una sera la star del rock Stacee Jaxx (Tom Cruise), sperando di attirare il pubblico e poter risolvere i problemi finanziari.
Intanto Sherry (Julianne Hough), una ragazza trasferitasi per poter far carriera come cantante, trova lavoro al locale grazie a Drew (Diego Boneta), ragazzo conosciuto "per caso" proprio fuori al Bourbon Club, tra i due s'intuisce subito che ci sarà qualcosa.

Il film parte in modo un pò banale, la classica ragazza di provincia che per poter "sfondare" nel mondo della musica, decide di trasferirsi a Los Angeles. Incontra il "ragazzo perfetto" che le trova subito un lavoro al Bourbon Club, ecc, ecc... sembrava che il film stesse prendendo una brutta direzione, ma ecco che escono fuori i VERI personaggi del film, Alec Baldwin, Russell Brand, Catherine Zeta-Jones e... Tom Cruise!

Perchè è lui il vero protagonista del film, tornato in grandissima forma dopo un periodo (a parer mio) non molto fruttuoso a livello cinematografico, quà si fa perdonare per tutto! Ottima interpretazione, molto carismatico, ma sopratutto che voce!
Poi lo sviluppo della sua storia è quello che più interessa a chi guarda il film, sopratutto per il personaggio "duro e tormentato" che è Stacee Jaxx.

Ovviamente senza togliere nulla agli altri, perchè a parte i due protagonisti, che non mi sono piaciuti tantissimo, gli altri attori hanno confermato il loro valore, anche Bryan Cranston, nonostante la piccola parte, e il fantastico Paul Giamatti, che ormai riesce a tirare fuori un ottimo personaggio in ogni suo film. Ottimo cameo di Mary J. Blige.

La scelta delle canzoni poi è stata perfetta, e anche per come sono state coreografate, mi viene in mente "Hit me with your best shot" (Catherine Zeta-Jones), "I wanna Rock" (Diego Boneta), "Can't fight this feeling" (Tom Cruise e Russell Brand) e "Wanted dead or Alive" (Tom Cruise). Che vi consiglio di ascoltare!

Lòisa