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venerdì 21 febbraio 2020

The Batman: un nuovo sguardo al costume dalle foto sul set

Sono in corso le riprese di The Batman, nuovo film dedicato al personaggio della DC, diretto da Matt Reeves.

Il set al momento è a Glasgow, in Scozia, allestito nei pressi di un cimitero in cui la controfigura di Robert Pattinson ha girato alcune scene in moto, in cui è presente anche un'altra persona, una donna. Grazie alle foto possiamo dare uno sguardo più completo al nuovo costume di Batman e alla Bat-moto.

Ecco alcune foto.








Nel cast anche Zoe Kravitz (Catwoman), Paul Dano (l'Enigmista), John Turturro (Carmine Falcone), Jeffrey Wright (James Gordon), Colin Farrell (Pinguino), Peter Sarsgaard (il Procuratore Distrettuale di Gotham, Gil Colson), Jayme Lawson (candidata sindaco Bella Reál), e Andy Serkis (il maggiordomo Alfred).

Uscita fissata al 21 giugno 2021.

venerdì 14 febbraio 2020

The Batman: prime immagini ufficiali di Robert Pattinson con il costume!

E' ancora una volta il regista Matt Reeves il canale ufficiale di informazioni sul film The Batman, e stavolta il regalo ai fan è stato grosso, le prime immagini di Robert Pattinson con il costume di Batman.

Nel breve video pubblicato dal regista possiamo vedere un costume molto particolare, con il simbolo sul petto che sembra fatto con pezzi metallici saldati. Sembra quasi un costume "non definito".

Ricordiamo che il film non sarà una "origin story" ma seguirà Bruce Wayne nei primi anni come Batman. Nel cast ci saranno anche Zoe Kravitz (Catwoman), Paul Dano (l'Enigmista), Jeffrey Wright (il Commissario Gordon), John Turturro (il boss Carmine Falcone), l'esordiente Jayme Lawson (forse Barbara Gordon), Colin Farrell (Pinguino) e Andy Serkis (il maggiordomo Alfred).

Ecco dei frame e il video postato dal regista.





Le immagini sono quelle di un test, vedremo se poi il look sarà confermato nel film. Le riprese sono in corso a Londra.

L'uscita è fissata per il 25 luglio 2021.

martedì 7 gennaio 2020

The Batman: ufficiale, Colin Farrell sarà Pinguino!

Il rumor circolava da settimane, mancava solo l'ufficialità ed è arrivata oggi dal profilo Twitter del regista Matt Reeves: Colin Farrell sarà Pinguino in The Batman.

Il regista ha pubblicato una gif di Colin Farrell, scrivendo: "Aspetta – sei tu, Oz?". Il riferimento è ovviamente a Oswald Chesterfield Cobblepot, cioè Pinguino. Ecco il tweet.


Colin Farrell, che in realtà è già sul set, si unisce così ufficialmente al cast del nuovo Batman, che vedrà Robert Pattinson protagonista nel ruolo di Bruce Wayne. Ci saranno anche Zoe Kravitz (Catwoman), Paul Dano (l'Enigmista), Jeffrey Wright (il Commissario Gordon), John Turturro (il boss Carmine Falcone), l'esordiente Jayme Lawson (forse Barbara Gordon), e Andy Serkis (il maggiordomo Alfred).

Della trama non si sa ancora nulla, non è uscito niente di ufficiale anche se, secondo diversi rumor, la storia potrebbe vedere il Giustiziere di Gotham alle prese con il villain Festa, di cui non si conosce l'identità Questo giustificherebbe la presenza di così tanti villain nel film, tutti infatti sono sospettati di essere Festa.
Come dichiarato da Matt Reeves, The Batman sarà meno "supereroistico" e non sarà una origin story, ma vedrà Bruce Wayne / Batman nel suo periodo di formazione e metterà in evidenza il suo lato da investigatore.

Le riprese sono iniziate in questi giorni a Londra. L'uscita è fissata per il 21 giugno 2021.

sabato 7 dicembre 2019

The Batman: anche Peter Sarsgaard nel cast!

Matt Reeves ha annunciato, via Twitter, un nuovo nome del cast del suo The Batman.

Nel film ci sarà anche l'attore Peter Sarsgaard. A differenza dei precedenti annunci non è stato rivelato il ruolo che l'attore andrà a ricoprire. Al momento solo un sito, Heroic Hollywood, ha ipotizzato che Sarsgaard potrebbe interpretare il ruolo di un poliziotto corrotto di nome Wasserman, ma è una notizia non confermata.

Protagonista del film sarà Robert Pattinson, il nuovo Bruce Wayne / Batman. Nel cast anche Zoë Kravitz (Catwoman), Paul Dano (l’Enigmista, alias “Edward Nashton”), Jeffrey Wright (il Commissario Gordon), Andy Serkis (il maggiordomo Alfred Pennyworth), John Turturro (Carmine Falcone), e l'esordiente Jayme Lawson (forse Barbara Gordon).
Ancora nessuna conferma sul coinvolgimento di Colin Farrell nel ruolo di Pinguino, le trattative sarebbero ancora in piedi ma , al momento, non si registrano novità.

Non sarà una "origin story", il film racconterà i primi anni di Bruce Wayne nei panni di Batman e i suoi primi passi nel mondo dell'investigazione.

Le riprese del film prenderanno il via a gennaio 2020. L'uscita è fissata al 21 giugno 2021.

giovedì 14 novembre 2019

The Batman: Andy Serkis sarà Alfred

Confermati i rumor dei giorni scorsi.

E' stato proprio il regista Matt Reeves a ufficializzare l'ingresso di Andy Serkis nel cast di The Batman, l'attore interpreterà Alfred Pennyworth, il maggiordomo di casa Wayne.
Come ormai ci ha abituato, il regista ha annunciato la notizia con un tweet: "And here comes #Alfred ! 🦇".

Andy Serkis ha già lavorato con Matt Reeves nei due capitoli della trilogia de Il Pianeta delle Scimmie diretti dal regista, l'attore era il protagonista, lo scimpanzé Cesare, ha cui ha prestato magistralmente i movimenti, le espressioni e la voce.

Serkis raggiunge così il protagonista Robert Pattinson, nuovo Bruce Wayne / Batman. Nel cast sono già stati confermati Zoë Kravitz (Catwoman), Jeffrey Wright (il commissario Gordon), Paul Dano (l'Enigmista), e l'esordiente Jayme Lawson per un ruolo ancora sconosciuto ma che potrebbe essere quello di Barbara Gordon.
Al momento, stando ai rumor, Colin Farrell sarebbe in trattative per il ruolo di Pinguino, mentre alcune voci (che non si possono nemmeno definire rumor) avrebbero riportato il possibile coinvolgimento di Matthew McConaughey per il ruolo di Harvey Dent, ma su quest'ultimo non ci sono ancora riscontri.

Le riprese del film prenderanno il via a inizio 2020, per un'uscita fissata al 21 giugno 2021.

mercoledì 6 novembre 2019

The Batman - Andy Serkis e Colin Farrell in trattative

Continua il casting per il film The Batman che sarà diretto da Matt Reeves e vedrà Robert Pattinson protagonista nel ruolo del Difensore di Gotham.

Secondo quanto riportato da The Wrap, l'attore Andy Serkis sarebbe entrato in trattative per il ruolo del fedele maggiordomo di casa Wayne, Alfred Pennyworth.
Serkis ha già collaborato con Reeves nei due capitoli della trilogia de Il Pianeta delle Scimmie diretti dal regista, in cui interpretava il personaggio principale, lo scimpanzé Cesare. L'unico ostacolo per una eventuale fumata bianca sono i vari impegni di Serkis, al lavoro su diversi progetti.

In passato il ruolo di Alfred, cruciale per Bruce Wayne, è stato interpretato al cinema da Michael Gough, Michael Caine e Jeremy Irons.

Il secondo rumor invece arriva da Deadline e riporta che la produzione avrebbe contattato Colin Farrell per offrirgli il ruolo del villain Pinguino. Le trattative tra le parti sarebbero agli inizi.

Oltre a Robert Pattinson, nel cast ci saranno anche Zoë Kravitz (Catwoman), Jeffrey Wright (commissario Gordon), e Paul Dano (l'Enigmista).
L'uscita del film, che sarà un "detective movie" e racconterà di un Bruce Wayne ancora in fase di formazione come Batman, è fissata per il 21 giugno 2021, le riprese dovrebbero partire all'inizio del 2020.


lunedì 10 dicembre 2018

Mowgli - Il Figlio della Giungla - la recensione

Doveva uscire nel 2016, lo stesso anno del bellissimo film Disney diretto da Jon Favreau, ma forse è meglio che sia uscito solo ora, a fine 2018 sulla piattaforma Netflix, perché il confronto con lo strapotere tecnico e creativo Disney avrebbe ingiustamente affossato un film che, nonostante i suoi limiti (soprattutto negli effetti visivi), riesce a toccare le corde giuste e dire qualcosa di importante e profondo.


Lontano dalla spensieratezza Disney e dalla magnificenza realistica della ricostruzione in CGI che quella trasposizione aveva proposto, Andy Serkis si avvicina maggiormente allo spirito e all'anima che animava i racconti di Kipling. 
La giungla è scura, crudele anche con i propri abitanti, governata da una legge assoluta a cui tutti devono sottostare per poter sopravvivere al suo interno, dagli enormi elefanti ricoperti di vegetazione e dalle zanne spezzate, fino alla crudele tigre Shere Khan (un monumentale Benedict Cumberbatch), astuta, melliflua, ma ugualmente segnata, con una zampa mutilata.
Anche Mowgli, ragazzino alle soglie della pubertà, si ritrova a vivere in questo ambiente spietato, diviso fra il suo essere uomo e il suo essere lupo, senza essere però davvero nessuno dei due. I suoi maestri sono Bagheera e Baloo, in una inedita versione molto meno giocosa, doppiati da Serkis stesso e da Christian Bale, quasi crudeli nel loro addestrare il giovane cucciolo d'uomo a una vita che sarà per lui tutt'altro che facile.
E' interessante come nel racconto di formazione che ne deriva, più che l'aspetto più puramente narrativo (il film zoppica un po' quanto a intreccio, non sempre chiarissimo, non sempre fluido), è il paesaggio stesso della giungla a diventare preponderante, rendendo sfumate le divisioni classiche fra buoni e cattivi, riuscendo con grande forza a restituire la sensazione cruda e spietata del passaggio dall'infanzia all'adolescenza, fino all'età adulta, senza edulcorare nulla e senza risparmiare anche scene di un certo impatto.

Come ci ricorda il serpente Kaa, con la splendida voce di Cate Blanchett, la legge della giungla è inflessibile e tutti gli abitanti devono rispettarla per poter sopravvivere, ma è anche fragile ed è solo comprendendola, e accettando la nostra vera natura, che si può davvero sperare di non soccombervi.
Il cucciolo d'uomo ci riesce ed è questa profonda comprensione che lo porta a crescere, così come è questa visione intima, dall'impronta fortemente autoriale, che permette al film di Serkis di non sfigurare affatto di fronte a produzioni di più alto prestigio.

mercoledì 14 febbraio 2018

Black Panther - la recensione

Dopo averlo introdotto con successo in Civil War, torna Black Panther, il principe (ora re) T'Challa del Wakanda, con un film stand alone a lui dedicato. 


Era attesissimo, non solo in quanto ultimo film Marvel prima del grande evento Infinity War, ma anche perché primo film Marvel su un supereroe nero e con un cast composto quasi interamente da attori neri (praticamente gli unici bianchi sono Martin Freeman e Andy Serkis), che in un clima politico-sociale come quello attuale lancia un messaggio molto forte.
Da questo punto di vista il film è molto efficace, non va tanto per il sottile e le cose che vuole comunicare le dice forte e chiaro, incentrando l'intera trama proprio sull'accettazione dello straniero, sul black power, sull'oppressione del popolo nero in tutto il mondo. Il Wakanda, infatti, è il luogo perfetto per operare questo genere di confronto, è un paese totalmente chiuso, praticamente segreto, avrebbe le possibilità per aiutare il continente africano ma sceglie consapevolmente per secoli di non fare nulla, rimanendo chiuso nella propria bolla privilegiata. L'incursione del villain, interpretato dal bravissimo Michael B. Jordan, scuote gli equilibri, costringe T'Challa e tutti i wakandiani (ma anche lo spettatore) a riflettere, a rivedere questa posizione isolazionista. Quello interpretato da Jordan è quindi un villain molto atipico, non è cattivo in senso stretto, segue un ideale che in un certo senso è anche giusto, ma lo fa con i modi di un estremista, ricordando così che gli estremismi sono sempre pericolosi, anche quando derivano da buone intenzioni.

La cosa migliore del film è la contrapposizione che si vede all'interno del Wakanda, fra una fortissima radice culturale africana, ancorata a tradizioni tribali affascinanti e cinematograficamente rese alla perfezione, e una parte futuristica e tecnologica che travalica i limiti della fantascienza pura. 
Se questa pellicola fosse uscita in un qualsiasi altro momento non avrebbe che lodi, perché è senza dubbio uno dei migliori stand alone della Marvel e un ottimo film di origini, ma purtroppo è impossibile non tener presente che questo film è l'ultimo prima di Avengers Infinity War e che quindi era lecito aspettarsi qualcosa di più a livello globale e di continuity nell'Universo Cinematografico Marvel, perciò sarà impossibile per i fan non rimanere delusi e uscire dalla sala con la sensazione di aver sprecato un'occasione, di aver assistito a un film tutto sommato inutile.

lunedì 20 novembre 2017

Ogni Tuo Respiro - la recensione

Robin Cavendish (Andrew Garfield) è un giovane pieno di vita, che ama viaggiare e fare sport, per colpa della poliomelite si ritrova, a soli ventotto anni, paralizzato dal collo in giù e attaccato a un respiratore artificiale. Solo grazie all'incredibile forza d'animo di sua moglie Diana (Claire Foy), Robin riesce ad uscire dalla profonda depressione in cui la diagnosi lo ha gettato e ad andare avanti con la sua vita, diventando un vero e proprio attivista in favore delle persone con gravi disabilità.


Andy Serkis, acclamato per i suoi ruoli in motion capture, sceglie proprio la storia di un uomo totalmente immobile per il suo esordio dietro la macchina da presa, dimostrando di non essere solo un grande attore, ma di saperci fare anche come regista.
Serkis dirige in modo molto classico e pulito, valorizzando gli ampi paesaggi e allo stesso tempo utilizzando i primi piani quando si tratta di dare enfasi alle emozioni dei suoi personaggi, in particolare i due protagonisti, Andrew Garfield e Claire Foy, qui intensi e con un'ottima chimica. Va fatta però una menzione alla performance doppia di un sempre fantastico Tom Hollander, nel ruolo dei gemelli fratelli di Diana.

E' inevitabile un paragone con La teoria del tutto, se non altro per la similitudine fra le due storie, ma ben presto il tono di Ogni tuo respiro si discosta piuttosto nettamente dal film che è valso l'oscar a Eddie Redmayne. Serkis racconta una storia che è sì commovente e di grande coraggio, ma lo fa con una leggerezza e un'ironia di fondo molto inglesi, senza patetismo, senza ricercare la lacrima a tutti i costi, anzi, cercando spesso il sorriso, esprimendo fino all'ultimo una grande gioia di vivere,con toni decisamente più leggeri di quelli visti negli altri film che trattano argomenti simili, sfociando addirittura in una dimensione in un certo qual modo fiabesca.

Non è un film perfetto, certamente, e soffre delle ingenuità di un'opera prima, ma di sicuro è un film che colpisce e rimane nel cuore dello spettatore. Bravo, Andy!

sabato 15 luglio 2017

The War: Il Pianeta delle Scimmie - La Recensione

"Koba: Koba combatte per scimmie.
Cesare: Koba combatte per Koba."

Koba non è più un problema. E' passato. Sedate le faide interne, Cesare ha un altro problema adesso. La sopravvivenza.
Braccati, inseguiti e sterminati dal Colonnello McCullough, le scimmie dovranno fare affidamento solo su loro stesso per riuscire a non scomparire. Una cornice pura ed innevata, che non rimarrà tale per molto.
Un film che ha usa le scimmie e la guerra come mezzi, quando in realtà, a parla di Umanità, quella con la U maiuscola, non come specie, ma come valore.

Una trilogia, per definizione, prevede una climax ascendente. Qui, oltre all'epicità, ad aumentare è la scala degli eventi, che coinvolge prima un uomo, poi un nutrito gruppo di persone, poi l'intero genere umano. In questo capitolo viene mostrata tutta la razionalità e l'affettività dei primati, se così possono essere chiamati. Matt Reeves li pone di nuovo davanti ad una sfida difficilissima, questa volta rappresentata dal Colonnello.
Con riferimenti non troppo velati ad Ape-pocalypse Now, con Woody Harrelson che in alcuni momenti fa il verso al caro vecchio Kurtz, senza scomodare paragoni inappropriati. Il regista statunitense scava con entrambe le mani in quell'immaginario bellico, rendendo però, nonostante il titolo emblematico del film, la guerra solo una delle mille sottotrame. Il film è un pozzo di citazioni ed easter eggs, a partire da Schindler's List, fino ad arrivare agli inevitabili collegamenti con Il Pianeta Delle Scimmie del 1968, tutti molto eleganti e raffinati.

Il film è diviso in due sequenze molto nette, una in viaggio, con un "A-Team" scimmiesco in missione, la seconda parte, invece, scambia la mobilità con l'approfondimento, rimanendo fissa in un luogo e scavando nella psiche dei personaggi. Cesare è ancora il leader risoluto, ma qualcosa, dopo il dissidio con Koba si è rotto. Un imprevisto metterà a dura prova le sue convinzioni e dovrà lottare contro il suo istinto per rimanere integerrimo come lo abbiamo visto finora. L'incontro con un'umana atipica lo costringerà a rivedere la rotta che stava seguendo.


Il film è visivamente perfetto. La fotografia mescola sapientemente giochi di luce ed ombra, con inquadrature aperte nella neve, rotte dal colore forte delle scimmie, oppure lunghe scene notturne sapientemente illuminate. A sostenere l'impatto visivo c'è una scrittura solida, con un apparato "filosofico" ed etico che si fa più spesso rispetto ai capitoli precedenti. Dopotutto ci sono in ballo storie di estinzione.

Il tema musicale è iconico, grazie alla mente di Michael Giacchino, che ha composto una Soundtrack di tutto rispetto, incalzante nei momenti di tensione, soave quando necessario. Mescolato alla presenza di Jimi Hendrix, che contribuisce a riportare le sfumature verso il Vietnam.
Una sequenza iniziale perfetta nella giungla, con scritte su elmetti militari, altra reference poco nascosta, introduce lo spettatore nel clima perfetto.

Il resto del film è incartato magistralmente per completare un film che è la giusta conclusione ad un trilogia importante. Un gran crescendo giusto al suo punto più alto. L'epopea di Cesare e del suo branco non farà storia probabilmente, ma merita un posto nell'olimpo delle grandi saghe. Il tutto grazie ad un grande mix di qualità e spettacolarità che non hanno mai cercato di abbassare il livello con la soluzione più facile.

mercoledì 12 luglio 2017

Black Panther - da EW, 20 nuove immagini dal film

Il prossimo febbraio arriverà nelle sale il film della Marvel Black Panther, dedicato interamente al personaggio di Pantera Nera, che abbiamo già conosciuto in Captain America: Civil War.

A vestire i panni di T'Challa / Pantera Nera tornerà Chadwick Boseman, accompagnato da un cast di alto livello: Michael B. Jordan, Lupita Nyong’o, Martin Freeman, Daniel Kaluuya, Angela Bassett, Forest Whitaker, Andy Serkis, e Sterling K. Brown. Il film è diretto da Ryan Coogler (Creed).

In attesa di vedere il film, da EW ecco 20 nuove immagini.





















mercoledì 18 novembre 2015

Star Wars: Il Risveglio della Forza - Andy Serkis parla del suo misterioso personaggio

Uno dei personaggi più misteriosi dell'attesissimo Star Wars: Il Risveglio della Forza è senza dubbio il Leader Supremo Snoke. Personaggio digitale creato grazie alla motion capture, e chi è stato a dargli movimenti e voce? il più bravo di tutti, Andy Serkis.

Recentemente l'attore ha rilasciato due interviste molto interessanti a Empire e EW, in cui ha svelato alcuni dettagli molto interessanti su Snoke e la lavorazione del film.

Ecco le parole di Serkis a Entertainment Weekly.

"È stata la prima volta, per me, in cui non ho avuto idea di che aspetto avrebbe avuto il personaggio che stavo interpretando sul set. Questa sì che è segretezza! [...] Quando abbiamo iniziato a lavorarci. J.J. [Abrams] aveva solo qualche idea su come Snoke sarebbe stato, ma non era una immagine completamente formata. Si è completata solo durante le nostre discussioni e con la mia interpretazione".
L'aspetto di Snoke è stato un "work in progress" durante le riprese.  "Abbiamo girato le scene sul set, ero presente in tutte le scene in cui sono con gli altri attori", ha spiegato Serkis, "Ma la cosa bella di questo processo è che puoi tornare indietro e modificare ogni dettaglio, aggiungendo nuove informazioni. Così dopo le riprese abbiamo realizzato diverse nuove sessioni a Londra, nella mia compagnia, The Imaginarium, mentre Abrams mi dava direttive da Los Angeles. Abbiamo aggiunto ulteriori dettagli al personaggio, è stato affascinante. E nel frattempo abbiamo visto crescere il look e il design del personaggio, modificandosi come la performance".
Perché non ha potuto interpretarlo realmente, fisicamente? "Impossibile, basterebbero le sue dimensioni. È molto grosso. Ed è alto. E l’aspetto del suo volto... non era possibile riprodurlo con il make-up prostetico. È troppo estremo. Senza svelare nulla, ha una struttura ossea e facciale davvero distintiva e idiosincratica", ha dichiarato l'attore.

Del Leader Supremo Snoke si sa solo che è un villain, Serkis dà qualche informazione in più: "È un personaggio molto enigmatico, stranamente vulnerabile e molto potente. Ovviamente ha un piano molto ampio. Ha subito moltissimi danni. E, come ho detto, ha una strana vulnerabilità, che contraddice i suoi veri piani. Sarebbe stato impossibile da fare. [...] È un personaggio nuovo in questo universo. È un personaggio introdotto in questo film, sa ciò che è successo in passato, c’era all'epoca degli eventi passati... Diciamo che è molto consapevole di ciò che è avvenuto in passato".

Passano pochi giorni e Andy Serkis svela qualche altro dettaglio, molto interessante, in una intervista a Empire.

"È stata una situazione abbastanza insolita. Ho lavorato in particolare con Domhnall Gleeson e con Adam Driver. Nel mio primo giorno di riprese sono stato in piedi su un palco alto quasi otto metri, senza avere la più pallida idea di che aspetto avesse Snoke. Ero molto in alto, da solo e lontano da tutti, ma comunque nella stessa scena".

Nel film, sia Domhnall Gleeson che Adam Driver interpretano due villain, il Generale Hux il primo, e il già famoso Kylo Ren il secondo.

Serkis ha poi raccontato l'espediente usato per rendere ancora più "grande" e distante Snoke rispetto agli altri: "Abbiamo usato una sorta di metodo “Kongolizer” per modificare e amplificare il suono della mia voce attraverso degli altoparlanti, per rendere meglio il senso della distanza del personaggio. È stato molto impegnativo e spaventoso, anzi, probabilmente è stata una delle esperienze più spaventose che abbia mai avuto in questo campo!".

Nessun dettaglio particolare però sull'aspetto fisico. "È gravemente ferito. Anche se è un potente leader, Snoke è vulnerabile. Sfregiato e sfigurato", ha detto Serkis.

Il film sarà nelle sale italiane il 16 dicembre (il 18 negli USA), quindi fra meno di un mese scopriremo tutto.

venerdì 1 agosto 2014

Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie: la recensione

La storia inizia dieci anni dopo il balzo evolutivo improvviso delle scimmie provocato dal virus creato in laboratorio, dieci anni dalla battaglia sul ponte di San Francisco. In questi anni le scimmie, sempre guidate dallo scimpanzè Cesare, si sono ritirate nella foresta, hanno costruito una città, vivono e cacciano; gli umani invece, sempre a causa del "virus delle scimmie", si sono decimati, quasi estinti, a San Francisco però resiste una piccola colonia, sopravvissuta perchè immune agli effetti del virus. Le scimmie sono ignare della presenza degli umani, convinte ormai che siano del tutto estinti, fino al giorno dell'incontro con piccolo gruppo di umani in viaggio verso la diga per ridare elettricità alla colonia. Subito i due schieramenti si dividono in fazioni chiare: chi crede e spera in una pacifica convivenza, e chi vuole la guerra per risolvere qualsiasi problema. Due fazioni contrapposte, sia tra gli umani che tra le scimmie.

'Dawn of the Planet of the Apes' (in Italia 'Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie', un cambio di titolo provocato dall' "errata" traduzione del precedente) è un blockbuster sorprendente e intelligente, perfettamente dosato nei suoi ingredienti, che riesce ad abbracciare diversi generi: film apocalittico, classico blockbuster, film di guerra. Fin da subito viene messo in chiaro che non sarà un film con attori protagonisti e delle scimmie digitali, attori e scimmie sono esattamente allo stesso livello. L'inizio infatti è interamente dedicato alle scimmie, alla loro vita, alla caccia, la loro casa, il loro mondo, in cui un giorno si "inseriscono" degli umani. Il film si apre e si chiude, in modo molto suggestivo, sugli occhi di Cesare. Davvero impressionante il lavoro digitale, di umano le scimmie hanno i movimenti fisici e le espressioni del viso, sono del tutto "finte" ma incredibilmente reali, non solo grazie al bravissimo Andy Serkis (Cesare) e i suoi colleghi, ma anche al lavoro minuzioso e preciso fatto da chi le ha disegnate digitalmente. Perfette, espressive, reali, tanto da dover per forza essere considerate allo stesso livello degli attori in carne e ossa. Perfette e suggestive anche le scenografie e la ricostruzione di una San Francisco distrutta e selvaggia.
Intelligente anche la scelta del cast, nessuna grande star di richiamo ma ottimi attori, tra cui un solido Jason Clarke e la classe infinita di Gary Oldman. I loro due personaggi rappresentano la voglia di una pacifica convivenza (Clarke) e l'istinto guerrafondaio (Oldman), due aspetti presenti anche fra le scimmie, con la contrapposizione tra il saggio Cesare e il bellicoso Koba,  dimostrazione che in fondo le due specie non sono affatto diverse.

'Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie', è un ottimo film, sicuramente superiore al precedente, con un'ottima regia e una storia lineare e appassionante. Un film che merita di essere visto sul grande schermo, per apprezzare sia il panorama e l'ambientazione, che i primissimi piani.

domenica 27 luglio 2014

Comic-Con 2014 - Day 3: [SPECIALE] Lo Hobbit la Battaglia delle Cinque Armate

E' forse il momento che tutti stavano aspettando di questa edizione del Comic-Con: il panel dalla Warner Bros. su Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate!


Peter Jackson, dopo aver fatto in giro sotto copertura in cosplay, è entrato in sala H accompagnato da  Elijah Wood (Frodo Baggins), Luke Evans (Bard), Benedict Cumberbatch (Smaug/Sauron), Lee Pace (Re Thranduil), Andy Serkis (Gollum), Orlando Bloom (Legolas), Evangeline Lilly (Tauriel), Graham McTavish (Dwalin), Cate Blanchett (Galadriel) e l'immancabile sceneggiatrice/produttrice Philippa Boyens.

Il panel è iniziato con  un video mash up che univa sequenze della trilogia de Il Signore degli Anelli con i primi due capitoli de Lo Hobbit. Un video di abbastanza evocativo. Di seguito è salito sul palco Stephen Colbet vestito come un uomo di Pontelagolungo, vestiti che aveva già indossato in Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug. Colbet, in veste di moderatore, ha introdotto gli ospiti parlando della sua grande passione per Tolkien citando passi dei romanzi a memoria.

Dopo una breve introduzione è stato finalmente mostrato il teaser trailer di Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate (o Eserciti, come preferite), ultimo capitolo della saga de Lo Hobbit di Peter Jackson. Il tono del trailer pare molto più tetro e "serio" rispetto ai due capitoli precedenti e il montaggio, aiutato dalla presenza della celebre canzone cantata da Pipino ne Il Ritorno del Re, fa presagire che il film sarà pieno di riferimenti alla trilogia de Il Signore degli Anelli atti proprio a collegare in qualche modo le due trilogie cinematografiche. Il materiale mostrato ha soddisfatto tutto anche se qualcuno ha avuto da ridire sulle creature create in CG (c'è da dire che il film è ancora in fase di post-produzione e che gli effetti visivi devono essere ancora ottimizzati).

Ecco i punti salienti (alcuni già li conosciamo) dell'evento:

Dopo il trailer (che dovrebbe uscire a breve in rete) Peter Jackson ha fatto il punto della situazione dicendo che il film deve essere ancora completato dicendo "è molto più di un semplice editing"in quanto sono ancora in atto le riprese in motion-capture delle scene della grande battaglia finale. Colbet fa poi notare al regista che sono 20 anni che è a lavoro sul materiale di Tolkien, un tempo durato come una generazione. Jackson è apparso sconsolato e stanco.

Come già sie era notato dal trailer, il film farà da ponte alla Compagnia dell'Anello, cosa che ha ribadito anche il regista sul palco. Si tende ha dare un tono più drammatico e tragico proprio per unirsi alla trilogia precedente. Ci sarà una gigantesca battaglia e tantissimi morti.

Philippa Boyens (sceneggiatrice) ha rivelato di aver avuto alcune idei per introdurre il personaggio di Tom Bombadil (Il Signore degli Anelli) nella trilogia.

Sceneggiatrice e regista avevano pensato a Cate Blanchett come prima scelta per il ruolo di Galadriel.

Benedict Cumberbatch ricopre sia il ruolo di Sauron che quello di Smaug. L'attore fa un distinguo dicendo che la differenza tra i due è che uno può essere ucciso. Ha poi affermato che è molto difficile per un attore recitare un ruolo stando stesi sul pavimento a fissare una pallina da tennis (riferendosi al motion-capture a cui è stato sottoposto per dar vita a Smaug).

Cate Blanchett ha rivelato di aver interpretato Bard l'arciere in una recita scolastica da giovane.

Elijah Wood dice di aver letto Lo Hobbit ma mai Il Signore degli Anelli.

Evangeline Lilly dice di aver amato il romanzo d Il Signore degli Anelli ma di non aver mai letto le ultime 20 pagine per far si che non avesse mai fine.

Andy Serkis ricorda che quando incontrò Jackson e la Boyens a Londra negli anni '90 nessuno aveva idea di come integrare Gollum tra i personaggi del film ma che comunque erano tutti concordi nell'avere un attore in carne ed ossa sul set. "Ha cambiato la mia vita" ha aggiunto Serkis.

La Blanchett ha dichiarato di aver lavorato con grande gioia con Ian McKellen sul set de Lo Hobbit, visto che su quello de Il Signore degli Anelli non si sono mai incontrati.

Jeckson rivela la possibilità che in un prossimo futuro venga aperto un Museo con tutti gli oggetti di scena delle due trilogie.

Il regista dice che ci sono ancora alcune scene tagliate de Il Signore degli Anelli che nessuno ha mai visto citando una sequenza in cui Viggo Mortensen (Aragorn) e Liv Tyler (Arwen) si incontrano per la prima volta da giovani. Il materiale è comunque sigillato in un magazzino della Warner Bros. e sarebbe difficile reinserirle all'interno dei film e poi ha aggiunto "se ci fosse interesse da parte del pubblico potrei pensarci".

La Boyens ha sottolineato il fatto che è stato scelto di inserire anche le appendici de Il Signore degli Anelli proprio per rendere la trasposizione ancora più efficace.

Sul duro lavoro del CGI Serkis  dice "Tutto quello che serve all'attore è una connessione" e il collega Lee Pace ha aggiunto "se l'immaginazione di tutti è aperta diventa tutto davvero meraviglioso".

La conferenza si è conclusa in grande con un annuncio di Jackson che indiceva l'inizio di un concorso che solo 75 avrebbero vinto per dare l'opportunità a questi eletti di usufruire di un viaggio in Nuova Zelanda insieme a l regista vagando per i set del film.

Che dire, ora basta aspettare l'uscita  del primo teaser trailer. Nel frattempo godetevi le immagini in bassa risoluzione dell'ultimo banner che era presente in sala H.