lunedì 8 ottobre 2018

Venom - la recensione

Venom molto probabilmente era un cinecomic di cui non sentivamo il bisogno, e in effetti è così.
In un panorama cinefumettistico come quello odierno, costellato dal decennale successo dell'Universo Cinematografico Marvel e affiancato da un disastroso universo DC, spunta fuori Venom, un film effettivamente fuori tempo massimo per stile narrativo, ma che comunque riesce ad intrattenere lo spettatore senza troppe pretese.

I problemi contenuti all'interno del lungometraggio sono molteplici e già palesi anche nei vari materiali promozionali: protagonisti poco carismatici, una CGI (a volte) decisamente poco efficiente, una regia di Ruben Fleischer (Benvenuti a Zombieland) priva di personalità, scene action confusionarie e inutilmente allungate. Ma soprattutto il problema, per un film con queste premesse, basate su un personaggio smaccatamente violento, è proprio la mancanza di una violenza palese che in molti si sarebbero aspettati. Tutto è edulcorato da un rating PG-13 farcito con un umorismo abbastanza spicciolo che trasforma il "terrificante" simbionte protagonista in un personaggio adorabile, troppo adorabile.



Nonostante questo, se non si tiene conto di passaggi tagliati con l'accetta, una narrazione zoppicante e quanto precedentemente detto, Venom risulta comunque gradevole. Un intrattenimento da primi anni 2000 arrivato un po' in ritardo ma che comunque non risulta il disastro consistente che si prospettava inizialmente. Un futuro per il "Venom-verse"? Magari aggiustando il tiro potrebbe ancora funzionare.

0 commenti:

Posta un commento