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giovedì 11 aprile 2024

Cannes 2024 - presentata la ricca selezione ufficiale

Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa durante la quale Thierry Fremaux ha annunciato la selezione ufficiale del 77o Festival di Cannes.

In Concorso confermati i rumor dei giorni scorso, c'è Yorgos Lanthimos con Kind of Kindness, David Cronenberg con The Shrouds, Paolo Sorrentino con Parthenope, unico film italiano in Concorso, e anche Francis Ford Coppola con Megalopolis. In Concorso verrà presentato anche Marcello Mio di Christophe Honoré, film dedicato a Marcello Mastroianni che vede nel cast Chiara Mastroianni e Catherine Deneuve, e The Apprentice, con Sebastian Stan nei panni di un giovane Donald Trump.

Fuori Concorso, oltre ai già annunciati Furiosa: A Mad Max Story e l'epopea western Horizon: An American Saga di Kevin Costner, sarà presentato anche Rumors, con Cate Blanchett tra i protagonisti.

Un solo film italiano anche nella sezione Un Certain Regard, con I Dannati di Roberto Minervini.

Ricordiamo che l'attrice e regista Greta Gerwig sarà la presidente di Giuria del Concorso, mentre per la sezione Un Certain Regard sarà presieduta dal regista Xavier Dolan.

Ecco tutti i titoli annunciati.

CONCORSO
“Megalopolis” (dir. Francis Ford Coppola)
“The Apprentice” (dir. Ali Abbasi)
“Motel Destino” (dir. Karim Aïnouz)
“Bird” (dir. Andrea Arnold)
“Emilia Perez” (dir. Jacques Audiard)
“Anora” (dir. Sean Baker)
“The Shrouds” (dir. David Cronenberg)
“The Substance” (dir. Coralie Fargeat)
“Grand Tour” (dir. Miguel Gomes)
“Marcello Mio” (dir. Christophe Honoré)
“Caught by the Tides” (dir. Jia Zhangke)
“All We Imagine as Light” (dir. Payal Kapadia)
“Kinds of Kindness” (dir. Yorgos Lanthimos)
“Beating Hearts” (dir. Gilles Lellouche)
“Wild Diamond” (dir. Agathe Riedinger)
“Oh, Canada” (dir. Paul Schrader)
“Limonov” (dir. Kirill Serebrennikov)
“Parthenope” (dir. Paolo Sorrentino)
“The Girl with the Needle” (dir. Magnus von Horn)

UN CERTAIN REGARD
“The Shameless” (dir. Konstantin Bojanov)
“Norah” (dir. Tawfik Alzaidi)
“Le Royaume” (dir. Julien Colonna)
“Vingt Dieux” (dir. Louise Courvoisier)
“Le Proces du Chien” (dir. Laetitia Dosch)
“The Village Next to Paradise” (dir. Mo Harawe)
“Black Dog” (dir. Guan Hu)
“September Says” (dir. Ariane Labed)
“The Damned” (dir. Roberto Minervini)
“L’Histoire de Souleymane” (dir. Boris Lojkine)
“On Becoming a Guinea Fowl” (dir. Rungano Nyoni)
“My Sunshine” (dir. Hiroshi Okuyama)
“Viet and Nam” (dir. Minh Quý Trương)
“Santosh” (dir. Sandhya Suri)

PROIEZIONI SPECIALI
“La Belle de Gaza” (dir. Yolande Zauberman)
“Apprendre” (dir. Claire Simon) 
“The Invasion” (dir. Sergei Loznitsa)
“Ernest Cole, Lost and Found” (dir. Raoul Peck)
“Le Fil” (dir. Daniel Auteuil)

CANNES PREMIERE
“Miséricorde” (dir. Alain Guiraudie)
“C’est Pas Moi” (dir. Leos Carax)
“Everybody Loves Touda” (dir. Nabil Ayouch)
“The Marching Band” (dir. Emmanuel Courcol)
“Rendez-Vous Avec Pol Pot” (dir. Rithy Panh)
“Le Roman de Jim” (dirs. Arnaud Larrieu, Jean-Marie Larrieu)

PROIEZIONI DI MEZZANOTTE
“Twilight of the Warrior” (dir. Cheang Pou-soi)
“I, the Executioner” (dir. Ryoo Seung-wan)
“The Surfer” (dir. Lorcan Finnegan)
“The Balconettes” (dir. Noemie Merlant)

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martedì 29 ottobre 2019

Francis Ford Coppola chiarisce il suo commento sui film Marvel

Da quando Martin Scorsese ha fatto la sua prima dichiarazione sui film della Marvel, è stato un susseguirsi di botte e risposta, a volte anche piuttosto aspri. Uno dei commenti più duri era arrivato dal grande Francis Ford Coppola, che aveva definito "spregevoli" i cinecomic Marvel.

La dichiarazione del regista de Il Padrino aveva suscitato le reazioni di alcuni registi che hanno diretto film dell'UCM, ma avevano anche raccolto alleati, come Ken Loach. Oggi però Francis Ford Coppola ha chiarito meglio il suo pensiero, soprattutto riguardo a quello "spregevole" che, secondo quanto detto da Coppola, nasce da una sbagliata interpretazione delle sue parole.

Intervistato da Deadline, il regista ha dichiarato: "Personalmente, non apprezzo l’idea dei franchise, continuare a ripetere quello che essenzialmente è lo stesso film a scopo finanziario. E' un approccio utilizzato per ridurre il rischio economico dei film, ma il "fattore rischio" è quello che spesso rende i film grandiosi. Inoltre questo tipo di film attira a sé la maggior parte delle risorse finanziarie, lasciando poco per le produzioni più audaci e riducendo la diversità."

Il punto di vista di Coppola quindi è molto simile a quello di Scorsese, il suo "spregevole" non era riferito ai film Marvel nello specifico ma a un sistema che sembra favorire solo questi franchise a discapito degli altri prodotti, che guarda solo agli incassi e non all'aspetto artistico.

Deadline ha deciso di riprendere quelle dichiarazioni riportando fedelmente le parole di Francis Ford Coppola, e le domande che gli hanno fatto.

"Francis, concordi col tuo amico che i film Marvel non siano cinema?

Sai, sono sicuro che sia solo un estratto di qualsiasi cosa Martin abbia detto. Il nocciolo della sua dichiarazione. Se tu gli avessi chiesto se ci sia del talento cinematografico, dell’espressione cinematografica, se ci sia del grande lavoro in certi film della Marvel, lui direbbe di sì. Il suo punto, però, è il concetto di film Marvel, il quale ha assorbito tutto l’ossigeno, come a dire che le sue risorse sono più quelle di un parco giochi piuttosto che qualcosa che defineremmo cinema. Sì, concordo con lui. Anche le pubblicità televisive sono cinema, ma sono una bella forma di cinema? No.

Come mai oggi non c’è nessuna New Hollywood, considerando la situazione di tumulto politico che stai descrivendo?

Beh, per via della mancanza di rischi nelle produzioni. Scorsese dice che la Marvel non è cinema, lui ha ragione perché ci aspettiamo di imparare qualcosa dal cinema, di avere un’illuminazione, di avere delle conoscenze, qualche ispirazione. Non so che cosa ricavi uno dal vedere e rivedere sempre lo stesso film come quelli Marvel. Sono privi di rischio, e come ho detto precedentemente, fare un film senza rischiare è come fare un bebé senza fare sesso. Il rischio ne fa parte, è quello che lo rende così interessante, ed è per questo che impariamo così tanto da esso. E poi, c’è questa filosofia che una persona ricca può essere giusta o ingiusta. Guadagnare ricchezza in maniera ingiusta non contribuisce. La ricchezza è ricchezza solo quando è giusta, quando porta qualcosa alla società. Anche il cinema è così. Il vero cinema contribuisce a qualcosa, è un meraviglioso regalo alla società. Non prende solo i soldi rendendo certa gente ricca. Quella è una cosa spregevole. Quindi Martin è stato gentile quando ha detto che non è cinema, non ha detto che si tratta di una cosa spregevole, una cosa che invece faccio io."

lunedì 21 ottobre 2019

James Gunn risponde all'attacco di Francis Ford Coppola ai film Marvel

Non accenna a placarsi la polemica scoppiata dopo le parole critiche di Martin Scorsese sui film Marvel, a buttare benzina sul fuoco ci ha pensato Francis Ford Coppola, che ieri li ha addirittura definiti "despicable", cioè spregevoli (ma anche miserabili o disprezzabili).

Quelle di Coppola sono state parole piuttosto forti che hanno scatenato un furioso dibattito online e provocato la comprensibile reazione di alcuni protagonisti dell'Universo Cinematografico Marvel.

Il più piccato è stato sicuramente James Gunn. Il regista si è espresso via Instagram, dove ha scritto un lungo post che offre un interessante spunto di riflessione che guarda al passato, oltre a mostrare tra le righe non poco fastidio per le parole di Coppola.

"Molti dei nostri nonni pensavano che tutti i film di gangster fossero uguali, definendoli spesso "spregevoli". Alcuni dei nostri bisnonni pensavano lo stesso dei western e credevano che i film di John Ford, Sam Peckinpah e Sergio Leone fossero esattamente tutti uguali. Ricordo un prozio a cui parlavo entusiasta di Star Wars e che rispose così: “Ho già visto questo film quando era chiamato 2001 [Odissea nello Spazio] e, ragazzo mio, quanto era noioso!”. I supereroi sono semplicemente i gangster, i cowboy e gli avventurieri dello spazio di oggi. Alcuni film di supereroi sono terribili, altri bellissimi. Come i western e i film di gangster (ma, più in generale, come i FILM), non tutti sono in grado di apprezzarli, perfino qualche genio. E va bene così."

In sostanza, James Gunn dice che ogni epoca ha avuto il suo "genere fenomeno" che ha segnato un periodo, i gangster movie, poi i western (si potrebbero aggiungere anche i peplum), i film di fantascienza, e in ognuno di questi periodi c'è stata la generazione precedente che non è riuscita ad apprezzarli, criticandoli aspramente.

Il regista di Guardiani della Galassia non è stato l'unico ad intervenire, sull'argomento si sono espressi anche Sebastian Stan e Natalie Portman.
L'attore interprete di Soldato d'Inverno, durante il Fandemic Tour Houston, ha dichiarato: "È uno dei miei eroi [Coppola], ho letto delle sue parole proprio mentre stavo spendendo il pomeriggio con tutti voi. Oggi ho parlato con tante persone che mi hanno detto “Grazie tante per il tuo personaggio”, “Questo film mi ha aiutato così tanto”, “Questo film mi ha ispirato tantissimo, ora mi sento meglio, mi sento meno solo”. Come fai a dire che questi film non siano d'aiuto alle persone?".

Più o meno sulla stesa linea di pensiero Natalie Portman, Jane Foster nella saga di Thor che presto rivedremo nei panni di Mighty Thor nel quarto capitolo della saga. "Penso che ci sia spazio per tutti i generi di Cinema e che non ci sia un modo univoco di fare arte", ha detto l'attrice durante il Los Angeles Dance Project Gala, "Credo che i film Marvel siano così popolari perché sono davvero divertenti e soddisfano il desiderio delle persone di essere intrattenute, dopo il lavoro e dopo aver avuto a che fare con la fatica della vita di tutti i giorni".

Intanto, alla Festa del Cinema di Roma, è intervenuto nuovamente Martin Scorsese: "I film tratti dai fumetti stanno invadendo le sale. Io non credo che i giovani debbano credere che solo quello è cinema".
Il regista quindi ha ribadito il concetto principale della sua critica, non direttamente al mondo Marvel ma alla mancanza di varietà nella proposta generale nelle sale, e infatti ha poi continuato augurandosi che gli esercenti "sostengano e diano spazio a ogni forma di cinema. Ovviamente i cinecomic hanno il diritto di esistere, così come quello che, per altri, è il cinema". Ma ormai le sue parole hanno innescato una polemica che sembra non finire.

domenica 20 ottobre 2019

Anche Francis Ford Coppola si scaglia contro i film Marvel

Martin Scorsese ha sollevato un bel vespaio di polemiche, e forse era proprio quello che voleva. Dopo le dichiarazioni con cui il regista ha espresso il proprio pensiero sui cinecomic ("Non sono cinema ma luna park"), un altro nome illustre entra a gamba tesa contro la Marvel, rincarando di parecchio la dose rispetto a Scorsese: Francis Ford Coppola.

Durante un incontro con la stampa, in Francia, dove ha ricevuto il Prix Lumiere alla carriera, Francis Ford Coppola non solo ha dato ragione a Scorsese ma ha definito i film Marvel "despicable", che potremmo tradurre in diversi modi e tutti negativi: spregevoli, miserabili, disprezzabili.

"Quando Martin Scorsese dice che i film Marvel non sono cinema ha perfettamente ragione. Dobbiamo imparare qualcosa dai film, dobbiamo ricevere qualcosa da loro, un insegnamento, conoscenza, ispirazione. Non mi risulta che si riesca a ottenere qualcosa rivedendo lo stesso film ancora e ancora in continuazione.
[...] Martin è stato gentile a dire che non è cinema. Non ha detto che sono spregevoli, cosa che invece dirò io."

Una dichiarazione piuttosto forte e senza sfumature, a differenza di quella di Scorsese che apriva a un ragionamento più ampio sul poco spazio che questo genere di film lascia agli altri nelle sale.

Il fronte "anti-Marvel" sembra quindi allargarsi, impossibile però non notare che le critiche più dure arrivano sempre da registi, spesso grandi registi, ma di una certa età. Particolare che non è sfuggito allo scrittore Bret Easton Ellis ("American Psycho"), che ha affrontato l'argomento oggi durante l'incontro con la stampa alla Festa del Cinema di Roma e, per essere democratico, se l'è presa con tutti: Coppola, la Marvel, e la Disney.

"Francis Ford Coppola ha 80 anni e i suoi migliori film sono stati fatti 40 anni fa. Naturalmente non gli piacciono i film della Marvel perché hanno soppiantato quelli che erano i suoi sogni, quelli di costruire una comunità artistica Hollywood in questo mondo capitalista. [...] C'è qualcosa di molto snob quando si criticano i film Marvel. Alla gente piacciono, c'è qualcosa che attrae, piacciono a persone in tutto il mondo. Ma mi sembrano molto blandi, conformisti, molto conservatori. Non è arte, non dipende dal regista, se i registi sono troppo personali vengono cacciati. Vorrei vedere altri tipi di film. Oggi c'è uno studio da cui dipende tutto, la Disney. Saranno loro a decidere tutto. È il futuro del cinema americano. E questo fa un po' paura."

Vedremo se la dichiarazione di Francis Ford Coppola provocherà qualche reazione com'è stato per quelle di Scorsese.
Lo strapotere della Marvel, che a ogni sua uscita domina i botteghini di tutto il mondo, sembra davvero spaventare una parte del mondo del Cinema. Ma è possibile che la colpa sia tutta della Marvel? è davvero così sbagliato immaginare un genere che punti solo all'intrattenimento senza dover per forza insegnare qualcosa? e soprattutto, perché adesso il Cinema di intrattenimento e il Cinema d'autore dovrebbero "farsi la guerra"? non possono coesistere com'è hanno sempre fatto da quando è nato il Cinema?