martedì 8 luglio 2025
lunedì 6 gennaio 2025
Golden Globes 2025 - trionfano The Brutalist e Emilia Perez
venerdì 25 settembre 2020
Le Strade Del Male (The Devil All The Time) - la recensione
Le Strade del Male (The Devil All the Time), adattamento cinematografico dell’opera letteraria di Donald Ray Pollock, si unisce alla collezione dei prodotti Netflix degni di nota.
Complessivamente, il film non delude. Il regista Antonio Campos ci trasporta in un mondo reale dominato dal male umano, dall'angoscia e da impulsi sregolati. La luce fa capolino di rado durante le vicende narrate, ma nonostante le sue rare apparizioni, anch'essa risulta sempre poco limpida, quasi a voler sottolineare l'anima torbida dei personaggi raccontati.
La pellicola poggia le sue fondamenta principalmente sulle interpretazioni del corposo cast, che vede protagonista un Tom Holland a tratti inedito e immerso nel mondo oscuro che lo circonda. In particolare, notevoli le performance di Robert Pattinson, Sebastian Stan, e Jason Clarke, tutti impegnati in ruoli oscuri, deprecabili e sicuramente non semplici.
Sorprendente anche la performance di Bill Skarsgård, estremamente convincente e centrato, e di Harry Melling, decisamente cresciuto e maturato come attore rispetto al Dudley Dursley del numero 4 di Private Drive della saga di Harry Potter.
Su un buon cast si appoggia una sceneggiatura scarna, limitata in favore dell'azione; la parola viene usata quasi come ultima risorsa, come ultimo appiglio necessario, e a farne le spese è l'approfondimento di alcune tematiche, che restano in questo modo irrisolte, e un montaggio molto basic, che comunque non stona con il ritmo della vicenda.
In più di un punto il film risulta privo di personalità, sembra non sapere effettivamente che “strada” percorrere. Il bilanciamento è messo a dura prova da un narratore fuori campo (voce in originale dello stesso scrittore del romanzo Donald Ray Pollock) presente fin dai primi minuti del racconto e che più di una volta alleggerisce i toni troppo pesanti, sfiorando anche il sottogenere di fiaba dark che stona inevitabilmente nell'economia del progetto. Un difetto che va ad influenzare anche la bellissima colonna sonora composta da Danny Bensi e Saunder Jurriaans, delicata, anche troppo in alcune brutali sequenze. Contrasto voluto? Non è chiaro, ma in definitiva si tratta di una colonna sonora davvero notevole.
Le Strade del Male probabilmente non sarà un capolavoro ma è un film che riesce a rimanere impresso nella mente degli spettatori, in tutte le sue sfaccettature.
lunedì 21 ottobre 2019
James Gunn risponde all'attacco di Francis Ford Coppola ai film Marvel
Quelle di Coppola sono state parole piuttosto forti che hanno scatenato un furioso dibattito online e provocato la comprensibile reazione di alcuni protagonisti dell'Universo Cinematografico Marvel.
Il più piccato è stato sicuramente James Gunn. Il regista si è espresso via Instagram, dove ha scritto un lungo post che offre un interessante spunto di riflessione che guarda al passato, oltre a mostrare tra le righe non poco fastidio per le parole di Coppola.
"Molti dei nostri nonni pensavano che tutti i film di gangster fossero uguali, definendoli spesso "spregevoli". Alcuni dei nostri bisnonni pensavano lo stesso dei western e credevano che i film di John Ford, Sam Peckinpah e Sergio Leone fossero esattamente tutti uguali. Ricordo un prozio a cui parlavo entusiasta di Star Wars e che rispose così: “Ho già visto questo film quando era chiamato 2001 [Odissea nello Spazio] e, ragazzo mio, quanto era noioso!”. I supereroi sono semplicemente i gangster, i cowboy e gli avventurieri dello spazio di oggi. Alcuni film di supereroi sono terribili, altri bellissimi. Come i western e i film di gangster (ma, più in generale, come i FILM), non tutti sono in grado di apprezzarli, perfino qualche genio. E va bene così."
In sostanza, James Gunn dice che ogni epoca ha avuto il suo "genere fenomeno" che ha segnato un periodo, i gangster movie, poi i western (si potrebbero aggiungere anche i peplum), i film di fantascienza, e in ognuno di questi periodi c'è stata la generazione precedente che non è riuscita ad apprezzarli, criticandoli aspramente.
Il regista di Guardiani della Galassia non è stato l'unico ad intervenire, sull'argomento si sono espressi anche Sebastian Stan e Natalie Portman.
L'attore interprete di Soldato d'Inverno, durante il Fandemic Tour Houston, ha dichiarato: "È uno dei miei eroi [Coppola], ho letto delle sue parole proprio mentre stavo spendendo il pomeriggio con tutti voi. Oggi ho parlato con tante persone che mi hanno detto “Grazie tante per il tuo personaggio”, “Questo film mi ha aiutato così tanto”, “Questo film mi ha ispirato tantissimo, ora mi sento meglio, mi sento meno solo”. Come fai a dire che questi film non siano d'aiuto alle persone?".
Più o meno sulla stesa linea di pensiero Natalie Portman, Jane Foster nella saga di Thor che presto rivedremo nei panni di Mighty Thor nel quarto capitolo della saga. "Penso che ci sia spazio per tutti i generi di Cinema e che non ci sia un modo univoco di fare arte", ha detto l'attrice durante il Los Angeles Dance Project Gala, "Credo che i film Marvel siano così popolari perché sono davvero divertenti e soddisfano il desiderio delle persone di essere intrattenute, dopo il lavoro e dopo aver avuto a che fare con la fatica della vita di tutti i giorni".
Intanto, alla Festa del Cinema di Roma, è intervenuto nuovamente Martin Scorsese: "I film tratti dai fumetti stanno invadendo le sale. Io non credo che i giovani debbano credere che solo quello è cinema".
Il regista quindi ha ribadito il concetto principale della sua critica, non direttamente al mondo Marvel ma alla mancanza di varietà nella proposta generale nelle sale, e infatti ha poi continuato augurandosi che gli esercenti "sostengano e diano spazio a ogni forma di cinema. Ovviamente i cinecomic hanno il diritto di esistere, così come quello che, per altri, è il cinema". Ma ormai le sue parole hanno innescato una polemica che sembra non finire.
martedì 31 ottobre 2017
[RomaFF12] I, Tonya - la recensione
martedì 6 ottobre 2015
The Martian - la recensione
Dopo il fallimento dell'ambizioso Prometheus, Ridley Scott torna alla fantascienza, questa volta in un futuro non troppo lontano, e in un'ambientazione molto più vicina a noi, centrando finalmente il punto e soprattutto, lasciando da parte inutili e dannosi sofismi.
C'è da dire che molto del merito per la riuscita di The Martian (uscito da noi con l'infelice titolo di Sopravvissuto) va dato a Drew Goddard (già sceneggiatore di Cloverfield e regista di Quella Casa nel Bosco) che ne ha firmato la sceneggiatura. Più di due ore di durata scivolano via con leggerezza, tra momenti brillanti, battute divertenti e momenti toccanti, su cui spiccano alcuni felici riferimenti geek.
Scott si inserisce dirigendo in modo pulito e impeccabile, esaltando la fotografia rossastra del pianeta Marte senza un'esagerata saturazione, dimostrando di aver forse imparato dagli errori del passato.
Interessante la scelta delle musiche, principalmente composte da successi disco e pop, su tutti degna di attenzione la sequenza sulle note di Starman di David Bowie, dinamica e magistralmente girata, oltre che estremamente divertente.
Il cast è davvero ampio, tra la sempre meravigliosa Jessica Chastain, Kate Mara, Sebastian Stan, Sean Bean, l'ottimo Jeff Daniels, nei panni del Direttore della NASA, e una serie di volti noti del piccolo schermo. Ma il vero protagonista è Matt Damon, autentica sorpresa del film, assolutamente perfetto e calato nella parte del simpatico Mark Watney, sicuramente aiutato anche dal fatto che il personaggio sembra quasi costruito per lui.
Nonostante non sia nulla di particolarmente originale, né imprevedibile, The Martian scorre con piacere per due ore di puro intrattenimento, senza prendersi troppo sul serio e centrando perfettamente il bersaglio.
lunedì 30 dicembre 2013
Quattro nuove immagini di 'Captain America: The Winter Soldier'
Nell'articolo dedicato al film, diretto dai fratelli Russo, quattro nuove immagini, in cui vediamo Chris Evans nel suo nuovo costume, Scarlett Johansson/Vedova Nera in fuga, il villain Winter Soldiers interpretato da Sebastian Stan e un'immagine di Samuel L. Jackson (Nick Fury) con Robert Redford (Alexander Pierce, vecchio capo dello S.H.I.E.L.D.), al suo debutto in un cinecomic e più in generale in un blockbuster di questo tipo.
Ecco le immagini e le cover:
'Captain America: The Winter Soldier' uscirà il 4 aprile negli Stati Uniti, in Italia però arriverà prima, il 26 marzo.





















