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venerdì 5 maggio 2023

Peter Pan & Wendy - la recensione

Ha debuttato direttamente su Disney+ qualche giorno fa Peter Pan & Wendy, nuovo live action Disney che riprende sia il Classico del 1953 che l'opera originale di J. M. Barrie.

Wendy sta per passare la sua ultima notte in famiglia prima di partire per il collegio. La ragazza non vuole andare, è preoccupata dal cambiamento, vorrebbe rimanere nella sua casa, a leggere e a giocare con i suoi fratelli più piccoli, Michael e John. Quella notte, dalla finestra della stanza da letto piomba Peter Pan, alla ricerca della sua ombra, insieme alla fatina Trilli. Peter ha sentito il desiderio di Wendy di non voler crescere ed è andato da lei per portarla sull'Isola che Non C'è. Per Wendy, Micheal e John inizia così un'avventura fantastica che li porterà ad affrontare i pirati guidati dal temuto Capitan Uncino.

Peter Pan & Wendy dimostra che fare dei live action che non siano necessariamente dei copia&incolla è possibile. Il regista David Lowery, insieme al co-sceneggiatore Toby Halbrooks, è riuscito a prendere gli elementi giusti sia dal Classico Disney che dal testo originale in modo molto equilibrato, riuscendo a dargli una forma nuova senza stravolgere o forzare. È così che ritroviamo tutti gli elementi che conosciamo ma con delle modifiche che non vanno a rovinare nulla e  riescono a dare freschezza alla storia. Il ruolo di Wendy è stato ampliato, le è stato dato un background più solido, la paura di crescere, ed è servito a rendere meno piatto il personaggio, tutto questo senza rubare spazio ad altri. Peter Pan è un buon Peter Pan, faccia pulita e animo un po' sbruffone, e anche su Capitan Uncino è stato fatto un ottimo lavoro per renderlo cattivo ma non senza una vena di malinconia alle spalle.
Un altro punto di forza è l'ottima regia di Lowery, aiutata da una splendida ambientazione, delle belle scenografie e una buona fotografia.

Bene il cast, primo ruolo da protagonista per Ever Anderson, figlia di Milla Jovovich e del regista Paul W.S. Anderson, se la cava bene, ma a rubare la scena è senza dubbio Jude Law nel ruolo di Capitano Uncino. Il film dimostra anche che è possibile mettere insieme un cast molto inclusivo senza il bisogno di stravolgere o imporre forzatamente delle scelte.

Non è un film memorabile come l'Hook di Steven Spielberg, ma è assolutamente insensato paragonarli, Peter Pan & Wendy è un film leggero, una buona rivisitazione, piacevole da guardare, che riesce a raccontare in modo semplice e fanciullesco le difficoltà della crescita, il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, il che lo rende adatto sia ai bambini che agli adulti.

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sabato 26 novembre 2022

Come per Disincanto - la recensione

Era il 2007 quando la Disney sfornava uno dei suoi film più geniali, e forse anche sottovalutati, si tratta di Come d'Incanto, e oggi, ben quindici anni dopo, è arrivato il sequel.

Sono passati anni da quando Giselle (Adams) si è ritrovata catapultata nel mondo reale, adesso vive a New York, ha una figlia piccola con Robert (Dempsey) ed è la "matrigna" di Morgan, ormai adolescente. La vita formato cartoon di Andalasia è ormai un lontano ricordo e Giselle ha scoperto che nel mondo reale il "per sempre felici e contenti" non esiste, così decide di provare a cambiare. Tutta la famiglia si trasferisce a Monroeville, una piccola cittadina dall'aria fiabesca ma che in realtà non offre quella fiaba che Giselle sperava, la casa è un disastro e il rapporto con Morgan sempre più complicato. In preda allo sconforto, Giselle decide di fare un incantesimo per trasformare la sua vita in una fiaba, coinvolgendo tutto il mondo che la circonda. La magia avrà però un risvolto inaspettato, Andalasia si troverà in pericolo e la stessa Giselle si trasformerà in una matrigna cattiva. A meno che prima di mezzanotte...

La prima cosa che bisogna subito mettere in chiaro, soprattutto lo spettatore deve aspettarsi, è che Come per Disincanto non è Come d'Incanto. Ricreare l'atmosfera di quel film era impossibile, manca - ovviamente - l'"effetto sorpresa", non c'è più la novità, e questo è un qualcosa con cui il regista e gli sceneggiatori sono venuti a patti, perfettamente consapevoli di non poter replicare il precedente, perciò hanno puntato su altro. La storia si basa su dei punti ben definiti e lo fa con grande semplicità e chiarezza, con la giusta ironia, e senza mai complicarsi inutilmente la vita. Punta sul tema della famiglia, sul rapporto madre figlia, in questo caso figlia adottiva ma non per questo "meno figlia" di quella naturale, gioca in modo molto intelligente, divertente e divertito, sulla contraddizione tutta fiabesca del ruolo della matrigna, tantissime le citazioni di altri Classici Disney (e solo un disneyano esperto saprà riconoscerle tutte), e poi c'è la musica. La regia questa volta è stata affidata ad un esperto di musical come Adam Shankman, e infatti le scene di ballo sono molto coinvolgenti ma, se c'è una vera pecca nel film, si sente la mancanza di una canzone che lasci il segno, com'era la scena delle pulizie o quella nel parco in Come d'Incanto.

Se c'è un elemento su cui il film sa di potersi appoggiare completamente è Amy Adams. Meravigliosa, sono passati quindici anni ma la sua Giselle è sempre adorabile, anche quando "passa al lato oscuro". Che l'attrice si diverta in questo ruolo è evidente, canta, balla, recita, è seria e comica, è la protagonista e anche la villain nel film. La sua Giselle passa da buona a malvagia, e non lo fa da scena a scena ma nel giro della stessa frase, e può sembrare semplice ma se non sei brava, ma davvero brava, il rischio di fare un disastro è scontato. Lei no. Guardando Amy Adams si ha sempre la sensazione che sia un'attrice in grado di poter fare tutto, lo ha dimostrato in passato e continua a dimostrarlo. E lei è semplicemente splendida.
Bene anche Gabriella Baldacchino, che ha ereditato il ruolo di Morgan adolescente. Non ha molto spazio, ma quello che ha sa gestirlo con sapienza, Maya Rudolph, la "regina Malvina", e non è un caso che uno dei migliori momenti musicali sia il suo duetto con Amy Adams.

Come per Disincanto è arrivato forse troppo tardi, non ha la genialità del primo, ma è un film che quasi ci conforta con il suo essere classico, ci lascia un po' di positiva atmosfera fiabesca, ed è piacevole da guardare.

Il film è disponibile su Disney+.

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lunedì 12 settembre 2022

Pinocchio - la recensione

È uscito direttamente su Disney+, Pinocchio di Robert Zemeckis, versione live action del Classico Disney del 1940 e nuovo adattamento della celebre fiaba di Carlo Collodi.

La storia è più che nota, si tratta infatti di una delle favole più famose di sempre, ed è stata riproposta (e verrà riproposta ancora) in tutte le versioni possibili. Approcciarsi a questo remake live action non era cosa facile e la scelta di Robert Zemeckis di buttarsi in questa avventura è sicuramente da ammirare. Una scelta che comunque non stupisce, il regista aveva già omaggiato Pinocchio e la scena degli orologi a cucù nel suo Ritorno al Futuro, evidentemente è un grande amante del Classico.
Non era facile quindi, nemmeno sotto il profilo tecnico. Il film è girato in modo ibrido, live action, attori in carne ed ossa, e personaggi in CGI, ma anche questo non è una novità, è qualcosa che ormai vediamo in tanti film e a cui ci siamo abituati.

Robert Zemeckis e lo sceneggiatore Chris Weitz non avevano molte carte da giocare in una storia più che conosciuta in cui c'è poco spazio per le novità, ma ci hanno provato, e l'intenzione era positiva. Se la parte dedicata al Teatro dei Burattini risulta poco incisiva, nonostante un Giuseppe Battiston sopra le righe nei panni di Mangiafuoco, il film presenta molti spunti interessanti: l'idea di Geppetto (un Tom Hanks che fa il suo) vedovo, che vive in solitudine, a cui manca tremendamente il figlio scomparso, tanto da cercare di rimpiazzarlo con un burattino simile a lui; la scena del maestro, in cui viene rappresentata una scuola in cui la "diversità" non viene accettata; notevole visivamente l'inseguimento del "mostro marino"; molto simpatico il Grillo Parlante; interessante anche la rappresentazione degli spiriti nel Paese dei Balocchi; il finale in cui viene suggerito che, in fondo, diventare un bambino vero non è poi così importante, perché anche burattino va bene. Gli spunti interessanti non mancano, quello che sembra mancare però è il "peso", tutto scorre troppo in superficie, niente viene approfondito, nemmeno le parti più famose della storia, ad esempio la Fata Turchina (interpretata da Cynthia Erivo) si vede in una sola scena. Si corre troppo ed è un peccato, oltre che strano in un film che comunque dura quasi due ore, alla fine viene quasi chiedersi con cosa abbiano riempito tutti quei minuti. 

Sotto il profilo tecnico, il film è fatto piuttosto bene, bisogna solo abituarsi a personaggi CGI uguali al film d'animazione ma calati in un contesto in cui si trovano ad interagire con persone e paesaggi veri, Pinocchio non è disegnato in modo realistico ma ha le fattezze del Pinocchio del Classico del 1940. Una scelta che ha fatto storcere il naso a molti, ma che è meno grave di come qualcuno la vorrebbe far passare, tecnicamente sono comunque fatti molto bene, soprattutto il mostro marino.
Un'altra scena criticata è quella degli orologi a cucù, scena iconica del Classico, una delle più belle mai fatte dalla "vecchia" animazione Disney, qui riproposta in modo quasi fedele, a cui però sono stati aggiunti riferimenti del mondo Disney, c'è Paperino, Il Re Leone, Dumbo. Troppo autoreferenziale? forse, ma dopotutto la Disney è solita citare sé stessa nei suoi film, e qui Zemeckis ha scelto di omaggiare a tutto tondo e senza freni. C'è da dire però che gli orologi di Biancaneve e La Bella Addormentata sono davvero spassosi.

Da un nome come Robert Zemeckis ci si aspetta sempre qualcosa di più, ma in questo caso non era facile e il risultato lo dimostra, una versione molto "light" di Pinocchio. Ai bambini piacerà, sembra infatti pensato e realizzato proprio per i più piccoli, e i genitori possono sempre sedersi sul divano accanto ai figli e vederlo con loro.

martedì 1 giugno 2021

Crudelia - la recensione

Crudelia è un film straniante. Se da una parte troviamo un buon prodotto per famiglie ben confezionato e ben eseguito, dall’altra qualcuno potrebbe lamentarsi del fatto che quella sullo schermo non è, sotto quasi tutti i punti di vista, la Crudelia de Mon che tutti noi conosciamo.

Emma Stone interpreta in maniera esemplare e senza sbavature la protagonista di questo nuovo adattamento live-action Disney dedicato alle origini dell’iconica villain di La Carica del 101, ben diretta e “coreografata” dalla semplice ma elegante regia di Craig Gillespie (Tonya).
L’opera scricchiola un po’ se poniamo l’attenzione sul ritmo narrativo: sequenze a volte leggermente sfilacciate e un po’ prolisse, ma niente che intacchi pesantemente l’esperienza cinematografica. Giusto poi menzionare il lato tecnico ed estetico che contraddistingue il progetto. Dai costumi alla fotografia, Crudelia brilla e incanta. Un film sotto quasi tutti gli aspetti gradevole e in fin dei conti appassionante. Ma Crudelia è Crudelia? In effetti no. Non vi è traccia della Crudelia malvagia, fumatrice incallita, ossessionata dalle pellicce e senza scrupoli che l’immaginario Disney aveva presentato nel film animato del 1961 e più di recente nel live-action con una magnifica Glenn Glose datato 1996.
La Crudelia di Emma Stone ha un’evidente vena di follia scaturita dalla voglia di vendetta che accantona tutte le caratteristiche della controparte animata sopracitate. Una follia forse più strategica, meno caotica, una follia al servizio della moda e dell’estro creativo, e senza dubbio edulcorata per il pubblico moderno che tuttavia può legittimamente storcere il naso per questa “nuova” Crudelia De Mon.
Cosa rimane di Crudelia in Crudelia?

domenica 6 settembre 2020

Mulan - la recensione

La leggenda di Mulan torna sul grande schermo (si fa per dire, è uscito direttamente su Disney+) sempre grazie alla Disney, ma questa volta in versione live action. Ci avevano promesso una storia epica, ispirata direttamente alla leggenda di Hua Mulan, nota eroina del folkrore cinese. Ma è realmente stato così? In realtà no.

Il film di Mulan diretto da Niki Caro non prende realmente a piene mani dalla leggenda originale come annunciato inizialmente (o almeno non più di quanto abbia fatto il Classico Disney), piuttosto ricalca quasi pedissequamente l’opera animata del 1998 ma tralasciando i lati comedy, musicali ed epici. Possiamo quindi definire Mulan del 2020 un film pessimo? Non è così ma per tutta la durata del lungometraggio si respira un’aria molto statica, come se mancasse qualcosa. Il draghetto Mushu? Si, ovviamente manca, ma probabilmente neanche lui sarebbe riuscito ad alleggerire la seriosità di un'opera che si porta dietro temi anche molto rilevanti come l’identità e la sincerità, temi che in maniera diversa erano presenti anche nel film originale del ‘98 e trattati con più pathos. Per quanto riguarda le aggiunte e le variazioni variazioni inserite (vedi la strega Xian Lang o la fenice) probabilmente non se ne sentiva un bisogno impellente, tuttavia nel loro piccolo funzionano senza mai sbilanciare l’attenzione dello spettatore.

Nulla da dire sul fronte attoriale, da Yifei Li, passando per Donnie Yen, Jet Li e arrivando a Gong Li, il cast sembra ben amalgamato e sinceramente coinvolto nelle vicende trattate. Chi si approccerà per la prima volta alla leggenda di Mulan con questo film probabilmente riuscirà a cogliere il nobile messaggio che vuole trasmettere. Ma riusciranno a farlo senza sbadigliare neanche una volta?

Mat

mercoledì 8 luglio 2020

Jude Law sarà Capitan Uncino per la Disney!

La Disney sta preparando un nuovo live action, e stavolta a diventare in carne ed ossa sarà il Classico Peter Pan, in un film che sarà intitolato Peter Pan e Wendy.

La major starebbe per mettere a segno un bel colpo per il cast, Variety infatti riporta che Jude Law sarebbe ormai alle fasi finali della trattative per interpretare il villain Capitan Uncino!

Secondo alcuni rumor, per il ruolo era stato inizialmente contattato Will Smith, che ha già interpretato il Genio nel live action di Aladdin, ma alla fine si è virato sull'attore britannico.

Peter Pan è già stato portato al cinema in live action e in diverse forme, prequel, sequel, adattamenti fedeli, e sempre con un Capitan Uncino diverso, uno su tutti l'indimenticabile Dustin Hoffman nel bellissimo Hook (1991), poi è stata la volta di Jason Isaacs in Peter Pan (2003), e infine Garrett Hedlund nei panni di un giovane Uncino, non ancora cattivo, in Pan -Viaggio nell'Isola che non c'è (2015).

Il film sarà diretto da David Lowery (Il Drago Invisibile, Storia di un Fantasma) e i due giovani protagonisti saranno Alexander Molon e Ever Anderson, quest'ultima è la figlia di Milla Jovovich e il regista Paul W.S. Anderson.

Le riprese sarebbero dovuta partire questo mese in Canada ma sono state rimandate a causa dell'emergenza sanitaria.

mercoledì 19 febbraio 2020

Mulan riceve un rating PG-13

La versione live action di Mulan uscirà nei cinema a fine marzo, intanto negli USA il film si è guadagnato un rating PG-13 dalla Motion Picture Association of America.

Il rating PG-13 è il visto di censura che sconsiglia la visione ai minori di 13 non accompagnati da un adulto. La motivazione di questa "etichetta" sul film Mulan è per la presenza di "scene di violenza".

Non è la prima volta che un film della Disney riceve un rating PG-13, era successo nel 2017 con Pirati dei Caraibi: La Vendetta di Salazar, ma è la prima volta in assoluto che questo rating viene attribuito a un remake di un Classico Disney, che fino ad oggi, al massimo, erano stati etichettati con un PG (che consiglia la presenza di un adulto).

Un visto del genere non sarà un disincentivo per le famiglie, ma suggerisce, o meglio conferma, che il film avrà un tono più adulto dei precedenti live action e con delle scene di combattimento più "reali", come dichiarato più volte nei mesi scorsi dalla regista Niki Caro.

Mulan arriverà nelle sale italiane il 26 marzo.

mercoledì 17 luglio 2019

La Sirenetta: Harry Styles sarà il Principe Eric?

Continua il casting per il live action de La Sirenetta, dopo la scelta di Halle Bailey per il ruolo di Ariel, è il momento di trovare il principe.

Secondo THR, il cantate Harry Styles, ex One Direction, sarebbe stato contattato dalla Disney per il ruolo del Principe Eric. Le trattative tra le parti sarebbero appena iniziate.

Il Principe Eric è un personaggio umano che viene salvato dall'annegamento da Ariel. La giovane sirena si innamora del ragazzo e, facendo un patto con la perfida Ursula, scambia la propria voce con la possibilità di avere delle gambe e andare sulla terra ferma e cercare di conquistarlo.

A dirigere il film sarà Rob Marshall (Il Ritorno di Mary Poppins). Per il ruolo di Ursula, tra le cattive più malvagie del mondo Disney, è attualmente in trattative l'attrice Melissa McCarthy. Il giovane Jacob Tremblay (Room) e Awkwafina (Ocean's 8) invece sono in trattative per doppiare i personaggi Flounder e Scuttle.
A curare la parte musicale, che includerà anche le musiche originali di Alan Menken, sarà Lin-Manuel Miranda (Il Ritorno di Mary Poppins).

Le riprese su svolgeranno tra Sud Africa e Porto Rico. Uscita prevista per il 2021.

venerdì 5 luglio 2019

La Sirenetta: Halle Baily è la nuova Ariel

La Disney ha trovato la nuova Ariel per la trasposizione live action de La Sirenetta. E non sono mancate le polemiche.

Sarà Halle Bailey, cantante del gruppo CHLOE X HALLE, ad interpretare la sirena della Disney. Stando a quanto riportato da Variety, sono molte le giovani attrici che sono state provinate e alla fine la scelta è ricaduta su quella che, secondo i rumor è sempre stata la favorita per il ruolo.

"Dopo una ricerca approfondita, è stato chiaro per noi che Halle possiede la rara combinazione di spirito, cuore, giovinezza, innocenza e sostanza – oltre a una incredibile voce per cantare – tutte qualità intrinseche per interpretare quest’iconico ruolo", ha dichiarato il regista Rob Marshall.

Tutto bene quindi? nemmeno per sogno. Si è subito alzato un vespaio di polemiche. Motivo? Halle Bailey è nera, quindi Ariel sarà nera. Niente lunghi capelli rossi, occhi blu e pelle bianchissima, e i fan affezionati all'immagine originale, iconica, del personaggio non hanno preso bene la scelta.
Al di là dei razzisti, che non hanno giustificazione alla loro ignoranza, molti si sono detti delusi per il semplice fatto che avevano sperato in una grande aderenza al Classico Disney, un po' come successo con il recente Aladdin.
Le più deluse, va detto, sono le ragazze con i capelli rossi, che speravano finalmente di vedere una bella chioma rossa protagonista di un live action.
C'è anche chi ha cercato di dare una spiegazione più "scientifica" per motivare la propria delusione, come chi ha fatto notare che le sirene, essendo un "popolo" che vive negli abissi del mare, dove il Sole non arriva, non possono avere la pelle scura.
In realtà una spiegazione all'etnia della nuova Ariel potrebbe ritrovarsi nell'ambientazione scelta. Il film infatti sarà girato tra il Sud Africa e Porto Rico, che è un'isola caraibica.

Da segnalare anche un divertente equivoco causato da una quasi omonimia, dopo l'annuncio infatti molti avevano capito che ad interpretare Ariel sarebbe stata Halle Berry. L'attrice premio Oscar non è proprio dell'età giusta, ma chissà che a questo punto la Disney non la prenda in considerazione per un altro ruolo da sirena.

Il casting per il film intanto continua, ricordiamo che Jacob Tremblay e Awkwafina doppieranno rispettivamente il pesce Flounders e il gabbiano Scuttle, mentre Melissa McCarthy è in trattative per interpretare la terribile Ursula.

Le riprese del film inizieranno nel 2020, l'uscita è prevista per il 2021.

martedì 2 luglio 2019

La Sirenetta: anche Jacob Tremblay e Awkwafina nel cast?

La Disney si è messa in moto per formare il cast della prossima trasposizione live action che entrerà in produzione a breve.

Si tratta de La Sirenetta, 28° Classico Disney, datato 1989, la cui regia è stata affidata a Rob Marshall, che recentemente ha lavorato con la Casa di Topolino per Il Ritorno di Mary Poppins.

Oggi Deadline riporta che Jacob Tremblay (Room) e Awkwafina (Ocean's 8) sono entrati in trattative per prestare la loro voce a due personaggi: il giovane attore canadese al pesce tropicale Flounders, grande amico di Ariel, mentre l'attrice americana di origini cinesi al gabbiano Scuttle.

Ancora nessuna notizia o rumor sull'attrice che potrebbe interpretare Ariel, mentre Melissa McCarthy è stata contattata, ed è in trattative, per interpretare la terribile Ursula.
Il film comprenderà le musiche originali composte da Alan Menken, con qualche aggiunta a cui lavorerà Lin-Manuel Miranda.

Le riprese del film dovrebbero iniziare nel 2020, si svolgeranno tra Sud Africa e Porto Rico. L'uscita del film è prevista per il 2021.

sabato 29 giugno 2019

La Sirenetta: Melissa McCarthy in trattative per il live action

Dopo il successo di Aladdin, la Disney continua la sua marcia con gli adattamenti live action dei Classici.

Tra i prossimi film ad entrare in produzione ci sarà anche La Sirenetta, adattamento affidato al regista Rob Marshall, che recentemente ha collaborato con la Disney per Il Ritorno di Mary Poppins.
La produzione ha iniziato il lavoro di casting e Variety riporta che l'attrice Melissa McCarthy sarebbe stata contattata per interpretare Ursula, la perfida strega del mare, tra i cattivi più malvagi del mondo Disney.
Conosciuta soprattutto per i suoi ruoli comici, negli ultimi tempi Melissa McCarthy si è fatta apprezzare anche in ruoli più drammatici, in particolare nel film Copia Originale (Can You Ever Forgive Me?), con cui si è guadagnata una meritata nomination come migliore attrice protagonista agli Oscar 2019.

Ancora non c'è un nome per il ruolo di Ariel, alcuni rumor riportano che sarebbe stata contattata Zendaya, ma al momento sembra essere solo una voce priva di fondamento.

Il film sarà scritto da Jane Goldman (Kick-Ass, Kingsman), nell'adattamento saranno presenti le musiche originali composte da Alan Menken per il film originale del 1989, ma ci sarà anche un ulteriore lavoro musicale di cui si occuperà Lin-Manuel Miranda (Il Ritorno di Mary Poppins).

Le riprese del film dovrebbero iniziare nel 2020, in Sud Africa e a Porto Rico. Il film potrebbe arrivare nelle sale nel 2021.

lunedì 27 maggio 2019

Box office Italia: Aladdin si prende la vetta

Il nuovo live action della Disney conquista il box office italiano. Aladdin si piazza al primo posto con un incasso di 6.4 milioni di euro raccolti in cinque giorni.
Miglior debutto dell'anno dopo Avengers: Endgame, ma non il migliore esordio per un live action Disney (La Bella e la Bestia, 7 milioni in quattro giorni).

Grazie anche alla presentazione al Festival di Cannes, ottimo esordio al secondo posto per il film italiano Il Traditore, con 1.4 milioni di euro. Scende al terzo posto Dolor Y Gloria di Almodovar, con il totale che sale a 2.1 milioni di euro.

Scende al quarto posto John Wick 3 – Parabellum, che fino ad oggi ha raccolto 2.6 milioni di euro in totale. Chiude la cinquina la commedia Attenti a Quelle Due, il cui incasso totale sale a 1.4 milioni di euro.

Aladdin debutta in testa al box office USA

Ottimo esordio per la versione live action di Aladdin, diretta da Guy Ritchie. Il film si prende subito il primo posto del box office USA con un incasso di 86 milioni di dollari raccolti tra venerdì e domenica. Il weekend negli Stati Uniti però non è ancora finito, oggi si festeggia il Memorial Day e si stima che l'incasso del film potrebbe salire fino a 105 milioni.
Bene anche nel resto del mondo, dove il film ha incassato 121 milioni di dollari, per un totale di 207 milioni raccolti in quattro giorni.

Al secondo posto scala John Wick 3 – Parabellum, che sale a 100.1 milioni di dollari e a 175 milioni nel mondo. Resiste al terzo posto Avengers: Endgame, con il totale che sale a 798 milioni di dollari, a livello mondiale invece il film è a 2.76 miliardi di dollari. Il record di Avatar è molto vicino ma potrebbe anche non riuscire a superarlo.

Quarto posto per Pokémon – Detective Pikachu, il cui incasso totale sale a 116 milioni negli USA e a 352 nel mondo. Chiude la cinquina la new entry L’Angelo del Male – Brightburn, con 7.5 milioni di dollari incassati negli USA e 15.3 in tutto il mondo.

giovedì 3 gennaio 2019

Ralph Spacca Internet - la recensione

Finalmente approda nelle sale italiane Ralph Spacca Internet, il 57° Classico Disney. Alle porte del 2019, a sei anni dal primo capitolo, incontriamo nuovamente Ralph e Vanellope, migliori amici sempre più complici.

Durante una partita a "Sugar Rush", una ragazzina rompe il volante necessario al funzionamento del gioco, l'unica soluzione per salvarne le sorti sarebbe acquistare un nuovo volante, l'ultimo in stock, su EBAY. Il prezzo troppo elevato però fa dubitare il Signor Litwak, che decide di scollegare il gioco. Vanellope e i suoi amici vengono quindi adottati dai giochi vicini. La speranza sembra perduta, ma tra i cavi connessi alla presa multipla dell'Arcade, viene installata la rete wi-fi, una vera novità per tutti i personaggi dei videogiochi. E' questa la premessa per una nuova, mirabolante avventura!
Ralph e Vanellope, incuriositi, si lanciano online per cercare di aggiudicarsi il volante su eBay ed è proprio qui che, tra palazzi blasonati come Amazon e Google, personaggi caricaturali molto espressivi e personaggi famosi del mondo Disney, incontreranno e conosceranno tutte le comodità ed i pericoli che la Rete riserva.


Molto interessante la resa tutta disneyana del concetto di Internet a portata di tutti, soprattutto dei più giovani, talvolta ancora poco sensibilizzati prima dell'utilizzo.



Geniale come il fascino passato e vintage della sala giochi anni '80, incontri il nostro frenetico mondo sempre ON, che diviene terreno fertile per un'evoluzione, un cambiamento, sia nel cuore dei due protagonisti, sia nello sviluppo della loro amicizia. Una crescita che porta inevitabilmente ad una divergenza nelle priorità. Un tema a tutto tondo, che riguarda l'amicizia, ma anche il rapporto tra fratelli e sorelle, genitori e figli, nel quale tutti possano riconoscersi. E se da un lato troviamo le principesse Disney alle prese con una Vanellope (principessina anche lei) alla ricerca di sé stessa e di ciò che davvero desidera dalla sua esistenza, ballando su coreografie in puro stile La La Land, volteggiando tra le nuvole con un'auto come Philippe Brainard di Flubber (solo due delle numerose chicche nascoste), dall'altra ritroviamo Ralph, sempre più dolce nella sua semplicità, determinato e coraggioso, affrontare mille prove (cyber bullismo compreso) per tenere alto lo stendardo dell'amicizia.
A garanzia di questo sequel, probabilmente addirittura più valido del primo capitolo, una CGI che ormai gode della stessa credibilità della sorella Pixar.

Unica pecca: un piccolo errore di post-produzione nella versione italiana, con una specifica scritta che passa continuamente dall'italiano all'inglese. Una piccola sbavatura non al livello Disney.