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mercoledì 8 gennaio 2025

SAG Awards 2025 - le nomination

Dopo l'annullamento della cerimonia per l'annuncio delle nomination a causa del vasto incendio che sta devastando una parte di Los Angeles, le candidature ai SAG Awards 2025 sono state rese note poco fa tramite un comunicato.

I SAG, il premio del sindacato degli attori, sono un riconoscimento prestigioso e molto indicativo in ottica Oscar, molto spesso (quasi sempre) la cinquina dei candidati è poi la stessa anche agli Academy Awards, e chi vince il SAG, poi vince l'Oscar. Il SAG per il miglior cast equivale al premio come miglior film, in questo senso, si fa notare l'assenza di The Brutalist, che ha appena vinto il Golden Globe come migliore film drama.

Ci sono delle prime volte da sottolineare, soprattutto nella categoria migliore attrice protagonista. Nella cinquina c'è Demi Moore (The Substance), che dopo la vittoria del Golden Globe potrebbe essere considerata la favorita per i prossimi premi. Karla Sofia Gascon (Emilia Perez) è la prima attrice transgender ad essere nominata come migliore attrice. Spicca poi la nomination per Pamela Anderson (The Last Showgirl), una bella soddisfazione per lei.

Ecco tutte le nomination per Cinema e Televisione.

CINEMA

Migliore attore protagonista
ADRIEN BRODY / László Tóth – “THE BRUTALIST”
TIMOTHÉE CHALAMET / Bob Dylan – “A COMPLETE UNKNOWN”
DANIEL CRAIG / William Lee – “QUEER”
COLMAN DOMINGO / Divine G – “SING SING”
RALPH FIENNES / Lawrence – “CONCLAVE”

Migliore attrice protagonista
PAMELA ANDERSON / Shelly – “THE LAST SHOWGIRL”
CYNTHIA ERIVO / Elphaba – “WICKED”
KARLA SOFÍA GASCÓN / Emilia/Manitas – “EMILIA PÉREZ”
MIKEY MADISON / Ani – “ANORA”
DEMI MOORE / Elisabeth – “THE SUBSTANCE”

Migliore attore non protagonista
JONATHAN BAILEY / Fiyero – “WICKED”
YURA BORISOV / Igor – “ANORA”
KIERAN CULKIN / Benji Kaplan – “A REAL PAIN”
EDWARD NORTON / Pete Seeger – “A COMPLETE UNKNOWN”
JEREMY STRONG / Roy Cohn – “THE APPRENTICE”

Migliore attrice non protagonista
MONICA BARBARO / Joan Baez – “A COMPLETE UNKNOWN”
JAMIE LEE CURTIS / Annette – “THE LAST SHOWGIRL”
DANIELLE DEADWYLER / Berniece – “THE PIANO LESSON”
ARIANA GRANDE / Galinda/Glinda – “WICKED”
ZOE SALDAÑA / Rita – “EMILIA PÉREZ”

Miglior cast cinematografico
A COMPLETE UNKNOWN
ANORA
CONCLAVE
EMILIA PÉREZ
WICKED

Migliori controfigure cinematografiche
DEADPOOL & WOLVERINE
DUNE – PARTE DUE
THE FALL GUY
IL GLADIATORE II
WICKED
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TELEVISIONE

Migliore attore in un film televisivo o mini-serie
JAVIER BARDEM / Jose Menendez – “MONSTERS: LA STORIA DI LYLE ED ERIK MENENDEZ”
COLIN FARRELL / Oz Cobb – “THE PENGUIN”
RICHARD GADD / Donny – “BABY REINDEER”
KEVIN KLINE / Stephen Brigstocke – “DISCLAIMER”
ANDREW SCOTT / Tom Ripley – “RIPLEY”

Migliore attrice in un film televisivo o mini-serie
KATHY BATES / Edith Wilson – “THE GREAT LILLIAN HALL”
CATE BLANCHETT / Catherine Ravenscroft – “DISCLAIMER”
JODIE FOSTER / Det. Elizabeth Danvers – “TRUE DETECTIVE: NIGHT COUNTRY”
LILY GLADSTONE / Cam Bentland – “UNDER THE BRIDGE”
JESSICA GUNNING / Martha – “BABY REINDEER”
CRISTIN MILIOTI / Sofia Falcone – “THE PENGUIN”

Migliore attore in una serie drammatica
TADANOBU ASANO / Kashigi Yabushige – “SHŌGUN”
JEFF BRIDGES / Dan Chase – “THE OLD MAN”
GARY OLDMAN / Jackson Lamb – “SLOW HORSES”
EDDIE REDMAYNE / The Jackal – “THE DAY OF THE JACKAL”
HIROYUKI SANADA / Yoshii Toranaga – “SHŌGUN”

Migliore attrice in una serie drammatica
KATHY BATES / Madeline Matlock – “MATLOCK”
NICOLA COUGHLAN / Penelope Featherington – “BRIDGERTON”
ALLISON JANNEY / Vice President Grace Penn – “THE DIPLOMAT”
KERI RUSSELL / Kate Wyler – “THE DIPLOMAT”
ANNA SAWAI / Toda Mariko – “SHŌGUN”

Migliore attore in una serie commedia
ADAM BRODY / Noah Roklov – “NOBODY WANTS THIS”
TED DANSON / Charles Nieuwendyk – “A MAN ON THE INSIDE”
HARRISON FORD / Paul – “SHRINKING”
MARTIN SHORT / Oliver Putnam – “ONLY MURDERS IN THE BUILDING”
JEREMY ALLEN WHITE / Carmen “Carmy” Berzatto – “THE BEAR”

Migliore attrice in una serie commedia
KRISTEN BELL / Joanne – “NOBODY WANTS THIS”
QUINTA BRUNSON / Janine Teagues – “ABBOTT ELEMENTARY”
LIZA COLÓN-ZAYAS / Tina – “THE BEAR”
AYO EDEBIRI / Sydney Adamu – “THE BEAR”
JEAN SMART / Deborah Vance – “HACKS”

Miglior cast in una serie drammatica
BRIDGERTON
THE DAY OF THE JACKAL
THE DIPLOMAT
SHŌGUN
SLOW HORSES

Miglior cast in una serie commedia
ABBOTT ELEMENTARY
THE BEAR
HACKS
ONLY MURDERS IN THE BUILDING
SHRINKING

Migliori controfigure televisive
THE BOYS
FALLOUT
HOUSE OF THE DRAGON
THE PENGUIN
SHŌGUN

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lunedì 12 settembre 2022

Pinocchio - la recensione

È uscito direttamente su Disney+, Pinocchio di Robert Zemeckis, versione live action del Classico Disney del 1940 e nuovo adattamento della celebre fiaba di Carlo Collodi.

La storia è più che nota, si tratta infatti di una delle favole più famose di sempre, ed è stata riproposta (e verrà riproposta ancora) in tutte le versioni possibili. Approcciarsi a questo remake live action non era cosa facile e la scelta di Robert Zemeckis di buttarsi in questa avventura è sicuramente da ammirare. Una scelta che comunque non stupisce, il regista aveva già omaggiato Pinocchio e la scena degli orologi a cucù nel suo Ritorno al Futuro, evidentemente è un grande amante del Classico.
Non era facile quindi, nemmeno sotto il profilo tecnico. Il film è girato in modo ibrido, live action, attori in carne ed ossa, e personaggi in CGI, ma anche questo non è una novità, è qualcosa che ormai vediamo in tanti film e a cui ci siamo abituati.

Robert Zemeckis e lo sceneggiatore Chris Weitz non avevano molte carte da giocare in una storia più che conosciuta in cui c'è poco spazio per le novità, ma ci hanno provato, e l'intenzione era positiva. Se la parte dedicata al Teatro dei Burattini risulta poco incisiva, nonostante un Giuseppe Battiston sopra le righe nei panni di Mangiafuoco, il film presenta molti spunti interessanti: l'idea di Geppetto (un Tom Hanks che fa il suo) vedovo, che vive in solitudine, a cui manca tremendamente il figlio scomparso, tanto da cercare di rimpiazzarlo con un burattino simile a lui; la scena del maestro, in cui viene rappresentata una scuola in cui la "diversità" non viene accettata; notevole visivamente l'inseguimento del "mostro marino"; molto simpatico il Grillo Parlante; interessante anche la rappresentazione degli spiriti nel Paese dei Balocchi; il finale in cui viene suggerito che, in fondo, diventare un bambino vero non è poi così importante, perché anche burattino va bene. Gli spunti interessanti non mancano, quello che sembra mancare però è il "peso", tutto scorre troppo in superficie, niente viene approfondito, nemmeno le parti più famose della storia, ad esempio la Fata Turchina (interpretata da Cynthia Erivo) si vede in una sola scena. Si corre troppo ed è un peccato, oltre che strano in un film che comunque dura quasi due ore, alla fine viene quasi chiedersi con cosa abbiano riempito tutti quei minuti. 

Sotto il profilo tecnico, il film è fatto piuttosto bene, bisogna solo abituarsi a personaggi CGI uguali al film d'animazione ma calati in un contesto in cui si trovano ad interagire con persone e paesaggi veri, Pinocchio non è disegnato in modo realistico ma ha le fattezze del Pinocchio del Classico del 1940. Una scelta che ha fatto storcere il naso a molti, ma che è meno grave di come qualcuno la vorrebbe far passare, tecnicamente sono comunque fatti molto bene, soprattutto il mostro marino.
Un'altra scena criticata è quella degli orologi a cucù, scena iconica del Classico, una delle più belle mai fatte dalla "vecchia" animazione Disney, qui riproposta in modo quasi fedele, a cui però sono stati aggiunti riferimenti del mondo Disney, c'è Paperino, Il Re Leone, Dumbo. Troppo autoreferenziale? forse, ma dopotutto la Disney è solita citare sé stessa nei suoi film, e qui Zemeckis ha scelto di omaggiare a tutto tondo e senza freni. C'è da dire però che gli orologi di Biancaneve e La Bella Addormentata sono davvero spassosi.

Da un nome come Robert Zemeckis ci si aspetta sempre qualcosa di più, ma in questo caso non era facile e il risultato lo dimostra, una versione molto "light" di Pinocchio. Ai bambini piacerà, sembra infatti pensato e realizzato proprio per i più piccoli, e i genitori possono sempre sedersi sul divano accanto ai figli e vederlo con loro.