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mercoledì 29 gennaio 2020

Matrix 4: anche Priyanka Chopra nel cast

Nuovo ingresso nel cast del quarto film di Matrix.

Variety ha annunciato che l'attrice Priyanka Chopra Jonas è in trattative finali per entrare nel cast del film. Nessun dettaglio sul ruolo che andrà a ricoprire.

L'attrice si unisce a Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss, che torneranno nei ruoli di Neo e Trinity. Nel cast tornerà anche Jada Pinkett-Smith, e ci saranno anche Yahya Abdul-Mateen II, Max Riemelt, Jonathan Groff, Jessica Henwick, Toby Onwumere, e Neil Patrick Harris.

Il sito inoltre annuncia che le riprese di Matrix 4 sarebbero imminenti. Al momento la Warner non ha confermato. Il cast è ancora in pieno allenamento. Le riprese si svolgeranno tra la California del Nord e Chicago.
Matrix 4 sarà diretto da Lana Wachowski (da sola, senza la sorella), che ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Aleksander Hemon e David Mitchell, l'autore di Cloud Atlas. L'uscita è stata fissata al 21 maggio 2021.

mercoledì 21 agosto 2019

Matrix 4: torneranno anche Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss!

Qualche settimana fa era stata divulgata la notizia di un quarto capitolo di Matrix in arrivo e che a scriverlo e a dirigerlo sarebbero state le sorelle Wachowski.

Una notizia che ha fatto subito nascere una domanda, una su tutte: ci saranno anche Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss? All'inizio sembrava che la risposta sarebbe stata no, ma è di oggi invece la notizia  ufficiale che i due attori, protagonisti del film originale, torneranno nei panni di Neo e Trinity!

"Non potremmo essere più entusiasti di tornare in Matrix con Lana", ha dichiarato Toby Emmerich della Warner, "Lana è una visionaria, unica e originale, e siamo entusiasti che stia scrivendo, dirigendo e producendo questo nuovo capitolo dell’universo di Matrix".

Lo stesso entusiasmo che ha colpito anche la diretta interessata, Lana Wachowski: "Molte delle idee che io e Lilly abbiamo esplorato vent’anni fa sulla nostra realtà sono diventate ancora più attuali oggigiorno. Sono molto felice che questi personaggi siano tornati nella mia vita, e sono grata di aver avuto un’altra opportunità per lavorare con i miei fantastici amici".
Il film è all'inizio della produzione ma lo script sarebbe già stato consegnato a Keanu Reeves.


domenica 23 giugno 2019

Matrix: le sorelle Wachowski coinvolte nel nuovo film?

E' da un po' di tempo che si parla di un possibile nuovo film di Matrix, la notizia è poi caduta nel dimenticatoio ma oggi un sito punta di nuovo i riflettori sul progetto.

Qualche mese fa il regista della trilogia di John Wick, Chad Stahelski, aveva dichiarato che la Warner stava effettivamente progettando un nuovo film della saga e che le sorelle Wachowski, sarebbero state coinvolte. La notizia venne poi smentita dalle stesse registe che si chiamarono fuori da qualsiasi progetto di questo tipo.

Oggi però il sito DiscussingFilm conferma, anche con una certa sicurezza, che tra i progetti più imminenti della Warner c'è proprio un nuovo Matrix e che saranno proprio le sorelle Wachowski ad occuparsi della regia. Secondo il rumor, le due registe starebbero già lavorando per mettere insieme il cast tecnico, che comprenderà molti nomi che hanno già lavorato alla trilogia originale.
La sceneggiatura sarà scritta da Zack Penn, e il sito fa anche il nome del protagonista, si tratta di Michael B. Jordan (Creed), che dovrebbe partecipare anche come produttore. Le riprese del film potrebbero prendere il via a inizio 2020.

Nessuna notizia, nemmeno un rumor, sulla partecipazione di Keanu Reeves o di qualcun altro del cast originale. Al momento non si sa nemmeno se questo film sarà un quarto capitolo o un reboot della saga.

Aspettiamo ulteriori news o conferme ufficiali.

mercoledì 9 marzo 2016

Andy diventa Lilly, i fratelli Wachowski ora sono le sorelle Wachowski.

Quattro anni fa Larry Wachowski, uno dei due fratelli Wachowski autori e registi di un capolavoro come Matrix e di altri bei film come Cloud Atlas, è diventato legalmente Lana Wachowski, oggi veniamo a sapere che il fratello Andy ha seguito le orme della sorella ed è diventato Lilly Wachowski. Perciò possiamo dare il benvenuto alle sorelle Wachowski.

La notizia è stata data dalla stessa Lilly con una bella lettera pubblicata sul Windy City Times di Chicago, città natale delle due registe. Insieme alla lettera è stata postata anche una foto in cui vediamo Lilly Wachowski felice e sorridente.

Durante la loro carriera cinematografica, Lilly e Lana Wachowski hanno rilasciato poche interviste e sono sempre state molto riservate riguardo la loro vita privata, Lilly ha deciso di emettere un comunicato per annunciare al mondo che ha cambiato sesso dopo che un giornalista del Daily Mail (autore in passato di articoli poco piacevoli verso i transgender, tanto da spingere un'insegnante al suicidio dopo un articolo intitolato "Non solo è nel corpo sbagliato, ma fa anche il lavoro sbagliato") ha cercato di "estorcerle" una intervista.

Ecco la bella lettera scritta da Lilly Wachowski, è un po' lunga ma vale la pena leggerla tutta.

" “SCIOCCANTE CAMBIAMENTO DI SESSO: I FRATELLI WACHOWSKI ORA SORELLE!!!” Questo è il titolo che mi sono aspettata di vedere per tutto questo anno. Fino ad ora, con terrore e/o rassegnata esasperazione. La “notizia” è quasi venuta fuori un paio di volte. Ogni volta preceduta da un'infausta mail del mio agente in cui si diceva che i giornalisti avevano chiesto dichiarazioni in merito alla storia della “transizione gender di Andy Wachowski” che stavano per pubblicare. In risposta a questa minacciata rivelazione contro la mia volontà, avevo preparato una dichiarazione composto da una parte di piscio, una parte di aceto e 12 parti di benzina. Conteneva molte idee di rilevanza politica sui pericoli di rivelare pubblicamente i transgender, con gli orrori statistici dei suicidi e dei tassi di omicidio tra di loro. Per non parlare della conclusione, leggermente sarcastica, che “rivelava” che mio padre si era iniettato nello scroto paterno sangue di mantide religiosa prima di concepire ognuno dei suoi figli e dare vita a una razza di superdonne, ferocemente determinate alla causa della dominazione femminile. Okay, ultrasarcastica. Ma non è successo. Gli editori di quelle pubblicazioni non hanno stampato una storia che era solo volgare nella sostanza e avrebbe potuto avere un effetto fatale. Ed essendo l'ottimista che sono, ero felice di attribuire questo al progresso.
Poi, l'altra sera, mi stavo preparando per andare fuori a cena quando hanno suonato alla porta. Sul mio portico c'era un uomo che non ho riconosciuto.“Questo potrebbe essere un po' imbarazzante”, mi ha detto con un accento inglese. Ricordo di aver sospirato. A volte è un lavoro davvero difficile essere ottimista.

Ha continuato dicendo che era un giornalista del Daily Mail, la più importante fonte giornalistica in Inghilterra e non assolutamente un tabloid. E che dovevo davvero incontrarlo il giorno dopo o la settimana dopo in modo da farmi fotografare e raccontare la mia storia che era di grande ispirazione! Certo non volevo essere seguita da qualcuno del National Enquirer, no? Comunque: il Daily Mail "non è assolutamente un tabloid".

Mia sorella Lana ed io abbiamo ampiamente evitato la stampa. Trovo il fatto di parlare della mia arte noioso e frustrante e parlare di me stessa un'esperienza totalmente mortificante. Sapevo che a un certo punto avrei dovuto uscire pubblicamente allo scoperto. Sapete, quando si vive apertamente come una persona transgender è... un po' difficile nasconderlo. Volevo soltanto, avevo solo bisogno di un po' di tempo per essere tranquilla e sentirmi a mio agio. Ma a quanto pare non ho potuto deciderlo io. Dopo che lui mi ha dato il suo biglietto da visita e io ho chiuso la porta, ha cominciato a venirmi in mente quando avevo sentito parlare del Daily Mail. Era l'agenzia di “notizie” che aveva svolto un enorme ruolo nella denuncia pubblica di Lucy Meadows, un'insegnante elementare e donna trans in Inghilterra. Un editoriale di questo “non tabloid” l'aveva demonizzata come influenza dannosa sulla delicata innocenza dei bambini e aveva concluso: “Lui non è solo intrappolato nel corpo sbagliato, ma fa anche il lavoro sbagliato”. Il motivo per cui sapevo di lei non era per il fatto che era transgender ma perché tre mesi dopo l'uscita dell'articolo sul Daily Maily, Lucy si era suicidata.
E ora eccoli qua, alla mia porta, quasi come a dire: “Eccone un altro! Trasciniamoli all'aperto così tutti possiamo guardarli!”. Essere transgender non è facile. Viviamo in un mondo di genere binario in cui domina la maggioranza. Questo vuol dire che quando sei transgender devi affrontare la dura realtà di vivere il resto della tua vita in un mondo che ti è apertamente ostile. Io sono una delle fortunate. Avere il sostegno della mia famiglia e i mezzi per permettermi medici e terapeuti mi ha dato la possibilità di sopravvivere a questo processo. Le persone transgender senza sostegno, mezzi e privilegi non hanno questo lusso. E molti non sopravvivono. Nel 2015, il tasso di omicidi di transgender ha raggiunto un picco massimo in questo paese. Un numero orribilmente sproporzionato di vittime erano donne trans di colore. Questi sono solo gli omicidi conosciuti, quindi, dal momento che i trans non rientrano nelle ordinate statistiche binarie dei generi per tasso di omicidi, significa che i numeri reali sono ancora più alti.

E anche se abbiamo fatto molta strada dal Silenzio degli innocenti, continuiamo a essere demonizzati e diffamati nei media, dove pubblicità d'assalto ci ritraggono come potenziali predatori per impedirci perfino di usare il maledetto bagno pubblico. Le cosiddette multe per i bagni pubblici che spuntano in tutto il paese non tengono i bambini al sicuro, costringono i trans a usare bagni in cui possono essere picchiati o assassinati. Non siamo predatori, siamo prede.

Quindi sì, sono transgender. E sì, ho cambiato sesso. Sono out per i miei amici e la mia famiglia e la maggior parte delle persone per cui lavoro. Nessuno ha problemi con questo. Sì, grazie alla mia favolosa sorella lo hanno già fatto prima, ma è anche perché sono persone fantastiche. Senza l'amore e il sostegno di mia moglie, dei miei amici e della mia famiglia non sarei dove sono oggi.
Ma queste parole, “transgender” e “cambiamento di sesso” sono difficili per me perché hanno perso entrambe la loro complessità nella loro assimilazione nel mainstream. C'è una mancanza di sfumature nel tempo e nello spazio. Essere transgender è qualcosa di largamente compreso all'interno dei termini dogmatici di maschio e femmina. E “cambiare” comunica un senso di immediatezza, un prima e un dopo da un termine all'altro. Ma la realtà, la mia realtà, e che io sono cambiata e continuerò a cambiare per tutta la vita, attraverso l'infinito che esiste tra maschio e femmina, così come esiste nell'infinito del codice binario tra zero e uno. Abbiamo bisogno di elevare il dialogo al di là della semplicità binaria. Il binario è un idolo fasullo.

Ora, la teoria gender e queer fanno male al mio piccolo cervello. Le combinazioni di parole, come il free jazz, suonano in modo discordante e dissonante alle mie orecchie. Vorrei comprendere la teoria queer e gender ma è una lotta, così come lo è quella per comprendere la mia stessa identità. Ho una citazione di José Munoz nel mio ufficio, che mi ha dato un mio ottimo amico. La osservo come in contemplazione, cercando a volte di decifrarne il messaggio, ma l'ultima frase colpisce: “Essere queer significa essenzialmente il rifiuto del qui ed ora e l'insistenza sulla possibilità di un altro mondo”.

Perciò continuerò ad essere ottimista e aggiungerò la mia spalla alla fatica di Sisifo del progresso e nel mio stesso essere sarò un esempio della possibilità di un altro mondo. 

Lilly Wachowski "