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giovedì 14 maggio 2020

Luca Guadagnino per il remake di Scarface

Nuovo progetto in cantiere per Luca Guadagnino.

Variety riporta la Universal avrebbe contattato il regista italiano per affidargli la regia e l'adattamento di un reboot/remake di Scarface.

La sceneggiatura del remake è passata dalle mani di diversi sceneggiatori, Gareth Dunnet-Alcocer, Jonathan Herman, Paul Attanasio, con l'ultima versione firmata niente meno che da Ethan e Joel Coen.

Scarface non è nuovo a remake e tutte le sue versioni sono state di grande successo. Il film originale del 1932 era diretto da Howard Hawks, ed è considerato una pietra miliare del genere, nel 1983 Brian De Palma ha diretto quella che forse è la versione più conosciuta, con Al Pacino protagonista. Ogni film ha avuto un'ambientazione diversa, nell'originale la storia si svolgeva nella Chicago di Al Capone, in pieno proibizionismo, la versione del 1983 invece si è spostata a Miami, e invece del proibizionismo metteva al centro il traffico di droga. La versione che sarà affidata a Luca Guadagnino si sposterà ancora, stavolta sembra che la storia si svolgerà a Los Angeles.

Luca Guadagnino è reduce proprio da un remake, il suo ultimo film infatti è stato Suspiria (2018), rifacimento dell'omonimo capolavoro horror di Dario Argento. Il regista inoltre sta lavorando anche al sequel di Chiamami col Tuo Nome (2017).

giovedì 10 settembre 2015

Venezia 72 - giorno 8 e 9

Il festival si avvicina alla sua conclusione e intanto racconta gli effetti delle guerre, passate e presenti.

Presentato in Concorso il nuovo film di Atom Egoyan, Remember, che vede tra i protagonisti Christopher Plummer, Martin Landau e Bruno Ganz.

Il film racconta la storia di Zev (un convincente Plummer), ebreo, da poco vedovo e con un principio di Alzheimer, decide di andare a cercare e uccidere l'SS che ha sterminato la sua famiglia e quella di un suo amico della casa di cura, Max (Landau), che gli ha scritto una lettera per spiegargli come fare a trovare quell'uomo. Ma la memoria vacilla, Zev attraverserà gli Stati Uniti e il Canada incontrndo anziani con problemi come lui ma che potrebbero celare l'identità dell'uomo che sta cercando.

Un film all'apparenza semplice ma con un finale spiazzante che potrebbe lasciare lo spettatore confuso e sconcertato. "Questa è l'ultima storia che si può raccontare al giorno d'oggi in relazione a quel periodo storico, la seconda guerra mondiale e il nazismo, perché parla dell'ultima occasione di farsi giustizia per chi ha vissuto di persona l'Olocausto", ha raccontato il regista in conferenza stampa, "non avevo mai incontrato un personaggio come Zev, questa storia è un viaggio emotivo profondo anche se tocca indubbiamente temi che ho già affrontato in forma diversa, in particolare il tema della memoria".

Assente alla conferenza ma presente grazie a un collegamento via Skype, l'attore premio Oscar Christopher Plummer ha descritto così il suo personaggio: "Zev è uomo comune, è un uomo semplice, anche se intelligente e colto, ed è molto chiuso. Sembra che abbia come unico scopo nella vita trovare l'assassino della sua famiglia. Ma ha l'Alzheimer, benché in fase iniziale, e così vive un po' dentro e un po' fuori dalla realtà".
L'attore ha anche speso due parole per il suo personale record: il più anziano a ricevere un Oscar (per Beginners, nel 2012). "Prima non ero certo un senzatetto, ma sicuramente dopo l'Oscar le mie quotazioni sono salite, adesso ricevo script più interessanti", ha dichiarato Plummer, "Credevo che Chaplin fosse più vecchio di me, quando ebbe la statuetta, invece pare che sia io il più anziano".

Remember arriverà in Italia grazie alla BIM.

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Ieri c'è stato anche spazio per l'impegno sociale, grazie al documentario Torn, protagonista Alessandro Gassmann, che nei panni di ambasciatore dell’Unhcr è andato in visita nei campi profughi siriani in Giordania e Libano.

"Ci sono oltre 4 milioni di rifugiati che a causa della guerra sono costretti ad andare via da un paese millenario, culla di civiltà, come la Siria, che oggi rischia l'estinzione", ha dichiarato Gassmann, "Sono andato alla ricerca di artisti, musicisti, attori, registi, pittori, poeti, che mi hanno raccontato quel che succede, il loro strazio. Sono loro che mantengono vivo il legame con la tradizione e la cultura di un popolo che oggi rischia di finire polverizzato. Gli artisti siriani mi raccontavano, e il fantasma della guerra ballava accanto a noi. I caccia militari sfrecciavano verso il loro Paese con il carico di bombe. [...] Il lavoro che fanno le organizzazioni umanitarie è eroico. I rifugiati sono argomento politico e strumentale, su cui spesso c'è cattiva informazione: solo il 2% è arrivato in Europa, il 98% è nei campi profughi. Bisogna essere accoglienti, dimostrare umanità, non certo essere spaventati da persone che hanno perso tutto non per loro volontà". Gassmann ha prestato volentieri la sua immagine per un documentario che affronta un tema così importante e attuale. "Ho pensato che non solo potevo essere utile alla sensibilizzazione essendo io un personaggio conosciuto", ha spiegato l'attore, "ma che potevo mettere il mio mestiere di attore e regista al servizio di questa operazione. Il Libano era per i siriani un posto di vacanza, quello che può essere l’Italia per i tedeschi. Ora bisogna fare i conti con la presenza di un milione e duecentomila persone che prima non c’erano. Eppure l’atmosfera è di assoluta fratellanza, accoglienza. Ce n’è di cose da imparare. E’ stato il viaggio più importante della mia vita".

Nella serata di ieri è stato anche consegnato il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2015 al regista Brian De Palma.

venerdì 17 gennaio 2014

'Lo Sguardo di Satana - Carrie' - la recensione

Già portato al cinema da Brian De Palma nel 1976, il primo romanzo di Stephen King, 'Carrie - Lo Sguardo di Satana', torna in sala in una nuova trasposizione diretta dalla regista Kimberly Peirce.

Carrie (C.Moretz) è un'adolescente emarginata, timida, un po' goffa, inconsapevole e chiusa, tutto questo per colpa di una madre (J.Moore) bigotta ed estremamente ossessiva. Già considerata una "freak" perché diversa dalle altre, viene presa di mira in modo brutale quando, senza sapere cosa stesse succedendo al suo corpo, Carrie ha la sua prima mestruazione, per sua sfortuna in palestra durante la doccia. La sua reazione è di paura, è sconvolta, mentre tutte le altre la deridono. Carrie viene difesa solo dalla comprensiva insegnante di ginnastica ma la situazione è molto complicata. Quell'episodio darà il via ad un susseguirsi di eventi che porterà Carrie a scoprire i suoi potere telecinetici e a scatenarli in modo violento dopo l'ultimo grave atto di derisione.

Difficile affrontare il confronto con un film, quello di De Palma, considerato un vero e proprio cult, Kimberly Peirce per non sbagliare decide di non aggiungere niente di nuovo per non stravolgere la storia originale, intelligentemente però la attualizza rivolgendo lo sguardo alle nuova tecnologie e ai "nuovi adolescenti", in un periodo in cui di bullismo si sente parlare quasi tutti i giorni. Già nel durissimo 'Boys Don't Cry' (che fece vincere il primo Oscar a Hilary Swank) la Peirce aveva affrontato il tema del diverso che viene deriso, un punto in comune con la povera Carrie, che messa alla gogna, a scuola e su internet, sopporta fin che può fino all'affronto finale che la farà scatenare. Il messaggio originale del libro quindi rimane lo stesso e si adatta benissimo all'oggi. Nel film assistiamo alla cattiveria, all'indifferenza e alla mancanza di interesse degli altri verso la più debole, infatti alla fine si parteggia per Carrie e non dispiace poi molto veder soffrire quelli che ridevano di lei; ma nel film assistiamo anche ad un rapporto malato fra madre e figlia, legate da amore e odio dall'inizio alla fine, rapporto a cui viene dato molto più spazio rispetto al film di De Palma, e questo è un bene visto che i duetti fra le due attrici è uno degli aspetti migliori della pellicola.
A raccogliere l'eredità dell'indimenticabile Sissy Spacek è Chloe Moretz, che ormai non si può più chiamare "giovane promessa", è un'attrice fatta, è brava, è capace di tenere un film sulle spalle e, in questo caso, di tenere il confronto con l'interpretazione cult della Spacek, da cui la Moretz prende moltissimo, soprattutto nel finale. La Spacek continuerà ad essere indimenticabile, nell'immaginario collettivo continuerà ad essere Carrie, ma la Moretz fa il suo e lo fa molto bene, l'unico problema (se si può chiamare problema) è che non ha esattamente l'aspetto da "sfigata". Nel ruolo della madre una sciatta e dimessa Julianne Moore, decisamente inquietante. Nel cast poi troviamo un'ottima Judy Greer nei panni dell'unica insegnante che prova ad aiutare Carrie, Grabiella Wilde e Portia Doubleday, nei panni di due compagne di scuola molto diverse, pentita la prima, decisamente odiosa la seconda.

Non bisogna aspettarsi un horror splatter perché non lo è, come l'originale è un film più psicologico che horror. La nuova Carrie non è molto diversa dalla precedente, forse non c'era così tanto bisogno di un remake (o nuova trasposizione) ma se fatto così, con rispetto verso il libro e il film precedente, con un occhio rivolto al presente, ben venga. 'Lo Sguardo di Satana - Carrie' è un buon film, con un buon ritmo e buone interpretazioni.

venerdì 5 aprile 2013

Frame by frame: Carrie

Il ballo di fine anno sarà il vostro inferno.
Tutti noi (o quasi) ricordiamo il discreto “Carrie – Lo Sguardo di Satana” di Brian De Palma del 1976, tratto da “Carrie” romanzo di Stephen King (primo racconto di King trasposto sul grande schermo), con protagonista un inquietante, quanto potente, Sissy Specek nei panni di Carrie, la giovane teenager incompresa che nasconde un oscuro segreto che sarà alla base di tutto il film.

E ora a quasi 40 anni dall'originale uscirà un remake con un grande potenziale, almeno a giudicar dai primi 2 trailer usciti. Con la bravissima Chloë Grace Moretz protagonista insieme alla grandissima Julianne Moore.
Ecco a voi il nostro frame by frame del trailer appena uscito!
Molte similitudini e somiglianze con il suo predecessore. Un bene o un male?! Speriamo sia un bene!

Carrie (uscita italiana il 28 Novembre)

























































































































 Mat