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giovedì 23 luglio 2020

Prime immagini di The Trial of the Chicago 7, nuovo film di Aaron Sorkin

E' Vanity Fair a pubblicare le prime immagini di The Trial of the Chicago 7, nuovo film diretto da Aaron Sorkin, sceneggiatore premio Oscar per The Social Network, qui al suo secondo film da regista dopo l'esordio dietro la macchina da presa con Molly's Game.

La pellicola racconta il grande processo del 1969, nato dopo i violenti disordini alla convention del partito democratico del 1968 che si svolse a Chicago e vide coinvolti movimenti Yippie, di contro-cultura, pantere nere e altri attivisti pacifisti. Il processo, spinto dall'amministrazione Nixon, portò in tribunale i principali attivisti che presero parte alla convention, Abbie Hoffman, Jerry Rubin, David Dellinger, Tom Hayden, Rennie Davis, John Froines e Lee Weiner, che vennero difesi da William Kunstler e Leonard Weinglass del Center For Constitutional Rights, l'accusa era di istigazione alla violenza. Il processo suscitò molto clamore e durò fino a febbraio del 1970.

Il film vede un cast di alto livello, con Eddie Redmayne, Sacha Baron Cohen, Joseph Gordon-Levitt, Jonathan Majors, Yahya Abdul-Mateen II, Jeremy Strong, Frank Langella, e Mark Rylance.

Netflix ha acquistato il film dalla Paramount per 56 milioni di dollari e sarà disponibile sulla piattaforma dal 16 ottobre. Intanto ecco le prime immagini.










giovedì 1 dicembre 2016

Snowden - la recensione

Nel 2013 il ventinovenne Edward Snowden, ex dipendente della CIA e consulente informatico per la NSA, racconta a un giornalista del The Guardian e a una documentarista, alcuni fra i più importanti segreti riguardanti lo spionaggio, da parte del governo degli Stati Uniti nei confronti dei suoi cittadini. Barricato all'interno di una camera d'albergo, Snowden non si limita a raccontare i fatti, ma fornisce ai suoi interlocutori, e quindi allo spettatore, le motivazioni più profonde del suo gesto e l'ideale che lo ha spinto a rischiare tutto per rivelare al mondo la verità

Una storia del genere sembra concepita appositamente per finire nel mirino di un regista come Oliver Stone, una biografia dal forte connotato politico non poteva di certo sfuggirgli e in un certo senso Snowden presenta tutti i classici stilemi del cinema di Stone.
Probabilmente qualche anno fa ne avrebbe ricavato un capolavoro, ma purtroppo non è così e ancora una volta, come accade ormai da Alexander in poi (ultimo suo film davvero memorabile, nel bene e nel male) Stone non riesce a fare bene pur non sbagliando nulla. Perché non c'è effettivamente un vero e proprio problema in Snowden, né nella regia sempre impeccabile e anzi, che offre più di uno spunto interessante, né nella sceneggiatura che, pur a volte un po' confusa, riesce a delineare molto bene l'uomo Snowden prima del personaggio ritratto dai giornali, aiutato anche moltissimo dall'interpretazione misurata di Joseph Gordon Levitt che impedisce a Stone di strafare e mitiga una retorica, soprattutto nel finale, che avrebbe rischiato di diventare irritante.
Il vero problema di Snowden è che, in più di due ore di film, non riesce mai davvero a coinvolgere, mai ad emozionare, ed al di là del suo protagonista non c'è nessun personaggio che rimane davvero impresso, pur potendo contare su un cast di tutto rispetto.
Un film asettico, il che è davvero strano dato che negli intenti si riscontra invece l'opposto, con una vena politica marcata e dell'idealismo che esce fuori prepotentemente nel finale.
Non c'è nulla di sbagliato in Snowden, eppure non c'è nemmeno nulla di convincente e a questo punto è lecito chiedersi dove sia finito Oliver Stone.

mercoledì 21 ottobre 2015

The Walk - la recensione

Quando si porta in scena una biografia, di solito, c'è bisogno di romanzare, aggiungere quel qualcosa in più necessaria alla spettacolarizzazione che il cinema richiede per la sua stessa natura.
Ma poi ti capita tra le mani una storia che è già di per sé incredibile, che non ha bisogno di nulla se non di sé stessa per tenere tutti incollati alla poltrona.
E' il caso della leggendaria impresa di Philippe Petit, il funambolo francese che il 7 Agosto 1975 tese un filo tra le due Torri Gemelle del World Trade Center e vi rimase per ben 45 minuti, andando avanti e indietro sotto gli occhi della polizia e della gente di New York.
Non occorre davvero nient'altro che questo, per avere un gran film, e infatti qualche anno fa il documentario Man on Wire - Un uomo tra le Torri, sorprese Venezia e si portò a casa un meritatissimo Oscar.

Ora è il turno di Robert Zemeckis, regista che, pur spaziando tra molti generi diversi, può vantare un'impronta stilistica inconfondibile, e che è possibile riconoscere anche nel suo ultimo lavoro.
The Walk è molto diverso da quello che si potrebbe pensare, infatti decide coraggiosamente di rinunciare alla facile drammatizzazione legata al ricordo, così caro al pubblico americano, delle due Torri Gemelle, e di impostare l'intera pellicola come un vero e proprio Heist Movie, fatto di suspance e di complici, tutto condito con una leggerezza e un'ironia incarnata alla perfezione dal bravissimo Joseph Gordon Levitt, che per l'occasione sfoggia un accento francese quasi perfetto, senza però dimenticare il romanticismo e la saggezza, incarnati dal meraviglioso personaggio di Ben Kingsley.
Ma The Walk è anche e soprattutto grande cinema, nel senso più puro del termine, in cui si ride, ci si commuove, si rimane a bocca aperta. Zemeckis dirige magistralmente con movimenti di macchina vertiginosi, su e giù per quelle due Torri, vere protagoniste del film, e poi ci trascina nel vuoto, quel vuoto che si apre sotto i piedi di Philippe, in una scena che è al contempo fonte di ansia e di serenità, grazie anche a un 3D che, per una volta, non è superfluo, anzi, appare quasi indispensabile.

The Walk è un film inaspettato, poetico, divertente visivamente grandioso, un ritorno in grande stile per uno dei registi che ha sempre fatto della realizzazione dell'impossibile il suo punto forte.
Una passeggiata nel vuoto che lascia senza fiato.

venerdì 10 ottobre 2014

Sin City: Una Donna per cui Uccidere - la recensione

A nove anni di distanza dal primo, splendido, Sin City, dopo rinvii e traversie, arriva finalmente in sala Una donna per cui uccidere, ma la musica non sembra cambiare poi molto.



Nelle strade della Città Vecchia si muovono ancora i personaggi creati dalla mente di Frank Miller (co-regista anche di questo secondo film), con storie prese dagli albi a fumetti e altre invece originali, nuovi protagonisti e vecchie conoscenze. Manca a volte un intreccio completo e complesso come era avvenuto nel primo film, ma sostanzialmente quello che conta è sempre lì e funziona ancora dannatamente bene.
I riflettori erano tutti su di lei, Eva Green, bellissima e fatale, una vera e propria dea che rende gli uomini suoi schiavi, vestita solo di quei piccoli tocchi di colore che rendono le sue labbra più rosse o i suoi occhi più verdi, bravissima e bellissima. Bravi anche i nuovi acquisto Josh Brolin e, soprattutto, Joseph Gordon Levitt, protagonista della storia forse più debole, ma che riesce a dare al suo personaggio un alone di mistero che lo rende estremamente interessante.

Robert Rodriguez  confeziona un film che potrebbe benissimo essere il secondo tempo del precedente, stesse musiche, stessa atmosfera, stesso fascino della fotografia che sembra trasportarci dentro le pagine del fumetto di Frank Miller, uno stile particolarissimo e subito riconoscibile che non si vede spesso e che, bisogna riconoscere, Rodriguez infonde in ogni aspetto, occupandosi lui stesso di ogni reparto della realizzazione della pellicola. Non sempre funziona, ma questa volta è da applausi.



Sin City torna dopo ben nove anni, ma allo spettatore sembra di non essersi mai spostato dalla Città Vecchia, di non aver mai lasciato i molti, iconici, personaggi che la popolano, tutti buoni, tutti cattivi, tutti ugualmente affascinanti.
Sin City è tornato ed è sempre un piacere per gli occhi.

lunedì 2 dicembre 2013

Don Jon - la recensione

Joseph Gordon-Levitt fa il suo esordio alla regia con il film 'Don Jon', in cui è anche sceneggiatore.

Jon Martello è infallibile nel rimorchiare ragazze, una a settimana, un vero leader del gruppo tanto da guadagnarsi il soprannome di Don. Pochi punti fermi nella sua vita ma molto importanti: la sua casa, la chiesa, la famiglia, le donne, la palestra e il porno. Don Jon non è solo un donnaiolo ma anche è un vero e proprio porno-addicted, non riesce a staccarsi dai video nemmeno quando a chiederlo è la sua ragazza. Jon proverà a cambiare, proverà ad avere una relazione normale ma con scarso successo fino a che una donna non gli farà capire qualcosa.

E' evidente come il  Joseph Gordon-Levitt neo-regista abbia messo anima e corpo in questo film, ed è giusto che sia così. La storia non è il massimo dell'originalità ma la regia frizzante, con espedienti interessanti (l'uso della sigla del pc ad esempio) e un buon ritmo, lo rende meno banale di quanto avrebbe potuto essere. E' divertente, mette al centro del film un protagonista con poche qualità apprezzabili che sembra appena uscito dal programma Jersey Shore di Mtv e non lo rende carino agli occhi del pubblico, è così che lo spettatore deve accettarlo e guardandolo sicuramente tornano in mente amici o conoscenti perché il personaggio di Don Jon è molto realistico, è un classico coatto dei giorni nostri, un ragazzo fondamentalmente egoista, superficiale, con la convinzione di essere il più figo del mondo e che l'unica cosa importante è se stesso. In questo Gordon-Levitt coglie nel segno, descrive i suoi coetanei in modo molto semplice e diretto, il suo Don Jon infatti è un soggetto facilmente individuabile in qualsiasi città del mondo. Stessa cosa per il personaggio di Scarlett Johansson, anche lei coatta, bella, apparentemente perfetta ma a suo modo spietata calcolatrice, un altro personaggio comune al giorno d'oggi. Il Joseph Gordon-Levitt sceneggiatore fa di tutto per evitare i cliché della commedia romantica e ci riesce per buona parte del film anche se dopo la metà comincia a rallentare, a diventare più prevedibile e a sfociare in un finale più rassicurante con tanto di morale, l'ossessione di Don Jon per la pornografia che muove tre quarti del film alla fine si rivela un espediente per raccontare la crescita e il cambiamento del protagonista.
Joseph Gordon-Levitt attore fa un buon lavoro, molto calato nel personaggio, anche fisicamente. Stessa cosa per Scarlett Johansson, davvero una perfetta coatta, costantemente impegnata a toccarsi i capelli o a masticare la gomma. Entrambi lavorano moltissimo sui gesti e la mimica facciale, sarebbe interessante sapere a chi si sono ispirati. Julianne Moore è un'attrice "sicurezza", sempre capace di dare il suo apporto positivo ad ogni film, il suo però è probabilmente il personaggio più debole del film, un po' stereotipato. Da segnalare la divertente partecipazione amichevole di Anne Hathaway e Channing Tatum nei panni dei protagonisti di uno sdolcinato film romantico.

Joseph Gordon-Levitt per il suo primo film "se la canta e se la suona", scrive, dirige e interpreta, cura tutto nei minimi dettagli, dai look dei personaggi ai loro comportamenti all'arredamento delle varie case. Si vede l'impegno e il risultato è divertente, leggero, volutamente poco serio (forse un po' troppo) ma la sensazione è che fosse convinto di fare un film assolutamente originale mai visto prima quando il realtà non lo è così tanto. Comunque merita gli applausi per questo esordio in fin dei conti positivo.

giovedì 31 gennaio 2013

'Looper' - La recensione

Looper è un film del 2012 (2013 in Italia), diretto da Rian Johnson, con Joseph Gordon-Lewitt, Bruce Willis, Emily Blunt, Paul Dano e Jeff Daniels.


Nell'anno 2044 Joe (Joseph Gordon-Lewitt) è un killer che lavora per per un associazione che si occupa di uccidere persone inviate dal futuro, questi killer vengono chiamati "looper". Perchè in quell'anno il viaggio nel tempo non è ancora stato inventato, ma sarà perfezionato e nelle mani dei criminali circa 30 anni dopo (2074).
Per i criminali di quel futuro infatti, è più comodo inviare le loro vittime indietro nel tempo e farle uccidere, in modo da non far rimanere tracce.
Per far parte di questa organizzazione però c'è un limite, 30 anni di servizio, poi i Loopers vengono mandati indietro nel tempo per essere uccisi da loro stessi nel passato.
E un giorno anche Joe si ritrova a dover uccidere se stesso…



Di storie sui viaggi nel tempo ne abbiamo viste e lette, e quindi in questo caso si parte da un idea che non è molto originale. Poi bisogna tener conto che una storia del genere potrebbe incorrere in paradossi e trame intricate che renderebbero un film non riuscito.
Rian Johnson è però riuscito a costruire una trama interessante, dove non mancano colpi di scena, e sopratutto facile da seguire.
Le scene d'azione forse potevano essere fatte un pò meglio, ma purtroppo il budget era molto limitato, ma le interpretazioni tutto sommato buone riescono a compensare i "pochi" effetti speciali.

Joseph Gordon-Lewitt continua a crescere come attore di film in film, Bruce Willis ormai è "l'attore di film d'azione", una garanzia per questo genere di film.
Bravo anche il bambino che fa Cid, inquietante al punto giusto.

martedì 27 novembre 2012

Rumor: Joseph Gordon-Levitt sarà Batman?

Continuano a circolare voci intorno al film sulla Justice League, dichiarazioni e rumor che si susseguono ormai da mesi.

In questi Zack Snyder ha dichiarato che il Superman che vedremo nel suo film 'Man of Steel - L'uomo d'Acciaio' molto probabilmente sarà lo stesso che farà parte della celebre lega dei supereroi. Mentre è di oggi il rumor su un altro supereroe: Batman.

Secondo il blog Motion/Captured di Hitfix, la Warner vorrebbe chiudere un accordo con Joseph Gordon-Levitt per fargli indossare il costume di Batman nel film sulla Justice League.

La voce era già circolata mesi fa, una volta svelato il finale dell'ultimo Batman di Nolan, 'The Dark Knight Rises', in cui si vede il poliziotto Blake che "eredita" la Batcarverna. Se il rumor venisse confermato quella scena diventerebbe automaticamente un vero e proprio crossover, il primo, verso la Justice League. Altre voci avrebbero parlato anche di un possibile cammeo dell'attore proprio nel film su Superman, 'Man of Steel - L'uomo d'Acciaio'.

Al momento sono tutte voci, notizie assolutamente infondate. L'unica cosa certa è che la Warner ha fissato il film sulla Justice League nel 2015 e che le riprese partiranno nel 2013.



Frra

martedì 24 luglio 2012

I titoli del Festival di Toronto

Il prossimo 6 settembre si aprirà la 37a edizione del Festival di Toronto, diretto concorrente del Festival di Venezia per la corsa alle anteprime.

Ad aprire il Festival sarà il thriller fantascientifico 'Looper', con Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis, Emily Blunt e Paul Dano. La notizia più interessante per noi è l'anteprima mondiale del nuovo film di Sergio Castellitto, 'Venuto al Mondo', con Penelope Cruz e Emile Hirsch protagonisti. Il film a quanto pare ha virato verso Toronto dopo il rifiuto di Venezia di metterlo come film d'apertura.

Altri titoli importanti sono le anteprime mondiali di: 'Argo' di Ben Affleck; 'The Place Beyond the Pines' con Ryan Gosling e Eva Mendes; 'Quartet' di Dustin Hoffman; 'Silver Linings Playbook' di David O. Russell, con Bradley Cooper, Jennifer Lawrence e Robert De Niro; 'Hyde Park on Hudson' con Bill Murray; 'Byzantium' di Neil Jordan; 'Cloud Atlas' diretto da Tom Tykwer insieme ai fratelli Wachowski.

Nella sezione Special Presentations invece verranno presentati: 'Frances Ha' di Noah Baumbach; 'Much Ado About Nothing' di Joss Whedon; 'The Impossible' con Naomi Watts e Ewan McGregor; 'Anna Karenina' di Joe Wright, con Keira Knightley, Jude Law, Aaron Johnson e Kelly Macdonald.

Anteprime americane invece per il nuovo film di Malick, 'To the Wonder', e per 'The Company You Keep' di Robert Redford, questo fa pensare che l'anteprima mondiale potrebbe essere al Festival di Venezia che presenterà il programma il 26 luglio.


Frra


domenica 8 luglio 2012

'50 e 50' - la recensione

Joseph Gordon-Levitt un giovane vitale e impacciato, scopre per caso con un controllo medico di avere un tumore maligno alla spina dorsale e da qui inizia il graduale cambiamento di rapporti nella sua vita....




Bello, che dire, io e i film depressi andiamo a braccetto, ancor di più se sono ironici, questo lo è solo nella prima parte, poi si sprofonda insieme al protagonista nella depressione, ma è comunque tutto ben dosato, ci si ritrova perfettamente nei panni del protagonista!

Sempre bravissimo Joseph Gordon-Levitt e anche Seth Rogen e Anna Kendrick. Discretissima Angelica Huston nei panni della madre troppo soffocante.
Bryce Dallas Howard che sta troppo bene nelle parti della bastarda...gli fanno fare solo quello ma gli riesce proprio bene!

Regia lineare e discreto montaggio! Contornato tutto da una colonna sonora tipica dei film indipendenti!


Il film riesce a farti riflettere senza pretendere troppo dallo spettatore.



Il film è disponibile da qualche giorno in Dvd e Blu Ray! Fossi in voi lo recupererei!

domenica 24 giugno 2012

'Hesher è stato Qui' - la recensione

Più che una recensione è un "commentone" al film!

Simpatico film sul filo del drammatico/ironico che percorre una fase della vita di un giovane ragazzino che dopo la morte della madre in un incidente d'auto cerca un senso delle cose, e ad "aiutarlo" spunta fuori questo Hesher, personaggio molto freak e fuori da ogni etica morale che lo coinvolgerà in molte vicende poco "regolari" ma che alla fine si rivelerà utile per la vita del ragazzo.

Questo genere di film mi piace molto, l'uragano inaspettato che stravolge le cose, niente di troppo originale in realtà, si è gia tutto un po rivisto.. ma il personaggio di Joseph Gordon-Levitt è affascinante e stimola una certa curiosità e si vuol capire quale sia la sua direzione...o magari no.


Interpretato benissimo sia da Gordon-Levitt, che sta percorrendo una carriera a mio parere fantastica, e per di più qui è affiancato dal recente premio oscar Natalie Portman, quindi che dire, almeno a livello interpretativo è davvero ottimo! Il genere non è per tutti credo, è un po particolare, ai più moralisti potrebbe anche dar fastidio (bah bah bah!) viviamo in un mondo pieno di bigotti!



Il film uscirà in home video Dvd e Blu ray il 26 Giugno! Io un occhio ce lo butterei!




sabato 5 maggio 2012

Joseph Gordon-Levitt ne La Piccola Bottega degli Orrori?


Da tempo si parlava di un possibile remake del film La Piccola Bottega degli Orrori, ora sembra che il progetto sia davvero partito e, secondo l'Hollywood Reporter, l'attore Joseph Gordon-Levitt (presto al cinema con il terzo capitolo della saga di Batman) sarebbe stato coinvolto nello sviluppo e potrebbe vestire i panni del fiorista un po' sfigato protagonista del film.

La sceneggiatura del film è stata affidata dalla Warner a Roberto Aguirre-Sacasa (Glee) mentre non si sa ancora nulla sul possibile regista.

La Piccola Bottega degli Orrori è un piccolo cult. La prima volta è stata nel 1960 e nel cast c'era anche un esordiente Jack Nicholson. Negli anni '80 è passato per Broadway per poi finire nelle mani di Frank Oz nel 1986 con Rick Moranis come protagonista, il film ebbe anche una nomination agli Oscar per gli effetti speciali.

Insomma, non c'è due senza tre.


Frra