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mercoledì 21 ottobre 2015

The Walk - la recensione

Quando si porta in scena una biografia, di solito, c'è bisogno di romanzare, aggiungere quel qualcosa in più necessaria alla spettacolarizzazione che il cinema richiede per la sua stessa natura.
Ma poi ti capita tra le mani una storia che è già di per sé incredibile, che non ha bisogno di nulla se non di sé stessa per tenere tutti incollati alla poltrona.
E' il caso della leggendaria impresa di Philippe Petit, il funambolo francese che il 7 Agosto 1975 tese un filo tra le due Torri Gemelle del World Trade Center e vi rimase per ben 45 minuti, andando avanti e indietro sotto gli occhi della polizia e della gente di New York.
Non occorre davvero nient'altro che questo, per avere un gran film, e infatti qualche anno fa il documentario Man on Wire - Un uomo tra le Torri, sorprese Venezia e si portò a casa un meritatissimo Oscar.

Ora è il turno di Robert Zemeckis, regista che, pur spaziando tra molti generi diversi, può vantare un'impronta stilistica inconfondibile, e che è possibile riconoscere anche nel suo ultimo lavoro.
The Walk è molto diverso da quello che si potrebbe pensare, infatti decide coraggiosamente di rinunciare alla facile drammatizzazione legata al ricordo, così caro al pubblico americano, delle due Torri Gemelle, e di impostare l'intera pellicola come un vero e proprio Heist Movie, fatto di suspance e di complici, tutto condito con una leggerezza e un'ironia incarnata alla perfezione dal bravissimo Joseph Gordon Levitt, che per l'occasione sfoggia un accento francese quasi perfetto, senza però dimenticare il romanticismo e la saggezza, incarnati dal meraviglioso personaggio di Ben Kingsley.
Ma The Walk è anche e soprattutto grande cinema, nel senso più puro del termine, in cui si ride, ci si commuove, si rimane a bocca aperta. Zemeckis dirige magistralmente con movimenti di macchina vertiginosi, su e giù per quelle due Torri, vere protagoniste del film, e poi ci trascina nel vuoto, quel vuoto che si apre sotto i piedi di Philippe, in una scena che è al contempo fonte di ansia e di serenità, grazie anche a un 3D che, per una volta, non è superfluo, anzi, appare quasi indispensabile.

The Walk è un film inaspettato, poetico, divertente visivamente grandioso, un ritorno in grande stile per uno dei registi che ha sempre fatto della realizzazione dell'impossibile il suo punto forte.
Una passeggiata nel vuoto che lascia senza fiato.

giovedì 21 maggio 2015

Festival di Cannes 2015 - giorno 9

Giornata senza nomi da copertina al festival ma con due film in Concorso che convincono la stampa, un altro film italiano nella sezione Un Certain Regard, e il film scandalo presentato a mezzanotte.

Dopo l'ottimo successo del film Un Sapore di Ruggine e Ossa del 2012, presentato proprio a Cannes, torna al festival, in Concorso, il regista francese Jacques Audiard che presenta il suo Dheepan.

Il film è un dramma sociale e politico che vede al centro della storia una famiglia che scappa dalla violenza della guerra in Sri Lanka per trovarsi in mezzo ad un nuovo tipo di violenza nelle banlieue francesi.

Protagonisti del film degli attori non protagonisti. Il film ha convinto la maggior parte della stampa raccogliendo consensi e applausi alla fine della proiezione. "E’ un progetto che avevo in mente addirittura da quando avevo finito Il Profeta, e poi si è concretizzato. L’idea iniziale era di fare una storia d’amore. Molto velocemente si sono incontrati altri elementi intorno alla storia della coppia. Non è il classico film d’amore francese, gli attori sono stranieri, era giusto fare qualcosa di diverso", ha raccontato Audiard, "Volevo fare un film francese dove i personaggi parlassero la lingua Tamil. [...] non è un film sulla violenza, ma sulle relazioni che si instaurano tra persone che si ritrovano ad essere un nucleo familiare per necessitá, ecco perché, anche grazie agli attori, ci sono stati molti cambiamenti rispetto allo script iniziale".

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Sempre in Concorso, è stato presentato anche il nuovo film del regista taiwanese Hou Hsiao-Hsien. Si tratta di The Assassin, un wuxia che ha raccolto ottimi consensi e tanti applausi da parte della stampa. E c'è chi azzarda vedendolo come uno dei possibili film premiati.

Il film racconta la storia di una donna, un'assassina, che si trova davanti a dilemmi morale ed esistenziali dopo che la sua maestra la accusa di avere troppi scrupoli. Ambientato nella provincia di Weibo, in conflitto con l'Impero, la protagonista verrà messa alla prova con la missione che prevede l'uccisione del governatore della provincia, cioè suo cugino e suo ex promesso sposo.

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A mezzanotte di ieri invece è scoccata l'ora dello scandalo. E' stato presentato (Fuori Concorso) Love, nuovo film di Gaspar Noè. In poche parole, un porno, in 3D.

La proiezione della notte è stata affollatissima, con quasi tremila persone rimaste fuori senza poter vedere il film, e chi l'ha visto ha dovuto fare una coda di circa quattro ore. Ne è valsa la pena? a quanto pare, non tanto. Il film ha raccolto più fischi che applausi, soprattutto dopo la proiezione stampa del mattino.
Al centro della storia un triangolo amoroso-sessuale tra Murphy, Electra e Omi, con la voce fuoricampo di Murphy che racconta la sua deludente vita matrimoniale con Omi, con cui ha un figlio, Gaspar (il regista che si autocita), e intanto ricorda la travolgente e sessualmente scatenata storia con Electra. Il film offre un susseguirsi di scene di sesso, in tutte le posizioni, anche a tre, masturbazione (con tanto di membro maschile in primo piano e il 3D ad enfatizzare), scambisti e trans, il tutto mescolato a commenti esistenziali e dialoghi sulla fiducia e il tradimento.

Un film creato per far scandalo, come se ne sono visti altri in passato a Cannes, che il regista difende a spada tratta (e ci mancherebbe altro). "Essere a Cannes è divertente. Ho lavorato 20 ore al giorno per finire in tempo il film ed essere qui", ha dichiarato Gaspar Noè, "Avevamo venduto il progetto come un mélo porno e pensavo che andasse via come il pane, in realtà forse quando si parla di porno la gente si spaventa. Ma il mio film parla dell'essere innamorati. Erano anni che volevo fare un film che rappresentasse in modo fedele una coppia innamorata nei suoi eccessi emotivi e fisici". Il regista - non nuovo a scandali, nel 2002 presentò il film 'Irréversible' in cui c'era una scena di stupro molto lunga e dettagliata - ha poi parlato del contenuto del film. "Volevo con questo film superare la ridicola regola per cui i film normali non possono contenere sequenze ad alto contenuto erotico", ha spiegato Noé, "volevo mostrare quello che il cinema, per questioni legali e commerciali non mostra, nonostante tutti non pensino ad altro che a fare sesso". In realtà per il regista non c'è nulla di scandaloso nel suo film, tanto da suggerire solo un divieto ai minori di 12 anni. "Non vedo la minima trasgressione nel film, Ci sono passati Pasolini e Buñuel, io arrivo molto tempo dopo con la mia piccola telecamera 3D. E anche la scena dell'eiaculazione in faccia, in realtà... è gioiosa!". Alla fine però il regista non ha voluto rivelare quanto siano state vere le scene di sesso tra gli attori.

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E' stato presentato invece nella sezione Un Certain Regard il quarto film italiano del festival, Louisiana (The Other Side), di Roberto Minervini.
A metà tra fiction e documentario, il film è ambientato in un piccolo villaggio nel nord dello stato, quasi al confine con il Texas, popolato da quella parte della popolazione americana emarginata e dimenticata, miserabile e ignorante.

sabato 8 marzo 2014

L'odissea di Jurassic Park 4: Dagli albori agli ultimi aggiornamenti

Il quarto episodio del noto franchise preistorico sta diventando finalmente realtà. "Jurassic Park" fu lanciato nel 1993 da Steven Spielberg, poi proseguì nel 1997 con "Il Mondo Perduto" (diretto ancora una volta d Spielberg)  e infine nel 2001 con il terzo capitolo, questa volta con Spielberg in veste di solo produttore e Joe Johnstone alla regia.
Il travagliato percorso di questo nuovo capitolo iniziò nel lontano 2002, ad un anno dal terzo, fu allora che Spielberg dichiarò di voler proseguire la saga. Da quel momento partì un susseguirsi di rumors che di anno in anno accendevano una luce di speranza negli occhi dei numerosi fan. Tutta aria fritta, ad ogni pseudo news è sempre corrisposta una smentita. Nel 2007 sembrava addirittura che la produzione stesse finalmente per partire, si fecero perfino alcuni nomi  (Keira Knightley protagonista femminile) ma in pochi mesi tutto sfumò. A quell'anno seguì un lungo silenzio, il progetto Jurassic Park 4, sempre così lontano dal concretizzarsi questa volta sembrava morto e sepolto una volta per tutte. I fan si rassegnarono definitivamente, il franchise di Jurassic Park era destinato a rimanere una trilogia. Fine? No. Nel 2013 infatti qualcosa cominciò improvvisamente a muoversi, con una certa determinazione rispetto a quel decennio di mere illusioni. Fu così che Jurassic Park 4 a sorpresa fu finalmente ufficializzato dalla Universal. Un annuncio fulminante e inatteso che lasciò tutti in un bagno di pura euforia.
Dopo alcune notizie da prendere con le pinze, che volevano addirittura il ritorno di Spielberg in cabina di regia, fu infine reso noto che il grande regista come per il terzo episodio si sarebbe limitato alla produzione e alla supervisione del prodotto. Nel frattempo la sceneggiatura era in corso di scrittura da Rick Jaffa e Amanda Silver, autori del successo "L'Alba del Pianeta delle Scimmie".
La caccia al nuovo regista iniziò. Si temeva il ritonro di Joe Johnstone. Ma invece no, un nuovo nome: Colin Trevorrow. Chi ? Si un regista sconosciuto dirigerà il quarto episodio. Ma non è proprio un novellino infatti nella filmografia di Trevorrow troviamo qualche cortometraggio, un documentario e anche un lungometraggio indipendente "Safety not Guaranteed" presentato al Sundance, acclamato dalla critica mondiale e vincitore per altro dell' Independent Spirit Awards 2013. Ma sì, nonostante qualche dubbio, perchè non fidarsi ? anche perchè Trevorrow più volte non ha mancato di dimostrare il proprio amore per la saga.
La Universale dichiarò di mirare a far sbarcare il nuovo Jurassic Park nel 2014. Sembrava strano che in un solo anno di tempo dopo tutte quelle difficoltà si sarebbe potuto realizzare. Troppo strano. E infatti Stop! La produzione ebbe un blocco, ed entrò in una fase di stallo. In accordo con i produttori e il regista la Universal dichiarò di aver deciso di rinviare il film dando così allo studio e ai realizzatori il tempo necessario per presentare al pubblico la migliore versione possibile del quarto episodio del franchise. Intanto scoprimmo che Trevorrow insieme a Derrick Connely avevano rimesso mano alla sceneggiatura elaborata tempo prima sa Rick Jaffa e Amanda Silver, ponendo modifiche/migliorie sostanziali.
La pausa dura qualche mese, finché ecco che un nuovo comunicato della Universal ufficializza definitivamente (si spera) la relase del film per il 12 Giugno 2015, la macchina si rimette in moto.
Inoltre Jurassic Park 4 ha un nuovo titolo: "Jurassic World"
Passano i giorni e intanto trapelano online nuove notizie: in primis Trevorrow ci tiene a precisare che il suo film non sarà un prequel, tantomeno un reebot, ma sarà semplicemente un nuovo capitolo ambientato 22 anni dopo i fatti del 1993. Il film verrà girato in 3D Nativo e fortunatamente non riconvertito in post-produzione. Rick Carter (scenografo della saga) ha collaborato attivamente per le ambientazioni e la creazione del mondo, ma non sarà nella troupe poichè tutt'ora è impegnato in un'altra galassia, quella di Star Wars 7. Lo storico guru dei VFX Phil Tippett tornerà a curare gli effetti speciali del film, realizzando l'aspetto e le animazioni dei dinosauri vent'anni dopo il primo film. Poco sappiamo della trama, avvolta nel mistero, l'unica conferma è che questa volta si tornerà a Isla Nublar.
Compare online anche il nuovo logo del film (dove il T-Rex torna protagonista dopo la parentesi Spinosauro nel terzo)

Contemporaneamente cominciano a girare le prime voci sui nomi che andranno a comporre il cast. Si parla di Josh Brolin ma viene subito smentito. Poi l'annuncio che Chris Pratt e Bryce Dallas Howard sono stati scritturati come coppia protagonista, proprio come Sam Neil e Laura Dern nel primo capitolo e Jeff Goldblum e Julianne Moore nel secondo.
Non due superstar quindi, come alcuni si aspettavano, anche se tutti conosciamo la bellissima figlia di Ron Howard vista in per molti è Chris Pratt (Zero Dark Thirty) ad essere un perfetto sconosciuto, ma è un attore su cui Hollywood punta molto, perchè all'uscita di Jurassic World Pratt si sarà già fatto conoscere grazie al blockbuster Marvel "I Guardiani della Galassia", in uscita a breve, di cui è il protagonista principale.
Si aggiungono inoltre al cast il giovane Ty Simpkins (Insidious 2 e Iron man 3), Nick Robinson e Jake Joshnon (della serie tv New Girl).
Chi si aspettava un ritorno del prof. Alan Grant o del matematico Ian Malcom rimarrà con l'amaro in bocca, infatti sono gli stessi attori ad escludere il loro coinvolgimento, nemmeno per un cammeo.
Aria di cambiamenti dunque, dalla regia agli attori. L'unica garanzia indiscutibile ci viene fornita dal cast tecnico che scopriamo essere in gran parte lo stesso del 1993.
Intanto la produzione informa che le location in cui si svolgeranno le riprese saranno le Hawaii, New Orleans e Louisiana.
Trevorrow tra Twitter e interviste non manca di alimentare l'attesa dei fan, pare infatti che nel nuovo film la fauna giurassica sarà differente dalle altre, con nuovi dinosauri,  anche acquatici. Rassicura inoltre che, nonostante le recenti scoperte e studi nel campo della paleontologia attestino il contrario, i suoi dinosauri saranno "glabri" e dunque privi di piume come in passato. Lascia poi intendere che probabilmente l'antagonista sarà un nuovo terribile dinosauro, anche se professa il suo amore per T-Rex (il preferito di Trevorrow) che comparirà sicuramente nel film.
Una notizia che farà felice gli amanti del classico formato ci informa che mentre la maggior parte dei film vengono girati in digitale Jurassic World verrà girato in pellicola, Trevorrow spiega di essere un amante della pellicola proprio come Christopher Nolan e che ha intenzione anche di girare in formato panoramico a 65mm per i cinema Imax.
Il budget secondo alcune fonti si aggirerà intorno ai 200 milioni.
Tutt'oggi il casting è ancora nel vivo e mancano ancora alcuni nomi da reclutare. Gli ultimi due sono Irrfan Kahn (Vita di Pi) e Vincent D'Onofrio, fortemente voluto come villain del film.
Il personaggio di Chris Pratt scopriamo si chiamerà "Owen" e avrà caratteristiche in comune con entrambi i passati protagonisti del franchise, attingendo dalla passione e la curiosità per la preistoria di Alan Grant e il cinismo e la simpatia di Ian Malcom.
E siamo così giunti al termine del nostro resoconto sulla travagliata lavorazione del quarto capitolo di Jurassic Park.
Ma vi voglio lasciare con questa foto direttamente dal set hawaiano, tutt'ora in allestimento, una foto che è una conferma, la conferma di come il quarto episodio sia diventato finalmente realtà, e questa volta è propio il caso di dirlo: "Bentornati al Jurassic Park"


 

 Jurassic World uscirà in Italia l'11 Giugno 2015.                                                                        


Mr.Carrey

lunedì 13 gennaio 2014

Capitan Harlock - la recensione

Capitan Harlock è un film ispirato all'iconico Anime Giapponese della fine degli anni '70, senza dubbio uno dei più famosi e dei più belli.



Ispirato, appunto, perché il film non ha praticamente nulla di quanto aveva reso grande Harlock, spoglio di qualsivoglia denuncia sociale,discorso politico o romanticismo, si regge unicamente su una rappresentazione visiva stupefacente e la straordinaria presenza scenica del suo protagonista, personaggio simbolo che va al di là della serie stessa e, quindi, del film.
Meno male, perché la sceneggiatura è assolutamente imbarazzante, infarcita di dialoghi che sono, nel migliore dei casi, sconclusionati, per sfociare nel ridicolo e nel comico involontario, senza una storia davvero potente, senza una coerenza narrativa interna, senza, in effetti, nient'altro che sia, ancora una volta, Harlock stesso.
Magnetico e imponente, si aggira per l'Arcadia quasi sempre in silenzio. I fan ringraziano perché, almeno quello, il Capitano rimane immune dallo scempio che gli autori hanno apportato al resto della storia.
Tuttavia, il film non è completamente da buttare e gode di una realizzazione tecnico-visiva impeccabile e ha il grande pregio di non annoiare (e non solo per la comicità involontaria dei dialoghi).
Chi non ha mai conosciuto Harlock probabilmente apprezzerà il film, gli altri tenteranno in ogni modo di cancellarlo dalla loro mente per sempre.

domenica 20 ottobre 2013

Poster e immagini di 'Mr. Peabody e Sherman', nuovo film DreamWorks

In Italia arriverà il prossimo anno in primavera, il nuovo film della DreamWorks Animation 'Mr. Peabody e Sherman', tratto dal cartoon anni '60 'L’improbabile storia di Peabody', creato da Ted Key.

I protagonisti sono Sherman, un bambino, e Peabody, il suo cane scienziato con cui viaggia nel tempo, ma dei piccoli cambiamenti nella linea temporale li catapulterà in una avventura spazio-temporale per salvare la Storia. La trama ricorda un po' 'Ritorno al Futuro', che in effetti cita il cartoon originale, la fattoria su cui si schianta Marty è della famiglia Peabody.

Ecco il poster del film, che uscirà anche in 3D, e alcune immagini.











venerdì 18 ottobre 2013

Oscar 2014: Gravity - la recensione

Alfonso Cuarón è un regista dalle mille abilità, ce lo ha dimostrato con ogni suo lavoro, da Y tu mamá también fino ad arrivare a Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, questa volta ha incantato il pubblico di tutto il mondo con il dramma/sci-fi Gravity, creando "il tutto nel nulla".

Non è da tutti riuscire a creare qualcosa di tanto indimenticabile quanto complesso, e Gravity in questo risulta al limite della perfezione. Cuarón è riuscito a creare sentimento, bellezza e complessità  nel luogo più vasto e "vuoto" che esista: lo spazio. Un vortice emotivo nello spazio, solo per questo il progetto merita una grande lode, perché in molti probabilmente sarebbero caduti nel banale e nel prolisso, invece lui ha studiato nei minimi dettagli ogni possibile escamotage per evitare tutto questo: due astronauti perduti nello spazio dopo un grave incidente incontrollabile, incidente che porterà ai limiti dell'animo umano, tanto complesso quanto primordiale. Nel film ci si perde nella morte ritrovando la vita. Ogni minimo particolare è inserito per enfatizzare lo stato d'animo dei protagonisti, anche i cambiamenti atmosferici che si intravedono sulla terra hanno un ruolo, la luce e la notte, le voci. Una splendida Sandra Bullock, che come ha detto qualcuno dopo la presentazione al Festival del Cinema di Venezia, "ha vinto oscar per molto meno", un George Clooney diverso dal solito, un "Virgilio dantesco" fondamentale per il vero personaggio principale: la vita.

E questa è solo una piccola parte del grande e meritato successo che Gravity ha avuto, perché grandi lodi vanno anche a Steven Price, compositore della splendida e ben scandita colonna sonora che accompagna questo estenuante viaggio ansiogeno e claustrofobico nei meandri della psiche umana, e un grande plauso anche agli sviluppatori degli effetti speciali e alle scenografie, semplicemente spaziali.Un viaggio, Gravity è un viaggio nella mente umana, nello spazio, nella psiche e nelle contraddizioni.

sabato 21 settembre 2013

'Delitto Perfetto' torna in sala il 23/9 in uno splendido 3D!

Dieci grandi film sono pronti per ritornare in sala, uno al mese. Il primo ad arrivare nei cinema sarà 'Il Delitto Perfetto' di Alfred Hitchcock, il 23 settembre... in versione 3D.

Non una semplice operazione commerciale, la Cineteca di Bologna, con l'appoggio di Martin Scorsese che apre anche la proiezione del film, ha restaurato e convertito il film di Hitchcock riportandolo all'origine, a come doveva essere, cioè in 3D.

Hitchcock girò infatti il film in formato stereoscopico nel periodo in cui ci fu la prima ondata di film in tre dimensioni, negli anni '50. Ondata che durò solo un paio di anni. Negli anni '80 poi venne riproposto nel suo formato originale in 3D, da vedere con gli occhialini blu e rossi. Oggi, grazie alle nuove tecnologie si è riusciti a ricalcare la linea originale del film, e il risultato è straordinario. Hitchcock girò tutto il film in una stanza tenendo spesso in primo piano oggetti di scena, piccole mosse che enfatizzano la profondità.
Un film già di per sé straordinario che in questa nuova versione è da non perdere.

Ma non sarà l'unico film a tornare in sala, la Cineteca di Bologna ha restaurato altri 9 titoli che usciranno nei prossimi mesi. Ecco l'elenco con le date d'uscita:

- IL GATTOPARDO di Luchino Visconti – 28 ottobre
- GLI AMANTI PERDUTI di Marcel Carnè – 18 novembre
- RISATE DI GIOIA di Mario Monicelli – 9 dicembre
- NINOTCHKA di Ernst Lubitsch – 6 gennaio
- LA FEBBRE DELL’ORO di Charlie Chaplin – 3 febbraio
- LA GRANDE ILLUSIONE di Jean Renoir – 3 marzo
- ROMA CITTA` APERTA di Roberto Rossellini – 31 marzo
- HIROSHIMA MON AMOUR di Alain Resnais – 28 aprile
- CHINATOWN di Roman Polanski – 26 maggio

Segnatevi le date!

martedì 3 settembre 2013

Festival di Venezia - giorno 7

Animazione, fantascienza, scandali e star nella settima giornata del Festival.

La giornata si è aperta con la proiezione di un film molto atteso, 'Space Pirate: Captain Harlock'. Il mitico Capitano riadattato e riletto per una versione in animazione 3D.

A presentarlo, insieme al regista Aramaki Shinji, è arrivato direttamente il creatore del manga, Leiji Matsumoto, che ha dichiarato: "Harlock nasce dalle storie sulla 2a guerra Mondiale di mio padre ma anche dalla voglia di raccontare un pirata. Invece dei sette mari lui naviga nello spazio, mi ha permesso di parlare dei cambiamenti del mondo. E' un uomo alla difesa di un pianeta che è invecchiato più del dovuto e rischia la distruzione perché l'uomo ne ha sfruttato le risorse. Quel teschio sulla bandiera di Harlock, per cui oggi inizia un nuovo viaggio, resta un simbolo di libertà. Per questo ho detto sì a film, è una storia che anche le nuove generazioni devono conoscere".
Il film arriverà nelle sale italiane il 1° gennaio, distribuito da Lucky Red.

In Concorso invece, presentato 'Under The Skin' di Jonathan Glazer. Protagonista Scarlett Johansson.

Tratto da un romanzo di Michel Faber, l'attrice interpreta il ruolo di un'aliena di cui non conosciamo il nome. Lo spettatore la segue mentre, vagando per il nostro pianeta, guarda l'universo e il genere umano. Ci studia, parla pochissimo, cerca qualcosa, cerca uomini da sedurre e poi far sparire in un luogo oscuro e non definito. Prova a sperimentare la passione ma non può andare oltre un bacio perché il suo corpo non glielo permette. Cerca di capire chi è e che forma ha preso arrivando sulla Terra. Scopre il dolore, la paura, l'orrore, lo squallore dell'umanità.

'Under The Skin' è un film decisamente particolare, in cui si assiste al viaggio di un essere misterioso, un film molto visivo, alla ricerca della suggestione delle immagini. Molto divisa la critica, in sala si sono sentiti "buu" (un brutto vizio che i critici italiani non si toglieranno mai) ma anche applausi. Nessun fischio però all'arrivo di Scarlett Johansson, attesissima dai fan e dai fotografi.
"Del libro di Faber mi ha attratto la possibilità di vedere il mondo attraverso gli occhi di un’aliena", ha detto il regista Jonathan Glazer, "pensavo che questo potesse farci capire meglio anche noi stessi. Il nostro pianeta è il pianeta alieno, siamo noi i marziani". Il regista però non si è voluto focalizzare sugli aspetti più filosofici: "Non faccio film a tema, su amore, sesso, vita, morte. Parto da un sentimento, dall’intuizione del personaggio che si trasforma da essere indefinito in una donna". Il film è stato girato in modo particolare, molte delle scene sono state riprese con delle telecamere nascoste all'interno del furgoncino con cui il personaggio di Scarlett Johansson va in giro, la maggior parte degli attori sono non professionisti, presi dalla strada, compreso un ragazzo con una grave malformazione, scena molto difficile da girare che ha richiesto una estrema sensibilità da parte della Johansson. Un modo di girare che ha intrigato molto l'attrice. "E' interessante lavorare in questo modo, faceva venire fuori in modo genuino i dialoghi tra le persone e ciascuno di loro reagiva in modo completamente diverso", ha detto l'attrice in conferenza stampa. "Mi ci sono volute settimane per prepararmi perché è un personaggio che non conosce l'umanità e deve abbandonare qualsiasi giudizio e non ha alcuna intenzione specifica", racconta la Johansson, "Abbiamo dovuto iniziare da una tabula rasa. È una persona che è parte di una entità: è stato difficile trovare una chiave di interpretazione. Non volevamo avesse dei movimenti da alieno ma semplicemente... accesa e spenta".
In chiusura l'attrice ha dichiarato la sua passione per Federico Fellini: "E' sicuramente il mio regista italiano preferito, e il suo film 'La strada' è il mio preferito in assoluto. Tutte le volte che lo vedo mi si spacca il cuore e mi metto a piangere".

Presentato in Concorso anche il nuovo film di Amos Gitai, 'Ana Arabia'.

Fuori Concorso invece il film scandalo del regista coreano Kim Ki-duk, 'Moebius'.

Una storia disturbante sulla famiglia, un uomo tradisce la moglie che una volta scoperto il tradimento decide di evirarlo, non riuscendoci decide di punire il figlio al suo posto. Sconvolto, l'uomo si farà evirare per provare la stessa sofferenza del figlio.

Una storia che non risparmia nessuno, zero parole, gemiti di dolore e piacere, sesso, violenza (provocata e autoinflitta), evirazioni e incesto, anche se solo sognato come spiega il regista in conferenza stampa. Film shock che il regista Kim Ki-duk però racconta in modo molto semplice: "E' semplicemente un film sulla famiglia, sul sesso, sui genitali e sulle dinamiche che li legano".
"Nel mio cinema i dialoghi sono sempre molto limitati, ma stavolta ho tolto la parola anche ai personaggi minori", ha spiegato il regista coreano, Leone d'Oro lo scorso anno con 'Pietà'', "Ho voluto fare un nuovo esperimento su un'idea di cinema che si concentri esclusivamente sulle immagini e rinunci alle parole". In patria il film è stato fortemente censurato e il regista, in un certo senso, ha voluto proprio sfidare la censura: "Parlare apertamente di genitali, in Corea del Sud, è proibito. E' un argomento tabù, e la mia intenzione con questo film era precisamente portare questi temi nel discorso pubblico. Nel mio Paese uscirà tagliato di tre minuti, mentre voi lo avete visto nella versione integrale". Il regista accusa la censura di essere politica e dannosa: "Ora la pellicola è "purificata" ma dopo averlo sforbiciato non era più il film che avevo fatto. La censura viene applicata per motivi politici. Spesso impedisce a giovani talenti di girare per anni, creando un serio danno a tutta l'arte cinematografica. E' un problema che va risolto una volta per tutte". Donne terribili nel film ma Kim Ki-duk non voleva giudicare le donne in generale: "Naturalmente le mie protagoniste non rappresentano tutte le donne, ma è vero che le donne coreane possono reagire molto violentemente al tradimento. E comunque le donne di oggi sono il risultato di ciò che noi uomini abbiamo fatto di loro".
Il regista, assolutamente immune alle critiche e ai commenti (anche negativi) sul film, ha poi concluso: "I miei connazionali mi accusano di essere la vergogna del nostro Paese. Ma i miei film, in realtà, sono il frutto del profondo amore che io provo per la mia terra. Ritengo che sia un dovere non chiudere gli occhi e interrogarmi continuamente sui problemi che la lacerano. Le mie opere esprimono lo stato di salute della società".

Nonostante la violenza e il tema piuttosto difficile, il film uscirà in Italia il 5 settembre.

giovedì 29 agosto 2013

Festival di Venezia 2013 - giorno 1

E' iniziato oggi il 70° Festival di Venezia. Ad aprire le danze il film di Alfonso Cuaron, 'Gravity'.

Protagonisti del film Sandra Bullock e George Clooney, nei panni di due astronauti persi nello spazio. Grandi applausi alla fine della proiezione e in conferenza stampa dove gli attori sono stati accolti da macchine fotografiche e telefonini pronti ad immortalarli.

"Ho scelto di partecipare a questo film per la bellissima sceneggiatura. E poi ha due soli ruoli: uno era già stato assegnato a Sandy - e tra l’altro era quello in cui bisognava rimanere in mutande -, per cui non mi rimaneva molta scelta", ha scherzato Clooney.
Le riprese non sono state affatto facili, a raccontarlo è Sandra Bullock: "Riprese in condizioni estreme, piena di cavi, da sola. Ce la dovevo fare, perché la storia raccontata nel film valeva tanto. Alla fine posso dire di aver vissuto un'esperienza fisica ed emotiva incredibile". E Clooney prende spunto per scherzare ancora: "Abbiamo fatto parecchio yoga per allenare la nostra flessibilità. E ci siamo riusciti! Per Sandra è stato più difficile perché aveva molte più scene da girare. Per questo lei ha avuto un allenatore fin da subito. Io per prepararmi bevevo parecchio". Grande complicità fra i due attori che si fanno da spalla durante le reciproche battute.

Poi più seriamente Clooney racconta le difficoltà sul set dovute anche alla tecnologia utilizzata: "Lavoravamo su una specie di piattaforma luminosa dove bisognava stare attenti a non reagire alle macchine che si muovevano verso di te a gran velocità. Nello spazio ci si muove in maniera incredibilmente lenta, ma nello stesso tempo bisogna comunicare in modo più veloce rispetto alla parlata normale. Quando abbiamo iniziato le prove proprio non ci riusciva; ma dopo poco tempo Sandra ha iniziato a controllare molto di più i movimenti e io ogni volta mi chiedevo: 'Ma come cavolo fa?'. C’è poco da dire: è stata straordinaria". "Tutto merito degli astronauti che ho potuto consultare mentre giravamo il film", risponde la Bullock, "Li chiamavo dal mio cellulare; loro erano sulla base spaziale e stavano ad ascoltare tutte le mie domande bizzarre, dandomi consigli soprattutto sulla fisicità da adottare in determinate situazioni. Mi hanno fatto sentire molto piccola, perché ho capito che chi fa questo mestiere ha una passione straordinaria per la vita di tutti noi".

Immancabile una domanda sull'attualità per George Clooney, sul suo impegno in Darfur e sulla situazione siriana: "Ho comprato una spia in un satellite per controllare il Sudan, sapere e vedere le atrocità che si compiono lì. [...] Mi aspettavo questa domanda [sulla Siria] ...e anche una su Ben Affleck! Ma devo dire che per la Siria non credo di avere una risposta".

'Gravity' uscirà in Italia il 3 ottobre, in 3D.


Sul red carpet, Sandra Bullock e George Clooney non si sono risparmiati, hanno firmato autografi per mezz'ora e scherzato con i fan e i fotografi.

Cerimonia d'apertura caratterizzata dai ritardi, non una cosa nuova a Venezia. Condotta dalla madrina del Festival, Eva Riccobono, durante la cerimonia sono stati presentati i film in Concorso con delle piccole clip. Poi è stata presentata la Giuria del Concorso, composta da Jiang Wen, Martina Gedeck, Virginie Ledoyen, Carrie Fisher, Andrea Arnold, Pablo Larrain, Ryuichi Sakamoto e Renato Berta. Standing ovation per il presidente della Giuria, Bernardo Bertolucci che ha esordito scherzando: "Non sono il Dottor Stranamore", citando il film di Kubrick e riferendosi alla sedia a rotelle elettrica con cui è costretto a muoversi. Il maestro ha parlato poco a causa del ritardo, ha detto solo: "Sappiamo che il cinema non può cambiare il mondo, ma può crearne uno nuovo".

domenica 19 maggio 2013

'Il Grande Gatsby' - la recensione [Pro e Contro]

[PRO]


Baz Luhrmann è un regista dalla fortissima impronta autoriale, uno di quelli che quando guardi un suo film ne riconosci subito lo stile, anche se ti eri approcciato alla visione senza sapere nulla: ne Il Grande Gatsby c'è tutto ciò che è caro al regista, a partire dalle scenografie scintillanti, i colori sgargianti e la musica pop, un continuo frastuono di luci e colori che ti prende e ti trascina nel mondo magnifico del misterioso signor Gatsby.


Come Alice caduta nella tana del bianconiglio, Nick (un Tobey Maguire che si impegna ma mostra tutti i suoi limiti) viene risucchiato da questo mondo e portato al cospetto di questo personaggio affascinante, quasi inarrivabile, per riuscire poi a scoprire, pian piano, la parte più vera e nascosta di una personalità tanto fragile quanto profondamente forte.

Siamo d'avanti a un film intensamente romantico, malinconico nonostante il tripudio orgasmico di musica e fuochi d'artificio, un film triste sin dalle sue prime battute, perché l'amore che lega Gatsby e Daisy è costantemente avvolto da un velo di irrealtà che induce la certezza che qualcosa di terribile è in agguato, anche se non sappiamo cosa.


In questo bisogna fare i complimenti alla sempre splendida Carey Mulligan, la sua Daisy è una donna sciocca, delicata, profondissima, in bilico costante tra vanesio e follia, tra l'amore per Gatsby e suo marito, tra il rimpianto di un qualcosa che avrebbe potuto esserci e ciò cui si era rassegnata.

Leonardo Di Caprio è sempre una garanzia, nonostante non sia la sua miglior prova, riesce a essere affascinante e misterioso, ma anche dolce e bisognoso di rassicurazioni.
Molto bravi alcuni comprimari, Joel Edgerton e Isla Fisher su tutti, piuttosto anonimi gli altri, poco più che comparse sullo sfondo.



Il Grande Gatsby è un film intenso, capace di catturarti con la sua sfavillante estetica e di farsi amare per come riesce a essere più di ogni altra cosa un film che parla di amore e di speranza. Non ha la perfezione di Moulin Rouge, nè la visionarietà di Romeo+Giulietta, ma è a suo modo un piccolo gioiello, di quelli che ti portano a considerare il mondo un posto migliore, nonostante tutto.

Chiara


[CONTRO]



Ancora una trasposizione, e ancora una sola domanda: perché?
A parer mio il film si potrebbe riassumere in questa incognita che ormai accompagna numerosi film del nostro presente.

Ovviamente ogni regista cerca di dare la propria impronta e “visione” nei lavori che fa, quindi, cosa porta Baz Luhrmann nello sfavillante mondo anni '20 di Jay Gatsby? Sicuramente, come ormai sappiamo, Luhrmann ha la capacità di equilibrare musica e immagini e Il Grande Gatsby lo conferma, portando con se un'importante colonna sonora firmata da artisti contemporanei (e non) mescolata con suggestive immagini degne delle più eleganti copertine di Vanity Fair. E cos'altro? purtroppo nulla di più.
Dopo un primo tempo di “Vanity Fair” costante il film perde tutto, anche le ricostruzioni digitali diventano pixel vuoti e senza peso che nemmeno le buone ma non eccezionali interpretazioni del discreto cast possono risollevare.

Leonardo Di Caprio più o meno convincente riesce comunque a risultare piatto, e magari il pesante make up ha fatto la sua parte in questo. Carey Mulligan è brava, doveva interpretare una persona vuota e infantile e così è stato, ma sicuramente il meno adatto alla parte è Tobey Mcguire, che dopo Spiderman (ma anche prima) non riesce a fare il suo lavoro che a quanto pare dovrebbe essere l'attore. Piatti e caricaturali anche Joel Edgerton, Isla Fisher (che fortunatamente riesce a non essere odiosa come di solito) Jason Clarke e Elizabeth Debiki, personaggi di contorno che "non contornano".



Inutili probabilmente i paragoni con le versioni precedenti del romanzo di Francis Scott Key Fitzgerald, perché hanno linguaggi e caratteri completamente diversi tra loro e magari questo è un punto a favore per Luhrmann, il linguaggio attuale che ha usato nella sua rivisitazione rende la storia più scorrevole e piacevole (almeno all'occhio e all'orecchio) perché la storia rimane vuota, nessun sentimento reale, nessuna immedesimazione con nessun personaggio, nessun messaggio intrinseco, Il Grande Gatsby ha ben poco di grande.


Gli unici pregi che posso riconoscergli sono il 3D (nativo), la parte tecnica dai costumi alla colonna sonora, e nient'altro. Un film che se la canta e se la suona, anche se se la suona bene da quel punto di vista.

Lontani sono i tempi di Moulin Rouge per Baz Luhrmann.





Mat

martedì 23 ottobre 2012

'Alla ricerca di Nemo 3D' - commento a caldo

Occhialini 3D (nuovo 3D del cinema, finalmente arrivato anche da me il real 3D) e via, giù negli abissi marini.

Alla ricerca di nemo è stato riconvertito molto bene ma presenta i soliti difetti delle riconversioni.

E' il caso davvero di dire che è stato come buttarsi in un acquario di pesci tropicali, e forse è anche un po un difetto, l'effetto acquario, profondità giusta ma solo verso l'interno dello schermo, niente di spettacolare.

Due parole sul nuovo corto PIXAR proiettato prima del film, Partysaurus Rex (Toy story)
ESTREMAMENTE DIVERTENTE!

Mat

domenica 16 settembre 2012

Il Titanic di Cameron torna in Blu Ray 3D e 2D!

Dopo esser tornato al cinema in versione rimasterizzata 3D per il centenario del naufragio del famosissimo transatlantico, eccolo riemergere in molte edizioni Blu ray (e anche dvd) tra cui quella 3D ormai immancabile!

Amazon mette a disposizione una discreta edizione "Monster Box" contenente l'edizione 3D blu ray e diversi oggettini interessanti.

  • un libro fotografico da 32 pagine 
  • un set da 6 cartoline che riproducono altrettanti bozzetti originali dei costumi
  • un dossier con riproduzioni fedeli di documenti originali del 1912
Ma ovviamente esistono anche altre più "modeste" edizioni.

Edizione 2 Blu Ray 2D:

 6 cartoline da collezione con i bozzetti dei costumi del film
Ripensando a Titanic (HD)
Titanic: la versione di Cameron (HD)
29 scene tagliate (HD)
Finale alternativo (HD)
Oltre 60 featurettes dietro le quinte
Effetti visivi
Oltre 1000 fotografie
3 commenti audio

Edizione 2 Blu Ray 2D e 2 Blu Ray 3D:

Stessi contenuti speciali dell'altra edizione













Edizione 2 DVD:

29 scene tagliate
Finale alternativo










Ed ora a voi la scelta!

Mat