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venerdì 20 marzo 2020

The Mandalorian: Rosario Dawson sarà Ahsoka Tano?

Mentre aspettiamo il debutto di Disney+ in Italia, rumor riportano di una possibile new entry molto interessante nel cast della seconda stagione di The Mandalorian, serie spin off di Star Wars.

Slash Film riporta che Rosario Dawson sarà Ahsoka Tano. Il personaggio non è certo nuovo ai fan di Star Wars, è apparso nelle serie animate Star Wars: The Clone Wars e Star Wars Rebels ma questa sarà la prima volta che apparirà in carne ed ossa.

Non è la prima volta che l'attrice viene accostata a questo personaggio, qualche anno fa, quando era stata ipotizzata la sua presenza in uno dei film della saga, i fan avevano indicato proprio Rosario Dawson come l'attrice perfetta per il ruolo, e lei aveva fatto capire di apprezzare molto l'idea.

Non è l'unica novità per la seconda stagione della serie, tra i registi infatti ci sarà anche Robert Rodriguez.

Ahsoka Tano è una giovane padawan affidata da Yoda a Anakin Skywalker, insieme a lui, e a Obi-Wan Kenobi, partecipa alla Guerra dei Cloni ma poi decide di abbandonare l'Ordine dei Jedi a causa di un complotto. Anni dopo ricompare al fianco dei gruppi che poi andranno a formare l'Alleanza Ribelle.

Il 24 marzo debutterà in Italia la piattaforma streaming Disney+, dove sarà possibile vedere (se non l'avete già fatto) la prima stagione di The Mandalorian.

venerdì 10 ottobre 2014

Sin City: Una Donna per cui Uccidere - la recensione

A nove anni di distanza dal primo, splendido, Sin City, dopo rinvii e traversie, arriva finalmente in sala Una donna per cui uccidere, ma la musica non sembra cambiare poi molto.



Nelle strade della Città Vecchia si muovono ancora i personaggi creati dalla mente di Frank Miller (co-regista anche di questo secondo film), con storie prese dagli albi a fumetti e altre invece originali, nuovi protagonisti e vecchie conoscenze. Manca a volte un intreccio completo e complesso come era avvenuto nel primo film, ma sostanzialmente quello che conta è sempre lì e funziona ancora dannatamente bene.
I riflettori erano tutti su di lei, Eva Green, bellissima e fatale, una vera e propria dea che rende gli uomini suoi schiavi, vestita solo di quei piccoli tocchi di colore che rendono le sue labbra più rosse o i suoi occhi più verdi, bravissima e bellissima. Bravi anche i nuovi acquisto Josh Brolin e, soprattutto, Joseph Gordon Levitt, protagonista della storia forse più debole, ma che riesce a dare al suo personaggio un alone di mistero che lo rende estremamente interessante.

Robert Rodriguez  confeziona un film che potrebbe benissimo essere il secondo tempo del precedente, stesse musiche, stessa atmosfera, stesso fascino della fotografia che sembra trasportarci dentro le pagine del fumetto di Frank Miller, uno stile particolarissimo e subito riconoscibile che non si vede spesso e che, bisogna riconoscere, Rodriguez infonde in ogni aspetto, occupandosi lui stesso di ogni reparto della realizzazione della pellicola. Non sempre funziona, ma questa volta è da applausi.



Sin City torna dopo ben nove anni, ma allo spettatore sembra di non essersi mai spostato dalla Città Vecchia, di non aver mai lasciato i molti, iconici, personaggi che la popolano, tutti buoni, tutti cattivi, tutti ugualmente affascinanti.
Sin City è tornato ed è sempre un piacere per gli occhi.

venerdì 16 maggio 2014

Festival di Cannes 2014 - giorno 2

Primo grande evento Fuori Concorso al Festival di Cannes 2014.

Grande intrattenimento con il film d'animazione della DreamWorks 'Dragon Trainer 2'. Presenti gli attori che hanno prestato la loro voce per i personaggi del film, Jay Baruchel, Cate Blanchett, Kit Harington, America Ferrera e Djimon Hounsou.

A catalizzare l'attenzione della stampa durante la conferenza è stata soprattutto la due volte premio Oscar Cate Blanchett, occhi e orecchie tutti per lei, che nel film presta la sua voce alla guerriera Valka, madre del protagonista Hiccup. "Ovvio che quando interpreto una mamma sul grande schermo mi sento sempre molto coinvolta", ha detto l'attrice, madre di tre bambini, "Si fa presto a giudicare un genitore, sono tutti bravi. Nel film, tutto dipende da un incidente. Ma il mio personaggio scopre che anche se non ha visto suo figlio per anni esiste ancora con lui un legame che li unisce e li avvicina. E’ un film con molto umorismo e un grande cuore". L'attrice ha colto al volo la possibilità di lavorare al film: "Con i miei figli ho adorato il primo capitolo della saga. Quando il regista Dean DeBlois mi ha fatto un'imboscata ad una premiazione per entrare a far parte del gruppo non mi è sembrato vero. Usare soltanto la voce mi ha molto intrigato e così eccomi qui per la prima volta in versione cartoon".
Il produttore delle DreamWorks, Jeffrey Katzenberg, ha parlato del futuro della saga e dell'amore verso il Festival di Cannes: "La saga è sempre stata pensata come una trilogia ma gli undici libri della Cowell sono difficili da sintetizzare, ci sono talmente tante storie che credo ci occorreranno almeno altri due capitoli. [...] È un amore ricambiato che ci ha sempre portato bene. Fin da quando, per la prima volta nella storia per un film d'animazione, 'Shrek' ha corso per la Palma d'oro. Quella è stata una tra le migliori esperienze della mia vita ma per tutti i film che abbiamo presentato da 'Spirit' a 'Madagascar' a questo 'Dragon Trainer' è stato un enorme onore. Non c'è nessun altro tappeto rosso come quello di Cannes, il più prestigioso film festival del mondo".

Presentato in Concorso il film 'Captives' di Atom Egoyan, con Ryan Reynolds e Rosaro Dawson.
Storia lunga otto anni, ambientata nel freddo Ontario, che racconta di pedofilia, anche su internet, del rapimento e ritrovamento di una ragazzina, una giovane pattinatrice persa di vista per un attimo dal padre (Reynolds). Denunciata la scomparsa, la polizia stenta a credere al padre mentre la moglie gli dà tutta la colpa.

Un film ispirato da fatti di cronaca, come ha dichiarato lo stesso regista Atom Egoyan: "Sono stato spinto a fare questo film da un fatto di cronaca accaduto in Canada, la sparizione di un giovane in un parco. Nella mia zona vedo spesso le foto di ragazzi scomparsi. La cosa che più mi ha impressionato è che a distanza di tempo ci sono ancora gli appelli dei genitori dappertutto. E' un dolore che non passa". Rosario Dawson, che nel film interpreta una poliziotta dal passato pesante, ha continuato parlando dei pericoli che arrivano dalla rete: "Non c'è polizia al mondo che possa proteggere da certi fenomeni su internet. Si trovano lì veri e propri predatori e ho sempre una grande ammirazione per chi fa questo lavoro di prevenzione".
"Quando ho pensato al film mi sono immaginato queste tre coppie", ha detto Egoyan sul film, "Il rapporto che si sviluppa tra rapitore e vittima, dove addirittura si arriva alla perversione di lui di voler sposare la sua vittima. C’è invece la coppia dove il matrimonio c’è, ma marito e moglie non possono stare insieme per la continua tortura che riporta alla mente di lui che è colpa sua se la figlia è sparita. C’è anche la coppia che si sviluppa con il lavoro dove però la fiducia viene tradita".
"Purtroppo c’è molto materiale su queste tragedie", ha dichiarato Ryan Reynolds, "In questo caso la tragedia divide la coppia, allontana marito e moglie. La speranza che nutrono di trovare la figlia non li unisce, ma li separa perchè il senso di colpa di lui e le accuse di lei bloccano il rapporto. Queste dinamiche mi affascinavano molto".

giovedì 29 agosto 2013

'In Trance' - La Recensione


Più di qualcuno non è ancora riuscito a perdonare Danny Boyle per The Millionaire, compreso me, anche se con 127 Ore era riuscito a riguadagnare molta fiducia persa, ma ora con In Trance possiamo dire che Danny Boyle è tornato a livelli molto aliti, livelli a cui ci aveva abituato in passato.

In Trance, thriller psicologico, è un grande prodotto perché riesce a mantenere la mente dello spettatore in continua allerta e in continuo movimento, grazie sicuramente a una sceneggiatura curata e particolare che a tratti (molti tratti) ricorda Inception di Christopher Nolan, e che come Inception, riesce ad offrire un discreto spettacolo visivo e "mentale".



Ma dove è Danny Boyle in tutto questo? Senza dubbio nel suo campo, la regia, pulita elegante e molto intelligente, capace di comunicare emozioni contrastanti con pochi movimenti di camera (per forza, è il suo lavoro).
Una grande alleata di questo film è sicuramente la fotografia, curata sempre dal suo fido direttore della fotografia Anthony Dod Mantle, che molto spesso riesce a creare "quadri in movimento" davvero notevoli. Il termine "quadri"non è stato usato a caso, un dipinto infatti, sarà fin dall'inizio il punto cardine della storia.


La spinta per la vittoria la da il cast, piccolo ma di altissimo livello. I protagonisti della pellicola (oltre ad un quadro) sono James McAvoy, Rosario Dawson e Vincent Cassel, tutti e tre davvero intensi e penetranti che con grande destrezza riusciranno a mettere in dubbio i loro scopi iniziali, ponendo allo spettatore una domanda semplice ma "amletica", chi è il buono e chi il cattivo? Riuscirai a comprendere le reazioni di questi individui davvero a fondo? E tu, cosa faresti?


Mat