lunedì 22 ottobre 2018

Il Verdetto - The Children Act - la recensione

Il peso morale ed etico delle scelte e come questo si ripercuote nella vita personale di una figura che siamo sempre stati abituati a veder rappresentata in modo distaccato: quella del giudice.

Fiona Maye (Emma Thompson) è un giudice dell'Alta Corte Britannica, specializzata in diritto di famiglia e abituata ad affrontare con la giusta distanza emotiva qualsiasi caso le venga sottoposto, che sia un figlio conteso o la delicata separazione di due gemelli siamesi. Fiona Maye è abituata a guardare ai problemi dalla giusta prospettiva, quella della ragione, della pura applicazione della legge e della scelta del "male minore". Mentre questo distacco calcolato si ripercuote anche nella vita privata mettendo in crisi il suo rapporto con un marito pronto a cercare calore altrove, sulla scrivania del giudice arriva un nuovo spinoso caso, un ragazzo Testimone di Geova malato di leucemia che rifiuta, appoggiato dai suoi genitori, la trasfusione di sangue che potrebbe salvarlo perché vietato dal suo credo. Venendo meno al rigido protocollo che ha sempre seguito, dopo aver ascoltato tutte le parti, Fiona decide di lasciare l'aula e andare in ospedale per incontrare il ragazzo di persona. Uno strappo alla regola che aprirà un inatteso strappo anche nella sua vita.

Tratto dal romanzo "La ballata di Adam Henry" di Ian McEwan, che ha anche adattato la sceneggiatura per il regista Richard Eyre, quello che colpisce del film è il rigore, la precisione, e allo stesso tempo la semplicità, con cui vengono raccontati il privato e il pubblico del giudice Maye. La telecamera segue, fisicamente proprio, quasi pedinandola, la protagonista, nel suo lavoro, in casa, nei suoi gesti ormai automatici, dal togliersi subito le scarpe appena rientrata in casa al solito modo di bussare sulla porta dell'aula prima di entrare, nei dialoghi, e con la stessa precisione racconta quei piccoli cambiamenti che, a causa degli eventi, la portano piuttosto velocemente fuori dal suo consueto.



Precisione è anche la parola adatta per descrivere la prova del cast, anche se, ad essere sinceri, quella più adatta per Emma Thompson sarebbe "straordinaria". La prova dell'attrice è semplicemente meravigliosa, una prova di grandissima sensibilità ed equilibrio in cui ogni gesto o espressione non è mai di troppo, perfetta nel rappresentare la compostezza e la dignità del personaggio e al tempo stesso far affiorare leggermente quelle emozioni che improvvisamente la travolgono. Senza mai esagerare o esasperare. Una delle sue migliori interpretazioni degli ultimi anni. Ottimo Stanley Tucci, attore intelligente che sa fare da spalla in modo mai invadente. Bene anche la prova di Fionn Whitehead (Dunkirk).

The Children Act è un film che non lascia indifferenti e pone domande di un certo peso sul piano morale ed etico: quanto la legge, che a volte può sembrare fredda e schematica, va ad incidere sulla vita privata delle persone? Quanto delle scelte enormi e apparentemente insostenibili pesano sulle spalle di chi, perché è il suo lavoro, quelle scelte deve prenderle? Il film non dà risposte ma ragiona su questi temi e sottolinea l'importanza di farsi delle domande.

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