venerdì 31 marzo 2023

Secret Invasion - nuove immagini della serie Marvel con Samuel L. Jackson

C'è grande attesa per la serie Marvel Secret Invasion, che vedrà al centro della storia il personaggio di Nick Fury, interpretato ovviamente da Samuel L. Jackson.

Nel cast ritroveremo anche Cobie Smulders nel ruolo di Maria Hill, Martin Freeman (Everett K. Ross), Ben Mendelsohn (l'alieno Talos), e anche Don Cheadle (James Rhodes). Le new entry nella serie saranno invece Kingsley Ben-Adir, Emilia Clarke, e il premio Oscar Olivia Colman.

Nella serie, gli alieni Skrull, capaci di prendere le sembianze di chiunque, sono ormai infiltrati in tutto il mondo, anche in ruoli di potere, in un clima descritto come quello della Guerra Fredda.
"Non sappiamo chi sia un amico e chi un nemico", ha detto Samuel L. Jackson a Vanity Fair, "C’è un aspetto politico che si adatta bene alla situazione attuale. Chi va bene, chi no? cosa accade quando le persone si spaventano e non capiscono gli altri? Non puoi dire chi è innocente e chi è colpevole in questa particolare situazione".

Sicuramente vedremo un Nick Fury molto diverso, provato dalla morte di Iron Man e Vedova Nera, cambiato da tanti anni lontano dalla Terra, più vulnerabile, non indosserà più nemmeno la benda sull'occhio.
"Sta cercando di capire cosa è accaduto e che posto ha in questo mondo", ha detto l'attore, "La morte di Iron Man, quella di Black Widow, e tutto quello che è accaduto lo hanno portato a riflettere. Lo puoi vedere, non è più indistruttibile. Non si sente così".

Fury ritroverà il suo braccio destro Maria Hill (C.Smulders) ma tra i due il rapporto sarà molto diverso dopo che la donna ha cercato per tanto tempo di contattarlo mentre lui ignorava costantemente le sue richieste di aiuto.

Emilia Clarke è una delle novità del cast e interpreterà G’iah, la figlia di Talos che abbiamo conosciuto bambina in Captain Marvel e che ormai è cresciuta diventando una giovane "un po' punk" che ha deciso di unirsi alla resistenza dopo le tante promesse su un nuovo pianeta per il suo popolo finite nel nulla.

"L’hanno resa più dura ed è una ragazza che trasmette una sensazione un po' punk", ha detto l'attrice britannica, "Lei è una ragazzina rifugiata che ha avuto Talos come padre. Forse il fatto che non sapessimo che aveva una figlia fino a questo punto spiega tutto quello di cui abbiamo bisogno per capire questo rapporto. Queste persone hanno promesso molte cose molto tempo fa, e poi non è accaduto quasi nulla. Comprensibilmente ha covato una certa quantità di risentimento. Ci sono molte emozioni in lei e molti aspetti complicati del suo carattere sono nati da queste circostanze. Si capisce perché prova determinate cose".

Kingsley Ben-Adir invece sarà il capo di un gruppo estremista che si separa da quello di Talos, mentre Olivia Colman interpreterà un'agente dell'MI6 impegnata nella difesa del suo paese ma che in realtà sembra nascondere altro.

Al momento non c'è una data d'uscita definita, potrebbe arrivare su Disney+ il 21 giugno ma non è stato ancora confermato.

Ecco altre foto.









-

giovedì 30 marzo 2023

David di Donatello 2023 - le nomination

Annunciate poco fa le nomination ai David di Donatello 2023, 68a edizione del premio del Cinema Italiano.

A ricevere il maggior numero di nomination, ben 18, è stato Esterno Notte di Marco Bellocchio. A seguire La Stranezza e Le Otto Montagne con 14. Bene anche Il Signore delle Formiche con 11. Ne esce un po' con l'amaro in bocca Siccità di Paolo Virzì, che ha ricevuto solo 4 nomination.

Da segnalare la curiosa nomination in comune a Ficarra e Picone per il film La Stranezza, nominati entrambi nella categoria migliore attore ma come un unico candidato, mentre Alessandro Borghi e Luca Marinelli, entrambi candidati nella stessa categoria per Le Otto Montagne, hanno una nomination a testa. Strano? un po' sì, ma tutto secondo il regolamento dei David che, nel caso di una coppia o un trio che sono soliti presentarsi così, si vota la coppia o il trio. Strano ma regolare. Margherita Buy invece consolida il suo record ottenendo la nomination numero 17 ai David.

La cerimonia di premiazione si terrà il 10 maggio negli Studi Lumina, studi cinematografici all'interno del Parco di Veio a Roma, e sarà trasmessa in prima serata su Rai1.

Ecco tutte le nomination.

Miglior film
Esterno Notte
Il Signore delle Formiche
La Stranezza
Le otto montagne
Nostalgia

Miglior regia
Marco Bellocchio per Esterno Notte
Gianni Amelio per Il Signore delle Formiche
Roberto Andò per La Stranezza
Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersh per Le otto montagne
Mario Martone per Nostalgia

Miglior esordio alla regia
Carolina Cavalli per Amanda
Jasmine Trinca per Marcel!
Niccolò Falsetti per Margini
Giulia Louise Steigerwalt per Settembre
Vincenzo Pirrotta per Spaccaossa

Miglior attrice protagonista
Margherita Buy per Esterno Notte
Penelope Cruz per L'immensità
Claudia Pandolfi per Siccità
Benedetta Porcaroli per Amanda
Barbara Ronchi per Settembre

Miglior attore protagonista
Alessandro Borghi per Le otto montagne
Ficarra e Picone per La stranezza
Fabrizio Gifuni per Esterno notte
Luigi Lo Cascio per Il signore delle formiche
Luca Marinelli per Le otto montagne

Miglior attrice non protagonista
Giulia Andò per La stranezza
Emanuela Fanelli per Siccità
Daniela Marra per Esterno notte
Giovanna Mezzogiorno per Amanda
Aurora Quatrocchi per Nostalgia

Miglior attore non protagonista
Fausto Russo Alessi per Esterno notte
Toni Servillo per Esterno notte
Elio Germano per Il signore delle formiche
Filippo Timi per Le otto montagne
Francesco Di Leva per Nostalgia

Miglior sceneggiatura originale
Astolfo
Chiara
Esterno Notte
Il signore delle formiche
L'immensità
La stranezza

Miglior sceneggiatura non originale
Bentu
Brado
Il colibrì
Le otto montagne
Nostalgia

Miglior film Internazionale
Bones And All
Elvis
Licorice Pizza
The Fabelmans
Triangle of Sadness

Miglior Documentario
Il cerchio di Sophie Chiarello
In viaggio di Gianfranco Rosi
Kill me if you can di Alex Infascelli
La timidezza delle chiome di Valentina Bertani
Svegliami a mezzanotte di Francesco Patierno

Miglior autore della Fotografia
Francesco Di Giacomo per Esterno notte
Giovanni Mammolotti I racconti della domenica - La storia di un uomo per bene
Maurizio Calvesi per La stranezza
Ruben Impens per Le otto montagne
Paolo Carnera per Nostalgia

Miglior compositore
Fabio Massimo Capogrosso per Esterno Notte
Stefano Bollani per Il pataffio
Michele Braga, Emanuele Bossi per La stranezza
Daniel Norgren per Le otto montagne
Franco Piersanti per Siccità

Miglior Canzone originale
"Se mi vuoi" di Diodato per Diabolik - Ginko all'attacco!
"Caro amore lontanissimo" di Sergio Endrigo, Riccardo Senigallia e Marco Mengoni per Il colibrì
"Culi culagni" di Stefano Bollani e Luigi Malerba per Il pataffio
"La palude" di Niccolò Flasetti, Giacomo Pieri Alessio Ricciotti, Francesco Turbanti, Emanuele Linfatti e Matteo Creatini per Margini
"Proiettili" di Joan Thiele, Elisa Toffoli, Emanuele Triglia ed Elodie per Ti mangio il cuore

Miglior scenografia
Esterno notte
Il signore delle formiche
L'ombra di Caravaggio
La stranezza
Le otto montagne

Migliori costumi
Chiara
Esterno notte
Il signore delle formiche
L'ombra di Caravaggio
La stranezza

Miglior trucco
Dante
Esterno notte
Il colibrì
Il signore delle formiche
L'ombra di Caravaggio

Miglior acconciatura
Esterno notte
Il signore delle formiche
L'immensità
L'ombra di Caravaggio
La stranezza

Miglior montaggio
Esterno notte
Il signore delle formiche
La stranezza
Le otto montagne
Nostalgia

Miglior suono
Esterno notte
Il signore delle formiche
La stranezza
Le otto montagne
Nostalgia

Migliori effetti visivi
Dampyr
Dabolik - Ginko all'attacco!
Esterno notte
Le otto montagne
Siccità

David Giovani
Corro da te
Il colibrì
L'ombra di Caravaggio
La stranezza
Le otto montagne

-

domenica 26 marzo 2023

Lo Strangolatore di Boston - la recensione

È uscito da pochi giorni direttamente su Disney+, Lo Strangolatore di Boston, crime movie con Keira Knightley e Carrie Coon protagoniste.

Boston, anni '60, la vita quotidiana della città viene sconvolta da una serie di omicidi, le vittime sono tutte donne, soprattutto anziane, e la modalità dell'uccisione è sempre la stessa: un uomo che si presenta alla porta, con una scusa convince la donna a farlo entrare, la uccide in modo brutale profanandone il corpo, e poi sparisce nel nulla. Una serie di omicidi che la polizia e la stampa trattano singolarmente, non avendo ancora la mentalità per indagare la figura del "serial killer". La prima a rendersi conto degli elementi in comune tra gli omicidi è Loretta McLaughlin (K.Knightley), giornalista di costume che aspira alla cronaca, ma essendo donna non viene presa sul serio. Affiancata dalla collega Jean Cole (C.Coon), Loretta riuscirà a collegare gli omicidi tra loro, a trovare dei sospettati, a mettere all'angolo una polizia poco collaborativa, e a portare in prima pagina quello che verrà per sempre chiamato "Lo Strangolatore di Boston".

Per quanto il titolo richiami a una figura maschile, Lo Strangolatore di Boston di Matt Ruskin è un film che mette al centro due giornaliste che cercano di farsi strada in un mondo prettamente maschile e maschilista. Quella di Loretta McLaughlin e Jean Cole è una storia dal forte stampo femminista, due donne sulle tracce di un serial killer di donne, in un periodo storico in cui la figura femminile era relegata solo alla famiglia, mentre in campo giornalistico il loro compito si limitava alla recensione di elettrodomestici e al gossip. Il film ha il pregio di essere femminista senza essere stucchevole sull'argomento, senza inserire forzati momenti "girl power", ma semplicemente mettendo al centro della storia le due giornaliste e il loro lavoro.
Molto brave le due protagoniste. Keira Knightley si porta dietro la fama di attrice che a volte eccede in espressività (per dirla breve, una che fa le faccette), qui invece fa il lavoro opposto, gioca di sottrazione, di contenimento, piccoli gesti, micro espressioni, reazioni contenute, riuscendo ad essere molto solida e convincente. Stesso discorso per Carrie Coon, che alla sua Jean aggiunge anche un'aria di navigata esperienza.

Il film rientra nel filone dei crime movie, la ricostruzione delle indagini sullo Strangolatore non è perfetta, qualcosa è stato cambiato, ma nell'insieme risulta abbastanza accurata, così come la ricostruzione storica, soprattutto nelle fumose ambientazioni d'epoca, ma il film pecca nel ritmo, non riuscendo mai ad avere un vero picco emotivo. Non vediamo gli omicidi, li sentiamo soltanto, e aver deciso di non puntare troppo sulla la morbosità dell'atto dell'uccisione e dei corpi profanati non è necessariamente un male, ma una storia contorta e complessa come quella dello Strangolatore, piena di risvolti che portano a domande inquietanti che tirano in ballo più protagonisti, domande che ancora oggi non hanno risposta, avrebbe meritato un maggiore approfondimento e soprattutto maggiore tensione.

Guardando il film, l'associazione più immediata, per tematica e ambientazione giornalistica, è quella con Zodiac, ma Lo Strangolatore di Boston purtroppo non si avvicina al livello della pellicola di David Fincher, è comunque un buon film per una serata crime sul divano di casa, e per conoscere la storia di due giornaliste che aprirono la strada alle donne nel giornalismo investigativo.

-

lunedì 13 marzo 2023

Oscar 2023 - Tutti i vincitori

Si è tenuta la scorsa notte al Dolby Theatre di Los Angeles la 95a edizione degli Academy Awards, presentata da Jimmy Kimmel, che vede trionfare Everything Everywhere All at Once. La pellicola dei Daniels si aggiudica sette statuette tra cui miglior film, miglior regia, migliore attrice protagonista (Michelle Yeoh), migliori attori non protagonisti (Ke Huy Quan e Jamie Lee Curtis).
Quattro Oscar a "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Niente da fare per "Le Pupille" di Alice Rorhwacher e per Aldo Signoretti.


 

Ecco l'elenco dei vincitori:

MIGLIOR FILM
Everything Everywhere All at Once 

MIGLIOR REGISTA
Daniel Kwan, Daniel Scheinert (Everything Everywhere All at Once) 

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Brendan Fraser (The Whale) 

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Michelle Yeoh (Everything Everywhere All at Once) 

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Ke Huy Quan (Everything Everywhere All at Once) 

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Jamie Lee Curtis (Everything Everywhere All at Once) 

MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE:
Pinocchio 

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D'ANIMAZIONE
The Boy, the Mole, the Fox, and the Horse 

MIGLIORI COSTUMI
Black Panther: Wakanda Forever 

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
An Irish Goodbye 

MIGLIOR TRUCCO
The Whale 

MIGLIORE COLONNA SONORA
Niente di nuovo sul fronte occidentale 

MIGLIOR SONORO
Top Gun: Maverick 

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Women Talking 

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Everything Everywhere All at Once 

MIGLIORE FOTOGRAFIA
Niente di nuovo sul fronte occidentale 

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Navalny 

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO
The Elephant Whisperers 

MIGLIOR MONTAGGIO
Everything Everywhere All at Once 

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Niente di nuovo sul fronte occidentale (Germania) 

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
Naatu Naatu (RRR) 

 MIGLIORE SCENOGRAFIA
Niente di nuovo sul fronte occidentale 

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Avatar: La via dell'acqua

domenica 12 marzo 2023

The Whale - la recensione

Charlie (Brendan Fraser) è un professore di lettere pesantemente obeso, depresso, che vive recluso nel suo appartamento senza alcun contatto con l'esterno ad esclusione di Liz (Hong Chau), un'infermiera che va a trovarlo ogni giorno per assicurarsi che non muoia, e Ellie (Sadie Sink), la figlia adolescente con cui vorrebbe riallacciare i rapporti dopo otto anni. Persino il fattorino delle pizze non lo ha mai visto, limitandosi a lasciare la pizza sull'ingresso e a ritirare i soldi dalla buca delle lettere. Gli studenti di Charlie conoscono solo la sua voce, infatti lui tiene le sue lezioni da remoto, adducendo come scusa la webcam rotta.


Il film diretto da Darren Aronofsky, e tratto dallo spettacolo teatrale di Samuel D. Hunter (qui anche sceneggiatore), potrebbe ricordare per sommi capi un altro film del regista di qualche anno fa, cioè The Wrestler, in quel caso avevamo un wrestler costretto fuori dal ring per motivi di salute che cerca di adattarsi a una vita normale e di riallacciare i rapporti con la figlia, preferendo poi tornare sul ring consapevole che questo porterà alla sua morte.

Nel caso di The Whale, però, il tutto è estremamente più riuscito e meno didascalico, risultando molto più emotivamente coinvolgente. Il setting molto teatrale della casa di Charlie è claustrofobico e richiama le quinte di un palcoscenico, con gli attori che sembrano doversi fare strada attraverso corridoi e cunicoli per arrivare sul palco, rappresentato dal soggiorno dove Charlie passa la maggior parte del suo tempo. Abbiamo inoltre i consueti simbolismi tipici dei film di Aronofsky: il corpo di Charlie è la trappola in cui lui stesso si è rinchiuso, il suo mangiare è l'impulso autodistruttivo che mette in atto coscientemente, il suo lento e inesorabile suicidio è frutto del lutto profondissimo che lo ha colpito e da cui non riesce a riprendersi. Charlie vede se stesso come un mostro e decide di trasformarsi in quel mostro. La balena a cui il titolo fa riferimento è Moby Dick, il mostro, appunto, del romanzo di Melville più volte citato nel corso della pellicola, ma è difficile capire se Charlie sia la balena o se sia Achab, perché è difficile capire chi dei due sia alla fine il vero essere mostruoso in cui lui si identifica.

L'intera vita di Charlie, giunta ormai alla fine, è da lui vista come un lento e inesorabile scivolare verso l'abisso della mostruosità, un susseguirsi di errori, la prova del suo essere una persona indegna di amore, persino di quello di sua figlia che infatti ha abbandonato quando era bambina e che gli porta un rancore che Charlie sente di meritare e che sembra quasi aver cercato.

Interamente basato sui dialoghi e sui silenzi, il film si regge sulle spalle di un incredibile Brendan Fraser: sotto il trucco prostetico, l'attore canadese regala la performance della vita, i suoi ansimi, la sua fatica, sono la colonna sonora che ci accompagna in maniera sempre più angosciante nella spirale di dolore del protagonista, ma nonostante la drammaticità del tutto, Fraser non va mai oltre, non esagera mai, anzi, regala una interpretazione dove è la speranza e la positività di quest'uomo fragile e forte allo stesso tempo il vero leitmotiv. 

Premi vinti fin qui assolutamente meritati, chissà che non valga a Brendan Fraser una statuetta ai prossimi Oscar, sancendo definitivamente la rinascita di un attore di cui sentivamo la mancanza.

-

domenica 5 marzo 2023

Independent Spirit Awards 2023 - trionfa Everything Everywhere All at Once

Consegnati nella notte gli Independent Spirit Awards 2023, i premi del Cinema Indipendente, ed è stata un'altra serata di trionfo per Everything Everywhere All at Once.

Il film dei Daniels si porta a casa ben sette premi su otto nomination, compresi miglior film, regia, e i premi agli interpreti. Non ci sono più i premi al migliore attore o attrice ma delle categorie miste, Michelle Yeoh ha vinto il premio per l'interpretazione da protagonista, Ke Huy Quan da non protagonista, e Stephanie Hsu interpretazione d'esordio.

Negli ultimi anni gli Independent Spirit Awards sono diventati abbastanza indicativi in ottica Oscar e la strada di Everything Everywhere All at Once verso la vittoria dell'Academy Award sembra sempre più segnata.

Ecco tutti i vincitori.

Miglior Film
Everything Everywhere All at Once

Miglior Regista
Daniel Kwan and Daniel Scheinert, “Everything Everywhere All at Once”

Miglior film d’esordio
Aftersun

Migliore interpretazione da protagonista
Michelle Yeoh, “Everything Everywhere All at Once”

Migliore interpretazione da non protagonista
Ke Huy Quan, “Everything Everywhere All at Once”

Miglior interpretazione d’esordio
Stephanie Hsu, “Everything Everywhere All at Once”

Miglior sceneggiatura
Everything Everywhere All at Once

Miglior prima sceneggiatura
Emily the Criminal

Miglior fotografia
TÁR

Miglior montaggio
Everything Everywhere All at Once

Robert Altman Award
Women Talking

Miglior documentario
All the Beauty and the Bloodshed

Miglior film internazionale
Joyland

Premio “someone to watch”
Nikyatu Jusu, “Nanny”

Premio Truer Than Fiction
Reid Davenport, “I Didn’t See You There”

Premio John Cassavetes
The Cathedral

Premio ai produttori
Tory Lenosky

Miglior nuova serie di finzione
The Bear

Miglior serie non di finzione o documentario
The Rehearsal

Migliore interpretazione in una serie di finzione
Quinta Brunson, “Abbott Elementary”

Migliore interpretazione non protagonista in una serie di finzione
Ayo Edebiri, “The Bear”

Miglior cast d’insieme in una serie di finzione
Pachinko

-