domenica 29 maggio 2022

Festival di Cannes 2022 - Vince Triangle of Sadness. Tra i premiati, anche un po' d'Italia.

Si è conclusa ieri il Festival di Cannes 2022, festival che ha festeggiato i suoi 75 anni con un Concorso non proprio esaltante.

A vincere è stato il film Triangle of Sadness di Ruben Östlund, estremamente felice sul palco. Il regista vince così la sua seconda Palma d'Oro a soli quattro anni dalla prima (The Square, 2017). Annunciato il premio, il presidente di giuria Vincent Lindon ha dichiarato: "La Giuria è rimasta completamente scioccata da questo film".

Soddisfazione anche per l'Italia, con l'italo-belga Le Otto Montagne che ha vinto il Premio della giuria ex aequo con l'italo-polacco Eo.

Il premio per la Miglior Interpretazione Femminile è andato a Zara Amir Ebrahimi per Holy Spider, per la Miglior Interpretazione Maschile invece è stato premiato Song Kang Ho per Broker.

Per la conferenza stampa finale, la giuria si è presentata in sala piuttosto tranquilla e sorridente, a partire da Vincent Lindon, che ha dichiarato: "È stato fantasticamente bello.  Abbiamo speso due settimane insieme, nessuno ha alzato la voce, c’era gran rispetto e ammirazione e voglia di ascoltare. Ho imparato a guardare un film in maniera più matura. Ognuno ha usato le proprie energie per parlare dei film che ha amato ed è bello avere persone gentili attorno a te che ci tengono ad esaltare i registi che amano. Non ci sono state lotte, tutto è andato liscio. È molto piacevole e molto raro avere un gruppo come questo, parimenti diviso in uomini e donne, con persone di nazionalità e culture diverse. Poter vivere della nostra passione è un dono ed è bello averlo ricambiato. Abbiamo ricevuto e dato qualcosa. Stasera abbiamo cambiato per sempre la vita di alcune persone. A volte dare è bello quanto ricevere".

Seduta accanto a Lindon, una emozionata Jasmine Trinca: "È stata un’incredibile esperienza di condivisione. È una grande emozione potere condividere la sala insieme agli altri giurati e a tutti gli spettatori. Percepire lo stesso stato d’animo nei confronti di un film. Siamo stati molto seri, abbiamo cercato di vedere i film con il massimo di attenzione, di cura, e avendo il massimo rispetto. Il modo in cui abbiamo guardato questi film è un modo influenzato dalle emozioni, e questo deve essere guardare i film come degli spettatori, non solo come parte di una giuria. Siamo emozionati, in un senso positivo, per vedere i vincitori sul palco. Ma siamo anche tristi perché questo insieme di emozioni per tutti questi giorni non è stata una cosa da poco. Ci salutiamo con il cuore pieno".

Ecco l'elenco dei vincitori.

Palma d'Oro per il miglior film
Triangle of Sadness di Ruben Ostlund 

Gran Premio (ex-aequo)
Close di Lukas Dhont & Stars at Noon di Claire Denis 

Premio per l'Interpretazione Femminile
ZAR AMIR EBRAHIMI in Holy Spider di Ali Abbasi

Premio per l'Interpretazione Maschile
SONG kang-ho per Broker di Kore-Eda Hirokazu

Premio alla Regia
Park Chan-Wook per Decision to Leave

Premio della Giuria (ex-aquo)
Le otto montagne di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch &
EO di Jerzy Skolimowski

Premio alla Sceneggiatura
Tarik Saleh per Boy from Heaven

Premio per il 75esimo festival
Tori e Lokita dei fratelli Dardenne

Camera d'Or menzione speciale
PLAN 75 di Hayakawa Chie 

Camera d'Or per la miglior Opera Prima
WAR PONY, di Gina Gammell e Riley Keough

-
UN CERTAIN REGARD

Premio Un Certain Regard: LES PIRES de Lise AKOKA & Romane GUERET
Premio della Giuria: JOYLAND de Saim SADIQ
Premio per la regia: Alexandru BELC pour METRONOM
Premio per la migliore interpretazione (ex-aequo): Vicky KRIEPS in CORSAGE e Adam BESSA in HARKA
Premio per la migliore sceneggiatura: MEDITERRANEAN FEVER de Maha HAJ
Coup de cœur du Jury (colpo di fulmine della Giuria): RODÉO de Lola QUIVORON

mercoledì 25 maggio 2022

Cip e Ciop Agenti Speciali - la recensione

Chi è nato negli anni '80 non può non ricordare la serie animata della Disney Cip & Ciop Agenti Speciali, andata in onda tra la fine degli anni '80 e inizio anni '90, dove i due protagonisti, Cip e Ciop appunto, vivevano mille avventure in stile "Indiana Jones". Un cartone cult che ora torna in una nuova veste, film e animazione mista.

Los Angeles oggi è una città in cui esseri umani e personaggi animati, che siano di film, serie o videogiochi, vivono insieme, e dove Cip e Ciop non sono più una coppia da anni, cioè da quanto hanno "rotto" a causa della chiusura della serie. Cip ormai vive una vita ordinaria, fa l'assicuratore, è sempre l'impiegato del mese, ha una casa col giardino e un cane; Ciop invece si è sottoposto a un "intervento di CGI" e si è inserito nelle convention nostalgiche, con il suo stand, insieme ad altri vecchi personaggi che cercano di trovare, o ritrovare, visibilità. I due si incontreranno di nuovo e saranno costretti ad unire le forze per salvare la vita del loro amico Monterrey Jack, rapito dai "banditi della valle", una banda che sequestra i vecchi cartoni animati e gli cambia i connotati per fargli girare brutti reamke di serie B, e a capo di questa banda c'è un insospettabile personaggio ormai invecchiato (male!).

Cip e Ciop Agenti Speciali è un film molto intelligente, astuto, sotto alcuni aspetti anche geniale, e soprattutto mai ruffiano. L'operazione messa in piedi è molto simile a quella fatta da Robert Zemeckis nel 1988 con il capolavoro Chi Ha Incastrato Roger Rabbit, ma non c'è mai l'intento di copiare, più che altro, quello di ripercorrere i suoi passi, e non solo con il particolare uso dell'animazione. Il film è a tecnica mista, live action e animazione, che recentemente abbiamo visto anche in Space Jam Legacy e Detective Pikachu, ma qui i diversi tipi di animazione che si incrociano sono molti di più, c'è l'animazione 2D, la perfetta animazione in 3D di oggi, la prima animazione in 3D, piena di difetti, e c'è anche la stop-motion. Tecnicamente è davvero bello da guardare, le animazioni diverse comunicano tra loro in modo molto naturale e fluido, a partire dai due minuscoli protagonisti, Cip in 2D e Ciop in 3D.
Tutto il film è un susseguirsi di umorismo, autoironia e citazioni molto nerd, non solo dal mondo Disney, basti pensare a "Ugly Sonic", cioè la prima versione di Sonic del film che tanto aveva inorridito il pubblico, qui riproposta come vero personaggio scartato e in cerca di visibilità. Sono tanti gli easter egg e le "chicche" da notare, dai personaggi sullo sfondo ai falsi film che vengono citati (uno su tutti, Meryl Streep in versione Mr. Doubtfire!), particolari che molto probabilmente solo il pubblico più adulto potrà capire, così come un certo tipo di umorismo e di battute (non guarderete più Peter Pan nello stesso modo). Il film prende in giro anche l'attualità del Cinema, perso tra mille reboot, remake, sequel e saghe, e lo fa mettendo al centro proprio due personaggi del passato che ritornano nelle loro vecchie vesti.
L'unico punto debole del film è forse la trama, un po' semplicistica, molto basilare e ovvia, pensata evidentemente per il pubblico più piccolo. Si potrebbe dire che il film viaggia su due livelli, uno ad altezza bambino, con una classica rocambolesca storia di amicizia ritrovata, l'altro ad altezza adulto, tra umorismo e citazioni. Se avessero investito di più sul livello per gli adulti, probabilmente avremmo avuto un vero e proprio cult.

Cip e Ciop Agenti Speciali è un esperimento riuscito, divertente e tecnicamente perfetto.

martedì 10 maggio 2022

Doctor Strange – Nel Multiverso della Follia: la recensione

Approda nelle sale italiane Doctor Strange nel Multiverso della Follia, il secondo episodio della saga sul potente Stregone dal mantello rosso.

Steven Strange (Benedict Cumberbatch), reduce dagli eventi di Spiderman: No Way Home, si risveglia dopo uno strano sogno per recarsi al matrimonio della bella Christine Palmer (Rachel McAdams), sua ex collega, amica, oltre che storia d’amore irrisolta. Durante il ricevimento però, un mostro tentacolare minaccia la città, all’inseguimento di una misteriosa ragazzina, America Chavez (Xochitl Gomez), che Steven ricorda di aver già incontrato. La ragazza sarà la chiave per introdurre il Multiverso e Steven dovrà chiedere aiuto a Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen), in esilio dopo i fatti di WandaVision, per proteggerla.

Nel complesso la pellicola risulta riuscita, con la sola parte centrale meno convincente, forse troppo introduttiva e che strizza un po' l'occhio al fan service. Tuttavia, chi si aspetta una vicenda in stile Avengers: Endgame, potrebbe uscire dalla sala deluso.
Alla regia troviamo un Sam Raimi in forma smagliante, al suo ritorno nel mondo dei cinecomic quindici anni dopo Spider-Man 3. Il regista colora la sua opera a forti tinte horror, contornando il tutto con una colonna sonora resa iconica da un fantastico Danny Elfman
Il cast, qualitativamente al massimo delle proprie potenzialità, si muove su una sceneggiatura ben scritta e credibile, anche se a tratti un po' piatta. Come sempre nei film dell'Universo Marvel, il livello tecnico sfiora l'eccellenza, offrendo degli effetti speciali e visivi decisamente degni di nota.

C'è da augurarsi che Sam Raimi accompagni Doctor Strange ancora a lungo, perché questa sterzata di novità, con il suo stile, giova ai ritmi della storia e le dona uno spessore totalmente innovativo. 

Francesca Matteucci

venerdì 6 maggio 2022

Licenziato da Netflix per "condotta inaccettabile", Frank Langella si difende e incolpa la "cancel culture".

È passato quasi un mese dalla notizia del licenziamento di Frank Langella da La caduta della casa degli Usher, serie Netflix diretta da Mike Flanaghan.

L'attore, 84 anni, è stato licenziato per "condotta inaccettabile" e molestie, dopo la lamentela di una giovane attrice del cast che ha denunciato alla produzione di essere stata toccata in modo inappropriato dall'attore. Il tutto è successo a tre settimane dalla fine delle riprese e Netflix, dopo aver svolto delle indagini interne, ha licenziato Langella e poi ha deciso di adottare lo stesso metodo usato per Kevin Spacey in Tutti i Soldi del Mondo, cioè cancellare l'attore e rigirare tutte sue scene con il sostituto, Bruce Greenwood.

Dopo giorni di silenzio, Frank Langella ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti, puntando il dito contro la a "cancel culture". Quello che si evince dal suo racconto, al di là di quanto si voglia credere a una o all'altra parte, è come sui set oggi, dopo l'ondata del #MeToo, ci sia molta più attenzione verso determinati comportamenti, soprattutto quando si devono girare scene d'amore, con l'ingresso di questa nuova figura, il coordinatore di intimità, a controllare che nessuno faccia più di quanto stabilito, e come questo stia portando attori e attrici a doversi adattare a qualcosa di nuovo, a un nuovo modo di stare sul set, e c'è chi ci riesce e chi no. Ma viene fuori anche il rovescio della medaglia, cioè quanto sia facile fraintendere, esagerare o esasperare, con le produzioni, in questo caso Netflix, molto preoccupate di evitare scandali e proteggere la propria immagine.

Ecco le parole dell'attore, che ha scritto una lunga lettera a Deadline.

"Sono stato cancellato. Così, all'improvviso. Nella crescente follia che attualmente pervade il nostro ambiente, non avrei mai potuto immaginare che le parole "danni collaterali" sarebbero state applicate a me. Hanno portato con sé un peso che non mi ero aspettato di dover sopportare nei decenni conclusivi della mia carriera. E insieme a questo è giunto un senso imprevisto di grave pericolo. Sono stato licenziato da Netflix per quello che hanno deciso fosse un comportamento inaccettabile sul set. Il mio primo istinto è stato quello di incolpare, di attaccare e cercare vendetta. Ho fatto colloqui con responsabili di gestione di crisi, tosti avvocati online, quelli che offrono comprensione professionale per 800 dollari l'ora. Mi hanno anche offerto consigli gratuiti: "Non fare la vittima". "Non citarli in giudizio, scaveranno nel tuo passato". "Firma l'accordo di non divulgazione, prendi i soldi e scappa". "Vai ai talk show, mostra pentimento, fingi umiltà, Dì che hai imparato un sacco". Scusati, scusati, scusati.
Avevo il ruolo protagonista di Roderick Usher in La caduta della casa degli Usher, modernizzata in una serie di otto episodi per Netflix. Un ruolo splendido, che ero giunto a considerare come probabile mio ultimo canto del cigno. Una cosa profetica in modo bizzarro, nelle attuali circostanze. Il 25 marzo di quest'anno interpretavo una scena d'amore con l'attrice che fa la mia giovane moglie. Entrambi eravamo interamente vestiti. Ero seduto su un divano e lei era in piedi di fronte a me. Il regista ha dato lo stop. "Mi ha toccato la gamba" - ha detto l'attrice - "Non era nel blocking" (il piano con cui vengono coreografate le azioni prima di girare una scena, ndr). Poi si è girata e se n'è andata dal set, seguita dal regista e dal coordinatore per le scene intime. Ho cercato di seguirla ma mi hanno chiesto di "darle un po' di spazio". Ho aspettato per circa un'ora, quando mi hanno detto che non sarebbe tornata sul set e che avevamo finito. Poco tempo dopo, è iniziata un'indagine.

Circa una settimana dopo, l'ufficio Risorse Umane ha chiesto di parlarmi al telefono. "Prima che iniziasse la scena d'amore il 25 marzo" - ha detto chi mi interrogava - "il nostro coordinatore per le scene intime ha suggerito a entrambi dove mettere le mani. Ci è stato detto che lei ha risposto "questo è assurdo!". "Sì" - ho risposto - "l'ho fatto e ne sono ancora convinto". Era una scena d'amore di fronte a una telecamera. Dettare per legge dove mettere le mani, per me, è ridicolo. Danneggia l'istinto e la spontaneità. Verso la fine della nostra conversazione, lei ha suggerito che non contattassi la signorina, il coordinatore per le scene intime o chiunque altro nell'azienda. "Non vogliamo rischiare dei contraccolpi", mi ha detto. Quando le ho detto che certo non era mia intenzione di... mi ha interrotto cortesemente e ha detto "Non ci interessano le intenzioni. Neflix si occupa solo degli effetti".

Quando è protagonista, un attore deve, secondo me, dare l'esempio mantenendo un'atmosfera leggera e amichevole. Tuttavia, questo faceva parte dell'accusa: 1. "ha raccontato una barzelletta sconcia". 2. "A volte mi ha chiamato tesoro o bambina". 3. "Mi ha abbracciato o mi ha toccato la spalla". "Non puoi fare questo, Frank" - mi ha detto il produttore - "non puoi scherzare. Non puoi fare complimenti. Non puoi toccare. È il nuovo ordine". Il 13 aprile, il titolo seguente è apparso su TMZ: "Frank Langella è stato licenziato da Netflix per aver palpeggiato un'attrice tra un ciak e l'altro e lei ha lasciato il set infuriata". Si faceva il nome dell'attrice. Era la stessa giovane donna che mi aveva accusato di "toccarle la gamba" durante le riprese della scena d'amore. Il giorno successivo l'articolo fu corretto in "Frank Langella non è stato licenziato ma è oggetto di indagine". In questa versione, il nome dell'attrice era cancellato. Quel pomeriggio stesso, sono stato licenziato. Netflix non mi ha dato udienza. La mia richiesta di un faccia a faccia con l'attrice è stata rifiutata. I registi e il produttore hanno smesso di rispondere alle mie email e alle mie telefonate. 30 minuti dopo il mio licenziamento, è arrivata una lettera al cast e alla troupe ed è stato mandato immediatamente un comunicato stampa. I miei rappresentanti ed io non abbiamo avuto opportunità di commentare o collaborare alla narrazione.

Non posso parlare delle intenzioni dei miei accusatori o di Netflix, ma l'impatto su di me è stato incalcolabile. Ho perso una parte fantastica, la possibilità di guadagni futuri e forse dovrò affrontare un periodo di disoccupazione. Netflix mi ha eliminato dopo tre mesi di lavoro, a sole tre settimane dalla fine delle riprese e devo ancora essere pagato interamente per il mio lavoro. Cosa ancora più importante, la mia reputazione è stata sporcata. Questi affronti sono, per me, la vera definizione di comportamento inaccettabile. La cancel culture è l'antitesi della democrazia. Reprime la conversazione e il confronto. Limita la nostra capacità di ascoltare, mediare e scambiare punti di vista antitetici. Cosa ancora più tragica, annienta il giudizio morale. Questo non è giusto. Questo non è americano.

Frank Langella. "

mercoledì 4 maggio 2022

David di Donatello 2022 - Trionfo per È Stata la Mano di Dio e Freaks Out

Si è tenuta ieri sera, negli studi di Cinecittà, la 67a edizione dei David di Donatello.

A trionfare, come previsto, è stato il film di Paolo Sorrentino È Stata la Mano di Dio, che ha ricevuto cinque David, tra cui miglior film, regia, e attrice non protagonista a Teresa Saponangelo, ma a portarsi a casa il maggior numero di statuette è stato Gabriele Mainetti con il suo Freaks Out, che ha vinto ben sei David. Un bel segnale tutti questi premi a un film che nel panorama italiano è anomalo, sperando che prima o poi non sarà più così, e anche a un film che la produzione ha fortemente voluto far uscire in sala e non in streaming.

Silvio Orlando (Ariaferma) e la giovane Swamy Rotolo (A Chiara) sono stati premiati come migliori protagonisti, Eduardo Scarpetta (Qui Rido Io) invece ha vinto come migliore attore non protagonista.

Belfast di Kenneth Branagh è stato premiato come miglior film internazionale. Ennio di Giuseppe Tornatore è il miglior documentario. Giovanna Ralli ha ricevuto il David alla Carriera, mentre Sabrina Ferilli e Antonio Capuano hanno ricevuto un David Speciale.

Ecco tutti i vincitori.

Miglior film: È stata la mano di Dio
Miglior regia: Paolo Sorrentino per È stata la mano di Dio 
Miglior attrice protagonista: Swamy Rotolo per A Chiara
Miglior attore protagonista: Silvio Orlando per Ariaferma
Miglior attrice non protagonista: Teresa Saponangelo per È stata la mano di Dio
Miglior attore non protagonista: Eduardo Scarpetta per Qui Rido Io
Miglior esordio alla regia: Laura Samani con Piccolo Corpo
Miglior documentario: Ennio, di Giuseppe Tornatore
Migliore sceneggiatura originale: Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero e Valia Santella per Ariaferma
Miglior sceneggiatura non originale: Monica Zapelli e Donatella Di Pietrantonio per Arminuta
Miglior produttore: Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi, Massimo Guerra (Lucky Red) e Gabriele Mainetti (Goon Film) per Freaks Out 
Miglior fotografia: Daria D'Antonio per È stata la mano di Dio e Michele D'Attanasio per Freaks Out
Miglior compositore: Nicola Piovani per I Fratelli De Filippo
Miglior canzone originale: La profondità degli Abissi di Manuel Agnelli
Miglior scenografia: Massimiliano Surriale e Ilaria Fallacara
Migliori costumi: Ursula Patzak per Qui Rido Io
Miglior trucco: Diego Prestopino, Emanuele e Davide De Luca per Freaks Out 
Miglior acconciatura: Marco Perna per Freaks Out
Migliore montaggio: Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci per Ennio
Miglior cortometraggio: Maestrale di Nico Bonomolo
Miglior film internazionale: Belfast, di Kenneth Branagh
David giovani: È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino
David dello spettatore: Me contro Te il Film – Il Mistero della Scuola Incantata
David alla carriera: Giovanna Ralli
David speciale: Sabrina Ferilli ; Antonio Capuano