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mercoledì 3 dicembre 2014

'A Most Violent Year' trionfa ai National Board of Review

La stagione dei premi ha ormai preso il via, dopo il New York Film Critics Circle è il National Board of Review - associazione no profit di critici americani - ad indicare i migliori film dell'anno.

Secondo il NBR il miglior film dell'anno è 'A Most Violent Year' di J.C.Chandor, con Jessica Chastain e Oscar Isaac. Il film si è portato a casa anche i premi come migliore attore protagonista per Isaac, ex aequo con Michael Keaton ('Birdman'), e quello come migliore attrice non protagonista alla Chastain.

Clint Eastwood è stato premiato come migliore regista per il controverso 'American Sniper'. Migliore attrice protagonista Julianne Moore per 'Still Alice'. Edward Norton è il migliore attore non protagonista ('Birdman').
Miglior film d'animazione è andato a 'Dragon Trainer 2' ma a 'The LEGO Movie' è andato il premio per la migliore sceneggiatura originale.

I premi verranno consegnati il 6 gennaio a New York. Ecco l'elenco dei vincitori, e le top 2014 per film, documentari, film indipendenti e film stranieri:

- Best Film:  A Most Violent Year
- Best Director:  Clint Eastwood (American Sniper)
- Best Actor (TIE):  Oscar Isaac (A Most Violent Year); Michael Keaton (Birdman)
- Best Actress: Julianne Moore (Still Alice)
- Best Supporting Actor:  Edward Norton (Birdman)
- Best Supporting Actress:  Jessica Chastain (A Most Violent Year)
- Best Original Screenplay:  Phil Lord & Christopher Miller (The LEGO Movie)
- Best Adapted Screenplay:  Paul Thomas Anderson (Inherent Vice)
- Best Animated Feature:  How to Train Your Dragon 2
- Breakthrough Performance:  Jack O’Connell (Starred Up - Unbroken)
- Best Directorial Debut:  Gillian Robespierre (Obvious Child)
- Best Foreign Language Film:  Wild Tales
- Best Documentary:  Life Itself
- William K. Everson Film History Award:  Scott Eyman
- Best Ensemble:  Fury
- Spotlight Award:  Chris Rock for writing, directing, and starring in 'Top Five'
- NBR Freedom of Expression Award:  Rosewater
- NBR Freedom of Expression Award:  Selma

TOP 2014 FILMS
American Sniper
Birdman
Boyhood
Fury
Gone Girl
The Imitation Game
Inherent Vice
The Lego Movie
Nightcrawler
Unbroken

Top 5 Foreign Language Films
Force Majeure
Gett: The Trial of Vivian Amsalem
Leviathan
Two Days, One Night
We Are the Best!

Top 5 Documentaries
Art and Craft
Jodorowsky’s Dune
Keep On Keepin’ On
The Kill Team
Last Days in Vietnam

Top 10 Independent Films
Blue Ruin
Locke
A Most Wanted Man
Mr. Turner
Obvious Child
The Skeleton Twins
Snowpiercer
Stand Clear of the Closing Doors
Starred Up
Still Alice

mercoledì 5 febbraio 2014

'All Is Lost - Tutto è Perduto' - la recensione

Presentato al Festival di Cannes 2013, 'All Is Lost' di J.C. Chandor vede un solo ed unico (grande) protagonista: Robert Redford.

Oceano Indiano, un uomo naviga con la sua barca a vela e, improvvisamente, s'incaglia su un container caduto da una nave che gli lascia uno squarcio sullo scafo. Riparato in modo approssimativo e con grande pazienza il danno, arrivano i problemi veri. Una tempesta si avvicina, l'uomo si organizza nel migliore dei modi ma la barca non regge, si rovescia e affonda. L'uomo, sul gommone di salvataggio, va alla deriva. I viveri scarseggiano, cercare aiuto nelle poche enormi navi commerciali che passano è praticamente impossibile. L'uomo si ritrova solo contro la natura. Come dice il titolo, tutto è perduto.

Due ore di film, un solo protagonista in lotta per la sopravvivenza. Robert Redford è il film, riempie tutti gli spazi, non parla quasi mai (all'inizio, una richiesta d'aiuto e un "fuck" gridato al cielo), non ci dice praticamente nulla dell'uomo che interpreta ma ce lo racconta con i gesti, con la pazienza e la calma di chi sa che nel bel mezzo del nulla non può semplicemente aspettare che qualcuno arrivi in aiuto, e allora lui si organizza, ripara quello che c'è da riparare, abbandonato da qualsiasi strumento tecnologico cerca di imparare ad usare gli strumenti per calcolare la posizione, resiste al mare in burrasca che più di una volta lo mette alle strette, tutto con grande dignità e coraggio. Il regista lo segue senza aggiungere altro e Redford lo ripaga con la sua innata presenza scenica e una grande interpretazione.
La storia ci parla di sopravvivenza, un uomo a cui va tutto male, un susseguirsi di sfortune che sembra non avere fine, l'impotenza di un uomo davanti agli eventi della natura, ma ci parla anche di un uomo che resiste, lotta, si rimbocca le maniche come forse oggi non siamo più abituati a fare. Un film che ha una trama ridotta all'osso ma non scarna, una regia semplice che non cerca mai di enfatizzare o drammatizzare i fatti, lascia tutto al protagonista e tiene bene la tensione per tutta la sua durata. Forse alla fine al regista è mancato un po' di coraggio nel dare un colpo deciso alla trama preferendo risolvere la (dis)avventura del protagonista in modo "consolante" ma che va un po' nel senso opposto rispetto il resto del film.

Sicuramente un film da vedere, soprattutto per il grande Robert Redford, che probabilmente avrebbe meritato maggiore considerazione dell'Academy in vista degli Oscar.