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lunedì 2 marzo 2026

Actors Awards _ Sinners vince come miglior cast.

Si sono tenuti nella notte gli Actors Awards 2026, gli ex SAG Awards, il premio del sindacato degli attori e che è sempre stato abbastanza indicativo in ottica Oscars, anche se negli ultimi anni i due premi non sempre sono andati a braccetto.

A vincere il premio per il miglior cast è stato Sinners - I Peccatori, che a sorpresa si è portato a casa anche il premio per il migliore attore protagonista, andato a Michael B. Jordan, che così si rilancia per la corsa all'Oscar, in quella che sembra una sfida a due con Timothée Chalamet.
Il premio miglior cast invece equivale a miglior film e negli anni scorsi, i due premi hanno spesso avuto gli stessi vincitori, ma quest'anno l'Academy ha inserito la categoria miglior cast, quindi il premio agli Actors Award potrebbe non essere più così indicativo per la categoria miglior film.
Anche nelle categorie dei non protagonisti, i giochi in vista degli Academy Awards sono aperti, ieri sera infatti a vincere sono stati Sean Penn (Una Battaglia Dopo l'Altra) e Amy Madigan (Weapons).
Sta facendo invece un vero en plein Jessie Buckley, che con il suo ruolo in Hamnet ha vinto Golden Globe, BAFTA, Critics Choice Award, e ora anche l'Actor Award come migliore attrice. Un dominio per l'attrice irlandese.

Per la TV, a trionfare sono state The Pitt e The Studio. Grande commozione per il premio come migliore attrice in una serie commedia a Catherine O'Hara, scomparsa lo scorso 30 gennaio. A ricevere il premio per lei è stato Seth Rogen, produttore e autore di The Studio: "So che sarebbe stata onorata di ricevere questo premio dai suoi colleghi attori, che rispettava profondamente: era una grande fan di tutti voi. Era generosa, gentile e cortese, senza mai minimizzare il suo talento e la sua capacità di contribuire al lavoro che stavamo facendo. [...] Ha dimostrato che si può essere al tempo stesso un genio e una persona gentile, e che una cosa non deve mai andare a discapito dell'altra. [...] Se nella vostra vita ci sono persone che non conoscono il suo lavoro, mostrategli Catherine O'Hara che balla sulle note di Harry Belafonte in 'Beetlejuice', oppure che si fa male al ginocchio in 'Best in Show' e fa quel movimento incredibile mentre zoppica. E mentre ridono, dite loro che quella è Catherine O'Hara, e che siamo stati fortunati a vivere in un mondo in cui ha condiviso così generosamente il suo talento con noi".

Grande emozione anche per il premio alla carriera al grande Harrison Ford, che sul palco si è sciolto in lacrime. Molto bello il discorso di ringraziamento:
"Vi sono incredibilmente grato per questa attenzione, ma, tanto per essere chiari, mi sento anche un po’ umiliato. Mi trovo in una stanza piena di attori, molti dei quali sono qui perché candidati a un premio che riconosce il loro straordinario lavoro. Io invece mi trovo qui per ricevere un premio per il fatto di essere ancora vivo. Trovo un po’ strano ricevere un Premio alla Carriera a metà della mia carriera. Non trovate che sia un po’ presto? Sono un attore che ancora lavora. 
[…] Ero un po’ sperso. A scuola ero un disastro, mi sentivo solo. Poi ho stretto amicizia con il gruppo che metteva in scena gli spettacoli, che quindi raccontava storie. Persone che prima mi sembravano dei disadattati e dei nerd sono diventate il mio gruppo di amici.
[…] Il lavoro che faccio insieme agli altri attori è una delle grandi gioie della mia vita. La mia carriera è fondata sul loro lavoro così come sul lavoro degli sceneggiatori, dei registi e di ogni singolo componente dei cast e delle troupe con cui ho condiviso il set (…) Da attori, abbiamo l'opportunità di vivere diverse vite e di esplorare idee che rendono importante la nostra esperienza condivisa. Le storie che raccontiamo hanno il raro dono di creare momenti di condivisione emotiva. Ci uniscono. Quindi, anche se in questa stanza ognuno sta attraversando un diverso momento della propria esistenza e carriera, condividiamo una cosa fondamentale: il privilegio di lavorare nel mondo delle idee, dell'empatia, dell'immaginazione. Qualche volta facciamo intrattenimento, altre volte arte. A volte siamo fortunati perché facciamo entrambe le cose e, se siamo molto fortunati, possiamo guadagnarci da vivere facendo questo.
[…] Il successo in questo mondo ci dà una certa libertà, che si accompagna alla responsabilità di sostenerci l'un l'altro, di aiutarci quando possiamo, di tenere la porta aperta per il prossimo ragazzo che si sente perso e sta cercando un posto a cui appartenere. Io sono un uomo fortunato perché ho trovato il mio posto, perché faccio un lavoro che mi stimola e posso ancora farlo. Non è una cosa che do per scontata".

Ecco tutti i vincitori della serata.

CINEMA

Miglior cast in un film: Sinners  - I peccatori 
Miglior attrice protagonista: Jessie Buckley, Hamnet - Nel nome del figlio
Miglior attore protagonista: Michael B. Jordan, Sinners - I peccatori
Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan, Weapons
Miglior attore non protagonista: Sean Penn, Una battaglia dopo l'altra
Miglior cast di stuntman in un film: Mission: Impossible - The Final Reckoning
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TELEVISIONE

Miglior cast in una serie drammatica: The Pitt
Miglior attrice in una serie drammatica: Keri Russell, The Diplomat
Miglior attore in una serie drammatica: Noah Wyle, The Pitt
Miglior cast in una serie commedia: The Studio
Miglior attrice in una serie commedia: Catherine O'Hara, The Studio
Miglior attore in una serie commedia: Seth Rogen, The Studio
Miglior attrice in un film televisivo o mini-serie: Michelle Williams, Dying for Sex
Miglior attore in un film televisivo o mini-serie: Owen Cooper, Adolescence
Miglior cast di stuntman in una serie televisiva: The Last of Us

Screen Actors Guild Award alla carriera: Harrison Ford

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lunedì 12 gennaio 2026

Golden Globes 2026 - vincono 'Una Battaglia Dopo l'Altra' e 'Hamnet'

Si sono tenuti nella notte i Golden Globes 2026, i premi a Cinema e TV da parte della stampa estera.

A trionfare, per il Cinema, sono stati Una Battaglia Dopo l'Altra di Paul Thomas Anderson, e Hamnet di Chloe Zhao.
Il film di Anderson ha portato a casa quattro premi, tra cui Miglior Film commedia o musical, regia, attrice non protagonista (Teyana Taylor) e migliore sceneggiatura. E si conferma come il film favorito della stagione dei premi, ma attenzione al "ritorno" di Hamnet. Il film di Chloe Zhao si è portato a casa due premi importanti, Miglior Film Drammatico e migliore attrice protagonista, con Jessie Buckley che è decisamente la favorita per l'Oscar.

Qualche sorpresa nelle altre categorie attoriali. Se la vittoria di Timothée Chalamet (Marty Supreme) come migliore attore commedia o musical era molto probabile, meno scontata quella di Wagner Moura (Agente Segreto) che ha vinto il premio come migliore attore drammatico. Piccola sorpresa anche nella categoria migliore attore non protagonista, dove il favorito era Jacob Elordi ma a trionfare è stato invece Stellan Skarsgård per Sentimental Value. Nella categoria Migliore attrice commedia o musical, Rose Byrne (If I Had Legs I’d Kick You) ha "battuto" le più quotate Emma Stone e Amanda Seyfried.

Serata un po' magra per Sinners - I Peccatori che, nonostante le tante nomination, torna a casa con due soli premi, migliore colonna sonora e Miglior Successo al Cinema e al Box Office.

Per la Televisione, grande serata per The Pitt (migliore serie drama e migliore attore drama) e The Studio (migliore serie commedia o musical e migliore attore), ma il grande dominatore è stato, proprio come agli Emmy, Adolescence. La miniserie britannica ha portato a casa quattro premi: Miglior miniserie, migliore attore in una miniserie, migliore attore non protagonista e attrice non protagonista in una miniserie.

Ecco l'elenco dei vincitori di Cinema, Television, Podcast e Stand-up Comedy.

CINEMA

Miglior film drammatico
Hamnet

Miglior film commedia o musical
Una battaglia dopo l'altra

Miglior attore protagonista – film drammatico
Wagner Moura, L'agente segreto

Miglior attrice protagonista – film drammatico
Jessie Buckley, Hamnet

Miglior attore protagonista – film commedia o musicale
Timothée Chalamet, Marty Supreme

Miglior attrice protagonista – film commedia o musicale
Rose Byrne, If I Had Legs I’d Kick You

Miglior attore non protagonista
Stellan Skarsgård, Sentimental Value

Miglior attrice non protagonista
Teyana Taylor, Una battaglia dopo l'altra

Miglior sceneggiatura
Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l'altra

Miglior film in lingua non inglese
L'agente segreto

Miglior film d’animazione
KPop Demon Hunters

Miglior colonna sonora originale
Ludwig Göransson, Sinners - I peccatori

Miglior canzone originale
"Golden", da KPop Demon Hunters

Miglior Successo al Cinema e al Box Office
Sinners - I peccatori
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TELEVISIONE

Miglior serie tv commedia o musicale
The Studio

Miglior serie tv drammatica
The Pitt

Miglior miniserie
Adolescence

Miglior attore – serie tv drammatica
Noah Wyle, The Pitt

Miglior attrice – serie tv drammatica
Rhea Seehorn, Pluribus

Miglior attrice – serie tv commedia o musicale
Jean Smart, Hacks

Miglior attore – serie tv commedia o musicale
Seth Rogen, The Studio

Miglior attrice – miniserie
Michelle Williams, Dying for Sex

Miglior attore – miniserie
Stephen Graham, Adolescence

Miglior attore non protagonista
Owen Cooper, Adolescence

Miglior attrice non protagonista
Erin Doherty, Adolescence
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PODCAST E STAND-UP COMEDY

Miglior podcast
Good Hang With Amy Poehler

Miglior special di stand-up
Ricky Gervais: Mortality
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Golden Globe alla carriera
Helen Mirren

Golden Globe alla carriera - TV
Sarah Jessica Parker

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sabato 26 settembre 2020

Sto Pensando di Finirla Qui - la recensione

E' su Netflix il nuovo film di Charlie Kaufman, regista del bellissimo Anomalisa ma, soprattutto, sceneggiatore di Eternal Sunshine of the Spotless Mind e Essere John Malkovich.

Basterebbe guardare alla filmografia di questo autore per farsi subito un'idea del tipo di film che si sta per guardare e di come porsi nella visione, e bisogna riconoscere a Netflix una certa dose di coraggio nel produrre una pellicola del genere, sicuramente non di immediata fruizione.


Jake (Jesse Plemons) porta la sua ragazza Lucy (Jessie Buckley) a conoscere i suoi genitori, I due sono una coppia affiatata, nonostante stiano insieme da pochi mesi, eppure Lucy appare da subito alienata rispetto a questa relazione, quasi estranea. Veniamo subito catapultati nella sua mente, è infatti la sua voce a narrare più che gli avvenimenti, i sentimenti e i pensieri che animano la ragazza.

Se in un primo momento la visione introspettiva sembra predominante, appare subito chiaro una volta giunti a casa dei genitori di Jake, che c'è di più, che il tempo e lo spazio iniziano a essere nebulosi, che il tutto è ammantato di inquietudine, ben al di là di quella semplicemente derivante dalle paure di Lucy riguardo la sua storia d'amore. Charlie Kaufman contorce la realtà e la ripropone filtrata attraverso una logica a metà fra l'onirico e lo psicanalitico, confondendo lo spettatore e allo stesso tempo imprigionandolo all'interno della narrazione, rendendogli impossibile smettere di guardare nonostante il senso di claustrofobia continui a crescere. Bisogna arrivare fino alla fine per riuscire a capire cosa sta accadendo e per comprendere (non pienamente, certo, questo è il tipico film che necessita e invoglia una seconda visione almeno) il significato della storia e dei personaggi.

La scrittura paranoica e soffocante di Kaufman è intrecciata con la regia delirante e la fotografia cupa, ed è sicuramente un film che bisogna seguire con attenzione per poterne cogliere pienamente le scene e le citazioni nascoste. Non prova nemmeno a essere un film per tutti, ed è indubbio che se non si apprezza il tipo di cinema proposto dall'autore, ci si ritrovi ben presto a esserne respinti, a chiedersi cosa si sta guardando, a interrompere la visione, specialmente trattandosi di una piattaforma streaming. In realtà, con un po' di pazienza e soprattutto lasciandosi trasportare dalla visione, vale assolutamente la pena, se non altro perché le interpretazioni sono magistrali, non solo quelle dei protagonisti ma anche, anzi soprattutto, quelle di Toni Collette e David Thewlis nel ruolo dei genitori.

E poi c'è il finale, che dà senso a tutta la visione, che apre a innumerevoli interpretazioni, che fa riflettere e discutere, che riassume l'interezza stessa del film e, forse, anche la filmografia di un autore che certamente non passa inosservato.