giovedì 18 gennaio 2018

L'Ora Più Buia - la recensione


Maggio 1940. Appena nominato Primo Ministro, dopo le dimissioni di Neville Chamberlain, e con l'esercito tedesco che sta sbaragliando ogni difesa nell'europa centrale, Winston Churchill si trova ad affrontare il momento più buio della storia del suo paese. Ha un carattere irascibile e lunatico, ma una volontà ferrea che non ammette resa, anche quando i suoi stessi alleati politici sono contro di lui. Appoggiato dal Parlamento e con un'incredibile partecipazione popolare, ordina di radunare una immensa flotta civile per recuperare più di trecentomila soldati intrappolati sulla spiaggia francese di Dunkerque e pronuncia un discorso diventato inconico: "We shall go on to the end. We shall fight in France, we shall fight on the seas and oceans, we shall fight with growing confidence and growing strength in the air, we shall defend our island, whatever the cost may be. We shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender".

Il regista inglese Joe Wright, dopo il passo falso compiuto con Pan - Viaggio sull'Isola che non c'è, si fa perdonare e torna ai fasti che hanno caratterizzato pellicole come Orgoglio e Pregiudizio e soprattutto Espiazione, dirigendo con maestria un film storico dal sapore fortemente celebrativo, senza mai scadere nel retorico, riuscendo a essere emozionante e teso nonostante gli eventi siano ben noti, e nonostante la connotazione patriottica.
Certo, non si sta parlando di un capolavoro e a volte il film tende a essere un po' troppo carico, ma se ci si lascia prendere dallo spirito del momento, si riesce a passarci sopra facilmente.
E poi, naturalmente, c'è Gary Oldman.
Perché non si può negare che L'Ora più Buia sia, principalmente e sopra ogni cosa, un film costruito su un personaggio e una performance monumentale di un attore straordinario. Un plauso va al trucco, perfetto nel redere le sembianze di Oldman incredibilmente simili a quelle che si possono vedere nelle foto d'epoca, ma, non c'è nulla da fare, il lavoro è tutta farina del sacco dell'attore vincitore del Golden Globe (e a cui, ci sembra quasi scontato dire che andrà quasi sicuramente l'Oscar).
Protagonista assoluto, dalla presenza scenica imponente, è impossibile staccargli gli occhi di dosso in ogni momento, che sia in vestaglia e a piedi nudi, o con l'iconico sigaro mentre pronuncia un discorso appassionato in Parlamento, praticamente è un one man show di cui non si è mai sazi, oscurando tutti gli altri, seppur ottimi, interpreti.

sabato 13 gennaio 2018

Critics' Choice Awards - trionfo per The Shape of Water, Big Little Lies e The Handmaid’s Tale

Si è svolta la 23a edizione dei Critics’ Choice Awards, premi assegnati dalla Broadcast Film Critics Association, la più grande organizzazioni di critici di USA e Canada.

A trionfare è stato Guillermo del Toro con il suo The Shape of Water, che si è portato a casa quattro premi, tra cui miglior film e regia.

Nelle categorie degli attori, confermati i quattro vincitori dei Golden Globe, Frances McDormand (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) e Gary Oldman (L'ora più Buia) migliori attori protagonisti, Sam Rockwell (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri) e Allison Janney (I, Tonya) migliori attori non protagonisti.
Premiati anche James Franco (The Disaster Artist) e Margot Robbie (I, Tonya) come migliori attori di commedia.
Premio per la migliore sceneggiatura per Chiamami col Tuo Nome.

I Critics' Choice Awards sono moderatamente indicativi in chiave Academy Awards, non sempre chi ha vinto poi si è ripetuto agli Oscar, ma danno un idea dei titoli forti e gli attori che molto probabilmente saranno protagonisti della stagione dei premi.

Per la tv si riconfermano le serie che hanno trionfato ai Golden Globe, The Handmaid's Tale, The Marvelous Mrs. Maisel e, ovviamente, Big Little Lies, che ha davvero dominato nelle categorie delle miniserie.

Ecco tutti i vincitori.

Cinema
MIGLIOR FILM
The Shape of Water

MIGLIOR ATTORE
Gary Oldman, L’Ora più Buia

MIGLIORE ATTRICE
Frances McDormand, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Sam Rockwell, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney, I, Tonya

MIGLIORE ATTORE/ATTRICE GIOVANE
Brooklynn Prince, The Florida Project

MIGLIOR CAST D’INSIEME
Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro, The Shape of Water

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Jordan Peele, Get Out

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA
James Ivory, Chiamami col tuo nome

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Roger Deakins, Blade Runner 2049

MIGLIORI SCENOGRAFIE
Paul Denham Austerberry, Shane Vieau, Jeff Melvin, The Shape of Water

MIGLIOR MONTAGGIO
Paul Machliss, Jonathan Amos, Baby Driver
Lee Smith, Dunkirk

MIGLIORI COSTUMI
Mark Bridges, Il Filo Nascosto

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
L’Ora più Buia

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
The War – Il pianeta delle scimmie

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Coco

MIGLIOR FILM D’AZIONE
Wonder Woman

MIGLIORE COMMEDIA
The Big Sick

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA
James Franco, The Disaster Artist

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA
Margot Robbie, I, Tonya

MIGLIOR FILM SCI-FI O HORROR
Get Out

MIGLIOR FILM STRANIERO
In The Fade

MIGLIOR CANZONE
“Remember Me” from Coco

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat, The Shape of Water

Tv
MIGLIOR SERIE COMEDY
The Marvelous Mrs. Maisel, Amazon

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE COMEDY
Ted Danson, The Good Place, NBC

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE COMEDY
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel, Amazon

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Walton Goggins, Vice Principals, HBO

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE COMEDY
Mayim Bialik, The Big Bang Theory, CBS

MIGLIOR DRAMA
The Handmaid’s Tale, Hulu

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMA
Sterling K. Brown, This Is Us, NBC

MIGLIOR ATTRICE IN UNA SERIE DRAMA
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale, HulU

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMA
David Harbour, Stranger Things, Netflix

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA SERIE DRAMA
Ann Dowd, The Handmaid’s Tale, Hulu

MIGLIOR MINISERIE
Big Little Lies, HBO

MIGLIOR FILM PER LA TV
The Wizard of Lies, HBO

MIGLIOR ATTORE PER UN FILM TV O MINISERIE
Ewan McGregor, Fargo, FX

MIGLIOR ATTRICE PER UN FILM TV O MINISERIE
Nicole Kidman, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA PER UN FILM TV O MINISERIE
Alexander Skarsgård, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA PER UN FILM TV O MINISERIE
Laura Dern, Big Little Lies, HBO

MIGLIOR TALK SHOW
Jimmy Kimmel Live!, ABC

MIGLIOR SERIE ANIMATA
Rick and Morty, Adult Swim

giovedì 11 gennaio 2018

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri - la recensione

Missouri, nel cuore degli Stati Uniti, viene commesso un brutale omicidio, una giovane ragazza violentata, uccisa e poi data alle fiamme. Dopo dieci mesi la polizia non ha arrestato nessuno, le indagini sono ferme, ma il dolore di Mildred Hayes (F.McDormand) persiste insieme alla sua rabbia. E' così che la donna affitta tre cartelloni pubblicitari per scrivere un messaggio contro la polizia. Un messaggio indirizzato in particolare allo sceriffo di Ebbing, Bill Willoughby (W.Harrelson), malato di cancro. Un gesto estremo che scuoterà una comunità abbandonata all'indifferenza e alla pigrizia.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è una dark comedy con una storia tragica impregnata di odio e dolore. Rispetto ai suoi precedenti lavori, il regista Martin McDonagh in questo film fa un passo in avanti inserendo, in modo perfetto, intelligente e senza mai perdercisi dentro, tematiche e riflessioni molto profonde.
Al centro della storia ci sono tre personaggi, una madre in cerca di giustizia (o vendetta), uno sceriffo che deve fare i conti con la propria sofferenza, e un poliziotto "bifolco" razzista e violento, nello scenario della profonda provincia americana, dove una ragazza può essere brutalmente assassinata senza suscitare particolare orrore se non nel cuore di sua madre, che invece viene osteggiata per un messaggio polemico su tre cartelloni pubblicitari. In questo contesto aspro e arrabbiato c'è però spazio per uno spiraglio positivo, portato da tre commoventi lettere piene di compassione e amore, un gesto delicato che riesce a istillare un po' di calma nella rabbia. Tutto questo McDonagh lo racconta senza mai cadere nel patetico o nel buonismo, grazie a una sceneggiatura fatta di battute taglienti e dialoghi ruvidi e sarcastici, con dei toni che si collocano tra i fratelli Coen e Tarantino.

Se il lavoro di McDonagh alla regia e alla sceneggiatura è davvero ottimo, eccezionale è l'apporto del cast, su tutti il trio protagonista, Frances McDormand, Woody Harrelson, e Sam Rockwell, tutti e tre perfetti. Woody Harrelson e Sam Rockwell sono uno l'opposto dell'altro, calmo e riflessivo il primo, impulsivo e violento il secondo, entrambi offrono una prova solida e complementare l'uno verso l'altro. Straordinaria Frances McDormand, la sua Mildred è arrabbiata, dura, irremovibile, passa sopra tutto e tutti, apparentemente senza curarsi di come le sue azioni e le sue parole possano ferire chi le sta intorno. Ma sotto quella rabbia c'è un incredibile dolore, una donna segnata dalla disperazione e dai sensi di colpa, e per esprimere tutto questo Frances McDormand non ha bisogno di parole, è tutto nei suoi primi piani, nelle sue espressioni controllate ma incredibilmente intense. Una prova eccezionale di una grandissima attrice.
Ottimo anche tutto il cast di supporto, John Hawkes, Peter Dinklage, Abbie Cornish, Caleb Landry Jones, Lucas Hedges, e Clarke Peters.

Siamo solo a gennaio ma si può tranquillamente dire che Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è uno dei migliori film dell'anno. Una bella storia, raccontata bene, girata bene, recitata splendidamente, che rimane ruvida e cinica fino alla fine, lasciando però un finale aperto alla speranza che, nonostante tutto, nonostante la rabbia e il dolore, ci può essere spazio per un cambiamento verso il bene.

martedì 9 gennaio 2018

BAFTA 2018 - le nomination

Annunciate poco fa le nomination ai BAFTA 2018, assegnati dalla British Adacemy of Film and Television Arts, comunemente denominati gli "Oscar inglesi".

Presenti tutti i titoli "caldi" della stagione più qualche novità, come le candidature per Annette Bening e Jamie Bell per il film Film Stars Don’t Die in Liverpool.
Spiccano le 12 nomination di The Shape of Water, il più nominato di questa edizione, a seguire Tre Manifesti a Ebbing, Missouri con nove nomination, e otto per Dunkirk.

Quattro nomination anche per Chiamami col Tuo Nome di Luca Guadagnino, che si è preso anche una candidatura per la migliore regia.

I premi saranno consegnati il 18 febbraio. Ecco le nomination più importanti, potete vederle tutte a questo link.

Best film
Call Me by Your Name
Darkest Hour
Dunkirk
The Shape of Water
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Outstanding British film
Darkest Hour
The Death of Stalin
God’s Own Country
Lady Macbeth
Paddington 2
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best director
Denis Villeneuve, Blade Runner 2049
Luca Guadagnino, Call Me by Your Name
Christopher Nolan, Dunkirk
Guillermo Del Toro, The Shape of Water
Martin McDonagh, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best actress
Annette Bening, Film Stars Don’t Die in Liverpool
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Margot Robbie, I, Tonya
Sally Hawkins, The Shape of Water
Saoirse Ronan, Lady Bird

Best actor
Daniel Day-Lewis, Phantom Thread
Daniel Kaluuya, Get Out
Gary Oldman, Darkest Hour
Jamie Bell, Film Stars Don’t Die in Liverpool
Timothée Chalamet, Call Me by Your Name

Best supporting actress
Allison Janney, I, Tonya
Kristin Scott Thomas, Darkest Hour
Laurie Metcalf, Lady Bird
Lesley Manville, Phantom Thread
Octavia Spencer, The Shape of Water

Best supporting actor
Christopher Plummer, All the Money in the World
Hugh Grant, Paddington 2
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best original screenplay
Get Out
I, Tonya
Lady Bird
The Shape of Water
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Best adapted screenplay
Call Me by Your Name
The Death of Stalin
Film Stars Don’t Die in Liverpool
Molly’s Game
Paddington 2

Best animated film
Coco
Loving Vincent
My Life as a Courgette

Best film not in the English language
Elle
First They Killed My Father
The Handmaiden
Loveless
The Salesman

EE Rising Star award (voted for by the public)
Daniel Kaluuya
Florence Pugh
Josh O’Connor
Tessa Thompson
Timothée Chalamet

lunedì 8 gennaio 2018

Golden Globes 2018 - trionfo per Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e Lady Bird

La 75a edizione dei Golden Globe è stata sicuramente diversa rispetto alle precedenti, prima di tutto è stata teatro di una protesta che ha coinvolto tutti, le attrici, gli attori, registi e produttori presenti, la totalità dei partecipanti si è spesa per la causa Time's Up, contro le violenze e gli abusi e contro la discriminazione di genere. Così il red carpet si è trasformato in un black carpet, un tripudio di vestiti neri, spille e adesivi con scritto Time's Up.

Il tema delle molestie sessuali ha poi coinvolto anche tutti i discorsi di ringraziamento dei vincitori, le presentazioni delle nomination, e anche il discorso di apertura del presentatore Seth Meyers, che non ha risparmiato esplicite frecciatine a Harvey Weinstein, Kevin Spacey e, ovviamente, Trump.
Uno dei momenti clou della serata è stato senza dubbio il bellissimo discorso di Oprah Winfrey, premiata con il Cecil B.DeMille Award, il premio alla carriera.
Quello che si è visto ai Golden Globes ieri è stato un movimento unito, un fronte unico e compatto, sinceramente una bella immagine.
Altro fattore anomalo della serata è stato il tempo. La cerimonia è iniziata all'orario preciso ma stranamente è andata subito in ritardo, e quindi c'è stato pochissimo spazio per chi è salito sul palco, sia per il presentatore, praticamente scomparso dopo l'apertura, che per gli attori che dovevano introdurre le categorie, che per i vincitori, costretti a ritmi molto serrati.

Sorprese, conferme e qualche perplessità dai premi. Nonostante le buone chance della vigilia, ha spiazzato un po' tutti la vittoria del Golden Globe come migliore film drama di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, che si è portato a casa anche il premio per la migliore attrice drama (Frances McDormand), migliore attore non protagonista (Sam Rockwell), e migliore sceneggiatura. Exploit anche per Lady Bird, premiato come migliore film comedy/musical e per la migliore attrice comedy/musical (Saoirse Ronan). Grande soddisfazione anche per i premi a Gary Oldman come migliore attore drama per L'Ora Più Buia, Allison Janney per I, Tonya, e James Franco per The Disaster Artist.
Sorpresa anche per la categoria miglior film straniero, tutti si aspettavano la vittoria di The Square, e invece a portarsi a casa il premio è stato In the Fade di Fatih Akin.

Lascia qualche perplessità il premio per la colonna sonora a Alexandre Desplat (The Shape of Water), soprattutto perché è stato preferito a Hans Zimmer che in Dunkirk ha fatto davvero qualcosa di straordinario. Anche il premio per la migliore regia lascia qualche dubbio, non per la bravura del vincitore Guillermo del Toro (The Shape of Water) ma perché nella stessa categoria c'erano Spielberg, Scott, e Nolan.

Non sorprende affatto invece la vittoria di Coco come migliore film d'animazione. Ennesimo premio per la Disney / Pixar.

Una bella sorpresa infine è stato vedere sul palco una vera leggenda di Hollywood, Kirk Douglas, che dal'alto dei suoi 101 anni, insieme alla nuora Catherine Zeta Jones, ha consegnato il premio per la migliore sceneggiatura. Doppia soddisfazione per Martin McDonagh (Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), vincere ed essere premiato da un mito.

Per quanto riguarda la tv, trionfo per Big Little Lies, che si è portato a casa 4 premi, per The Handmaid’s Tale (2 premi), e per The Marvelous Mrs. Maisel (2 premi).

Ecco tutti i vincitori.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIORE ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO
Frances McDormand, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO
Gary Oldman, Darkest Hour

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICAL
Lady Bird

MIGLIORE ATTRICE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
Saoirse Ronan, Lady Bird

MIGLIOR ATTORE IN UNA COMMEDIA O MUSICAL
James Franco, The Disaster Artist

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Allison Janney, I, Tonya

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Sam Rockwell, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR REGISTA
Guillermo del Toro, The Shape of Water

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Coco 

MIGLIOR FILM STRANIERO
In the Fade

MIGLIOR SCENEGGIATURA
Martin McDonagh, Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

MIGLIOR COLONNA SONORA
Alexandre Desplat, The Shape of Water

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
"This is Me", The Greatest Showman (Music by: Benj Pasek, Justin Paul; Lyrics by: Benj Pasek, Justin Paul)

--------------------------------------

MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
The Handmaid’s Tale (Hulu)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE DRAMMATICA
Sterling K. Brown, This Is Us

MIGLIOR SERIE – COMEDY O MUSICAL
The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel

MIGLIOR ATTORE IN UNA SERIE – COMEDY O MUSICAL
 Aziz Ansari, Master of None

MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
Big Little Lies (HBO)

MIGLIORE ATTRICE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Nicole Kidman, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE IN UNA MINISERIE O FILM TV
Ewan McGregor, Fargo

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Laura Dern, Big Little Lies

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA IN UNA MINISERIE O FILM TV
Alexander Skarsgård, Big Little Lies

domenica 7 gennaio 2018

'Lady Bird' è il miglior film per la National Society of Film Critics

A poche ore dai Golden Globes, sono stati annunciati i vincitori dei NSFC Awards, i premi della National Society of film Critics, importante associazione di critici statunitensi.


A portarsi a casa il maggior numero di premi è stato Lady Bird, debutto alla regia dall'attrice Greta Gerwig. Il premio non è particolarmente indicativo in chiave Oscar ma è sicuramente un ottimo risultato e un'ottima pubblicità per il film in previsione della "parte calda" della stagione dei premi, e con le nomination per gli Oscar in arrivo a fine mese.

Ecco la lista dei vincitori.

Best Film: “Lady Bird”
(Runners-up: “Get Out”; “Phantom Thread”)

Best Director: Greta Gerwig, “Lady Bird”
(Runners-up: Paul Thomas Anderson, “Phantom Thread”; Jordan Peele, “Get Out”)

Best Actor: Daniel Kaluuya, “Get Out”
(Runners-up: Daniel Day-Lewis, “Phantom Thread”; Timothée Chalamet, “Call Me by Your Name”)

Best Actress: Sally Hawkins, “The Shape of Water” and “Maudie”
(Runners-up: Saoirse Ronan, “Lady Bird”; Cynthia Nixon, “A Quiet Passion”; Frances McDormand, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”)

Best Supporting Actor: Willem Dafoe, “The Florida Project”
(Runners-up: Michael Stuhlbarg, “Call Me by Your Name,” “The Shape of Water” and “The Post”; Sam Rockwell, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”)

Best Supporting Actress: Laurie Metcalf, “Lady Bird”
(Runners-up: Lesley Manville, “Phantom Thread”; Allison Janney, “I, Tonya”)

Best Screenplay: Greta Gerwig, “Lady Bird”
(Runners-up: Jordan Peele, “Get Out”; Paul Thomas Anderson, “Phantom Thread”)

Best Foreign Language Film: “Graduation”
(Runners-up: “Faces Places”; “BPM (Beats Per Minute)”)

Best Documentary: “Faces Places”
(Runners-up: “Ex Libris – The New York Public Library”; “Dawson City: Frozen Time”)

Best Cinematography: Roger Deakins, “Blade Runner 2049”
(Runners-up: Hoyta van Hoytema, “Dunkirk”; Alexis Zabe, “The Florida Project”)

Film Heritage Award: Dan Talbot, for his pioneering work as an exhibitor and distributor in bringing worldwide cinema to the United States.

venerdì 5 gennaio 2018

PGA Awards 2018 - le nomination

Annunciate le nomination per i Producers Guild of America Awards, premi assegnati dal sindacato dei produttori e decisamente indicativi in chiave Oscar.


Di solito il vincitore dei PGA ha poi vinto l'Oscar come miglior film, anche se negli ultimi due anni questo non è successo. Sicuramente i film nominati ai Producers Guild Awards hanno buone probabilità di finire tra i dieci (circa) nominati per l'Oscar come miglior film.
Proprio per questo motivo spicca la presenza di Wonder Woman, un cinecomic, mentre per la prima volta tra i nominati rientra Molly's Game, debutto alla regia di Aaron Sorkin.

Non è una novità ma fa comunque piacere vedere Call Me By Your Name tra i nominati, il film di Luca Guadagnino al momento è sicuramente uno dei favoriti, anche per gli Oscar.

Ecco la lista dei candidati, film e film d'animazione.

Best Theatrical Motion Picture
The Big Sick
Call Me By Your Name
Dunkirk
Get Out
I, Tonya
Lady Bird
Molly's Game
The Post
The Shape Of Water
Three Billboards Outside Ebbing, Missouri
Wonder Woman

Best Animated Motion Picture
The Boss Baby
Coco
Despicable Me 3
Ferdinand
The Lego Batman Movie

giovedì 4 gennaio 2018

WGA Awards 2018 - le nomination

Sono state annunciate pochi minuti fa le nomination ai WGA Awards 2018, cioè i Writers Guild of America Award, premi assegnati dai sindacati degli sceneggiatori.

Premio piuttosto indicativo per gli Oscar, spesso chi ha vinto il WGA ha poi vinto anche l'Academy Award.
Fa piacere vedere tra i nominati un film come Logan, mentre salta sicuramente agli occhi l'assenza di Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, uno dei maggiori candidati per un posto nella cinquina per l'Oscar per la migliore sceneggiatura. Il film di Martin McDonagh, ma anche L'Ora Più Buia, The Killing of a Sacred Deer e Victoria & Abdul, non sono rientrati nelle nomination perché non eleggibili, in quanto non iscritti al sindacato del WGA. Agli Oscar andrà diversamente.

La cerimonia dei WGA Awards 2018 si terrà l'11 febbraio. Ecco i nominati.

Original Screenplay
- The Big Sick, written by Emily V. Gordon & Kumail Nanjiani; Amazon Studios
- Get Out, written by Jordan Peele; Universal Pictures
- I, Tonya, written by Steven Rogers; Neon
- Lady Bird, written by Greta Gerwig; A24
- The Shape of Water, screenplay by Guillermo del Toro & Vanessa Taylor; Story by Guillermo del Toro; Fox Searchlight

Adapted Screenplay
- Call Me by Your Name, screenplay by James Ivory; Based on the Novel by André Aciman; Sony Pictures Classics
- The Disaster Artist, screenplay by Scott Neustadter & Michael H. Weber; Based on the Book "The Disaster Artist: My Life Inside the Room, the Greatest Bad Movie Ever Made" by Greg Sestero and Tom Bissell; A24
- Logan, screenplay by Scott Frank & James Mangold and Michael Green; Story by James Mangold; Based on Characters from the X-Men Comic Books and Theatrical Motion Pictures; Twentieth Century Fox Film
- Molly’s Game, screenplay by Aaron Sorkin; Based on the Book by Molly Bloom; STX Entertainment
- Mudbound, screenplay by Virgil Williams and Dee Rees; Based on the Novel by Hillary Jordan; Netflix

Documentary
- Betting on Zero, written by Theodore Braun; Gunpowder & Sky
- Jane, written by Brett Morgen; National Geographic
- No Stone Unturned, written by Alex Gibney; Abramorama
- Oklahoma City, written by Barak Goodman; American Experience Films

domenica 31 dicembre 2017

I migliori 10 film del 2017 secondo la redazione di Frame

Uno sguardo all'anno che sta per concludersi con le nostre personali Top 10.

Scelte per niente facili, il 2017 è stato un anno decisamente soddisfacente per il Cinema e la Tv, tra grandi blockbuster, Cinecomic, film indipendenti, serie tv, e piccoli film "invisibili".


Chiara
- Blade Runner 2049
- Dunkirk
- The War of the Planet of the Apes
- La la land
- Your Name
- The Lego Batman Movie
- Arrival
- Logan
- Star Wars: The Last Jedi
- Assassinio sull'Orient Express

Matteo
- Logan
- Guardiani della Galassia Vol.2
- King Arthur - Il Potere della Spada
- Coco
- Okja
- La La Land
- Dunkirk
- Your Name
- Sette Minuti dopo la Mezzanotte
- La Cura del Benessere

Frra
- Dunkirk
- Blade Runner 2049
- IT
- The War of the Planet of the Apes
- Free Fire
- Personal Shopper
- Arrival
- The Handsmaid's Tale
- Star Wars: The Last Jedi
- Kong: Skull Island

Marcello
- Blade Runner 2049
- Get Out
- Baby Driver
- Dunkirk
- Madre!
- Atomica Bionda
- La La Land
- Arrival
- The Lost City of Z
- Personal Shopper


[i film presi in considerazione sono quelli usciti in Italia dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2017]

Coco - la recensione

Lee Unkrich e Adrian Molina firmano Coco, diciannovesimo lungometraggio animato Pixar che ci porta nel bel mezzo di una "diatriba" familiare nel Día de Muertos, nota festività messicana.

Tra mondo dei vivi e mondo dei morti il lungometraggio si snoda su una struttura piuttosto classica e quasi priva di guizzi di sceneggiatura. Tuttavia il cuore che man mano affiora dalla semplicità della trama riesce a commuovere anche lo spettatore più scettico, regalando dei momenti davvero suggestivi.

Inutile (probabilmente) soffermarci sul lato tecnico sempre più sopraffino e incredibile. Il mondo dei morti esplode sullo schermo come il più colorato e fantasioso dei luoghi visti per ora nei film dello studio animato. Dall'altra parte però non si riscontra la stessa sorpresa nel design dei personaggi umani piuttosto standard visivamente parlando.

La musica infine condisce un prodotto che proprio su di essa pone le proprie basi, regalando dei momenti sia emozionanti che divertenti.

C'è bisogno di abituarsi al mondo di Coco, ma superata la prima metà non resta che rimanere affascinati e totalmente coinvolti nelle grandi emozioni che pervadono il film.

P.S. - Frozen - Le Avventure di Olaf è stato scelto come cortometraggio (Disney) da proiettare prima del film. In 21 minuti ritroviamo tutti (o quasi) i personaggi principali del classico Disney del 2013 che tornano sul grande schermo in un - troppo lungo - segmento che nella sua semplicità funziona (molto di più di Frozen Fever), anche se i momenti musicali risultano quasi molesti.