giovedì 21 novembre 2019

Klaus - I Segreti del Natale - la recensione

Mettete una giornata piovosa, quando il clima nient'altro vi fa desiderare se non una cioccolata calda, una coperta ed una serie Netflix... Ecco.
Adesso mettete che invece di una serie, decidiate di dare una chance ad un film natalizio, arrivato silenziosamente in programmazione, dato che tra poco più di un mese sarà la Vigilia di Natale...

Klaus - I Segreti del Natale inizia con la stessa semplicità, da una innocente lettera, una di quelle di carta, sempre meno comuni, soprattutto tra i ragazzi della "generazione smartphone", e ti trascina in un'atmosfera magica e senza tempo.
Jesper Johannsen (nella versione italiana doppiato da un sorprendente Marco Mengoni), viziato e fannullone figlio di un pezzo grosso dell' Accademia Regia dei Postini, viene spedito in un paesino sperduto del nord, Smeerensburg (che in olandese si traduce con "Città del grasso di balena"), all'estremità più remota del globo, con il solo "semplice" scopo di aprire e dirigere un ufficio postale. Il primo scoglio che incontra, però, è proprio che nessuno degli abitanti, grigi e bruti, sembra in alcun modo interessato a spedire lettere; questo perché la popolazione, divisa in due clan rivali, è intenta a lottare e litigare sin dalla notte dei tempi. La missione di Jesper sembra destinata a fallire, ma un giorno il giovane incontra un misterioso uomo solitario che vive nei boschi: Klaus (Francesco Pannofino).

Come storia, il film è abbastanza prevedibile, ma l'ensemble diventa un puzzle conosciuto dai mille colori, che lo spettatore potrà costruire pezzo dopo pezzo con l'evolversi degli avvenimenti, cercando nuove sfaccettature. Questo grazie anche alla scelta dell'animazione, che combina elementi della classica animazione 2D a fondali ed effetti di illuminazione dei personaggi che si rifanno molto alla tecnica 3D, dando vita ad una sorta di animazione ibrida, che permette di dare una sfumatura e un tratto molto caratteristico a tutto ciò che viene rappresentato, vecchio e nuovo si fondono, dando origine ad uno stile dinamico ed innovativo, che non preclude l'esistenza e la coesistenza dell'uno o dell'altro stile.
Per i più piccoli, sarà sicuramente un'occasione per godere di un buon prodotto che un po' mancava al panorama cinematografico degli ultimi anni. Per i bambini ormai cresciuti, sarà un modo per tornare a sognare ad occhi aperti e per sentire ancora una volta il calore e la bellezza della festività più amata nel mondo.
La sceneggiatura risulta sapientemente costruita, il modo nel quale il tutto viene descritto è decisamente poetico e non mancano momenti commoventi. Buono il lavoro del doppiaggio italiano, il cast è ben assortito: Marco Mengoni torna a prestare la voce al protagonista di un film d'animazione, dopo la chiacchierata performance de Il Re Leone; l'esperto Francesco Pannofino è magnifico al 100% e riuscitissimo nei panni del vecchio signore con barba argentea che tutti ben conosciamo. Nota di merito per una Carla Signoris che strizza l'occhio al doppiaggio di Izma (Le Follie Dell'Imperatore) della compianta Anna Marchesini.

Regalatevi la visione di questo piccolo gioiello!

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