martedì 6 settembre 2016

Venezia 73 - giorno 7

Italia fuori Concorso, e i cannibali in Concorso, nella settima giornata del festival.

Kim Rossi Stuart ha presentato oggi la sua seconda prova da regista, Tommaso, che vede come protagonista lo stesso attore, insieme a Jasmine Trinca, Cristiana Capotondi, e Camilla Diana.

Il film, dai toni tragicomici, racconta la storia di Tommaso (Rossi Stuart), attore bello e romantico ma anche nevrotico e instabile, una condizione figlia di errori del passato, soprattutto di errori commessi dai suoi genitori. Nonostante l'aiuto di un anziano psicologo, questa condizione si ripercuote sul suo lavoro e sulla sua vita, soprattutto nel rapporto con le donne. Finalmente Tommaso riesce a farsi lasciare dalla sua fidanzata (J.Trinca), sperando così di ritrovarsi libero e pieno di opportunità, e invece ricade sempre negli stessi errori, prima con una nuova ragazza (C.Capotondi) e poi con una ragazza molto giovane (C.Diana). Tommaso si fa il vuoto intorno, resta solo, e allora non può far altro che rifugiarsi da uno psichiatra, sperando in un futuro più tranquillo e in un incontro finalmente felice con l'altro sesso.

Dieci anni fa l'ottimo esordio alla regia con Anche Libero va Bene, ora un film dai toni molto diversi, che guarda molto alla commedia ironica. "Tommaso è forse la continuazione del mio esordio con 'Anche Libero va Bene', ma il tono è tragicomico. E’ un film senza protezione, non ha una trama esterna, ma solo interiore", ha dichiarato Kim Rossi Stuart alla stampa, "Spero che i toni del tragico e del comico siano amalgamati bene. 'Anche Libero va Bene' era un film più di stomaco e sull'emotività, Tommaso è un lavoro più intellettuale".

Riguardo il protagonista del film, Tommaso, l'attore e regista ha dichiarato: "Ho raccontato un uomo che cerca di liberarsi dell’imprinting familiare e delle ferite dell’infanzia. Non essendo all'altezza di grandi considerazioni sociologiche, psicologiche o antropologiche, mi sono limitato ad affrontare il tema rigorosamente dal suo punto di vista".

Il film sarà nelle sale dall'8 settembre.

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Nel Concorso piomba il film della regista Ana Lily Amirpour, The Bad Batch, con Suki Waterhouse protagonista, insieme a lei Jason Momoa, Keanu Reeves, Jim Carrey, Giovanni Ribisi, e Diego Luna.

Un cannibal movie western post-apocalittico, ambientato in una distesa deserta del Texas, dove una piccola comunità cannibale vive secondo regole semplici. Tutto procede "normalmente", fino a che qualcuno non passa il limite. Arlen (Suki Waterhouse) viene rapita da questo gruppo di cannibali che tagliano i corpi umani a pezzetti e li mangiano. Arlen viene mutilata di un braccio e una gamba ma riesce comunque a scappare e a raggiungere una piccola cittadina in cui il capo villaggio spaccia droghe psichedeliche e ingravida tutte le donne in età fertile.

Violenza, cannibalismo, atmosfera western e tanta musica, elemento essenziale per i film della regista. "Parto proprio da qui, dal personaggio e dalla musica", ha rivelato la regista, che ha risposto un po' infastidita a chi le chiedeva dell'eccesso di violenza nel film. "La violenza c'è in così tante cose. Trovo assurdo che mi si domandi se mi serve metterla nei film. C'è qualcuno che vorrebbe eliminare la violenza dai film? Buona fortuna", ha risposto la regista.
Una donna molto decisa Ana Lily Amirpour, tanto che la protagonista Suki Waterhouse ha paragonato il suo personaggio proprio alla regista: "Rappresenta Lily stessa. È una ribelle, una che non accetta quello che le viene detto di fare, una outsider. Tutti conoscono questa sensazione di emarginazione, ma può essere la cosa migliore che ti possa capitare perché ti costringe a cercare di scoprire chi sei veramente".

Nel film ci sono vari riferimenti ai classici western, soprattutto a quelli di Sergio Leone, che la regista ha detti di amare molto. "Ho sempre amato il western, soprattutto gli spaghetti western. Ho fatto vedere C'era una Volta il West alla mia protagonista per farle capire come si può comunicare in questo genere", ha spiegato la Amirpour, "The Bad Batch è una storia d'amore cannibale western. Cerco di fare del cinema che seduca la mia parte interiore, che mi prenda la pancia."

Il film non ha convinto del tutto ma ha comunque ricevuto applausi alla fine della proiezione.

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