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mercoledì 29 aprile 2020

Oscar 2021: l'Academy modifica temporaneamente le regole

Qualche settimana fa l'Academy aveva annunciato di essere in una fase di riflessione dovuta all'emergenza sanitaria che ha costretto molti film a rimandare di mesi, o addirittura rinunciare, all'uscita in sala. Dopo le consultazioni, è stato annunciato un temporaneo cambiamento delle regole per l'edizione del 2021.

La modifica più importante riguarda l'eleggibilità: per il 2021 potranno essere candidati anche i film non usciti in sala. Modifica valida solo ed esclusivamente per l'edizione del 2021.

La decisione straordinaria prevede una sospensione dell'obbligo di uscire in una sala cinematografica della contea di Los Angeles per almeno sette giorni consecutivi. Con questa sospensione potranno essere eleggibili anche i film usciti direttamente in streaming ma ad alcune condizioni:

- il film deve avere una data d'uscita in sala già fissata;
- deve essere disponibile sul servizio interno di streaming dell’Academy entro 60 giorni dall'uscita in streaming/on demand;
- deve avere tutti gli altri requisiti per partecipare.

"Crediamo fermamente che non ci sia esperienza migliore della magia di vedere un film in una sala, il nostro impegno in tal senso non cambia e non è diminuito", ha scritto l'Academy nel comunicato, "Nonostante questo, la storica tragedia della pandemia Covid-19 necessita di questa temporanea eccezione alle nostre regole sull'eleggibilità. Supportiamo i nostri membri e colleghi durante questo periodo pieno di incertezza. Riconosciamo l’importanza che il loro lavoro sia visto e celebrato, specialmente ora che il pubblico apprezza il Cinema più che mai".
L'Academy ribadisce più volte che si tratta di misure temporanee dettate dal particolare momento che stiamo vivendo, e che "quando i cinema riapriranno in ottemperanza a linee guida e criteri federali, statali e locali, questa eccezione alla regola non sarà più applicata. Tutti i film usciti in seguito dovranno rispettare i requisiti standard dell’Academy per essere considerati nella corsa agli Oscar".



La seconda novità sul regolamento riguarda la cancellazione di una categoria, o meglio l'unione di due. Miglior Sonoro (categoria nata nel 1930) e Miglior Montaggio Sonoro (nata nel 1963) sono state fuse in un'unica categoria. La decisione, che era stata anticipata da alcuni siti, è stata presa dopo aver notato che spesso i due premi vengono vinti dallo stesso film (non nel 2020, se li sono divisi Le Mans '66 e 1917). Nella categoria sarà comunque possibile candidare ben sei persone per film, in modo da dare il giusto riconoscimento alle diverse professioni.

Altra novità riguarda la categoria per la Migliore Colonna Sonora. Un film potrà concorrere se avrà almeno il 60% di musiche originali, per i sequel e i franchise invece la soglia sarà dell'80%.

Cambiamenti anche per la votazione del Miglior Film Internazionale (quello che una volta era il miglior film straniero). Per la prima volta, tutti i membri dell'Academy potranno partecipare alla votazione preliminare. I membri dovranno visionare il film sulla piattaforma streaming dell'Academy e solo chi avrà visto un certo numero di film potrà votare.

L'ultima novità è votata al risparmio, l'Academy non invierà più DVD, sceneggiature cartacee e cd musicali, dal 2021 i membri dovranno vedere i film sulla piattaforma streaming oppure nelle proiezioni organizzate appositamente dall'Academy.

La 93a edizione degli Academy Awards è fissata per il 27 febbraio 2021.

martedì 28 aprile 2020

Il Texas riapre i cinema ma le catene cinematografiche dicono no

Mentre in Italia si continua a non parlare di Cinema e Teatro, all'estero c'è chi, in modi diversi, comincia a pianificare un piano di riapertura, sempre nel rispetto delle regole imposte dall'emergenza sanitaria.

Negli Stati Uniti l'ondata del virus è tutt'altro che passata ma il Texas è deciso a riaprire molte attività, così dal 1 maggio i centri commerciali, negozi, ristoranti e anche i cinema potranno riaprire i battenti, ma solo al 25% della loro capacità.

La risposta delle principali catene cinematografiche però è stata un "No, grazie", comunicando che nelle prossime settimane le sale rimarranno chiuse. Perché? non ci sono film da proporre.

"Intendiamo riportare i film sul grande schermo in maniera sicura e responsabile"; ha scritto AMC, la più grande catena americana, "Stiamo pianificando la riapertura e la salute e la sicurezza dei nostri ospiti sono la nostra assoluta priorità. Per essere in grado di riaprire, dobbiamo avere un'idea di quando vi sarà una programmazione regolare di blockbuster cinematografici che spigano il pubblico a tornare in sala con entusiasmo. I blockbuster al momento sono in programma per l’estate, a partire da Tenet della Warner Bros. e Mulan della Disney, con molti altri film nelle settimane successive. Intendiamo riaprire i nostri cinema nelle settimane precedenti, proponendo una programmazione di film del passato enormemente popolari, e condivideremo maggiori dettagli a riguardo più avanti".

Anche Cinemark sta lavorando per una riapertura in estate, con Tenet di Nolan a fare da apripista, e sottolinea che il ritorno alla "normalità" non sarà rapido: "È importante notare che il ritorno a una sorta di “normalità” nella programmazione cinematografica potrebbe durare parecchi mesi, a causa delle riaperture a scaglioni in base ai limiti governativi, agli orari ridotti, al distanziamento sociale e al comfort degli spettatori".

Anche Alamo Drafthouse, catena più piccola ma molto frequentata dagli spettatori, non riaprirà il 1 maggio, specificando che prima di tornare a proiettare film ci sono dei passaggi fondamentali da fare per rispettare le norme igieniche.
"Aprire in sicurezza è un progetto molto complesso che coinvolge innumerevoli nuove procedure e attrezzature, e tutto questo necessita di corsi di formazione per i nostri impiegati", si legge nel comunicato, "Non possiamo e non vogliamo fare tutto questo a caso o troppo in fretta. Non riapriremo questo weekend. Ma sappiate che quando riapriremo forniremo l’esperienza più sicura possibile sia per il nostro staff che per i nostri ospiti e non vediamo l’ora di rincontrarvi!".

Intanto, in Germania, gli esercenti tedeschi hanno proposto una bozza con delle misure da adottare per la riapertura delle sale, che al momento non sembra vicina visto che l'allentamento del lockdown ha provocato un aumento dei contagi.

Ecco i punti della bozza.

- Utilizzo di schermi protettivi alle casse;
- Obbligo di mascherine e guanti per tutti gli impiegati;
- Maggiore disinfezione degli ambienti;
- Minimizzazione dei contatti, con priorità alle prenotazioni online e ai pagamenti contactless per evitare l’uso dei biglietti;
- Rispetto delle regole di distanziamento sociale con barriere o marker;
- Limitazioni alla capacità delle sale con posti vuoti tra una persona e l’altra;
- Riduzione nel numero di persone che possono stare nel foyer;
- Ventilazione regolare di tutti gli ambienti;
- Sensibilizzazione nei confronti dell’igiene.

Regole base che potrebbero essere attuate in tutti i paesi, ma come abbiamo già detto, in Italia, al momento, Cinema e Teatri sono stati tenuti fuori da qualsiasi discussione. Un silenzio che preoccupa non solo registi, attrici e attori, ma tutti quelli che lavorano nel settore, dagli esercenti ai tecnici, a chi scrive di Cinema.

martedì 14 aprile 2020

Festival di Cannes sempre più a rischio cancellazione [AGGIORNAMENTO]

Non c'è ancora nessun annuncio ufficiale e sembra che la direzione stia facendo di tutto per tirarla più a lungo possibile, ma la realtà è che il 73° Festival di Cannes è sempre più vicino all'annullamento.

L'emergenza sanitaria ha colpito anche la Francia e fin da subito è sembrato evidente che lo svolgimento classico, a inizio maggio, del festival era praticamente impossibile. La manifestazione è stata così rinviata a data da destinarsi, luglio e agosto erano impensabili a causa del troppo caldo (e della vicinanza con Venezia, sempre se la Mostra si terrà), quindi giugno sembrava l'unica scelta rimasta.

Ieri però il presidente francese ha annunciato il prolungamento del lockdown fino all'11 maggio, poi alcuni esercizi commerciali potranno riaprire, ma gli eventi pubblici (festival compresi) avranno un divieto di svolgimento fino all'11 luglio, e questo sembra proprio mettere la parola fine al Festival di Cannes 2020.

La direzione del festival però non ha ancora voluto annunciare l'annullamento della 73a edizione e continua a fare dichiarazioni che sembrano dire molto ma alla fine non dicono niente.

"Il rinvio del 73° Festival di Cannes, inizialmente spostato a fine giugno inizio luglio, non è più un'opzione. È chiaramente difficile presumere che la manifestazione possa svolgersi quest'anno nella sua forma originaria", si legge nel comunicato, "Da ieri sera abbiamo avviato il confronto con professionisti del cinema, in Francia e all'estero, tutti sono concordi nel considerare il Festival di Cannes un pilastro essenziale dell'industria ed esplorare tutte le strade per rendere la kermesse possibile in un modo o nell'altro. Alla fine dell'emergenza sanitaria, che rimane attualmente la priorità assoluta, dobbiamo ribadire l'importanza del cinema e del lavoro di artisti e professionisti, delle sale e del pubblico, nelle nostre vite. A questo il Festival de Cannes, il Marché du Film e le sezioni parallele (Semaine de la Critique, Quinzaine des Réalisateurs, ACID) vogliono contribuire. Ci impegniamo in questo e vogliamo ringraziare chi è al nostro fianco (la municipalità di Cannes, il ministro della Cultura e il CNC), i rappresentanti dell'industria e tutti i nostri partner. Speriamo di poter comunicare al più presto la forma in cui Cannes 2020 avrà luogo". Il comunicato si chiude con un briciolo di speranza: "Speriamo di essere in grado di comunicare rapidamente le forme che potrà prendere questo Cannes 2020".

Insomma il festival non si fa, o forse alla fine si farà ma non si sa ancora come.

AGGIORNAMENTO 15/04

Annullate le sezioni parallele del Festival di Cannes 2020.

Quinzaine des réalisateurs, Semaine de la critique e ACID hanno deciso per la cancellazione dell'edizione 2020. La decisione è la conseguenza del prolungamento del decreto sicurezza in Francia, che ha vietato gli eventi pubblici fino a luglio.

"Le sezioni parallele del Festival del cinema di Cannes prendono atto del fatto che il rinvio previsto tra la fine di giugno e l'inizio di luglio non è più possibile", si legge nel comunicato, "Di conseguenza, si rammaricano di annunciare la cancellazione delle loro edizioni di Cannes 2020".

L'annullamento delle sezioni parallele sembra un altro passo verso l'annullamento di tutto il festival, ma la direzione al momento mantiene la posizione sulle dichiarazioni di ieri, cioè che stanno lavorando per cercare di salvare "in qualche modo" il festival e il mercato, appuntamento molto importante per la stagione cinematografica. Ma al momento non è chiaro in quale modo stiano pensando di organizzare l'edizione 2020.

Aspettiamo aggiornamenti.

martedì 31 marzo 2020

La Sony rinvia Ghostbusters: Legacy e altri film al 2021

L'emergenza sanitaria che sta drammaticamente colpendo il mondo ha costretto i cinema a chiudere e, di conseguenza, molte case di distribuzione sono state obbligate a rinviare l'uscita dei film. L'ultima è stata la Sony.

La major ha deciso di rimandare direttamente al 2021 l'uscita di alcuni film, tra questi titoli molto attesi come Ghostbusters: Legacy, nuovo capitolo della saga girato da Jason Reitman (figlio di Ivan, regista dei due originali) e Morbius, cinecomic con Jared Leto protagonista.
Solo un'eccezione, la Sony ha deciso infatti di anticipare l'uscita di Fatherhood, drama con Kevin Hart protagonista, una mossa di fiducia, nella speranza che in autunno le sale USA possano riaprire, ma anche per liberare la casella del 15 gennaio e piazzare un altro film, in questo caso Peter Rabbit 2.

Ecco le nuove date d'uscita dei film.

- Fatherhood, il 23 ottobre 2020 (era previsto per il 15 gennaio 2021)
- Peter Rabbit 2, il 15 gennaio 2021 (era previsto per l’8 luglio 2020)
- Ghostbusters: Legacy, il 5 marzo 2021 (era previsto per il 10 luglio 2020)
- Morbius, il 19 marzo 2021 (era previsto per il 31 luglio 2020)
- Uncharted, l'8 ottobre 2021 (era previsto per il 5 marzo 2021)

I film sospesi e rimandati a data da destinarsi invece sono:

- Greyhound (era previsto per il 12 giugno 2020)
- Film Marvel/Sony senza titolo (era previsto per l’8 ottobre 2021)

Quella della Sony sembrare una mossa molto in anticipo con i tempi ma quando la crisi finirà e i cinema di tutto il mondo potranno finalmente riaprire, tutte le major avranno m titoli da dover sistemare, per una calendarizzazione che potrebbe risultare molto complicata, tanto che alcuni di questi film alla fine potrebbero non vedere affatto la sala ma finire direttamente i VOD o in streaming.

venerdì 27 marzo 2020

Golden Globes: per l'emergenza sanitaria cambia il regolamento

L'epidemia del virus Covid-19 che ha colpito la Cina, spostandosi poi in Italia, si sta velocemente e drammaticamente diffondendo in tutto il mondo. L'emergenza sanitaria ha modificato il nostro quotidiano, ha imposto l'autoisolamento e la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, cinema compresi.

Per l'industria cinematografica si tratta di un problema molto grosso che rischia di mettere in crisi il settore (Christopher Nolan ha lanciato un appello, il Cinema Italiano ha chiesto aiuto al Ministro della Cultura). I set sono stati bloccati, le piccole e grosse produzioni sono ferme, il Festival di Cannes è stato sospeso e forse si terrà in estate, e i film che sarebbero dovuti uscire a marzo, aprile e maggio, sono stati rinviati, alcuni a data da destinarsi.

Questi rinvii hanno convinto la Hollywood Foreign Press Association a cambiare, in via eccezionale, il regolamento per i Golden Globes 2021. I film presi in considerazione per il prossimo anno non dovranno necessariamente essere usciti in sala, verranno accettati anche i film che hanno avuto una prima in tv o in streaming.

Al momento la Academy non si è ancora accodata, ma hanno già fatto sapere che stanno valutando varie ipotesi di cambiamento anche per gli Oscar 2021.

domenica 22 marzo 2020

L'appello di Christopher Nolan per aiutare i cinema in questo momento di crisi

Insieme all'emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo, l'Italia in particolare, sta correndo parallela una crisi economica che rischia di diventare molto seria. Tutti i settori stanno soffrendo per questa chiusura obbligata dal virus, tra questi anche l'industria cinematografica.

Le sale cinematografiche erano già in sofferenza, questa crisi che ha portato alla chiusura dei cinema in molte parti del mondo, rischia di danneggiare il settore in modo molto profondo. Il regista Christopher Nolan ha scritto un editoriale sul Washington Post proprio per accendere i riflettori su questo problema, appellandosi al Governo americano di non lasciare solo il Cinema, non lasciare sole le sale cinematografiche, perché quando questa crisi passerà e sarà tutto finito, il Cinema, in tutte le sue forme e a tutti i suoi livelli, dalla produzione alla distribuzione, potrà aiutare l'economia, ma non solo, anche le singole persone a ritrovare il senso di comunità dopo settimane di isolamento e difficoltà.
Cosa molto importante, Nolan sottolinea come il Cinema non sia fatto solo di attrici, attori, glamour e premi, dietro la macchina da presa ci sono tanti lavoratori, e quando il film finisce in sala, ci sono tutti quelli che lavorano nei cinema, dai proprietari a chi pulisce. Tutte queste persone ora sono a casa, senza lavoro, e avranno bisogno di aiuto.

Un discorso che vale anche per l'Italia e il Cinema Italiano (e tutto quello che ci gira intorno), che ha già fatto un appello al Ministro della Cultura.

Queste le sue parole.

"B&B Theatres in Missouri non è solo un’azienda familiare, è il prodotto di una tradizione familiare. La prima “B” sta per Bills Theaters, fondata nel 1924 da Elmer Bills Sr. La seconda rappresenta il Bagby Traveling Picture Show, formato da uno degli ex commessi delle aree ristoro di Bills. Per generazioni queste due famiglie hanno trovato coniugi e amici nei loro cinema e nei loro drive-in, fino a fondersi nel 1980. Per un secolo, B&B ha mostrato film al pubblico del Midwest. Apparentemente, per tutto quel tempo, l’azienda non ha mai licenziato un singolo impiegato. Questa settimana però, B&B ha dovuto chiudere 418 cinema che servivano il pubblico in Florida, Iowa, Kansas, Missouri, Mississippi, Oklahoma e Texas e ha dovuto licenziare 2.000 impiegati.

Quando le persone pensano ai film, la loro mente va alle star, agli studios, al glamour. Ma l’industria cinematografica include tutti: le persone che lavorano nelle aree ristoro, che gestiscono gli impianti, staccano i biglietti, prenotano i film, vendono pubblicità e puliscono i bagni nei cinema. Persone qualunque, molte pagate a orario e senza un salario, che si guadagnano il pane mandando avanti i nostri luoghi di aggregazione comunitaria più economici e democratici.

In quest'epoca di sfida e incertezza senza precedenti, è vitale riconoscere le decisioni pronte e responsabili prese da tutte le compagnie del nostro paese che hanno chiuso i battenti consapevoli del danno che stanno facendo ai loro affari. L’incredibile rete di cinema del nostro paese è una di queste industrie, e mentre il Congresso prende in considerazione le richieste di assistenza di tutte le industrie che hanno subito un impatto da questa situazione, spero che la gente veda la comunità degli esercenti per quello che è: una parte vitale della vita sociale, che dà lavoro a tanti e intrattiene tutti. Sono luoghi di aggregazione dove i lavoratori servono storie e dolci al pubblico che vuole passare una bella serata fuori con amici e familiari. Come regista, il mio lavoro non potrebbe mai essere completo senza questi lavoratori e il pubblico che accolgono.

I giornalisti troppo spesso mettono le forme d’intrattenimento l’una contro l’altra, come se fosse in atto una competizione darwiniana per l’attenzione del pubblico. Ma non centrano il punto. Al pubblico piacciono le storie perché, che le vivano insieme o da soli, i film, la televisione, i romanzi, i videogiochi coinvolgono le nostre emozioni e ci offrono una catarsi.

In tempi così incerti, non c’è un pensiero che dia più conforto del fatto di essere in tutto questo insieme: qualcosa che l’esperienza cinematografica ha rafforzato per generazioni. Oltre ad aiuti governativi per gli impiegati, la comunità degli esercenti cinematografici ha bisogno di parnership strategiche e illuminate con gli studios. Quest'ultima settimana ci ha ricordato, come se fosse necessario, che ci sono parti della vita che sono molto più importanti dell'andare al cinema. Ma se pensate a quello che offrono i cinema, troverete che forse non sono così tante.

I cinema si sono spenti e rimarranno così per un po’ di tempo. Ma i film, come i prodotti invenduti o l’interesse immeritato, non cessano di avere valore. Molte di queste perdite a breve termine sono recuperabili. Quando questa crisi passerà, il bisogno di coinvolgimento umano collettivo, il bisogno di vivere, amare, ridere e piangere insieme saranno più potenti che mai. La combinazione di questa esigenza e la promessa di nuovi film potrebbero spingere le economie locali e contribuire a generare miliardi di dollari nella nostra economia nazionale. Dobbiamo includere i 150.000 lavoratori di questa grande industria americana negli aiuti: non lo dobbiamo solo a loro, ma a noi stessi. Abbiamo bisogno di ciò che i film possono offrirci.

Tra i lavoratori più colpiti, in questo momento, ci sono quelli di industrie come quella cinematografica, la cui intera attrattiva è basata sul più grande istinto dell’umanità, quello che ora si è ritorto contro di noi, che rende questa situazione così difficile: il desiderio di essere uniti. Forse, come me, pensavate di essere al cinema per il suono avvolgente, o per i Goober, o la soda e i popcorn, o le stelle del cinema. Ma non è così. C’eravamo l’uno per l’altro."

La lettera d'amore di Gwyneth Paltrow all'Italia

Come è stata la Cina un paio di mesi fa, in questo momento l'Italia è al centro della cronaca mondiale a causa della drammatica emergenza sanitaria.

Messaggi di solidarietà e affetto stanno arrivando da tutto il mondo, anche da Hollywood, con attori, attrici, registi, che hanno voluto manifestare il proprio sostegno all'Italia. Tra questi anche Gwyneth Paltrow, che su Instagram ha scritto una "Lettera d'Amore all'Italia".

Quello tra l'Italia e l'attrice è un rapporto molto stretto. Come ha scritto lei stessa nella lettera, alcuni degli eventi più importanti della sua vita sono accaduti in Italia: il suo primo film, la morte del padre, la proposta di matrimonio del suo attuale marito.
In questo momento difficile per l'Italia ha voluto mostrare la sua vicinanza, ricordando anche la Cina, la Corea del Sud e l'Iran, tra i paesi più colpiti dall'emergenza.

Insieme alla lettera, l'attrice ha postato un video girato proprio in Italia, dove la vediamo andare in giro per le campagne, cucinare gnocchi e girare tra i vigneti. Ecco le sue parole.

"Il mio primo viaggio in Italia è stato alla fine del 1991. Ero stata miracolosamente assunta un film per la TV che sarebbe iniziato nel nuovo anno, quindi ho lasciato il lavoro al ristorante di pesce a Santa Monica, ho preso in prestito denaro dal mio agente e ho preso un aereo. Ho incontrato un amico del college e abbiamo attraversato il nord in treno, trascorrendo il Natale con alcuni amici di famiglia, che erano comunque estranei, e finendo a Venezia. Il viaggio seguente ci fu qualche anno dopo, quando ci trasferimmo a Roma per iniziare la pre-produzione di Il Talento di Mr. Ripley. Ho trascorso mesi a soccombere alla deliziosa natura selvaggia del sud, con il suo cibo incredibile e l'entropia di buon cuore. Come è risaputo, ho avuto alcuni degli eventi più profondi della vita in Italia: mio padre è morto a Roma quando eravamo in viaggio per il mio trentesimo compleanno; Brad [Falchuk] mi ha fatto la proposta in Umbria nel 2017. L'Italia è un posto in cui torniamo ancora e ancora. È un paese che crede profondamente nell'artigiano, nella famiglia, nella qualità artigianale e della crescita lenta dei suoi prodotti. Produciamo i nostri vestiti G. Label nelle vostre fabbriche e facciamo scorta di pasta secca a bassa temperatura, pomodori San Marzano e olio di oliva profumato durante i periodi a casa. Quando è iniziata questa crisi, abbiamo tenuto l'Italia, la Cina, la Corea del Sud, l'Iran e gli altri paesi nelle nostre preghiere, e ora tutti abbiamo seguito l'esempio. Ognuno di questi luoghi ci ha mostrato quanto la forza, la resistenza e la comunità possono fare durante questi periodi surreali, limitando rigorosamente il movimento, con alcuni persino cantando dai loro balconi. Vorrei che tutti noi ascoltassimo questi avvertimenti molto reali in modo che questa crisi senza precedenti possa passare rapidamente. State a casa. Prepate la pasta. Videochiamate la nonna. Lo supereremo."




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My first trip to Italy was at the end of 1991. I had miraculously booked a TV movie that would start in the new year, so I quit my job at the fish restaurant in Santa Monica, borrowed money from my agent, and hopped on a plane. I met up with a college friend and we traversed the north on trains, spending Christmas with some family friends who were nonetheless strangers, and ending up in Venice. My next trip there was a few years later, when we moved to Rome to start preproduction on The Talented Mr. Ripley. I spent months succumbing to the delicious wildness of the south, with its incredible food and warm-hearted entropy. As it’s transpired, I have had some of life’s most profound happenings occur in Italy: My father died in Rome when we were on a road trip for my thirtieth birthday; Brad proposed to me in Umbria in 2017. Italy is a place we return to over and over. It is a country that believes deeply in the artisan, the family, the handmade, slow-grown quality of its goods. We make our G. Label clothing in its factories and, as it turns out, stock up on its low-temp-dried pasta, Neapolitan tomatoes, and fragrant olive oil during times at home. When this crisis started, we held Italy, China, South Korea, Iran, and the other countries affected in our prayers, and now we have all followed suit. Each of these places has shown us what strength, resilience, and community can do during these surreal times, strictly restricting movement, with some even singing from their balconies. I wish for all of us to heed these very real warnings so that this unprecedented crisis might pass quickly. Stay home. Make pasta. FaceTime your grandma. We will get through this.
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venerdì 20 marzo 2020

Netflix e You Tube rallentano per alleggerire la rete durante la crisi sanitaria

La crisi sanitaria dovuta alla diffusione del coronavirus che sta sconvolgendo l'Europa, e soprattutto l'Italia, richiede un aiuto da parte di tutti, anche da parte dei colossi dello streaming.

L'Europa ha chiesto a Netflix e a YouTube un aiuto per evitare un sovraccarico sulla rete internet, che in questi giorni viene usata da lavoratori in smart working, studenti con le lezioni online, e anche dalle persone costrette a casa. Nei giorni scorsi Vodafone ha comunicato un incremento dell'uso della rete di quasi il 50%.

Il commissario UE Thierry Breton ha parlato direttamente con l'AD di Netflix Reed Hastings e con Sundar Pichai, CEO di Alphabet e Susan Wojcicki, CEO di YouTube, riuscendo a raggiungere un accordo.

Netflix ha deciso di ridurre la velocità dei contenuti, riducendo il traffico del circa il 25%. Questo consentirà di ridurre il "peso" sulla rete mantenendo comunque una buona qualità. La maggior parte degli utenti, che usano pc, cellulari o normali tv, non vedrà la differenza, gli unici a notarla saranno quelli che vedono i contenuti in UHD 4K.
Stessa cosa per You Tube, che in un comunicato ha dichiarato: "abbiamo già avviato delle misure che adattano automaticamente il nostro sistema alle condizioni della rete, in modo da utilizzare meno risorse. Dopo l’incontro tra il commissario e i nostri due CEO, ci siamo impegnati a ridurre temporaneamente tutto il traffico nell'Unione Europea alla definizione standard. Continueremo a lavorare con i membri dei governi e gli operatori delle reti per minimizzare lo stress sul sistema, continuando a fornire una buona esperienza utente".

You Tube inoltre si è impegnato con l'Europa per una campagna d’informazione per incoraggiare le persone a seguire le direttive delle autorità sanitarie.

Noi ne approfittiamo per ricordare tre punti tanto semplici quanto essenziali in questo momento:
1. Lavarsi spesso le mani;
2. Mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri;
3. Stare a casa il più possibile e uscire solo se non strettamente necessario.


domenica 8 marzo 2020

Emergenza coronavirus: cinema chiusi in tutta Italia

Le case di distribuzione ci hanno provato, i cinema si stavano organizzando con una distribuzione dei posti che rispettasse la distanza minima, ma alla fine è arrivato lo stop totale.

Con l'ultimo decreto sull'emergenza covid-19 emanato nella notte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutti i cinema d'Italia sono stati chiusi fino al 3 aprile.

Quella sui cinema e teatri ovviamente è solo una parte di un decreto che contiene nuove norme importanti, come l'allargamento della zona rossa e la conseguente "chiusura" della Lombardia e di altre 14 province (che ha scatenato una ondata di panico di cui ci sarebbe solo da vergognarsi).

Per leggere il decreto nella sua interezza vi rimandiamo al sito del Governo, mentre vi riportiamo i passaggi relativi agli eventi, ai cinema e ai teatri.

a) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale; 
b) sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; 
c) sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;

Quindi, sale cinematografiche chiuse fino al 3 aprile. Ovviamente questo comporterà il rinvio di alcuni film, a fine marzo sarebbero dovuti uscire Mulan e Bombshell, aspettiamo aggiornamenti.

La chiusura non è una buona notizia per l'industria cinematografica e per i cinema, in termini di incasso, ma non è una buona notizia per la cultura in generale. Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ha lanciato un appello su Twitter per invitare il web e le tv a sostenere la cultura in questi giorni difficili.




giovedì 5 marzo 2020

Emergenza coronavirus: le nuove norme restrittive non impongono la chiusura dei cinema

Solo ieri la conferma delle nuove uscite settimanali, con il passo avanti deciso da alcune case di produzione e distribuzione per cercare di risollevare il botteghino cinematografico italiano che negli ultimi giorni è in grave crisi.

L'emergenza Covid-19 però preoccupa molto e ieri sera la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha varato un nuovo decreto con delle norme restrittive che includono la chiusura delle scuole e delle università fino al 15 marzo, e la sospensione delle manifestazioni e degli eventi culturali e sportivi, sia pubblici che privati, dove l'affollamento non permetta la distanza di un metro tra le persone, fino al 3 aprile. In quest'ultimo passaggio rientrano anche i cinema e i teatri, a parte quelli di Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna che avranno l'obbligo di chiusura fino all'8 marzo.

Il decreto in realtà non impone nessun obbligo di chiusura per le sale cinematografiche, che potrebbero comunque restare aperte a patto che si riesca a mantenere la distanza minima di un metro tra gli spettatori. Al momento non è chiaro come i cinema e i teatri affronteranno queste restrizioni, se decideranno di rimanere comunque aperti adattandosi alle norme e come intenderanno far rispettare queste distanze agli spettatori. Alcune sale potrebbero adottare la decisione di ridurre i posti disponibili in sale e mettere una distanza di due poltrone tra uno spettatore e l'altro.

Le restrizioni arrivano dopo l'annuncio del ritorno dei film in sala, questo però potrebbe far cambiare nuovamente idea ai distributori, che potrebbero di nuovo sospendere le uscite e rinviare di almeno un mese.
Ecco i passaggi del decreto che riguardano gli eventi e gli spettacoli.

1. b) sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d);
2. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data di adozione del medesimo e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020.

Trovate il decreto completo a questo LINK.

AGGIORNAMENTO

L'ANEC Lazio (Associazione dei Cinema del Lazio) ha comunicato che i cinema di Roma e della regione rimarranno aperti.

"Lo scopo di ciò è, in primis, quello di assicurare agli esercenti e a tutti i dipendenti del settore una continuità lavorativa che, sebbene minata dall’ovvio attenuarsi dei flussi di pubblico in questo momento di psicosi, vuole ribadire la salubrità dei locali stessi garantita perché i Cinema non costituiscono quei grandi “assembramenti di persone” come prefigurato dalle istituzioni e dall’immaginario collettivo.
Ma è innegabile come una delle principali motivazioni alla base di tale scelta sia il tentativo dei cinema di fare la loro parte perché le abitudini del proprio pubblico non si allontanino  dai binari di una normalità che, mai come in questo momento, è auspicabile in tutti i settori delle Imprese culturali. Ciò avverrà nel rispetto delle norme di sicurezza previste dal Decreto, che impongono agli esercenti di garantire ai propri spettatori una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
Auspichiamo che, quanto prima, vengano messe in atto forme concrete di sostegno da parte di Governo, Regione Lazio e Comune di Roma a favore di tutti gli esercenti cinematografici colpiti da questa gravissima e improvvisa crisi, sia quelli che abbiano deciso di rimanere aperti sia quelli che, magari più in difficoltà, abbiano optato per la chiusura."

Il presidente dell'Associazione Nazionale Esercenti Cinema ha dichiarato all'ANSA che i cinema italiani, a parte quelli di Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna, resteranno aperti seguendo le nuove norme di restrizione: "Abbiamo chiesto alla protezione civile ulteriori spiegazioni per capire meglio come affrontare il momento".

I cinema potrebbero quindi organizzarsi per le norme igieniche (lavaggio delle mani, dispenser con igienizzante all'ingresso delle sale) e per una nuova disposizione dei posti in sala, facendo sedere gli spettatori a distanza di due poltrone l'uno dall'altro e lasciando vuote le file davanti e dietro. Bisognerà vedere se i singoli cinema accetteranno queste disposizioni, che porteranno le sale a riempirsi circa al 30%, o preferiranno chiudere per un mese.