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lunedì 26 ottobre 2020

Chiusura Cinema: il min. Franceschini risponde all'appello del mondo dello spettacolo

Dopo il nuovo dpcm, il mondo della cultura ha firmato un appello per protestare contro la chiusura di cinema e teatri che rischia di mettere in ginocchio un settore già duramente colpito dalla pandemia e dal lockdown della scorsa primavera.

A questo appello ha risposto oggi il Ministro della Cultura Dario Franceschini che ha giustificato la decisione ribadendo che la situazione del paese è molto seria, e si è impegnato per la tutela dei lavoratori dello spettacolo.

Ecco un riassunto.

"Dopo il DPCM di ieri che ha comportato la chiusura di tante attività, tra cui cinema e teatri, ho ricevuto molti appelli del mondo della cultura, ho letto proteste, articoli, e ricevuto molteplici attacchi. Tutto comprensibile perché c'è una grande preoccupazione.
Vorrei però rispondere alle osservazioni che ho ricevuto con la stessa franchezza. Io ho l’impressione che non sia stata percepita la gravità della crisi, né i rischi del contagio in questo momento. Perché quando i cinema e i teatri sono stati chiusi a marzo non c’è stata quest’ondata di protesta? Forse non si è capito a che punto siamo.
Bisognava intervenire subito, prima si interviene con misure più drastiche possibili, più facilmente si blocca quella crescita esponenziale della curva.

La chiusura delle attività non è stata legata ad una scelta gerarchica d’importanza, sarebbe assurdo scegliere così, ma è stata motivata dall’esigenza di ridurre la mobilità delle persone. Io mi impegno affinché questa chiusura sia il più breve possibile, anche se dipenderà ovviamente dall’andamento epidemiologico. Chi governa deve assumersi delle responsabilità. Io mi assumo la responsabilità diretta di questa scelta, sarà il tempo a dire se sarà stata giusta o sbagliata. Ma adesso serve mettersi tutti dalla stessa parte. Mi impegnerò a tutelare i lavoratori del mondo dello spettacolo, soprattutto i meno visibili. Abbiamo stanziato 1 miliardo e 200 milioni per lo spettacolo.
Ho scritto una lettera alle televisioni pubbliche questa mattina chiedendo di dare più spazio alla cultura, comprare spettacoli, pagare i diritti e trasmetterli per dare un contributo in modo materiale.

Se in un’emergenza come questa il paese si divide, i problemi e rischi diventano molto più grandi. Ognuno di noi deve fare il proprio dovere, solo così possiamo ricostruire il clima di coesione sociale.
Chiedo proprio alle personalità della cultura, voi che avete una grande influenza sull’opinione pubblica e siete testimonial di valori, vi chiedo di dare un contributo per la coesione sociale, ne abbiamo bisogno".

QUI il videomessaggio.

domenica 25 ottobre 2020

Nuovo DPCM: Cinema e teatri chiusi fino al 24 novembre.

La notizia circolava già da ieri ma fino all'ultimo si è sperato che non fosse che riportato dai rumor, speranze cadute nel vuoto. Per far fronte all'aumento dei contagi da Covid-19, il Governo ha firmato un nuovo DPCM in cui è stata inclusa la chiusura di Cinema e Teatro. Il decreto rimarrà in vigore almeno fino al 24 novembre.

QUI potete leggere il DPCM per intero, mentre questo è il passaggio riguardante il Cinema.

" 9. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:

[...]

m) sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto; "

Durante la conferenza stampa, il PdC Conte ha dichiarato: "La chiusura di teatri, sale concerto e cinema è stata una decisione particolarmente difficile". E difficile è anche accettarla.

Cinema e teatri sono stati gli ultimi ad avere il via libera per riaprire dopo il lockdown nazionale della scorsa primavera, e hanno potuto farlo seguendo delle rigide regole per la sicurezza sanitaria. Il colpo per il settore è stato durissimo. La ripresa è stata molto lenta, con pochissimi picchi relativi alla presenza di determinati film in sala, e solo nelle ultime settimane si è iniziato a vedere una pallida luce in fondo al tunnel, ora questa chiusura rischia di mettere definitivamente in ginocchio il settore e tutte quelle attività collegate al Cinema o al Teatro.
I cinema e i teatri in questi mesi sono stati tra le attività che si sono organizzate meglio per fornire e promuovere cultura in assoluta sicurezza (mascherine in sala, posti ridotti e distanziati, percorsi da seguire per entrata e uscita, biglietteria online), tanto che i contagi legati alle sale cinematografiche sono stati zero. Per questo una chiusura così netta, mentre altre attività molto più rischiose resteranno aperte fino alle 18, ci sembra una mossa troppo drastica che non premia gli sforzi fatti e non guarda ai dati raccolti fino ad oggi.

#NonChiudeteiCinema

domenica 8 marzo 2020

Emergenza coronavirus: cinema chiusi in tutta Italia

Le case di distribuzione ci hanno provato, i cinema si stavano organizzando con una distribuzione dei posti che rispettasse la distanza minima, ma alla fine è arrivato lo stop totale.

Con l'ultimo decreto sull'emergenza covid-19 emanato nella notte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutti i cinema d'Italia sono stati chiusi fino al 3 aprile.

Quella sui cinema e teatri ovviamente è solo una parte di un decreto che contiene nuove norme importanti, come l'allargamento della zona rossa e la conseguente "chiusura" della Lombardia e di altre 14 province (che ha scatenato una ondata di panico di cui ci sarebbe solo da vergognarsi).

Per leggere il decreto nella sua interezza vi rimandiamo al sito del Governo, mentre vi riportiamo i passaggi relativi agli eventi, ai cinema e ai teatri.

a) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale; 
b) sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; 
c) sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;

Quindi, sale cinematografiche chiuse fino al 3 aprile. Ovviamente questo comporterà il rinvio di alcuni film, a fine marzo sarebbero dovuti uscire Mulan e Bombshell, aspettiamo aggiornamenti.

La chiusura non è una buona notizia per l'industria cinematografica e per i cinema, in termini di incasso, ma non è una buona notizia per la cultura in generale. Il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, ha lanciato un appello su Twitter per invitare il web e le tv a sostenere la cultura in questi giorni difficili.




giovedì 5 marzo 2020

Emergenza coronavirus: le nuove norme restrittive non impongono la chiusura dei cinema

Solo ieri la conferma delle nuove uscite settimanali, con il passo avanti deciso da alcune case di produzione e distribuzione per cercare di risollevare il botteghino cinematografico italiano che negli ultimi giorni è in grave crisi.

L'emergenza Covid-19 però preoccupa molto e ieri sera la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha varato un nuovo decreto con delle norme restrittive che includono la chiusura delle scuole e delle università fino al 15 marzo, e la sospensione delle manifestazioni e degli eventi culturali e sportivi, sia pubblici che privati, dove l'affollamento non permetta la distanza di un metro tra le persone, fino al 3 aprile. In quest'ultimo passaggio rientrano anche i cinema e i teatri, a parte quelli di Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna che avranno l'obbligo di chiusura fino all'8 marzo.

Il decreto in realtà non impone nessun obbligo di chiusura per le sale cinematografiche, che potrebbero comunque restare aperte a patto che si riesca a mantenere la distanza minima di un metro tra gli spettatori. Al momento non è chiaro come i cinema e i teatri affronteranno queste restrizioni, se decideranno di rimanere comunque aperti adattandosi alle norme e come intenderanno far rispettare queste distanze agli spettatori. Alcune sale potrebbero adottare la decisione di ridurre i posti disponibili in sale e mettere una distanza di due poltrone tra uno spettatore e l'altro.

Le restrizioni arrivano dopo l'annuncio del ritorno dei film in sala, questo però potrebbe far cambiare nuovamente idea ai distributori, che potrebbero di nuovo sospendere le uscite e rinviare di almeno un mese.
Ecco i passaggi del decreto che riguardano gli eventi e gli spettacoli.

1. b) sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d);
2. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data di adozione del medesimo e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020.

Trovate il decreto completo a questo LINK.

AGGIORNAMENTO

L'ANEC Lazio (Associazione dei Cinema del Lazio) ha comunicato che i cinema di Roma e della regione rimarranno aperti.

"Lo scopo di ciò è, in primis, quello di assicurare agli esercenti e a tutti i dipendenti del settore una continuità lavorativa che, sebbene minata dall’ovvio attenuarsi dei flussi di pubblico in questo momento di psicosi, vuole ribadire la salubrità dei locali stessi garantita perché i Cinema non costituiscono quei grandi “assembramenti di persone” come prefigurato dalle istituzioni e dall’immaginario collettivo.
Ma è innegabile come una delle principali motivazioni alla base di tale scelta sia il tentativo dei cinema di fare la loro parte perché le abitudini del proprio pubblico non si allontanino  dai binari di una normalità che, mai come in questo momento, è auspicabile in tutti i settori delle Imprese culturali. Ciò avverrà nel rispetto delle norme di sicurezza previste dal Decreto, che impongono agli esercenti di garantire ai propri spettatori una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
Auspichiamo che, quanto prima, vengano messe in atto forme concrete di sostegno da parte di Governo, Regione Lazio e Comune di Roma a favore di tutti gli esercenti cinematografici colpiti da questa gravissima e improvvisa crisi, sia quelli che abbiano deciso di rimanere aperti sia quelli che, magari più in difficoltà, abbiano optato per la chiusura."

Il presidente dell'Associazione Nazionale Esercenti Cinema ha dichiarato all'ANSA che i cinema italiani, a parte quelli di Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna, resteranno aperti seguendo le nuove norme di restrizione: "Abbiamo chiesto alla protezione civile ulteriori spiegazioni per capire meglio come affrontare il momento".

I cinema potrebbero quindi organizzarsi per le norme igieniche (lavaggio delle mani, dispenser con igienizzante all'ingresso delle sale) e per una nuova disposizione dei posti in sala, facendo sedere gli spettatori a distanza di due poltrone l'uno dall'altro e lasciando vuote le file davanti e dietro. Bisognerà vedere se i singoli cinema accetteranno queste disposizioni, che porteranno le sale a riempirsi circa al 30%, o preferiranno chiudere per un mese.