Visualizzazione post con etichetta Venezia 2016. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Venezia 2016. Mostra tutti i post

mercoledì 8 marzo 2017

La luce sugli oceani - la recensione

Tom (Michael Fassbender) è un reduce della prima guerra mondiale. Per sfuggire ai fantasmi che ancora lo perseguitano, sceglie un esilio volontario come guardiano di un Faro isolato dal mondo, proprio al limite fra l'Oceano Indiano e l'Oceano Australe. Poco prima di lasciare la terraferma per l'isola su cui passerà i successivi tre anni, conosce e si innamora di Isabel (Alicia Vikander), e dopo poco tempo la sposa, portandola con sé al faro. La loro vita tranquilla, però, è sconvolta dalla tragedia della perdita del loro figlioletto non ancora nato, trasportando i due coniugi in una spirale di ossessione, segreti e bugie.

Dopo il bellissimo Blue Valentine, Derek Cianfrance torna a parlare di matrimonio e vita coniugale con la trasposizione del romanzo omonimo di M.L Stedman, rimanendo piuttosto fedele al testo di partenza e affidandosi a un duo di protagonisti di talento, appoggiati anche da una coprotagonista, Rachel Weisz, che sicuramente non sfigura. 
Il film risulta diviso quasi nettamente in due parti. La prima metà è senza dubbio quella che funziona meglio, si è affascinati e avvinti dalle atmosfere sognanti e romantiche del Faro, dalla vita quotidiana dei protagonisti, dalle loro gioie e dalle loro tragedie, aiutati anche da una fotografia davvero suggestiva che va a valorizzare il paesaggio naturale e gli attori stessi.

La seconda metà, invece, assume toni molto diversi, un vero e proprio melodramma, ampliando sia locations che personaggi. Questo si traduce in una marcata velocizzazione del ritmo, ma anche in una più evidente discontinuità di scrittura: il film, infatti, spesso si perde e risulta a volte affrettato a volte eccessivamente lento e non sempre si riesce a tenere alta la componente drammatica, privilegiando forse troppo la forma sulla sostanza.
Comunque le oltre due ore scorrono piacevolmente e il risultato è più che buono, soprattutto grazie alla bravura dei tre interpreti principali. Si sarebbe potuto fare molto meglio, questo è certo, ma non ci si può lamentare.

lunedì 5 settembre 2016

Venezia 73 - giorno 6

Dopo il documentario Spira Mirabilis, arriva in Concorso il secondo film italiano, Piuma, di Roan Johnson.

Il film racconta la storia di due diciottenni che, con la maturità da preparare, si ritrovano a dover affrontare una gravidanza e, andando contro tutto e tutti e in un mondo pieno di ostacoli, decidono di tenere il bambino.

Reazioni molto contrastate dopo la proiezione stampa, un mix di applausi, fischi e insulti. Le proteste di una parte della stampa arrivano dalla scelta di mettere un film del genere, una commedia giovanile, in Concorso... certo è che non spetta alla stampa scegliere i film da inserire nel Concorso.

I detrattori del film però non hanno minimamente preoccupato il regista Roan Johnson. "Se qualcuno lo contesta, pazienza, sappiamo che ci sono state anche risate e applausi a scena aperta durante la proiezione", ha dichiarato serenamente il regista, "La decisione di inserire 'Piuma' in concorso aumenta la speranza che la commedia italiana esca definitivamente dal torpore cinepanettonesco raggiungendo pari dignità rispetto agli altri generi. La tradizione della commedia italiana ci ha insegnato a prendere in giro anche noi stessi, non solo gli altri. Se qualcuno si vergogna di aver riso vedendo il film, posso dire che la risata è ancora un tabù per il cinema d’autore, mentre l’ironia credo sia l’arma migliore che abbiamo".
Una commedia costruita intorno a un tema serio e molto attuale. "Abbiamo cercato di raccontare una storia con un ventaglio di emozioni il più ampio possibile, le speranze e lo scoramento di questi tempi", ha raccontato Johnson, "Io e la mia compagna Ottavia Madeddu, che ha scritto con me il film, ci siamo trovati anni fa in quel momento in cui devi decidere se avere un figlio o no. Per esorcizzare la paura abbiamo scritto una commedia identificandoci in due diciottenni, quindi in una condizione più incasinata della nostra. Il modello famigliare che esce dal film è vicino alla realtà di oggi, confusionario senza farne un dramma. I due ragazzi magari si lasceranno, faranno altre famiglie, ma il punto è la predisposizione verso l’altro, l’amore con cui lo fai".

Protagonisti del film due giovani, Luigi Fedele e Blu Yoshimi. "È stato il casting più difficile della mia vita", ha confessato il regista, "Arrivato a metà strada, con seicento, settecento persone visionate volevo arrendermi e cambiare la sceneggiatura prendendo attori più grandi."

Piuma sarà nelle sale dal 20 ottobre, distribuito da Lucky Red.

venerdì 2 settembre 2016

Venezia 73 - giorno 3

E' il giorno dello stilista e regista Tom Ford, che porta al Lido Animali Notturni. Mentre Fuori Concorso viene presentato The Bleeder.

Seconda prova da regista per lo stilista Tom Ford, che dopo il successo di A Single Man torna alla regia con il film Nocturnal Animals, tratto dal libro "Tony and Susan" di Austin Wright. Protagonisti del film Jake Gyllenhaal e Amy Adams, accompagnati da un cast stellare: Isla Fisher, Aaron Taylor-Johnson (presente al Lido), Armie Hammer, Michael Shannon, e Laura Linney.

Thriller esistenziale che racconta una "storia dentro una storia", Animali Notturni è segue due storie s'intrecciano. Da una parte c'è Susan (Adams), gallerista infelice e in crisi sposata con un uomo infedele, che ripensa al suo passato e agli errori fatti, uno su tutti l'aver lasciato il suo ex marito, a cui pensa mentre legge un manoscritto che proprio l'uomo le aveva regalato. La storia del libro diventa così una storia nel film, con protagonista Tony (Gyllenhaal), che nell'immaginazione di Susan ha le fattezze proprio del suo ex marito, un uomo in cerca di vendetta dopo che una banda di balordi ha violentato e ucciso sua moglie e sua figlia.

Il film ha avuto una buona accoglienza da parte della stampa, ottime le interpretazione dei due protagonisti, con Amy Adams sempre più "star del festival".

Durante la conferenza stampa, Tom Ford ha voluto subito sottolineare le differenze con il libro, rivendicando il diritto (e la necessità) di non rimanere per forza troppo fedeli all'originale. "Si tratta di due mezzi totalmente diversi", ha dichiarato lo stilista/regista, "Il monologo interiore di Susan viene tradotto ovviamente in una serie di immagini, così si spiega anche la scelta di spostare la vicenda in un'altra epoca e in un altro territorio, in particolare l'Essex e il Texas che conosco bene. Il libro era degli anni '90, oggi serviva un luogo remoto in cui i telefoni cellulari non avessero campo. Per il resto invece, mi ha interessato questa storia di chi lascia andare una persona e ne paga le conseguenze".
Sia Jake Gyllenhaal che Amy Adams sono rimasti fin da subito affascinati dalla storia, in particolare l'attore ha sottolineato come sia stato colpito anche dalla carta dello script. "Una sfumatura di rosso  davvero elegante", ha detto Gyllenhaal, "L’ho subito sentita come una storia molto personale, una delle migliori sceneggiature che abbia mai letto, emozionante metafora sulla violenza di oggi. E' stata incassare continui colpi senza reagire, come fa il mio personaggio. Leggendo la sceneggiatura ho capito che parlava di come viviamo il dolore nella nostra vita quotidiana. Ma non credo sia un film sulla vendetta, è il racconto di una coppia che si è amata, ha avuto un’opportunità e non l'ha saputa sfruttare".
Approccio più complicato per Amy Adams, che ha confessato che inizialmente non le piaceva il suo personaggio. "All'inizio, preparando il film, Susan non mi piaceva", ha dichiarato l'attrice, "Il che è un problema per me. Ho dovuto trovare una strada per avvicinarmi a Susan perché non posso interpretare una persona che disprezzo. Devo ringraziare Tom che mi ha letto molti brani del libro, conducendomi alla scoperta delle sue sfaccettature".

A colpire subito del film è stata la scena d'apertura, una elegante sequenza musicale di una mostra di arte contemporanea con delle performance sexy di donne corpulente e obese. "Nel film ogni opera artistica è vera, odio quando nei film si inseriscono lavori palesemente falsi", ha spiegato Tom Ford, "ho realizzato la sequenza iniziale lavorando sull'immaginario di qualcuno che vede l’America da fuori, e io vivo in Europa da ventisei anni, esagerato, grasso, vecchio, brandelli del concetto patriottico liberi da convenzioni con corpi che non rispondono a dettami estetici imposti. Lo stile deve sempre nascondere della sostanza, far parte del racconto".

Nocturnal Animals uscirà in Italia il 17 novembre.

-
Altro film presentato oggi è The Bleeder, con un quasi irriconoscibile Liev Schreiber e Naomi Watts protagonisti.

Il film racconta la vera storia del pugile, e venditore di alcolici, Chuck Wepner, soprannominato "The Bleeder", passato alla storia per aver retto 15 round contro il grande Muhammad Alì, e che poi ha ispirato Sylvester Stallone per la storia di Rocky Balboa.

Una parabola breve quella di Wepner. "Con il suo naturale atteggiamento si è aperto alla trappola del narcisismo, pagando poi la sua passione di voler essere amato da tutti", ha dichiarato Liev Schreiber, "Come attore capisco cosa voglia dire rischiare che il narcisismo rovini la vita, che il bisogno di essere amati diventi nocivo. Se credi che la fama sia tutto nella vita, allora sarai destinato a una vita incredibilmente solitaria".
Accanto all'attore quella che è anche sua moglie nella vita, cioè Naomi Watts, che sul suo personaggio ha dichiarato: "Di lei mi è piaciuta la saggezza, la consapevolezza, la forza, e il fatto di essere una donna piena di spirito. Ho incontrato la vera Linda nel corso di una serata molto piacevole. La prima cosa su cui abbiamo lavorato è stata la voce, poi sulla sua fisicità, i vestiti, il modo di muoversi e camminare. Ho anche imbottito un po' il seno... Una bella boccata d’aria fresca dopo aver interpretato tante donne disperate, urlanti, che piangono o sono sull'orlo di un esaurimento nervoso!".

giovedì 1 settembre 2016

Venezia 73 - giorno 2

Nel secondo giorno, Venezia cala due coppie di assi pesanti, Michael Fassbender e Alicia Vikander per il film La Luce sugli Oceani, e Amy Adams e Jeremy Renner per lo sci-fi Arrival.

Ancora romanticismo al Lido, sia sul grande schermo che nella realtà. C'era grande attesa da parte della stampa (anche quella rosa) per l'arrivo di Michael Fassbender e Alicia Vikander, per presentare La Luce sugli Oceani, il film che ha fatto scoccare la scintilla tra i due.

Il film, tratto dall'omonimo romanzo di M.L. Stedman, è ambientato dopo la fine della I Guerra Mondiale e racconta la storia di un guardiano del faro australiano e di sua moglie che un giorno trovano su una barca alla deriva una bambina. La adottano, la crescono, e un giorno, tornati a terra, scoprono che la vera madre è ancora viva e disperata per la scomparsa della bambina.

Il film è diretto da Derek Cianfrance (Blue Valentine) e vede nel cast anche Rachel Weisz. Fredda l'accoglienza dopo la proiezione stampa, pochi applausi e recensioni non esaltanti

Durante la conferenza stampa, la scena è tutta per Fassbender e la Vikander, che hanno aperto facendosi i complimenti a vicenda. "Sapevo di questo progetto, sapevo che Michael era un grande attore e volevo provare a fare questo film, ero nervosa ma volevo farlo", ha dichiarato il premio Oscar Alicia Vikander. Risposta di Michael Fassbender: "Ero terrorizzato da Alicia, era così fiera di aver ottenuto la parte, era così affamata. Conosco quella sensazione, all'inizio della carriera l'ho provata anche io, sai di avere una grande opportunità per uscire dall'ombra e ti impegni al massimo. Mi provocava sul set, questa fame ti fa andare avanti e io dovevo essere alla sua altezza". Fassbender ha poi parlato del regista e del suo metodo: "Derek ti spinge a superarti chiedendoti sempre di più. Credi di aver raggiunto qualcosa e lui ti fa stare un'altra mezz'ora sulla scena".

"The Light Between Oceans più che una storia d'amore è un film sulla vita, sul perdono e il saper guardare avanti", ha dichiarato Fassbender riguardo al film, "Il peso di una decisione sbagliata ha un effetto dirompente, così la storia diventa una battaglia per la verità. Tom è infinitamente morale, sa cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ho amato moltissimo questo personaggio, mi sembrava un uomo del passato forte, leale, e allo stesso tempo generoso, capace di fare scelte forti per amore pur sapendo che sono sbagliate".

In Italia il film arriverà a febbraio 2017.

-
Altri film presentato è lo sci fi Arrival, di Denis Villeneuve (assente perché impegnato sul set del sequel di Blade Runner), con Amy Adams e Jeremy Renner.

Sulla Terra compaiono dei misteriosi ed enormi oggetti volanti, dei monoliti, che si scopriranno essere navicelle aliene. Per investigare viene formata una squadra d'elite, capitanata dalla linguista Louise Banks (Adams), che ingaggia una corsa contro il tempo che metterà a rischio la sua vita per cercare risposte su quegli oggetti, mentre il mondo si prepara a combatterli col rischio di una guerra globale.

Ottima l'accoglienza, con le critiche che hanno sottolineato la (solita) performance eccellente della Adams.

"Fantascienza ricca di emozioni", così descrive il film la protagonista Amy Adams, "Era una sceneggiatura bellissima, l’ho letta di getto e mi ha sorpresa fino all'ultima pagina. Non ho mai pensato che fosse un film di fantascienza, il regista ha cercato in ogni modo di farci superare la barriera tecnologica".
Jeremy Renner si è trovato subito a suo agio in un ruolo molto diverso da quelli interpretati di recente. "Dopo un arciere e molti militari, interpretare un matematico è stata una grande sfida", ha dichiarato l'attore, "anche dal punto di vista linguistico. Anche se per me rimane molto importante la comunicazione non verbale". Entusiasta del suo personaggio anche Amy Adams. "Ti conquista sin dall'inizio", ha detto l'attrice, "da quando vediamo il suo passato drammatico e capiamo l'umanità che ha dentro e la spinta alla comunicazione con gli altri. E' un'eroina del dialogo in uno scenario in cui c'è chi è pronto a scatenare una guerra". Un personaggio capace di guardare al futuro, l'unico aspetto che l'attrice non vorrebbe avere. "Sono la regina dell'ansia, conoscere il mio destino non credo che mi calmerebbe", ha detto la Adams, che poi ha rivelato il suo amore per E.T. e una particolarità: chiedere ai registi il motivo per cui hanno scelto lei. "Lo chiedo a tutti, se mi danno una risposta vaga, rinuncio al progetto. Denis invece mi ha risposto che aveva bisogno di vedere i miei pensieri e io ero in grado di farli trasparire".

L'uscita italiana è fissata al 24 novembre.

-
Presentato anche il nuovo film di Gabriele Muccino, L'Estate Addosso, con un cast di giovani attori e la colonna sonora di Jovanotti.