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giovedì 11 maggio 2017

The Death and Life of John F. Donovan - prime foto dal nuovo film di Xavier Dolan!

Giovane e talentuoso, Xavier Dolan si è conquistato di diritto un posto nel cuore degli amanti del Cinema, per questo c'è grandissima attesa per il suo primo film in lingua inglese. A servizio del regista canadese un grande cast: Kit Harington, Jacob Tremblay, Jessica Chastain, Natalie Portman, Bella Thorne, Thandie Newton, Sarah Gadon, Michael Gambon, Susan Sarandon, e Kathy Bates.

Il film racconta la storia di una giovane star americana (Harington) che finisce al centro di uno scandalo dopo che una rivista di gossip, guidata da una spietata direttrice (Chastain), pubblica delle lettere che l'attore ha scambiato con un ragazzino di 11 anni. Lettere innocue figlie di un'amicizia ma che compromettono la carriera e la vita dell'attore.

Ecco le prima immagini del film.




















martedì 1 luglio 2014

Big Wedding - la recensione

Commedia corale con un matrimonio al centro della trama, una storia già vista e sentita farcita da tanti attori e "big" del cinema.

Alejandro (Ben Barnes) e Missy (Amanda Seyfried) si amano e stanno per sposarsi ma si trovano davanti un ostacolo "religioso". Alejandro è figlio adottivo di Don (De Niro) e Ellie (Diane Keaton), separati ormai da vent'anni, e non sa come dire alla sua madre biologica, invitata al matrimonio, donna profondamente religiosa, che i suoi genitori adottivi sono divorziati, che suo padre vive da tempo con un'altra donna (S.Sarandon) e che sua madre è un'ebrea-buddista che si applica in pratiche sessuali molto specifiche. Anche Missy ha i suoi problemi visto che i suoi genitori sono razzisti, il padre ha problemi col fisco e la madre si è rifatta tutta. Per organizzare l'incontro al meglio, Alejandro chiede ai suoi genitori adottivi di fare finta di essere ancora sposati. Fra un prete ex alcolista, i fratelli adottivi con vari problemi e la sorella biologica più disinibita di quanto si pensava, le cose non andranno affatto come avevano previsto.

'Big Wedding' è  una commedia matrimoniale in una disastrata famiglia borghese. con le solite incomprensioni, gli imprevisti e i sentimenti buoni che alla fine prevalgono sempre su tutto. Il regista e sceneggiatore Justin Zackham non si è sforzato più di tanto a scrivere la storia, una trama che riserva davvero poche sorprese, che strappa qualche sorriso ogni tanto, ma non riesce ad essere divertente come vorrebbe, non riesce a tenere in piedi le varie vicende che propone e i personaggi che presenta. Il tentativo poi di rendere una commedia familiare più "trasgressiva e scorretta", puntando tutto su qualche forzatissima scenetta a sfondo sessuale, fallisce nell'assenza di quella giusta cattiveria o, al contrario, il giusto buonismo che caratterizza le commedie di questo tipo. Il film vanta un cast di alto livello, dei big come Robert De Niro, Diane Keaton, Susan Sarandon e Robin Williams, poi Amanda Seyfried, Katherine Heigl, Ben Barnes e Topher Grace, ma un cast non può fare nulla senza una storia con un minimo di solidità e una sceneggiatura interessante. Un cast sprecato.

C'è da chiedersi: il film è stato solo un pretesto per mettere insieme quattro grandi nomi oppure, visti proprio i grandi nomi del cast, hanno pensato "gli possiamo far fare qualsiasi cosa sperando che tirino avanti la carretta"? Chi lo sa. Sicuramente un cast del genere meritava un supporto di ben altro livello.

sabato 16 marzo 2013

La Frode - la recensione

C'è un'aria anni '70 nel cinema americano, registi che riprendono i toni dei thriller/noir dei film di 40 anni fa applicandoli a storie che parlano di oggi. 'La Frode', di Nicholas Jarecki, fa parte di questo filone.

Al centro della storia c'è Robert Miller (R.Gere), tycoon di successo, bell'uomo, miliardario, con una bella famiglia, nipoti e una bella amante giovane. Il classico riccone potente insomma. A preoccuparlo una transazione che non fila liscia come dovrebbe, a cui si aggiunge l'imprevisto: un bruttissimo incidente in cui la sua bella amante muore. Robert Miller si trova così a dover affrontare un possibile scandalo finanziario e una indagine per omicidio. L'unico modo che ha per uscirne è giocare sporco in un mondo dove, lui lo sa bene, tutto e tutti si comprano con i soldi.

Un personaggio principale molto classico e quadrato, scritto in modo semplice e delineato bene nella storia, una trama che fila liscia senza particolari problemi e, al tempo stesso, senza particolari sorprese, una regia pulita, questi sono gli ingredienti de 'La Frode'. Un film di stampo classico che non punta sull'azione o su rumorosi colpi di scena ma sui personaggi, non assolve il suo protagonista dal suo comportamento, non cerca di farlo sembrare buono, lo segue con interesse in un mondo fatto di squali dove chi è troppo buono e più debole rischia di rimanere profondamente deluso e ferito (o in galera), gli squali fanno affari tra loro e per riuscire a fregarli devi farti furbo, più furbo dei furbi, accettando anche di passare alla fine dalla parte dei "cattivi".

Anche lo spettatore alla fine si lascia "sedurre" da Robert Miller e il merito è soprattutto di Richard Gere. La classe, la capacità e l'esperienza di un attore che riesce ad essere sempre adatto nei ruoli che interpreta. Con questa buonissima prova si è guadagnato anche una nomination come migliore attore drammatico agli ultimi Golden Globe. Ad affiancarlo una sicurezza come Susan Sarandon, Brit Marling, brava attrice con la faccia giusta che vedremo spesso in futuro, e Tim Roth, nei panni di un arrogante detective, un po' troppo macchietta, ha fatto sicuramente di meglio. Piccolo ruolo anche per Letitia Casta nei panni della bella, capricciosa e sfortunata amante.

'La Frode' è un film che si lascia guardare, non offre niente di nuovo o sensazionale ma raggiunge il suo scopo, descrivere il mondo della finanza, di cui tanto si è parlato nelle cronache degli ultimi anni, un mondo spietato anche se popolato di gente vestita in modo elegante.



Frra


giovedì 6 settembre 2012

Festival di Venezia - Giorno 9

A catalizzare l'attenzione sulla nona giornata della Mostra di Venezia è senza alcun dubbio il grande Robert Redford, e la sua conferenza stampa è stata una delle più interessanti e sensate dall'inizio del Festival.

Redford, per la prima volta al Lido, presenta fuori concorso il thriller politico 'The Company You Keep'.
Il film ha un cast che è un bel misto fra grandi attori e la nuova generazione: Shia LaBeouf, Susan Sarandon, Sam Elliot, Terrence Howard, Richard Jenkins, Stanley Tucci, Julie Christie, Nick Nolte, Anna Kendrick e Chris Cooper. Redford è regista e protagonista.

La storia riprende dei fatti realmente accaduti nei primi anni '70 negli Stati Uniti, gli anni della protesta, quando un gruppo radicale, gli Weather Underground, si estremizzò compiendo attentati dinamitardi e rapinando una banca, episodio in cui ci scappò anche un morto. Passati trent'anni, tutti i membri del gruppo si sono rifati una vita ma la storia torna alla ribalta quando una di loro viene arrestata (S.Sarandon). Un giovane giornalista con la voglia di scoop (LeBeouf), partendo dall'arresto, decide di indagare a fondo. L'indagine metterà nei guai l'avvocato Albany (Redford) costretto a scappare, rincorso da un'accusa di omicidio vecchia di trent'anni, per cercare l'unica persona che può scagionarlo.

Una storia, ispirata da un libro di Neil Gordon, che ha tutte le caratteristiche del cinema di Redford, impegno politico senza dimenticare un po' d'azione, un thriller vecchia scuola.

Ma perché ritirare fuori questa storia adesso? "E' passato tanto tempo da quei fatti, ormai sono entrati nella storia americana, adesso si possono raccontare con la giusta distanza. Quando ho letto il romanzo di Neil Gordon, che raccontava il movimento Weather Underground, ne sono rimasto affascinato. Fu un movimento molto importante, ma distruttivo. Quando in un’organizzazione prevale l’obiettivo di fondo allora funziona, ma quando le spinte dell’ego si fanno più forti e un movimento mette se stesso al centro invece che la causa, quel movimento è destinato a fallire. Nonostante ciò, è necessario ammettere che si battevano per un grande ideale. Non c’è stato niente di più sbagliato della guerra in Vietnam per il nostro Paese", ha risposto Robert Redford.
Durante la conferenza qualcuno ha sottolineato come il personaggio di S.LeBeouf ricordi il film 'Tutti gli Uomini del Presidente'. "E' vero, ci sono analogie. Ma il giornalistmo investigativo è cambiato molto con le nuove tecnologie, internet, i computer, che hanno portato un flusso costante di informazioni, ma oggi scoprire la verità è diventato ancora più difficile proprio per questo", ha detto Redford. E Shia LeBeouf ha continuato dicendo come il suo personaggio sia una specie di mix fra i due giornalisti protagonisti di quel film: "È aggressivo come uno e riflessivo come l’altro allo stesso tempo. Potrebbe rovinare le persone coi suoi scoop e vive delle crisi di coscienza rispetto a questa possibilità".

Un Redford mai banale nelle sue dichiarazioni, ha affrontato anche gli inevitabili paragoni col presente. "Ogni generazione ha il suo momento di ribellione. Sempre arriva ed è sempre buono. Nonostante il movimento Occupy, Wall Street continua a sopravvivere, a non cambiare mai, come dice Julie Christie nel film 'i super super ricchi stanno benone', mentre il resto del Paese sta male, ma io sono pieno di fiducia nella nuova generazione, spetta a noi dare in eredità ai ventenni e ai trentenni un Paese non marcio. Le proteste degli anni '70 hanno un gran valore anche oggi. E questo è anche il motivo per cui io appoggio Obama, perché lui vuole realizzare i cambiamenti, mentre Romney è terrorizzato dalla possibilità che vengano messi in atto." ha dichiarato Redford.
Qualcuno poi ha voluto sottolineare come nel cast siano presenti diverse "vecchie glorie". Redford ha risposto: "Non li considero vecchie glorie, di cui del resto anch'io faccio parte, ma attori bravissimi e giusti per il ruolo. Io e Julie Christie siamo arrivati nel mondo del cinema più o meno nello stesso periodo. E' un cast è incredibile. Ho scelto molte persone con cui ho lavorato nel passato e a cui sono affezionato come Julie Christie. E poi c’è Susan Sarandon, Sam Elliot, Terrence Howard, Richard Jenkins, Stanley Tucci… Ma anche un grande Nick Nolte!".
Il film uscirà in Italia il 15 novembre.

Robert Redford al Lido ha anche incrociato e stretto la mano al Presidente Napolitano, in visita alla Biennale, a cui il buon Robert ha decisamente rubato la scena.



Frra