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martedì 26 agosto 2014

Emmy 2014: trionfa 'Breaking Bad'! Ecco tutti i vincitori.

Si sono tenuti nella notte gli Emmy Awards 2014, il premio più prestigioso a livello internazionale riservato ai prodotti della televisione.

A stravincere è stata l'ultima, e conclusiva, stagione di 'Breaking Bad', che si è portata a casa i premi come miglior Drama, attore protagonista (Bryan Cranston), attrice non protagonista (Anna Gunn), attore non protagonista (Aaron Paul) e sceneggiatura.

Per le serie Comedy a trionfare è stato 'Modern Family'. Come migliore attore comedy è stato premiato Jim Parsons per 'The Big Bang Theory', mentre migliore attrice è andato a Julia Louis-Dreyfus per 'Veep'.

Per le miniserie invece, grande trionfatore è stato 'Sherlock', che ha vinto anche come miglior attore protagonista (Benedict Cumberbatch), non protagonista (Martin Freeman) e sceneggiatura. Premi per i migliori cast sono andati a 'True Detective' (Drama), 'Orange is the New Black' (Comedy) e 'Fargo' (miniserie/film-tv). Premi anche per Jessica Lange, Allison Janney, Kathy Bates e 'The Normal Heart'.

Durante la serata c'è stato anche un toccante ricordo del grande Robin Williams, affidato a Billy Crystal, suo collega in diverse occasioni ma soprattutto suo grande amico: "Era il miglior amico che potreste mai immaginare di avere ed è davvero difficile parlare di lui al passato, lui che era sempre così presente nelle nostre vite. Era la stella più luminosa nella galassia della commedia."


Ecco l'elenco di tutti i vincitori

Miglior drama
Breaking Bad (Amc)

Miglior comedy
Modern Family (Abc)

Miglior miniserie
Fargo (Fx)

Miglior film-tv
The Normal Heart (Hbo)

Miglior attore protagonista di una serie drama
Bryan Cranston per il ruolo di Walter White in Breaking Bad (Amc)

Miglior attrice protagonista  di una serie drama
Julianna Margulies per il ruolo di Alicia Florrick in The Good Wife (Cbs)

Miglior attore protagonista  di una serie comedy
Jim Parsons per il ruolo di Sheldon Cooper in The Big Bang Theory (Cbs)

Miglior attrice protagonista  di una serie comedy
Julia Louis-Dreyfus per il ruolo di Selina Meyer in Veep (Hbo)

Miglior attore non protagonista di una serie drama
Aaron Paul per il ruolo di Jesse Pinkman in Breaking Bad (Amc)

Miglior attrice non protagonista di una serie drama
Anna Gunn per il ruolo di Skyler White in Breaking Bad (Amc)

Migliore attore non protagonista di una serie comedy
Ty Burrell per il ruolo di Phil Dunphy in Modern Family (Abc)

Miglior attrice non protagonista di una serie comedy
Allison Janney per il ruolo di Bonnie Plunkett in Mom (Cbs)

Miglior guest star femminile di una serie drama
Allison Janney per il ruolo di Margaret Scully in Masters of Sex (Showtime)

Miglior guest star maschile di una serie drama
Joe Morton per il ruolo di Rowan in Scandal (Abc)

Miglior guest star femminile di una serie comedy
Uzo Aduba per il ruolo di Suzanne 'Crazy Eyes' Warren in Orange Is the New Black (Netflix)

Miglior guest star maschile di una serie comedy
Jimmy Fallon come conduttore del Saturday Night Live

Miglior attore protagonista in una miniserie o film-tv
Benedict Cumberbatch per il ruolo di Sherlock Holmes in Sherlock: His Last Vow (Bbc)

Miglior attrice protagonista  in una miniserie o film-tv
Jessica Lange per il ruolo di Fiona Goode in American Horror Story: Coven (Fx)

Miglior attore non protagonista in una miniserie o film-tv
Martin Freeman per il ruolo di John Watson in Sherlock: His Last Vow (Bbc)

Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film-tv
Kathy Bates per il ruolo di Delphine LaLaurie in American Horror Story: Coven (Fx)

Miglior sceneggiatura per una serie drama
Ozymandias (Breaking Bad, Amc), scritto da Moira Walley-Beckett

Miglior regia per una serie drama
Who Goes There (True Detective, Hbo), diretto da Cary Joji Fukunaga

Miglior sceneggiatura per una serie comedy
So Did The Fat Lady (Louie, Fx), scritto da Louis C.K.

Miglior regia per una serie comedy
Vegas (Modern Family, Abc), diretto da Gail Mancuso

Miglior sceneggiatura per una miniserie o film-tv
Sherlock: His Last Vow (Bbc 1), scritto da Steven Moffat

Miglior regia per una miniserie o film-tv
Buridan's Ass (Fargo, Fx), diretto da Colin Bucksey

Miglior casting per una serie drama
True Detective (Hbo)

Miglior casting per una serie comedy
Orange Is The New Black (Netflix)

Miglior casting per una miniserie o film-tv
Fargo (Fx)

martedì 1 luglio 2014

Big Wedding - la recensione

Commedia corale con un matrimonio al centro della trama, una storia già vista e sentita farcita da tanti attori e "big" del cinema.

Alejandro (Ben Barnes) e Missy (Amanda Seyfried) si amano e stanno per sposarsi ma si trovano davanti un ostacolo "religioso". Alejandro è figlio adottivo di Don (De Niro) e Ellie (Diane Keaton), separati ormai da vent'anni, e non sa come dire alla sua madre biologica, invitata al matrimonio, donna profondamente religiosa, che i suoi genitori adottivi sono divorziati, che suo padre vive da tempo con un'altra donna (S.Sarandon) e che sua madre è un'ebrea-buddista che si applica in pratiche sessuali molto specifiche. Anche Missy ha i suoi problemi visto che i suoi genitori sono razzisti, il padre ha problemi col fisco e la madre si è rifatta tutta. Per organizzare l'incontro al meglio, Alejandro chiede ai suoi genitori adottivi di fare finta di essere ancora sposati. Fra un prete ex alcolista, i fratelli adottivi con vari problemi e la sorella biologica più disinibita di quanto si pensava, le cose non andranno affatto come avevano previsto.

'Big Wedding' è  una commedia matrimoniale in una disastrata famiglia borghese. con le solite incomprensioni, gli imprevisti e i sentimenti buoni che alla fine prevalgono sempre su tutto. Il regista e sceneggiatore Justin Zackham non si è sforzato più di tanto a scrivere la storia, una trama che riserva davvero poche sorprese, che strappa qualche sorriso ogni tanto, ma non riesce ad essere divertente come vorrebbe, non riesce a tenere in piedi le varie vicende che propone e i personaggi che presenta. Il tentativo poi di rendere una commedia familiare più "trasgressiva e scorretta", puntando tutto su qualche forzatissima scenetta a sfondo sessuale, fallisce nell'assenza di quella giusta cattiveria o, al contrario, il giusto buonismo che caratterizza le commedie di questo tipo. Il film vanta un cast di alto livello, dei big come Robert De Niro, Diane Keaton, Susan Sarandon e Robin Williams, poi Amanda Seyfried, Katherine Heigl, Ben Barnes e Topher Grace, ma un cast non può fare nulla senza una storia con un minimo di solidità e una sceneggiatura interessante. Un cast sprecato.

C'è da chiedersi: il film è stato solo un pretesto per mettere insieme quattro grandi nomi oppure, visti proprio i grandi nomi del cast, hanno pensato "gli possiamo far fare qualsiasi cosa sperando che tirino avanti la carretta"? Chi lo sa. Sicuramente un cast del genere meritava un supporto di ben altro livello.

mercoledì 15 gennaio 2014

The Butler - la recensione

Dopo il successo di 'Precious', Lee Daniels questa volta racconta la storia del maggiordomo della Casa Bianca in 'The Butler'.

Il piccolo Cecil Gaines vive in una piantagione di cotone nel sud degli Stati Uniti fino a che il padre non viene ucciso a sangue freddo dal padrone. Preso a lavorare in casa impara il mestiere di domestico, lavoro che lo porterà prima a servire in un albergo di lusso e poi direttamente a Washington per lavorare come maggiordomo della Casa Bianca. Uomo mite e riservato, vedrà passare nella Sala Ovale ben sette presidenti, assisterà al cambiamento del paese, le leggi razziali, la violenza, le rivolte, il Vietnam, poi gli scandali, gli omicidi, fino all'elezione di Obama.

Non facile il lavoro di Lee Daniels, l'intento era quello di racchiudere e raccontare quasi 60 anni di storia americana in due ore attraverso un personaggio realmente esistito, Eugene Allen, maggiordomo alla casa bianca per 30 anni, un'impresa quasi "alla Forrest Gump". Si parte dalla schiavitù e dai campi di cotone per arrivare all'elezione del primo presidente afroamericano della storia, e nel tragitto vediamo susseguirsi presidenti di grandissima importanza, come Kennedy, Johnson, Nixon, fino a Reagan. In più si aggiungono le vicende private del protagonista, i problemi della famiglia, l'assenza da casa mal vista dalla moglie, i figli, in particolare il maggiore che si unisce alla resistenza che lotta per i diritti degli afroamericani fino a diventare un estremista. Tutto questo in due ore. Per raccontare questa densa storia, Lee Daniels ha chiamato un esercito di attori e attrici: Robin Williams, James Marsden, John Cusack, Alan Rickman, Liev Schreiber, Minka Kelly e Jane Fonda, per quanto riguarda presidenti e mogli, e Terrence Howard, Alex Pettyfer, Cuba Gooding Jr., Vanessa Redgrave, Mariah Carey, David Oyelowo, Lenny Kravitz e Oprah Winfrey per la parte privata che riguarda l'infanzia e la famiglia. Su tutti Forrest Whitaker come protagonista, sempre adatto al ruolo e dignitoso nella sua interpretazione, un ottimo attore qui però sprecato dal regista.
Gli ingredienti per un buon film ci sono tutti, l'interessante storia di un uomo semplice che attraversa la Storia, con la S maiuscola, e un grande cast a supportarla. Allora dov'è il problema? semplice, Lee Daniels ha voluto mettere talmente tante cose tutte insieme che si è dimenticato quella più importante: una sceneggiatura. L'inizio del film sembra promettente ma a lungo andare 'The Butler' si trasforma in una sfilata, una carrellata troppo veloce di eventi e attori. Non si approfondisce nulla, il rapporto con i vari presidenti viene sempre liquidato con un paio di scambi di battute e via, subito si passa ad un altro presidente. JFK e l'impatto del suo assassinio avrebbe sicuramente meritato più spazio, così come Nixon, addirittura Johnson, relegato a una macchietta avrebbe meritato maggiore considerazione. Questa velocità fa perdere valore non solo al film e ai personaggi ma anche alla copiosa partecipazione di tutti quegli attori. Che senso ha chiamare Vanessa Redgrave o Jane Fonda se sullo schermo devono comparire per 5 minuti e due battute ciascuno? Lo puoi fare con un paio di attori ma non con una decina. Altro problema della storia, di come Lee Daniels ce la propone, è che non c'è un minimo di approfondimento storico, eppure è proprio la Storia del paese quella che si vuole raccontare attraverso questo mite maggiordomo. La questione della schiavitù viene liquidata con "il padrone bianco cattivissimo e spietato", va bene, era quasi sempre così dopotutto, e le leggi razziali sono un "quanto sono cattivi e violenti i bianchi", sì, va bene, ma non tutti erano così, ci sono stati anche quelli che si sono opposti, e quindi per correggere il tiro si inserisce un solo bianco che protesta dalla parte degli afroamericani, un po' poco forse. Lee Daniels dà una spiegazione molto sbrigativa delle leggi razziali, del periodo storico, dei buoni e dei cattivi, di come le persone e i presidenti, soprattutto visto che erano al centro del film, hanno cercato o no di cambiare le cose, quel poco che spiega lo fa in modo abbastanza retorico e superficiale, non giustificabile con la voglia di analizzare anche la vita privata del protagonista visto che anche quella non viene approfondita abbastanza. Non c'è equilibrio in 'The Butler', l'intento del film si perde, la voglia di raccontare la storia di un uomo che ha visto e vissuto da vicino sette presidenti degli Stati Uniti affrontando un periodo cruciale per il paese naufraga a metà film.

Per chiarezza, 'The Butler' non è un film orribile, è un film che si può tranquillamente vedere in tv, seduti comodamente sul divano, non annoia, scorre abbastanza e ha un ottimo protagonista, ma è un film che non lascia molto, se non la sensazione che Lee Daniels abbia buttato un po' via una storia che poteva essere molto interessante e un cast importante che andava sfruttato meglio, che si sia incartato da solo cercando di fare "lo Spike Lee" (e non in senso positivo). A differenza di 'Precious', in cui ha riversato addosso allo spettatore un mondo di "indesiderabili", brutto, drammatico e doloroso, qui sembra che Daniels abbia cercato in tutti i modi di far piacere il protagonista. Un peccato, il risultato è un film a metà.

martedì 3 settembre 2013

Cosa bolle in pentola? Le 10 nuove serie tv che non vi dovete perdere!

Lo abbiamo detto, autunno=serie tv e ogni anno la domanda è sempre la stessa: quale delle nuove serie sarà la mia nuova serie preferita? Ogni serial addicted che si rispetti macina un pilot dopo l'altro, ma non sempre si arriva al secondo episodio, insomma, bisogna meritarselo.
Quindi, cosa aspettarsi da questa nuova stagione televisiva? Dopo gli attesi ritorni, ecco le dieci novità più gustose.



Sleepy Hollow [16 Settembre FOX]
L'ispettore Ichabod Crane, di burtoniana memoria, risorge misteriosamente e aiuta lo sceriffo della cittadina di Sleepy Hollow a risolvere misteri, in mezzo a quella che è la millenaria lotta tra il bene e il male.

Hostages [23 Settembre Cbs]
Tony Collette, chirurgo incaricato di operare il presidente USA, verrà a trovarsi al centro di una fitta rete di cospirazioni e intrighi politici. Interessante che la presenza di Dylan McDermott nel ruolo di un agente dell'FBI.

Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. [24 Settembre Abc]
Probabilmente l'evento più atteso di questa stagione per una serie di ottimi motivi: nuova creatura di Joss Whedon, uno che di serie tv di culto se ne intende, facente parte del Progetto Avengers della Marvel vedrà il ritorno di personaggi molto amati. Si preannuncia un pilot con il botto!

The Michael J. Fox Show [26 Settembre Nbc]
Atteso ritorno di Michael J. Fox in un ruolo da protagonista, narra la storia di un giornalista che torna al lavoro dopo cinque anni e una diagnosi di Parkinson.

The Crazy Ones [26 Settembre Cbs]
E a proposito di ritorni in tv, la star di Buffy, Sarah Michelle Gellar, è protagonista, assieme al grande Robin Williams, di questa nuova sit-com ambientata nel mondo della pubblicità.

Masters of Sex [29 Settembre Showtime]
Ancora grandi nomi: Michael Sheen e Lizzy Caplan interpretano il sessuologo William Masters e la psicologa Virginia Johnson, pionieri della rivoluzione sessuale. Dato il canale di messa in onda, possiamo aspettarci un gran numero di scene piccanti, ma anche una buona dose di qualità.

Once Upon a Time in Wonderland [10 Ottobre Abc]
Spin-off di Once Upon a Time, segue le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Atmosfere più cupe, nuovi personaggi e vecchie conoscenze potrebbero farne un prodotto migliore di quanto non sia la serie madre.

Reign [10 Ottobre The CW]
Un po' dramma in costume, un po' teen drama, è la storia dell'arrivo di Maria Stuarda di Scozia alla corte francese in occasione del suo fidanzamento con il principe Francesco. Potrebbe essere il primo passo di una virata più "seria" alla CW?

Dracula  [25 Ottobre Nbc]
Serie in 10 episodi per ripercorrere il capolavoro di Bram Stocker. Le cupe atmosfere della Londra Vittoriana e Jonathan Rhys Mayers nel ruolo del Conte ne fanno una delle novità più attese e interessanti.

Almost Human [4 Novembre FOX]
Il creatore di Fringe ci trasporta 35 anni nel futuro, in un mondo in cui gli agenti di polizia umani collaborano in coppia con androidi altamente evoluti. Nel progetto è coinvolto J.J. Abrams come produttore e nel cast troviamo Karl Urban, Michael Ealy e Lili Taylor, le atmosfere futuristiche ricordano molto i romanzi di Asimov.


La nuova stagione, quindi, si prospetta davvero entusiasmante e non è stato affatto facile scegliere dieci proposte. Quali di queste serie attendete con più ansia? Quali vi incuriosiscono e quali, invece, non vi dicono proprio nulla?

martedì 30 luglio 2013

Nuove immagini per l'atteso 'The Butler' di Lee Daniels

Uscirà il 16 agosto negli Stati Uniti uno dei titoli più interessanti della stagione, 'The Butler' di Lee Daniels ('Precious'), un film che ha tutte le carte in regole per essere fra i protagonisti nella prossima stagione dei premi.

Il film racconta la storia di Cecil Gaines, che dal 1952 al 1986 fu il maggiordomo della Casa Bianca. Gaines servì ben otto presidenti e visse da dentro le mura del palazzo più importante degli Stati Uniti il cambiamento di un paese, dagli attentati ai presidenti alla fine della segregazione razziale.

Protagonista nei panni di Cecil Gaines è il premio Oscar Forest Whitaker, intorno a lui un cast corale con nomi di primissimo livello: John Cusack (Richard Nixon), James Marsden (John F. Kennedy), Minka Kelly (Jackie Kennedy), Jane Fonda (Nancy Reagan), Cuba Gooding Jr., Alan Rickman (Ronald Reagan), Melissa Leo (Mamie Eisenhower), Robin Williams (Dwight Eisenhower), Oprah Winfrey (la moglie di Gaines), Lenny Kravitz, Mariah CareyTerrence HowardAlex Pettyfer, David Oyelowo e Vanessa Redgrave.

Ecco le nuove immagini pubblicate da Entertainment Weekly.









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