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mercoledì 15 gennaio 2014

The Butler - la recensione

Dopo il successo di 'Precious', Lee Daniels questa volta racconta la storia del maggiordomo della Casa Bianca in 'The Butler'.

Il piccolo Cecil Gaines vive in una piantagione di cotone nel sud degli Stati Uniti fino a che il padre non viene ucciso a sangue freddo dal padrone. Preso a lavorare in casa impara il mestiere di domestico, lavoro che lo porterà prima a servire in un albergo di lusso e poi direttamente a Washington per lavorare come maggiordomo della Casa Bianca. Uomo mite e riservato, vedrà passare nella Sala Ovale ben sette presidenti, assisterà al cambiamento del paese, le leggi razziali, la violenza, le rivolte, il Vietnam, poi gli scandali, gli omicidi, fino all'elezione di Obama.

Non facile il lavoro di Lee Daniels, l'intento era quello di racchiudere e raccontare quasi 60 anni di storia americana in due ore attraverso un personaggio realmente esistito, Eugene Allen, maggiordomo alla casa bianca per 30 anni, un'impresa quasi "alla Forrest Gump". Si parte dalla schiavitù e dai campi di cotone per arrivare all'elezione del primo presidente afroamericano della storia, e nel tragitto vediamo susseguirsi presidenti di grandissima importanza, come Kennedy, Johnson, Nixon, fino a Reagan. In più si aggiungono le vicende private del protagonista, i problemi della famiglia, l'assenza da casa mal vista dalla moglie, i figli, in particolare il maggiore che si unisce alla resistenza che lotta per i diritti degli afroamericani fino a diventare un estremista. Tutto questo in due ore. Per raccontare questa densa storia, Lee Daniels ha chiamato un esercito di attori e attrici: Robin Williams, James Marsden, John Cusack, Alan Rickman, Liev Schreiber, Minka Kelly e Jane Fonda, per quanto riguarda presidenti e mogli, e Terrence Howard, Alex Pettyfer, Cuba Gooding Jr., Vanessa Redgrave, Mariah Carey, David Oyelowo, Lenny Kravitz e Oprah Winfrey per la parte privata che riguarda l'infanzia e la famiglia. Su tutti Forrest Whitaker come protagonista, sempre adatto al ruolo e dignitoso nella sua interpretazione, un ottimo attore qui però sprecato dal regista.
Gli ingredienti per un buon film ci sono tutti, l'interessante storia di un uomo semplice che attraversa la Storia, con la S maiuscola, e un grande cast a supportarla. Allora dov'è il problema? semplice, Lee Daniels ha voluto mettere talmente tante cose tutte insieme che si è dimenticato quella più importante: una sceneggiatura. L'inizio del film sembra promettente ma a lungo andare 'The Butler' si trasforma in una sfilata, una carrellata troppo veloce di eventi e attori. Non si approfondisce nulla, il rapporto con i vari presidenti viene sempre liquidato con un paio di scambi di battute e via, subito si passa ad un altro presidente. JFK e l'impatto del suo assassinio avrebbe sicuramente meritato più spazio, così come Nixon, addirittura Johnson, relegato a una macchietta avrebbe meritato maggiore considerazione. Questa velocità fa perdere valore non solo al film e ai personaggi ma anche alla copiosa partecipazione di tutti quegli attori. Che senso ha chiamare Vanessa Redgrave o Jane Fonda se sullo schermo devono comparire per 5 minuti e due battute ciascuno? Lo puoi fare con un paio di attori ma non con una decina. Altro problema della storia, di come Lee Daniels ce la propone, è che non c'è un minimo di approfondimento storico, eppure è proprio la Storia del paese quella che si vuole raccontare attraverso questo mite maggiordomo. La questione della schiavitù viene liquidata con "il padrone bianco cattivissimo e spietato", va bene, era quasi sempre così dopotutto, e le leggi razziali sono un "quanto sono cattivi e violenti i bianchi", sì, va bene, ma non tutti erano così, ci sono stati anche quelli che si sono opposti, e quindi per correggere il tiro si inserisce un solo bianco che protesta dalla parte degli afroamericani, un po' poco forse. Lee Daniels dà una spiegazione molto sbrigativa delle leggi razziali, del periodo storico, dei buoni e dei cattivi, di come le persone e i presidenti, soprattutto visto che erano al centro del film, hanno cercato o no di cambiare le cose, quel poco che spiega lo fa in modo abbastanza retorico e superficiale, non giustificabile con la voglia di analizzare anche la vita privata del protagonista visto che anche quella non viene approfondita abbastanza. Non c'è equilibrio in 'The Butler', l'intento del film si perde, la voglia di raccontare la storia di un uomo che ha visto e vissuto da vicino sette presidenti degli Stati Uniti affrontando un periodo cruciale per il paese naufraga a metà film.

Per chiarezza, 'The Butler' non è un film orribile, è un film che si può tranquillamente vedere in tv, seduti comodamente sul divano, non annoia, scorre abbastanza e ha un ottimo protagonista, ma è un film che non lascia molto, se non la sensazione che Lee Daniels abbia buttato un po' via una storia che poteva essere molto interessante e un cast importante che andava sfruttato meglio, che si sia incartato da solo cercando di fare "lo Spike Lee" (e non in senso positivo). A differenza di 'Precious', in cui ha riversato addosso allo spettatore un mondo di "indesiderabili", brutto, drammatico e doloroso, qui sembra che Daniels abbia cercato in tutti i modi di far piacere il protagonista. Un peccato, il risultato è un film a metà.

mercoledì 2 ottobre 2013

Il Cacciatore di Donne - la recensione

Nicolas Cage e John Cusack si rincontrano a qualche anno di distanza da 'Con Air' per il thriller 'Il Cacciatore di Donne' ('The Frozen Ground'), di Scott Walker.

Alaska, è il 1983, dopo il ritrovamento del cadavere di una ragazza al detective Jack Holcombe, in procinto di lasciare il lavoro, viene affidato un caso molto difficile, un serial killer che per 13 anni ha agito indisturbato sequestrando, violentando e infine uccidendo giovani ragazze. Le prove portano all'insospettabile Robert Hansen, un tranquillo padre di famiglia, già fermato in passato e poi rilasciato. Mancano le prove schiaccianti però, fino a che una ragazza, Cindy Poulson, giovane prostituta minorenne, non riesce a scappare. Farla testimoniare però non sarà facile e nemmeno incastrare Hansen.

La storia è tratta da fatti realmente accaduti, Robert Hansen è stato accusato di aver sequestrato e violentato almeno 30 donne e si ipotizza che fra queste ne abbia uccise un numero imprecisato fra 17 e 21. Attualmente Hansen sta scontando 461 anni di carcere. Il film però non mette al centro la figura del serial killer, il suo metodo, i motivi (per quel poco che viene raccontato), vengono descritti da altri durante le indagini del detective Holcombe. Molto spazio viene dato a Cindy Poulson che, con molto coraggio, ha raccontato la sua storia per la prima volta dopo anni, per questo motivo vanno fatti i complimenti a Vanessa Hudgens, non perché fornisca una interpretazione memorabile ma per la devozione, l'attenzione e il rispetto con cui interpreta il ruolo di una donna che ha avuto una vita molto difficile e vissuto un esperienza spaventosa. Nicolas Cage invece è un credibilissimo detective con un peso doloroso nel cuore, buona la sua prova. Bene anche John Cusack nei panni di Robert Hansen, non ha molto spazio nel film ma riesce a trasmettere l'instabilità del suo personaggio, freddo, metodico, cattivo e folle.

Il film non spicca per originalità, può ricordare vagamente 'Zodiac' e l'ambientazione "glaciale" dell'Alaska sa di già visto ('Insomnia', ad esempio). E' un thriller classico che percorre la strada battuta da tanti altri film in passato, non cerca scorciatoie strizzando l'occhio con l'enfatizzazione gli omicidi, li mostra in modo molto secco e diretto, il che rende l'idea della follia di Hansen. Il film ha una buona premessa, inizia bene, cala e stenta un po' al centro e si riprende sul finale quando i due protagonisti, Cage e Cusack si incontrano faccia a faccia. La decisione di concentrarsi di più sulla vittima scappata è giusta e condivisibile ma alla fine si toglie spazio all'indagine che probabilmente avrebbe meritato di più.

In generale, un thriller che sicuramente merita una visione.

martedì 30 luglio 2013

Nuove immagini per l'atteso 'The Butler' di Lee Daniels

Uscirà il 16 agosto negli Stati Uniti uno dei titoli più interessanti della stagione, 'The Butler' di Lee Daniels ('Precious'), un film che ha tutte le carte in regole per essere fra i protagonisti nella prossima stagione dei premi.

Il film racconta la storia di Cecil Gaines, che dal 1952 al 1986 fu il maggiordomo della Casa Bianca. Gaines servì ben otto presidenti e visse da dentro le mura del palazzo più importante degli Stati Uniti il cambiamento di un paese, dagli attentati ai presidenti alla fine della segregazione razziale.

Protagonista nei panni di Cecil Gaines è il premio Oscar Forest Whitaker, intorno a lui un cast corale con nomi di primissimo livello: John Cusack (Richard Nixon), James Marsden (John F. Kennedy), Minka Kelly (Jackie Kennedy), Jane Fonda (Nancy Reagan), Cuba Gooding Jr., Alan Rickman (Ronald Reagan), Melissa Leo (Mamie Eisenhower), Robin Williams (Dwight Eisenhower), Oprah Winfrey (la moglie di Gaines), Lenny Kravitz, Mariah Carey, Terrence Howard, Alex Pettyfer, David Oyelowo e Vanessa Redgrave.

Ecco le nuove immagini pubblicate da Entertainment Weekly.









Frra

giovedì 24 maggio 2012

Festival di Cannes - Giorno 9

Tutta l'attenzione del nono giorno è sul nuovo film di Lee Daniels, 'The Paperboy', e su Nicole Kidman.

L'attrice australiana ha decisamente rubato la scena ai suoi colleghi arrivati a Cannes per presentare il film, Zac Efron, John Cusack, Matthew McConaughey e la cantante Macy Gray.
Presentato come un thriller erotico che guarda alla situazione razziale nella paludosa Florida di fine anni '60, il film racconta di un giornalista che torna nella cittadina in cui è nato con l'intento di far riaprire il caso di un detenuto che rischia la pena di morte e di usarlo poi come materiale per un articolo. Una volta lì incontra Charlotte, una specie di disinibita Barbie con il trucco molto pesante, innamorata a distanza del detenuto. Il giovane fratello del giornalista si innamorerà di lei rendendosi conto però di non avere speranze.

Il film ha provocato reazioni molto discordanti, a fine proiezione qualche applauso e diversi fischi, e i commenti che si sono letti sono molto più negativi che positivi. Il film non ha convinto o peggio non è proprio piaciuto, il termine più usato per descriverlo è stato "trash". Nel film infatti, fra omicidi, sangue, sesso, ossessioni, amore, razzismo, omosessualità, stupri, ci sono scene piuttosto esplicite. Quelle che hanno fatto scalpore coinvolgono M.McConaughey e soprattutto Nicole Kidman che, tra simulazioni di sesso e il fare la pipì in faccia a Zac Efron, ha dichiarato di non aver avuto problemi nel girarle, "Sono sempre alla ricerca di personaggi che mi facciano oltrepassare i limiti. E' il mio lavoro di attrice, non c'è da meravigliarsi, non ho avuto esitazioni in niente. I miei film mi hanno fatto esplorare i diversi aspetti della vita e il contrasto con te stessa è la cosa più emozionante". E' una attrice coraggiosa e non è la prima volta che lo dimostra, grande rispetto per lei che comunque, a quanto pare, offre una buona prova. Oltre a questo la Kidman, a causa del basso budget, ha dovuto farsi trucco e parrucco da sola. Coraggiosa e autosufficiente.

Sul tema del razzismo e dell'omosessualità, il regista Lee Daniels ha detto: "Non ho paura di dire la verità. Come gay nero mi è capitato che la mattina dopo essere stato insieme a un bianco, quello facesse finta di non conoscermi, si vergognava di farsi vedere con me". Il problema è che i temi più importanti sono passati decisamente in secondo piano dopo la visione del film che voleva essere il "lato sporco e oscuro" di 'The Help', nominato in conferenza dal regista stesso, solo che la bilancia tende nettamente dalla parte del bel film di Tate Tylor.


Frra