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venerdì 22 luglio 2016

Star Trek Beyond - la recensione

Dopo tre anni nello Spazio Profondo, James Kirk sente tutta la stanchezza e la pesantezza che l'essere isolato da tutto comporta, non riesce a trovare un motivo per continuare nella sua carriera come Capitano di una nave stellare, anche perché il peso del sacrificio di suo padre si fa sentire sempre di più. Ma non c'è tempo per il dubbio, una missione di soccorso si trasforma presto in una trappola che potrebbe rivelarsi fatale per l’equipaggio dell’Enterprise e un pericolo per l’intera Federazione.

Justin Lin prende in mano il timone del terzo film Trekker in quella che è ormai denominata “Kelvin timeline” e lo fa nell'anno più difficile, quello del cinquantesimo anniversario della saga, e dopo un film, Into Darkness, che aveva ricevuto pesantissime critiche da parte del fandom storico. Svariate peripezie, una sfiducia malcelata nel progetto e parecchie riscritture dopo, Lin, ma soprattutto gli sceneggiatori Simon Pegg e Doug Jung, hanno vinto la scommessa?

Se Il Futuro ha inizio era, pur con i suoi difetti anche abbastanza vistosi (vedi la poca incisività del villain interpretato da Eric Bana) una buona base da cui partire, Into Darkness era sì un ottimo film di fantascienza e intrattenimento, ma quanto di più lontano si potesse immaginare da ciò che era stata la filosofia della creatura di Gene Roddenberry, non riuscendo ad armonizzare la questione etica con una buona riuscita della storia e dei personaggi. Star Trek Beyond ricomincia andando al cuore di quel che aveva fatto grande Star Trek: la frontiera, grande caposaldo del Western, non più limitata al pianeta Terra, ma posta ancora oltre, nei limiti potenzialmente infiniti dello spazio, a ciò che la ricerca di conoscenza porta all'uomo, di come gli uomini reagiscono a uno stimolo tanto atavico e ai rapporti di profondissima amicizia che una situazione tanto ai limiti crea e consolida.
Una storia semplice, senza inutili fronzoli e divagazioni, che entra subito nel vivo dell’azione, una scrittura lineare con alcune battute davvero efficaci che strizzano l’occhio ai vecchi fan senza però essere invasive, un ottimo villain interpretato dal sempre bravissimo Idris Elba, e finalmente l’amicizia che lega i membri dell’equipaggio dell’Enterprise come vero motore e fine dell’azione. Chris Pine appare a suo agio e decisamente in parte, meno sbruffone che nei precedenti film, più posato e profondo. Anche gli altri lo seguono a ruota: Zachary Quinto riesce a regalare uno Spock costantemente in bilico tra fragilità e logica senza mai strafare, lasciandosi alle spalle le inutili esagerazioni della lotta contro Khan, emoziona sinceramente nel sentito omaggio a Leonard Nimoy e diverte negli scambi tra lui e il come al solito perfetto McCoy di Karl Urban.

Si respira l’aria fresca e spensierata della serie classica, in cui nulla era più importante dell’amicizia e la sete di conoscenza spingeva l’umanità a migliorarsi costantemente, ma c’è anche tanta azione e in questo la regia di Justin Lin, pur se non sempre esente da qualche inquadratura obliqua di troppo, se la cava bene e regala alcune sequenze di grande impatto visivo, sia nello spazio che nello straordinario set della Base Stellare USS Yorktown.

Dove Into Darkness riusciva a essere un bel film di fantascienza ma un pessimo film di Star Trek, questo Beyond centra il punto riuscendo a essere un ottimo film di Star Trek, sicuramente non il migliore della saga, non all'altezza di capolavori come L’Ira di Khan o Rotta verso la Terra, ma la strada imboccata è sicuramente quella giusta e le potenzialità di questa realtà alternativa sono moltissime ed estremamente interessanti.

martedì 3 settembre 2013

Cosa bolle in pentola? Le 10 nuove serie tv che non vi dovete perdere!

Lo abbiamo detto, autunno=serie tv e ogni anno la domanda è sempre la stessa: quale delle nuove serie sarà la mia nuova serie preferita? Ogni serial addicted che si rispetti macina un pilot dopo l'altro, ma non sempre si arriva al secondo episodio, insomma, bisogna meritarselo.
Quindi, cosa aspettarsi da questa nuova stagione televisiva? Dopo gli attesi ritorni, ecco le dieci novità più gustose.



Sleepy Hollow [16 Settembre FOX]
L'ispettore Ichabod Crane, di burtoniana memoria, risorge misteriosamente e aiuta lo sceriffo della cittadina di Sleepy Hollow a risolvere misteri, in mezzo a quella che è la millenaria lotta tra il bene e il male.

Hostages [23 Settembre Cbs]
Tony Collette, chirurgo incaricato di operare il presidente USA, verrà a trovarsi al centro di una fitta rete di cospirazioni e intrighi politici. Interessante che la presenza di Dylan McDermott nel ruolo di un agente dell'FBI.

Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. [24 Settembre Abc]
Probabilmente l'evento più atteso di questa stagione per una serie di ottimi motivi: nuova creatura di Joss Whedon, uno che di serie tv di culto se ne intende, facente parte del Progetto Avengers della Marvel vedrà il ritorno di personaggi molto amati. Si preannuncia un pilot con il botto!

The Michael J. Fox Show [26 Settembre Nbc]
Atteso ritorno di Michael J. Fox in un ruolo da protagonista, narra la storia di un giornalista che torna al lavoro dopo cinque anni e una diagnosi di Parkinson.

The Crazy Ones [26 Settembre Cbs]
E a proposito di ritorni in tv, la star di Buffy, Sarah Michelle Gellar, è protagonista, assieme al grande Robin Williams, di questa nuova sit-com ambientata nel mondo della pubblicità.

Masters of Sex [29 Settembre Showtime]
Ancora grandi nomi: Michael Sheen e Lizzy Caplan interpretano il sessuologo William Masters e la psicologa Virginia Johnson, pionieri della rivoluzione sessuale. Dato il canale di messa in onda, possiamo aspettarci un gran numero di scene piccanti, ma anche una buona dose di qualità.

Once Upon a Time in Wonderland [10 Ottobre Abc]
Spin-off di Once Upon a Time, segue le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie. Atmosfere più cupe, nuovi personaggi e vecchie conoscenze potrebbero farne un prodotto migliore di quanto non sia la serie madre.

Reign [10 Ottobre The CW]
Un po' dramma in costume, un po' teen drama, è la storia dell'arrivo di Maria Stuarda di Scozia alla corte francese in occasione del suo fidanzamento con il principe Francesco. Potrebbe essere il primo passo di una virata più "seria" alla CW?

Dracula  [25 Ottobre Nbc]
Serie in 10 episodi per ripercorrere il capolavoro di Bram Stocker. Le cupe atmosfere della Londra Vittoriana e Jonathan Rhys Mayers nel ruolo del Conte ne fanno una delle novità più attese e interessanti.

Almost Human [4 Novembre FOX]
Il creatore di Fringe ci trasporta 35 anni nel futuro, in un mondo in cui gli agenti di polizia umani collaborano in coppia con androidi altamente evoluti. Nel progetto è coinvolto J.J. Abrams come produttore e nel cast troviamo Karl Urban, Michael Ealy e Lili Taylor, le atmosfere futuristiche ricordano molto i romanzi di Asimov.


La nuova stagione, quindi, si prospetta davvero entusiasmante e non è stato affatto facile scegliere dieci proposte. Quali di queste serie attendete con più ansia? Quali vi incuriosiscono e quali, invece, non vi dicono proprio nulla?

giovedì 13 giugno 2013

'Into Darkness - Star Trek' - la recensione

Qual'è il confine tra giustizia e vendetta? Tra ciò che è lecito fare per salvare la vita della propria famiglia e una violenza ingiustificata?

J.J Abrams mette in campo domande importanti e sembra giusto che lo faccia in un film come Into Darkness Star Trek, molto più che un film di fantascienza puro e semplice... ma in fondo Star Trek non è mai stato solo fantascienza.
Farò una premessa: sono una trekkie di vecchia data.
Mi sembra doveroso e corretto specificarlo prima perché nel commentare questo film ed esprimere un qualsiasi pensiero su di esso è determinante l'appartenenza o meno alla schiera dei fan.

Into Darkness è un gran film, un film potente nel suo svolgimento, un film in cui la tensione non cala mai e tutto si incastra alla perfezione nella linea temporale alternativa creata da Abrams senza andare a stravolgere più di tanto ciò che sapevamo già; insomma, non è difficile accettare ciò che ci viene detto, è perfettamente plausibile, ha un che di già conosciuto eppure di nuovo.
Into Darkness è un film che ha nel suo villain il punto di forza maggiore, perché, sembra quasi ridondante ribadirlo, Benedict Cumberbatch è un attore straordinario.

Giusto e sbagliato, vendetta e giustizia, lealtà o sete di potere, è intorno a lui che ruotano questi interrogativi ed è Kirk a doversi confrontare con essi, la giustizia contrapposta alla spietata vendetta, l'amicizia e il sacrificio contro la sete di potere.

Senza spoilerare troppo, il confronto tra i due è intenso e molto ben scritto, alla fine si ha la risposta ma l'impressione è che vi siano molte altre sfumature non dette.
In questo il film è molto "trek", anche se in un primo momento non sembra, data l'abbondanza di scene d'azione (praticamente assenti nella serie originale): Gene Roddenberry assimilava e proponeva ciò che era la minaccia di quei tempi (la guerra fredda), scontrandola con il nuovo mondo pacifico della Federazione, trattava temi cari all'America di quel tempo, sconvolgeva il mondo con il primo bacio interraziale nella storia della tv o piazzando in plancia un russo, un asiatico, una donna nera e un alieno; Abrams non si spinge così in la, nel suo Star Trek non ci sono i grandi temi o la denuncia sociale, ma anche lui prende la minaccia dei nostri tempi (il terrorismo, il nemico che viene dall'interno) e la ripropone facendola scontrare con l'ottimismo intrinseco di Star Trek e con l'eroismo di Kirk e compagni.
Sono molte, inoltre, le citazioni alla serie classica e ai film, alcune molto evidenti, altre nascoste in bella vista, una in particolare che a mio avviso è stata giostrata benissimo ma che racchiude in se stessa il più grande difetto della pellicola di Abrams, comunque già presente nel precedente Il Futuro ha Inizio anche se si notava meno.

Dove Abrams toppa clamorosamente sono i personaggi.
Qui, devo essere sincera, la distinzione tra fan e non fan è netta, perché non si puù certo dire che i protagonisti siano caratterizzati male, ma purtroppo la differenza con quelli originali è davvero evidente.


Se per il Kirk di Pine e in particolare per l'ottimo McCoy di Urban (il migliore del cast protagonista, davvero fantastico nella sua interpretazione cosÏ simile a quella del compianto DeForest Kelley, soprattutto nelle espressioni del viso), tutt'altro discorso va fatto per gli altri: Uhura perde di fascino, Scotty sembra quasi una macchietta comica, Sulu e Chekov praticamente non sono pervenuti.
Ma la grande, grandissima pecca è Spock: Zachary Quinto è bravissimo, ma è proprio il personaggio ad essere snaturato, bel lontano dall'impassibile Primo Ufficiale di Nimoy le cui emozioni, lungi da essere inesistenti, divenivano evidenti solo dopo un'accurata conoscenza, senza che questo ne intaccasse mai la freddezza. Purtroppo non c'è nulla di tutto questo, il fascino del personaggio svanisce così come la sua impassibilità, Spock diventa emotivo, quasi che lui volesse dimostrare a se stesso di possedere quelle emozioni che, in teoria, dovrebbe sapere benissimo di avere.
A volte però, grazie soprattutto all'interpretazione di Quinto, riemerge lo Spock che per anni ha fatto innamorare milioni di telespettatori.
Buoni invece i momenti tra Spock, Kirk e McCoy, anche se davvero troppo pochi considerando che è proprio lo straordinario rapporto tra questi tre personaggi la vera anima della serie, ma c'è tempo e la missione quinquennale è appena cominciata, l'ultima frontiera Ë ancora da esplorare.



Concludendo, Abrams ha avuto il merito di riportare alla ribalta Star Trek, rendendola fluibile a chi non ha amato la serie originale e contemporaneamente soddisfando i fan, anche se il sentire QUELLA musica durante i titoli di coda mischia, alla soddisfazione di aver visto un gran film, una nostalgia irrefrenabile.

*Chiara*