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venerdì 27 giugno 2014

Tutte Contro Lui - la recensione

Commedia di stampo femminile con la coppia Cameron Diaz-Leslie Mann a condurre la scena.

Carly (Diaz) è bella, avvocato di successo, e innamorata dell'uomo perfetto, almeno apparentemente: Mark (Nicolaj Coster-Waldau, il Jamie Lannister del Trono di Spade), gentile, romantico... e sposato. Kate (Mann), la moglie di Mark, è una donna semplice, casalinga per scelta, che si è annullata da sola per lasciare tutto lo spazio al marito. Carly e Kate s'incontrano, affogano la delusione nell'alcol e, per quanto Carly all'inizio cerchi di evitarlo, diventano amiche e alleate contro il marito/fidanzato fedifrago. Alla coppia di donne ferite si unisce poi una terza amante di Mark, una ragazza giovane dal fisico mozzafiato (la modella Kate Upton). Le tre, unite nel tradimento, decidono di vendicarsi in modo definitivo.

Una commedia che ripropone la "guerra fra i sessi', e che ci dimostra quanto può essere potente l' amicizia e la complicità femminile contro il "maschio", vanitoso e traditore. Molto semplice nella trama e nelle intenzioni, il film si regge tutto sulla schiena di Cameron Diaz e Leslie Mann, coppia esplosiva che funziona alla perfezione. Entrambe brave e dotate di straordinari tempi comici, le performance delle due attrici si appoggiano una sull'altra dando vita a dei momenti molto divertenti e spassosi che, di fatto, tengono in vita tutto il film. Se il duo funziona alla grande, gira meno bene il resto del film che si accontenta di rimanere una semplice commedia, piacevole e in grado di strappare qualche sorriso ma priva di cattiveria, di mordente e di "scorrettezza".

'Tutte Contro Lui' è un film divertente ma che si accontenta di essere così com'è. Un peccato perché due protagoniste così brave, scatenate e affiatate avrebbero meritato una sceneggiatura in grado di sostenerle, e che alla fine riuscisse a dare più profondità sia ai personaggi che alla storia.

martedì 21 gennaio 2014

The Counselor - la recensione

In  "The Counselor" ci si tuffa nel mondo della malavita e della droga. Ma ci si sta tuffando in una piscina piena o vuota?
Un avocato, a Juarez, per far fronte alle difficoltà economiche (Michael Fassbender) e per rendere serena la futura convivenza con la moglie (Penelope Cruz) decide di immischiarsi nei traffici del cartello della droga locale, rivolgendosi ad un ex cliente legato a questi sporchi affari (Barden). Non appena qualcosa va storto la poca dimestichezza su campo e l'ingenuità del protagonista lo faranno affogare in un mondo marcio e senza via di fuga. Inutile dire che le ripercussioni su se stesso e le persone a lui collegate saranno drastiche.

Chi meglio della penna di Cormac McCarthy poteva dipingere il volto della criminalità, con personaggi, ambienti e situazioni annesse. Con un cast che vanta, oltre ai sopra già citati, anche di Brad Pitt e di Cameron Diaz e soprattutto della regia navigata di un veterano come Ridley Scott la riuscita dell'operazione era data per scontata da chiunque , inutile negarlo. Ma è andata a finire come si pensava? Purtroppo no.

Alla sua prima sceneggiatura per il cinema, l'ottantenne Cormac McCarthy commette un errore su cui oggi gravano pesanti critiche
(Il film è approdato in tutti i paesi del mondo, noi in italia, come spesso, siamo gli ultimi a vederlo). Infatti la materia cinematografica e quella letteraria non sono le medesime, e il noto scrittore (di cui famosi romanzi come "The Road" e "Non è un Paese dei Vecchi" sono già stati trasposti al cinema con grande fortuna) si trova a giocare una partita in cui le sue doti non possono emergere poichè sono le regole ad essere cambiate.

Lo script annaspa in una verbosità sfiancante, dialoghi prolissi escono dalle bocche dei tanti personaggi, andando a distogliere l'attenzione dalla vicenda centrale verso tematiche alienanti. La storia rimane così schiacciata dal peso di questi sermoni che vengono proposti in continuazione per tutta la durata, le dinamiche concrete della narrazione sono declassate e tenute celate ai nostri occhi da una fintissima intellettualità fuori luogo. Attraverso metafore e aneddoti si parla di azione morale, fede, umanità, virtù, filosofia... temi che vengono decantati con un certo no sense e una irritante leziosità, buttati senza troppo interesse e incapaci di coinvolgere. Anche perchè risulta francamente poco credibile che dei malavitosi immersi 24 ore su 24 in affari di droga siano tutti dei filosofi eredi di un Socrate. Per questi motivi il meccanismo pian piano si inceppa, manca la fluidità, la dinamicità, i colpi di scena dopo la metà non bastano a svegliare uno spettatore assopito e non donano ritmo ad un film che manca di ritmo da ormai  già troppo tempo. Ed è così che il tutto si fa confusionario, gli intenti e gli scopi dei protagonisti sono un mistero e sebbene, più avanti, emergano alcuni dettagli essi sono poco chiari e dalla dubbia interpretazione. Difficile dunque, alla fine, raccapezzarsi sulla dinamica dell'operazione.

Ridely Scott pare affidarsi totalmente allo script di Cormac e si occupa esclusivamente della resa estetica del film, tecnicamente buona ma con poche sequenze degne di nota. C'è da dire però che sul piano visivo, il mondo immaginato da Scott, risulta potente. La lussuria e l'ostentazione della bellezza, tra abiti sfarzosi, case lussuosissime, belle macchine, diamanti e gioielli non sono altro che il concretizzarsi di una élite criminale che esercita il proprio potere sul mondo "normale" attraverso il denaro, e non solo con la violenza. Un tripudio di ricchezza che ha dell'orrendo, e che diventa metafora dei nostri tempi. Alla fine dei conti si salva solo questo aspetto in The Counselor, questo e un unica interpretazione (da Oscar e non esagero). Nel mezzo di un gran cast sprecato e per niente a suo agio la sola a salvarsi è Cameron Diaz che rende alla perfezione la caratura del suo personaggio glaciale e spietato, questo perchè la sua famelica affarista Malkina è l'emblema di quell'unico aspetto accattivante sopra evidenziato.

Voto: ** / *****

Mr.Carrey

mercoledì 24 luglio 2013

Nuove immagini di 'The Counselor' di Ridley Scott, con un grande cast!

Arriverà in Italia a novembre il nuovo film di Ridley Scott 'The Counselor - Il Procuratore', con un cast di star come Brad Pitt, Michael Fassbender, Cameron Diaz, Javier Bardem e Penelope Cruz.

La storia racconta di un uomo, il Procuratore (il nome non viene mai rivelato), che improvvisamente vede la sua vita e la sua carriera andare in rovina, decide così di entrare nel giro della droga, con la presunzione di poterne uscire quando vuole. Niente di più sbagliato, il Procuratore viene risucchiato nel vortice del mondo della droga. La prima sceneggiatura del film è stata scritta da Cormac McCarthy (Non è un Paese per Vecchi) che l'ha poi venduta al team di sceneggiatori del film 'The Road', film tratto da un romanzo di McCarthy.

Ecco 14 foto dal film (clic sull'immagine per ingrandirla).















Frra

martedì 5 marzo 2013

Gambit - la recensione

Remake dell'omonimo film del 1966 che vedeva protagonisti Michael Caine e Shirley McLaine, 'Gambit' è una commedia leggera un po' heist movie.

Harry Dean (C.Firth) è un curatore d'arte, fondamentalmente buono e un po' imbranato nei modi, che lavora per il potente, ricco e arrogante tycoon Lionel Shaband (A.Rickman). Con l'aiuto del Maggiore, un amico falsario, Dean organizza una truffa per cercare di vendere un falso quadro di Monet al suo capo, basandosi soprattutto sulla sua totale ignoranza in fatto di arte, una truffa per vendetta più che per soldi...più o meno. Per metterla in atto ha bisogno di una donna col cognome giusto, e la trova, una texana dura e pura tutta rodei e cowboy. La truffa però si rivela un po' più complicata di come Dean se l'era immaginata.

La storia è lineare, e non si sposta di molto dal film originale. La sceneggiatura è firmata dai fratelli Coen ma la loro mano non si vede così tanto come si poteva pensare (e sperare). Manca il loro mordente, il loro humor nero, e questo è un peccato, mentre il regista Michael Hoffman si limita più che altro a seguire la storia con semplicità. La storia viene poi affidata agli attori che con grande esperienza riescono a dare qualcosa in più: Colin Firth, in un ruolo diverso dal suo solito, riesce ad essere "teneramente" impacciato e divertente anche in situazione in cui si pensava potesse essere fuori luogo, il suo aplomb è invidiabile e riesce a dare un tocco comico molto elegante; Cameron Diaz, un po' invecchiata ma più interessante, è perfetta come texana sempliciotta, le sue capacità comiche sono fuori discussione, in lingua originale sicuramente si apprezza anche di più; e Alan Rickman che si cala benissimo nella parte. Piccolo ruolo per Stanley Tucci, solo un'apparizione per Cloris Leachman.

Il film punta sulla semplicità, su situazioni paradossali (le scene dentro l'Hotel Savoy sono decisamente le migliori), sulla capacità degli attori e sul meccanismo della truffa, che al cinema funziona sempre bene. Una commedia piacevole, di puro intrattenimenti, che riesce a far trascorrere un'ora e mezza spensierata e divertente. Nota di merito ai titoli di testa animati, molto carini.


Frra

domenica 30 settembre 2012

'Che cosa Aspettarsi quando si Aspetta' - la recensione

Che cosa Aspettarsi quando si Aspetta è un film di Kirk Jones, adattamento cinematografico dell'omonimo libro scritto da Heidi Murkoff e Sharon Mazel.
Il film parla di cinque coppie che affrontano in contemporanea cinque gravidanze vissute in modo diverso. Nove mesi in cui i protagonisti cambiano a seconda di come vivono l'attesa, e le aspettative che questa comporta.

Non c'è molto da dire, la storia è abbastanza prevedibile, forse si poteva giocare un pò di più sui dialoghi, e magari gli "incroci" tra le coppie, poteva uscire qualcosa d'interessante.
Le coppie sono state scelte a caso secondo me, però alla fine non sono malvagie (almeno non tutte), quella che più rimane impressa è quella formata da Elizabeth Banks e Ben Falcone, alla fine sono stati i più divertenti, perchè alla fine questo è questo che ci si aspetta dal film.


Quando si guarda questo tipo di film, significa che è un genere che piace. Un film con basse aspettative, che punta su quella risata che che dovrebbe venire spontanea giocando con l'ironia della vita quotidiana. Quindi se è un genere che non piace in partenza, è sicuramente un film da evitare.

Lòisa