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lunedì 25 settembre 2017

Valerian e la Città dei Mille Pianeti - la recensione

Valérian et Laureline, il cult del fumetto francese arriva al cinema grazie a Luc Besson, cineasta francese non estraneo al cinema di fantascienza.

Valerian e la Città dei Mille Pianeti è però un progetto abbastanza particolare, tanto ambizioso quanto a tratti (purtroppo) fallimentare. Nonostante l'altissimo budget usato per la sua realizzazione, non riesce ad essere ciò che doveva essere, ovvero una space opera kolossal che, anche in base alle dichiarazioni di Besson, avrebbe dovuto dare inizio ad un franchise cinematografico. 

Valerian poggia le sua basi su una trama quasi inesistente, due protagonisti inadatti (Cara Delevigne e Dane DeHaan) e una spettacolarità visiva sfarzosa che non riesce a colmare le numerosissime lacune disseminate in tutto il progetto. Valerian e la Città dei Mille Pianeti è spettacolare, questo è innegabile. L'occhio gode più di una volta grazie anche ad alcune sequenze di fuga/inseguimento davvero ben congegnate. Purtroppo però non si riesce a godere nello stesso modo della storia, frammentata, fredda troppo lineare (nonostante la presenza di "viaggi"spazio-temporali"), fatto aggravato dalla poca empatia dei due protagonisti completamente sbagliati al livello di casting.

Funzionano gli stravaganti e variopinti alieni, le sfavillanti scenografie, la fotografia, ma siamo comunque lontani dal Besson di Il Quinto Elemento o Nikita. L'aura e lo stile del regista francese fanno brevemente capolino in alcune scelte stilistiche ma nulla più. Un gran peccato.

sabato 11 ottobre 2014

Lucy - la recensione

Luc Besson torna al cinema dopo la commedia d'azione 'Cose Nostre - Malavita' e cambia registro con il thriller fantascientifico 'Lucy'.

Lucy (S.Johansson) è una studentessa che vive a Taiwan. Ingannata da un suo amico, è costretta a consegnare una valigetta, di cui non conosce il contenuto, a un criminale coreano, Mr. Jang (Choi Min-sik). La valigetta contiene una nuova droga sintetica, il CPH4. Mr. Jang decide di usare Lucy come corriere della droga. Alla ragazza viene inserito un pacchetto di quella droga nell'intestino. Durante un violento pestaggio però il pacchetto si rompe e lei assimila velocemente una grande quantità di quella pericolosa sostanza. Gli effetti sono particolari: la sostanza risveglia la parte non utilizzata del cervello di Lucy, che si trasforma in una "super donna", con una incredibile capacità di conoscenza e un potere inimmaginabile, illimitato e sconosciuto. Lucy si mette in contatto con un professore universitario (M.Freeman) e intanto va alla ricerca degli altri pacchetti di droga.

In 'Lucy' ci sono tutti gli elementi del cinema classico di Luc Besson, c'è azione, una dose di follia (un corsa in auto per le strade di Parigi) e una personaggio femminile come protagonista. Il film non ha una struttura narrativa ben precisa, sembra quasi un puzzle, la storia si sviluppa in un arco di tempo ristretto e procede a tappe seguendo la percentuale del "potere" di Lucy, fino al 100%. Besson parte dalla teoria che l'uomo ha sviluppato e usa solo una piccola parte della reale capacità del proprio cervello - come è spiegato dal personaggio di Morgan Freeman nella parte iniziale del film - e si chiede: cosa succederebbe se un essere umano arrivasse al 100%? Da questa domanda si sviluppa una storia che parte da film d'azione e finisce nella fantascienza pura, e non potrebbe essere altrimenti vista la domanda iniziale a cui è impossibile dare una risposta. Il film parte molto bene, Besson costruisce questa scalata verso il 100%, a un certo punto però, proprio sul finale, quando si è vicini al traguardo, la storia gli scivola via dalle mani finendo un po' in confusione, un difetto che si può trovare anche nel precedente film del regista, 'Cose Nostre - Malavita'.
Grande nota di merito a Scarlett Johansson. L'attrice riesce a trasmettere il cambiamento estremo della sua Lucy, da ragazza terrorizzata di fronte a un pericoloso criminale a donna fredda ed emotivamente distaccata da tutto che riesce a percepire il potere crescere dentro di lei. Significativa - sia per il personaggio che per comprendere la bravura dell'attrice - la scena della telefonata alla madre durante una "operazione chirurgica" senza anestesia, in cui Lucy non sente affatto il dolore fisico come qualsiasi essere vivente ma sente le emozioni e l'amore della madre. La Johansson ormai è un'attrice capace di passare dall'azione alla commedia al dramma con grande facilità. E' davvero brava, c'è poco da dire.

'Lucy' è un film folle, un po' "fumetto", con tanta azione, divertente, che a volte sembra completamente senza senso, anche se forse, a guardare bene fra le righe, un senso ce l'ha. C'è qualcosa di filosofico all'interno della storia, qualcosa che il regista ha messo lì ma senza pretendere che lo spettatore se ne accorga e ci rifletta, perché lo scopo principale del film è raccontare una storia e intrattenere. Besson costruisce un film imperfetto ma ci regala un altro bel personaggio femminile da ricordare.

lunedì 14 luglio 2014

'Lucy' - otto nuove immagini dal film con Scarlett Johansson

Arriverà in Italia il 25 settembre, il nuovo atteso thriller d'azione, con un po' di fantascienza, diretto da Luc Besson, 'Lucy'.

Protagonista del film è Scarlett Johansson, nei panni di una donna costretta a usare il suo corpo per trasportare droga. Accidentalmente però il suo corpo assorbirà la droga e invece di morire svilupperà dei super poteri che le permettono di usare il suo cervello al 100%, di spostare oggetti con la forza della mente e non provare dolore. E si trasformerà in un killer in cerca di vendetta. Nel cast anche Morgan Freeman.

Ecco otto nuove immagini.









giovedì 24 ottobre 2013

Prime immagini di Scarlett Johansson sul set di 'Lucy'

Sono iniziate da pochi giorni le riprese del nuovo action-thriller di Luc Besson, 'Lucy'. Protagonista della pellicola sarà Scarlett Johansson, che vediamo in queste prime immagini rubate dal set.


La trama ruoterà intorno Lucy, che è costretta a diventare un 'mulo della droga', ossia a trasportare illegalmente la droga nel suo corpo. Queste sostanze la porteranno in un essere in grado di spostare gli oggetti con la mente, leggere il pensiero, ecc... Fin quando non si troverà nella situazione di dover salvare un suo ex professore, che sarà interpretato da Morgan Freeman.

mercoledì 23 ottobre 2013

'Cose Nostre - Malavita' - la recensione

Il regista francese Luc Besson si dà al gangster movie con l'aiuto di Martin Scorsese (produttore esecutivo), prendendo spunto da un romanzo dell'italo-francese Tonino Benacquista, e il risultato è 'Cose Nostre - Malavita' ('The Family').

Giovanni Manzoni (Robert De Niro) è un ex gangster della mafia italo americana che ha cantato, ha denunciato la sua "famiglia" e li ha mandato tutti in galera, da quel giorno vive sotto protezione dell'FBI, nuovo nome, nuova città, lontano da New York. Con lui ci sono la moglie (Michelle Pfeiffer) e i due figli adolescenti (Dianna Agron e John D'Leo), anche loro costretti all'anonimato e ai continui spostamenti. La famiglia Manzoni non riesce ad adattarsi facilmente a causa delle abitudini, piuttosto vendicative, dure a morire. Costretti a spostarsi ancora, cambiano nome in Blake e si ritrovano in uno sperduto paesino della Francia, in Normandia dove ognuno di loro avrà i propri problemi da affrontare. Intanto in carcere, i restanti membri della famiglia non hanno smesso di cercare Giovanni.

Film omaggio-parodia dei gangster movie, 'Cose Nostre - Malavita' inizia decisamente bene, con humor nero e un'atmosfera che ricorda un po' i toni della serie 'I Soprano'. La famiglia Manzoni è formata da quattro personaggi interessanti, un ex malavitoso tra il rassegnato e il nostalgico, due figli che affrontano i problemi dell'adolescenza e della scuola e una moglie che prova a vivere normalmente, tutti e quattro provano a vivere come persone normali ma la loro natura alla fine prende sempre il sopravvento e alla fine si ritrovano sempre a risolvere le situazioni a modo loro.
E' un Luc Besson un po' diverso però, meno eccentrico ed esagerato e più lineare e "classico", e probabilmente è proprio questo il problema del film, l'unico in realtà. Besson ad un certo punto sembra tirare indietro la mano, gli manca il coraggio per continuare sulla via dello humor nero e del divertimento, così all'improvviso verso la fine il film diventa più serio perdendo la verve che invece caratterizza l'inizio. Un peccato perché nella prima parte il contrasto tra l'istinto" malavitoso" e vendicativo della famiglia intera e le situazioni di vita normale creano momenti e scambi di battute divertenti e interessanti.
L'indecisione di Besson finisce per incidere anche sul cast in realtà delizioso: Robert De Niro fa la parodia di se stesso (con una esplicita citazione di 'Quei Bravi Ragazzi' nel mezzo, omaggio a Scorsese e all'attore) ma non in senso negativo né "macchiettistico"; Michelle Pfeiffer è sempre meravigliosa con dei tempi perfetti per lo humor del film; John D'Leo e Dianna Agron sono i più sacrificati, soprattutto la Agron, ma quel poco che si vede ci fa pensare che avrebbero meritato più attenzione nel film e uno svolgimento più importante della loro storia. Partecipazione di Tommy Lee Jones in un ruolo di contorno ma anche i suoi duetti con De Niro avrebbero meritato di più.

Peccato che Luc Besson abbia avuto questa indecisione su dove indirizzare il film e su quanto affondare il colpo, se si fosse mantenuto sul terreno dello humor nero il film ne avrebbe giovato, soprattutto nella parte conclusiva, 'Cose Nostre - Malavita' comunque resta un film piacevole e godibile.