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lunedì 23 maggio 2016

Cannes2016 - a Ken Loach la Palma d'oro! ecco tutti i vincitori

Il Festival di Cannes 2016 si è concluso, sono stati annunciati tutti i vincitori, e come al solito è rimasta una scia di scontenti e di polemiche.

La giuria, presieduta da George Miller, ha parlato, la Palma d'Oro 2016 è stata assegnata a Ken Loach per il suo I, Daniel Blake, film che già alla proiezione stampa aveva raccolto larghi applausi e consensi.
Tutti felici quindi? ovviamente no. Nonostante il film di Loach sia stato uno dei più apprezzato di tutto il festival, si è levato comunque un certo malcontento da parte di una fetta della critica che ha "accusato" la giuria di aver premiato "il vecchio", "l'usato sicuro", senza azzardare. Pareri che lasciano il tempo che trovano, mettere tutti d'accordo è praticamente impossibile, e bisogna sempre ricordare che i vincitori vengono scelti da una giuria formata da nove persone, e non dalla stampa.

Comunque la stampa non può dirsi troppo delusa visto che il film più sostenuto dalla critica, cioè The Salesman di Asghar Farhadi, si è portato a casa due premi, migliore attore e il Prix du scénario. Il Gran Premio della Giuria è andato, un po' a sorpresa, a un commosso Xavier Dolan per il suo Just la fin du Monde, film che non aveva entusiasmato particolarmente la stampa. Stesso discorso, anzi piccola rivincita per Olivier Assayas e il suo Personal Shopper, molto fischiato dopo la proiezione per la critica ma premiato con il Prix de la mise en scène (premio per la regia), a pari merito con Cristian Mungiu per Bacalaureat.

Felicissimo Ken Loach per la sua seconda Palma d'Oro, la prima l'aveva vinta esattamente 10 anni fa per Il Vento che Accarezza l'Erba. "Diamo un messaggio di speranza", ha detto il regista dal palco, "un altro mondo è possibile e necessario".
Imprevisto durante la cerimonia, con la regista Houda Benyamina, vincitrice della Camera d'Or con Divines, che ha tenuto un vero e proprio monologo femminista, almeno dieci minuti di discorso - a tratti anche molto colorito, sicuramente spontaneo e sentito - che ha "tenuto in ostaggio" la cerimonia, con il presentatore Laurent Lafitte che solo alla fine è riuscito ad interromperla.

Scelte condivise all'unanimità dalla Giuria? "Quasi sì", come ha dichiarato la giurata italiana Valeria Golino. "Ci sono state lunghe discussioni, ma nessuna decisione è stata presa coi musi", ha detto l'attrice, "Una giuria fa tanti errori, me ne sono resa conto quando sono stata giurata alla Mostra di Venezia. Più avanti rivedi certi film e ti chiedi: ma come abbiamo fatto a non premiarlo?!". Insomma, il ruolo del giurato non è semplice.

Ecco tutti i vincitori.

Palme d'or
I, Daniel Blake di Ken Loach

Grand Prix du Jury
Juste la fin du monde di Xavier Dolan

Prix de la mise en scène
Cristian Mungiu per Bacalaureat
Olivier Assayas per Personal Shopper

Prix du scénario
Asghar Farhadi per The Salesman

Prix d'interprétation féminine
Jaclyn Jose per Ma' Rosa di Brillante Mendoza

Prix d'interprétation masculine
Shahab Hosseini per The Salesman di Asghar Farhadi

Prix du Jury
American Honey di Andrea Arnold

Palma d'Oro d'onore
Jean-Pierre Léaud

Caméra D'Or
Divines di Houda Benyamina

CORTOMETRAGGI

Palme d'or du court métrage
Timecode di Juanjo Gimenez

Mention spéciale - court métrage
The Girl Who Danced with the Devil di Joao Paulo Miranda Maria

giovedì 19 maggio 2016

Cannes 2016 - giorno 9

Presentato in Concorso uno dei film più attesi del festival, Fuori Concorso invece arriva una ventata di rock con Iggy Pop. Poi ancora Italia nella sezione Un Certain Regard.

Il giovane regista canadese Xavier Dolan torna in Concorso a Cannes con il film Just La Fin Du Monde, con cast stellare: Marion Cotillard, Lea Seydoux, Gaspard Ulliel, Nathalie Baye, e Vincent Cassel.

Il film, ispirato dall'opera teatrale di Jean-Luc Lagarce, racconta di uno scrittore malato terminale (Ulliel) che torna a casa dopo diversi anni per annunciare alla famiglia la sua imminente morte.

Al contrario di quanto successo con Mommy, con cui il regista ha vinto il premio della critica, questo nuovo film non è stato accolto da una ovazione di consensi ma ha diviso molto la critica. La reazione della stampa però non preoccupa assolutamente Xavier Dolan: "Ci sono opinioni diverse. Penso sia un film che si basa molto sul linguaggio, quindi ci può essere qualche problema di comunicazione. Si basa molto sugli sguardi, sui silenzi, e magari ci vuole un po' di tempo prima che la gente si abitui ad ascoltarlo e capirlo, oltre che a guardarlo. Comunque, non è un problema, tutti i film dividono la critica".

"La cosa bella del testo è il nervosismo dei personaggi, si esprimono in modo superficiale", ha dichiarato Dolan, "Il ruolo di Gaspard ad esempio è complesso, gli altri personaggi parlano tanto, lui invece fugge costantemente in un altro universo, in casa sua nessuno ascolta davvero nessuno. Sono personaggi umani ma sgradevoli, come la gente reale. Agli attori ho chiesto di esprimere tutte le imperfezioni degli esseri umani, di accettarle e di lavorarci". Un testo che ha conquistato subito Marion Cotillard. "E’ una storia sublime sulla brutalità che possono nascere nei rapporti in famiglia e la difficoltà di esprimersi anche con persone più care. Non vedevo l’ora di andare alla ricerca di questo personaggio", ha detto l'attrice, entusiasta anche della collaborazione con il giovane regista, "Xavier lavora talmente vicino a noi che è come una tecnica di respirazione. E’ come se fossimo un solo corpo". "Xavier ti prende tra le braccia e ti accompagna", ha continuato Lea Seydoux, "ha un modo di lavorare molto preciso ed essendo lui stesso un attore la comunicazione è sempre molto fluida. Sono molto fiera di aver partecipato al film". Complimenti anche da parte di Vincent Cassel: "Inizialmente la scrittura era molto precisa, ma al momento di lavorare ci ha lasciati estremamente liberi, è stato un lavoro molto stimolante". Gaspard Ulliel ha inoltre raccontato l'approccio del regista sugli attori, che prende e sposta fisicamente gli attori sul set: "Interviene tantissimo, ed è spiazzante all'inizio. Vuole sapere anche perché respiri, misura le emozioni e i sentimenti. E' un chirurgo, mi sentivo visto attraverso un microscopio!". Complimenti che hanno fatto ridere Dolan, consapevole delle sue "manie" sul set ma anche felice per le parole dei suoi attori.

Xavier Dolan infine ha spiegato perché considera questo la sua opera migliore: "Secondo il mio modesto parere è la mia opera migliore, ma credo sia normale, visto che più vado avanti e più cerco di migliorarmi e mettere amore e passione in quello che faccio. Io cerco di raccontare una storia, preferisco questo film agli altri solo perché in questo non vedo difetti. Cerco di non ripetere errori passati, al massimo di farne altri".

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Arriva nella sezione Un Certain Regard il film noir Pericle Il Nero, di Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio protagonista e produttore della pellicola.

Scamarcio nel film è Pericle, detto il Nero, uno che di lavoro "fa il culo alla gente" per conto di un boss della camorra emigrato in Belgio. Durante una spedizione però Pericle commette un errore che lo condannerà a morte. Per sopravvivere dovrà scappare, ma fuggire dal suo ingombrante passato è quasi impossibile.

"Il nostro non è un film per tutti; una cosa che però talvolta è un valore. Ci sono tanti generi nel cinema ed è giusto così, ma lavori sperimentali come il nostro che si prendono dei rischi fanno veramente una grande fatica. Il pubblico ama film rassicuranti e consolatori e a noi non piacciono i film così. Io li faccio come attore ma poi credo anche che ogni tanto vada fatto qualcosa di controverso e scomodo", ha dichiarato Scamarcio riguardo l'incasso infelice del film all'uscita nelle sale italiane (nei cinema dal 12 maggio).

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Secondo lavoro per Jim Jarmusch in questo festival, si tratta di Gimme Danger, un documentario sugli Stooges. Ad accompagnare il regista c'era, ovviamente, Iggy Pop, che ha dato al festival una svolta molto rock.

"Il film è una specie di collage, spot tv, materiale industriale e vecchie notizie", ha dichiarato Jarmusch, "ma le memorie di Iggy sono il vero collante che regge tutto. Volevamo fare qualcosa che fosse vicino alla musica degli Stooges".
La parola è poi passata a Iggy Pop: "Io butto via tutto, ma fortunatamente conoscevo un po' di gente, fan, videoamatori, e spacciatori, che aveva ancora qualcosa da parte. E in effetti ci sono diverse scene in cui mi si vede alle prese con sostanze di dubbia provenienza. Oggi il mio solo vizio è il vino. Tutti dovrebbero lasciar perdere quella robaccia. [...] Ho visto ieri il documentario e sono rimasto colpito, soprattutto dagli spot tv. Diavolo, sono un prodotto di quei tempi. Nell'era digitale è davvero facile fare soldi. Quando ho iniziato con la band dividevamo i guadagni. Non sapevamo cosa significasse ‘pubblicare’. Oggi premi un tasto e diventi ricco!".

Il film è stato presentato Fuori Concorso nelle proiezioni di mezzanotte.